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Le Tecniche per Chiudere una Vendita

tai cercando di crearti una scia di clienti soddisfatti che non finisce mai e che contribuiscono fortemente alla crescita del tuo successo professionale e finanziario utilizzando le tue capacità?
Non è sempre necessario nascere venditori e investire migliaia di euro per arrivare al tanto successo!
Si può anche aumentare le proprie capacità con un po’ di impegno e consigli giusti.
Se è questo quello che cerchi, allora stai leggendo l’e-book giusto.
Questo manuale diventerà il tuo consulente pieno di dinamismo e ti offrirà tutto il valore e le spiegazioni di cui hai bisogno per realizzare i tuoi sogni di successo. Potrai anche frequentare degli ottimi corsi formativi che ti possano ispirare o aiutare. Però non c’è nulla di meglio di una guida a basso costo direttamente a portata di PC. Giusto?
Comincia pure a far esplodere le tue vendite!

(source: Bol.com)

Tecniche di resistenza interiore

Prima ancora che economica, la crisi da cui tutti ci sentiamo attraversati si sta rivelando, essenzialmente, interiore. Nella nostra società, caratterizzata dal venir meno dei tradizionali vincoli di fiducia e di responsabilità, assistiamo infatti a un progressivo indebolimento delle forze mentali e motivazionali degli individui. Se, come sembra, il dominio incontrastato della tecnologia ha tracciato l’unico orizzonte possibile di futuro, non vale più nemmeno la pena chiedersi se Internet ci renda stupidi o intelligenti. La risposta c’è già: essere sempre connessi con un altrove, ‘condividere’ ogni esperienza per la paura di non percepirla come davvero reale, ci sta trasformando in persone disattente, distratte, dissociate. Se non utilizzate in maniera consapevole, le tecnologie digitali – computer, social network, smartphone – riducono la capacità di rimanere concentrati anche per pochi istanti su di un obiettivo, minano le nostre fondamenta corporee e percettive. Sono tanti i fattori educativi e culturali legati allo stile di vita che determinano un simile scenario: crediamo che ogni minima difficoltà possa essere affrontata e superata per mezzo di pillole o aiuti esterni; ci sentiamo demotivati quando la nostra volontà individuale è ostacolata perché in antitesi con la propensione al consumo; miti come ‘il talento’ o le ‘capacità innate’ – supportati dal ricorso a una genetica non di rado fraintesa – erodono la fiducia nelle capacità personali del soggetto di raggiungere il successo grazie alla fatica e all’impegno. Ma non tutto è perduto. Attingendo alla sua esperienza di preparatore mentale di campioni, come a quella di docente universitario e ricercatore, Trabucchi sostiene che possiamo ancora farcela, se non staremo fermi ad aspettare che siano le riforme politiche o amministrative a salvarci, se ciascuno di noi comincerà a lavorare per primo sulle proprie risorse interiori. In questo libro agile e intelligente, che è anche un interessante excursus sulle principali conquiste cognitive dell’essere umano nell’arco della sua straordinaria evoluzione – e solo all’apparenza un manuale self-help – l’autore ci insegna a decifrare i segnali più chiari e allarmanti della nostra attuale ‘decadenza’ ma anche le tecniche per recuperare e allenare quello straordinario patrimonio di risorse psicologiche che chiamiamo ‘resilienza’.

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Un teatro delle idee

Del dialogo decisivo fra letteratura e saperi all’apparenza lontani, come le scienze, la pittura, la filosofia e il diritto, Raimondi ha fatto la cifra del suo lavoro critico. I contributi raccolti e rielaborati per questo volume, infatti, ospitano riflessioni sul pensiero cosmologico, estetico e magico, sulla ricerca scientifica nell’Italia secentesca, sulla rivoluzione culturale delle accademie. Coprendo un arco temporale decisivo, dalla temperie rinascimentale, che vede il formarsi delle letterature nazionali moderne, alla generazione romantica, che alla regolarità della ragione sostituisce la verità profonda di un io che deve ascoltare solo se stesso, Raimondi sottende a queste pagine una convinzione profonda: “Un libro vero è, alla fine, un libro di vita: e quanto più l’immaginazione si muove tra le parole, tanto più le parole parlano degli uomini”.
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Te lo dico sottovoce

Il caso editoriale dell’anno Mia ha trent’anni, un passato che preferisce non ricordare e una famiglia da cui cerca di tenersi alla larga. Meglio stare lontano dalle frecciatine della sorella e da una madre invadente che le organizza appuntamenti al buio… Di notte sogna il principe azzurro, ma la mattina si sveglia accanto a Bubu, un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo morbido. La sua passione sono gli animali e infatti, oltre a gestire una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino, Mia sta per realizzare un progetto a cui tiene moltissimo: restituire il sorriso ai bambini in ospedale attraverso la pet therapy. Il grande amore romantico, però, non sembra proprio voler arrivare nella sua vita. O almeno, così pensa Mia, prima di conoscere Alberto, un medico affascinante, e Diego, un ragazzo sfuggente che si è appena trasferito a Torino dalla Puglia. Cupido sta finalmente per scagliare la sua freccia: riuscirà a colpire la persona giusta per il cuore di Mia? Per mesi in vetta alle classifiche del web Conservo il tuo segreto, come tu fai con il mio: insieme saranno al sicuro ‘Meraviglioso, non riesco a trovare altri aggettivi per definire questo libro. Ho amato i personaggi e, sarò anche strana, ho amato i loro drammi.’ ‘Ho letto questo romanzo tutto d’un fiato! Tocca tanti argomenti e fa riflettere. Ho riso, sognato, odiato e ho anche pianto. Non vedo l’ora di leggere il prossimo.’ ‘Un romanzo che tocca l’anima nel profondo, una storia bellissima e ben raccontata con una scrittura fresca e curata.’ Lucrezia ScaliÈ nata a Moncalieri nel 1986 e qualche anno più tardi si è trasferita a Torino. Il suo amore per gli animali l’ha guidata fino alla facoltà di Medicina Veterinaria di Grugliasco, dove studia ancora. Dal 2012 gestisce un blog, Il libro che pulsa. Te lo dico sottovoce, suo romanzo d’esordio inizialmente autopubblicato, è stato nella classifica dei libri digitali per oltre tre mesi, finché non è stato scoperto dalla Newton Compton.

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La taverna sul tamigi

A gang of burglars, bank-robbers, and thieves is plaguing the river Thames in London; their distinctive disguises of rubber masks and rubber gloves giving them the name “The India-rubber Men”. What is the connection of the gang with the seedy “Mecca” club?

Il tasto G

Il suo nome è GianBattista Stigler, ha più di cento anni, è innamorato delle donne, è il confessionale semovente più affascinante di tutti i tempi. Ed è un ascensore. Il suo mestiere consiste nel trasportare con sicurezza, comodità e un certo buon gusto gli abitanti del palazzo e, in un secolo di onorato servizio, ha imparato ad ascoltare i pensieri dei suoi passeggeri. Le donne che si siedono sul suo sedile di pelle, che si truccano davanti al suo specchio o che si appoggiano alla pulsantiera non sanno che l’accorto accompagnatore sente i loro sogni, i loro dubbi, le loro dolci insicurezze. Non solo: lui le pesa. Non tanto per controllare che non superino i fatidici 225 chili collettivi – l’unico ostacolo che fermerebbe le imponenti elevazioni di GianBattista -, ma perchè le emozioni femminili sono sempre in sovrappeso: le donne sentono troppo, amano troppo e ingrassano dentro, appesantendo il cuore. Ecco allora che l’ascensore galantuomo ci racconta le disavventure delle sue amate, dei loro uomini e di alcuni passeggeri fuori del comune. Nei suoi viaggi tra i pianerottoli scopriremo molte delle sfumature dell’universo femminile e non: con Isadora Dukan e le sue fantasie tormentate dalla dieta, con Benedetta Colla che riattacca pazientemente i pezzi del suo cuore, con Massimo Distacco detto il Fuffa, tipico appartenente alla specie dei Paraculidi. Incontreremo anche Marzia Mars l’extraterrestre, che lascerà a GianBattista un regalo extraordinario: un tasto in più. Che l’ascensore ci insegnerà a usare, così come ci mostrerà che nel suo specchio non si vede solo il riflesso delle inquiline, ma quello di tutte le donne del mondo. E voi, in chi vi rispecchierete?

Tanti irresistibili argomenti

Fra tanti buoni argomenti, Vanessa Harrington, consulente aziendale, annovera una grande carica di simpatia e un carattere più che deciso. Queste qualità le valgono un contratto di lavoro con la società di Jason Carlysle, giovane presidente dalle moderne vedute.
Vanessa è abituata a risolvere i grossi problemi di rapporto del personale ma Jason sfugge a ogni analisi o classificazione. Tenero, paziente, pieno di umorismo, mostra qualche perplessità sui metodi drastici della sua consulente e vorrebbe una relazione meno professionale. Lei invece tende a separare lavoro e vita privata.
Ma anche Jason dispone di argomenti tutt’altro che resistibili e Vanessa è ben contenta di arrendersi.

Il tango della vecchia guardia

IL NUOVO ROMANZO DI ARTURO PÉREZ-REVERTE IN ANTEPRIMA DIGITALE IN QUATTRO PARTI. QUESTA E’ LA SECONDA PARTE. QUESTO EBOOK È UN’EDIZIONE SPECIALE A TEMPO LIMITATO E SARÀ DISPONIBILE FINO AL 16 SETTEMBRE. AI NUOVI LETTORI CONSIGLIAMO DI ACQUISTARE LA VERSIONE INTEGRALE DEL ROMANZO IN OFFERTA SPECIALE A 8,99€ FINO AL 30 SETTEMBRE. «Eri… Sei la donna più bella che abbia mai visto. Sembrava che andassi per la vita con un riflettore che seguisse i tuoi passi.» Sorrento, 1966. Max Costa, maturo autista di un ricco svizzero, intravvede per la strada una donna che gli pare di conoscere. È Mecha Inzunza, che aveva incontrato nel 1928 su un transatlantico in rotta per il Sudamerica: lei era la bellissima moglie di un musicista deciso a sfidare il collega Ravel e il suo Bolero scrivendo un tango indimenticabile; lui un ballerino professionista, un giocattolo per signore, un avventuriero senza scrupoli. Mecha, ancora incantevole, accompagna il figlio Jorge Keller, giovane genio degli scacchi che sta per sfidare il campione del mondo in carica. Per riavvicinarla Max si finge il gentiluomo che non è, e tra i due ricomincia una lunga, lenta danza simile per molti versi al tango che li aveva uniti… Una storia di passioni ed equivoci, furti e spionaggio, un viaggio avanti e indietro nel tempo per raccontare un amore durato troppo poco e forse proprio per questo destinato all’eternità.

Tango alla fine del mondo

Palermo, 1894. Denunciati per aver manifestato contro le tasse, Michele Maggio, sua moglie Caterina e le gemelle Diana e Olivia vengono cacciati dal paradiso: un piccolo podere a Isola delle Femmine. Don Tano, spietato agente marittimo, vende loro una fazenda in Argentina e i biglietti del piroscafo, promettendo fortuna oltreoceano. Ma al momento della partenza manca un biglietto e Diana, diciassettenne anticonformista e ribelle, è costretta a rimanere da sola in Sicilia. È soltanto il primo degli inganni di Tano che, pazzo di desiderio, la riduce in schiavitù. Nel Nuovo Mondo il terreno promesso si rivela una truffa e Michele è costretto a trovare lavoro al mattatoio di Buenos Aires. La fatica delle giornate è compensata dall’incanto delle notti, trascorse al Bandoneon, un locale del porto dove, assieme ad altri emigranti, inventa il ballo del secolo: il tango. Le note sensuali della nuova danza fanno da sfondo alla passione tra Michele e una signora dei quartieri alti, che sfida le convenzioni nell’oscurità del Bandoneon. È doña Blanca Flores, la moglie del proprietario del mattatoio. Per quanto provino a sottrarsi alla forza del desiderio, i due non possono nulla, investiti da un genere d’amore dal quale non c’è scampo, perché il tango ci ritrova sempre, -il tango sa chi siamo-. Intanto Diana, a Palermo, fuggita dal suo aguzzino, medita il riscatto e la vendetta contro chi l’ha abbandonata.
Sarebbe un peccato bruciare con altre anticipazioni un libro in cui le pagine, percorse da continui colpi di scena, sembrano vibrare come il pavimento del Bandoneon al ritmo delle note di Miguel Maggio y Los Tangueros. In controtendenza al minimalismo oggi di moda, Cugia riscopre un genere, quello del romanzo d’appendice ottocentesco reso celebre da Balzac e Dumas, e lo celebra con questo Tango alla fine del mondo. Un ballo entusiasmante nelle nostre radici, uno scatenato feuilleton del terzo millennio.
(source: Bol.com)

Talon

Ci fu un tempo in cui i draghi furono cacciati fino quasi all’estinzione dai cavalieri dell’Ordine di San Giorgio. Da allora, nascosti sotto sembianze umane, i draghi di Talon sopravvissuti al massacro si sono moltiplicati e hanno acquisito maggiore forza e astuzia nel corso dei secoli: non manca molto a quando saranno pronti a diventare i padroni del mondo, senza che gli esseri umani nemmeno se lo immaginino. Ember e Dante Hill sono gli unici esemplari di draghi fratello e sorella, addestrati per infiltrarsi nella società degli uomini. Ember non vede l’ora di vivere come una teenager qualunque e godersi quell’unica estate di libertà che le sarà concessa, prima di ricoprire il ruolo a lei destinato dentro il regno di Talon. Ma l’Ordine è sulle loro tracce per terminare quanto non era stato fatto nel passato: annientarli tutti. Il cacciatore di draghi Garret Xavier Sebastian, però, non può uccidere, a meno che non sia sicuro di aver trovato la propria preda. E niente è certo quando si tratta di Ember Hill.

(source: Bol.com)

Il tagliatore di teste

## Nella cittadina del Texas in cui vive Onie c’è un’unica grande azienda, un mobilificio che dà lavoro a molti degli abitanti, compresa la sua migliore amica. Quando l’azienda viene venduta e si annuncia una razionalizzazione del personale Onie, che scrive per un piccolo giornale locale, si offre di scoprire chi verrà lasciato a casa e usando quali criteri. Chiede un’intervista all’esperto di risorse umane – il “tagliatore di teste” – che la casa madre ha spedito in città per decidere chi tenere e chi licenziare e tenta di estorcergli qualche informazione. Sfortunatamente il tagliatore di teste si accorge del suo gioco. Ancora più sfortunatamente, è un uomo che non si fa scrupoli nell’usare il proprio fascino. Onie scoprirà presto che a scherzare con uno come lui le conseguenze possono essere imprevedibili…
## CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
“«Non voglio una prostituta, non capisco dove sia il problema. Mi piaci. Sto giocando la carta dell’onestà. Non ho finito, con te. Non ho nemmeno iniziato, perché quando abbiamo scopato la prima volta ero concentrato sullo scopo e nient’altro. Se ora sali in camera con me ti farò divertire, lo giuro».
«No».
Sospirò.
«Okay, allora fermati da qualche parte. Un parcheggio, uno spiazzo».
«Perché, scusa?».
Mi guardò in silenzio per un paio di secondi.
Scosse le spalle. «Devo pisciare».
Pensai che avrebbe potuto aspettare fino in albergo, ma forse gli scappava parecchio. In fondo aveva bevuto una birra e tutti sanno l’effetto che fa la birra fredda nelle serate calde. Trovai uno spiazzo a ridosso di una macchia di vegetazione, oltre il parcheggio di un supermercato chiuso. La configurazione di Sommerville aiuta, in questi casi, perché a parte il centro è fatta di costruzioni ben distanziate, di solito a un piano, che compongono una periferia ordinata di villette a schiera e zone commerciali.
Mi accostai e spensi il motore. Riley si slacciò la cintura e si girò dalla mia parte.
«Be’? Non scendi?».
Si allungò per baciarmi. Il bacio che mi aveva dato nel pub, in confronto, quasi scomparve perché quello fu un bacio di tutt’altra qualità. Un bacio affamato, quasi un morso, che continuò e continuò. Una delle sue mani si strinse su uno dei miei seni, mentre con l’altra mi prendeva per la vita.
«Quest’ultima cosa era una bugia» disse, prima di riprendere a baciarmi.
Cercate di capirmi. Quell’uomo era assolutamente pessimo, era una cosa che sapevo benissimo, ma era anche un concentrato di lussuria. Non era solo bello, non era solo sensuale… no, ti faceva venire voglia di farci le porcherie insieme.”
**
### Sinossi
## Nella cittadina del Texas in cui vive Onie c’è un’unica grande azienda, un mobilificio che dà lavoro a molti degli abitanti, compresa la sua migliore amica. Quando l’azienda viene venduta e si annuncia una razionalizzazione del personale Onie, che scrive per un piccolo giornale locale, si offre di scoprire chi verrà lasciato a casa e usando quali criteri. Chiede un’intervista all’esperto di risorse umane – il “tagliatore di teste” – che la casa madre ha spedito in città per decidere chi tenere e chi licenziare e tenta di estorcergli qualche informazione. Sfortunatamente il tagliatore di teste si accorge del suo gioco. Ancora più sfortunatamente, è un uomo che non si fa scrupoli nell’usare il proprio fascino. Onie scoprirà presto che a scherzare con uno come lui le conseguenze possono essere imprevedibili…
## CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
“«Non voglio una prostituta, non capisco dove sia il problema. Mi piaci. Sto giocando la carta dell’onestà. Non ho finito, con te. Non ho nemmeno iniziato, perché quando abbiamo scopato la prima volta ero concentrato sullo scopo e nient’altro. Se ora sali in camera con me ti farò divertire, lo giuro».
«No».
Sospirò.
«Okay, allora fermati da qualche parte. Un parcheggio, uno spiazzo».
«Perché, scusa?».
Mi guardò in silenzio per un paio di secondi.
Scosse le spalle. «Devo pisciare».
Pensai che avrebbe potuto aspettare fino in albergo, ma forse gli scappava parecchio. In fondo aveva bevuto una birra e tutti sanno l’effetto che fa la birra fredda nelle serate calde. Trovai uno spiazzo a ridosso di una macchia di vegetazione, oltre il parcheggio di un supermercato chiuso. La configurazione di Sommerville aiuta, in questi casi, perché a parte il centro è fatta di costruzioni ben distanziate, di solito a un piano, che compongono una periferia ordinata di villette a schiera e zone commerciali.
Mi accostai e spensi il motore. Riley si slacciò la cintura e si girò dalla mia parte.
«Be’? Non scendi?».
Si allungò per baciarmi. Il bacio che mi aveva dato nel pub, in confronto, quasi scomparve perché quello fu un bacio di tutt’altra qualità. Un bacio affamato, quasi un morso, che continuò e continuò. Una delle sue mani si strinse su uno dei miei seni, mentre con l’altra mi prendeva per la vita.
«Quest’ultima cosa era una bugia» disse, prima di riprendere a baciarmi.
Cercate di capirmi. Quell’uomo era assolutamente pessimo, era una cosa che sapevo benissimo, ma era anche un concentrato di lussuria. Non era solo bello, non era solo sensuale… no, ti faceva venire voglia di farci le porcherie insieme.”

Il taccuino rosso

Una telefonata a un numero sbagliato nel cuore della notte (l’episodio da cui nascerà Città di vetro), una lettera che non abbiamo mai scritto che ci torna indietro da un destinatario che non è mai esistito, un poeta che conosce per la prima volta suo padre il giorno in cui suo padre inizia a morire. La piccola grazia di una monetina perduta che poi ritroviamo a chilometri di distanza. Felicità improvvise che bisogna allenarsi a riconoscere e conservare, istanti in cui la vita – che fino a quel momento ci sembrava chiusa nella grigia ottusità dell’abitudine – si apre alla gioia, al mistero, all’incontro. Il taccuino rosso ha la stessa concentrata luminosità del breviario zen.

(source: Bol.com)

Taccuino persiano

A vent’anni dalla rivoluzione iraniana (1978-79), che sollevò lo Scià e affidò il governo del paese all’ayatollah Khomeini, si rivela di straordinaria attualità la previsione di Michel Foucault. “L’Islam” aveva scritto allora il filosofo francese “rischia di costituire una gigantesca polveriera. Da ieri ogni stato musulmano può essere rivoluzionario dall’interno, a partire dalle sue tradizioni secolari”. Foucault guardava all’Islam da un osservatorio privilegiato: era allora inviato speciale a Teheran per il Corriere della Sera, e questi suoi reportage testimoniano una partecipazione appassionata ed entusiasta agli avvenimenti. L’adesione al movimento che scuoteva l’Iran e che si sarebbe, con forme e vicende diverse, propagato in seguito a gran parte del Medio Oriente, fu propria a molti intellettuali dell’epoca. Oggi la stessa “profezia” è più spesso vissuta come una minaccia: sintomo della complessità del confronto con questo nuovo soggetto religioso e politico che, dopo la caduta dell’ordine mondiale bipolare, si propone come radicale alternativa alla visione del mondo propria dell’Occidente.
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Una tacca sulla pistola e altri racconti

Tre racconti di coppie travolte dall’amore.
Si può sfuggire a una condanna a morte e all’amore… Giorgio stava aveva cercato di sfuggire a entrambi. Purtroppo Ermil lo aveva trovato.
Antonio torna a casa per occuparsi di un omicidio, ma sull’isola non troverà di certo ciò che si aspetta.
La paura di perdere chi ami, anche se di nascosto, è sempre la stessa. Anche se non sei una principessa e lavori in un bar.
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### Sinossi
Tre racconti di coppie travolte dall’amore.
Si può sfuggire a una condanna a morte e all’amore… Giorgio stava aveva cercato di sfuggire a entrambi. Purtroppo Ermil lo aveva trovato.
Antonio torna a casa per occuparsi di un omicidio, ma sull’isola non troverà di certo ciò che si aspetta.
La paura di perdere chi ami, anche se di nascosto, è sempre la stessa. Anche se non sei una principessa e lavori in un bar.

Tabula Rasa

Alessandria d’Egitto, I secolo d.C. Per il senatore Publio Aurelio Stazio la metropoli più importante dopo Roma, strategica terra di confine tra Oriente e Occidente, non è solo la città più bella del mondo ma lo scenario della missione segreta che deve compiere per conto dell’imperatore Claudio. Per assicurare un lungo periodo di pace all’Impero, Publio Aurelio deve giocare d’azzardo sul tavolo della diplomazia e negoziare con i Parti, imbattibili guerrieri da sempre nemici dei romani.
Ma quando il senatore si ritira nella sua dimora nel delta del Nilo con l’intenzione di trovare ristoro dalle tensioni dell’alta diplomazia, ecco che tra i palmizi e i coccodrilli del giardino viene rinvenuto il cadavere di una fanciulla. Sul corpo martoriato brutalmente, una fibula denota la vittima come probabile adepta del culto di Bast, la Dea-Gatta.
Nell’inquieta Alessandria, l’omicidio alimenta il rogo delle ostilità in un crescendo di omicidi e misteri. Chi è la spia che favorisce i nemici di Roma? Quale il legame tra i delitti e la missione segreta di Aurelio? Molti sono i sospettati e, a complicare la situazione, Aurelio viene abbandonato dal segretario Castore e distratto dal fascino di una donna ammaliante, Candida, l’eccentrica moglie del viceprefetto dell’Egitto.
Combinando sapientemente ricostruzioni storiche accuratissime con l’uso di avanzate tecniche investigative – del tutto simili ai metodi della polizia scientifica di oggi – e muovendosi tra il cimitero dei gatti e il tempio del Dio-Coccodrillo, tra i papiri della Biblioteca e le schiere di ancelle dagli occhi bistrati, Danila Comastri Montanari dà vita a un romanzo d’investigazione dal ritmo serrato, drammatico, tra le cui pieghe l’irresistibile ironia dell’autrice suggerisce di leggere la storia antica come specchio impietoso dei nostri giorni.
Per chi già conosce e ama il senatore-investigatore Publio Aurelio Stazio si tratterà di una felicissima conferma, per ogni lettore che con questo romanzo si affacci sull’universo narrativo di Danila Comastri Montanari sarà la scoperta di un intero mondo, ricostruito con amore e competenza ma soprattutto abitato da personaggi dalla trascinante, strepitosa vitalità.
(source: Bol.com)

La tabacchiera dell’imperatore

Tutto sembra accusare la bella Eva Neill dell’inspiegabile assassinio, avvenuto a La Bandelette, una famosa località climatica francese, di un vecchio giudice inglese in pensione, collezionista di oggetti antichi. Anche la polizia è convinta della colpevolezza della donna. Ma Dermot Kinross, singolare figura di detective e di scienziato, non è dello stesso parere. E non soltanto risale alla verità dei fatti, riuscendo a chiarire l’incredibile particolare della ”tabacchiera dell’imperatore”, ma smaschera l’ipocrisia e le ambiguità di altri personaggi, vittime di una condizione sociale e di un ambiente in cui l’unica legge è quella di salvare la rispettabilità. L’ingegnosità dell’intreccio, l’imprevedibilità della soluzione e l’accuratezza dello stile acuiscono l’interesse di questo romanzo che è tra i migliori creati dalla fantasia di Carr, e resta uno dei classici fondamentali della letteratura poliziesca.