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Le nuove regole della scrittura: Strategie e strumenti per creare contenuti di sucesso

Se hai un sito internet, sei già un editore. Se sei sui social media, lavori nel marketing. Questo significa che siamo tutti scrittori. Le nuove regole della scrittura è la guida pratica per attrarre e mantenere i clienti attraverso una perfetta comunicazione online. Oggi la scrittura ha acquisito assoluta rilevanza. Nella società digitale, le parole sono i nostri emissari: raccontano al mondo chi siamo. Il modo in cui scriviamo può farci apparire intelligenti o stupidi. Divertenti, cordiali, competenti o affi dabili. Ma può anche farci passare per persone confuse, sciocche o irrimediabilmente noiose. Una norma, questa, valida per buttare giù un listicle, per usare SlideShare e persino per maneggiare i termini che stiamo utilizzando in questo preciso momento. Ciò vuol dire che occorre scegliere le parole con cura, usare uno stile gradevole e parsimonioso, ricorrere a un’empatia sincera nei confronti del lettore. Ma significa anche prestare attenzione alla capacità, spesso trascurata, di fare marketing dei contenuti: saper scrivere e raccontare bene (ma davvero bene!) una storia vera. Essere in grado di comunicare nella scrittura non è solo bello, ma anche necessario. Ed è anche il fondamento del content marketing. In questo libro Ann Handley mette al servizio tutta la sua esperienza per guidarci nel processo e nelle strategie di creazione, produzione e pubblicazione dei contenuti, con consigli pratici pensati per ottenere risultati sicuri. Le lezioni e le regole di cui l’autrice ci fa dono possono applicarsi facilmente a tutti i contenuti online: pagine web, homepage, landing page, email, marketing, blog, post su Facebook, Twitter, LinkedIn e tutti gli altri social media. Le nuove regole della scrittura è una guida pratica alla creazione e pubblicazione di qualsiasi tipo di contenuto online, destinata a chi lavora per un grande brand o per una piccola azienda, o anche solo per se stesso.
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### Sinossi
Se hai un sito internet, sei già un editore. Se sei sui social media, lavori nel marketing. Questo significa che siamo tutti scrittori. Le nuove regole della scrittura è la guida pratica per attrarre e mantenere i clienti attraverso una perfetta comunicazione online. Oggi la scrittura ha acquisito assoluta rilevanza. Nella società digitale, le parole sono i nostri emissari: raccontano al mondo chi siamo. Il modo in cui scriviamo può farci apparire intelligenti o stupidi. Divertenti, cordiali, competenti o affi dabili. Ma può anche farci passare per persone confuse, sciocche o irrimediabilmente noiose. Una norma, questa, valida per buttare giù un listicle, per usare SlideShare e persino per maneggiare i termini che stiamo utilizzando in questo preciso momento. Ciò vuol dire che occorre scegliere le parole con cura, usare uno stile gradevole e parsimonioso, ricorrere a un’empatia sincera nei confronti del lettore. Ma significa anche prestare attenzione alla capacità, spesso trascurata, di fare marketing dei contenuti: saper scrivere e raccontare bene (ma davvero bene!) una storia vera. Essere in grado di comunicare nella scrittura non è solo bello, ma anche necessario. Ed è anche il fondamento del content marketing. In questo libro Ann Handley mette al servizio tutta la sua esperienza per guidarci nel processo e nelle strategie di creazione, produzione e pubblicazione dei contenuti, con consigli pratici pensati per ottenere risultati sicuri. Le lezioni e le regole di cui l’autrice ci fa dono possono applicarsi facilmente a tutti i contenuti online: pagine web, homepage, landing page, email, marketing, blog, post su Facebook, Twitter, LinkedIn e tutti gli altri social media. Le nuove regole della scrittura è una guida pratica alla creazione e pubblicazione di qualsiasi tipo di contenuto online, destinata a chi lavora per un grande brand o per una piccola azienda, o anche solo per se stesso.
### Dalla seconda/terza di copertina
Ann Handley è una veterana nella creazione e gestione dei contenuti. Chief Content Officer per MarketingProfs, società di formazione con la più grande comunità di marketer nel suo campo, è anche curatrice di una rubrica mensile per la rivista Entrepreneur, membro della programma di LinkedIn Influencer e coautrice del bestseller Content Rules.

Nuove donne per Roma: Il romanzo del leggendario ratto delle Sabine

Il romanzo del leggendario ratto delle Sabine. Partendo dalle descrizioni che ci hanno lasciato gli storici Tito Livio e Plutarco dell’evento, si sviluppa una storia affascinante ricca di amore, guerre, passione e storia. Un appassionante viaggio nella Roma degli albori, governata dal suo primo re e fondatore, Romolo.
Dello stesso autore:
Il comandante Aquila e la figlia del dragone.
Le belve dell’imperatore.
I mantelli rossi di Assur.
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### Sinossi
Il romanzo del leggendario ratto delle Sabine. Partendo dalle descrizioni che ci hanno lasciato gli storici Tito Livio e Plutarco dell’evento, si sviluppa una storia affascinante ricca di amore, guerre, passione e storia. Un appassionante viaggio nella Roma degli albori, governata dal suo primo re e fondatore, Romolo.
Dello stesso autore:
Il comandante Aquila e la figlia del dragone.
Le belve dell’imperatore.
I mantelli rossi di Assur.

Nuotare con gli squali

Joris Luyendijk, giornalista d’inchiesta, s’intendeva di finanza quanto un comune cittadino: poco e niente. Per lui i banchieri erano squali spietati, competitivi, ossessionati dai bonus. Poi ha iniziato a indagare sul loro mondo. Si immerge nella City di Londra, il centro della finanza mondiale, intervistando moltissime persone che gli raccontano la loro quotidianità, l’opinione che hanno di sé, le loro motivazioni. Rompendo il rigido codice del silenzio della finanza, parlano dei titoli tossici e della cultura dei licenziamenti, si confessano impotenti di fronte alla complessità tecnologica e matematica degli strumenti finanziari. E confermano che dalla grande crisi a oggi non è cambiato davvero nulla nelle modalità operative della finanza. Luyendijk ha un’intuizione spaventosa: e se i banchieri non fossero il vero nemico? E se la verità a proposito della finanza globale fosse ancora piú sinistra di quanto si è sempre pensato?

Numero zero

Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all’informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore. Un redattore paranoico che, aggirandosi per una Milano allucinata (o allucinato per una Milano normale), ricostruisce la storia di cinquant’anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell’ombra Gladio, la P2, l’assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent’anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. E poi un cadavere che entra in scena all’improvviso nella più stretta e malfamata via di Milano. Un’esile storia d’amore tra due protagonisti perdenti per natura, un ghost writer fallito e una ragazza inquietante che per aiutare la famiglia ha abbandonato l’università e si è specializzata nel gossip su affettuose amicizie, ma ancora piange sul secondo movimento della Settima di Beethoven. Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l’incubo sia finito. Una vicenda amara e grottesca che si svolge in Europa dalla fine della guerra ai giorni nostri.

Numero undici

L’undicesimo romanzo di Jonathan Coe è una storia dei nostri tempi: dal suicidio di David Kelly, lo scienziato britannico che aveva rivelato le bugie sulla guerra in Iraq, agli anni austeri della Gran Bretagna che conosciamo oggi. È un romanzo su quell’infinità di piccole connessioni tra la sfera pubblica e quella privata, e su come queste connessioni finiscano per toccarci, tutti. È un romanzo sui lasciti della guerra e sulla fine dell’innocenza. È un romanzo su come spettacolo e politica si disputino la nostra attenzione, e su come alla fine probabilmente è lo spettacolo ad avere la meglio. È un romanzo su come 140 caratteri possono fare di tutti noi degli zimbelli. È un romanzo su cosa significhi vivere in una città dove i banchieri hanno bisogno di cinema nelle loro cantine e altri di banche del cibo all’angolo della strada. È un romanzo in cui Coe sfodera tutta la sua ingegnosità, il suo acuto senso della satira e la sua capacità di osservazione per mostrarci, come in uno specchio, il nuovo, assurdo e inquietante mondo in cui viviamo.
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Numero 1 si diventa

Anders Ericsson ha passato trent’anni a studiare i geni, le stelle dello sport e i prodigi della musica. E in questo libro racconta la sua sorprendente scoperta: il «dono innato» del talento non è altro che un mito, perché ogni abilità, per quanto speciale e unica, viene appresa grazie all’allenamento.
La sola caratteristica che contraddistingue i campioni infatti è il saper sviluppare mente e corpo grazie allo sforzo e alla forza di volontà. Caratteristica insita in ognuno di noi. Ciò che fa la differenza non è solo la quantità di tempo che dedichiamo a un’attività, ma soprattutto la qualità. E, se tutti abbiamo in noi i semi dell’eccellenza, bisogna imparare a farli crescere, allenando prima il cervello, poi i muscoli.
Dallo sport alla musica, allo studio, un metodo per migliorare le proprie prestazioni in ogni ambito, che sfata luoghi comuni e suggerisce nuove, innovative tecniche.
Lasciatevi quindi guidare da Ericsson e rimarrete stupiti da ciò che si può arrivare a fare, perché le sorprendenti storie raccontate in questo libro sono la prova che ognuno di noi è l’artefice del proprio talento.
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### Sinossi
Anders Ericsson ha passato trent’anni a studiare i geni, le stelle dello sport e i prodigi della musica. E in questo libro racconta la sua sorprendente scoperta: il «dono innato» del talento non è altro che un mito, perché ogni abilità, per quanto speciale e unica, viene appresa grazie all’allenamento.
La sola caratteristica che contraddistingue i campioni infatti è il saper sviluppare mente e corpo grazie allo sforzo e alla forza di volontà. Caratteristica insita in ognuno di noi. Ciò che fa la differenza non è solo la quantità di tempo che dedichiamo a un’attività, ma soprattutto la qualità. E, se tutti abbiamo in noi i semi dell’eccellenza, bisogna imparare a farli crescere, allenando prima il cervello, poi i muscoli.
Dallo sport alla musica, allo studio, un metodo per migliorare le proprie prestazioni in ogni ambito, che sfata luoghi comuni e suggerisce nuove, innovative tecniche.
Lasciatevi quindi guidare da Ericsson e rimarrete stupiti da ciò che si può arrivare a fare, perché le sorprendenti storie raccontate in questo libro sono la prova che ognuno di noi è l’artefice del proprio talento.

Nudi e crudi

Trovare la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima – in questo caso un avvocato londinese agiato e pedante – ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula, certo piuttosto radicale, di candid camera. Travolti da una realtà truce e demenziale, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori, come da una scatola a sorpresa, colpi di scena turbinosi. Questo racconto suscita una reazione pressoché unica nella letteratura degli ultimi anni: una ilarità che assale sin dalle prime righe – e quanto più si procede, tanto più essa si mescola con la percezione di una inquietante perfidia.

Nuda. Mucha, la piccola pioniera

Inverno russo, verso la fine della seconda guerra mondiale. Non è facile la vita in prima linea, se sei una fanciulla appena quindicenne. Tra scoppi di granate e fischi di proiettili, sei sempre impegnata a tenerti su l’elastico delle mutande, immancabilmente strappato dalle voglie dei commilitoni. Mucha è lì, per portare conforto ai soldati dell’Armata Rossa, e non si risparmia: sarebbe uno schiaffo a Stalin anteporre se stessa ai bisogni di tutti, un’imperdonabile mancanza di devozione al Collettivo. La sua ingenua adesione agli ideali sovietici lascia decantare sul fondo una verità dolorosa e terribile: la verità della guerra, di un assedio infinito, di un regime che offusca inesorabilmente i sogni rivoluzionari nella coercizione e nella propaganda. Ma di notte, nella liquida quiete del sogno, Mucha può liberare il suo spirito leggero, per svolgere missioni segrete al servizio del generale Zukov, può abbandonare il piccolo corpo stremato, esausto, sfruttato da tutti i compagni, per contendere in volo gli spazi celesti ai nemici. E nel sogno la guerra si trasfigura, gli aerei tedeschi sopra Leningrado assumono i contorni di bionde valchirie, la fantasia sconfina nella follia, sino al fondersi dell’onirico in un solo tessuto con il reale. Dove non è più possibile distinguere ciò che accade da ciò che è sognato, dove l’amore si confonde con l’egoismo, il collettivismo con lo sfruttamento, i paterni incoraggiamenti di un capo con le crudeltà di un generale sadico, la polvere della battaglia con la nube di una danza bizzarra e fiabesca. Nuda è un libro che riesce a scomporre la verità in un gioco di controluci e immagini illusorie, attraverso il prisma di un’ironia che, magicamente, è nel contempo feroce e delicata. E in questo modo, mentre inscena davanti ai nostri occhi l’incessante farsi e disfarsi del grande mito della Storia, Nuda conserva quella capacità preziosa, di riuscire a farci ridere e piangere, insieme.

Novità a virgin river

La vita a Virgin River scorre quasi in un’altra dimensione, avvolta nell’abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi.Il pilota militare Sean Riordan non è più il ragazzo immaturo di quattro anni fa. Arrivato a Virgin River in licenza, incontra per caso la sua ex, Franci Duncan, e vorrebbe riallacciare i rapporti. Dopo qualche iniziale difficoltà, i due si parlano e scoprono di provare ancora una forte attrazione. Sì, ma non è l’unica cosa che li unisce. Forse è giunto il momento di scoprire se il giovanotto irresponsabile ha davvero lasciato il posto all’uomo che Sean sostiene di essere diventato.Un romanzo coinvolgente, che tocca tutte le corde delle emozioni, per una lettura indimenticabile.

Novilunio

Il suo nome è Tigershka. La sua specie è felina. La sua sensualità è magnetica. E’ micidiale. Tigershka arriva da spazi molto lontani e profondi. Pronta a conquistare, a divorare. Ma il suo mezzo di trasporto non è un qualunque, banale disco volante: è addirittura un intero pianeta, il Vagabondo. Penetrando nel sistema solare, il pianeta vagante si avvicina pericolosamente alla Terra, provocando maremoti e sconvolgimenti. Da questo spunto provocatorio, Fritz Leiber costruisce un classico della sf epica corale. Dalla comparsa del Vagabondo all’odissea di un umano perduto nelle sue incommensurabili gallerie, all’arrivo di una nuova minaccia. Il resto… è terrore!
Copertina di Franco Brambilla

Nove settimane e mezzo

Direttore responsabile GIGI VESIGNA Edizione speciale per “NOI il settimanale degli italiani” I Edizione digitale a cura di Hammurabi Titolo originale dell’opera: Nine and a Half Weeks Traduzione di Paola Campioli 1978 Arnoldo Mondadori Editore Copertina: design Graffiti Edizione fuori commercio non in vendita separatamente Ambientato a New York e i suoi protagonisti sono un arbitraggista di Wall Street, ed una gallerista d’arte divorziata. Dopo essersi conosciuti in una rosticceria a Chinatown, i due intavolano un rapporto difficile, in cui John coinvolge Elizabeth in alcune esperienze erotiche. Tali esperienze finiranno peraltro per stravolgere la salute mentale della protagonista, che rischia di diventare una marionetta del suo compagno (simbolo di tale sconvolgimento emotivo è un pesce rosso che viene inforchettato, ucciso e mangiato in una delle scene). Così Elizabeth, dopo aver conosciuto il pittore Farnsworth, che compie un percorso di vita antipodico al suo, inizia a ribellarsi. Poi scopre che John è solito frequentare il sesso a pagamento, e rimane un’ultima notte con lui. Infine, dopo una relazione di nove settimane e mezzo (da cui il titolo del film) lo abbandona tra le lacrime, tornando al lavoro di gallerista.

I nove miliardi di nomi di Dio

Una storia di robot, una storia di alieni, una storia di computer. La meglio Fantascienza, si potrebbe dire, raccolta in tre racconti usciti dalla grande stagione di questo filone narrativo. Un delirio di ipotesi plausibili o assurde, giocose o grottesche, che mostra come tutto possa essere rigirato, contraddetto, rimesso in questione, con una libertà intellettuale assoluta. Età di lettura: da 13 anni.

I Nove Angeli

Un grande libro che affascina, cattura e scuote allo stesso tempo. Quando a uno scrittore è chiesto di aiutare la polizia durante le indagini su un duplice omicidio identificando dei simboli occulti, che sono stati incisi sulle vittime, l’uomo sprofonda in un incubo ed è costretto a fuggire. Braccato dalla legge e da una setta potente, deve rimanere un passo avanti per poter sopravvivere. Jones con questo romanzo si colloca tra gli scrittori di romanzi horror. I suoi thriller sono abbastanza grintosi ma questo è un racconto avvincente e reso ancora più inquietante dal fatto che si basa sulla vita reale; Guardian

Notturno indiano

Un’ipotesi dell’autore – una giustificazione per un modo di raccontare così allusivo – è che questo libro potrebbe servire da guida per un amante di percorsi incongrui. E vi è certo dell’incongruo in questa ricerca di un amico disperso, ombra di un passato segnato – s’indovina – da una qualche definitiva rottura; in quest’India conosciuta solo nelle camere d’albergo, negli ospedali, e che pure balugina attraverso i colloqui essenziali con profeti incontrati sui pullman, con gesuiti portoghesi, con gnostici di una società teosofica. Ma è un’incongruità che dall’esplicitarsi di suggerimenti, da concomitanze che si rivelano necessarie, si riordina a metodo. È il lato notturno e occulto delle cose il tema di *Notturno indiano*.

Notturno cileno

«Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all’improvviso le cose sono emerse». L’uomo che in una notte di agonia e delirio decide di ripercorrere la propria esistenza, per «chiarire certi punti», per smentire le «infamie» messe in giro su di lui da quel «giovane invecchiato» che da un pezzo lo perseguita coprendolo di insulti – ombra, o fantasma, o figura della sua innocenza perduta –, è stato un sacerdote, un membro dell’Opus Dei, e anche un poeta e un autorevole critico letterario. Ma è stato soprattutto uno che ha sempre badato a tenersi al riparo da ogni rischio, e per riuscirci si è piegato a molti compromessi, ha chiuso gli occhi dinanzi a molte nefandezze, si è macchiato di molte viltà. Ha accettato e svolto coscienziosamente incarichi bizzarri, come dare lezioni di marxismo a Pinochet e ai membri della sua giunta, e ha preso parte a squisite serate letterarie in una sontuosa villa, alla periferia di Santiago, nei cui sotterranei venivano torturati gli oppositori politici al regime. E adesso che le cose e i volti del suo passato gli turbinano davanti come sospinti da un soffio infernale, «si scatena la tempesta di merda». In questo, che è l’ultimo grande romanzo pubblicato in vita, Roberto Bolaño fa i conti una volta per tutte con la storia di quel Cile che non ha mai smesso di amare e odiare con identico furore. Lo fa scegliendo, paradossalmente, il punto di vista di un personaggio equivoco e meschino, e riuscendo tuttavia a costruire, mediante la sua querula voce, un possente «romanzo-fiume di centocinquanta pagine».

Notte sull’acqua

Settembre 1939. Nel giorno in cui l’Inghilterra dichiara guerra alla Germania, un gigantesco idrovolante si posa sulle acque della manica di fronte a Southampton. È lo Yankee Clipper della Pan American, l’aereo più lussuoso mai costruito, in servizio fra gli Stati Uniti e l’Inghilterra, pronto a decollare per uno dei primi voli di linea transoceanici. Sull’aereo sta per imbarcarsi un eterogeneo gruppo di passeggeri in fuga da un passato scomodo, ossessionante, ancora più minaccioso della guerra. Resteranno in volo per più di trenta ore durante le quali, con un gioco ininterrotto di capovolgimenti e di minacce, emergeranno a poco a poco i segreti di ciascuno. Follett ricrea magistralmente un episodio leggendario dell’epopea dell’aviazione, in un momento in cui il mondo sta per cambiare per sempre.