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Misfatti: racconti di trasgressione

In questa raccolta Joyce Carol Oates esplora il lato misterioso della psiche di uomini e donne apparentemente normali, addentrandosi nel labirinto delle loro ossessioni con lucidità impietosa e profonda umanità. L’ossessione di un ragazzo per le pistole, la terribile vendetta di una ragazza brutta, il fanatismo omicida di una setta religiosa, una passione amorosa che varca i confini della sanità mentale: un intero universo, denso di misteri e di pericoli, che con un sottile brivido di angoscia accompagna il lettore ben oltre la parola fine. **

Miseria e nobiltà

La commedia ha come protagonista Felice Sciosciammocca, celebre maschera di Eduardo Scarpetta, e la trama gira attorno all’amore del giovane nobile Eugenio per Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito. Ostacolato dal padre al matrimonio, egli si rivolge allo scrivano Felice per trovare una soluzione. Felice e Pasquale, un altro spiantato, assieme alle rispettive famiglie, si introdurranno a casa del cuoco fingendosi i parenti nobili di Gemma. La situazione si ingarbuglia poiché anche il vero Marchese Favetti, padre di Eugenio, è innamorato della ragazza, al punto di frequentarne la casa sotto le mentite spoglie Don Bebè. Il figlio, scopertolo e minacciatolo di rivelare la verità, lo costringerà a dare il suo consenso per le nozze.
Lingua: Italiano
Capilettera: si
Capitoli separati: si
Formattazione per kindle: si
Indice: si
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### Sinossi
La commedia ha come protagonista Felice Sciosciammocca, celebre maschera di Eduardo Scarpetta, e la trama gira attorno all’amore del giovane nobile Eugenio per Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito. Ostacolato dal padre al matrimonio, egli si rivolge allo scrivano Felice per trovare una soluzione. Felice e Pasquale, un altro spiantato, assieme alle rispettive famiglie, si introdurranno a casa del cuoco fingendosi i parenti nobili di Gemma. La situazione si ingarbuglia poiché anche il vero Marchese Favetti, padre di Eugenio, è innamorato della ragazza, al punto di frequentarne la casa sotto le mentite spoglie Don Bebè. Il figlio, scopertolo e minacciatolo di rivelare la verità, lo costringerà a dare il suo consenso per le nozze.
Lingua: Italiano
Capilettera: si
Capitoli separati: si
Formattazione per kindle: si
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Miserere

Parigi, chiesa armena di Saint-Jean-Baptiste. Nell’aria riecheggiano ancora le terrificanti grida dell’esule cileno Wilhelm Goetz, organista e direttore del coro di voci bianche, appassionato cultore del Miserere di Gregorio Allegri. Il corpo dell’uomo giace ormai inerte in una pozza di sangue, riverso sull’organo, i timpani perforati con indicibile violenza. Accanto al cadavere, le impronte di un bambino. Lionel Kasdan, parrocchiano di quella chiesa e poliziotto in pensione, segugio d’altri tempi, testardo quanto acuto, è il primo ad accorrere sulla scena del delitto, un delitto apparentemente inspiegabile, considerata la reputazione di Goetz, un uomo tranquillo e riservato, dedito solo alla musica con una passione quasi maniacale. Ma dietro quell’immagine immacolata ben presto Kasdan, insieme a Cédric Volokine, poliziotto della Squadra protezione minori, capisce che c’è ben altro, Ci sono rapporti ambigui e oscuri che Goetz instaurava con gli allievi del coro, ma non solo. Ci sono anche verità inconfessabili, ferite insanabili risalenti agli anni della dittatura in Cile. E mentre prosegue l’indagine, gli interrogativi si rincorrono: Goetz era veramente un testimone contro i torturatori del regime di Pinochet o un attivo collaboratore dei fascisti? Le risposte vanno trovate, e in fretta, perché i delitti si susseguono, uno dopo l’altro, tutti orchestrati secondo le stesse modalità.

I miserabili – Volume III

Dopo il 1823, mentre la bettola di Montfermeil sprofondava e veniva inghiottita a poco a poco, non nell’abisso di una bancarotta, ma in una cloaca di debitucci, i coniugi Thénardier avevano avuto altri due figli; maschi entrambi. Con questi eran cinque: due ragazze e tre ragazzi. Erano tanti.
La Thénardier si era sbarazzata degli ultimi due, ancora in tenera età e piccolissimi, con singolare fortuna.
(source: Bol.com)

I miserabili – Volume II

Quarant’anni fa, il passeggiatore solitario che si avventurava nei paesi perduti della Salpêtrière e che saliva per il viale fin verso la barriera d’Italie, arrivava in punti in cui si può dire che Parigi spariva. Non era la solitudine, c’erano dei passanti; non era la campagna, c’erano case e vie; non era una città, le vie avevano carreggiate come le strade maestre e vi cresceva l’erba; non era un villaggio, le case erano troppo alte. Cos’era dunque? Era un luogo abitato in cui non c’era nessuno, era un luogo deserto in cui c’era qualcuno; era un viale della grande città, una via di Parigi, più selvaggia di una foresta la notte, più cupa il giorno di un cimitero.
(source: Bol.com)

Il misantropo

Da più di tre secoli ci si interroga sul modo più giusto di leggere e rappresentare Il misantropo. Un’opera che può essere capita appieno soltanto in un’adeguata prospettiva storica oppure, come qualcuno ha suggerito di recente, un capolavoro involontario del Novecento? Un dilemma appassionante, ma che forse risulterebbe inesistente se si tenesse nel debito conto la costitutiva e geniale ambiguità del testo: un’ambiguità alla cui luce Alceste, il protagonista, può avere nello stesso tempo ragione e torto, può apparire dunque contemporaneamente “comico” e “drammatico”.

Il miracolo dell’ospitalità

Benedetto XVI ha richiamato la famiglia a essere ”unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare” (Lettera in vista del VII Incontro Mondiale delle Famiglie – Milano 2012). La stessa consapevolezza del ruolo decisivo della famiglia nel mondo contemporaneo emerge negli interventi e nei dialoghi tenuti da don Giussani ai gruppi dell’Associazione ”Famiglie per l’Accoglienza”, realtà diffusa in tutta Italia e da molti anni impegnata a promuovere e sostenere il fenomeno dell’affido, dell’adozione e l’esperienza di tutte le famiglie che accolgono. La parola ospitalità – di cui affido e adozione sono sinonimo – traccia dunque l’identikit di una famiglia che, con gratitudine e impegno, si rende aperta alla vita, riconoscendone la sacralità e irriducibilità ultima alla pura misura dell’uomo. Da questa realtà di famiglia occorre ripartire oggi per affrontare in maniera efficace e pienamente umana la crisi – economica, ma ancor prima morale – che incombe sul mondo contemporaneo.
(source: Bol.com)

Miracolo alla diciassettesima buca

Travis McKinley: un lavoro che ormai odia, un matrimonio che si è raffreddato, dei figli dai quali si sente lontano e, soprattutto, un senso di fallimento sempre più opprimente. Una sera, alla vigilia di Natale, mentre si trova sul campo da golf per cercare di pensare ad altro, si rende conto che sta accadendo qualcosa: sta giocando come un professionista, per la prima volta nella sua vita riesce a «vedere» la traiettoria della sua pallina. Nel breve e concitato volgere di qualche giorno, Travis si trova catapultato nel PGA Senior Open, dove lotta per conquistare il diritto di gareggiare con i migliori. E alla fine di questa incredibile esperienza, all’ultima buca dell’ultimo torneo, mentre sua moglie, i suoi figli e un enorme pubblico televisivo lo stanno guardando, lo aspetta un miracolo… di quelli che cambiano la vita per sempre.

Il mio segreto

Il nuovo romanzo dell’autrice della ***Lettera***

Un segreto del passato è l’unica speranza per il futuro…

Quando si deve smettere di sperare? Beth se lo chiede ogni giorno, guardando suo figlio Jake in un letto di ospedale. Jake avrebbe bisogno di un trapianto, ma né lei né Michael, il marito, sono compatibili. Ma ecco che accade il miracolo: frugando tra alcune vecchie carte, Beth scopre di essere stata adottata. E, oltre lo sconcerto e la tristezza, Beth intravede una possibilità: da qualche parte, vicino a lei, potrebbero esserci parenti biologici compatibili con Jake.

Inseguire quella speranza diventa per Beth un’ancora di salvezza in un oceano di dubbi. Armata solo del proprio coraggio e di pochissime informazioni, Beth inizia a combattere contro un muro di silenzi, reticenze e segreti. Ma non si arrende. Perché sa che l’amore è una luce impossibile da spegnere, e sarà quella luce a mostrarle la via. Perché questa è una battaglia che deve vincere a ogni costo. Perché solo ritrovando il proprio passato potrà salvare il futuro di suo figlio.

Dopo il successo della Lettera, per mesi in classifica in Italia e all’estero, Kathryn Hughes torna con un nuovo romanzo in cui s’intrecciano i fili del coraggio, dell’amore e del destino, dando vita a una storia forte ed emozionante, in cui ogni donna si può identificare.

(source: Bol.com)

Il Mio Principe Pirata (Scrivere D’amore)

Anno 1820
“Sono solo Isabella, una giovane ricca e promessa sposa di un conte, che desidera, sogna, una vita diversa da quella imposta.”
Isabella ha tutto ciò a cui una giovane donna ambisce: una casa da sogno sulle alture della città, una famiglia ricca che la tratta come fosse una preziosa bambola di porcellana, un affascinante conte inglese desiderato da molte che l’attende a Londra e che ha occhi solo per lei. Eppure, non è felice. Gli unici momenti in cui si sente davvero se stessa sono quelli, seppur brevi, che passa seduta di fronte alla finestra della sua camera che si affaccia sul mare e dove, da lì, alterna la lettura alla bellezza del panorama. Quando il fatidico giorno della partenza arriva e si ritrova su quella nave che si allontana dal porto sempre più, per portarla tra le braccia di colui che spera di poter amare un giorno, una situazione inaspettata e spaventosa le si presenta mettendola di fronte a una scelta: nascondersi e sperare che quel momento passi, oppure lasciarsi andare a un destino crudele.
E alla fine sceglie, si lascia andare.
Solo che quel destino crudele ha l’aspetto di un uomo che per i più è considerato una leggenda che esiste solo in un mondo di fantasia di chi narra le sue vicende per mare…
Seconda e conclusiva novella della serie “Amori in viaggio nel tempo”.
Copertina: Le muse Grafica
Daniela Perelli. Nata a Genova il 6 giugno 1980, si è diplomata come Tecnico dei Servizi Ristorativi e specializzata in pasticceria. Ha lavorato per due anni a contatto con i bambini come animatrice turistica, coltivando la passione per la danza, il canto e la lettura. Vive a Genova con il marito Alessandro, i figli Giulia e Luca e la loro barboncina Lili. Autrice di romance contemporanei e con ambientazione storica, ha pubblicato tramite il self publishing ed è autrice Rizzoli per la collana You Feel. Amministratrice del gruppo facebook dedicato al romance “Harmonyne”, gestisce il suo sito “Scrivere con amore”, dove pubblica articoli e consigli di lettura.
Potete seguire l’autrice sulla sua pagina facebook Daniela Perelli Autrice per caso, sul suo sito web Scrivere con amore o contattarla tramite email [email protected]

Il mio nome è Nedo Ludi

Estate 1989. Nel calcio italiano imperversa la guerra di religione fra Uomo e Zona. Nedo Ludi, stopper 28enne dell’Empoli reduce dalla migliore stagione della sua carriera, scopre che la sua squadra è stata affidata a un allenatore sacchiano. È l’inizio della sua fine. Come ogni stopper che stenti a adeguarsi alla Zona, Nedo si accorge presto di essere giudicato darwinianamente inadatto dal nuovo allenatore. Coglie anche di trovarsi dentro un mutamento che sta facendo del calcio una cosa a lui irriconoscibile, nel mezzo di un paese calato dentro la sua ultima, rampante ondata di modernizzazione. Animato dal mito della rivolta dell’uomo contro la macchina industriale, Nedo organizza una congiura contro la Zona.

Il mio nome è Jamie. Outlander

1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare…
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Il mio nome è Giustizia

Justice ama giocare a calcio, tifa per il Manchester e vive in Ghana. Ha solo quattordici anni quando lascia il villaggio dove è cresciuto per trovare un po’ di quella giustizia che porta nel nome. Non sa dove è diretto. Non lo sa quando salta su una carovana del deserto, puntando al confine algerino. Non lo sa quando attraversa lo spietato deserto del Niger, costellato dalle ossa dei tanti che non ce l’hanno fatta. Né quando apre un varco nel muro nella terribile prigione di Qatrun, per tirare fuori i suoi amici rinchiusi come clandestini. Anche in Libia, dove il suo tempo si fa attesa, dove viene arrestato e torturato, non gli è chiaro dove sta andando. E non lo diventa quando, insieme a decine di altre persone, viene stipato su una barca. Né quando i mercanti di uomini lo abbandonano in mezzo al mare. Dopo giorni e notti trascorsi attaccati alle reti per i tonni, qualcuno finalmente si decide a soccorrere chi è sopravvissuto, e dice: “Là si prenderanno cura di voi. È un’isola italiana”. Ma neanche allora Justice sa dove è diretto. È partito per il suo viaggio verso la Terra Promessa, ma dove sia questa terra, non lo sa. Il viaggio di Justice è durato quattro anni, tanti ce sono voluti per attraversare un continente, per fare a piedi o con mezzi di fortuna le migliaia di chilometri che lo separavano dalla speranza di una vita migliore. Non è che un ragazzo, con la saggezza di chi ha vissuto mille anni. Ha conosciuto la paura e la speranza, la fame e il freddo, la solidarietà e la solitudine, l’innocenza e la violenza. Ma il suo viaggio, come quello di milioni di ragazzi come lui, non è ancora finito. Un’odissea indimenticabile e di stringente attualità, che avvince e commuove con la forza implacabile della verità.

Il mio mondo è qui

"Il mio mondo è qui", una raccolta di racconti uscita in America nel 1939, è il libro che consacrò Dorothy Parker come "una grande scrittrice". Il libro, presentato in Italia nella traduzione che Eugenio Montale fece nel 1941, venne ripubblicato da Bompiani nel 1971 con un'introduzione di Fernanda Pivano. L'edizione qui riproposta riporta l'ormai storica prefazione della Pivano e anche una sua postfazione, un'affettuosa messa a punto sulla figura di questa singolare e leggendaria scrittrice, giornalista, poetessa, umorista, intellettuale politicamente impegnata.

Il Mio Guerriero

“Un 10 meritatissimo”–Romance Reviews TodayI Cavalieri dei de Ware… Da una lunga stirpe di guerrieri leggendari discendono tre fratelli, eredi della ricca e potente eredità dei de Ware: Duncan, il Campione… Holden, il Guerriero… Garth, l’Eroe…IL MIO GUERRIERO (Volume 2)Il feroce e impavido sir Holden de Ware è stato inviato in Scozia per formare un’alleanza col clan Gavin e rinforzare la frontiera… un compito facile, egli pensa, fino a quando non scopre che il fiero guerriero che difende il castello è una donna. La prode Cambria Gavin non intende cedere la propria terra. Ella incolpa Holden per la morte di suo padre e – orgogliosa e capace come qualunque cavaliere – giura vendetta. Ma il suo nemico si dimostra un gentiluomo coraggioso e irresistibile, e la vendetta si trasforma in una spada a doppia lama quando Cambria scopre che la sua spada – e il suo cuore – sono intrecciati a doppio filo con quelli di Holden.Dettagli• Romanzo pubblicato in origine da Pengium-Putnam• Riveduto e corretto dall’autrice nel 2012• I contenuti espliciti rendono l’opera consigliata a un pubblico adulto

Il Mio Fiore Di Prateria

Sinossi: Boston, 1878
“In verità ho due nomi: Lauren, perché mia madre, nonostante tutto, era ancora molto legata alle sue origini. Fiore di Prateria, perché mio padre, uomo forte e coraggioso, era un indiano Cheyenne.”
Sono passati quasi dieci anni dalla terribile battaglia lungo le rive del fiume Washita, Lauren ora vive a Boston e cerca di andare avanti con la sua vita. Anche se non è facile per lei, viste le sue origini, vivere in una grande città. Ancora non si sente pronta per tornare nella terra dove è nata. Dove è stata amata e protetta, ma dove è stata anche piccola e indifesa spettatrice di tanta sofferenza.
Joseph Russel è un giovane ricco e ambito, perfetto nel suo ruolo che ricopre con maestria nei vari salotti di Boston. Ma in realtà è solo apparenza, il suo cuore sanguina copioso per quel passato che lo ha visto testimone di un terribile massacro. Ma quegli occhi, così neri e intensi, colmi di paura ma fieri, sono l’unico spiraglio di luce per quel tormento che si porta dentro. Quegli occhi che il destino, molti anni dopo, ha deciso di far incrociare di nuovo con i suoi…
Potete seguire l’autrice sulla sua pagina facebook Daniela Perelli Autrice per caso, sul suo sito web Scrivere con amore o contattarla tramite email [email protected]