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Il viaggio iniziatico

La mitologia di strabiliante raffinatezza del sapiente dogon nel Dio dell’acqua di Marcel Griaule e le memorie dello sciamano Alce Nero raccolte in uno dei grandi monumenti della storia spirituale dell’umanità. Il testo iniziatico più famoso di tutto il Novecento, Gli insegnamenti di don Juan di Carlos Castaneda, e le storie di Rasmussen raccolte tra le popolazioni artiche Inuit. E, ancora, lo splendido e sconcertante caos degli scritti di Antonin Artaud sugli indios Tarahumara e il rituale del peyote, e i simboli, i riti delle iniziazioni nelle società primitive o tradizionali nelle Haskell lectures di Mircea Eliade. Emanuele Trevi segue la doppia traccia geografica e iniziatico-metaforica di questi viaggi moderni che riecheggiano una dimensione antichissima e perduta, alla ricerca di quel passaggio dalla religione alla letteratura che è come il peccato originale e l’atto di fondazione della modernità.
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### Sinossi
La mitologia di strabiliante raffinatezza del sapiente dogon nel Dio dell’acqua di Marcel Griaule e le memorie dello sciamano Alce Nero raccolte in uno dei grandi monumenti della storia spirituale dell’umanità. Il testo iniziatico più famoso di tutto il Novecento, Gli insegnamenti di don Juan di Carlos Castaneda, e le storie di Rasmussen raccolte tra le popolazioni artiche Inuit. E, ancora, lo splendido e sconcertante caos degli scritti di Antonin Artaud sugli indios Tarahumara e il rituale del peyote, e i simboli, i riti delle iniziazioni nelle società primitive o tradizionali nelle Haskell lectures di Mircea Eliade. Emanuele Trevi segue la doppia traccia geografica e iniziatico-metaforica di questi viaggi moderni che riecheggiano una dimensione antichissima e perduta, alla ricerca di quel passaggio dalla religione alla letteratura che è come il peccato originale e l’atto di fondazione della modernità.

Viaggio in Sardegna: undici percorsi nell’isola che non si vede

“Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose strusciano impudicamente il ventre nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi. Un’isola delle storie che va visitata così: attraverso percorsi di parole che disegnino i profili dei luoghi, diano loro una forma al di là delle pietre lise, li rendano ricordo condiviso e infine aiutino a dimenticarli, perché non corrano il rischio di restare dentro e prenderne il posto. Questa storia è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate”.

Il viaggio dimagrante

Se c’è un volto televisivo che da sempre è associato alle parole salute e buon gusto è quello di Rosanna Lambertucci. La gran dama del benessere, giornalista, scrittrice e conduttrice TV, ha educato un’intera generazione di telespettatori a un rapporto sano e felice con il cibo, trasformando l’eterna lotta fra i peccati di gola e le virtù del corpo in un fecondo abbraccio. In questo libro l’autrice rende partecipe il suo vasto pubblico di un nuovo, straordinario metodo dimagrante: perdere peso in sole sei settimane e imparare, durante la settima, a mantenere i risultati ottenuti. Perché in anni di esperienza ha imparato che non ha senso sottoporsi a sacrifici e rinunce se poi non si riesce a prendere l’abitudine, il buon vizio, di uno stile di vita capace di farci restare sempre in forma. Quello che rende poi questo libro ancora più unico è il fatto che la Lambertucci ha provato tutto direttamente sulla sua pelle. Si è inoltrata insomma in questo “viaggio dimagrante” annotandosi giorno per giorno gioie e difficoltà. Un taglio personale che rende finalmente anche il lato umano della dieta, e non la riduce a una fredda sequenza di ricette e consigli. La più brava divulgatrice dell’alimentazione regala così ai lettori la possibilità concreta di realizzare un sogno: essere più sani e più belli, per sempre.

Viaggio di un povero letterato

Incipit: “Questo libro nàcque senza l’intenzione di diventare un libro. In orìgine èrano note, o segnalazioni, le quali – in questo mio viàggio nel lùglio del 1913 – battèvano con tanta insistenza nell’apparècchio del cervello, che fui costretto a trovare un lapis e un taccuino.”

Il viaggio di Tuf

Haviland Tuf, ovvero il viaggiatore delle stelle. Ma non aspettatevi un baldanzoso astronauta il cui fisico aitante viene messo in risalto da un’attillata tutina spaziale. No, il signor Tuf è proprio come non te l’aspetteresti. Altissimo, pelato, pallido, decisamente sovrappeso, e soprattutto molto, molto flemmatico. Vegetariano convinto, amante dei gatti, ecologista militante, per uno scherzo del destino si trova a comandare un enorme vascello, l’Arca, l’ultima nave inseminante dello svanito Corpo Genieri Ecologici. Be’, non proprio a comandare, visto che ne è anche l’unico occupante non felino… A bordo dell’Arca, trenta chilometri di lunghezza, Tuf vaga per la galassia alla ricerca di mondi in pericolo cui offrire i propri servigi. E si trova ad affrontare alcuni dei più terribili ”cattivi” che l’universo abbia mai conosciuto…
Dalla geniale penna di George R. R. Martin, una profetica raccolta di storie che affrontano temi ”importanti”, come la minaccia ambientale e i pericoli del potere assoluto, animata da un umorismo nero e irresistibile.

(source: Bol.com)

Il viaggio di Elisabet

Che i negozi di giocattoli siano per ogni bambino (e anche per più di un adulto) mondi incantati, pieni di sorprese e di meraviglie, non è certo un mistero. Ma. qual è invece il mistero che si cela dietro l’improvvisa scomparsa, proprio dal reparto giocattoli di un grande magazzino, di Elisabet Hansen, una ragazzina simpatica e volitiva? Semplice: quando ha visto un agnellino di peluche prendere vita e scappar via come un fulmine, Elisabet non ha saputo resistere alla tentazione d’inseguirlo per fargli anche soltanto una piccola carezza… E come darle torto? Tanto più che, ben presto, all’agnellino si sono affiancati alcuni angeli maliziosi e birichini, svariati personaggi biblici, il governatore della Siria, un altezzoso imperatore e altre pecore, formando così una straordinaria comitiva che ha preso a viaggiare a ritroso nel tempo e verso la Terrasanta. Ma qual è lo scopo di quel viaggio così singolare? A scoprirlo sarà un ragazzino, Joakim, aprendo, giorno dopo giorno, le ventiquattro finestrelle di un calendario dell’Avvento da cui cadono, come per magia, altrettanti misteriosi foglietti che lo trasportano in un altro tempo, in un altro mondo, in un’altra storia che, forse, è la storia di Elisabet… o forse no. Originalissimo e avvincente, Il viaggio di EIisabet è una sorta di giallo surreale che, tappa dopo tappa (o meglio finestrella dopo finestrella) coinvolge il lettore in un’emozionante caccia alla verità (ammesso che ve ne sia una soltanto), fondendo storia e leggenda, mito e realtà in una scrittura tesa e lucidissima, ma anche così naturalmente ingenua da sfiorare, a volte, la tenerezza.
(source: Bol.com)

Il viaggio di Aelin

Un mago malvagio si diverte a giocare con i varchi dimensionali, porte che si aprono all’improvviso nel limbo tra fantasia e realtà. La giovane scrittrice Aelin precipita dentro uno di essi e si ritrova tra i protagonisti del romanzo che sta scrivendo. Darà man forte a numerosi personaggi fantastici in un dialogo inedito tra se stessa e le creature partorite dalla sua immaginazione. Fra draghi, faide che dividono regni confinanti e un cerchio di spade che potrebbe essere la chiave di tutto si dipana una storia fantasy molto avvincente che coinvolge il lettore dall’inizio alla fine.

Il viaggio del veliero. Le cronache di Narnia

Terra 1942 – Narnia 2306. “C’era un ragazzo che si chiamava Eustachio Clarence Scrubb, e se lo meritava.” E oltre a ritrovarsi questo nome, Eustachio, a differenza dei suoi cugini Edmund e Lucy, non è mai stato a Narnia. Perciò non poteva immaginare che guardando il quadro di un mare in tempesta, ci sarebbero finiti dentro! Per fortuna il principe Caspian li salverà e li porterà con sé a bordo del dorato Veliero dell’alba, in un lungo viaggio per arrivare alla Fine del Mondo. Età di lettura: da 11 anni.

Viaggio all’Eden

Un viaggiatore di lungo corso, per passione e per lavoro, ritorna sulla rotta degli anni Settanta per Kathmandu: il Grande Viaggio in India fatto da ragazzo e ripercorso poi come giornalista a otto lustri di distanza. Un sogno che portò migliaia di giovani a Kabul, Benares, Goa, fino ai templi della valle di Kathmandu. Emanuele Giordana si destreggia tra gli appunti presi allora su un quadernetto riemerso dalla polvere, un grande esercizio di memoria e il confronto con le trasformazioni di quei paesi che, terminata l’epoca della Guerra Fredda, sono stati attraversati da conflitti. E dall’orda dei turisti: dal viaggio all’Eden dei frikkettoni ai viaggi organizzati del tutto compreso e agli alberghi di lusso. Su tutto, il ricordo tratteggiato con leggerezza e ironia tra droghe, sesso libero e scoperta di nuovi paesaggi e un’ombra malinconica e riflessiva sul senso del ‘viaggio’. Un libro per chi aveva vent’anni allora, chi quel viaggio non l’ha mai fatto e chi ancora vorrebbe farlo.

(source: Bol.com)

Viaggio al termine della notte

NUOVA VERSIONE DIGITALE AGGIORNATA E CORRETTA: MARZO 2013.A ottant’anni dalla sua pubblicazione e a cinquanta dalla morte del suo autore, Viaggio al termine della notte si impone come il romanzo che ha saputo meglio capire e rappresentare il Novecento, illuminandone con provocatoria originalità espressiva gli aspetti fondamentali. «Céline è stato creato da Dio per dare scandalo», scrisse Bernanos quando nel 1932 il romanzo diventò un successo mondiale, suscitando entusiasmi e contrasti feroci. Lo «scandalo Céline», che dura tuttora, è la profetica lucidità del suo delirio, uno sguardo che nulla perdona a sé e agli altri, che ha il coraggio di affrontare la notte dell’uomo così com’è.L’anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l’ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell’Africa coloniale, la New York della «folla solitaria», le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Totalmente nuovo, nel panorama francese ed europeo, è stato poi il modo insieme realistico e visionario, sofisticato e plebeo con cui Céline ha saputo trasfigurare questa materia incandescente. Per lui, in principio, è l’emozione, il sentimento della vita: di qui l’invenzione di un linguaggio che ha tutta l’immediatezza del «parlato» quotidiano, capace di dar voce, tra sarcasmi e pietà, alla tragicommedia di un secolo.Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del Novecento: è in realtà un’opera potentemente comica, esilarante, in cui lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo. Oggi il Viaggio, nella classica traduzione di Ernesto Ferrero, scrittore particolarmente attento al «colore» dei linguaggi, si offre a nuove generazioni di lettori con l’intatta freschezza di un «classico» che non finisce di stupire per la sua modernità.

Viaggio al centro del libro

Tredici attenti studi su libri e autori che hanno cambiato, in modo diverso, l’immagine della letteratura o del trasmettere informazioni. Classici “moderni” da leggere e approfondire, riletti e “sezionati” dalla penna attenta di Antonella Lattanzi. Introduzione al testo di Francesca Mazzucato.

Il Viaggiatore

I grandi racconti di viaggio di Sandro Viola diventano un libro, omaggio all’eleganza narrativa dell’inviato di ”Repubblica” scomparso recentemente. Da Saigon a Madrid, passando per Buenos Aires, Pechino, Istanbul, “Il viaggiatore” raccoglie luoghi e aneddoti, storie e personaggi, gusti e stili. Una guida, molto speciale, al mondo che abbiamo attraversato. L’introduzione è di Stefano Malatesta.

(source: Bol.com)

I viaggi

Nel 325 Ibn Battuta torna definitivamente in Marocco dopo ventotto anni di viaggi e centoventimila chilometri percorsi con tutti i mezzi di trasporto allora in uso, dal cavallo al dromedario, dal carro ai piú svariati tipi di imbarcazione. Secondo un odierno atlante geografico, ha attraversato l’equivalente di quarantaquattro stati moderni dall’Africa a tutto il Medio Oriente, dalla pianura del Volga alle isole Maldive, dall’India alla Cina, incontrando migliaia di persone e prendendo nota dei loro usi e costumi. Tre anni dopo il suo ritorno, un giovane letterato di origine andalusa, Ibn Juzayy, inizia per ordine del sultano ad annotare i ricordi di Ibn Battuta e le sue osservazioni di viaggio, scrivendo cosí uno dei libri piú famosi della letteratura araba medievale.
(source: Bol.com)

Viaggi nello scriptorium

Mr Blank è seduto su un letto, solo e in pigiama, in una stanza chiusa. Non sa perché si trova in quella stanza, potrebbe essere una prigione o un ospedale. Chi è Mr Blank? Nella stanza ci sono, su un tavolo, due pile di fogli stampati e una decina di fotografie. Nel corso della singola giornata in cui si svolge la vicenda, Mr Blank riceve le telefonate e le visite di alcune delle persone ritratte nelle fotografie. Ma le facce e i nomi non dicono nulla a Mr Blank. Loro invece sembrano conoscerlo bene, anzi si aspettano qualcosa da lui, una qualche forma di risarcimento, di espiazione.
Con un impianto narrativo a metà tra una commedia di Pirandello e una pièce beckettiana, Viaggi nello scriptorium affronta il tema della responsabilità morale dello scrittore nei confronti dei personaggi d’invenzione.

(source: Bol.com)

Viaggi nel tempo

Avete mai sognato di tornare indietro nel tempo o di visitare il futuro? Impossibile non essere affascinati dalle innumerevoli possibilità offerte dalla prospettiva di correggere errori, ripetere esperienze uniche, evitare scelte sbagliate o anticipare a nostro vantaggio eventi non ancora accaduti. Il desiderio di viaggiare nel tempo è vecchio come l’uomo. Inizialmente il “viaggio” era affidato a sogni, allucinazioni o incontri con fantasmi. Poi hanno fatto la loro comparsa le prime “macchine del tempo”. E se ancora non possono essere realizzate, a renderle possibili ci pensano gli scrittori Bradbury, Dick, Page Mitchell, Wells – che, esplorando le molteplici possibilità che l’argomento propone, alimentano numerosi paradossi temporali, il più famoso dei quali è: cosa accade a una persona che viaggia nel passato e uccide un proprio antenato? Tra orologi che scorrono alla rovescia e persone che si addormentano risvegliandosi nel passato, “chrono-detectives” che viaggiano per arrestare “criminali temporali” e avventurieri a caccia di T-Rex, undici racconti che, portandoci a spasso nel tempo, ci parlano di qualcosa di molto piú oscuro e misterioso: il presente.

Viaggi e altri viaggi

Dice Antonio Tabucchi: “Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull’amore”. Eppure, in “Viaggi e altri viaggi” ci sono i luoghi del mondo, un mondo sufficientemente grande per non essere quel “villaggio globale” che vorrebbero i sociologi e i mass media. Vi entrano “alla rinfusa” la Lisbona di Pessoa, il Brasile distante dalle mete obbligate di Congonhas do Campo, la Madrid dell’Escorial, il Jardin des Plantes a Parigi, l’Australia di Hanging Rock, la Séte di Paul Valéry, e poi Creta, la Cappadocia, Il Cairo, Bombay, Goa, Kyoto, Washington. Tabucchi ci accompagna con sovrana gentilezza a conoscere e a riconoscere i luoghi di una mappa singolare, certo, ma condivisibile attraverso la lingua familiare del racconto. Una mappa che si apre volentieri ad “altre” forme di viaggio la rassegna delle città fantastiche degli scrittori, le letture di Stevenson, la misteriosa frase di uno zio davanti agli affreschi del Beato Angelico, le montagne di Eça de Queirós, l’Egitto di Ungaretti, l’evocazione dell’Amazzonia attraverso un grande libro come Il ventre dell’universo. Nell’uno e nell’altro caso – nei viaggi effettivi e in quelli evocati dalla letteratura – Tabucchi ci invita a vedere e a restare, a muoverci e a ritornare. Ogni volta l’appuntamento è una sorpresa, perché il mondo è sempre un altrove, una scoperta di noi stessi attraverso gli altri.
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