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Vizio di forma

Vizio di forma è la seconda raccolta di racconti fanta-tecnologici e fanta-biologici di Primo Levi; a differenza di Storie naturali, pubblicato cinque anni prima sotto pseudonimo, porta il suo nome in copertina. I racconti sono venti, scritti tra il 1968 e il 1970. Chimico dagli interessi enciclopedici, con un particolare amore per la natura, gli animali, i linguaggi, il piacere della sperimentazione e della ricerca, Levi si avventura a esplorare le infinite possibilità combinatorie che la materia consente, ma non dimentica di cogliere le anomalie, le sfasature, i ‘vizi di forma’ in cui si annida il germe di catastrofi piccole e grandi. La sua vena di narratore non è tuttavia apocalittica o disperata: al contrario, è mossa da una divertita curiosità per l’uomo. Le invenzioni della scienze e della tecnica aprono all’eterno gioco della commedia umana possibilità paradossali, assurde o esilaranti, che Levi esplora con ironia e con fermezza di giudizio morale.
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Vivere per scrivere

Charles Bukowski Nick Hornby Martin Amis Ian McEwan Frederick Forsyth Zadie Smith James G. Ballard J.K. Rowling Hilary Mantel Michel Faber Sophie Kinsella William Boyd Hanif Kureishi Alan Bennett Peter James Paula Hawkins Jonathan Coe Irvine Welsh John Banville Roddy Doyle Catherine Dunne Bret Easton Ellis J.J. Abrams Nathan Englander Amos Oz David Grossman Abraham B. Yehoshua Aleksandr Solgenitsyn Evgenij Evtushenko …

Suonai il campanello con trepidazione. Passò un minuto. Ne passò un altro. Le cicale cantavano, il sole picchiava, dalla casa non veniva alcun segno di vita. Poi, quando stavamo per andarcene, si sentì un rumore. Un istante dopo la porta si aprì e apparve un uomo di circa sessant’anni, in calzoncini da bagno. A parte quelli, era nudo dalla testa ai piedi. Non disse niente: si limitava a guardarci con diffidenza. La mia fu una domanda ridicola, poiché non avevo il minimo dubbio sulla sua identità. ‘Are you Charles Bukowski?’. Rispose a sua volta con una domanda. ‘Why?’.

‘C’è chi scrive ancora a mano e chi è stregato dal computer, chi programma ogni pagina dall’inizio alla fine e chi avanza di getto senza sapere dove lo porterà la trama, chi frequenta i corsi di scrittura creativa e chi esce dalla scuola della vita, chi si fa ispirare dalla realtà e chi la deforma, chi lavora esclusivamente di fantasia e chi studia, imita o perlomeno usa come modello i grandi autori del passato.

Per scoprire che cos’è e come si scrive un romanzo, non c’è niente di meglio che interrogare uno scrittore. E di scrittori, grazie al mio lavoro di giornalista da oltre trent’anni in giro per il mondo, ho avuto la fortuna di incontrarne tanti. In queste pagine, quaranta di loro parlano dei libri che scrivono e di quelli che amano, di come nasce una storia e del proprio metodo narrativo, dei propri maestri, delle proprie vite’.

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Vivere 120 anni. Le verità che nessuno vuole raccontarti

Tutti noi, soprattutto con l’avanzare dell’età, ci siamo confrontati con la paura della morte, che porta insite domande, quali: Quando moriremo? Di quale male? Dovremo soffrire? L’auspicio dell’essere umano è quello di vivere una vita sana, piena, possibilmente senza subire malattie degenerative e, visto che ci siamo, il più a lungo possibile. Perché l’uomo può vivere fino a 120 anni senza malattie ma l’aspettativa attuale di vita è di 80 anni e già a 40 subiamo i sintomi delle malattie degenerative. La medicina tradizionale è focalizzata a curare i sintomi delle malattie, ma è ben lontana dal risolverne le cause mentre è oramai ben noto che la dieta e lo stile di vita sono la causa principale della più grande catastrofe sanitaria di tutti i tempi. In questo libro scoprirete perché l’essere più evoluto del pianeta è in realtà anche il più malato e vi insegnerà a invertire la rotta verso una vita più longeva ed in salute. Conoscerete i fattori che portano al declino del nostro fisico e le cause che inducono alla vecchiaia. Soprattutto è dato risalto alle sorprendenti ed efficaci soluzioni, che scienziati di tutto il mondo hanno sperimentato negli ultimi decenni.
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Le vite potenziali

Al centro di questo romanzo ci sono tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità. Il loro spazio è la Albecom, azienda informatica che sorge alla periferia di Marghera; l’ha fondata, ancora giovanissimo, Alberto, ”trentaquattro anni, apprezzata abilità nell’assemblare mobili Ikea, una passione per la buona tavola e il culto della chiarezza”. Tra i programmatori che lavorano per lui c’è Luciano, con cui Alberto condivide l’amore per internet fin dai tempi del liceo. Ma, a differenza dell’amico, Luciano si trova a suo agio dietro le quinte: schivo e paralizzato dalla propria scarsa avvenenza, si rifugia nel lavoro e nel rifocillamento dei gatti randagi di Marghera, tormentato solo, di tanto in tanto, dal desiderio di avere qualcuno da rendere felice. A completare il triangolo c’è Giorgio, il pre-sales dell’azienda, procacciatore di nuovi clienti: ”percorso da un brivido di elettricità sempre”, tiene nel cruscotto della macchina L’arte della guerra di Sun Tzu, che consulta come un oracolo.

E così, mentre Luciano allaccia con Matilde, barista della tavola calda di fronte alla Albecom, un’amicizia presto caricata di nuove speranze e Giorgio riceve una proposta sottobanco da un vecchio collega, le giornate dei tre amici si intrecciano in un groviglio di segreti e tradimenti che si dipana tra la provincia veneta e le città di mezza Europa e che li costringerà, infine, a compiere scelte sofferte e decisive.

Francesco Targhetta, già protagonista di un piccolo caso letterario con il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie, si cimenta ora nell’impresa ambiziosissima di ritrarre il nostro presente in continuo divenire, attraverso lo sguardo di un gruppo di trentacinquenni che – con un piede intrappolato nel mondo del web e uno ben piantato nei sobborghi in cemento di quello reale – cercano timidamente di costruirsi un futuro. Per mezzo di una prosa esatta e al tempo stesso intima, crepuscolare, questo romanzo si interroga su cosa stiano diventando le nostre vite, deviate e attratte ogni giorno da mille potenzialità, e su cosa potremmo diventare noi, chiamati insieme al dovere di essere felici e a quello di accelerare sempre di più la velocità del mondo.

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Le vite parallele

Mentre sulla cittadina toscana di Valdenza si addensa una coltre di nubi cariche di neve, il commissario Casabona, di passaggio in questura per sistemare le ultime cose, ha un unico pensiero: tornare quanto prima in ospedale a fianco della moglie Francesca, le cui condizioni di salute lo hanno spinto a chiedere un incarico meno impegnativo. Ma la sua determinazione sta per essere spazzata via da un caso che ha sconvolto i suoi uomini e l’intera provincia: una bambina di tre anni letteralmente svanita nel nulla; una madre in lacrime che, entrando nella cameretta dove l’ha lasciata la sera prima, trova il letto vuoto. Quando l’ispettore Proietti gli mostra la foto di Martina, con il suo caschetto biondo e lo sguardo limpido e fiducioso, Casabona riesce a stento a conservare la sua fermezza. Può davvero sottrarsi al grido di aiuto di quegli occhi e lasciare la sua squadra senza una guida? Ben presto i sospetti si concentrano su un balordo cocainomane da cui la madre ha ricevuto esplicite minacce, e con il quale intratteneva rapporti piuttosto torbidi. Una soluzione servita su un piatto d’argento, eppure qualcosa non quadra, e Casabona sente per istinto che la madre non è l’unica fra le persone vicine a Martina ad avere dei segreti. È il momento di prendere in pugno l’indagine e scavare molto più a fondo. Una ricerca che trascinerà Casabona in un mondo popolato di maschere e vite parallele, abilmente nascoste dalla facciata della pubblica virtù…
Che cosa è successo alla piccola Martina? Qualcuno l’ha portata via, oppure è uscita da sola per poi smarrirsi nei boschi? E soprattutto: ha ancora senso, dopo tanti giorni, aggrapparsi alla speranza di ritrovarla viva?

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Le vite impossibili di Greta Wells

1. Dopo la morte del suo amato fratello gemello Felix, e la fine della lunga relazione con il compagno Nathan, Greta Wells decide di iniziare un trattamento psichiatrico. Ma la cura ha effetti collaterali inattesi, e Greta si ritrova trasportata nelle vite che avrebbe potuto vivere se fosse nata in epoche diverse. Nel 1918, in cui Greta è un’adultera bohémienne; e nel 1941, dove Greta si scopre invece madre e moglie devota. Anche se lontane nel tempo e diverse tra loro, le tre vite di Greta Wells hanno innegabili affinità: sono tutte segnate da tensioni famigliari e scelte difficili, da perdite e doni del destino, e in ciascuna vita c’è un prezzo da pagare per riuscire a spuntarla. Così la Greta del 1985 scopre che le sue alias sono imprevedibili, uniche, come forse lo è anche lei. Perché questo viaggio nel tempo è un viaggio all’audace scoperta di se stessa. Mentre la cura volge al termine, e il tempo avrà svelato i suoi paradossi, Greta dovrà scegliere quale se stessa voler essere, quale tempo e vita abitare. Avvolto da un’atmosfera magica, “Le vite impossibili di Greta Wells” non è solo un romanzo che racconta un viaggio nel tempo, ma delinea il ritratto struggente e indimenticabile di una donna dalla complessità inesauribile, cui neppure il tempo può tracciare i confini.
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Vite che non possiamo permetterci

Il diritto, l’economia, la cultura, la politica, la religione, i sentimenti al tempo nostro e secondo Bauman.L’arte della nostra vita si può ridurre a una sola tecnica: lo shopping sapiente e coscienzioso. Al quale nemmeno il corpo sfugge. Anche a costo di trasformarci tutti, vecchi e giovani, in una razza di debitori. ‘Se si potessero paragonare le teorie sociali o i teorici della sociologia a utensili da cucina, Zygmunt Bauman sarebbe sicuramente uno dei coltelli più taglienti’: così dice di lui Citlali Rovirosa-Madrazo alla fine delle loro conversazioni sui grandi temi del nostro presente.Un esempio tra i tanti delle nostre esistenze: nel 2006 solo negli Stati Uniti sono stati eseguiti undici milioni di interventi cosmetici. La pubblicità tipica di una clinica di chirurgia cosmetica (attività che ha ormai dato vita a una enorme e lucrosa industria) è carica di tentazioni cui difficilmente una donna preoccupata per il proprio aspetto riesce a resistere. ‘E così la storia si ripete per l’ennesima volta: un corpo femminile ‘non migliorato’ è stato scoperto come ‘terra vergine’ non ancora messa a coltura. Neanche un centimetro quadrato del corpo di una donna è impossibile da migliorare. La vita è incerta per una donna ancor più che per un uomo e quell’insicurezza è potenzialmente un capitale che nessun uomo d’affari degno di questo nome terrebbe fermo. Poiché nessuna quantità di Botox, per quanto regolarmente applicata, potrà fugare quell’insicurezza, le aziende possono ben sperare in un flusso continuo e crescente di profitti’. L’arte della vita, tanto sfaccettata, si può ridurre (questo il messaggio) a una sola tecnica: lo shopping sapiente e coscienzioso. Al quale nemmeno il corpo sfugge. Anche a costo di trasformarci tutti, vecchi e giovani, in una razza di debitori.
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Vite bruciate

Il primo turno è cominciato da poco quando la giovane Émilienne cade a terra fulminata dalla corrente elettrica. È l’ennesimo incidente sul lavoro nella filiale Daewoo di Pondange e l’esasperazione degli operai esplode in una rivolta. La tensione sale, i dirigenti abbandonano gli uffici, la fabbrica crolla tra le fiamme di un incendio. Gli inquirenti si affrettano ad arrestare Nourredine, il leader degli scioperanti, ma cosa si nasconde dietro la facciata del fatiscente stabilimento? Esiste un legame fra queste vicende e la sospetta cordata Daewoo-Matra, che sta cercando di mettere le mani sul colosso Thomson multimedia? Solo un segugio come Charles Montoya può scoprirlo, ex poliziotto alle prese con i fantasmi di un passato poco limpido. Sarà l’incontro con la sensuale Rolande a schiudergli le porte di inconfessabili intrighi e a introdurlo nell’amara realtà quotidiana degli operai di Pondange, inconsapevoli pedine di piani orditi in eleganti uffici di Bruxelles e in esclusivi ristoranti parigini. Con un raffinato thriller politico-finanziario, Dominique Manotti ricompone le trame sommerse di una vertiginosa partita per il potere, che fra scellerati ricatti, scomodi compromessi e sadici omicidi risucchia nei suoi ingranaggi vittime e carnefici.

Vita, delitti, arresto e condanna del brigante Musolino

Taglialegna di mestiere, la sua storia inizia il 28 ottobre 1897 quando scoppia una rissa rusticana nell’osteria della Frasca, a Santo Stefano in Aspromonte per una partita di nocciole: da un lato Musolino e Antonio Filasto, dall’altro i fratelli Vincenzo e Stefano Zoccali, oltre un loro compagno. Una rissa come tante: ma, il giorno dopo, qualcuno spara a Vincenzo Zoccali, in una stalla, (dove viene trovato il berretto di Musolino), che viene mancato per un soffio, ma rimane ferito. Intervengono i carabinieri che arrestano il Filasto ed un tale Nicola Travia. Bussano alla casa di Musolino. Non lo trovano, poiché e scappato. Di li a sei mesi Musolino e arrestato dalla guardia municipale Alessio Chirico, e tradotto a Reggio Calabria e processato per tentato omicidio.

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La vita sessuale delle gemelle siamesi

«*Sviscera con lucidità le ossessioni più grandi e potenzialmente più pericolose della società occidentale: cibo, salute, sesso e perfezione emotiva.*»
**The Independent**
«*Un provocatorio romanzo a sfondo sessuale che affonda nel ridicolo la cultura dei media.*»< **The Observer** «*Welsh non ha mai scritto con tanta verve. Un romanzo traboccante di energia.*» **The Scotsman** Nell’America di oggi, ossessionata dal successo, dalla celebrità mediatica, dalla perfezione del corpo, può accadere che una personal trainer di Miami Beach finisca sotto i riflettori della televisione per aver disarmato e immobilizzato un uomo, grazie a una testimone che ha avuto la prontezza di riprendere tutto con il telefonino. Le due donne sono Lucy Brennan, l’eroina sportivissima e salutista, e Lena Sorenson, artista bulimica in crisi d’ispirazione. Dopo quell’incontro fortuito, l’obesa Lena si affida a Lucy per tornare in forma, non perché lo desideri ma solo perché non ­riesce a togliersela dalla testa. Sviluppano così un attaccamento morboso, una dipendenza psicologica tinta di sadomasochismo non dissimile dal legame tra le gemelle siamesi quindicenni dell’Arkansas che impazzano su tutti i canali tv: una rivendica il diritto di avere una vita sessuale e l’altra si rifiuta di assecondarla, mentre il grande pubblico, mascherandosi dietro il dibattito morale, segue la vicenda con interesse voyeuristico. Ma in questo nostro mondo così volubile ci vuol poco perché le vittime diventino carnefici, i magri ingrassino e le star improvvisate vengano affossate dalle malelingue... Tra violenze, ritorsioni, depravazione e manipolazione, tra sesso e cibo a volontà, Irvine Welsh affronta le grandi contraddizioni della società attuale e ci racconta una storia tanto tempestosa da oscurare perfino il sole della Florida. «*Una performance di classe.*» **The Independent** «*Nessuno sa scrivere di psicopatici innamorati con tanto sentimento... brillantemente concepito, autenticamente trasgressivo.*» **The Guardian** ** ### Sinossi «*Sviscera con lucidità le ossessioni più grandi e potenzialmente più pericolose della società occidentale: cibo, salute, sesso e perfezione emotiva.*» **The Independent** «*Un provocatorio romanzo a sfondo sessuale che affonda nel ridicolo la cultura dei media.*»< **The Observer** «*Welsh non ha mai scritto con tanta verve. Un romanzo traboccante di energia.*» **The Scotsman** Nell’America di oggi, ossessionata dal successo, dalla celebrità mediatica, dalla perfezione del corpo, può accadere che una personal trainer di Miami Beach finisca sotto i riflettori della televisione per aver disarmato e immobilizzato un uomo, grazie a una testimone che ha avuto la prontezza di riprendere tutto con il telefonino. Le due donne sono Lucy Brennan, l’eroina sportivissima e salutista, e Lena Sorenson, artista bulimica in crisi d’ispirazione. Dopo quell’incontro fortuito, l’obesa Lena si affida a Lucy per tornare in forma, non perché lo desideri ma solo perché non ­riesce a togliersela dalla testa. Sviluppano così un attaccamento morboso, una dipendenza psicologica tinta di sadomasochismo non dissimile dal legame tra le gemelle siamesi quindicenni dell’Arkansas che impazzano su tutti i canali tv: una rivendica il diritto di avere una vita sessuale e l’altra si rifiuta di assecondarla, mentre il grande pubblico, mascherandosi dietro il dibattito morale, segue la vicenda con interesse voyeuristico. Ma in questo nostro mondo così volubile ci vuol poco perché le vittime diventino carnefici, i magri ingrassino e le star improvvisate vengano affossate dalle malelingue... Tra violenze, ritorsioni, depravazione e manipolazione, tra sesso e cibo a volontà, Irvine Welsh affronta le grandi contraddizioni della società attuale e ci racconta una storia tanto tempestosa da oscurare perfino il sole della Florida. «*Una performance di classe.*» **The Independent** «*Nessuno sa scrivere di psicopatici innamorati con tanto sentimento... brillantemente concepito, autenticamente trasgressivo.*» **The Guardian**

Vita sentimentale di un camionista

‘Questo è un romanzo che parla di solitudine e di sentimenti, di passato e di futuro. All’interno della mia produzione è fra quelli a cui guardo con maggiore affetto’ Alicia Giménez Bartlett.

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La vita segreta: Tre storie vere dell’èra digitale

Sempre più spesso usiamo con disinvoltura parole e nomi di cui pochissimo sappiamo. Bitcoin, ad esempio. Che cosa sono? Chi è Satoshi Nakamoto, l’individuo – o l’oscura entità collettiva – che li ha inven­tati? E perché li ha inventati? Che cos’è il dark web, e cosa significa «viverci» dentro? Che co­s’ha veramente fatto, Julian As­sange? E chi è? Per trovare le prime risposte serviva uno scrittore puro, qualcuno cioè disposto a partire per un viaggio senza mappa, provvisto di un’arma ancora effica­ce: una qualche confidenza con il roman­ze­sco. Qualcuno come An­drew O’Hagan, insom­ma. O’Hagan è sceso davvero negli a­bissi largamente sconosciuti della rete. E al suo ritorno, co­me un e­sploratore vittoriano, ha steso tre relazio­ni estremamente accurate, che anche quan­do sembrano sul punto di sconfinare nella farsa – come nel caso del­l’a­bortita collaborazione con Assan­ge – sono in realtà altrettanti racconti del terrore. Di cui si ha da subito la sensazione, però, di non potere fare a meno.
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### Sinossi
Sempre più spesso usiamo con disinvoltura parole e nomi di cui pochissimo sappiamo. Bitcoin, ad esempio. Che cosa sono? Chi è Satoshi Nakamoto, l’individuo – o l’oscura entità collettiva – che li ha inven­tati? E perché li ha inventati? Che cos’è il dark web, e cosa significa «viverci» dentro? Che co­s’ha veramente fatto, Julian As­sange? E chi è? Per trovare le prime risposte serviva uno scrittore puro, qualcuno cioè disposto a partire per un viaggio senza mappa, provvisto di un’arma ancora effica­ce: una qualche confidenza con il roman­ze­sco. Qualcuno come An­drew O’Hagan, insom­ma. O’Hagan è sceso davvero negli a­bissi largamente sconosciuti della rete. E al suo ritorno, co­me un e­sploratore vittoriano, ha steso tre relazio­ni estremamente accurate, che anche quan­do sembrano sul punto di sconfinare nella farsa – come nel caso del­l’a­bortita collaborazione con Assan­ge – sono in realtà altrettanti racconti del terrore. Di cui si ha da subito la sensazione, però, di non potere fare a meno.

La vita segreta di Walter Mitty

Chi è Walter Mitty? Impavido comandante di idrovolanti. Gelido chirurgo dal sangue più freddo della neve. Micidiale tiratore scelto. O piuttosto sognatore impenitente, che di straordinaria ha soprattutto la capacità di fuggire a comando in un mondo di iperboliche fantasie. È intitolata a lui, la più celebre creatura di James Thurber, questa raccolta di racconti e vignette a firma del grande fumettista e umorista americano. A tenergli buona compagnia in queste pagine sfilano alcune tra le più belle short stories dell’autore: dalle delicate parabole favolistiche sugli animali, ai ritratti degli eccentrici membri della famiglia Thurber – compresi un cane mordace, un padre terrorizzato dalle vetture a motore e un nonno ex eroe di guerra nonché vittima frequente di mirabolanti deliri da Alzheimer -, fino ai quadri di vita quotidiana che fotografano con garbo e ironia un’America anni Venti capace di trasudare fascino e nostalgia.
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La vita segreta del Medioevo

Tutto quello che volevate sapere sul millennio più buio della storiaCome si viveva davvero mille anni fa?”Età oscura” e “millennio della superstizione” sono solo due delle tante definizioni date, nel tempo, al Medioevo.Ma questo periodo storico fu davvero “buio” come si è ormai cristallizzato nell’immaginario collettivo? In realtà, la maggior parte degli studiosi del Nuovo Millennio afferma che quel periodo della storia dell’umanità contenga già, in embrione, molti degli aspetti determinanti dell’Europa moderna. Questo libro, lasciando sullo sfondo le grandi vicende militari, gli scontri epocali tra Impero e Papato, i nomi e le date che hanno fatto la Storia e che si trovano sui manuali, cerca di cogliere gli aspetti più insoliti e curiosi dell’epoca: cosa si mangiava, come ci si vestiva, come si impiegava il tempo libero, come si faceva l’amore… Mille anni di storia, dalla caduta dell’impero romano d’occidente (476) alla scoperta dell’America (1492), che hanno plasmato una delle civiltà più ricche, affascinanti e contraddittorie di tutti i tempi.Come hanno vissuto realmente i nostri antenati?Frutto di lunghe ricerche, finalmente questo libro ci fa sentire realmente come se ci trovassimo catapultati nel Medioevo.Sapere cosa mangiavano, come si vestivano, quali erano le passioni degli uomini e delle donne che ci hanno preceduto, per comprendere meglio uno dei passaggi più importanti della storia della nostra civiltà.Tra gli argomenti:• la donna, l’uomo, il bimbo e l’anziano• in camera da letto• vestirsi e abbigliarsi• il viaggio• la scrittura• in cucina e a tavola• paure e terrori• le malattie• usanze particolari• feste e folklore, angeli e santi• tabù e pogrom• i reietti• in chiesa• contro la Chiesa (l’eresia)• la morteElena Percivaldinata nel 1973, è medievista e scrittrice. Ha scritto I Celti. Un popolo e una civiltà d’Europa; I Lombardi che fecero l’impresa. La lega e il Barbarossa tra storia e leggenda. Ha curato e tradotto La Navigazione di S. Brandano, vincitore del Premio Italia Medievale 2009. Collabora con alcune tra le principali riviste di settore come ‘Medioevo’ e ha scritto per la rivista ‘Civiltà’.

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La vita quotidiana alla fine del mondo antico

Fra il IV e il VI secolo la società antica subisce grandi cambiamenti, legati all’affermazione del cristianesimo, alla divisione definitiva dell’impero in due parti, con l’emergere della nuova città di Costantinopoli nella metà orientale, e infine alla caduta dell’impero romano d’Occidente, travolto dalle invasioni barbariche. Com’era la vita quotidiana in quella turbolenta epoca di transizione? Il libro ce la restituisce in tutta la sua ricchezza e in rapporto ai diversi strati sociali.
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La vita non è in rima (per quello che ne so)

Il pop fornisce il più grande repertorio di lingua contemporanea che sia mai esistito. È a questa impresa di antropologia linguistica che si dedica Giuseppe Antonelli nell’intervista a Luciano Ligabue sui testi delle sue canzoni. Maurizio Ferraris, la Repubblica
Luciano Ligabue per la prima volta ha lasciato da parte il fioretto e impugnato una sciabola: le canzoni dell’ultimo album «sono più dirette di altre con cui in passato ho provato a raccontare un po’ del nostro Paese». Senza mezze misure, dunque, sconti zero. Pasquale Elia, Corriere della Sera
Luciano Ligabue svela il misterioso connubio tra testi e musica e rivela davanti alle domande sulle proprie tecniche di scrittura una serenità limpida e chiara. Marinella Venegoni, La Stampa
Regalare all’intervistatore le strofe che si scrivevano quando non si era ancora capaci di scrivere canzoni, accettare di spiegare i propri versi, canzone per canzone: tutte prove di generosità, di fiducia nel mondo quelle contenute nel libro intervista a Luciano Ligabue. Annalena Benini, il Venerdì di Repubblica
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