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Virus ginoide

I nuovi ricchi della Rivoluzione Informatica esigono giocattoli raffinati, quanto di meglio può eccitare la loro fantasia. E l’oggetto più richiesto sono le bambole meccaniche di Cartier della serie Eva Futura. Costruite a partire dal 2034, rappresentano la sintesi tra il mondo della fisica classica e quello submicroscopico della fisica quantistica. Ormai è chiaro, il cervello umano è diverso da qualsiasi intelligenza artificiale perché ha imparato a sfruttare gli effetti quantici. Non è più questione di componenti più o meno minuscoli, il segreto è quello di manipolare onde e particelle. L’obiettivo è di rendere hardware e software indivisibili, generando non tanto un’intelligenza di tipo umano, ma una coscienza robotizzata che possiede veri e propri poteri di “magia quantistica”. Ma il prezzo da pagare è un contagio che ricombina il DNA secondo la struttura dei polimeri e dell’acciaio e trasforma ogni donna in una ginoide, una bambola artificiale, meccanica… come Primavera che, insieme al suo partner Ignatz Zwakh, ha scoperto qual è il vero piano di chi ha dichiarato guerra all’umanità.

Virus

Miniserie “Maggie O’Dell” – Vol. 5. La profiler dell’FBI Maggie O’Dell non avrebbe mai voluto mangiarla, ma ora quella dannata ciambella minaccia la vita di tutti. E anche la sua. Una mente malata di onnipotenza sta architettando un piano diabolico. Ma di cosa si tratta? E dove colpirà ancora? Gli esperti di armi batteriologiche stanno lottando contro il tempo. Ma di tempo ne è rimasto davvero poco, anche per Maggie, che sente il nemico crescere dentro di sé. Il coraggio di una donna che affronta quella che potrebbe essere la sua ultima sfida. Una mente che tesse la sua trama con citazioni dei più feroci killer. Lo spettro delle armi batteriologiche. E sullo sfondo le passioni, gli amori e i conflitti di uomini e donne che difendono la legge. Un thriller corale e di grande azione, che vi farà temere e sperare.

Il violinista verde

Marco Randi è un cronista di nera che, a furia di frugare nelle tragedie altrui, non è riuscito a sfuggire alla propria e, per dimenticarla, non sa fare altro che bere. Solo frate Bartolomeo sembra poterlo aiutare: nel convento francescano dove Marco si è rinchiuso per un periodo di disintossicazione, “Bart” impegna a fondo il suo talento di scrutatore d’anime per dissolvere le angoscie del giornalista. Così riesce a tenerlo lontano dalla bottiglia, ma non dal lavoro. Dal suo ritiro Marco è attratto dal susseguirsi dei delitti, sempre più spettacolari ed enigmatici, inscenati da un serial killer per il quale il cronista sente qualcosa di più di un semplice interesse professionale.

Violet (La Saga dei Chase #5)

Inghilterra, 1673

Il motto della famiglia Ashton è “Metti in dubbio le convenzioni,” e la sorella maggiore Violet è completamente d’accordo. Ad esempio, non ha intenzione di sposarsi. La semplice Violet è abbastanza intelligente da rendersi conto che gli eventuali corteggiatori punterebbero alla sua grossa eredità, oppure si interesserebbero alle sue belle sorelle minori—e comunque lei preferisce di gran lunga passare il tempo espandendo la mente, invece di rischiare il suo tenero cuore…

Dopo sei anni sprecati a corteggiare una donna che ha poi deciso di sposarne un altro, Ford Chase, il Visconte di Lakefield, ha deciso di farla finita con le donne. Preferisce passare il tempo dedicandosi agli studi scientifici e costruendo il primo orologio da tasca con la lancetta dei minuti. Quando gli affidano per un po’ la giovanissima nipotina, la distrazione è garantita… finché una vicina di casa di intelligenza non comune, di nome Violet, viene in suo aiuto…

L’AUTRICE

LAUREN ROYAL ha deciso di diventare una scrittrice in terza elementare, dopo aver vinto un concorso con il tema “Perché la mia mamma è la migliore”, ma ha passato quattordici anni della sua vita come presidente della sua catena di gioiellerie prima di scrivere il suo primo libro. Da allora, i suoi libri sono stati nella lista dei bestseller in tutto in mondo, tra cui New York Times e USA Today e hanno vinto premi quali il Golden Quill e il Booklist’s Top 10 Romance of the Year.

Lauren vive nel sud della California, con il marito, tre figli e un gatto che perde continuamente il pelo, e continua a pensare che sua madre sia la migliore.

LA TRADUTTRICE

Quando non sto leggendo, passo il mio tempo libero traducendo alcuni dei libri che mi sono piaciuti (e mi piacerebbe essere più veloce per riuscire a tradurne di più), per dare anche ad altri la possibilità di leggerli in italiano. Potete contattarmi al mio indirizzo e-mail: [email protected] Sarò felice di rispondervi (e di correggere tutti i refusi che mi segnalerete!).

Parole chiave: Restaurazione, storia d’amore, sexy, Inghilterra, umoristica, famiglia Chase, profumo, scienza, scienziato, Christopher Wren, filosofia, visconte, matrimonio, giardinaggio, sorelle, mamma impicciona, sensale di matrimoni, aristocrazia, 17° secolo, 1600.

(source: Bol.com)

Vintage dream

È impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto. Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso. C’è un’unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell’amore e la profondità delle sue ferite. Il racconto di Olive dà ad Amanda la forza di lottare per essere di nuovo felice. Ma non solo. Perché quel vecchio taccuino nasconde molto di più. Il destino a volte percorre strade inaspettate… Strade che possono salvare quello che Amanda ha di più caro: il suo piccolo negozio vintage. E forse anche il suo cuore. Vintage Dream è un esordio che ha stupito la stampa americana e i lettori diventando un fenomeno del passaparola. Le fan dei vestiti vintage l’hanno adorato. Erica Stephens ci regala un romanzo indimenticabile in cui le storie di due donne si incrociano, tra presente e passato, tra un rammendo a un vestito elegante e una passeggiata nell’affascinante Manhattan. Un romanzo che insegna come, al di là del tempo, il destino di una donna sia quello di lottare affinché i propri sogni si avverino e di non rinunciare all’amore. Perché c’è sempre un filo capace di ricucire le ferite del cuore.
(source: Bol.com)

Vino al vino

Figura eccezionale nella storia culturale del novecento, Soldati racconta i suoi tre viaggi compiuti attraverso l’Italia alla ricerca dei vini genuini, alcuni famosi, altri noti, altri ancora no. Ma non si tratta di una semplice guida enologica: è un libro che parla di paesaggi, di uomini, di case, ville e castelli incontrati e amorevolmente scrutati in un itinerario alla ricerca di una civiltà autentica, legata alla terra e al clima, che ha nel vino uno dei suoi prodotti più sinceri, frutto dell’equilibrio tra natura e cultura. Dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia e alla Sardegna, l’autore si addentra nella provincia italiana alla ricerca del “vino prelibato, che schiva ogni pubblicità”, che “vuole essere scoperto e conosciuto in solitudine, o nella religiosa compagnia di pochi amici”. Pur non essendo un enologo professionista, come tiene più volte a ricordare, Soldati considera ciascun vino dotato di una sua unicità, si impegna a comprenderlo e ne apparecchia un ritratto per i lettori, quasi si trattasse una persona.
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### Sinossi
Figura eccezionale nella storia culturale del novecento, Soldati racconta i suoi tre viaggi compiuti attraverso l’Italia alla ricerca dei vini genuini, alcuni famosi, altri noti, altri ancora no. Ma non si tratta di una semplice guida enologica: è un libro che parla di paesaggi, di uomini, di case, ville e castelli incontrati e amorevolmente scrutati in un itinerario alla ricerca di una civiltà autentica, legata alla terra e al clima, che ha nel vino uno dei suoi prodotti più sinceri, frutto dell’equilibrio tra natura e cultura. Dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia e alla Sardegna, l’autore si addentra nella provincia italiana alla ricerca del “vino prelibato, che schiva ogni pubblicità”, che “vuole essere scoperto e conosciuto in solitudine, o nella religiosa compagnia di pochi amici”. Pur non essendo un enologo professionista, come tiene più volte a ricordare, Soldati considera ciascun vino dotato di una sua unicità, si impegna a comprenderlo e ne apparecchia un ritratto per i lettori, quasi si trattasse una persona.

Vincere o morire

Due mondiali vinti e una medaglia d’oro nell’Olimpiade del 1936. Campioni indimenticabili come Schiavio e Orsi, Meazza e Piola. Con l’abilità dello scrittore e la passione del tifoso, Enrico Brizzi racconta gli anni in cui il calcio divenne un affare di stato.
A partire dal 1926, la storia del calcio italiano e quella del regime s’intrecciano in maniera indissolubile: il ras romagnolo Leandro Arpinati diventa il dominus di uno sport che esce dal suo periodo pionieristico e assurge a passione nazionale. Sono stagioni trionfali per il Torino del ‘Trio delle meraviglie’ e per la Juventus del ‘Quinquennio d’oro’, per l’Ambrosiana di Meazza e per il Bologna ‘che tremare il mondo fa’; sono gli anni della Roma ‘testaccina’ e della Lazio di Silvio Piola, protagoniste di derby infuocati e determinate a portare il primo scudetto nella capitale. A marcare l’epica del calcio italiano arrivano, sollecitati con forza dalla dittatura, i grandi trionfi degli Azzurri: i titoli mondiali del 1934 e del 1938, e quello olimpico ottenuto nel 1936. Pozzo e Schiavio, Baloncieri e Ferraris IV, Cesarini e Borel diventano in queste pagine personaggi a tutto tondo, e intrecciano i loro destini con quelli di gerarchi, dame, attrici e intellettuali dell’epoca – da D’Annunzio a Malaparte, da Emilio Lussu a Carlo Rosselli. Un affresco che fa rivivere, tra fasti e contraddizioni, il fatale inclinarsi di una società conformista verso il disastro della seconda guerra mondiale.
(source: Bol.com)

Villette

Traduzione di Marcella Hannau Pavolini Edizione integrale Pubblicato nel 1853, Villette è l’ultimo romanzo compiuto di Charlotte Brontë, e da taluni è considerato il suo vero capolavoro. Un’opera percorsa da una forza straordinaria che si rispecchia nella determinazione della protagonista, la timida Lucy Snowe. Orfana e sola, Lucy ottiene un posto presso un collegio femminile nella città di Villette, dove spera di lasciarsi finalmente alle spalle le difficoltà del passato e iniziare una nuova vita. Ricco di elementi autobiografici, il romanzo ci regala il ritratto di un’eroina estremamente moderna, sensibile e combattiva, animata da una passione travolgente che la rende viva, reale. L’espediente del doppio, la lucidità d’introspezione, le molteplici sfaccettature dei personaggi, il loro modo di evolversi e definirsi gradualmente e con estrema precisione man mano che la vicenda si snoda, rendono Villette un piccolo gioiello della letteratura ottocentesca. ‘Villette! Villette!’, scrisse George Eliot, ‘è un romanzo ancora più incredibile di Jane Eyre. C’è qualcosa di sovrannaturale nella sua forza’. Charlotte Brontë(Thornton 1816 – Haworth 1855) trascorse nello Yorkshire la propria vita funestata da malattie e disgrazie familiari. Fu autrice di romanzi che hanno per protagoniste delle drammatiche figure di donne: oltre a Villette (1853), scrisse Jane Eyre (1847), Shirley (1849) e Il professore (1857). La Newton Compton ha pubblicato Jane Eyre e Villette.

(source: Bol.com)

Villette

Traduzione di Marcella Hannau Pavolini Edizione integrale Pubblicato nel 1853, Villette è l’ultimo romanzo compiuto di Charlotte Brontë, e da taluni è considerato il suo vero capolavoro. Un’opera percorsa da una forza straordinaria che si rispecchia nella determinazione della protagonista, la timida Lucy Snowe. Orfana e sola, Lucy ottiene un posto presso un collegio femminile nella città di Villette, dove spera di lasciarsi finalmente alle spalle le difficoltà del passato e iniziare una nuova vita. Ricco di elementi autobiografici, il romanzo ci regala il ritratto di un’eroina estremamente moderna, sensibile e combattiva, animata da una passione travolgente che la rende viva, reale. L’espediente del doppio, la lucidità d’introspezione, le molteplici sfaccettature dei personaggi, il loro modo di evolversi e definirsi gradualmente e con estrema precisione man mano che la vicenda si snoda, rendono Villette un piccolo gioiello della letteratura ottocentesca. «Villette! Villette!», scrisse George Eliot, «è un romanzo ancora più incredibile di Jane Eyre. C’è qualcosa di sovrannaturale nella sua forza». Charlotte Brontë(Thornton 1816 – Haworth 1855) trascorse nello Yorkshire la propria vita funestata da malattie e disgrazie familiari. Fu autrice di romanzi che hanno per protagoniste delle drammatiche figure di donne: oltre a Villette (1853), scrisse Jane Eyre (1847), Shirley (1849) e Il professore (1857). La Newton Compton ha pubblicato Jane Eyre e Villette.

Il villaggio dei fiori Purpurei

Sembra un mattino come tutti gli altri, nella tranquilla cittadina di Millville, le strade sono quasi deserte, e l’autostrada è silenziosa. Eppure qualcosa sta per cambiare per sempre la vita nella cittadina e nel resto del mondo. Senza alcun preavviso, una barriera invisibile viene eretta intorno al villaggio… una barriera che non lascia passare nulla e nessuno, scaturita dal nulla, fatta di nulla. C’è forse qualche collegamento tra questa sconvolgente sorpresa e tante piccole cose strane che facevano già parte della vita di Millville? A esempio le aiuole di splendidi fiori purpurei che sono comparsi da alcuni anni e che lentamente hanno invaso i giardini, o l’esistenza di apparecchi telefonici senza fili che non fanno parte della rete cittadina, o la scomparsa di un ragazzo che amava le piante e che si è dissolto nel nulla senza lasciare traccia? Gradualmente si forma una nuova strada per una Terra parallela fatta d’immense distese di fiori dalle corolle purpuree, e alla minaccia che, di fronte alla più sorprendente e gentile delle invasioni, le armi nucleari per tanto tempo temute scatenino l’inferno nelle quiete vie del villaggio.

Il villaggio degli innocenti

Tempe Brennan vola in Guatemala per studiare i cadaveri di donne e bambini trucidati vent’anni prima dai soldati governativi. Nella capitale intanto sono scomparse quattro ragazze. Pane per i denti di Tempe che, assieme a un fascinoso collega locale, conduce le indagini fino all’atroce scoperta di una verità impossibile da prevedere e difficile da accettare. Quinta prova per Kathy Reichs, che con questa storia agghiacciante e avvincente si conferma definitivamente la nuova maestra del thriller.

(source: Bol.com)

Il villaggio da brivido

**LA PORTA DELL’UFFICIO DEL SIGNOR FARRADAY ERA CHIUSA.**
Meredith ed Elizabeth si guardarono con aria intimorita, incerte sul da farsi.
Decidi di bussare ma un grido mi fece bloccare la mano a mezz’aria. Era un grido di paura e di dolore che proveniva dall’ufficio. Se ne sentì un altro.
Deglutii e mi voltai verso Tyler e le ragazze.
— Che urli! — bisbigliai. — Sembrano… veri!

Villa Triste

Per non andare a combattere in Algeria – siamo ai primi degli Anni Sessanta – un giovane francese di cui sappiamo molto poco, va a rifugiarsi in una stazione termale affacciata su un lago dell’Alta Savoia, a pochi chilometri dalla Svizzera. Volendo nascondere la sua identità, si presenta come un discendente di una nobile famiglia russa: il conte Chmara. Dopo qualche tempo, incontra una ragazza molto affascinante che ha qualche anno più di lui: Yvonne. Lei dichiara di essere una attrice che ha appena finito di partecipare al film di un regista tedesco, girato proprio da quelle parti. I due si innamorano e, nella località turistica che col suo Casino, i ricevimenti, i campi da tennis, i concorsi di bellezza, sembra essere attrezzata di tutto punto per proporsi come una imitazione sbiadita e volgare della Costa Azzurra in cui un tempo avevano folleggiato Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, e W.S. Maugham avrebbe sfogato fino all’ultimo il suo pessimo umore, vivono una lunga estate di passione e di bugie. Yvonne fa parte di quegli esseri misteriosi – sempre gli stessi – che, come sentinelle, se ne stanno ai bivi della nostra esistenza e, nel momento stesso in cui li incontriamo, ci travolgono. Il finto conte Chmara è un apolide della vita, alla ricerca del passato e del tutto. Sono, entrambi, protagonisti di “quel momento della giovinezza in cui tutto è sul punto di precipitare e presto sarà troppo tardi per tutto”. È inevitabile che, insieme, costruiscano una vicenda drammaticamente esemplare. Villa triste, il romanzo che Patrick Modiano scrisse quando ancora non aveva compiuto trent’anni, è un romanzo inquietante, a tratti ironico e “cattivo”, fascinosamente rétro, percorso da una potente vena d’erotismo. Modiano, in questo, è un maestro. Conosce perfettamente la misura. E quali sono i gesti, quali sono le parole, quali sono i luoghi, in cui si nasconde il desiderio. Giorgio Montefoschi
(source: Bol.com)

La vigna di Angelica

Lunghi filari di viti si adagiano sui morbidi pendii di Borgofranco. Da due secoli la famiglia Brugliani è proprietaria di quell’antico borgo e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l’erede della tradizione e del patrimonio famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di successo: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d’ombra, fatta di menzogne – quelle del marito – e di sogni infranti. Una sera, mentre è in sella alla sua moto, l’amarezza e i pensieri pesanti prendono il sopravvento e Angelica, in preda al pianto, non si accorge che l’auto di fronte a lei sta frenando. L’urto è molto violento, ma per fortuna privo di conseguenze gravi, sia per lei sia per il conducente dell’automobile, Tancredi D’Azaro. Angelica non sa ancora che quel nome è sinonimo di alta cucina in tutto il mondo. Ed entrambi ignorano che, dopo quell’incontro fugace, il destino tornerà a intrecciare le loro strade, suscitando la tentazione di un nuovo inizio. Magari da vivere insieme, chissà: starà a loro scegliere, facendo i conti con il peso del passato e le responsabilità del presente, con il desiderio di cambiare e quell’istinto passionale che li anima. Perché la vita è fatta di sogni in cui perdersi e scelte in cui ritrovarsi, incontri che ci cambiano e passioni che ci riportano sulla strada di casa. “”La vigna di Angelica”” è la storia avvincente di una famiglia e di una tradizione millenaria, il ritratto di una protagonista affascinante in cui rivivono le tante donne produttrici di vino del nostro Paese, intraprendenti e coraggiose.
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### Sinossi
Lunghi filari di viti si adagiano sui morbidi pendii di Borgofranco. Da due secoli la famiglia Brugliani è proprietaria di quell’antico borgo e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l’erede della tradizione e del patrimonio famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di successo: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d’ombra, fatta di menzogne – quelle del marito – e di sogni infranti. Una sera, mentre è in sella alla sua moto, l’amarezza e i pensieri pesanti prendono il sopravvento e Angelica, in preda al pianto, non si accorge che l’auto di fronte a lei sta frenando. L’urto è molto violento, ma per fortuna privo di conseguenze gravi, sia per lei sia per il conducente dell’automobile, Tancredi D’Azaro. Angelica non sa ancora che quel nome è sinonimo di alta cucina in tutto il mondo. Ed entrambi ignorano che, dopo quell’incontro fugace, il destino tornerà a intrecciare le loro strade, suscitando la tentazione di un nuovo inizio. Magari da vivere insieme, chissà: starà a loro scegliere, facendo i conti con il peso del passato e le responsabilità del presente, con il desiderio di cambiare e quell’istinto passionale che li anima. Perché la vita è fatta di sogni in cui perdersi e scelte in cui ritrovarsi, incontri che ci cambiano e passioni che ci riportano sulla strada di casa. “”La vigna di Angelica”” è la storia avvincente di una famiglia e di una tradizione millenaria, il ritratto di una protagonista affascinante in cui rivivono le tante donne produttrici di vino del nostro Paese, intraprendenti e coraggiose.
### Dalla seconda/terza di copertina
Sveva Casati Modignani è una delle firme più amate della narrativa contemporanea: i suoi romanzi sono tradotti in venti Paesi e hanno venduto oltre dodici milioni di copie. L’autrice vive a sempre a Milano nella stessa casa dove è nata e che apparteneva a sua nonna. Visita il sito dedicato all’autrice: www.svevacasatimodignani.it

Vietato non innamorarsi

A volte per amore bisogna anche mentire… Un successo del passaparola Si erano ignorati per tutto il liceo, eppure nel corso di una festa, all’ultimo anno, qualcosa è scattato: Jordan e Courtney si sono ritrovati e mai più separati. La loro storia procede a gonfie vele, poi poco prima della partenza per il college, Jordan molla Courtney, dicendole di essersi innamorato di un’altra ragazza, conosciuta su internet. Ormai è troppo tardi per raggiungere l’università insieme. Courtney ha il cuore a pezzi, ma immagina di potercela fare: in fondo si tratta solo di pochi giorni. Invece, per una strana inversione di ruoli, è Jordan a essere preoccupato. Perché sa di avere uno scheletro nell’armadio, un segreto che è stato causa della rottura e che adesso impedisce loro di tornare insieme. Ma il viaggio è lungo e la vicinanza forzata non potrà che far salire ogni cosa a galla… Forse, a dispetto di tutto, Jordan e Courtney sono destinati l’uno all’altra. Una storia d’amore come nessun’altra Un’autrice da mezzo milione di copie E se fossi costretta a fare un viaggio con il tuo ex? A volte per amore bisogna anche mentire… ‘Divertente, romantico, fresco. Il libro ideale da leggere appena finita la scuola.’ ‘Non riuscivo a smettere di sorridere, di ridere e non sono riuscita ad alzarmi prima di averlo finito tutto.’ ‘Personaggi fantastici, dialoghi pieni di umorismo e ironia, la storia è dolce, dinamica e talvolta imprevedibile. Lo consiglio vivamente a chiunque voglia leggere una commedia romantica e trovare un motivo per ridere e sentirsi bene.’ Lauren BarnholdtÈ autrice di otto romanzi. Vive a Waltham nel Massachusetts.
(source: Bol.com)

Vieni a vedere perché

Quando hai appena compiuto trent’anni, hai un lavoro che ti piace un sacco e un ragazzo terribilmente sexy, cosa puoi chiedere di più alla dea bendata?
Che si tolga la benda, magari. Perché, mentre la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo. Nell’arco di pochi giorni, infatti, Carlotta si ritrova a dover fare i conti coi dispetti della solita sfiga. Perde il lavoro, la sua strampalata famiglia torna a starle col fiato sul collo e il suo ragazzo, Luca, comincia a non raccontargliela giusta. Accidenti a lui: la sua agente letteraria è la versione in carne e ossa di Jessica Rabbit!
Torna la tenera e imbranata Carlotta, alle prese con nuove esilaranti avventure: la ricerca di un nuovo lavoro, una rivale in amore bellissima che non intende mollare l’osso, due amiche mezze matte e un esercito di parenti a dir poco originali.
Riuscirà l’amore a vincere sui dubbi e la gelosia? Di sicuro Carlotta è disposta a tirar fuori le unghie, in special modo adesso che a darle manforte c’è un’inaspettata complice.
“Vieni a vedere perché” è l’atteso seguito di “Trent’anni… e li dimostro”. Un romanzo fresco e leggero, che scivola giù morbido come un boccone di panna. La storia di una giovane donna normale, che vive con coraggio e ironia. Un diario semiserio, capace di scatenare risate e sospiri, perché l’unica arma davvero vincente per affrontare i problemi è un sorriso sulle labbra.
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### Sinossi
Quando hai appena compiuto trent’anni, hai un lavoro che ti piace un sacco e un ragazzo terribilmente sexy, cosa puoi chiedere di più alla dea bendata?
Che si tolga la benda, magari. Perché, mentre la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo. Nell’arco di pochi giorni, infatti, Carlotta si ritrova a dover fare i conti coi dispetti della solita sfiga. Perde il lavoro, la sua strampalata famiglia torna a starle col fiato sul collo e il suo ragazzo, Luca, comincia a non raccontargliela giusta. Accidenti a lui: la sua agente letteraria è la versione in carne e ossa di Jessica Rabbit!
Torna la tenera e imbranata Carlotta, alle prese con nuove esilaranti avventure: la ricerca di un nuovo lavoro, una rivale in amore bellissima che non intende mollare l’osso, due amiche mezze matte e un esercito di parenti a dir poco originali.
Riuscirà l’amore a vincere sui dubbi e la gelosia? Di sicuro Carlotta è disposta a tirar fuori le unghie, in special modo adesso che a darle manforte c’è un’inaspettata complice.
“Vieni a vedere perché” è l’atteso seguito di “Trent’anni… e li dimostro”. Un romanzo fresco e leggero, che scivola giù morbido come un boccone di panna. La storia di una giovane donna normale, che vive con coraggio e ironia. Un diario semiserio, capace di scatenare risate e sospiri, perché l’unica arma davvero vincente per affrontare i problemi è un sorriso sulle labbra.