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Il prefetto di ferro. L’uomo di Mussolini che mise in ginocchio la mafia

In questo libro Arrigo Petacco ci racconta la verità sulle gesta quasi leggendarie del prefetto Cesare Mori, incorruttibile funzionario “piemontese” inviato dal governo fascista in Sicilia per debellare la mafia. La sua azione energica permise di distruggere quasi interamente la struttura di base della malavita organizzata siciliana e offrì a Mussolini un argomento per la sua propaganda. Ma quando Mori iniziò a diventare troppo famoso e soprattutto a indagare troppo in alto, venne messo da parte, e le tracce del suo lavoro accuratamente eliminate. Quella del “prefetto di ferro” è una storia tipicamente italiana, incentrata su un personaggio prima mitizzato poi dimenticato, che Petacco restituisce finalmente alla sua verità storica.

Il predicatore: La seconda indagine di Erica Falck e Patrik Hedström

La seconda indagine di Erica Falck e Patrik Hedström. Da più di vent’anni una dolorosa faida lacera la famiglia Hult: Ephraim, il predicatore che infiammava le folle promettendo guarigione e salvezza, ha lasciato ai suoi discendenti un’eredità molto controversa. Il peso del sospetto continua a gravare su un ramo del clan, coinvolto suo malgrado nella sparizione di due ragazze risalente a molti anni prima. Una vicenda che nel delizioso paesino di Fjallbäcka, sulla costa occidentale della Svezia invasa dai turisti per la bella stagione, torna a essere sulla bocca di tutti dopo l’omicidio di una giovane donna, quando in una splendida gola naturale, sotto quel corpo martoriato, la polizia scopre anche i resti di due scheletri. La calda estate di Erica Falck e Patrik Hedström, che presto avranno un bambino, viene così sconvolta da un’indagine che, in un’angosciosa lotta contro il tempo, cerca di sviscerare i meccanismi della seduzione del potere, sfidando la malevolenza di una piccola comunità di provincia carica di segreti.

I predatori

Questa volta per Juan Cabrillo e la sua Oregon – all’apparenza un dimesso mercantile, in realtà una nave dotata dei più avanzati sistemi tecnologici l’incarico arriva da Oriente, da un consorzio di armatori giapponesi, preoccupati da un’ondata di pirateria che sta dilagando nel mar del Giappone. A essere presi di mira non sono piccole navi e yacht turistici, ma enormi mercantili, che “spariscono” letteralmente insieme al carico e all’equipaggio. Pirati che hanno unito le forze? Una nuova centrale di terrorismo internazionale che ha trovato un modo di finanziarsi? Basta solo l’ipotesi di questo collegamento per spingere Cabrillo, che vive sul mare e per il mare, ad accettare la missione e a cominciare le indagini. Ma quando insieme al suo equipaggio di uomini e donne superaddestrati e pronti a tutto si confronta direttamente con il nemico, scopre che la posta in gioco è molto, molto più alta e che a muovere le fila di tutto sono figure davvero insospettabili…

I predatori del suicidio

Chi colleziona i resti del genere umano? Chi sono i macabri pulitori che spuntano dal nulla ovunque c’è un cadavere, ovunque si piange un parente appena trapassato? E’ la domanda chiave di questo sorprendente romanzo, in cui l’umanità ha finito per soccombere al morbo della Disperazione. Di fronte all’avanzare della terrificante epidemia di suicidi, qualcuno comincia a chiedersi: è veramente suonata l’ultima ora? Da parte sua, l’autore non fornisce risposte facili ma si limita a ribadire il suo tema in grande stile: “Ho un’unica ossessione: La fine del mondo”.
Copertina di Franco Brambilla

Predatore

Per la polizia della contea di Broward, Florida, il caso è chiuso. Johnny Swift si è suicidato sparandosi un colpo di fucile al petto. Ma Kay Scarpetta non è altrettanto sicura. Soprattutto dopo che il suo collaboratore Pete Marino riceve un’insolita telefonata. A Boston, intanto, lo psicologo forense Benton Wesley ascolta, da uno dei criminali che sta studiando, particolari inquietanti sulla scomparsa della titolare di un negozio di addobbi natalizi e della figlia, avvenuta due anni e mezzo prima. Quasi contemporaneamente, una donna viene trovata morta con strani tatuaggi rossi sui seni e sulle cosce. Tatuaggi simili a quelli che Lucy Farinelli, la nipote di Kay, ha visto sul corpo della sua ultima conquista, conosciuta in un bar mentre stava indagando proprio su Johnny Swift. È una pista, un indizio che sembra collegare casi che in apparenza non hanno nulla in comune. Se non la firma di un killer spietato e beffardo…

Predatore

Per la polizia della contea di Broward, Florida, il caso è chiuso. Johnny Swift si è suicidato sparandosi un colpo di fucile al petto. Ma Kay Scarpetta non è altrettanto sicura. Soprattutto dopo che il suo collaboratore Pete Marino riceve un’insolita telefonata. A Boston, intanto, lo psicologo forense Benton Wesley ascolta, da uno dei criminali che sta studiando, particolari inquietanti sulla scomparsa della titolare di un negozio di addobbi natalizi e della figlia, avvenuta due anni e mezzo prima. Quasi contemporaneamente, una donna viene trovata morta con strani tatuaggi rossi sui seni e sulle cosce. Tatuaggi simili a quelli che Lucy Farinelli, la nipote di Kay, ha visto sul corpo della sua ultima conquista, conosciuta in un bar mentre stava indagando proprio su Johnny Swift. È una pista, un indizio che sembra collegare casi che in apparenza non hanno nulla in comune. Se non la firma di un killer spietato e beffardo…

Il Pozzo

Da tre anni sulla Gran Bretagna non cade una goccia d’acqua. Mentre una prolungata e devastante siccità alimenta cambiamenti politici e sociali, rivoluzioni e nuove religioni, al Pozzo, un podere di campagna rimasto miracolosamente verde, Ruth Ardingly è agli arresti domiciliari nella casa dove per sfuggire alla grande città aveva scelto di trasferirsi con l’uomo che amava. È accusata di avere ucciso suo nipote, Lucien. Un bambino di cinque anni. Tutto intorno la terra è arida e la gente ha sete, solo al Pozzo l’acqua non manca. Ma quel giardino rigoglioso ha reso il mondo al di fuori sospettoso, e ben presto l’angolo di paradiso che doveva rappresentare l’inizio di una nuova vita diventa per Ruth una prigione. Tre sorveglianti controllano e registrano ogni suo gesto, disponendo del suo presente. A Ruth non rimane che il passato da ricostruire. E un terribile sospetto: potrebbe davvero essere stata lei a uccidere Lucien? Nel suo intenso thriller psicologico, Catherine Chanter immagina un mondo in cui le bizzarrie del clima scatenano negli uomini le reazioni più disperate e vili, lasciando spazio all’invidia e ai fanatismi di religioni fasulle. Sullo sfondo di uno scenario talvolta apocalittico, ma allo stesso tempo molto credibile e realistico, pagina dopo pagina seguiamo la ricostruzione di un omicidio insensato, mentre l’idillio sempre più assume le sembianze di un incubo. Con uno stile grandioso e una costruzione quasi diabolica, Il Pozzo affronta le paure del nostro tempo distillandole nella storia di una donna che in una situazione estrema si batte per ciò che ama.

Power inferno. Requiem per le Twin Towers. Ipotesi sul terrorismo. la violenza globale

Contro le interpretazioni correnti dell’11 settembre, ma anche rispondendo alle letture «revisioniste» (le Torri sono crollate per un complotto interno della CIA), Baudrillard, sulla scia di «Lo spirito del terrorismo», riconsidera il fenomeno all’interno del Nuovo Ordine Globale. La potenza simbolica dell’attacco alle Twin Towers è moltiplicata dalla disperazione: quella dei dannati della Terra ma anche quella suscitata nel cuore stesso dell’Impero dalla sottomissione a una tecnologia integrale, a una realtà virtuale schiacciante. In questo senso il terrorismo «è il verdetto e la condanna che la nostra società pronuncia su se stessa».

Il povero Piero

Povero Piero: da vivo, scrittore misconosciuto, e da morto sballottato, trafugato, nascosto negli armadi, ricoperto da valanghe di epitaffi, necrologi, addobbi vari, nonché dai pianti e dall’escandescenze di cognati, suoceri, cugini e nipoti. Finché, forse per lo choc della morte, risuscita e poi rimuore per davvero, portando il più assoluto scompiglio nel funerale già dirottato verso un altro defunto… Ma la sua sgangherata vicenda offre ad Achille Campanile l’occasione per alcune serissime considerazioni e ipotesi sull’assurdità dei comportamenti umani, e per alcuni ritratti graffianti sotto l’apparente svagatezza.

Il potere della spada: Il ciclo dei Courteney d’Africa

Manfred De La Rey e Shasa Courteney sono figli della stessa madre, ma non lo sanno e neppure lo sospettano. Seguiranno destini paralleli, per quanto diversi: il primo conoscerà lo squallore e la desolazione delle baraccopoli sorte in Sudafrica come altrove in seguito alla Grande Depressione del ’29; il secondo, il fasto e l’agiatezza dorata dei proprietari di miniere, pur giungendo entrambi a un passo dallo sconfinamento nella condizione opposta che invertirebbe le parti. Saranno uniti da un tragico avvenimento, la guerra, e da due passioni comuni: lo sport e la politica. Sempre, naturalmente, si troveranno su fronti avversi, senza riconoscersi come fratelli ma anzi guatandosi come nemici mortali: si scontreranno più d’una volta, e il lettore non saprà per chi parteggiare sotto l’effetto contrastante delle luci con cui l’autore ora illumina ora adombra i personaggi, senza mai consentire di distinguere nettamente eroismo e millanteria, generosità e calcolo, dedizione e viltà. «In Sudafrica un uomo può essere pieno di ottimismo all’alba e disperato a mezzogiorno», leggiamo a un certo punto del romanzo, e ci rendiamo conto di trovarci di fronte a una delle formule dalle quali scaturisce la magia della pagina di Wilbur Smith.ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Il potere della Kabbalah: una tecnologia per l’anima

Rabbino americano, Yehuda Berg spiega il complesso delle dottrine esoteriche e mistiche della cabala, “l’argomento più trendy nel campo della spiritualità e dell’autoaiuto”. Da sempre considerato di difficile comprensione, il sapere della cabala è qui reso accessibile a persone di ogni ceto, di ogni età e di tutte le fedi. Secondo l’autore questa misteriosa e antica saggezza, che fonda le sue radici nella tradizione ebraica, può svelare i segreti dell’universo, dare una risposta a ogni domanda del lettore, risolvere ogni dilemma.

Un posto sbagliato per morire

Un’inchiesta in cui la personalità della vittima è la chiave per arrivare al colpevole? Succede, più spesso di quanto si creda. Mai come in questo caso, però, il commissario Melis ne sembra convinto. Manrico Barbarani: una laurea in architettura, uno studio affermato, un socio da trent’anni al suo fianco, tante amiche, alcuni affezionati nemici, una passione per l’alpinismo, due mogli, anzi: due ex mogli. E un figlio di cui potrebbe essere il nonno. Già. E tre proiettili piantati in corpo. E dove, poi! Nella più squallida delle periferie di Milano. Qualcosa però non convince Melis, a cominciare dal fatto che l’auto di Barbarani è in garage. E allora? E allora, nel sereno settembre milanese del 1981, quando già s’annunciano i toni dell’autunno, il commissario e i suoi uomini iniziano un’indagine che, muovendosi fra i luoghi del potere più o meno occulto e le feroci dispute di una difficile separazione fra coniugi, sembra condannata ad arenarsi. Fino a quando, inatteso, l’assassino colpisce di nuovo. Allora, ecco, tutte le tessere del mosaico sembrano andare lentamente al loro posto, disegnando una vicenda di grande amarezza, di grande solitudine, di grande amore. Quell’amore per il quale un uomo può persino tradire sé stesso.

Il posto più pericoloso del mondo

Tristan Bloch ha tredici anni, è lento, grasso, pallido, strano. Innamorato di Cally, commette l’errore di scriverle una disarmante lettera d’amore che per una catena di eventi prima distratti poi maligni finisce postata su Facebook. È un attimo: Tristan diventa lo zimbello della scuola e compie quella che gli sembra la scelta inevitabile. Tre anni dopo, la sua scomparsa sembra ridotta a un vago ricordo per gli adolescenti belli, brillanti, competitivi che popolano i corridoi della Tam High School. Ma niente è come sembra, i segreti sono molti e pesanti, e Molly Nicoll, fervente professoressa al primo incarico, nel suo candore di neofita un po’ invasata sembra avere un dono per ignorarli tutti. Abigail ha una relazione con un insegnante sposato; l’incantevole Elisabeth è del tutto isolata; Nick spaccia e sostiene esami a pagamento per gli altri studenti; Cally ora si fa chiamare Calista e cerca di soffocare in una virata hippie il senso di colpa che non la abbandona mai; Dave è troppo fragile per sopportare le ambizioni dei genitori che scommettono tutto sul suo futuro. Il ritratto impietoso di un’adolescenza, di tante adolescenze in cui ogni atto, ogni diceria, ogni sentimento rischia di finire condiviso, ovvero esposto e messo alla berlina in una parodia di socialità che vede tutti soli, tutti incompresi, tutti infelici.

Il Postino

“Tutta colpa di un recapito misterioso. Qualche volta gli indirizzi somigliano al destino”(Giorgio Gandola) – – – iVitali sono due. Giancarlo è un pittore di fama consolidata. Mostre rimaste storiche, critici che lo hanno amato fino al dolore e non solo per i suoi risultati artistici ma anche per quella sua riservata, quasi monacale immersione in un mondo fatto di tele e tavolozze e di ininterrotta e mai incerta vocazione. Andrea è uno scrittore, ma anche un medico di base, cioè uno di quelli che ogni giorno sono costretti ad ascoltare le sofferenze piccole e grandi di tutti e che per uscire da questa pesante responsabilità magari si mettono a scrivere e scrivendo magari divengono famosi e vincono premi letterari e sono amati dalla gente. Il pittore Giancarlo Vitali nasce nel 1929 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Germana. È padre di Velasco, Sara e Paola.(www.giancarlovitali.com) Lo scrittore Andrea Vitali nasce nel 1956 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Manuela e il figlio Domenico.(www.andreavitali.net)
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### Sinossi
“Tutta colpa di un recapito misterioso. Qualche volta gli indirizzi somigliano al destino”(Giorgio Gandola) – – – iVitali sono due. Giancarlo è un pittore di fama consolidata. Mostre rimaste storiche, critici che lo hanno amato fino al dolore e non solo per i suoi risultati artistici ma anche per quella sua riservata, quasi monacale immersione in un mondo fatto di tele e tavolozze e di ininterrotta e mai incerta vocazione. Andrea è uno scrittore, ma anche un medico di base, cioè uno di quelli che ogni giorno sono costretti ad ascoltare le sofferenze piccole e grandi di tutti e che per uscire da questa pesante responsabilità magari si mettono a scrivere e scrivendo magari divengono famosi e vincono premi letterari e sono amati dalla gente. Il pittore Giancarlo Vitali nasce nel 1929 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Germana. È padre di Velasco, Sara e Paola.(www.giancarlovitali.com) Lo scrittore Andrea Vitali nasce nel 1956 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Manuela e il figlio Domenico.(www.andreavitali.net) 

Possesso: La Confraternita del Pugnale Nero

Vishous ha votato la propria vita alla causa della Confraternita del Pugnale Nero e a combattere i letali nemici dei vampiri, i lesser. Allevato duramente dal padre, che lo ha addestrato per diventare un combattente spietato, ha avuto il dono della chiaroveggenza, unita a straordinari poteri fisici. Violento e invincibile, Vishous è pronto ad affrontare qualunque minaccia. Ma quando viene ricoverato d’urgenza in ospedale dopo uno scontro particolarmente brutale, si trova del tutto disarmato: per la prima volta nella sua vita, il vampiro sente nascere dentro di sé un sentimento sconosciuto, nel momento stesso in cui incrocia gli occhi della dottoressa Jane Whitcomb. Un amore improvviso, ma così luminoso e ostinato che potrebbe rischiarare l’oscura anima di Vishous. Ma il destino sembra avere in serbo altri piani, per entrambi. Il quinto capitolo della saga dedicata alla Confraternita del Pugnale Nero ci trasporta in un’avventura seducente, tra battaglie letali, segreti inconfessabili e un amore impossibile, più forte della morte.

Possa il mio sangue servire: Uomini e donne della Resistenza

La Resistenza a lungo è stata considerata solo una “cosa di sinistra”: fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i “ragazzi di Salò”. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione. Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo “vi accompagno io davanti al Signore”; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché “le nostre montagne sono nostre”; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi; dei 600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani. La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti come Cino Moscatelli, ma anche da quelli cattolici come Paola Del Din, monarchici come Edgardo Sogno, autonomi come Beppe Fenoglio. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri che morirono combattendo al fianco degli Alleati. La Resistenza ha avuto le sue pagine nere, che vanno raccontate, come fa anche questo libro, da Porzûs a Codevigo; così come racconta le atrocità spesso dimenticate dei nazisti e dei fascisti: Boves e Marzabotto, le torture della X Mas e della banda Koch. La storia è scandita dalle voci dal lager e dalle lettere dei condannati a morte, che spesso chiedono la riconciliazione nazionale e si dicono certi che dal loro sacrificio nascerà un’Italia migliore. A 70 anni dalla liberazione, mentre i testimoni se ne stanno andando, è giusto salvarne la memoria e raccontare ai giovani cos’è stata davvero la Resistenza, e di quale forza morale sono stati capaci i nostri padri.