40833–40848 di 65579 risultati

Verdi colline d’Africa

Quale emozione lascia un viaggio simile! Hemingway descrive con abilità e maestria impareggiabili un’Africa dolce, ricca, madre, antica ed eterna nella sua diversità e fascino. Le rapide corse per la vita degli animali, dei kudu, dei bufali dei grandi e fieri rinoceronti dal lungo corno, le ampie vallate assolate trascorse da lunghi ed argenati fiumi, le radure più verdi, le montagne più impervie, descritte con uno stile agile e fresco proprio come le gazzelle Grant, mi affascinano tanto. Quale grandioso fascino suscitano nel lettore le strabilianti e ammalianti descrizini geografiche e territoriali della savana e delle folte e lussureggianti foreste. La sua penna virile e determinata coglie la epicità e eroicità di momenti suggellati per sempre nella memoria, magari immortalati in qualche fotografia in seppia che riesce ancora a parlare di quei giorni gloriosi. Che belli i tramonti africani, le fredde notti sotto un cielo immenso, gelido, stellato, africano. La potenza, la dignità, la grande bellezza seducente degli animali africani strega il lettore e lo trasporta in un universo meraviglioso e dolce. Pagine semplici, ricche, positive, cariche di sentimenti forti e di tanta tanta semplicità naturale. Una descrizione che materializza il racconto, animali che sembrano quasi balzare fuori dal libro,odori e profumi in un afflato ci raggiungono oltre il libro e ci trasportano lontano in un paese sconosciuto ma tanto caro a H. e anche a me. Stupende le pagine in cui l’autore dice che un posto anche lontano dal nostro luogo natio se lo sentiamo nostro è perchè esso è fatto per noi. Ciò è quello che sento io per l’Africa. Che suggestione l’incontro con la popolazione sorridente e giovane che corre attorno alla carovana! Una occasione quella della caccia che si rivela anche momento di incontro e di compenetrazione con altre culture, saperi, credenze tanto diverse quanto ammalianti. Un H. super uomo, che si mimetizza anche spiritualmente in un’Africa leggendaria ed eroica. Che bello viaggiare in Africa, respirare la vita d’Africa.

Venuto al mondo

Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, *il fotografo di pozzanghere*.
Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi, giovani sprovveduti, invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri.
Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una Guerra che mentre uccide procrea.
In questo grande affresco di tenebra e luce, in questo romanzo intimo e sociale, le voci di quei ragazzi si accordano e si frantumano nel continuo rimando tra il ventre di Gemma e il ventre della città dilaniata. Ma l’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché Margaret Mazzantini ha scritto un coraggioso romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra.
La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dal calcio della Storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Il cammino intimo di un uomo e di una donna verso un figlio, il loro viaggio di iniziazione alla paternità e alla maternità diventa un travaglio epico, una favola dura come l’ingiustizia, luminosa come un miracolo.
Dopo *Non ti muovere*, con una scrittura che è cifra inconfondibile di identità letteraria, Margaret Mazzantini ci regala un romanzo-mondo, opera trascinante e di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematica come una parabola. Una catarsi che dimostra come attraverso tutto il male della Storia possa erompere lo stupore smagato, sereno, di un nuovo principio.
Una specie di avvento che ha il volto mobile, le membra lunghe e ancora sgraziate, l’ombrosità e gli slanci di un figlio di oggi chiamato Pietro.

Ventuno giorni per rinascere

Esiste un cammino di tre settimane capace di renderci più giovani, più sani, più longevi, più gioiosi. Lo ha studiato Franco Berrino, noto medico ed esperto di alimentazione, assieme a Daniel Lumera, riferimento internazionale nella pratica della meditazione, e a David Mariani, allenatore specializzato nella riattivazione dei sedentari. È un percorso pratico e quotidiano fatto di ricette, esercizi fisici e spirituali. Ma anche di conoscenza, illuminazione, consapevolezza. Se ne esce rinnovati nel corpo e nello spirito. E tre settimane, secondo studi scientifici e antiche sapienze, sono il tempo necessario per prendere un’abitudine, cambiare stile di vita. E garantirci una longevità in salute.

”Arrivare in età avanzata in piena salute non è, per lo più, una fortuna dettata dal caso, ma una possibilità alla portata di tutti, che si costruisce sulle scelte quotidiane e sull’esperienza di vita dettata dalla consapevolezza. Mantenerci in salute è una scelta di giustizia: non abbiamo il diritto di far pesare le nostre malattie sugli altri, di togliere anni di vita e di felicità ai nostri figli costringendoli a occuparsi della nostra invalidità o demenza senile.

In questo libro troveremo le indicazioni per consentire al nostro organismo di sviluppare la massima capacità di autocura, e impareremo a ristabilire, quando necessario, il perduto equilibrio. Favoriremo il recupero della vitalità, intraprenderemo un viaggio di riequilibrio e armonia fisiologico e mentale che può apportare cambiamenti grandiosi nella vita di ogni giorno.”

(source: Bol.com)

Il ventre di Parigi

###
Terzo romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart, Il ventre di Parigi è un vivido ritratto della vita delle Halles, i mercati generali di Parigi a metà dell’Ottocento. Il protagonista, Florent, riesce a fuggire dalla Guyana, dove era stato deportato dopo il colpo di stato del 1852 a cui aveva partecipato, e a ritornare in Francia. Accolto dal fratello Quenu, il giovane trova un posto come ispettore nel mercato del pesce alle Halles. Travolto nuovamente dalla passione politica, diventa il capo di una congiura contro l’imperatore, ma viene tradito dai suoi stessi compagni. Un inno all’universo dei brulicanti e popolari quartieri parigini, un realistico affresco del grande duello fra Grassi e Magri, che vede, come sottolinea il celebre studioso Henri Mitterand, “da un lato la pancia piena della borghesia, dall’altro la rivolta degli idealisti democratici denutriti.

Il vento del passato

Una scintilla, e la passione si è riaccesa.
Sono trascorsi sei anni da quando Harriet ha rifiutato il duca di Tendy, e nel frattempo sono accadute tante cose: il suo matrimonio con un ricco gentiluomo, la nascita di sua figlia e, infine, la morte del marito. Eppure, quando a Londra Harriet e Tendy si rivedono, il tempo sembra non essere passato, e prima di rendersene conto la passione li ha già travolti. Ma se il passato per gli amanti non conta, a qualcuno importa, e molto: la vecchia duchessa si oppone tenacemente al loro matrimonio. Qualche "angelo custode", tuttavia, veglia sul loro amore…

Il vento dal nulla

Nel racconto biblico della creazione per prima cosa è la luce. Questa spettacolare storia di distruzione e di morte dovuta a uno dei massimi autori di SF inglesi, comincia invece così: “per prima venne la polvere”. L’azione ha inizio nell’aeroporto londinese di Croydon, dove da ore, inspiegabilmente, sebbene non ci siano nebbia né scioperi nessun aereo arriva più. Per prima, invece, arriva appunto la polvere, e ciò che poi gradualmente si scatena non ha precedenti né nella storia delle catastrofi reali né in quella dei più ingegnosi cataclismi finora immaginati dalla fantascienza.

Il vento dal nulla-Deserto d’acqua-Terra bruciata-Foresta di cristallo

Nel racconto biblico della creazione per prima cosa è la luce. Questa spettacolare storia di distruzione e di morte dovuta a uno dei massimi autori di SF inglesi, comincia invece così: “per prima venne la polvere”. L’azione ha inizio nell’aeroporto londinese di Croydon, dove da ore, inspiegabilmente, sebbene non ci siano nebbia né scioperi nessun aereo arriva più. Per prima, invece, arriva appunto la polvere, e ciò che poi gradualmente si scatena non ha precedenti né nella storia delle catastrofi reali né in quella dei più ingegnosi cataclismi finora immaginati dalla fantascienza.

La ventinovesima ora

Papa Bendetto XVI si è dimesso. Il suo successore ha scelto il nome di Martino VI. Eppure la presenza di Benedetto continua ad agitare le stanze del Vaticano e tormenta Martino… Dalla penna di uno dei giovani autori più interessanti d’Italia un lungo racconto che mischia con coraggio realtà e finzione, in un crescendo avvincente e inquietante, carico di turbamento e mistero.

Venti poesie d’amore e una canzone disperata

Pablo Neruda non è stato soltanto il celebrato cantore dell’impegno civile, della libertà e degli ideali, ma ha toccato nella sua attività poetica tutti i grandi temi dell’esistenza: l’amore, l’amicizia, il viaggio, l’erotismo, la riflessione sulla letteratura. Questa scelta antologica intende riflettere tutti questi interessi e offrire al lettore la possibilità di apprezzare la produzione di un grande poeta di questo secolo.
**

Venti milioni di dollari (eNewton Zeroquarantanove)

Una banda specializzata ha immesso sui mercati valutari europei venti milioni di dollari falsi. La notizia sconvolge il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti che non sa come fronteggiare l’alluvione di cartamoneta. La situazione è gravissima, tutto il sistema economico appare in pericolo… Edgar Wallace fa ricorso a tutte le sue doti di narratore per intessere un giallo finanziario che è un autentico capolavoro.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
**
### Sinossi
Una banda specializzata ha immesso sui mercati valutari europei venti milioni di dollari falsi. La notizia sconvolge il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti che non sa come fronteggiare l’alluvione di cartamoneta. La situazione è gravissima, tutto il sistema economico appare in pericolo… Edgar Wallace fa ricorso a tutte le sue doti di narratore per intessere un giallo finanziario che è un autentico capolavoro.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

I vent’anni di Luz

Buenos Aires, 1976, Liliana è una sovversiva detenuta in un campo di prigionia. Per la Storia sarà una dei tanti desaparecidos, ma per un sergente, stretto collaboratore del tenente colonnello Dufau, rappresenta la soluzione ai problemi della sua donna. Liliana, infatti, è in attesa di una bambina. E, come spesso accadeva durante il regime militare, quella bambina verrà sottratta alla madre naturale per essere accolta in una famiglia non sua. In un primo momento viene destinata a Miriam, la compagna del sergente carceriere, che in seguito a una vita dissoluta e ai ripetuti aborti clandestini non può avere figli. Poi, però, quando la figlia di Dufau, uno degli uomini più potenti del regime, perde la sua bambina durante il parto, il sergente si troverà costretto a cedere la neonata al suo superiore. Questa è la storia di quella bambina, Luz, che vent’anni dopo, grazie a tanti piccoli indizi e all’affetto di suo marito, anch’egli figlio di un desaparecido, ripercorre la propria esistenza in un’indagine intensa e frenetica che la porterà a Madrid sulle tracce del vero padre. Ma è anche la storia delle Abuelas, le ‘Nonne di plaza de Mayo’, e di tante vite sconvolte dall’orrore della dittatura.

(source: Bol.com)

Venite, venite B-52

Chi è Ennio Miraglia? Sassofonista, autista, mediatore, onanista, cane sciolto, comunista, miliardario, utopista, conformista, ribelle, padre, bandito,eroe del nostro tempo, capro espiatorio, crocchetta che frigge nello struttodella Prima Repubblica. Intorno a una “Viareggio Della Mente” nella quale tutto riconduce alla roba, la sua vicenda, all’inizio così esemplare dello spirito che ha segnato il cosiddetto miracolo italiano, via via si offusca di inclusioni e degenerazioni fino a disperdersi nell’agonia dell’epoca più prospera sporca che l’Italia abbia conosciuto. ‘Venite B 52’ è la preghiera che sua figlia recita, per noia, nella speranza che i bombardieri americani sgancino per errore la bomba atomica nel suo giardino.

Venere in tacchi a spillo (BDSM)

Stuart Wright nella vita è un vincente. Ha una bella casa, un lavoro prestigioso, un sacco di gente che non aspetta altro che compiacerlo. Poi incontra Victoria e lei lo lega al letto. Gli cammina sopra. Lo schiaffeggia. In poche parole, lo domina. E Stuart inizia a rendersi conto che è quello che gli mancava. Victoria lo accompagna alla scoperta dei suoi limiti… quelli del suo piacere e quelli del suo dolore, mostrandogli che può avere il mondo ai suoi piedi – stando sotto ai piedi della sua padrona. “«Spero che tu sia di mentalità aperta» gli dissi, in tono serio. «Mi fermerò quando vuoi, sai». «Eh?» fece lui, un po’ confuso. Ma il cavallo dei suoi pantaloni aveva un rigonfiamento molto significativo e ormai era troppo tardi perché si tirasse indietro. Voleva scopare. In quanto a me, volevo scopare anch’io, ma volevo anche legare quel cavolo di marketing manager al letto e vedere che cosa succedeva. Aprii un cassetto e gli mostrai le mie manette. Lui ridacchiò. «Oh… okay, se vuoi giocartela così…» La testiera del mio letto era a colonnine. Era molto pratico, se volete saperlo. Va bene, lo ammetto: l’avevo comprato apposta.” BDSM – CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO missblack1.wix.com/missblack
(source: Bol.com)

Venere in pelliccia

Arte, letteratura, sensualità si intrecciano nelle pagine di Venere in pelliccia, dove si racconta la relazione del giovane aristocratico galiziano Severin con Wanda Dunajew, una nobildonna vedova, ricca e bella. Con lei, antesignana di tanti personaggi femminili della letteratura decadente, il protagonista sottoscrive un vero e proprio contratto: sarà il suo schiavo, con il nome di Gregor, e lei la sua dea, con potere di vita e di morte purché, ispirandosi alla Venere allo specchio di Tiziano, indossi una pelliccia. Pubblicato nel 1870, e in una nuova versione ampiamente rivista (che qui si pubblica) nel 1878, Venere in pelliccia è un romanzo pervaso da forti toni autobiografici che non va però letto come un “diario”, perché assai accentuato è l’aspetto di letterarietà: Sacher-Masoch fonde infatti gli elementi più tipici della cultura germanica, dal mito romantico dell’innamoramento per un’opera d’arte al tema faustiano del patto con una forza infernale, fino alla contrapposizione tra civilizzazione decadente (l’uomo, il Nord, il castello in Galizia di Wanda) e natura primigenia (la donna, il Sud, l?Italia dove i due compiono un viaggio). È in questo che risiede il fascino dell’opera, e la sua estetizzante, colta, ma non per questo meno potente, carica sensuale.

La venerabile trama

‘Ancora oggi Licio Gelli e la P2 fanno parte dell’immaginario italiano come un archetipo, ovvero la quintessenza, il nocciolo duro, il cuore nero di un potere che a contatto con la sua ombra è capace di tutto. Anche di spaventare ancora, anche di ritornare quando non esiste più.’ Come è possibile contraddire questa affermazione di Filippo Ceccarelli, se si pensa che alla P2 sono stati attribuiti tentativi di colpi di stato, attentati, stragi, forme innumerevoli di corruzione, a ogni livello e per qualunque fine, in pratica qualsiasi anomalia del sistema politico italiano (e persino un ruolo nel mistero di Rennes-le-Château e nelle vicende di un’altra società segreta, il Priorato di Sion)? Ma possiamo davvero credere che il nostro paese sia stato per qualche decennio in balia di una ristretta élite (anche a voler prendere la Massoneria di Palazzo Giustiniani nel suo insieme) pronta a tutto e determinata ad assumere il potere a ogni costo? Davvero è esistito uno Stato dentro lo Stato che, infischiandosene di partiti, governi, parlamenti e procedure democratiche, ha tramato, seminato bombe, ucciso o fatto uccidere? È stato realmente operante un complotto pluto-(giudaico?)-massonico ai danni di tutti, e di qualcuno in particolare? E Licio Gelli è (stato) il Grande Vecchio, il burattinaio occulto e inesorabile di un inquietante teatrino dei Pupi? Giorgio Galli, uno dei massimi politologi italiani, offre una risposta definitiva a queste domande, grazie all’analisi di una vastissima documentazione e mettendo sotto una luce del tutto inedita il ruolo avuto da Gelli e dalla sua Loggia in quella lunga serie di (quasi sempre) drammatiche vicende che hanno segnato la storia d’Italia dal dopoguerra a oggi.

(source: Bol.com)

Il venditore di storie

Nella stessa stanza d’albergo, affaccia-ta sul mare di Amalfi, in cui Ibsen scrisse Casa di bambola, un uomo di nome Petter, fuggito dalla Fiera del li-bro per ragazzi di Bologna perché con-vinto che qualcuno voglia ucciderlo, scrive le proprie memorie per andare al fondo di se stesso e rivelare il segre-to della sua vita. Fin da bambino, gra-zie a una fantasia prodigiosa, egli si è creato un mondo immaginario di stra-biliante ricchezza, molto più vario e profondo di quello offerto dalla realtà. Poi conosce Maria, l’unica persona in grado di capire quali tra le storie pro-dotte dalla sua fantasia sono inventate e quali invece sono ispirate dal vero. Ma la donna è spaventata dallo strari-pante temperamento del ragazzo – un ghiaccio sottile di cui lui stesso ha pau-ra –, e decide di lasciarlo. Allora Petter avvia un’attività in proprio, che chiama Aiutoscrittori, con la quale vende ad autori esordienti e affermati idee, spun-ti e trame per racconti, romanzi, opere teatrali e soggetti cinematografici. In breve tale commercio lo rende ricco, mentre molti autori, grazie all’Aiutoscrittori, sfornano bestseller acclamati in tutto il mondo. Tuttavia, nonostante il successo, le prime crepe incrinano il ghiaccio sottile della sua fantasia, e tut-to si complica quando qualcuno vuole scoprire la sua vera identità. E allorché termina le proprie memorie, scopre amaramente di aver perso la partita a scacchi con la vita, perché la forza della realtà è superiore a qualsiasi fantasia.
(source: Bol.com)