40657–40672 di 72034 risultati

Corro perché mia mamma mi picchia

Siamo abituati a vederlo insieme agli inseparabili Aldo e Giacomo, ma in questo libro Giovanni Storti si presenta in una veste insolita, maglietta e pantaloncini, e ci parla della sua più grande passione fuori dal palco, quella per la corsa. Lo fa alla sua maniera, con la consueta ironia, con un intreccio di leggerezza e profondità. Alternandosi nel racconto con Franz Rossi, compagno di avventure e di allenamenti, Giovanni, instancabile «assaggiatore di corse», pronto a sfidare il caldo come il freddo, a correre di giorno e di notte, a qualsiasi latitudine o altitudine, ci spiega come ha scoperto, o meglio riscoperto, questa vena atletica. Dalle fughe infantili per sottrarsi alle ciabattate materne a una pratica ritrovata, non tanto per motivazioni salutistiche, quanto perché la corsa ha il fascino di una vera arte.
Ci addentriamo così, in compagnia dei due protagonisti, negli itinerari delle gare più coinvolgenti, sentiamo con loro la fatica ma anche il piacere di misurarsi con se stessi e con gli altri, la gioia di superare i propri limiti. E soprattutto impariamo a guardare con curiosità ed emozione i luoghi e l’umanità che si incontrano lungo il tragitto. Si aprono davanti a noi scorci di una Milano, quella dei Navigli, dei parchi e della Montagnetta di San Siro, lontana dall’affannata metropoli dell¿immaginario collettivo; una città in cui la poesia «si nasconde negli interstizi della praticità, così come il cielo azzurro negli scampoli rubati al grigio della cappa che ci avvolge». Ma correre significa anche immergersi nella ricchezza e nel mistero della natura, come nei maestosi paesaggi alpini o nei grandiosi scenari islandesi. O scoprire popoli e culture, come nel vivace affresco di Marrakech, città dalle atmosfere contrastanti dove «povertà e bellezza vanno di pari passo» e «i roseti crescono in aiuole contornate da immondizia». Naturalmente è in agguato, a ogni riga, l’imprevisto più assurdo e grottesco, che può assumere il volto di un bellicoso rottweiler, spuntato dal nulla durante un allenamento sulle dolci colline del Bolognese, o quello dei tanti personaggi surreali, tutti da scoprire, che si succedono nelle varie tappe, come i corridori belgi che si fermano a giocare in spiaggia con le «formine », per non parlare di Aldo, che fa capolino qua e là, fino all’improbabile atto di eroismo vantato da Giovanni con il salvataggio di due compagni di disavventura nella foresta di Pititinga, in Brasile.
Dietro il «runner» dilettante, insomma, emerge sempre la stoffa del campione di comicità. E, nell’alternarsi delle due voci, tra riflessioni e battute, la corsa diventa una suggestiva metafora della vita.
**
### Sinossi
Siamo abituati a vederlo insieme agli inseparabili Aldo e Giacomo, ma in questo libro Giovanni Storti si presenta in una veste insolita, maglietta e pantaloncini, e ci parla della sua più grande passione fuori dal palco, quella per la corsa. Lo fa alla sua maniera, con la consueta ironia, con un intreccio di leggerezza e profondità. Alternandosi nel racconto con Franz Rossi, compagno di avventure e di allenamenti, Giovanni, instancabile «assaggiatore di corse», pronto a sfidare il caldo come il freddo, a correre di giorno e di notte, a qualsiasi latitudine o altitudine, ci spiega come ha scoperto, o meglio riscoperto, questa vena atletica. Dalle fughe infantili per sottrarsi alle ciabattate materne a una pratica ritrovata, non tanto per motivazioni salutistiche, quanto perché la corsa ha il fascino di una vera arte.
Ci addentriamo così, in compagnia dei due protagonisti, negli itinerari delle gare più coinvolgenti, sentiamo con loro la fatica ma anche il piacere di misurarsi con se stessi e con gli altri, la gioia di superare i propri limiti. E soprattutto impariamo a guardare con curiosità ed emozione i luoghi e l’umanità che si incontrano lungo il tragitto. Si aprono davanti a noi scorci di una Milano, quella dei Navigli, dei parchi e della Montagnetta di San Siro, lontana dall’affannata metropoli dell¿immaginario collettivo; una città in cui la poesia «si nasconde negli interstizi della praticità, così come il cielo azzurro negli scampoli rubati al grigio della cappa che ci avvolge». Ma correre significa anche immergersi nella ricchezza e nel mistero della natura, come nei maestosi paesaggi alpini o nei grandiosi scenari islandesi. O scoprire popoli e culture, come nel vivace affresco di Marrakech, città dalle atmosfere contrastanti dove «povertà e bellezza vanno di pari passo» e «i roseti crescono in aiuole contornate da immondizia». Naturalmente è in agguato, a ogni riga, l’imprevisto più assurdo e grottesco, che può assumere il volto di un bellicoso rottweiler, spuntato dal nulla durante un allenamento sulle dolci colline del Bolognese, o quello dei tanti personaggi surreali, tutti da scoprire, che si succedono nelle varie tappe, come i corridori belgi che si fermano a giocare in spiaggia con le «formine », per non parlare di Aldo, che fa capolino qua e là, fino all’improbabile atto di eroismo vantato da Giovanni con il salvataggio di due compagni di disavventura nella foresta di Pititinga, in Brasile.
Dietro il «runner» dilettante, insomma, emerge sempre la stoffa del campione di comicità. E, nell’alternarsi delle due voci, tra riflessioni e battute, la corsa diventa una suggestiva metafora della vita.

La corrispondenza

“Possiamo continuare a vedere le stelle morte benché esse non esistano più. Anzi è proprio la loro disastrosa fine a rivelarcele”. Come la lunga corrispondenza che permette a una stella di continuare a vivere grazie allo sguardo dell’osservatore, l’amore di Ed e di Amy è un legame che sconvolge le leggi del tempo e della presenza. Ed Phoerum è un astrofisico di fama internazionale di età matura, con una famiglia e due figli. Amy Ryan, una studentessa di fisica che si mantiene con un riuscito lavoro di stuntwoman. Da controfigura, lei imita la morte, e nel suo stesso passato c’è una tragica fine che non riesce ad accettare e a raccontare per il senso di colpa lacerante. I doveri pubblici e privati dello scienziato gli impediscono di vivere alla luce del sole la relazione con la giovane amante. I loro incontri sono rari e clandestini, vissuti soprattutto nell’intima magia di una casa su un’isola. Invece, la quotidianità fortissima del loro amore è retta da una serie di rapporti virtuali. Questa rete a poco a poco li invade, li prende del tutto e trascina il loro amore oltre le porte della realtà ordinaria. Tra il mistero di una scomparsa inspiegabile che non rompe però i segnali della comunicazione e la domanda su quale tipo di sentimento sia quello che lega a una presenza solo virtuale, il primo romanzo di Giuseppe Tornatore racconta della lotta di un amore contro la sua fine nell’età di internet.
**

Il corriere colombiano

L’Alligatore è in crisi. L’ex galeotto, ex cantante di blues, ora detective per necessità economiche e voglia di giustizia, si accorge che il gioco si è fatto più duro, è cresciuta la violenza, le vecchie regole sono saltate – quelle della criminalità e quelle degli sbirri – e soprattutto chi tiene le fila è troppo in alto, troppo potente. Per coprire un’operazione speciale, i corpi scelti delle forze dell’ordine incastrano un innocente con l’accusa di spaccio di cocaina colombiana. Tirarlo fuori di galera non sarà facile, anche perché l’uomo ha comunque dei conti in sospeso con la polizia. L’Alligatore, assieme ai due “soci” Rossini e Max la Memoria, va allo scontro con i narcotraficantes colombiani guidati dalla spietata Tía, con gli spacciatori di ecstasy che riforniscono scuole e discoteche del Triveneto, con le forze dell’ordine che giocano sporco anche loro. In questa guerra veloce, confusa e feroce, chi può vincere e chi può salvarsi l’anima? I cattivi sono tanti, e peggiori di prima. Ma i buoni chi sono? L’Alligatore ci sta pensando. «Leggendo l’intreccio del romanzo, si scende nel cuore più nascosto di una certa Italia il cui benessere e la cui struttura di controllo, il cui conformismo e la cui ricchezza, sono contigui al crimine e al vizio più di quanto non si ammetta generalmente». Gianfranco Bettin – Il Manifesto

La Corriera Stravagante

Pubblicato per la prima volta nel 1947, La corriera stravagante, con il suo carico di avventure sensuali e personaggi fuori dall’ordinario, lasciò sbalorditi pubblico e critica e portò alla luce un nuovo e diverso Steinbeck, non l’autore impegnato di Uomini e topi, ma un narratore divertente e divertito. Le avventure di una corriera e dei suoi passeggeri stravaganti, bloccati nel verde delle vallate californiane, ci restituiscono ancora oggi intatta la loro carica bizzarra e permettono di conoscere uno Steinbeck leggero e vitale, forse nella sua vena più felice e comunicativa.

Il corridore. Storia di una vita riscattata dallo sport

All’inizio di questo racconto c’è un uomo che si guarda allo specchio e si chiede: “Sono davvero io quel vecchio lì?” Il suo corpo non nasconde affatto il peso dei suoi sessantatré anni. Nessuno direbbe mai che ha la stoffa del campione. E non in uno sport qualunque, ma nell’ultra trail, una disciplina estrema che significa decine, centinaia di chilometri di corsa sui terreni e nei climi più impervi, sulle Alpi o nei deserti. Marco Olmo è stato boscaiolo e camionista, infine operaio per ventun anni in una grande cementeria della provincia piemontese. Poi, all’improvviso, è iniziata la sua straordinaria avventura di corridore. Apparentemente un po’ tardi per la sua età. Ma Olmo viene dal “mondo dei vinti”, dal mondo delle montagne sconfitto dalla civiltà industriale. La sua traiettoria è ben di più di un eccezionale exploit sportivo, è un’occasione unica di riscatto, una vittoria profondamente umana. È da lì che il corridore distilla, misura lentamente la sua forza. Marco Olmo si guarda allo specchio, si conta le rughe. “Quel vecchio lì”, magro e capace di sopportare fatiche immani, non ha intenzione di fermarsi, e già immagina la prossima gara. “Conosco il mio corpo, e so dove mi può portare. Lontano”.

Corri, Coniglio

Harry «Coniglio» Angstrom, ex campione di basket del liceo, abbandona la moglie e il figlio piccolo spinto da un impulso improvviso. Harry ha ventisei anni, è immaturo ed egoista, un adulto bambino incapace di prendersi le sue responsabilità. Ma, nella sua erratica fuga da una vita mediocre, lo guida un profondo desiderio di libertà. E la sensazione, radicata e perturbante come una fede, di essere nel giusto, che qualcosa di piú grande vigili su di lui, destinandolo alla salvezza. E sono questo desiderio e questa certezza a farcelo sentire simile come un fratello e a fare di lui un simbolo dell’America. Torna, in una nuova versione, il capolavoro che ha rivelato John Updike come uno dei piú importanti scrittori del xx secolo. Con una Postfazione inedita dell’autore. «Brillante e commovente… Grazie alla sua compassione, alla chiarezza del suo sguardo e alla sua prosa levigata come cristallo, John Updike fa del dolore di Coniglio il dolore di tutti noi». The Washington Post

Correzioni Pericolose (YouFeel)

Il amore è tutta questione di stile.
Scaricata da un fidanzato mediocre, licenziata da un lavoro mediocre, quasi sfrattata da un appartamento mediocre. Per Alice è proprio il momento di cercare qualcosa di meglio… qualcosa che vada oltre la tranquilla routine. Quando un amico le offre un posto di cameriera presso l’albergo di suo cugino, in un piccolo e idilliaco paesino della campagna inglese, Alice molla Londra e le sue comodità per lanciarsi in quell’avventura: una nuova vita, un nuovo lavoro, forse un nuovo amore e magari anche l’occasione per correggere quel famoso romanzo che da troppo tempo è chiuso in un cassetto! Certo, ci vorrebbe un svolta nella trama, qualcosa che possa davvero trasformare un romanzo comune nel bestseller tanto atteso. E l’incontro con il misterioso Edwin Bannister, illustre ospite dell’Hillgrove Manor, nonché potente editor londinese, sembra proprio perfetto… resta da vedere se è una quesitone di editing o di cuore.
Mood: Ironico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
**
### Sinossi
Il amore è tutta questione di stile.
Scaricata da un fidanzato mediocre, licenziata da un lavoro mediocre, quasi sfrattata da un appartamento mediocre. Per Alice è proprio il momento di cercare qualcosa di meglio… qualcosa che vada oltre la tranquilla routine. Quando un amico le offre un posto di cameriera presso l’albergo di suo cugino, in un piccolo e idilliaco paesino della campagna inglese, Alice molla Londra e le sue comodità per lanciarsi in quell’avventura: una nuova vita, un nuovo lavoro, forse un nuovo amore e magari anche l’occasione per correggere quel famoso romanzo che da troppo tempo è chiuso in un cassetto! Certo, ci vorrebbe un svolta nella trama, qualcosa che possa davvero trasformare un romanzo comune nel bestseller tanto atteso. E l’incontro con il misterioso Edwin Bannister, illustre ospite dell’Hillgrove Manor, nonché potente editor londinese, sembra proprio perfetto… resta da vedere se è una quesitone di editing o di cuore.
Mood: Ironico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Correre

Ai Giochi interalleati di Berlino, nel 1946, vedendo dietro il cartello “Czechoslovakia” un solo atleta male in arnese, tutti ridono. E quando quell’atleta, che non si è accorto della convocazione, attraversa lo stadio come un pazzo urlando e agitando le braccia, i giornalisti estraggono avidi i taccuini. Ma poi, quando nei cinquemila, pur avendo già un giro di vantaggio, non smette di accelerare e taglia il traguardo in solitudine, gli ottantamila spettatori scoppiano in un boato. Il nome di quel ragazzone biondo che sorride sempre non lo dimenticheranno più: Emil Zátopek. La sua aria mite e gentile è una trappola: dacché ha scoperto che correre gli piace, nessuno l’ha più fermato. Il fatto è che vuole sempre capire fin dove si può spingere. Dello stile se ne frega: corre come uno sterratore, il volto deformato da un rictus, senza preoccuparsi dell’eleganza. È, semplicemente, un motore eccezionale sul quale ci si sia scordati di montare la carrozzeria. Nel giro di pochi anni e di due olimpiadi Emil diventa invincibile. Nessuno può fermarlo: neppure il regime cecoslovacco, che invano lo spia, limita le sue trasferte, distorce le sue dichiarazioni. Emil corre, corre sempre. Corre contro il suo declino, e sorride. Anche nelle miniere d’uranio dove lo sbattono perché ha sostenuto Dubček, anche mentre insegue a brevi falcate il camion che raccoglie la spazzatura a Praga. Nemmeno Mosca può fermarlo. Come un film proiettato a velocità doppia, il nuovo romanzo di Echenoz attraversa quarant’anni di un destino eccezionale eppure misteriosamente simile al nostro, sorvola i marosi della Storia – ci appassiona e ci commuove. E ci regala una scrittura sovranamente limpida, increspata di quell’impagabile ironia che per Echenoz è solo un affetto pudico.

Corporale

Fra avventure d’amore, traffici e speculazioni, in un tumulto di eventi veri o fantastici – su cui domina un incombente disfacimento, quel terrore atomico che gli fa progettare un solitario rifugio appenninico – il protagonista di questo romanzo febbrile e vorticoso è l’Ulisse senza ritorno di un’Odissea del vivere d’oggi. Volponi ci offre scoperte di stupefacente poesia, che pongono Corporale fra le opere con cui ogni lettore dovrebbe misurarsi

Il corpo sa tutto

Corpo e psiche, attaccati al dolore fino a opporsi alla guarigione. È il filo che unisce i racconti de Il corpo sa tutto, che dipanano l’arduo percorso dal dolore alla guarigione attraverso una gamma sorprendente di modulazioni, tra difficilissime prove e piccole gioie, fin quando la liberazione si fa strada, accarezzando la mente e alleggerendo il peso della carne. Conflitti drammatici, traumi psichici, nodi apparentemente insolubili si sciolgono sotto un raggio di intuizione illuminante, permettendo ai personaggi di uscire dalle loro crisi salvi e arricchiti. Ancora una volta Banana Yoshimoto ci offre un caleidoscopico paesaggio del Giappone, realistico e visionario, doloroso e vibrante di ottimismo.

Corpo Nudo : I Racconti Erotici di Amanda

Amanda è una bellissima e sensuale ragazza di 22 anni con un fisico mozzafiato ma con un passato difficile. Gli esami per lei nella vita sembrano non finire mai. Senza lavoro e un fratello più piccolo a cui pensare, si guadagna da vivere come modella in uno studio d’arte. Così incontra Leonard un pittore che la dipinge nuda e che è subito stregato dal suo corpo nudo, una vera poesia. Passione, eros e sesso senza tabù li travolgeranno. Così ha inizio la favola, ma non sempre si è capaci di viverla fino in fondo… Fantasmi del passato ricompaiono nella vita di Amanda che la travolgono facendola andare nel baratro rischiando così di perdere tutto…. riuscirà Amanda a superare tutte le avversità? I racconti erotici di Amanda, ti terrà incollato al libro fino all’ultima parola! Per contattare la scrittrice scrivete a : [email protected]
(source: Bol.com)

Un corpo nel lago: Un’indagine per l’agente Erlendur Sveinsson

«Indriðason riempie il vuoto lasciato da Stieg Larsson.»Usa Today«Se amate i gialli di classe, allora questo autore fa per voi.»The Irish Time«Una nuova voce del vitalissimo neo-noir scandinavo.»Il Venerdì di RepubblicaUno scheletro spunta dalle acque del lago Kleifarvatn, a sud di Reykjavík, nel punto in cui il bacino si sta prosciugando. A trovarlo è una giovane idrologa addetta ai rilevamenti: si tratta dei resti di un uomo, databili intorno agli anni Sessanta. Lo scheletro è legato a uno strano apparecchio di fabbricazione sovietica, in apparenza una ricetrasmittente; nel cranio c’è un foro, grande come una scatola di fiammiferi. Omicidio o suicidio? Delle indagini è incaricato il solitario e spigoloso agente Erlendur Sveinsson, che per ragioni personali è ossessionato dai casi di persone scomparse. Come sempre, Erlendur è affiancato dai colleghi Sigurður Óli ed Elínborg, mentre nell’ombra lo aiuta il suo ex capo, Marion Briem, ormai in pensione. Gli indizi sono scarsi, tuttavia un elemento emerge con forza: la scomparsa dell’uomo è collegata in qualche modo a una rete spionistica del Patto di Varsavia, che operava ai tempi della Guerra fredda, quando il territorio islandese era considerato strategico dal punto di vista militare e ospitava una grande base NATO americana. Lo spettro del comunismo si aggira ancora per l’Islanda? Per trovare la risposta, Erlendur dovrà disseppellire rancori mai sopiti, ideologie tradite e amori indimenticati.«Erlendur… poliziotto disilluso che fa luce laddove l’Islanda pare immersa in una notte infinita. Insomma, un grande.»Anna«Un autore da seguire e da amare. Uno scrittore di noir costruiti con intelligenza e capacità letterarie non comuni.»Il Giornale«Indriðason si conferma abile a indagare passioni e sentimenti (anche i più morbosi) senza cedere al buonismo.»Corriere della Sera

Corpo libero

Martina ha quattordici anni ed è una ginnasta professionista. Insieme a Carla e Nadia è in trasferta in Romania: il loro team partecipa alle gare di qualificazione per le Olimpiadi. La tensione è altissima e vincere è l'unica opzione possibile. Martina osserva Carla e Nadia, più carine, più brave, più ricche. Le guarda e le studia – i corpi adolescenti che dovrebbero esplodere e che invece sono intrappolati nella ferrea disciplina atletica, spia i loro giochi segreti, ascolta le loro continue, allarmanti profezie – e lotta con loro per un posto in squadra. Le sostiene ma anche le detesta, e cerca piano piano di ritagliarsi uno spazio speciale e tutto per sé. La competizione all'interno della squadra si somma poi alla spietata lotta contro le squadre degli altri paesi. Le cinesi, soldatine così spaventose e così precise, dominano i pensieri di Martina e delle sue compagne, insieme alla minuscola Petrika, luminosa stella rumena, che è senza dubbio la ginnasta più brava e quindi più odiata: il suo talento e la sua grazia diventano una minaccia per tutte. Nelle palestre e nelle arene, tra salti tripli, rondate e l'incubo di cadere di collo dalle parallele, fra boschi bianchi di neve e la temperatura sotto lo zero, la paura e l'orrore arrivano veloci e cattivi, proprio come i lupi. Nessuno prima era penetrato, con tanta implacabile esattezza, nella fragile perfezione di queste eroine adolescenti, per accompagnarle – non senza sorriso, non senza intenerimento – nel terrore.

Corpo Estraneo

Jennifer Hernandez, studentessa al quarto anno di medicina all’Università di Los Angeles, sta facendo una pausa quando sente al telegiornale una notizia che la sconvolge: sua nonna è morta in un ospedale di New Delhi dopo aver subito un’operazione all’anca. Maria Hernandez si era affidata al cosiddetto turismo medico, recandosi in India per sottoporsi a cure che altrimenti non si sarebbe potuta permettere. Distrutta dal dolore ma determinata a fare chiarezza sulle circostanze del decesso, Jennifer parte per l’India. Dopo aver scoperto altre morti misteriose che la dirigenza dell’ospedale cerca di insabbiare con frettolose cremazioni, la ragazza decide di chiedere aiuto alla sua amica e mentore Laurie Montgomery, a sua volta legata a Maria da un rapporto profondo. Laurie, insieme con il marito Jack Stapleton, si precipita in India e si trova di fronte a una struttura medica inaspettatamente sofisticata, dove il margine d’errore è ridotto al minimo. Man mano che le morti si fanno sempre più numerose e gli interrogativi più inquietanti, all’orizzonte si profila un sinistro e intricato complotto di proporzioni globali.

Il corpo e il sangue di Eymerich

Il corpo e il sangue di Eymerich, pubblicato originariamente nel 1996, è il secondo romanzo scritto da Evangelisti e incentrato sull’inquietante personaggio del frate domenicano, la cui figura è basata su quella di un celebre inquisitore realmente esistito nel Trecento.Eymerich viene chiamato a Castres, nella Francia meridionale, per combattere una setta di “vampiri” che terrorizza gli abitanti della zona disseminando le campagne di cadaveri dissanguati. Circondato da un alone di malvagità e terrore senza precedenti, Eymerich mostra tutta la sua spietatezza e non esita a massacrare centinaia di persone pur di debellare l’eresia. Ma seicento anni più tardi un gruppo di modernissimi “untori” sembra voler resuscitare le gesta di quei folli devoti, diffondendo epidemie che conducono a una morte atroce causata dallo scoppio delle vene…

Corpo

Questo libro contiene piú di cinquecento aforismi. È diviso in cinquanta brevi capitoli: ciascuno è dedicato a una parte del corpo, scelta fra quelle che nominiamo piú comunemente nella nostra esperienza di esseri viventi: gli occhi, le mani, la pelle, il cuore… Lo stupore di essere corpo ispira pensieri sorprendenti, illuminazioni, brevi apologhi. Tiziano Scarpa si sbalordisce di avere polsi, ginocchia, orecchie, capezzoli. Scopre l’universo a partire dall’ombelico; attraversa il suo corpo come un esploratore incantato. La fantasia, l’umorismo e la consapevolezza della morte sono le vitamine di questa scrittura. Corpo appartiene alla genealogia secolare delle descrizioni appassionate, che traboccano volentieri nell’immaginazione un po’ folle: i Blasons du corps féminin , la poesia barocca, le Storie naturali di Jules Renard, le greguerías di Ramón Gómez de la Serna, Il partito preso delle cose di Francis Ponge, le Storie di cronopios e di famas di Julio Cortázar, Le città invisibili di Italo Calvino.