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Norimberga. Processo al processo

Settant’anni fa si concludeva a Norimberga quello che è stato definito il più grande processo della storia: il processo ai criminali nazisti: ventun gerarchi, o ventun “mostri”, come si diceva allora, colpevoli di aver scatenato la seconda guerra mondiale, deportato intere popolazioni, eliminato sei milioni di ebrei e provocato la morte complessiva di ventisei milioni di esseri umani.
Ma la ricerca non si limita soltanto a rievocare quel drammatico avvenimento – imputati, accusa, difesa, documenti, verdetto e condanne, ma sottopone a processo lo stesso procedimento con l’aiuto di storici e insigni studiosi tedeschi, intervistati nel 1985, fra cui i noti scrittori Golo Mann ed Eric Kuby: “atti contrari alle leggi e consuetudini di guerra”: cosa implica tale principio? La rinuncia alla guerra o l’accettazione di una guerra “secondo ragione” e “secondo le legge”? Affermare, una volta per tutte, un principio nuovo – come ritenevano i giudici di Norimberga – o applicato un criterio di giudizio, giustificabilissimo di fronte alla barbarie nazista, ma ormai senza applicazione perchè figlio di quel tempo? Un dibattito appassionante che torna d’estrema attualità nel tormentato panorama odierno panorama.
In appendice la storia della figura più enigmatica del processo, il delfino di Hitler, l’ultimo di Spandau, Rudolf Hess.
Leandro Castellani, è un noto autore e regista che alla tv, e più sporadicamente alla radio e al cinema, ha dato un valido e originale contributo spaziando dal grande sceneggiato (Le cinque giornate di Milano, La gatta, Incantesimo, ecc.) all’inchiesta storica (La bomba prima e dopo, Mille non più mille, ecc), alla biografia (Oppenheimer, Don Bosco, ecc.) e ottenendo i massimi riconoscimenti internazionali (Leone d’oro di Venezia, Prix Italia, Festival di Montecarlo, Mosca, Villerupt, Chanchung, ecc.).
E’ autore inoltre di numerosi volumi di carattere storico (Mistero Majorana), giornalistico (Giallo storia), di costume (Lo Strauss della Romagna), di saggi sulla comunicazione e i media (Premio Fabbri, Premio Capri, Premio “Scrivere di cinema”), di opere di narrativa (Occhi da cinema, Premio Domenico Rea 2009), ecc.
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### Sinossi
Settant’anni fa si concludeva a Norimberga quello che è stato definito il più grande processo della storia: il processo ai criminali nazisti: ventun gerarchi, o ventun “mostri”, come si diceva allora, colpevoli di aver scatenato la seconda guerra mondiale, deportato intere popolazioni, eliminato sei milioni di ebrei e provocato la morte complessiva di ventisei milioni di esseri umani.
Ma la ricerca non si limita soltanto a rievocare quel drammatico avvenimento – imputati, accusa, difesa, documenti, verdetto e condanne, ma sottopone a processo lo stesso procedimento con l’aiuto di storici e insigni studiosi tedeschi, intervistati nel 1985, fra cui i noti scrittori Golo Mann ed Eric Kuby: “atti contrari alle leggi e consuetudini di guerra”: cosa implica tale principio? La rinuncia alla guerra o l’accettazione di una guerra “secondo ragione” e “secondo le legge”? Affermare, una volta per tutte, un principio nuovo – come ritenevano i giudici di Norimberga – o applicato un criterio di giudizio, giustificabilissimo di fronte alla barbarie nazista, ma ormai senza applicazione perchè figlio di quel tempo? Un dibattito appassionante che torna d’estrema attualità nel tormentato panorama odierno panorama.
In appendice la storia della figura più enigmatica del processo, il delfino di Hitler, l’ultimo di Spandau, Rudolf Hess.
Leandro Castellani, è un noto autore e regista che alla tv, e più sporadicamente alla radio e al cinema, ha dato un valido e originale contributo spaziando dal grande sceneggiato (Le cinque giornate di Milano, La gatta, Incantesimo, ecc.) all’inchiesta storica (La bomba prima e dopo, Mille non più mille, ecc), alla biografia (Oppenheimer, Don Bosco, ecc.) e ottenendo i massimi riconoscimenti internazionali (Leone d’oro di Venezia, Prix Italia, Festival di Montecarlo, Mosca, Villerupt, Chanchung, ecc.).
E’ autore inoltre di numerosi volumi di carattere storico (Mistero Majorana), giornalistico (Giallo storia), di costume (Lo Strauss della Romagna), di saggi sulla comunicazione e i media (Premio Fabbri, Premio Capri, Premio “Scrivere di cinema”), di opere di narrativa (Occhi da cinema, Premio Domenico Rea 2009), ecc.

Non tutto si dimentica

«Elettrizzante.»The Washington Post«Un thriller originale, avvincente e che fa riflettere.»B.A. Paris, autrice del bestseller La coppia perfetta»«Non tutto si dimentica esplora le relazioni familiari senza perdere di vista la crescente tensione causata dagli eventi. Un romanzo che a ogni capitolo offre colpi di scena, sorprese e una trama che vi terrà incollati alle pagine. Non perdetelo!» Karin Slaughter, autrice bestseller del New York Times«Wendy Walker ha una scrittura magnetica e accattivante grazie alla quale riesce a raccontare una storia dalla forza straordinaria, ma anche a spiegarci l’importanza della memoria per ognuno di noi. Proprio come suggerisce il titolo, è un romanzo che non si dimentica»Mary Kubica, autrice bestseller del New York TimesVuoi davvero ricordare cosa ti è successo?Tutti sanno cos’è successo a Jenny Kramer quella sera. Non capita spesso che una tranquilla cittadina di provincia sia teatro di un crimine e la notizia ha sconvolto l’intera comunità: durante una festa a casa di amici, Jenny è stata aggredita da un uomo, che poi è fuggito senza lasciare traccia. Tutti lo sanno, tranne Jenny. Perché lei è stata sottoposta a una terapia farmacologica sperimentale, che le ha cancellato dalla memoria quella terribile esperienza. O almeno così speravano i medici. In realtà, il corpo di Jenny non ha dimenticato e, a poco a poco, i demoni del passato iniziano a intaccare l’apparente serenità del presente, trascinando la ragazza sull’orlo del suicidio. E nemmeno i suoi genitori riescono a superare il trauma, ossessionati dall’idea che chi ha distrutto la vita della figlia sia ancora in libertà. Secondo il dottor Forrester, il terapeuta di Jenny, la ragazza non ha scelta: deve recuperare i ricordi di quella sera. Anche a costo di portare alla luce verità che gettano più di un’ombra sulla superficie perfetta di quella tranquilla cittadina di provincia…Grazie alla straordinaria capacità di coniugare suspense, dilemmi morali e colpi di scena, l’autrice esplora il lato oscuro dei rapporti familiari, dando vita a una storia potente e originale che ha conquistato gli editori di tutto il mondo. Dopo aver scalato le classifiche americane, tedesche e francesi, Non tutto si dimentica è in corso di traduzione in altri 20 Paesi.

Non torna nessuno

Dopo il boom petrolifero, il North Dakota si è riempito di squallidi quartieri dormitorio per gli uomini ingaggiati negli impianti, alla periferia di città impreparate ad accoglierli. In posti come questi, isolati e fuori dal tempo, è facile far sparire una persona. E quando due ragazzi appena arrivati svaniscono senza lasciare traccia, sono solo le loro madri a credere di poterli ritrovare. Colleen, ricca e ben protetta signora del Massachusetts, non aveva certo sognato una vita sulle piattaforme petrolifere per suo figlio Paul e ora è ben decisa a riportarlo a casa. Shay, resa dura da una vita tutt’altro che semplice nella parte sbagliata della California, desidera solo riavere il suo Taylor e non si lascia certo intimidire dai poliziotti reticenti e dal codice del silenzio della società petrolifera. Lei è l’unica persona a voler avere a che fare con Colleen, perché ha la sua stessa missione. Stanche e spaventate, le due improbabili alleate sigillano un patto contro tutto e contro tutti, e si trovano loro malgrado a scavare tra menzogne e omertà, tra il cielo grigio acciaio e il ghiaccio nero petrolio. Nulla può fermare una madre. Due sono invincibili. Autrice bestseller in America, Sophie Littlefield ha scritto un thriller teso ed emozionante, un racconto in continuo equilibrio tra vita e morte, tra sconforto e speranza, tra odio e amicizia. E le novelle Thelma e Louise sono due eroine irresistibili, coraggiose e verissime.
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### Sinossi
Dopo il boom petrolifero, il North Dakota si è riempito di squallidi quartieri dormitorio per gli uomini ingaggiati negli impianti, alla periferia di città impreparate ad accoglierli. In posti come questi, isolati e fuori dal tempo, è facile far sparire una persona. E quando due ragazzi appena arrivati svaniscono senza lasciare traccia, sono solo le loro madri a credere di poterli ritrovare. Colleen, ricca e ben protetta signora del Massachusetts, non aveva certo sognato una vita sulle piattaforme petrolifere per suo figlio Paul e ora è ben decisa a riportarlo a casa. Shay, resa dura da una vita tutt’altro che semplice nella parte sbagliata della California, desidera solo riavere il suo Taylor e non si lascia certo intimidire dai poliziotti reticenti e dal codice del silenzio della società petrolifera. Lei è l’unica persona a voler avere a che fare con Colleen, perché ha la sua stessa missione. Stanche e spaventate, le due improbabili alleate sigillano un patto contro tutto e contro tutti, e si trovano loro malgrado a scavare tra menzogne e omertà, tra il cielo grigio acciaio e il ghiaccio nero petrolio. Nulla può fermare una madre. Due sono invincibili. Autrice bestseller in America, Sophie Littlefield ha scritto un thriller teso ed emozionante, un racconto in continuo equilibrio tra vita e morte, tra sconforto e speranza, tra odio e amicizia. E le novelle Thelma e Louise sono due eroine irresistibili, coraggiose e verissime.

Non ti riconosco

Un viaggio per tappe della mente e del cuore nell’Italia del boom economico, del sogno, della decadenza. Di pieni fattisi d’improvviso vuoti. Di momenti di caduta e stordimento, ma anche di grande condivisione e cambiamento. «Nel corso di questo lungo viaggio erratico tra le pieghe di un Paese sospeso, ho incontrato un’infinità di tracce di metamorfosi istantanea. Di futuri fattisi istantaneamente anteriori. Di promesse appena immaginate e già mancate. Di progetti iniziati e non terminati. E i segni di mappe che non valgono piú. Ma non riesco a considerarli simboli di un paradiso perduto».Un viaggio in Italia, da Torino a Lampedusa, sulle tracce di città e territori conosciuti, amati, e poi, a volte, perduti. Di luoghi dell’esperienza e della memoria che mutano nel tempo e nelle stagioni fino a «non riconoscerli piú», ma di cui non puoi, comunque, fare a meno. Di paesaggi familiari che giorno dopo giorno stupiscono, disorientano, promettono nuove frontiere. Cosí Torino, prima tappa del viaggio, è un luogo in cui può succedere di perdersi. Ci si può perdere non tanto nel centro, fissato dai recenti restauri in cartolina da consumare con i piedi e con lo sguardo piú che da abitare, ma già nella prima periferia dove i negozi chiudono e le vetrine cambiano volto: la gastronomia diventa un hard discount e la piccola gioielleria di quartiere inalbera la pacchiana bandiera del «compro oro». E ci si può perdere nella seconda periferia dove la scomparsa della grande fabbrica e la trasformazione della vecchia metropoli di produzione ha «sciolto» il paesaggio mutandone anima e corpo. Ma oggi Torino è anche Arduino: una «piattaforma hardware low cost programmabile» che sa innaffiare i fiori alle ore stabilite, guidare un drone in spazi chiusi, gestire un appartamento con il comando vocale. Una risorsa eccezionale open source messa a disposizione di tutti. Un simbolo del futuro. Il viaggio continua, attraversando la nostra penisola, percorrendo autostrade deserte o mescolandosi alla folla, incrociando le storie dei suoi abitanti e ascoltandone ricordi e sogni, accompagnati dal suono del vento negli ulivi o fra gli scogli di una piccola isola lontana. Cosí si scopre il paese abbandonato di Consonno, nel cuore della Brianza, certo il piú bizzarro ghost village italiano, una sorta di «Disneyland lombarda» o il quadrante orientale, il Nordest del grande balzo in avanti e del duro rinculo, o il distretto di Prato, alle porte di Lucca e Firenze, testimone di antichi saperi artigiani sfidati dall’Oriente. E le antiche cattedrali nel deserto del Sud: l’Ilva di Taranto, le industrie chimiche di Saline Joniche, il porto di Gioia Tauro, un bacino lunghissimo a forma di fagiolo protetto da enormi colonne di cemento, e una brughiera spoglia che ha sostituito piú di ottocentomila alberi: aranci, limoni, ulivi secolari. Fino a Lampedusa luogo di arrivo e di sbarco continuo di altre realtà. Porta di entrata e di uscita. Isola che nel suo perimetro breve contiene tutte le fini e tutte le speranze.

Non ti faccio niente

1983. L’uomo seduto nella macchina blu è nuovo di quelle parti, ma Remo non ha paura, non sa che cosa sia un estraneo. L’uomo ha tra le mani un passerotto caduto dal nido, almeno così dice, e chiede a Remo di aiutarlo a prendersene cura. Il bambino, sette anni passati quasi tutti per strada, che i genitori hanno altri pensieri, non esita neppure per un attimo. E sale. Tre giorni dopo viene restituito alla famiglia, illeso nel corpo e nell’anima; racconta di un uomo biondo, bellissimo, che lo ha riempito di regali e che ha giocato con lui, come nessun adulto aveva mai fatto. Non è la prima volta che succede e non sarà l’ultima. Trentadue bambini in sedici anni. Tutti tenuti per tre giorni da un uomo che cerca di realizzare i loro desideri e li restituisce alla famiglia, felici. Quando la polizia comincia a collegare i rapimenti lampo, l’uomo scompare. 2015. Il padre di Greta non è mai arrivato una sola volta in ritardo a prenderla. Ma lo sgomento negli occhi della maestra gli fa capire che qualcosa non va, perché Greta a scuola non è mai entrata. Scompare così, la figlia di Remo Polimanti, come lui era scomparso trent’anni prima. Anche lei viene subito restituita alla famiglia, ma priva di vita. Greta non è che la tappa iniziale di una scia di sangue che collega i figli dei bambini rapiti anni prima. Ma perché il rapitore “buono” si è trasformato in un assassino? O forse c’è qualcuno che intende emularlo. O sfidarlo. O punirlo. In un’inquietante e tormentata danza di ombre e luci, Paola Barbato ci conduce fin dentro le nostre paure più grandi, facendo sanguinare ferite mai guarite davvero.

Non ti avvicinare

La verità è pericolosa. La verità si ammanta di bugie. La verità cambia tutto. Anche te. Che cosa faresti se in una gelida serata invernale una ragazza bussasse alla tua porta per chiedere aiuto? Sei sola in casa, hai paura, nessuno può aiutarti… Ma lei è solo una ragazza. Devi accoglierla, non hai altra scelta. Anche perché lei sembra sapere molte cose su di te e sulla tua vita. Cose segrete. E nella ragnatela di bugie che inizia subito a tessere, e che poco a poco ti intrappola in una spirale di paura, si nasconde qualcosa che non è affatto una menzogna. Nel cuore degli inganni si nasconde la verità più pericolosa. È un freddo pomeriggio di dicembre e Stella è chiusa nella sua bella casa nella campagna inglese. Sono diciotto mesi che non esce: lì si sente al sicuro, protetta dal marito Max. Stella è agorafobica, qualcosa nel suo passato l’ha segnata, ma la situazione sta lentamente migliorando, grazie anche alle cure del marito, psicologo. Ma adesso lui è lontano per lavoro e Stella si trova di fronte Blue, una ragazzina magra, molto agitata, di una bellezza sconvolgente, come sconvolgente è quello che le racconta.

Non Sono una Milf

Chi sono le Milf? Sempre più popolari, le Milf, sono mamme non più giovanissime, ma ancora in grado di attirare le atten-zioni degli uomini, soprattutto di quelli giovani.
Entrate a far parte dell’immaginario erotico maschile, vengono idealizzate e considerate quasi esclusivamente come un oggetto sessuale. Un trofeo. Una conquista di cui vantarsi con gli amici. Ma è davvero sempre così?
Azzurra vive a Londra. Ha quarantacinque anni, una figlia da poco entrata nel mondo del lavoro e un divorzio alle spalle. Concentrata sulla sua carriera, ha da tempo dimenticato cosa significhi essere amata e desiderata. Per quanto sia ancora e-stremamente attraente, infatti, non è più riuscita a trovare qualcuno in grado di farle avvertire di nuovo le farfalle nello stomaco.
Quando incontra Riccardo, però, tutto cambia. Lui la guarda in modo diverso. Sembra volerla come se lei fosse l’unica donna al mondo. La fa sentire speciale. Tutto a posto quindi? No, perché Riccardo ha solo ventisette anni.
Nonostante l’attrazione e il desidero, Azzurra ha difficoltà a lasciarsi andare al sentimento che sente nascere dentro di lei. Non ha voglia di essere criticata e giudicata. Anche se il giudizio più severo, alla fine, sarà proprio il suo.
Dopo L’amore non è un caso, Vimercati torna con un romanzo ambientato tra Londra e la provincia di Como. Un romanzo dallo stile giovane e frizzante, che vuole far riflettere su un fenomeno ormai entrato a far parte della nostra quotidianità. Un romanzo sul mondo delle donne mature. Donne che nono-stante le apparenze e le etichette della società, hanno solo vo-glia di essere abbracciate e amate. Pur apparendo forti, sexy e determinate, hanno infatti le stesse paure e gli stessi desideri di tutte le altre. Anche loro cercano l’amore. L’amore che ti fa sussultare. Quello che ti fa sognare e che va oltre i pregiudizi della gente. Perché l’amore, quello vero, non ha età.

Non rinuncerei mai a te

Samira è una donna forte e piena di carattere, ma dietro questa forza nasconde una debolezza e una dolcezza quasi fuori dal comune. La scrittura è la sua unica fonte di distrazione, l’aiuta, la fa estraniare da questo mondo che le sembra silenzioso e vuoto. Ha una piccola libreria e un sogno che sta per realizzare. La pubblicazione del suo romanzo è imminente ormai, è quasi tutto pronto, manca però l’evento che vedrà nascere “Non rinuncerei mai a te”. Il suo editor ha commissionato ad Alesh Wilson, l’organizzazione di un evento speciale. Sarà proprio quest’ultimo a scombussolare la vita di Samira.
Alesh non è un tipo facile,è un provocatore, uno che non si ferma dinnanzi a niente. Non si è mai preoccupato di corteggiare una donna: pochi sguardi, il suo sorriso perfetto e le notti folli avevano inizio. Con Samira però… è diverso. È ossessione.
Insieme daranno inizio a una provocazione che andrà avanti senza sosta e non gli darà mai tregua, non finché i loro corpi diverranno uno solo…
«Sono solo un esploratore del sesso. Mi piace variare, approfondire la conoscenza in questo modo, Samira. Puoi accusarmi di essere un malato di sesso, ma non sono un approfittatore. Le donne sanno bene a cosa vanno incontro quando mi scelgono»
E lei che scelta farà?
Contatti autrice: [email protected]
Facebook: https://www.facebook.com/anna.loveangel.efp   

Non riesco a dimenticarti

«Questo è il libro di cui sono più orgogliosa.» L’autrice The Fall Away Series K.C. Carter si è cacciata nei guai con la legge e adesso è costretta a trascorrere l’estate nel paesino in cui è nata, Shelburne Falls, per adempiere ai servizi utili alla comunità: così ha ordinato il tribunale. Ma non è l’unica difficoltà a cui deve far fronte al suo arrivo: al nome di Jaxon Trent risponde il peggior tipo di tentazione che si possa immaginare, ed è esattamente ciò da cui K.C. è riuscita a stare lontana fin dai tempi del liceo. Lui però non l’ha mai dimenticata, anche perché è l’unica ragazza a non essere mai uscita con lui e ad avergli detto sempre di no. Jaxon è un tipo pericoloso sul serio, ma tra lui e K.C. l’attrazione è talmente forte che resistere diventa quasi impossibile… Dall’autrice del bestseller Mai per amore N°1 in America Tornare indietro è difficile, ma stare lontani è impossibile L’autrice dice del suo libro: «Ogni sussurro, ogni respiro, ogni bacio, e ogni parola è nata nella parte più profonda di me. Questo è il libro di cui sono più orgogliosa.» I commenti dei lettori: «L’entrata in scena di K.C. è a dir poco fantastica.» «Jax e K.C. sono una coppia stratosferica.» «Leggere questo libro mi ha fatto venire le vertigini, come se fossi stata sulle montagne russe. È così pieno di colpi di scena che non sai mai che cosa accadrà ogni volta che giri pagina.» Penelope Douglasvive e insegna a Las Vegas. Nata a Dubuque, Iowa, ha conseguito una laurea in Amministrazione pubblica, poi un Master in Scienza dell’educazione alla Loyola University di New Orleans. La Newton Compton ha già pubblicato Mai per amore, Da quando ci sei tu e La mia meravigliosa rivincita.

Non restare indietro

Francesco ha poco tempo per costruirsi una nuova reputazione agli occhi dei compagni nella nuova classe, senza che i prof pensino che sia arrivato lì per farsi segare. E l’attesa dell’imminente viaggio ad Auschwitz organizzato dalla scuola gli provoca quella sensazione senza nome che sale e scende tra la pancia e il petto, quel misto di rabbia, curiosità e paura. Alle sue spalle, quindici mesi prima, il dolore: quel giorno in cui, al funerale del suo amico Simone, non aveva versato neanche una lacrima.
Francesco parte, con settecento compagni di viaggio. E con i suoi nuovi amici: Andrea, Alessia e Martina, che forse gli piace ma lui ancora non lo sa. In treno, nell’esperienza della comunità viaggiante, e poi barcollando nella ruvida realtà di Auschwitz, nell’immensa desolazione di Birkenau e tra le strade di una Cracovia gelida e vitale, Francesco entra in contatto con le sue emozioni e con quelle degli altri. Diventa una stampella silenziosa per un amico travolto dalla scoperta del dolore, stana la debolezza di Martina, coglie l’umanità del compagno prepotente che arriva a chiedersi, pensando alle ss e ai kapò, “sono poi tanto diverso?”.
Francesco scopre un senso per la sua vita nell’abbraccio del gruppo, impara quanto coraggio ci vuole a saper piangere. Insieme trovano gli strumenti per rimbalzare alla vita e immaginarsi grandi.
Tra grida di rabbia e spaesamento, tra partite di calcio e domande sul senso della storia e della vita, tra gesti acerbi d’amore e amicizie che si scolpiscono nei sedici anni dei protagonisti di questo libro, Francesco inizia a fare i conti con il suo dolore e a guardare in là. E impara a pensare al futuro.
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Francesco ha poco tempo per costruirsi una nuova reputazione agli occhi dei compagni nella nuova classe, senza che i prof pensino che sia arrivato lì per farsi segare. E l’attesa dell’imminente viaggio ad Auschwitz organizzato dalla scuola gli provoca quella sensazione senza nome che sale e scende tra la pancia e il petto, quel misto di rabbia, curiosità e paura. Alle sue spalle, quindici mesi prima, il dolore: quel giorno in cui, al funerale del suo amico Simone, non aveva versato neanche una lacrima.
Francesco parte, con settecento compagni di viaggio. E con i suoi nuovi amici: Andrea, Alessia e Martina, che forse gli piace ma lui ancora non lo sa. In treno, nell’esperienza della comunità viaggiante, e poi barcollando nella ruvida realtà di Auschwitz, nell’immensa desolazione di Birkenau e tra le strade di una Cracovia gelida e vitale, Francesco entra in contatto con le sue emozioni e con quelle degli altri. Diventa una stampella silenziosa per un amico travolto dalla scoperta del dolore, stana la debolezza di Martina, coglie l’umanità del compagno prepotente che arriva a chiedersi, pensando alle ss e ai kapò, “sono poi tanto diverso?”.
Francesco scopre un senso per la sua vita nell’abbraccio del gruppo, impara quanto coraggio ci vuole a saper piangere. Insieme trovano gli strumenti per rimbalzare alla vita e immaginarsi grandi.
Tra grida di rabbia e spaesamento, tra partite di calcio e domande sul senso della storia e della vita, tra gesti acerbi d’amore e amicizie che si scolpiscono nei sedici anni dei protagonisti di questo libro, Francesco inizia a fare i conti con il suo dolore e a guardare in là. E impara a pensare al futuro.

Non puoi dimenticare

Thriller così non si trovano quasi mai È sopravvissuto all’Olocausto Ma ora qualcuno vuole portargli via il suo passato Stanley Peke è un tranquillo pensionato che, dopo aver trascorso quarant’anni a Westchester, vicino New York, ha deciso di trasferirsi con la moglie a Santa Barbara, per passare quanto gli resta da vivere sotto il caldo sole della California. Peke è ancora un uomo forte per la sua età, ma comincia a dimenticarsi le cose. Per questo, quando la ditta di traslochi si presenta a casa sua con un giorno di anticipo, Stanley non si insospettisce più di tanto: pensa semplicemente di aver memorizzato la data sbagliata e tutte le sue cose vengono caricate su un enorme camion che parte in direzione della nuova casa… Così comincia uno dei più elettrizzanti thriller di tutti i tempi e svelare qualunque ulteriore dettaglio sarebbe un peccato, perciò l’editore si prende la responsabilità di non dire altro sulla trama, ma anche quella di consigliare caldamente la lettura di queste pagine a chiunque abbia voglia di vivere un’avventura straordinaria, una storia incredibile, scritta con maestria e grande talento: il libro dell’anno negli Stati Uniti. N°1 negli Stati Uniti Diventerà presto un film «Una prosa pulita ed elegante contraddistingue questo thriller eccezionale.» Publishers Weekly «Una storia agghiacciante, scritta benissimo. Uno stile da dieci e lode, per un tema davvero toccante e una trama che colpirà chiunque la legga. Assolutamente da non perdere!» Suspense Magazine «Un’avventura avvincente. Un thriller convincente con un insegnamento morale alla base.» Library Journal Jonathan StoneLaureato a Yale, scrive la maggior parte delle sue opere sul treno che ogni giorno lo porta dal Connecticut a Manhattan, dove lavora come direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria. È autore di racconti pubblicati in diverse raccolte di successo e di cinque romanzi. Non puoi dimenticare, appena pubblicato negli usa, è già stato opzionato per ricavarne un film.

Non piangere (Omero)

Spagna, 1936. La guerra civile sta per scoppiare. Montse ha quindici anni e, insieme al fratello José, decide di partire per la grande città, dove assiste agli albori della rivoluzione libertaria e vive quella che fu senza dubbio l’unica avventura della sua vita.
Settantacinque anni dopo, davanti a un bicchiere di anisetta, racconta alla figlia gli eventi di quel periodo. Soffre di disturbi della memoria e ha perso per sempre le tracce di ciò che ha vissuto dalla guerra a oggi. Ma conserva intatto il ricordo di quell’estate del ’36 in cui accadde l’impensabile, quell’ultima estate di splendore nella quale capì cosa significava vivere.
Alle parole di Montse si intrecciano quelle indignate di Bernanos che, nei Grandi cimiteri sotto la luna, ebbe il coraggio di denunciare le atrocità perpetrate dall’esercito nazionalista e l’infame connivenza tra la Chiesa e i militari durante la guerra spagnola.
Due narrazioni, due visioni che hanno una strana consonanza con i tempi in cui viviamo. La prosa di Lydie Salvayre oscilla con rara abilità fra violenza e leggerezza, brutalità ed eleganza, ora lasciandosi trascinare dalla scrittura impeccabile di Bernanos, ora abbandonandosi alla lingua allegramente bistrattata della madre, una lingua impertinente, dal ritmo singolarissimo, carica di valenze politiche e affettive.
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### Sinossi
Spagna, 1936. La guerra civile sta per scoppiare. Montse ha quindici anni e, insieme al fratello José, decide di partire per la grande città, dove assiste agli albori della rivoluzione libertaria e vive quella che fu senza dubbio l’unica avventura della sua vita.
Settantacinque anni dopo, davanti a un bicchiere di anisetta, racconta alla figlia gli eventi di quel periodo. Soffre di disturbi della memoria e ha perso per sempre le tracce di ciò che ha vissuto dalla guerra a oggi. Ma conserva intatto il ricordo di quell’estate del ’36 in cui accadde l’impensabile, quell’ultima estate di splendore nella quale capì cosa significava vivere.
Alle parole di Montse si intrecciano quelle indignate di Bernanos che, nei Grandi cimiteri sotto la luna, ebbe il coraggio di denunciare le atrocità perpetrate dall’esercito nazionalista e l’infame connivenza tra la Chiesa e i militari durante la guerra spagnola.
Due narrazioni, due visioni che hanno una strana consonanza con i tempi in cui viviamo. La prosa di Lydie Salvayre oscilla con rara abilità fra violenza e leggerezza, brutalità ed eleganza, ora lasciandosi trascinare dalla scrittura impeccabile di Bernanos, ora abbandonandosi alla lingua allegramente bistrattata della madre, una lingua impertinente, dal ritmo singolarissimo, carica di valenze politiche e affettive.

Non mi sono fatto mancare niente: La mia vita all’ombra di un padre ingombrante

Che cosa significa essere figlio di una leggenda vivente? Certo, significa non avere problemi economici. Ma, a parte questo, può significare avere tutti gli altri, di problemi: primo fra tutti, quello di non potersi confrontare con due genitori lontani, sempre in giro per il mondo, che per farsi perdonare ti colmano di regali e non ti sgridano mai… C’è nel libro una scena memorabile, che risale all’infanzia dorata di Piero: «Una mattina di tanti anni fa mio padre mi porta all’edicola dei Parioli. Sapeva che facevo l’album dei calciatori – tutti avevamo l’album dei calciatori Panini – e così mi porta a comprare qualche pacchetto… Ho sentito dire che il desiderio muove il mondo, che non c’è cosa che accada se non la desideri. E così, quella mattina di mille anni fa, mio padre portò me, ragazzino, pieno di aspettativa innocente e febbrile, davanti all’edicola… “Che vuoi?” “Le figurine.” “Buongiorno,” dice Paolo all’edicolante “mi dà tutte le figurine che ha?” Fortuna vuole che era appena arrivato un carico di pacchetti. Papà li compra tutti, pensando di farmi felice… Strano, io in quel momento ho sentito come un secchio d’acqua sul mio piccolo fuoco di desiderio. Sapevo di aver completato l’album in quell’istante, con un’unica soluzione. E insieme all’album finiva anche lui: il desiderio. Celo, manca, celo, manca. Celo tutte, manca niente, addio gioco.» Questo libro racconta, con sorprendente efficacia e molta ironia, una vita che, da quella «scena primaria» delle figurine, è stata una lunga e vertiginosa discesa nell’abisso della droga. Prima assaggiata con nonchalance («tanto smetto quando voglio»), poi diventata ossessione, ragione di vita, devastante presenza fissa. Fino al bivio fatale: morire o andare in comunità, e scontare i privilegi del passato in tre anni di umiliazioni, violenze, spogliato di tutto e più di ogni altra cosa della libertà.
*Non mi sono fatto mancare niente* è un libro a suo modo struggente, dove i ricordi drammatici si alternano a momenti di sublime divertimento. E dove Villaggio junior pratica con assoluta padronanza l’ironia e l’autoironia, il gusto del grottesco, il senso del comico e il senso del tragico… Vi ricorda qualcuno?
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### Sinossi
Che cosa significa essere figlio di una leggenda vivente? Certo, significa non avere problemi economici. Ma, a parte questo, può significare avere tutti gli altri, di problemi: primo fra tutti, quello di non potersi confrontare con due genitori lontani, sempre in giro per il mondo, che per farsi perdonare ti colmano di regali e non ti sgridano mai… C’è nel libro una scena memorabile, che risale all’infanzia dorata di Piero: «Una mattina di tanti anni fa mio padre mi porta all’edicola dei Parioli. Sapeva che facevo l’album dei calciatori – tutti avevamo l’album dei calciatori Panini – e così mi porta a comprare qualche pacchetto… Ho sentito dire che il desiderio muove il mondo, che non c’è cosa che accada se non la desideri. E così, quella mattina di mille anni fa, mio padre portò me, ragazzino, pieno di aspettativa innocente e febbrile, davanti all’edicola… “Che vuoi?” “Le figurine.” “Buongiorno,” dice Paolo all’edicolante “mi dà tutte le figurine che ha?” Fortuna vuole che era appena arrivato un carico di pacchetti. Papà li compra tutti, pensando di farmi felice… Strano, io in quel momento ho sentito come un secchio d’acqua sul mio piccolo fuoco di desiderio. Sapevo di aver completato l’album in quell’istante, con un’unica soluzione. E insieme all’album finiva anche lui: il desiderio. Celo, manca, celo, manca. Celo tutte, manca niente, addio gioco.» Questo libro racconta, con sorprendente efficacia e molta ironia, una vita che, da quella «scena primaria» delle figurine, è stata una lunga e vertiginosa discesa nell’abisso della droga. Prima assaggiata con nonchalance («tanto smetto quando voglio»), poi diventata ossessione, ragione di vita, devastante presenza fissa. Fino al bivio fatale: morire o andare in comunità, e scontare i privilegi del passato in tre anni di umiliazioni, violenze, spogliato di tutto e più di ogni altra cosa della libertà.
*Non mi sono fatto mancare niente* è un libro a suo modo struggente, dove i ricordi drammatici si alternano a momenti di sublime divertimento. E dove Villaggio junior pratica con assoluta padronanza l’ironia e l’autoironia, il gusto del grottesco, il senso del comico e il senso del tragico… Vi ricorda qualcuno?

Non mi dire chi sei: Il caso Giuditta

**Milano, estate 1962**. In pieno boom economico, l’avvocato Greta Morandi e l’investigatore Mario Longoni (in arte Marlon) si trovano alle prese con un caso apparentemente semplice. Giuditta, una ragazza di provincia arrivata nel capoluogo in cerca di fortuna, dopo aver trovato impiego in una grande merceria in zona Porta Venezia, scompare all’improvviso. La madre della ragazza chiede aiuto a Greta, supportata dalla contessa Valsecchi, una reticente nobildonna milanese. Marlon indaga, dapprima a Vedano Olona, paese natale di Giuditta, poi a Milano, girovagando fra night, palestre di boxe e palazzi aristocratici.
In una città sconvolta dai lavori per la metropolitana e alle prese con una malavita che sta cambiando pelle, la coppia di investigatori si immergerà in una vicenda dai contorni sempre più torbidi.
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### Sinossi
**Milano, estate 1962**. In pieno boom economico, l’avvocato Greta Morandi e l’investigatore Mario Longoni (in arte Marlon) si trovano alle prese con un caso apparentemente semplice. Giuditta, una ragazza di provincia arrivata nel capoluogo in cerca di fortuna, dopo aver trovato impiego in una grande merceria in zona Porta Venezia, scompare all’improvviso. La madre della ragazza chiede aiuto a Greta, supportata dalla contessa Valsecchi, una reticente nobildonna milanese. Marlon indaga, dapprima a Vedano Olona, paese natale di Giuditta, poi a Milano, girovagando fra night, palestre di boxe e palazzi aristocratici.
In una città sconvolta dai lavori per la metropolitana e alle prese con una malavita che sta cambiando pelle, la coppia di investigatori si immergerà in una vicenda dai contorni sempre più torbidi.

Non mentire al mio cuore

Dopo più di sei anni Elissa soffre ancora per il suo ultimo amore, Liam: biondo, bello e statuario come un dio greco. E dimenticarlo sembra proprio impossibile, visto che lui nel frattempo è diventato una star del cinema e, con la sua nuova fiamma Angel, forma la coppia più hot e fotografata del momento, per la quale il mondo intero è letteralmente impazzito. Il destino ha però deciso di farli rincontrare. La coppia di attori, infatti, è stata scritturata in un teatro di Broadway per La bisbetica domata di Shakespeare… ed Elissa è la direttrice di scena dello spettacolo. A Elissa e Liam basta il primo incontro per capire che la fiamma tra loro si è riaccesa, anzi, che non si è mai spenta. Elissa è incredibilmente sexy e brillante, così tanto che presto starle accanto diventa per Liam un’eccitante e seducente tortura. Lei infatti cerca in ogni modo di evitarlo e sfuggirgli. Un po’ per etica professionale, ma soprattutto perché le ha lasciato ferite che non si sono ancora rimarginate: Liam l’ha abbandonata da un giorno all’altro, sparendo dalla sua vita senza nemmeno una parola. Resistere all’attrazione, però, diventa sempre più difficile, finché una notte accade l’inevitabile. Ma se ti chiami Liam Quinn e sei una star di fama internazionale, le conseguenze delle tue azioni hanno sempre un prezzo altissimo. E travolgono chiunque ti stia vicino. E poi Elissa può davvero fidarsi di un ragazzo sempre sotto i riflettori, che l’ha abbandonata per la carriera e sta per sposarsi con una diva bellissima, della quale tutti credono sia follemente innamorato? Per sua fortuna, a Hollywood, nulla è mai come sembra…