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Asino chi legge

Asino chi legge si scriveva una volta sui muri delle scuole, per sbeffeggiare un compagno ingenuo o gli adulti noiosi. Un tempo, neanche tanto lontano, avere libri in casa e un figlio laureato era considerato un valore aggiunto, il trionfo per una famiglia in risalita sociale. Da qualche anno, invece, leggere è considerato un errore, una perdita di tempo, un insignificante vizio. Studiare e leggere, è ormai noto, non ti porterà da nessuna parte, non ti aprirà le porte del mondo del lavoro, non farà di te una persona migliore, tanto vale trovare false scorciatoie.
Questo libro racconta la sfida di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non è mai nata o si scontra con difficoltà inenarrabili: a Napoli, in Irpinia, in Trentino, in Sicilia e in altre province d’Italia.
Antonella Cilento, perennemente in viaggio fra treni e scuole pubbliche, dove da anni offre servizio come esperto esterno di scrittura creativa, raccoglie storie divertenti, assurde e tristi: dai figli dei capo¬clan napoletani ai timidi ragazzi della ¬Nusco di De Mita, ai giovani pakistani di Bolzano, fissando una fotografia disincantata delle ultime generazioni, della percezione dello scrittore nelle scuole, e di un Paese in piena crisi di idee.
I ragazzi e i loro insegnanti sono, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro vicende e la domanda più grave: cosa stiamo facendo del nostro futuro? Un viaggio alla ricerca di quel che stiamo perdendo o, in certi casi, abbiamo già perso, ma che niente, salvo noi stessi, può impedirci di riconquistare.
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### Sinossi
Asino chi legge si scriveva una volta sui muri delle scuole, per sbeffeggiare un compagno ingenuo o gli adulti noiosi. Un tempo, neanche tanto lontano, avere libri in casa e un figlio laureato era considerato un valore aggiunto, il trionfo per una famiglia in risalita sociale. Da qualche anno, invece, leggere è considerato un errore, una perdita di tempo, un insignificante vizio. Studiare e leggere, è ormai noto, non ti porterà da nessuna parte, non ti aprirà le porte del mondo del lavoro, non farà di te una persona migliore, tanto vale trovare false scorciatoie.
Questo libro racconta la sfida di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non è mai nata o si scontra con difficoltà inenarrabili: a Napoli, in Irpinia, in Trentino, in Sicilia e in altre province d’Italia.
Antonella Cilento, perennemente in viaggio fra treni e scuole pubbliche, dove da anni offre servizio come esperto esterno di scrittura creativa, raccoglie storie divertenti, assurde e tristi: dai figli dei capo¬clan napoletani ai timidi ragazzi della ¬Nusco di De Mita, ai giovani pakistani di Bolzano, fissando una fotografia disincantata delle ultime generazioni, della percezione dello scrittore nelle scuole, e di un Paese in piena crisi di idee.
I ragazzi e i loro insegnanti sono, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro vicende e la domanda più grave: cosa stiamo facendo del nostro futuro? Un viaggio alla ricerca di quel che stiamo perdendo o, in certi casi, abbiamo già perso, ma che niente, salvo noi stessi, può impedirci di riconquistare.

Asiatici ricchi da pazzi – La fidanzata cinese

La sera prima delle nozze Rachel Chu dovrebbe essere la ragazza più felice del mondo. Ha un diamante al dito in grado di illuminare una stanza buia, un abito da sposa che lascia senza fiato e un fidanzato disposto a rinunciare alla più grande fortuna di tutta l’Asia pur di portarla all’altare. Eppure Rachel continua a pensare al fatto che suo padre, un uomo che non ha mai conosciuto, il giorno del matrimonio non sarà al suo fianco.E poi in un attimo tutto cambia. Rachel viene a sapere qualcosa che la proietta nello splendore del jet set di Singapore. Un mondo dove le Ferrari sono in colonna ai semafori, le chiese somigliano a degli attici di lusso, e dove le persone non sono solo asiatici ricchi da pazzi, sono cinesi ricchi da pazzi!

L’ascolto tabù. Le musiche nello scontro globale

Chi ascolta musica mentre fa l’amore? I cantautori sono poeti? Perché nella terza strofa della «Canzone di Marinella» si sente una tromba? Da dove arrivano le scale «orientali» nel primo album dei Pink Floyd? Com’è nata l’idea che le radio potessero trasmettere in continuazione le stesse canzoni? I dj continueranno a esistere o saranno sostituiti dalle app? Perché nessuno al mondo chiama più le canzoni «musica leggera» tranne che in Italia? E cosa c’entra la «musica leggera» col Ventennio fascista? Quando è stata inventata la «musica classica»? Scritto con mirabile equilibrio fra chiarezza giornalistica e rigore scientifico, L’ascolto tabù di Franco Fabbri affronta il complesso tema della popular music focalizzandosi sull’epoca dello «scontro globale» che ha travolto gli ultimi due decenni: uno scontro politico, economico e culturale al quale le musiche non sono sfuggite. Che si tratti di musica elettronica, di cantautori, di musiche del mondo, di rock, di industria musicale e dello spettacolo, di radio e televisione, di Internet, di insegnamento della musica nelle scuole, nei conservatori, nelle università, non è più possibile rinchiudere il discorso in uno specialismo tranquillizzante: se si parla solo di musica, la musica non si può capire. Il tabù del titolo è quello dell’ascolto disattento, fonte di panico per musicologi sussiegosi e critici conservatori di ogni provincia, incapaci di comprendere un ascolto che si svolga fra le corsie di un centro commerciale e non in una sala da concerto. Ma se non si riconosce che ogni genere esiste in funzione di altri generi, che ogni modo di fare e ascoltare la musica esiste in funzione di altri modi e in relazione con loro, ogni ascolto può diventare tabù. E la lezione di questo libro è che i tabù vanno sempre infranti.

L’ascolto gentile. Racconti clinici

Eugenio Borgna, nel corso della sua lunga carriera, ha incontrato molte vite: le ha incontrate in manicomio, in clinica, in ospedale, nel proprio studio. Ha ascoltato la loro voce fragile e si è fatto carico di paure, angosce e speranze. Ha cercato di porre un argine al dolore attraverso il dialogo, l’ascolto, l’immedesimazione con l’altro. In queste pagine ricorda alcuni racconti clinici e lo fa sia con la razionalità e la conoscenza del medico, sia anche con i sentimenti e il calore umano dell’uomo consapevole che la psichiatria, oltre ai farmaci, ha bisogno della comprensione, della vicinanza, del riconoscimento e anche della poesia se vuole guardare negli abissi insondabili dell’interiorità. Anna, Francesca, Maria Teresa, Elena, Margherita, Angela. Nomi di fantasia che proteggono sei pazienti, o meglio, sei donne (e con loro altre donne) che provengono da differenti situazioni sociali e familiari, da diverse consapevolezze e gradi di verbalizzazione del sé, ma che condividono un comune sconforto, un comune male di vivere. C’è Francesca che vive la sua depressione all’ombra del senso di colpa per il suicidio di una persona cara. C’è Maria Teresa che non riesce ad accettare la malattia incurabile dell’unica figlia. E Anna che non conosce altro mondo al di fuori di una psicosi che sfalda spazio e tempo davanti ai suoi occhi. E ci sono Margherita, Angela, e la sorella Valeria, prigioniere della dissociazione mentale. Borgna si avvicina alle loro storie, – che potrebbero essere le storie di ognuno di noi, o di qualcuno vicino a noi -, con delicatezza e partecipazione, stando attento a rispettarne le parole ma anche i silenzi e le esitazioni. E interpretando conversazioni terapeutiche, diari e lettere dà vita a ritratti intensi, tratteggiati con una scrittura emotiva, capace, come nessun’altra, di cogliere le più profonde incrinature della mente e del cuore umano.

Ascesa e declino delle grandi potenze

Esiste un momento in cui le spese per la difesa militare di una grande potenza superano in ogni caso le risorse della sua economia? Se sì, allora si può dire che una legge storica è stata fissata: quella che regola, per ogni grande potenza, il meccanismo dell’ascesa e della decadenza. È questo l’argomento di* Ascesa e declino delle grandi potenze*, una delle opere fondamentali del pensiero politico del nostro tempo, insignita del prestigioso **Wolfson History Awards**. Dal 1500 a oggi (tale è l’arco di tempo preso in esame da Paul Kennedy), la regola è sempre stata rispettata. Gli stessi mutamenti economico-tecnologici, dall’epoca pre-industriale a quella post-industriale, trovano spiegazione nel bilanciamento tra i due fattori in gioco. La sfida passa, dunque, alle nazioni che dominano la scena attuale: Europa Occidentale, Giappone e, soprattutto, Stati Uniti. Verso il loro futuro, e gli equilibri che ne determineranno le sorti, convergono le linee di questo studio, offrendo una suggestiva chiave di lettura per gli eventi a venire.
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### Sinossi
Esiste un momento in cui le spese per la difesa militare di una grande potenza superano in ogni caso le risorse della sua economia? Se sì, allora si può dire che una legge storica è stata fissata: quella che regola, per ogni grande potenza, il meccanismo dell’ascesa e della decadenza. È questo l’argomento di* Ascesa e declino delle grandi potenze*, una delle opere fondamentali del pensiero politico del nostro tempo, insignita del prestigioso **Wolfson History Awards**. Dal 1500 a oggi (tale è l’arco di tempo preso in esame da Paul Kennedy), la regola è sempre stata rispettata. Gli stessi mutamenti economico-tecnologici, dall’epoca pre-industriale a quella post-industriale, trovano spiegazione nel bilanciamento tra i due fattori in gioco. La sfida passa, dunque, alle nazioni che dominano la scena attuale: Europa Occidentale, Giappone e, soprattutto, Stati Uniti. Verso il loro futuro, e gli equilibri che ne determineranno le sorti, convergono le linee di questo studio, offrendo una suggestiva chiave di lettura per gli eventi a venire.

Ascensore per la luna

Il vecchio sogno di raggiungere la Luna si è ormai avverato, ma raggiungerla in ascensore? Il progetto sembra fantastico, eppure ai tempi dei fratelli Dingillian è una comune realtà. I tre giovani lasciano la Terra con il padre Charles e iniziano a salire verso il nostro satellite. I guai cominciano qui: non solo per i rischi dell’ascensore in sè, o il pericolo di avventurarsi su un mondo morto a 400.000 Km nello spazio, ma perchè ben presto i ragazzi Dingillian si rendono conto che qualcuno vuole rapirli. Per fortuna, loro sono una…anzi, tre forze della natura. Portarli via non sarà uno scherzo, e neppure affrontare i rischi che riserva questa sorprendente ‘ascensione’ fra le stelle.
Copertina di Franco Brambilla

Artigli sul domani

Curatore e critico, originario della Prussia e figlio dell’ultimo rappresentante del governo lituano in esilio, Algis (in realtà Algirdas Jonas) Budrys non è mai stato un autore molto prolifico, eppure ha saputo conquistarsi una fama invidiabile nel mondo della SF moderna. Questa antologia offre un primo incontro con il meglio della sua produzione breve apparsa negli anni magici in cui la rivista Galaxy solleticava a colpi di sociologia fantascientifica le fondamenta dell’avventura in stile anni Quaranta. In questi cinque romanzi brevi e racconti, apparsi fra il 1954 e il 1966, Budrys assestava le sue prime unghiate speculative ponendo inquietanti interrogativi sul futuro: cosa succederebbe se gruppi di superstiti a una guerra nucleare si affrontassero dalle loro fattorie fortificate? Se nel futuro il giudice fosse anche giustiziere dei suoi imputati? Se mutanti superumani cercassero ragazze comuni non per migliorare la razza ma per poter conservare le tradizioni? Se su un pianeta dominato da schiavisti alieni intervenissero i terrestri? Se il primo contatto casuale con una razza aliena provocasse un’epidemia micidiale tanto per gli umani quanto per gli extraterrestri naufragati sul nostro pianeta?
Indice:
Reazione a catena (Chain Reaction, 1957)
Pugno di ferro (Ironclad, 1954)
La ragazza di campagna (The Peasant Girl, 1956)
Coesistenza (Be Merry, 1966)
Il giudice (The Executioner, 1956)
Copertina di Karel Thole

Artemis. La prima città sulla luna

Dall’autore del bestseller Sopravvissuto. The Martian Numero 1 nel mondo Jazz Bashara è una criminale. O qualcosa di molto simile. La vita su Artemis – la prima città costruita sulla Luna – può essere davvero difficile a meno di non essere molto ricchi. Ma Jazz non ha un sostanzioso conto in banca e si deve barcamenare tra piccole truffe e affari di contrabbando, visto che con il suo stipendio ufficiale riesce a malapena a pagare l’affitto. Per di più, ha dei progetti ambiziosi e per realizzarli le serve del denaro. Un bel po’ di denaro. Così, quando le si presenta l’opportunità di mettere a segno un grosso colpo che le consentirebbe di sistemarsi una volta per tutte, Jazz, nonostante gli evidenti rischi, decide di non tirarsi indietro. La ricompensa è una cifra da capogiro, ma l’impresa si rivela più pericolosa del previsto e lei si ritrova invischiata in una spirale di intrighi e cospirazioni letali. E a quel punto la sua unica possibilità di salvezza sarà rischiare il tutto per tutto, ben sapendo che in gioco non ci sono solo i suoi sogni di riscatto, ma il destino stesso di Artemis… Il nuovo straordinario bestseller di Andy Weir Tradotto in 45 Paesi Oltre 3 milioni di copie vendute Hanno scritto di Sopravvissuto. The Martian: ‘Un romanzo formidabile. È la puntata che mancava a 2001 Odissea nello spazio.’ Antonio D’Orrico, Il Corriere della Sera ‘Dal passaparola a Hollywood: è la scienza la cifra del romanzo di Andy Weir.’ il Venerdì di Repubblica ‘Ormai è un piccolo cult contemporaneo destinato a riscrivere i canoni più classici della science fiction.’ Wired ‘Ogni atto del protagonista è logico e dettagliatamente spiegato, è questo il segreto del successo del romanzo di Andy Weir.’ la Repubblica ‘Una descrizione tra le migliori su come potrebbe davvero essere la vita su Marte.’ L’Espresso ‘Un esordio straordinario. Una storia avvincente che appassionerà non solo i lettori di fantascienza.’ Publishers Weekly Andy WeirAppassionato di ingegneria aerospaziale, ha iniziato come programmatore in un laboratorio all’età di 15 anni e da allora ha sempre lavorato come ingegnere del software. Il suo primo romanzo, Sopravvissuto. The Martian, nato dal selfpublishing, è stato tradotto in 45 Paesi, ed è diventato un caso editoriale mondiale arrivando a vendere oltre 3 milioni di copie. Dal libro è stato tratto il film con Matt Damon diretto dal leggendario Ridley Scott.

(source: Bol.com)

L’arte di viaggiare

«L’arte di viaggiare pone una serie di interrogativi il cui studio potrebbe modestamente contribuire alla comprensione di ciò che i filosofi greci indicavano con la bella espressione eudaimonia, ovvero felicità.» Alain de Botton Possono scrittori, artisti e filosofi rivelarsi ottimi compagni di viaggio? Alain de Botton non ha dubbi e si affida a guide illustri del passato per scandire le sue partenze e i suoi ritorni. Ecco allora grandi città europee come Amsterdam e Madrid colte nel loro incanto dallo sguardo di Flaubert e di Humboldt, o Barbados, meta turistica rivalutata grazie a Huysmans; ma anche il Lake District e l’aura di serenità della campagna inglese visti attraverso le parole di Wordsworth. Dopo Le consolazioni della filosofia, De Botton costruisce con equilibrio e misura un altro manuale del vivere bene, lieve e divertito e ci regala una guida preziosa per quei viaggiatori distratti che tutti noi siamo.
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### Sinossi
«L’arte di viaggiare pone una serie di interrogativi il cui studio potrebbe modestamente contribuire alla comprensione di ciò che i filosofi greci indicavano con la bella espressione eudaimonia, ovvero felicità.» Alain de Botton Possono scrittori, artisti e filosofi rivelarsi ottimi compagni di viaggio? Alain de Botton non ha dubbi e si affida a guide illustri del passato per scandire le sue partenze e i suoi ritorni. Ecco allora grandi città europee come Amsterdam e Madrid colte nel loro incanto dallo sguardo di Flaubert e di Humboldt, o Barbados, meta turistica rivalutata grazie a Huysmans; ma anche il Lake District e l’aura di serenità della campagna inglese visti attraverso le parole di Wordsworth. Dopo Le consolazioni della filosofia, De Botton costruisce con equilibrio e misura un altro manuale del vivere bene, lieve e divertito e ci regala una guida preziosa per quei viaggiatori distratti che tutti noi siamo.

L’arte di conoscere se stessi. Massime spirituali

Edizione integrale ‘Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna; se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola; ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.’ Massime spirituali non è solo un’ampia raccolta di aforismi, ma include anche, in una affascinante ibridazione, alcuni brevi scritti di argomento filosofico, etico e politico. Nelle folgoranti riflessioni dell’autore sulla vita, la morte, la religione, espresse con densità e immediatezza, si riconosce la medesima ispirazione del capolavoro di Gibran, Il Profeta. Un ponte ideale tra la cultura occidentale e la spiritualità orientale, volto al superamento di tutte le differenze concettuali, ideologiche e storiche: è qui la chiave di lettura di tutta l’opera di Gibran.Kahlil Gibrannacque nel 1883 a Bsharre, nel Libano settentrionale, e morì nel 1931 a New York. Fu poeta, filosofo, pittore. Trascorse gli ultimi vent’anni di vita in America, dove divenne un maestro e un mito per milioni di giovani. I suoi libri, considerati un vero “breviario mistico”, continuano a entusiasmare un vasto pubblico, alimentando una sorta di “culto” che non accenna a spegnersi. Di Gibran la Newton Compton ha pubblicato Il Profeta – Il Giardino del Profeta, La Voce del Maestro, I segreti del cuore, Gesù figlio dell’uomo in volumi singoli e la raccolta Tutte le poesie e i racconti.
(source: Bol.com)

L’arte della guerra

Composto nel IV secolo a.C. da un anonimo che si riallacciava alla tradizione della scuola di Sun Tzu, *L’arte della guerra* (*Bingfa*) è il più antico, famoso e studiato fra i trattati di strategia militare. In tredici stringati capitoli, l’opera espone per princìpi fondamentali una dottrina bellica improntata al più schietto utilitarismo, fornendo preziose indicazioni su valutazioni preliminari e gestione logistica di un conflitto, strategie e manovre di attacco e ritirata, rapporti psicologici con le proprie truppe e col nemico, conformazione dei terreni e fattori atmosferici, peculiarità e strutturazione di una rete spionistica. Dopo essere stato per oltre due millenni l’indispensabile *livre de poche* delle alte gerarchie militari cinesi, in anni recenti il *Bingfa* è stato applicato al campo delle strategie economico-aziendali, e ha in parte ispirato il personaggio di Gordon Gekko nel film Wall Street. La presente edizione è la prima traduzione italiana condotta con rigore filologico sulle principali edizioni cinesi.
«*Con un nemico compatto si stia pronti al confronto, ma un nemico troppo forte va fuggito. Lo si irriti per confonderlo e si ostenti debolezza per aizzarne l’arroganza. Lo si stanchi se cerca riposo e si cerchi di dividerne i ranghi qualora siano uniti*.»

L’arte della fuga

«Le esperienze artistiche possono essere travolgenti quasi quanto gli amori», pensa Fredrik Sjòberg quando in una casa d’aste di Stoccolma rimane folgorato dal dipinto di un pino. Spinto dalla sua proverbiale passione per tutto ciò che è insolito, scopre che l’artista è Gunnar Widforss (1879-1934), tanto sconosciuto in Europa quanto amato in Nord America, dove è considerato «il pittore dei parchi nazionali» e ha dato il proprio nome a una cima del Grand Canyon. Comincia così un’avventura sulle tracce di opere, lettere e fonti sperdute per ricostruire la vita, la vocazione e l’ossessione di questo inquieto acquerellista: un vagabondo squattrinato alla solitaria ricerca di bellezza, stretto tra il bisogno di creare e l’ansia di riuscire, che dopo aver girato mezzo mondo pianta la sua tenda nello Yosemite e dedica i suoi giorni a ritrarre i più suggestivi paesaggi d’oltreoceano. Un viaggio che conduce Sjòberg in Nevada, Arizona e Colorado, nella wilderness di Emerson e Thoreau, attraverso la storia delle riserve, naturali e indiane, con il dubbio se servano più a proteggere o a ghettizzare. Un racconto che si snoda tra curiosità storiche e aneddoti spassosi, dalla nascita dell’industria del chewing gum alla carovana di cammelli che aprì la Route 66, dalla luce dei dipinti di Turner al tacchino che Benjamin Franklin voleva al posto dell’aquila come simbolo degli Stati Uniti. Irresistibile affabulatore, Sjòberg ci fa appassionare a un altro dei suoi eccentrici outsider con un nuovo capitolo della sua riflessione sul rapporto tra uomo e natura.

L’arte del passaparola

«Questo è un libro per chiunque abbia qualcosa da vendere. Il marketing del passaparola non è solo per le multinazionali con budget stellari a disposizione. Le idee e le informazioni pratiche che troverete qui funzioneranno altrettanto bene per il proprietario di un ristorante, per un dentista, per una rappresentante di classe esattamente come farebbero per una grande azienda. Non avete bisogno di essere un genio del marketing o il titolare di un’agenzia pubblicitaria. Perché? Perché il marketing del passaparola non riguarda i marketer o il marketing. Riguarda le persone comuni e il perché quelle persone comuni dovrebbero voler parlare delle vostre proposte. Uso la parola proposte al posto di prodotti e servizi. Il marketing del passaparola funziona per ogni tipo di prodotti o servizi. Funziona anche per cause, idee, beneficenza e organizzazioni: per qualsiasi cosa di cui vogliate far parlare. Mi sono occupato di marketing molto a lungo, senza avere un budget per farlo. Nonostante ciò, ho venduto un sacco di cose. Qualsiasi successo abbia ottenuto è dipeso per metà dalla creatività e per l’altra metà dal parlare con molta gente. Non lo sapevo all’epoca, ma ciò che stavo facendo era quello che ora chiamo il marketing del passaparola: prendere parte alla conversazione che le persone hanno, quotidianamente, con altre persone.»

L’arte del dubbio

Anni fa, quando fu pubblicato per la prima volta con un altro titolo, questo libro era diverso da adesso. Gianrico Carofiglio, allora esclusivamente un magistrato ben lontano dai romanzi che ne hanno fatto uno degli autori più amati dal pubblico, l’aveva concepito come un manuale sulla tecnica dell’interrogatorio, su come demolire o rafforzare una testimonianza nel dibattimento penale. Ma siccome il testo era tutto costruito su casi concreti, su verbali di veri interrogatori, ebbe una cerchia di lettori più vasta di quella degli specialisti. Evidentemente molti, da ‘clandestini’, in quel libro avevano trovato un inatteso e sorprendente piacere di lettura. Nell’arte controllata di insinuare il dubbio fra i fatti avevano avvertito l’umorismo, ossia il lavoro del contrario. In breve, lo spirito della letteratura, in una raccolta di racconti veristici venati di giallo: pezzi di vita, storie tragiche e comiche di esseri umani presi in avventure e peripezie, di prede e predatori, furbi e poveracci sul palcoscenico del processo che diventa teatro di vita. Da tutto questo lo stimolo a ripubblicarlo oggi, quel libro, liberato dalle parti più tecniche, per tornare ciò che era veramente e non sapeva di essere: una raccolta di racconti giudiziari. Ma, oggi, con un gusto in più. Sono rarissimi i documenti che ci permettono di entrare nell’officina di uno scrittore, osservarlo mentre trova la chiave personale, l’ispirazione, scoprirlo mentre affina le sue armi visionarie e fantastiche. Questo è uno di quei documenti. Carofiglio scopriva il fascino letterario del processo italiano, quella potenzialità di tragedia e commedia, attuata poi nei romanzi dell’avvocato Guerrieri. Con la loro inconfondibile capacità di guardare alla realtà frantumata dall’unica lente forse possibile: le storie, che infatti – osserva Guerrieri – “sono tutto quel che abbiamo”.
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L’arrivo di Saturno

Graziella De Palo è una giovane giornalista innamorata della giustizia quando il 2 settembre 1980 scompare a Beirut assieme al collega Italo Toni. Dovevano visitare dei campi profughi al confine con la Palestina, ma seguivano in realtà una pista sul traffico d’armi intrecciata con le vicende del terrorismo, delle stragi e con parecchi misteri della politica italiana e internazionale dell’epoca. Di loro non si è saputo più nulla. Han van Meegeren è un pittore olandese di scarsa fortuna, noto e dileggiato per le sue rose grigie, quando accetta da un uomo in nero un incarico bizzarro: dipingere un Giudizio Universale in una cappella battuta dal vento sulla cima di un colle italiano. Purché sia un Giudizio di Vermeer. Suo, ma di Vermeer. Chi è l’uomo in nero che si fa chiamare semplicemente Acca? E perché gli chiede di diventare un falsario, come di fatto accadrà? Dora, la voce narrante di questo romanzo, è cresciuta insieme a Graziella. “Eravamo di quelle amiche che sono sempre insieme, che non riescono a stare lontane neanche per un pomeriggio. E invece ci siamo allontanate, e quando ci siamo allontanate lei è morta. E la sua storia, il modo in cui è morta, è talmente assurda che se la raccontassi non ci crederebbe nessuno. Così ho cominciato a scriverne un’altra, che è davvero assurda, ma se un romanzo è assurdo tutti ci credono. La realtà invece non interessa a nessuno”. Due romanzi in uno, una doppia vicenda nata da un dolore mai sopito che mescola fatti reali e invenzione, memoria di un’amicizia e mito, ed elaborata con l’abilità di chi da sempre cerca e trova nella narrazione propria e altrui una profonda ragione di vita. Perché “noi volevamo essere ingannate, tutte e due: Graziella dalla ricerca della verità, io dalla ricerca della finzione, che è parente stretta del falso anche se si chiama letteratura”.

Arrivi tu

Erin Tilson ha coronato il sogno di andare a una delle più importanti università di New York, la Brown.
Riesce a instaurare un ottimo rapporto con la sua compagna di stanza Julie, e il suo primo giorno sembra promettere bene. Finché non incontra Carter Dowell: alto, capelli neri e uno sguardo cupo. Lui è bello e dannatamente sexy.
Carter è un tipo molto scostante ma nonostante tutto Erin ne è terribilmente attratta e quello che li allontana pian piano si dissolve diventando qualcosa di speciale, che cambierà totalmente la loro vita.
Ma Carter fa parte di un mondo completamente oscuro, di cui Erin non è a conoscenza.
Qualcosa di grosso comprometterà il loro rapporto, sgretolando completamente l’animo e il cuore dei due giovani.