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Sulla televisione

L’autore, mediante un’analisi diretta e pungente, dai toni talore paradossali e aggressivi, affronta il delicato tema dell’informazione radiotelevisiva. Il libro nella prima parte smonta pezzo per pezzo i meccanismi della censura invisibile esercitata sulla televisione e svela alcuni segreti della fabbricazione di quelle opere d’arte che sono le immagini e i discorsi televisivi; nella seconda parte spiega in che modo la televisione, che domina il mondo del giornalismo, abbia profondamente alterato il funzionamento di ambiti molto diversi, quali l’arte, la letteratura, la filosofia, la politica, la giustizia e la scienza.
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Sulla Strada

Sulla strada by Jack Kerouac, Marisa Caramella
Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell’Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l’Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Cittàe del Messico, viene abbandonato dall’amico, che torna negli Stati Uniti.

Sull’amore

Questa raccolta inedita di poesie attraversa tutte le sfaccettature dell’amore secondo Charles Bukowski: l’amicizia, la riconoscenza verso il suo editore, l’affetto per la sua unica figlia, la devozione per i maestri; e, ovviamente, il sesso, la passione e il desiderio nei confronti di tutte le donne, dagli incontri di una notte a quelli che gli hanno cambiato la vita. E poi l’amore per i libri, la musica classica, i cavalli, l’alcol… Sono versi che raccontano relazioni reali, quotidiane, senza nascondere il narcisismo, l’egoismo e le miserie che a volte contraddistinguono questo sentimento, ma riscattandolo così da quella patina di retorica che troppo spesso lo circonda. Traboccante di nuda oscenità e sarcasmo abrasivo, ma anche di squarci di saggezza e profonda fragilità, Bukowski conduce il lettore a una nuova definizione: «amore non è altro che un faro di notte che fende la nebbia, amore è una chiave di casa tua persa quando sei sbronzo, amore è tutti i gatti spiaccicati dell’universo, amore è una sigaretta col filtro ficcata in bocca e accesa dalla parte sbagliata».
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Sul Portogallo

I testi in prosa in cui Pessoa riflette, discute, critica e teorizza sull’identità e la cultura del Portogallo sono molteplici e spesso originali. La maggioranza dei testi sono inediti in italiano. L’antologia, organizzata per sezioni tematiche, contempla molti scritti di critica letteraria, di psicologia nazionale e di storia delle idee, assai interessanti per contestualizzare – al di là di ogni presunta e sospetta ideologizzazione – il pensiero di Pessoa: non solo il grande poeta del Novecento, ma l’intellettuale portoghese ed europeo della crisi della modernità.

Il suggeritore

Ancor prima dell’uscita in libreria, questo romanzo ha provocato un vortice di ammirazione e di attesa, tanto da essere già in via di pubblicazione nei maggiori paesi europei.
Non è solo un thriller scritto da un autore italiano agli esordi, che si confronta con un genere finora appannaggio dei grandi autori americani, reinventando le regole del gioco.
È molto di più: è una storia che non dà tregua, che esplora la zona grigia fra il bene e il male fino a cogliere l’ultimo segreto, il minimo sussurro.
Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo…

Sugar Money

Saint-Pierre della Martinica, Antille Occidentali, 1756. Lucien e suo fratello Emile sono schiavi creoli al servizio dei Frères de la Charité. Coltivano la canna da zucchero, coi proventi della quale i frati riescono a far fronte ai debiti accumulati per mantenere in vita l’ospedale locale e prendersi cura dei malati.
Un giorno padre Cléophas, un uomo dallo sguardo sfuggente e pieno di malizia, li convoca per affidare loro un delicato incarico: recarsi a Grenada e, con la scusa di dover consegnare alcune piante medicinali, ritornare in Martinica con i quarantadue schiavi rimasti sotto il dominio inglese dopo l’occupazione. Il momento è ideale per riportarli nella terra cui appartengono di diritto: il trattato di pace con gli inglesi sembra reggere e tra Grenada e la Martinica vi è libero passaggio. Riavere i quarantadue di Grenada a Saint-Pierre è, per i Frères de la Charité, essenziale. La febbre ha decimato gli uomini negli ultimi tempi e la terra da disboscare e mettere a coltura è ancora tanta, per non parlare della distilleria da avviare.
Emile e Lucien conoscono Grenada, hanno entrambi servito i Frères dell’ospedale di Fort Royal e, soprattutto, Lucien parla un po’ di inglese. Padre Cléophas affida loro una procura ad agire per conto dell’ordine, un documento che, dice, garantisce il consenso degli inglesi all’espatrio degli schiavi.
Ma quando sono a bordo della Daisy, l’imbarcazione che li attende per condurli a Grenada, Emile rivela la verità a Lucien: Cléophas ha mentito, la procura non ha alcun valore e quello che ci si aspetta da loro è che «rubino» gli schiavi proprio sotto al naso degli inglesi. Una missione pericolosa, se non impossibile.
Con la prosa ricca ed evocativa che l’ha resa maestra di suspense ne I Gillespie e ne Le osservazioni, Jane Harris consegna al lettore un magnifico romanzo storico, ispirato a una vicenda vera, che tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Una storia profonda e commovente sul legame tra fratelli e sul valore della libertà.
«Una travolgente avventura basata su una storia vera».
Daily Mail
«Schiavitù e libertà, innocenza ed esperienza, amore e disperazione in un romanzo dal ritmo perfetto e dalla magnifica prosa».
Amanda Craig
«È a Grenada che Jane Harris rende vivida e limpida la brutalità della schiavitù».
The Spectator
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### Recensione
*The Obversations* has all the necessary ingredients for a *Rebecca*-like absorption. There’s a bright young Irish maid for a heroine, with a mysterious past; a beautiful mistress with her own set of secrets; and a rambling old house complete with creaking attic… there are enough twists and turns to keep a cynical adult reader up half the night. (Eleanor Birne *London Review of Books*)
Harris’s rollicking yet delicate narrative pitch set the book apart … this is a true one-off. (Joanna Briscoe *Guardian*)
Vastly original… Bessy is surely one of the most striking characters in recent fiction: cynical, disruptive, tender and very, very funny. (*Independent on Sunday*)
Bessy Buckley can hold her head up with Moll Flanders and Becky Sharp as a living, breathing mortal… (Sarah Burton *The Times*)
Funny and original… What lifts the book out of the ordinary is Bessy’s compelling narrative voice. (Peter Parker *Sunday Times*)
In *Gillespie & I, *Harris has pulled off the only too rare double-whammy — a Booker-worthy novel that I want to read again. (Daisy Goodwin *Sunday Times*)
Nothing is as it seems in this book… it hooks the reader in with great, demented power. (*Evening Standard*)
Harris plays with the reader’s expectations and perspectives brilliantly. (*Independent*)
A story that holds you in its grip and makes you skip ahead and circle back again for more of the same – literary crack cocaine. (*Scotland on Sunday*)
### Descrizione del libro
**Based on a remarkable and little-known true story, Jane Harris’s third novel is both a heart-breaking trip into our troubled colonial past, and a stunning act of literary ventriloquism. **

Sud, perché no?

Il Sud delle tecnologie aerospaziali, del fermento culturale, del turismo che cresce, della ricerca scientifica, dei (pochi) casi di rigenerazione urbana, della mobilità sostenibile. Sì, perché il Sud è una riserva di intelligenza e di opportunità cui agganciare i grandi modelli di sviluppo e da promuovere internazionalmente con la realizzazione di semplici interventi: dalla creazione di ‘zone economiche speciali’ al lancio di incentivi di sostegno mirati e sostenuti nel tempo. Ricette semplici, praticabili: dal credito di imposta accelerato per chi investe nel Sud alle politiche innovative nel campo della logistica, a quelle del potenziamento degli incubatori, sino al rilancio demografico.

(source: Bol.com)

Il Sud puzza

Il libro di Pino Aprile è la storia di un risveglio, anzi di molti risvegli. Di occhi che si sono aperti su realtà inaccettabili, di persone che hanno potuto guardarsi le une con le altre, che si sono riconosciute e hanno deciso di fondersi in comunità. È la storia di una decisione che ne ha portate con sé molte altre, e che si riassume in un grido di protesta: “non vogliamo sopportare più”.
E sono molte le cose che non vogliono sopportare più, il ricatto “o salute o lavoro” che per decenni ha avvelenato Taranto nell’indifferenza generale, i veleni della “monnezza” proveniente da molte zone d’Italia e accumulata in Campania, veleni che si infiltrano nella terra, che uccidono il cibo e le persone, ma che arricchiscono la camorra e tutti quelli che fanno affari con la criminalità organizzata, il pizzo che bisogna pagare ai soliti noti per riuscire a lavorare.
In un’indagine appassionata Pino Aprile ci apre una finestra su un Sud al di fuori dei luoghi comuni, su persone che agiscono, si spendono, rischiano, indifferenti al pericolo, al ricatto, alle minacce. Come Lella Ottaviano, commerciante, la prima che ha avuto il coraggio di denunciare i camorristi che esigevano il pizzo e che ha reso Ercolano una città libera, e don Maurizio Patriciello, diventato una guida per le associazioni che vogliono liberare la piana del Volturno dai veleni che l’hanno trasformata in un inferno, e Giuseppe Di Bello, tenente della Polizia provinciale in Lucania, la cui vita viene demolita per aver osato denunciare l’inquinamento di un lago, causato da infiltrazioni di petrolio. Le storie che ci racconta sono avvincenti come un romanzo, l’affermazione di un riscatto che diventa sempre più vicino.

(source: Bol.com)

Succede

**Una parte di me spera con tutte le sue forze che mi venga a riprendere, come fa sempre.**
**Che mi tiri per un braccio e mi baci senza smettere mai.**
Succede anche che Sofia Viscardi si sia alzata alle cinque di mattina per scattare la foto di un’alba milanese. Un piumone sui tetti, le sneakers rosse, la camicia di denim, la macchina fotografica, le cuffiette, un libro, *Il mondo di Sofia*, stanno lì ad arredare una scena clou che accade nel suo romanzo.
*Succede* racconta la vita di Margherita, una ragazza che somiglia un po’ a Sofia: lei è timida, è goffa, è insicura. Fa fatica a relazionarsi con gli altri, non le piace attirare l’attenzione. Ha i capelli ricci sempre arruffati, non ha mai tempo, perché è sempre in ritardo con la vita.
Sullo sfondo della Milano contemporanea, fatta di bar e localini, le avventure eroicomiche a scuola e i primi baci: il diario delle emozioni, di amori e di paure, di verifiche scolastiche e sentimentali.
Come sono fatte le relazioni all’epoca dei social?
Perché Samuele, che è il più figo della scuola, la punta? E Olimpia, la disinibita amica del cuore, che c’entra? E Tom che sempre la segue, sui social e nella vita?
E poi i casini del sesso che si avvicina. Ma non basta. C’è anche la famiglia, con un padre ambientalista che non usa la macchina né lo shampoo e tira la cinghia sul riscaldamento. E una madre severa, implacabile sui ritardi, ma sempre presente nei momenti difficili.
È quella fase della vita in cui ci si fanno tante domande. E Sofia Viscardi risponde con *Succede*, un romanzo allegro come una festa tra ragazzi di notte su un tetto, che diviene, nella seconda parte, come fossimo in un videogioco che passa di livello, un intenso diario delle emozioni, delle sensazioni, delle passioni. Dei sentimenti. Tutti da sperimentare. Un diario veloce e incalzante scritto in diretta e per post: come su Facebook. Perché il mondo è tutto ciò che accade.
Succede.
Un libro come un bacio lungo un giorno e una notte, con quello stesso sconvolgimento. Un libro come la prima vera lettera d’amore.
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### Sinossi
**Una parte di me spera con tutte le sue forze che mi venga a riprendere, come fa sempre.**
**Che mi tiri per un braccio e mi baci senza smettere mai.**
Succede anche che Sofia Viscardi si sia alzata alle cinque di mattina per scattare la foto di un’alba milanese. Un piumone sui tetti, le sneakers rosse, la camicia di denim, la macchina fotografica, le cuffiette, un libro, *Il mondo di Sofia*, stanno lì ad arredare una scena clou che accade nel suo romanzo.
*Succede* racconta la vita di Margherita, una ragazza che somiglia un po’ a Sofia: lei è timida, è goffa, è insicura. Fa fatica a relazionarsi con gli altri, non le piace attirare l’attenzione. Ha i capelli ricci sempre arruffati, non ha mai tempo, perché è sempre in ritardo con la vita.
Sullo sfondo della Milano contemporanea, fatta di bar e localini, le avventure eroicomiche a scuola e i primi baci: il diario delle emozioni, di amori e di paure, di verifiche scolastiche e sentimentali.
Come sono fatte le relazioni all’epoca dei social?
Perché Samuele, che è il più figo della scuola, la punta? E Olimpia, la disinibita amica del cuore, che c’entra? E Tom che sempre la segue, sui social e nella vita?
E poi i casini del sesso che si avvicina. Ma non basta. C’è anche la famiglia, con un padre ambientalista che non usa la macchina né lo shampoo e tira la cinghia sul riscaldamento. E una madre severa, implacabile sui ritardi, ma sempre presente nei momenti difficili.
È quella fase della vita in cui ci si fanno tante domande. E Sofia Viscardi risponde con *Succede*, un romanzo allegro come una festa tra ragazzi di notte su un tetto, che diviene, nella seconda parte, come fossimo in un videogioco che passa di livello, un intenso diario delle emozioni, delle sensazioni, delle passioni. Dei sentimenti. Tutti da sperimentare. Un diario veloce e incalzante scritto in diretta e per post: come su Facebook. Perché il mondo è tutto ciò che accade.
Succede.
Un libro come un bacio lungo un giorno e una notte, con quello stesso sconvolgimento. Un libro come la prima vera lettera d’amore.

Suburra

[Leggi un estratto

]Leggi un estratto_ ***

‘Suburra racconta una criminalità che si è spogliata del suo già modesto quadro culturale di riferimento. Una criminalità allo sbando che riflette un paese allo sbando e, infatti, il quadro di connivenza col mondo del potere ufficiale, trattandosi di Roma, si fa corposo, organico, indissolubile, al punto di finire per confondere, in termini di comportamento e di orizzonti culturali, il cardinale con il killer, il politico con lo spacciatore. Se nella forma hanno ruoli diversi, nella sostanza appaiono pedine dello stesso mondo. Svuotate non solo di ideali, ma anche di desideri’.
Paolo Sorrentino, ‘la Repubblica’

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Una Roma lunare e sguaiata scenario di una feroce mattanza. Un Grande Progetto che seppellirà sotto una colata di cemento le sue periferie. Due vecchi nemici, un bandito e un carabiniere, che ingaggiano la loro sfida finale. Intanto, mentre l’Italia affonda, politici, alti prelati e amministratori corrotti sgomitano per partecipare all’orgia perpetua di questo Basso Impero criminale.

I PERSONAGGI

LO STATO

I servitori.

° Marco Malatesta, tenente colonnello e testa calda.
° Alba Bruni, capitana coraggiosa.
° Emanuele Thierry de Roche, generale e gentiluomo.
° Mario Rapisarda, carabiniere a cavallo.
° Carmine Terenzi, mela marcia.
° Giordano Brandolin, spalla ideale.
° Nicola Gaudino, napoletano a Ostia.
° Michelangelo de Candia, jazz e codici.
° Manlio Setola, Pm abbronzato.

Gli Intoccabili.

° Pericle Malgradi, Rialzati, Roma.
° Temistocle Malgradi, professione: fratello.
° Monsignor Mariano Tempesta, Etica per un nuovo millennio.
° Dottor Benedetto Umiltà, baciapile.

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BANDITI A ROMA

Quelli della Romanina.

° Marco Summa, inteso Spadino, il passo piú lungo della gamba.
° Dario Zuppa, inteso Paja, drizzatorti.
° Luca Scavi, inteso Fieno, altro drizzatorti (goloso di kebab).
° Rocco Anacleti, il duca gitano.
° Silvio Anacleti, erede e suddito.
° Max, detto Nicce, filosofo sulla strada.

Quelli di Ostia.

° Cesare Adami, inteso il Numero Otto, il Nerone di Ponente.
° Nino Adami, detto zio Nino, imperatore al gabbio.
° Denis Sale, aspirante imperatore.
° Morgana, la fata perversa.
° Robertino, il due di briscola.

I fuoriclasse.

° Il Samurai, l’uomo del destino.
° Shalva Israelachvili, un uomo vale un orso.
° Ciro Viglione, core ‘e Napule.
° Rocco Perri, sorriso di Calabria.

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I RIBELLI

° Alice Savelli, uno spirito libero.
° Abbas Murad, ebanista combattente.
° Farideh Murad, l’amore ferito.
° Sebastiano Laurenti, il figlio dell’ingegnere.
° Kerion Kemani, albanese dalle molte risorse.

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GENTE PER BENE

° Eugenio Brown, uno sguardo dalla terrazza.
° Sabrina Proietti, in arte Lara, un gioiellino di ragazza.
° Spartaco Liberati, the Voice of Rome.
° Tito Maggio, chef.

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ALTRI PERSONAGGI

° Banditi, signorine, trafficanti di indulgenze, pischelli e transessuali.
° Nonne, radical-chic e cinematografari.
° Guardie, zecche, zammammeri.
° Quelli di San Giovanni.
° Tifosi, nazisti, pugili, infiltrati e pendolari.
° Banchieri, cravattari, avvocati e Cavalieri di Costantino.
° Cani, cavalli da tiro e gabbiani.
° Dandi, Freddo, Libano, fantasmi.

(source: Bol.com)

Lo stupore infantile

Questo quinto titolo dell’Opera omnia conduce il lettore in uno stupefacente itinerario nella foresta palpitante della mente zolliana, guidato da una lucina nel bosco, come accadeva nelle fiabe di un tempo. Lo stupore infantile, che intitola il libro, è una vertigine che i cuccioli umani, lasciati a se stessi, assaporano naturalmente, trastullandosi in giochi il cui fondo simbolico Zolla scrutava in certe noterelle inedite riportate alla luce qui per la prima volta. Dal saggio di apertura su L’infanzia assassinata si dipana un corale di temi scottanti: sulle migrazioni dei popoli, sull’inganno e la truffa consustanziali all’esercizio del potere politico, su apocalissi e genesi, sul matriarcato, sul Parsifal e il Flauto magico letti come opere-specchio della storia dell’Occidente. Nella tela tessuta da Zolla come un tantra moderno, incappiamo nell’iki, la grazia giapponese secondo Kuki Shūzō, nel poemetto The Rose di William Butler Yeats, nell’idea dionisiaca di natura al centro dell’opera di Karl Kerényi, e sulla «conoscenza senza dualità», propria dell’infante-sapiente, il cerchio di un pensiero attratto alle vette si chiude.
(source: Bol.com)

Stupore e tremori

È il racconto corrosivo e surreale di un anno di lavoro in una grande multinazionale giapponese, la Yumimoto: la giovane neoassunta Amélie, felice di aver realizzato il sogno di lavorare nel paese in cui è nata, si trova alle prese con la ferocia degli automatismi della burocrazia aziendale nipponica, dapprima incerta di fronte agli insensati soprusi dei superiori, poi sempre più disincantata, quasi irridente nel proseguire la sua impresa, che si rivela una catartica discesa agli inferi dell’umiliazione, un’esperienza di degrado assoluto vissuta con il sorriso beffardo di chi non riesce a sentire offesa la propria dignità. E tra tutti gli spettatori della sua incredibile parabola, spicca la figura flessuosa e bellissima di Fubuki…

Studio di donna – Il messaggio – La donna abbandonata

I tre racconti qui raccolti appartengono a una delle fasi più intense (1830-33) della creatività balzachiana e rispondono alla suggestiva immagine dell’onda mulier, la fluttuante e paradigmatica tematica femminile che permea di sé l’intera Comédie Humaine. La donna è catalizzatrice di milieu e di situazioni che, pur integrandosi sempre perfettamente allo sfondo storico della Restaurazione, si mantengono in una sfera di autonomia che le rende universali.
(source: Bol.com)

Lo studente strategico

Chi non si è mai sentito terrorizzato il giorno prima di un’interrogazione o di un compito in classe, o non si è mai fatto prendere dal panico di fronte alle domande di un professore universitario particolarmente pignolo? E quante volte ci sarà capitato di leggere e rileggere un libro di testo senza riuscire a capirne o a ricordarne il contenuto? Tutti, o quasi, abbiamo sperimentato almeno in un’occasione il ‘blocco dello studente’. Ma ci sono casi in cui una semplice difficoltà nello studio o in certe situazioni della vita scolastica si trasforma in un problema apparentemente insolubile, nonostante gli sforzi dei ragazzi, dei genitori e degli insegnanti. Questo libro propone l’applicazione della terapia breve strategica elaborata da Paul Watzlawick e Giorgio Nardone alle difficoltà degli studenti, spesso intrecciate in modo più o meno profondo allo spettro patologico che include le fobie e il disturbo ossessivo-compulsivo. Dalle ‘tentate soluzioni’ dei genitori di fronte ai deludenti risultati scolastici del figlio – fra cui gli intramontabili ‘Impegnati!’, ‘Studia di più!’ – alle strategie e agli stratagemmi terapeutici più raffinati, l’autore introduce fra i banchi di scuola un approccio paradossale e persino disarmante, ma proprio per questo in grado di aggirare i ‘blocchi’ nell’apprendimento, dall’ansia di fronte a professori e commissioni d’esame alle trappole del perfezionismo ‘compulsivo’, fino all’abbandono degli studi. Oltre a un resoconto teorico degli aspetti psicologici, sociologici e familiari di un ambito d’intervento così peculiare, viene dato ampio spazio alla casistica clinica, da sempre vero banco di prova della ‘tecnologia’ strategica e della capacità del terapeuta di adattarsi al problema di ciascun paziente. In fondo, imparare a cavarsela a scuola è forse l’investimento più prezioso che possiamo fare: perché nella vita, si sa, gli esami non finiscono mai.
(source: Bol.com)

Lo strutturalismo

“C’è anche un eroe strutturalista: né Dio né uomo, né personale né universale, egli è senza identità, fatto di individuazioni non personali e singolarità preindividuali. Che una nuova struttura non ricominci avventure analoghe a quelle dell’antica, che non faccia rinascere contraddizioni mortali, dipende dalla forza resistente e creatrice di quest’eroe, dalla sua agilità a seguire e salvaguardare gli spostamenti, dal suo potere di far variare i rapporti e ridistribuire le singolarità. Questo punto di mutazione definisce precisamente una prassi, o piuttosto il luogo stesso in cui la prassi deve installarsi. Infatti lo strutturalismo non solo è inseparabile dalle opere che crea, ma anche da una pratica in rapporto ai prodotti che interpreta.”
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