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Maccaia. Una settimana con Bacci Pagano

Una nuova indagine impegna l’investigatore genovese Bacci Pagano per un’intera settimana. Genova avvolta in un’afosa maccaia primaverile è teatro di un feroce e insolito delitto; il detective Bacci Pagano, assunto da una compagnia assicuratrice, deve far luce sull’intricato caso mentre si complica la sua vita sentimentale fra vecchi amori e nuove tentazioni.
Il libro: Sulle alture di Genova viene ritrovato il corpo di un vecchio pensionato. È stato sbranato da un lupo. Due anni prima aveva stipulato una milionaria assicurazione sulla vita e la giovane moglie ne sembra l’unica beneficiaria. L’investigatore privato Bacci Pagano viene assunto dalla compagnia assicuratrice e da qui prende avvio un’insolita indagine, in cui il detective sembra lasciarsi guidare più dalle sue illusioni e dai suoi desideri che dalle evidenze obiettive. “Salvarla voleva dire salvare qualcosa di profondo, che per me valeva la ragione stessa di vivere. Non potevo che spiegare così il mio accanimento nel pensarla innocente. E ora capivo anche la mia determinazione a trovare l’assassino. Non era mossa dalla volontà di punire una colpa. Era spinta dall’urgenza di salvare lei”. In una calda e afosa primavera assediata dalla maccaia, Genova ritorna protagonista di una nuova avventura del vecchio investigatore, che ritrova anche le due donne della sua vita, la ex moglie e la fidanzata, e crea, forse, i presupposti per rivedere anche la figlia Aglaja.

(source: Bol.com)

Maccaia: una settimana con Bacci Pagano

Sulle alture di Genova viene ritrovato il corpo di un vecchio pensionato. È stato sbranato da un lupo. Due anni prima aveva stipulato una milionaria assicurazione sulla vita e la giovane moglie ne sembra l’unica beneficiaria. L’investigatore privato Bacci Pagano viene assunto dalla compagnia assicuratrice e da qui prende avvio un’insolita indagine, in cui il detective sembra lasciarsi guidare più dalle sue illusioni e dai suoi desideri che dalle evidenze obiettive. In una calda e afosa primavera assediata dalla maccaia, Genova ritorna protagonista di una nuova avventura del vecchio investigatore, che ritrova anche le due donne della sua vita, la ex moglie e la fidanzata, e crea, forse, i presupposti per rivedere anche la figlia Aglaja.

Macaroni

1938, Appennino tosco-emiliano. Un prete viene ritrovato morto in un fiume. Sembra un incidente, ma un maresciallo dei carabinieri dovrà affrontare altre morti inquietanti prima di risolvere un mistero che affonda le sue radici in un passato di dolori e miserie.
Un eclettico cantautore e un noto giallista danno vita a un indimenticabile romanzo poliziesco.

Ma liberaci dal male

Alle prime luci dell’alba, mentre Roma sta ancora dormendo, una giovane donna si gode per l’ultima volta la bellezza mozzafiato dei monumenti, i rumori della Città Eterna, l’invadente ironia di un centurione che ha appena iniziato la sua recita quotidiana. Anche lei, di lì a poche ore, dovrà cambiare i suoi abiti e calcare un nuovo palcoscenico. Non è una fede profonda a spingerla in questo viaggio, ma la ricerca della serenità: quella che si può trovare solo tra le spesse mura di un convento di clausura, dove la vita scivola senza imprevisti e senza paure. O almeno, così crede lei. Accolta nella piccola comunità monastica dei Santi Quattro Coronati, Virginia cerca di adeguarsi ai rituali, alla preghiera e al silenzio. Ma è un silenzio carico di tensione, dove risuonano, insistenti, pensieri e ricordi che sperava di lasciarsi alle spalle insieme al suo passato. Una quiete apparente, che amplifica la stonatura di certi dettagli intorno a lei: ferite sul corpo e nel viso delle suore, piccoli tic che loro cercano di celare, ma non sfuggono al suo occhio vigile e inquieto. Tra queste nuove e indecifrabili compagne, Virginia cerca conforto nell’arte, di cui è appassionata sin da bambina grazie ai racconti di suo padre: il monastero dei Santi Quattro è una continua sorpresa, ma persino l’arte sembra suscitarle soltanto nuovi interrogativi. Soprattutto quando in convento arriva un giovane studioso, che coinvolge la ragazza nella ricerca di una stanza segreta, custodita gelosamente da secoli nell’angolo più oscuro del convento. Il sospetto e la reticenza delle monache non fermano Virginia, che è convinta di trovare lì le risposte a tutte le domande che sente pesare su quel luogo e sulla sua vita. Come se il monastero proteggesse un enigma indicibile, il cuore del male. L’arte si tinge di suspense nel primo romanzo di Costantino D’Orazio. Una storia di finzione ambientata in un luogo reale, uno dei più affascinanti segreti di Roma, dove il mistero accresce la magia della pittura. Una storia in cui esplorare l’arte equivale a esplorare la vita.

Lutero l’eretico. La riforma protestante vista da Roma

Lutero nutriva un odio feroce per il «papa, questo porco del diavolo». I teologi romani, dal canto loro, non capivano cos’altro volesse quel monaco rozzo e immensamente vanitoso se non distruggere il Papato. E i devoti principi tedeschi avevano le loro buone ragioni per sostenere il facondo predicatore d’odio. Così, fin da subito, indipendentemente dalle dispute teologiche che già allora pochi comprendevano, si tracciò la strada verso lo scisma nella Chiesa. Volker Reinhardt, utilizzando documenti vaticani finora trascurati, mostra come le radici dello scisma non affondino nelle questioni religiose. L’autore ricostruisce per la prima volta i grandi incontri tra Lutero e il Papato, idealizzati e mitizzati dai protestanti, dal punto di vista romano, e rivela il motivo per cui spesso i papi non presero sul serio le grida che arrivavano dalla lontana Germania.

Lutero l’eretico

Lutero nutriva un odio feroce per il «papa, questo porco del diavolo». I teologi romani, dal canto loro, non capivano cos’altro volesse quel monaco rozzo e immensamente vanitoso se non distruggere il Papato. E i devoti principi tedeschi avevano le loro buone ragioni per sostenere il facondo predicatore d’odio. Così, fin da subito, indipendentemente dalle dispute teologiche che già allora pochi comprendevano, si tracciò la strada verso lo scisma nella Chiesa. Volker Reinhardt, utilizzando documenti vaticani finora trascurati, mostra come le radici dello scisma non affondino nelle questioni religiose. L’autore ricostruisce per la prima volta i grandi incontri tra Lutero e il Papato, idealizzati e mitizzati dai protestanti, dal punto di vista romano, e rivela il motivo per cui spesso i papi non presero sul serio le grida che arrivavano dalla lontana Germania.
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### Sinossi
Lutero nutriva un odio feroce per il «papa, questo porco del diavolo». I teologi romani, dal canto loro, non capivano cos’altro volesse quel monaco rozzo e immensamente vanitoso se non distruggere il Papato. E i devoti principi tedeschi avevano le loro buone ragioni per sostenere il facondo predicatore d’odio. Così, fin da subito, indipendentemente dalle dispute teologiche che già allora pochi comprendevano, si tracciò la strada verso lo scisma nella Chiesa. Volker Reinhardt, utilizzando documenti vaticani finora trascurati, mostra come le radici dello scisma non affondino nelle questioni religiose. L’autore ricostruisce per la prima volta i grandi incontri tra Lutero e il Papato, idealizzati e mitizzati dai protestanti, dal punto di vista romano, e rivela il motivo per cui spesso i papi non presero sul serio le grida che arrivavano dalla lontana Germania.

Lutero

«Altri scoprivano mondi e mari ignoti, Lutero scoprì un mondo religioso fino allora sconosciuto.» La traccia lasciata da Martin Lutero e dalla sua Riforma nella cultura e nella società europea è così profonda che, senza i valori da lui ereditati, a cominciare dalla tolleranza religiosa, sarebbe per noi impossibile capire le lacerazioni che attraversano il mondo di oggi. Dentro questioni aperte come le guerre combattute in nome di Dio, il diritto alla libertà di culto, la crisi del primato della politica ritroviamo infatti le ragioni e gli esiti del conflitto che il monaco tedesco ingaggiò contro il papato romano.Il quinto centenario della celebre affissione delle 95 tesi sulle indulgenze sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg è quindi la giusta occasione per cercare di capire chi fu davvero Martin Lutero e per quale via giunse prima alla «scoperta del Vangelo» e poi a trovare nella «sola Scrittura» e nella «giustificazione per sola fede» le risposte alle domande che sgorgavano in lui dal sofferto e costante confronto con una Chiesa cattolica largamente dominata dal vizio e dalla corruzione.Indispensabile, a tale scopo, è questa esauriente ricognizione di Adriano Prosperi sull’opera e l’epoca di Lutero, condotta attraverso la rilettura dei suoi testi e una straordinaria conoscenza del contesto storico in cui furono concepiti, ma anche prestando ascolto e dando voce all’incessante tormento interiore di un uomo inquieto e indomito, che non volle mai ergersi a eroe o martire.Emergono così in una nuova luce tutti i momenti salienti di quell’avventura intellettuale e morale che contribuì in modo decisivo all’ingresso dell’Europa nell’età moderna.Il passaggio di Lutero nella storia della cristianità produsse ferite mai rimarginate e depositi preziosi, ancora oggi riconoscibili. Nell’immediato, la frattura dell’unità del popolo cristiano intorno all’idea stessa di Chiesa, che provocherà le guerre di religione. Ma oltre quel cupo scenario si affermò un nuovo modo di intendere il rapporto dell’uomo con Dio, con l’aldilà, con la liturgia, con la devozione e la carità. Vertice di tutto è l’individuo, la sua coscienza e la sua fede. È questa la rivoluzione di Lutero. E se il mondo scoperto a occidente erediterà il nome da Amerigo Vespucci, a lui spetta «il merito della scoperta della libertà come vero orizzonte del cristianesimo europeo».

Il lustrascarpe

Dall’autore di “Tutti tranne me”, una intrigante antologia di quattro racconti, in cui storie che tendono al “nero” e uno stile sicuro e accattivante si fondono sapientemente, stupendo il lettore per situazioni e ambientazioni.

Lussuria

“Da qualche tempo sto scartabellando nuovi documenti riservati, intercettazioni delle procure italiane e straniere, atti di commissioni internazionali. Sto incontrando preti e monsignori che mi raccontano che, oltre agli scandali economici, non sono finiti nemmeno quelli sessuali. Che gli abusi sui più piccoli non sono affatto un fenomeno superato, e che nei primi tre anni di pontificato di Bergoglio sono arrivate alla Congregazione per la dottrina della fede 1200 denunce di molestie “verosimili’ su ragazzini e ragazzine di mezzo mondo.” Comincia così la nuova, esplosiva inchiesta di Emiliano Fittipaldi. Dall’Australia al Messico, dalla Spagna al Cile, ma anche in Italia, da Como alla Sicilia, sono centinaia ogni anno le denunce di reati e comportamenti inaccettabili da parte del clero. Tra chi ha occultato, con le parole o con i fatti, i comportamenti di maniaci con la tonaca addosso ci sono cardinali, come tre dei componenti del gruppo di potere più alto nella Santa Sede, George Pell, Óscar Rodríguez Maradiaga e Francisco Errázuriz; prelati importanti, come Carlo Maria Viganò, Tarcisio Bertone, Timothy Dolan; e molti vescovi italiani, aiutati dalle linee guida vaticane e della Cei, che ancora oggi non prevedono una denuncia obbligatoria davanti alle violenze sessuali dei loro preti. Nessuno, fino ad ora, aveva messo in fila dati, casi concreti, dichiarazioni dottrinarie e inchieste giudiziarie per comporre il sistema sconvolgente di una Chiesa ancora preda del peccato di lussuria e pronta, fino ai suoi vertici più alti, a tacitare ogni scandalo, a proteggere la “lobby gay” del Vaticano, a evitare di risarcire le vittime, a perdonare e aiutare i carnefici. Si dice il peccato, e anche il peccatore. Perché certi vizi capitali di preti, vescovi e cardinali possono portare a crimini e guerre di potere. E a colpevoli silenzi che distruggono le vite di innocenti. Ecco i documenti che svelano chi, in Vaticano, tradisce il sesto comandamento.

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Il lupo

Un giorno di marzo del 1944, un camino che continua a buttare fumo maleodorante attira l’attenzione dei vicini. Qualcuno avverte la polizia, poi i vigili del fuoco, quindi si prova a contattare il proprietario, che però tarda a manifestarsi. Così, le forze dell’ordine entrano nella casa al 21 di rue Le Sueur¿ e spalancano la porta di un castello degli orrori. Arti semicarbonizzati in cantina, accanto alla caldaia. Teschi e ossa. Un pozzo in cortile pieno di calce viva e resti di corpi umani. Una misteriosa cella triangolare insonorizzata in cui un ”occhio magico” permette di assistere alla morte delle vittime¿ Negli anni dell’occupazione tedesca a Parigi va in scena il dottor Marcel Petiot, il ”medico del popolo”, uomo poliedrico, gran benefattore, vicino alla Resistenza, accusato di aver ucciso decine di persone fingendo di aiutarle a fuggire dai nazisti in cambio di denaro. O forse solamente per sadismo sessuale. È proprio lui ”il Lupo di Parigi”, l’elusivo assassino che ha disseminato le sue scie di sangue nella capitale, fino a diventare uno dei più spietati serial killer di tutti i tempi? Mentre tutt’intorno infuria la guerra clandestina, le indagini sono affidate al commissario Georges-Victor Massu, della Brigade Criminelle, che ha iniziato come garzone di macelleria per poi diventare uno dei primi poliziotti di Francia, dalla sua figura il suo amico Georges Simenon trarrà ispirazione per creare il commissario Maigret. Una narrativa non fiction mozzafiato, un true crime palpitante e dai mille misteri, con un grande cast di personaggi noti e ignoti, poliziotti, banditi, giudici, attricette, intellettuali, profughi, prostitute, agenti della Gestapo, patrioti della Resistenza, vittime, carnefici.
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Il lupo e il filosofo. Lezioni di vita dalla natura selvaggia

Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un’università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin (“re” in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall’America all’Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell’umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: “Il lupo è la radura dell’anima umana… svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi”. La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perché immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.

Il lupo di Wall Street: The Wolf of Wall Street

DA QUESTO LIBRO È STATO TRATTO L’OMONIMO FILM DI MARTIN SCORSESE CON LEONARDO DI CAPRIO CANDIDATO A 5 PREMI OSCAR, INCLUSO QUELLO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE. A Wall Street niente è impossibile, se sei giovane e affamato abbastanza. E nessuno ha più fame di Jordan Belfort, telefonista di una società di brokeraggio. Geniale e temerario, impara in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità, e in pochi anni diventa il broker più ricco e di successo sulla piazza, vera divinità di un mondo inquinato dai suoi stessi eccessi. La sua Stratton Oakmont è stata una delle compagnie di intermediazione finanziaria più spericolate d’America, con un fatturato di venticinque milioni di dollari a semestre. A soli ventisei anni Belfort è già multimilionario: di giorno accumula ricchezza, di notte, con la stessa abilità, spende montagne di denaro tra droghe, sesso, viaggi extralusso, Ferrari ed elicotteri personali. Ed è proprio vero, che tutto ha un prezzo: dieci anni dopo è l’FBI a far calare il sipario sulla vita travolgente e inebriante del “Lupo”. Una storia vera quanto incredibile, diventata un film diretto da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo Di Caprio.

I lupi del Vaticano

Roma. 1508Tra i pittori della Cappella Sistina si nasconde un segreto Un grande romanzo storico di Gina Buonaguro e Janice KirkUn giovane investigatore Una cortigiana assassinata Una città eterna come i suoi peccatiRoma, 1508.In un mattino piovoso, dalle acque del Tevere viene ripescato il cadavere di una donna, dai capelli straordinariamente biondi. Francesco Angeli assiste alla scena e rimane sconvolto: lui conosce bene quella donna. Costretto dal padre a lasciare Firenze per aver sedotto una nobildonna sposata, Francesco è arrivato a Roma per lavorare come garzone nella bottega di Michelangelo. Il più grande pittore di tutti i tempi – impegnato nella realizzazione della Cappella Sistina – è dispotico e lunatico, e lo sottopone a ogni genere di malumori e bizzarre richieste. Perciò Francesco preferisce di gran lunga la compagnia di Raffaello e del suo circolo di aspiranti artisti, che si ritrovano nel bordello della cortigiana del posto. Ed è proprio Calendula, la più bella delle ragazze del bordello, a essere stata ritrovata sulla riva del Tevere. Francesco decide di gettarsi a capofitto nella ricerca dell’assassino, una ricerca che lo porterà a navigare in acque molto pericolose… Un appassionante thriller storico sullo sfondo della Roma rinascimentale, violenta, corrotta e opulenta. Un entusiasmante thriller ambientato tra lo sfarzo, la violenza e i segreti della Roma rinascimentale’In questo romanzo Buonaguro e Kirk ci accompagnano per le vie più oscure di Roma con l’aiuto di una serie di personaggi terribili e irresistibili allo stesso tempo, fra cui un arrogante Michelangelo e un dissoluto Raffaello.’Ross King, autore di I delitti della biblioteca scomparsa’Una trama avvincente, nella quale campeggiano i grandi artisti del Rinascimento accanto alle strade, agli odori, ai bordelli e ai misteri della Città Eterna.’Globe & Mail’Roma, sesso & arte. Un’elettrizzante vicenda di bellezza e orrore nei segreti dell’Italia del Rinascimento.’ChatelaineGina Buonaguroè nata nel New Jersey e ora vive a Toronto, in Canada. Janice Kirk è nata e vive a Kingston, in Canada. Insieme, oltre a I lupi del Vaticano, hanno scritto altri due romanzi storici, inediti in Italia.
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I lupi del Calla

Dopo anni di attesa, un nuovo, corposo episodio della saga di Stephen King accorcia le distanze con la Torre Nera e il suo segreto. Roland e il suo bizzarro seguito – il giovane Jake, Eddic e sua moglie Susannah – cercano di raggiungere la Torre per arrestare il disfacimento della realtà e il suo annullamento nel caos. Ma attraversando le foreste del Calla, una regione del Medio-Mondo, si imbattono nella tragedia di una piccola comunità rurale sfinita dalle incursioni di un nemico ignoto e spaventoso, creature dal muso di lupo che assaltano le case con armi invincibili seminando morte e distruzione. Ora stanno per tornare, e i quattro pistoleri sono l’ultima speranza per il villaggio…