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Baltimora blues

Il giornale presso cui lavorava ha chiuso i battenti da un paio di anni e da allora Tess Monaghan, non vive certo uno dei suoi momenti migliori. Senza lavoro e senza sussidio di disoccupazione, trascorre il tempo andandosene a vogare la mattina al Circolo di Canottaggio e a correre la sera per le strade di una Baltimora che non se la passa bene nemmeno lei, col suo triste record di un omicidio al giorno. Tess ha incontrato, nelle acque del Circolo, Darryl Paxton, Rock per gli amici, ricercatore di biologia alla Hopkins di Baltimora. Al ristorante del Circolo, le ha fatto una proposta veramente bizzarra: seguire Ava, la sua ragazza, e appurare se era davvero nei guai. Ava aveva trovato lavoro nello studio legale di Michael Abramowitz, l’avvocato difensore della peggiore feccia della città, solo che si assentava misteriosamente dall’ufficio più volte e Rock era preoccupato. Quando le ha spifferato il compenso, trenta dollari all’ora, Tess ha subito accettato. Dopo un paio di pedinamenti, ha fatto subito bingo. Infatti, ha visto Ava entrare in un albergo dove ha messo piede subito dopo mister Abramowitz in persona. Tess stava giusto pensando a come riferire la cosa al povero Rock, quando ha aperto il Beacon-Light e ha letto questa stupefacente notizia: L’avvocato Michael Abramowitz… è stato strangolato la scorsa notte nel suo ufficio… Un sospetto è stato fermato un’ora dopo il delitto… Darryl Paxton, trentatreenne ricercatore della facoltà di medicina della Johns Hopkins.
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Il ballo

La quattordicenne Antoinette decide di gettare nella Senna tutti gli inviti che la madre, volgare e arcigna parvenue, ha stilato per il ballo destinato a segnare il suo ingresso nella brillante società parigina. È una vendetta, che la ragazza consuma nei confronti della madre. In poche pagine, con una scrittura scarna ed essenziale, l’autrice riesce a raccontare un dramma dell’amore, del risentimento e dell’ambizione. Irène Némirovsky, nata a Kiev nel 1903, è morta ad Auschwitz nel 1942.
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Ballo di mezzanotte

Scozia, 1815 – Lady Mairi MacLeod, la più elegante e chiacchierata vedova di tutta Edimburgo, ha pensato di seppellire la malinconia tra le braccia di un amante occasionale. In fondo quale migliore occasione di un ballo in maschera per indulgere in un peccato passionale senza essere riconosciuta? Dopo una notte indimenticabile, tuttavia, ha una sorpresa: lo sconosciuto che le ha regalato il piacere più sublime altri non è che Jack Rutherford, cugino di suo cognato, con il quale tre anni prima ha avuto più di uno scontro. Quando le loro strade si rincontrano, nel selvaggio paesaggio delle Highlands, Mairi si accorge di esserne intensamente attratta, nonostante le incomprensioni. E nel momento in cui un pericolo la minaccia, Jack è l’unico che viene in suo soccorso. Ma affinché la protezione che le offre sia efficace, c’è un’unica condizione accettabile: il fidanzamento.Può il vero amore nascere da uno scandalo?

Il ballo degli amanti perduti

Dicembre, Alta Langa piemontese. Sebastiano Guarienti, pilastro della saga farinettiana, ha l’eccentrica idea di suggerire al sindaco di un piccolo paese, un po’ per gioco, molto per prenderlo in giro, di organizzare un grandioso ballo di Capodanno in costume nel locale castello assai cadente. Un’insensatezza che il primo cittadino, da grossolano signorotto con le mani in pasta in diversi affari, fa subito sua per accattivarsi il declinante favore della cittadinanza. Tra ex belle donne sfiorite ma ancora appetibili, un nobiluomo che vive da solo in un convento di cinquantotto stanze con un cavallo imbalsamato, una vecchietta in odore di stregoneria (una masca in tutto e per tutto), una giovane charmosa, un altrettanto giovane e fascinoso architetto, e poi formaggiai, parroci, nonne impossibili, muratori romeni di impagabile simpatia, devastanti ragazzini, bande musicali, farmacisti cornuti, maschere improbabili (si segnala un geometra di Mondovì travestito da banana), spesso parlanti in un vero e proprio grammelot vecchio Piemonte, la preparazione del veglione scorre febbrile sotto gli sguardi divertiti di Sebastiano e del maresciallo dei Carabinieri Beppe Buonanno, a loro volta colti entrambi in un’impasse sentimentale dai risvolti inquietanti. Ma, come da copione, la notte di Capodanno, al culmine dell’affollato festone, fra le pareti del castello avviene un sanguinoso omicidio. E qui il maresciallo deve smettere i panni dell’amabile saggio per quelli più concreti del severo inquisitore. Perché sì, ridendo e scherzando, il morto c’è stato davvero. Subito l’inchiesta s’ingarbuglia per l’elevato numero dei possibili indiziati, in pratica tutto il paese e dintorni: omertà, piste troppo facili, segreti che riaffiorano, ecco il dannato lavoro del maresciallo che, scartando via via falsi indizi e impietose soffiate, si ritrova davanti a una verità ben più amara di quel che immaginava. Gianni Farinetti ci regala una nuova commedia dai risvolti neri, in cui ritroviamo i personaggi del suo fortunato Rebus di mezza estate mescolati a nuove figure con, protagonista occulto, il severo panorama delle Langhe, questa volta in versione invernale, fra tradizione e modernità, antiche lentezze e nuove mode. Un eden marginale, nel quale però allignano i peggiori misfatti di questo nostro (ex bel) paese.

La ballerina dello zar

È il 23 marzo 1890 a San Pietroburgo e, nell’ampio corridoio del teatro Mariinskij, è in corso una delle sfilate più emozionanti che sia dato vedere nella splendida città affacciata sul golfo di Finlandia. La famiglia reale è accorsa al gran completo per il saggio finale delle giovani allieve del corpo di ballo. Gli zar Romanov sono i finanziatori di buona parte dei Teatri imperiali e non mancano mai alle occasioni in cui è possibile scorgere le prime esibizioni delle future étoiles.
Lungo il corridoio, l’imperatore Alessandro III avanza a grandi passi, più alto di tutti, il torace robusto e la fronte massiccia, seguito dall’imperatrice gracile e minuta. Più indietro ancora lo zarevič Nicola, detto Niki, un fauno, piccolo, esile nella sua uniforme, le guance morbide e graziose, i lineamenti fini.
Raggiunta la tavola allestita per la sobria cena della scuola, l’imperatore fa sedere alla sua sinistra Nicola e, accanto a lui, la ragazza che più di tutte promette di essere una stella del Mariinskij: Mathilde Kschessinska, la figlia più giovane del grande Felix Kschessinsky, che ha danzato per i Romanov per quasi quarant’anni. Una diciassettenne piccola, gli occhi luminosi e i capelli scuri e ondulati, una cascata di riccioli davanti alle orecchie.
L’intento di Alessandro III è palese: fare in modo che il figlio renda onore a una lunga tradizione che vuole imperatori, granduchi, conti e ufficiali scegliere le loro amanti tra le ballerine di danza classica, quell’arte che ai loro occhi è innanzi tutto «una parata di belle donne, un’aiuola dalla quale tutti possono raccogliere i fiori del piacere».
Per Mathilde Kschessinska è l’occasione di puntare dritta al cielo, un premio inaspettato al suo talento. Dinanzi alla flemma e alla timidezza dello zarevič, la giovane ballerina non si dà per vinta. Solo qualche settimana dopo è lungo la prospettiva Nevskij, impaziente di reincontrare Niki durante la sua solenne passeggiata pomeridiana. E qualche mese dopo è a Krasnoe Selo per l’appuntamento dei Romanov coi loro reggimenti.
Lì dove l’élite di San Pietroburgo accorre per la grande Rivista, e le donne indossano splendidi abiti bianchi e i ministri della corte il frac e la tuba, in una calda serata d’agosto, Niki l’invita a fare un giro sulla sua troica. Una corsa folle e selvaggia, senza mai staccare gli occhi sfavillanti dai cavalli e dalla strada gialla e polverosa, attraversando la piazza d’armi, piccoli villaggi, viuzze deserte, terre e città che appartengono a lui e soltanto a lui e che, nel giro soltanto di qualche decennio, saranno di altri.
Basato sulla storia vera di Mathilde Kschessinska, ultima grande danzatrice dei Teatri imperiali russi, *La ballerina dello zar* è uno di quei rari libri che, attraverso lo sguardo di una donna che si ritrova suo malgrado a vivere alcuni dei più tragici eventi della Storia – la rivoluzione d’Ottobre, l’abdicazione dello zar, la prigionia di Nicola II insieme con Aleksej, il figlio legittimo, la drammatica fuga dalla Russia – narra magnificamente di un mondo i cui protagonisti si trasformano all’improvviso in fantasmi ambulanti e la cui bellezza sopravvive soltanto in qualche polverosa reliquia.

Ballata di un amore incompiuto

Aprile 2009: in Italia la terra trema. In un paese dell’Abruzzo, una coppia mista, l’haitiano Azaka e l’abruzzese Mariagrazia, aspetta con gioia l’arrivo del primo figlio, sotto lo sguardo di rimprovero di alcuni, che non vedono di buon occhio la presenza di stranieri nella regione, e la curiosità benevola di altri. Mentre le scosse di terremoto aumentano d’intensità e la tensione sale, Azaka ricorda un episodio drammatico della sua infanzia. Molti anni prima, durante un sisma dall’altra parte del mondo, era stato salvato per miracolo dopo essere rimasto sepolto sotto le macerie. La storia può davvero ripetersi? Ovunque si trovi, deve temere l’ira della Terra? Azaka non ci vuole pensare, perché ora l’importante è il suo futuro: la nuova famiglia e una felicità a portata di mano. In una manciata di ore, il presente sembra diventare infinito. E quel futuro sembra sempre più lontano. Sullo sfondo del terremoto dell’Aquila, una ferita ancora aperta del nostro Paese, la storia di un uomo e di una donna che sfidano tutte le convenzioni per amore – contro pregiudizi, diffi denze, cliché – e finiscono per incontrare il loro destino. Tenero e delicato, concreto e sensuale, drammaticamente realistico, un romanzo narrato con sguardo lucido e disincantato. Una storia di piccoli esseri umani che diventano eroi di una grande tragedia. A CINQUE ANNI DAL TERREMOTO DELL’AQUILA UNA STORIA CHE RIDÀ VOCE A CHI L’HA VISSUTO

La ballata di Iza

Durante gli anni del fascismo ungherese, Vince Szocs, un magistrato incorruttibile, viene messo in disparte dal regime perché durante un processo non segue le direttive del potere e assolve alcuni scioperanti. La sua caduta in disgrazia fa sì che la figlia non possa andare all’università. Solo dopo il ’45, quando il padre viene riabilitato, Iza può tornare a studiare medicina; è così brava che dalla provincia si trasferisce in un ospedale di Budapest. Il torto subito dal padre l’ha tuttavia resa fredda, inavvicinabile, incapace di rapporti umani.
Quando Vince muore, Iza decide di portare nella capitale la madre e le organizza tutta l’esistenza; in modo perfetto com’è nel suo stile, ma anche assolutamente algido. Incapace di opporsi alla volontà della figlia, Etelka, che è una donna molto semplice, cade in una sorta di disperato mutismo. Dopo alcuni mesi fa ritorno nella cittadina per assistere alla posa di una stele sulla tomba del marito.
Scritto nei primi anni Sessanta, *La ballata di Iza* ha alcuni punti di contatto con *La porta*, il romanzo più noto di Magda Szabó: il complesso rapporto fra due donne, la generale incapacità umana di comprendersi e di comunicare, con la storia dell’Ungheria sullo sfondo. Si conferma così la straordinaria bravura della scrittrice, capace di narrare l’insopportabile solitudine di Etelka, il suo lento rinchiudersi e spegnersi, l’incapacità – o si dovrebbe forse dire la non volontà? – di Iza di immedesimarsi nella madre, con una scrittura lieve ma allo stesso tempo precisa e implacabile, alla quale è difficile sottrarsi.

La ballata di Adam Henry

“Divino distacco, diabolica perspicacia”: cosi si mormora negli ambienti giudiziari londinesi a proposito di Fiona Maye, giudice dell’Alta Corte britannica in servizio presso la litigiosa Sezione Famiglia. Sposata da trentacinque anni con lo stesso uomo e senza figli, il giudice Maye ha dedicato tutta la sua carriera alla composizione di dissidi sanguinosi spesso giocati nella carne di chi un tempo si è amato. Battaglie feroci per l’affidamento di figli non più condivisi, baruffe patrimoniali, esplosioni d’irrazionalità cui il giudice Maye oppone un paziente esercizio di misura e sobrietà nella convinzione di “poter restituire ragionevolezza a situazioni senza speranza”. I casi su cui è chiamata a pronunciarsi popolano i giorni e ossessionano le notti di Fiona, calcandone la coscienza. Forse la rendono più sfuggente, distratta. Sarà dunque a questo che si deve l’oltraggiosa richiesta di suo marito Jack? “Ho bisogno di una bella storia passionale”, un “ultimo giro” extraconiugale con la ventottenne Melanie, esperta di statistica. Umiliata, ferita, “abbandonata agli albori della vecchiaia”, Fiona cerca rifugio, come d’abitudine, nel caso successivo. È quello di Adam Henry, violinista dilettante, poeta in erba, diciassette anni e nove mesi, troppo pochi per decidere autonomamente della propria vita o della propria morte. Adam è affetto da una forma aggressiva di leucemia che richiede trattamento immediato.

La ballata del caffè triste

In uno sperduto villaggio del profondo Sud degli Stati Uniti, Miss Amelia, una donna matura e indipendente, dai tratti spigolosi e mascolini, si guadagna da vivere con il suo emporio ma soprattutto producendo e vendendo liquore di contrabbando. La sua esistenza cambia con l’arrivo del cugino Lymon, un nano capace di ingraziarsi l’intero paese, e di convincere Amelia a trasformare l’emporio in uno scalcinato caffè, punto di ritrovo per la comunità. La felicità di Amelia è però di breve durata: il ritorno dell’ex marito Marvin, cacciato di casa per ragioni non chiare la prima notte di nozze, e ora appena uscito di prigione, innesca una spirale di conflitti e violenze che cambierà la vita della donna e dello stesso villaggio.

Ballando con te

Due destini che si uniscono… Due anime che il fato beffardo fa incontrare…ma è subito Amore. E’il 18 dicembre 2012, una giornata come tante altre, Eleonora esce di casa per realizzare il suo sogno nel cassetto e Christopher si sta recando al lavoro, ma una sparatoria cambierà le loro vite per sempre.

Ballando al buio: La mia battaglia 4

Diciottenne appena uscito dal liceo, Karl Ove Knausgård va a vivere in un piccolo villaggio di pescatori nell’estremo Nord, sul Circolo polare artico, per insegnare in una scuola. Il giovane Karl Ove non prova davvero interesse per il lavoro, più in generale, vuole mettere da parte i soldi per viaggiare e trovare spazio e tempo per dare inizio alla sua carriera di scrittore. Tutto sembra andare bene: scrive i primi racconti, si sente a suo agio con la gente del posto e riceve lusinghiere attenzioni da diverse ragazze.
Ma con la notte artica che avanza, quando il buio polare comincia a velare il meraviglioso paesaggio, la vita di Karl Ove prende una piega più scura. Le storie che scrive tendono a ripetersi. Beve sempre di più, fino a indursi stati inquietanti di incoscienza. I suoi ripetuti tentativi di perdere la verginità finiscono in umiliazione e vergogna. E sviluppa un’attrazione per una sua allieva di tredici anni che lo disturba. Lungo la strada rievoca gli anni del liceo e le radici dei suoi problemi. Tutto, sempre all’ombra del padre.
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### Sinossi
Diciottenne appena uscito dal liceo, Karl Ove Knausgård va a vivere in un piccolo villaggio di pescatori nell’estremo Nord, sul Circolo polare artico, per insegnare in una scuola. Il giovane Karl Ove non prova davvero interesse per il lavoro, più in generale, vuole mettere da parte i soldi per viaggiare e trovare spazio e tempo per dare inizio alla sua carriera di scrittore. Tutto sembra andare bene: scrive i primi racconti, si sente a suo agio con la gente del posto e riceve lusinghiere attenzioni da diverse ragazze.
Ma con la notte artica che avanza, quando il buio polare comincia a velare il meraviglioso paesaggio, la vita di Karl Ove prende una piega più scura. Le storie che scrive tendono a ripetersi. Beve sempre di più, fino a indursi stati inquietanti di incoscienza. I suoi ripetuti tentativi di perdere la verginità finiscono in umiliazione e vergogna. E sviluppa un’attrazione per una sua allieva di tredici anni che lo disturba. Lungo la strada rievoca gli anni del liceo e le radici dei suoi problemi. Tutto, sempre all’ombra del padre.
### Dalla seconda/terza di copertina
Karl Ove Knausgård è nato a Oslo nel 1968. Ha studiato letteratura all’Università di Bergen e vive a Malmö, in Svezia, con la moglie e i loro quattro figli. Per il suo primo romanzo, Ute av verden (1998), è stato insignito del Norwegian Critics Prize for Literature, primo caso di assegnazione del premio a un debuttante. Il secondo romanzo, En tid for alt, ha vinto molti premi ed è stato giudicato tra i migliori 25 romanzi norvegesi di tutti i tempi. Se i primi due romanzi sono stati molto ben accolti dalla critica e dai lettori norvegesi, è con la pubblicazione del suo capolavoro, i sei volumi intitolati La mia battaglia, più di 3500 pagine autobiografiche, e con le traduzioni che sono seguite, che Karl Ove Knausgård viene definitivamente consacrato. I sei romanzi che compongono La mia battaglia sono in corso di pubblicazione con Feltrinelli. Ballando al buio è il quarto volume della serie. Sono già usciti La morte del padre (2014), Un uomo innamorato (2015) e L’isola dell’infanzia (2015).

Balla con l’angelo

Un giovane turista svedese viene torturato a morte in un albergo di Londra. A distanza di pochi giorni, a Göteborg viene rinvenuto il cadavere di un altro ragazzo, ucciso nello stesso modo. I due delitti sono collegati? Ne è convinto Erik Winter, ispettore dallo stile raffinato, amante delle belle donne, degli abiti firmati e della musica jazz, chiamato a occuparsi del caso assieme al collega inglese Steve Macdonald, un tipo assai diverso da lui. La pista battuta sembra condurre al mondo della pornografia e degli snuff movie, ma saranno i vestiti insanguinati trovati casualmente da un ladro mentre rapina un appartamento a dare una svolta alle indagini…

Balla Coi Lupi

Nel 1863, durante la guerra civile, il tenente John Dunbar viene trasferito in un avamposto sperduto nel West. Amante dell’avventura e sedotto dal fascino delle grandi praterie, entra in contatto con una tribù di pellerossa, diventando a poco a poco uno di loro e rifiutando la cultura bianca, portatrice di morte e distruzione.

Balene bianche

Billy Graves, John Pavlicek, Jimmy Sheridan, Yasmeen Assaf-Doyle e Redman Brown sono i superstiti dei Wild Geese. Erano sette un tempo, ma due si sono persi per strada, il primo definitivamente dopo aver fumato per una vita tre pacchetti di sigarette al giorno, il secondo sperduto in qualche angolo dell’Arizona a godersi la meritata pensione. Intorno alla metà degli anni Novanta erano la squadra di detective più affiatata dell’East Bronx. Si facevano valere in uno dei quartieri peggiori di New York perché si consideravano una famiglia, capace di includere tra le sue fila proprietari di cantine, bar, saloni da barbiere, qualche vecchio spacciatore di marjuana, qualche ristoratore con sala da gioco clandestina dove giocare a dadi e bere gratis. Poi non accettavano danaro, ed erano implacabili coi malviventi d’ogni risma. Una squadra magnifica, insomma, ma con un cruccio indelebile: non aver incastrato le loro personali “Balene bianche”, i criminali che avevano commesso delitti efferati sotto i loro occhi e l’avevano fatta franca. Dei cinque superstiti Billy Graves è il cucciolo del gruppo, quello ancora in servizio nella Squadra notturna del Dipartimento di polizia di New York, un manipolo di detective incaricato di sorvegliare di notte le aree più pericolose di Manhattan, da Washington Heights a Wall Street. Un incarico non proprio esaltante, ma passabile dopo anni trascorsi all’Unità per le identificazioni…
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Un balcone a due piazze (Youfeel)

Mai esporsi troppo in amore!
Adele, avvocato tributario del pregiatissimo studio legale Premaldi, si ostina a credere di vivere una storia da fiaba con Giorgio, il collega che la seduce anche se è prossimo alle nozze con Anna Extra Glamour, la figlia del capo. Per Giorgio Adele ha perso la dignità e pure la forma, visto che a furia di mangiare dolci per sopperire alle carenze d’affetto entra a fatica in una taglia 46. Ma come si fa a resistere a quasi due metri di maschio dai capelli corvini, la mascella decisa e lo sguardo magnum alla Derek Zoolander? Un’inchiesta che coinvolge una famiglia di ricchi imprenditori e i loro torbidi affari nella tratta dei diamanti porta Adele e tutto lo studio (sposini compresi) a Praga, dove Adele dovrà indagare tra avvocati senza scrupoli ed equivoci imbarazzanti. Come quando viene sorpresa in déshabillé su un balcone da Oskar Petromàk, misterioso straniero piovuto dal cielo per salvarla dal vuoto e dall’imbarazzo. Adele riuscirà a risolvere il caso e a vivere finalmente la magia delle favole? Ma soprattutto: rientrerà nella taglia 42?
“Un balcone a due piazze” è un vortice di sorprese e sorrisi, un romanzo che travolge e appassiona. L’importante è non soffrire di vertigini!
Mood: Ironico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
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### Sinossi
Mai esporsi troppo in amore!
Adele, avvocato tributario del pregiatissimo studio legale Premaldi, si ostina a credere di vivere una storia da fiaba con Giorgio, il collega che la seduce anche se è prossimo alle nozze con Anna Extra Glamour, la figlia del capo. Per Giorgio Adele ha perso la dignità e pure la forma, visto che a furia di mangiare dolci per sopperire alle carenze d’affetto entra a fatica in una taglia 46. Ma come si fa a resistere a quasi due metri di maschio dai capelli corvini, la mascella decisa e lo sguardo magnum alla Derek Zoolander? Un’inchiesta che coinvolge una famiglia di ricchi imprenditori e i loro torbidi affari nella tratta dei diamanti porta Adele e tutto lo studio (sposini compresi) a Praga, dove Adele dovrà indagare tra avvocati senza scrupoli ed equivoci imbarazzanti. Come quando viene sorpresa in déshabillé su un balcone da Oskar Petromàk, misterioso straniero piovuto dal cielo per salvarla dal vuoto e dall’imbarazzo. Adele riuscirà a risolvere il caso e a vivere finalmente la magia delle favole? Ma soprattutto: rientrerà nella taglia 42?
“Un balcone a due piazze” è un vortice di sorprese e sorrisi, un romanzo che travolge e appassiona. L’importante è non soffrire di vertigini!
Mood: Ironico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.