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In uno specchio, in un enigma

Non è un bel Natale per la giovane Cecilie Skotbu, che vive con la famiglia in un villaggio della campagna norvegese: costretta a letto da una grave malattia, la ragazzina trascorre la maggior parte del tempo nella sua cameretta, circondata dagli oggetti che ama – la collezione di pietre, la pila dei fascicoli di Scienza illustrata, il prezioso diario cinese dove annota ogni pensiero – e allietata dalla presenza della nonna, che le racconta la saga di Odino, e del fratellino Lasse, chiacchierone quanto basta per tenerla informata sui movimenti della casa. Un giorno, però, a Cecilie, che continuamente fluttua tra veglia e sonno, appare uno strano personaggio, del tutto privo di capelli e peli, in grado di volare e di attraversare le pareti della casa e i vetri delle finestre. La strana creatura afferma di chiamarsi Ariel e di essere… un angelo. Superato l’iniziale scetticismo, Cecilie viene conquistata dal singolare visitatore e i due stringono un patto: la ragazzina svelerà all’angelo, cui è negata la possibilità di fare esperienze sensibili, i «misteri» terreni – che cosa si provi a toccare una palla di neve, quale sia il sapore di una pasta alle mandorle o il suono di una canzone natalizia –, mentre Ariel le svelerà quelli celesti: la vera natura degli angeli e il loro rapporto con Dio, che cosa siano la coscienza, la memoria, l’anima… Semplicità: questa è la chiave con cui Jostein Gaarder ha saputo conquistare i lettori di tutto il mondo. E In uno specchio, in un enigma è, almeno in apparenza, la semplice storia di un incontro straordinario. Eppure, come sempre avviene in Gaarder, attraverso di esso riusciamo a riscoprire lo stupore e la gioia di guardare il mondo con occhi diversi, più «infantili», recuperando valori che la vita «adulta» tende a occultare, o più semplicemente, a perdere. E arriviamo così, quasi per miracolo, a provare quell’indefinibile sensazione, nel contempo misteriosa ed esaltante, che nasce dal semplice fatto di essere vivi.
(source: Bol.com)

In un vicolo cieco

Un attentato dinamitardo in una via di Londra. È la risposta di un gruppo anarchico ai soprusi e alla corruzione della polizia. Ma agli occhi di Thomas Pitt, in forza ai Servizi di Sicurezza lanciati all’inseguimento dei responsabili, nella vicenda c’è un dettaglio che stride: trovare morto il capo del gruppo, ucciso da una mano misteriosa, e scoprire che è figlio di un membro del Parlamento. Una pista che conduce dagli ambienti clandestini dell’eversione fino ai palazzi del governo. Là muove le sue pedine la Confraternita, una società segreta che trama per piegare ai suoi fini l’ordine costituito. In una Londra sull’orlo del caos, poteri e contropoteri si fronteggiano senza esclusione di colpi, mentre l’Impero britannico si avvia a un destino che sembra ormai ineluttabilmente segnato.

In Un Incubo Di Follia

Alex sta attraversando gli Stati Uniti con il fratellino della moglie, Colin. Lungo l’autostrada il ragazzino nota un furgone che li tallona costantemente e, per gioco, immagina che si tratti dell’FBI. Ma a poco a poco il divertimento si trasforma in terrore.

in Trappola al Gil’s Diner

Benvenuti al Gil’s All Fright Diner, dove gli attacchi zombie sono frequenti e nessuno sa cosa si nasconde nel freezer…Duke ed Earl sono solo di passaggio nella Contea di Rockwood, quando sostano al Gil’s Diner per mangiare un boccone. I ragazzi non hanno intenzione di restare, almeno fino a quando Loretta, la corpulenta titolare del ristorante, non offre loro 100 dollari per sbarazzarsi degli zombie che ogni notte tentano di entrare nel suo locale. E dato che Duke è un licantropo ed Earl un vampiro, per i due squattrinati viaggiatori la proposta sembra una ghiotta opportunità di fare cassa.Ma i morti viventi sono solo la punta dell’Iceberg. Qualcuno infatti pare voglia mandare via Loretta dal Diner, con la chiara intenzione di aprire le porte dell’inferno. Prima che Earl e Duke arrivino in fondo al mistero, dovranno vedersela con un’infinità di ‘complicazioni’ sovrannaturali, tra i quali: bovini zombie, un fantasma innamorato, una strega minorenne e il terrificante potere occulto del Pig-Latin.E forse – solo forse – anche la fine del mondo.Scabroso, emozionante ed esilarante, In trappola al Gil’s Diner vi solleticherà le braccia… prima di strapparvele via di dosso.A. Lee Martinez vive a Terrel, in Texas. In trappola al Gil’s Diner è la sua opera prima, con la quale si è aggiudicato un Alex Award assegnato dall’American Library Association. I diritti cinematografici del romanzo sono stati opzionati dalla Dreamworks Animation.

In Sella Col Diavolo: Coffin Nails Mc: Volume 1

**-Quale idiota metterebbe le mani addosso al figlio del presidente?-**
**Denti.** Vice presidente del Coffin Nails Motorcycle Club. Votato alla vendetta. L’ultima cosa che gli occorre è una marchetta a cui fare da babysitter.
**Lucifer.** Caduto. Smarrito. Solo.
Dopo un’infanzia desolata e all’insegna degli abusi, seguita dal suicidio della madre, Lucifer si è ritrovato solo al mondo, costretto ad arrabattarsi per andare avanti giorno dopo giorno. Suo padre, presidente del Coffin Nails Motorcycle Club, non gli ha mai prestato né attenzioni né affetto. Per questo, quando i Nails si presentano al locale dove lavora come spogliarellista e tuttofare, l’ultima cosa che Lucifer si aspetta è di finire sotto la custodia di Denti, il vice presidente del club, famoso per i suoi spietati interrogatori. L’uomo è la bestia più sexy che il ragazzo abbia mai visto, ma è anche più vecchio ed eterosessuale – insomma, un prurito che Lucifer non ha speranze di grattare.
La vita di Denti è finita dodici anni fa, col brutale omicidio del suo ragazzo. La polizia non ha mai trovato i colpevoli, e tutte le piste si sono rivelate vicoli ciechi; ostinato nel perseguire la propria giustizia, e intenzionato a ritrovare la pace, l’uomo si è unito ai Coffin Nails. Peccato che ad anni di distanza, il caso rimanga aperto, e il fuoco della vendetta continui a consumarlo.
Finché di punto in bianco, Denti non si ritrova a fare da babysitter a un adolescente che nasconde ferite profonde e ha un talento per la fuga. Si è ripromesso di non affezionarsi mai più a nessuno, ma il ragazzino, così sfacciatamente gay, ha bisogno della sua protezione per sopravvivere nel club dei Nails. E ogni giorno che passa, Denti si sente più attratto da quegli occhioni blu… Ma è fuori questione andare a letto col figlio del presidente, anche quando diventa evidente che quella fra loro non è una semplice attrazione fisica.
Quello che Denti non sa è che Lucifer potrebbe anche essere la chiave per trovare la pace mentale che tanto disperatamente insegue.
**ATTENZIONE** Contenuti espliciti: versamenti di sangue, sesso, parolacce, violenze di vario tipo. Uso inappropriato di strumenti dentistici e latte.
**Temi:** prostituzione, centauri fuorilegge, crimine organizzato, omofobia, problemi famigliari, coming-out, punizioni corporali, trafficanti d’organi, differenza d’età, ferite da guarire.
**Genere:** gay romance, dark, contemporaneo
**Lunghezza:** ~125.000 parole
**

In sella col diavolo

**— Quale idiota metterebbe le mani addosso al figlio del presidente? —
Denti.** Vice presidente del Coffin Nails Motorcycle Club. Votato alla vendetta. L’ultima cosa che gli occorre è una marchetta a cui fare da babysitter.
**Lucifer.** Caduto. Smarrito. Solo.
Dopo un’infanzia desolata e all’insegna degli abusi, seguita dal suicidio della madre, Lucifer si è ritrovato solo al mondo, costretto ad arrabattarsi per andare avanti giorno dopo giorno. Suo padre, presidente del Coffin Nails Motorcycle Club, non gli ha mai prestato né attenzioni né affetto. Per questo, quando i Nails si presentano al locale dove lavora come spogliarellista e tuttofare, l’ultima cosa che Lucifer si aspetta è di finire sotto la custodia di Denti, il vice presidente del club, famoso per i suoi spietati interrogatori. L’uomo è la bestia più sexy che il ragazzo abbia mai visto, ma è anche più vecchio ed eterosessuale – insomma, un prurito che Lucifer non ha speranze di grattare. La vita di Denti è finita dodici anni fa, col brutale omicidio del suo ragazzo. La polizia non ha mai trovato i colpevoli, e tutte le piste si sono rivelate vicoli ciechi; ostinato nel perseguire la propria giustizia, e intenzionato a ritrovare la pace, l’uomo si è unito ai Coffin Nails. Peccato che ad anni di distanza, il caso rimanga aperto, e il fuoco della vendetta continui a consumarlo. Finché di punto in bianco, Denti non si ritrova a fare da babysitter a un adolescente che nasconde ferite profonde e ha un talento per la fuga. Si è ripromesso di non affezionarsi mai più a nessuno, ma il ragazzino, così sfacciatamente gay, ha bisogno della sua protezione per sopravvivere nel club dei Nails. E ogni giorno che passa, Denti si sente più attratto da quegli occhioni blu… Ma è fuori questione andare a letto col figlio del presidente, anche quando diventa evidente che quella fra loro non è una semplice attrazione fisica. Quello che Denti non sa è che Lucifer potrebbe anche essere la chiave per trovare la pace mentale che tanto disperatamente insegue. **
ATTENZIONE Contenuti espliciti: versamenti di sangue, sesso, parolacce, violenze di vario tipo. Uso inappropriato di strumenti dentistici e latte.** **
Temi:** prostituzione, centauri fuorilegge, crimine organizzato, omofobia, problemi famigliari, coming-out, punizioni corporali, trafficanti d’organi, differenza d’età, ferite da guarire.
Genere: gay romance, dark, contemporaneo **
Lunghezza: ~125,000 parole**

In Scozia con te

Dopo anni di emozionanti avventure in Egitto alla ricerca di preziosi tesori, Peregrine Dalmay, conte di Lisle, torna a Londra per affrontare un cimento ancora più arduo: la sua balzana famiglia. Infatti, pur intenzionato a ripartire al più presto, Lisle viene spedito dai genitori in Scozia, a sovrintendere i lavori in un castello fatiscente che dicono infestato da fantasmi… Lisle si sente spaesato, ma a una festa incontra Olivia Wingate-Carsington, sua amica di un tempo, ora una donna bellissima sempre circondata da pretendenti. E sarà lei a costringerlo a una nuova avventura, in cui il pericolo maggiore verrà proprio dai loro cuori.

In punta di forchetta

Da qualche anno chef osannati come rockstar, libri di ricette e programmi televisivi hanno conquistato un pubblico sempre più vasto: le cucine “postmoderne” hanno completamente rivoluzionato le nostre pietanze, al punto da stravolgere diete e abitudini che negli ultimi decenni si erano un po’ fossilizzate. Eppure, nonostante questa profonda fase di cambiamento, sui nostri fornelli e sulle nostre tavole ci sono cose che, salvo qualche piccola miglioria tecnica, resistono da secoli uguali a se stesse: posate, pentole, bicchieri, piatti… Oggetti in apparenza semplici che sono in realtà il risultato di millenni di evoluzione, di modifiche e ripensamenti indissolubilmente legati alla storia dell’uomo e delle sue abitudini: quando gli antichi Romani inventarono la patella, per esempio, non potevano certo immaginare che avrebbe conservato un posto d’onore nelle nostre credenze. Con la penna leggera e ironica dei grandi divulgatori, Bee Wilson – che è anche gourmande e cuoca sopraffina – racconta la storia del mondo dalla prospettiva inedita delle rivoluzioni tecnologiche che hanno interessato le nostre cucine: dalla scoperta del fuoco all’uso del ghiaccio, dall’invenzione della ciotola alla batterie de cuisine di Julia Child, dalle dimore vittoriane di fine Ottocento alle tormentatissime vicende della forchetta, che dall’essere un’arma appuntita associata con il diavolo è diventata il piè indispensabile attrezzo dell’Occidente. Il risultato è un viaggio millenario fra antropologia e storia del costume attraverso ciò che gli uomini hanno utilizzato per preparare e consumare il loro cibo; una rif lessione su come le piccole rivoluzioni della tavola siano state scatenate da grandi rivoluzioni politiche o, viceversa, mutamenti del modo di nutrirsi siano la causa di avanzamenti impensabili. Una lezione: perché la storia si ripete sempre, e il carosello tra produttori e consumatori è uguale nei secoli; una dichiarazione d’amore per la cucina.
(source: Bol.com)

In principio erano le mutande

Questo è un romanzo dove c’è una ragazza che per le conquiste d’amore si dichiara diabolica. Eternamente bisognosa di cibo e affetto, sempre senza una lira, le tocca fare i lavori più strampalati. Vive da sola con il gatto Ulisse in una casa dei vicoli che cade a pezzi, con donne africane come vicine, e sempre con il problema di sfuggire alla padrona di casa e ad altri creditori. Anche la banda dei suoi amici non è da meno. Soprattutto la sua amica del cuore, Giovanna, che si innamora solo di maschi neri (tutt’al più sudamericani, facendo uno sforzo) e non smette di raccontarle le sue magiche notti d’amore senza omettere alcun particolare. La nostra eroina ci descrive, con un linguaggio comico, “basso” e carnale, la sua storia fatta di esilaranti “sfighe” d’amore che producono grandi sofferenze (sempre di una comicità irresistibile) ma anche avventurose maniere per sfuggire alle malinconie e, quasi eroicamente, tirare avanti. Sfilano così le passioni per panettieri un pò porci e ginecologi donnaioli, psicologi mammoni e archeologi depressi… Finché un giorno fatale entra in scena un tipo “brizzolato, grande pancia, battuta pronta e amante delle gioie alcoliche” come lei, e si scatena una serie di avventure da non dire… Perché il suo motto resterà sempre; “Signori miei, velo dico, l’amore quando ci si mette è proprio bello”..

In principio

David Lurie è il protagonista e la voce narrante di questo romanzo di formazione. La sua infanzia nel Bronx, negli anni immediatamente precedenti la Grande Depressione, è segnata dalla malattia, dall’ortodossia della claustrofobica comunità ebraica, dallo strisciante antisemitismo, dagli echi degli isterici comizi hitleriani e dalle notizie sulla Shoah che travolge i parenti rimasti in Polonia. Il tormentato itinerario verso la consapevolezza e l’affermazione della propria individualità si scontra con questa realtà, fino alla drammatica rottura con la tradizione e al passaggio al mondo dei goyim: solo così potrà finalmente iniziare un nuovo viaggio alla ricerca delle proprie radici.
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In piedi sui pedali

La Numero uno – bicicletta da bambino, telaio laccato bianco, parafanghi e carter in plastica arancione –, la Furia – bicicletta da cross, telaio nero, parafanghi e carter cromati –, e poi ancora la Corsara, la Zaira e tante altre fino alla Bionda – mountain bike da cross country hardtail, ruota da 26”, telaio in alluminio, due portaborracce, contachilometri: tutte le biciclette di una vita, quelle che hanno seguito di poco i primi passi, quelle che per la prima volta ci hanno fatto respirare il vento della libertà, quelle che hanno portato sulla canna il primo amore… Enrico Brizzi si racconta, e insieme traccia la linea di un’esperienza che è quella di ciascuno di noi. In piedi sui pedali è la storia di una passione, ma anche di un’iniziazione. In equilibrio su una sella, infatti, il giovane protagonista compie le sue prime esplorazioni, partendo dal cortile di casa fino a scoprire la propria città da una prospettiva sorprendente. Nella prima adolescenza, un’età in cui “si sogna anche da svegli”, le gare contro gli autobus si trasformano negli infuocati finali di una tappa del Giro, mentre le salite dei Colli possono prendere le sembianze dei “muri” della Liegi-Bastogne-Liegi. Al Liceo la bici diventa il mezzo che conduce ai rendez-vous con le ragazze, e che permette al “Girardengo appena più basso e rock” di alleviare il dolore per la fine della sua storia d’amore. E così via, lungo gli anni, fino ai viaggi cicloturistici e alle uscite in mountain bike dei tempi più recenti, con le rocambolesche avventure che li accompagnano. I piccoli, grandi stupori quotidiani del ciclista urbano e l’epica dei grandi campioni finiscono per intrecciarsi, dando vita a un romanzo di formazione che – con ironia e dolcezza, alternando la pedalata quieta dei ricordi agli scatti esaltanti della fantasia – è un inno al mezzo di locomozione più versatile che ci sia e a chi, vento in faccia, ne ha fatto uno stile di vita e di pensiero.
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### Sinossi
La Numero uno – bicicletta da bambino, telaio laccato bianco, parafanghi e carter in plastica arancione –, la Furia – bicicletta da cross, telaio nero, parafanghi e carter cromati –, e poi ancora la Corsara, la Zaira e tante altre fino alla Bionda – mountain bike da cross country hardtail, ruota da 26”, telaio in alluminio, due portaborracce, contachilometri: tutte le biciclette di una vita, quelle che hanno seguito di poco i primi passi, quelle che per la prima volta ci hanno fatto respirare il vento della libertà, quelle che hanno portato sulla canna il primo amore… Enrico Brizzi si racconta, e insieme traccia la linea di un’esperienza che è quella di ciascuno di noi. In piedi sui pedali è la storia di una passione, ma anche di un’iniziazione. In equilibrio su una sella, infatti, il giovane protagonista compie le sue prime esplorazioni, partendo dal cortile di casa fino a scoprire la propria città da una prospettiva sorprendente. Nella prima adolescenza, un’età in cui “si sogna anche da svegli”, le gare contro gli autobus si trasformano negli infuocati finali di una tappa del Giro, mentre le salite dei Colli possono prendere le sembianze dei “muri” della Liegi-Bastogne-Liegi. Al Liceo la bici diventa il mezzo che conduce ai rendez-vous con le ragazze, e che permette al “Girardengo appena più basso e rock” di alleviare il dolore per la fine della sua storia d’amore. E così via, lungo gli anni, fino ai viaggi cicloturistici e alle uscite in mountain bike dei tempi più recenti, con le rocambolesche avventure che li accompagnano. I piccoli, grandi stupori quotidiani del ciclista urbano e l’epica dei grandi campioni finiscono per intrecciarsi, dando vita a un romanzo di formazione che – con ironia e dolcezza, alternando la pedalata quieta dei ricordi agli scatti esaltanti della fantasia – è un inno al mezzo di locomozione più versatile che ci sia e a chi, vento in faccia, ne ha fatto uno stile di vita e di pensiero.

In Pessimo Stato

Mafia, sequestri, omicidi, poteri oscuri e nuovi criminali. La storia d’Italia non è quello che sembra… La voce di uno dei magistrati italiani più illustri racconta tutto ciò che si ignora o è stato manipolato. Il libro sconvolgente di un addetto ai lavori svela i più oscuri retroscena dei misteri italiani.
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### Sinossi
Mafia, sequestri, omicidi, poteri oscuri e nuovi criminali. La storia d’Italia non è quello che sembra… La voce di uno dei magistrati italiani più illustri racconta tutto ciò che si ignora o è stato manipolato. Il libro sconvolgente di un addetto ai lavori svela i più oscuri retroscena dei misteri italiani.

In mare aperto

* Sul transatlantico britannico Mauretania, partito dall’Inghilterra e diretto verso gli Stati Uniti, viaggiano due scienziati europei artefici di una sensazionale scoperta, che nascondono nel timore di vederla cadere nelle mani sbagliate.
A conferma delle loro peggiori paure, durante il viaggio i due rischiano di essere rapiti, ma l’intervento provvidenziale dell’intrepido capo della Van Dorn Detective Agency in persona, Isaac Bell, li salva.
Gli assalitori però non si danno per vinti, e in un secondo attacco uno dei due scienziati perde tragicamente la vita.
In che cosa consiste davvero la loro scoperta? E se fosse la chiave per rivoluzionare l’economia, la cultura e forse qualcosa di ancora più importante?
Isaac Bell si ritroverà coinvolto in una schermaglia letale contro un agente segreto senza scrupoli che non si fermerà davanti a niente pur di fornire ai tedeschi un vantaggio nella strada che porterà alla guerra.
Il detective dovrà scoprire l’identità e gli obiettivi di quest’uomo nel disperato tentativo di fermarne l’opera. Ma potrebbe essere già troppo tardi…

(source: Bol.com)

In incognito. La vita segreta della mente

“Quando, nel 1610, Galileo scoprì con il suo telescopio artigianale i satelliti di Giove, gli ecclesiastici criticarono e condannarono la sua nuova teoria eliocentrica, perché detronizzava l’uomo.” Oggi, dopo altri quattro secoli di scoperte scientifiche, abbiamo forse imparato a familiarizzare con l’idea di occupare un posto periferico nel cosmo, nel regno naturale, persino nella storia. Eppure, leggendo “In incognito”, ci stupiamo nello scoprire che in realtà non occupiamo un ruolo centrale nemmeno all’interno di noi stessi. David Eagleman, neuroscienziato, ci introduce alle sorprendenti scoperte frutto dello studio dei nostri circuiti cerebrali e ci spiega come gran parte di ciò che facciamo, pensiamo o sentiamo non è sottoposto al nostro controllo conscio. La nostra attività quotidiana si regge su meccanismi e routine ai quali non abbiamo accesso diretto, la cui esistenza si rivela sotto forma di piccoli, quanto bizzarri, enigmi: perché dirigiamo il piede verso il pedale del freno prima ancora di renderci conto del pericolo che abbiamo davanti? Perché vediamo le rocce muoversi verso l’alto dopo che abbiamo osservato una cascata? Spaziando, nella sua analisi, dal senso della bellezza alle lesioni cerebrali che modificano profondamente la personalità, dal gene della fedeltà alle tendenze criminali, dall’intelligenza artificiale alle illusioni ottiche, “In incognito” si profila come un’affascinante radiografia della mente e di tutte le sue contraddizioni.
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In fondo alla notte

Joanna ha lasciato l’America da tempo e ora canta in un elegante locale giapponese. Bella e affascinante, è tuttavia inquieta, tormentata da un incubo ricorrente: un uomo dalle dita d’acciaio che brandisce una siringa. Alex vorrebbe aiutarla, convinto di avere riconosciuto in lei la figlia di un senatore, scomparsa dieci anni prima. Con dolcezza, a poco a poco induce Joanna a prendere coscienza di una sconvolgente realtà: lei non è quella che crede di essere, qualcuno ha manipolato la sua mente, i suoi ricordi.
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In fondo alla notte

Joanna ha lasciato l’America da tempo e ora canta in un elegante locale giapponese. Bella e affascinante, è tuttavia inquieta, tormentata da un incubo ricorrente: un uomo dalle dita d’acciaio che brandisce una siringa. Alex vorrebbe aiutarla, convinto di avere riconosciuto in lei la figlia di un senatore, scomparsa dieci anni prima. Con dolcezza, a poco a poco induce Joanna a prendere coscienza di una sconvolgente realtà: lei non è quella che crede di essere, qualcuno ha manipolato la sua mente, i suoi ricordi.