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Il maledetto libro di storia che la tua scuola non ti farebbe mai leggere

Ricordare è faticoso, meglio non sapere: sembra questa la regola aurea di tanta storiografia ufficiale. Lorenzo Del Boca fa l’esatto contrario. Vuole ricordare tutto: anche i lati oscuri su cui si è sempre preferito tacere. «Il maledetto libro» è innanzitutto questo: uno sconvolgente viaggio nel tempo attraverso due secoli di bugie sfacciate e vergogne nascoste, animato dal desiderio di rendere giustizia alla storia. Anche a rischio di toccare i nervi scoperti della nostra identità nazionale. I Savoia furono sovrani illuminati o squallidi approfittatori? I garibaldini furono eroi senza macchia o un’accozzaglia di avventurieri mossi dalle più disparate motivazioni? L’unità d’Italia fu il sogno di un intero popolo o una frottola ideologica per camuffare la sete di conquista delle élite? Siamo certi che la lotta contro i banditi del Meridione non sia stata in realtà una feroce occupazione coloniale? E ancora: cosa descrivono i terribili diari dei soldati nelle trincee della Grande Guerra? Un’impresa gloriosa o una carneficina insensata, voluta da cinici politicanti e condotta da ufficiali codardi e incapaci? E il fascismo fu davvero, come in troppi ancora pensano, un regime autoritario ma di specchiata onestà? Dalla rilettura della nostra storia – quella non “taroccata” – emerge un sottile filo rosso che, in maniera contorta ma senza soluzione di continuità, si dipana dall’Italia di ieri per attorcigliarsi intorno a quella di oggi…
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Maledetti Savoia. Il vero Risorgimento non è quello che abbiamo imparato a scuola

L’Unità d’Italia è stata un’annessione forzata. La storia ufficiale, quella che viene insegnata a scuola e raccontata nelle accademie e nelle università, è la stessa di un secolo fa. Questa almeno è l’opinione di Lorenzo Del Boca, che in questo libro ripercorre le tappe della nascita dell’Unità Nazionale, dai primi moti d’Indipendenza nella prima metà dell’Ottocento fino agli ultimi mesi del regno borbonico, passando dalle sanguinose battaglie dell’impresa dei Mille. Con uno sguardo disincantato sui fatti che l’hanno caratterizzata e sulle immagini distorte di eroi che l’agiografia storiografica ha costruito in centocinquant’anni. Vittorio Emanuele II: “re galantuomo” difensore del tricolore? Più verosimilmente, donnaiolo e pure di bocca buona. Giuseppe Garibaldi: “eroe dei due mondi”? Forse meglio parlare di un “onesto babbeo” con un animo da avventuriero. E poi, quel famoso incontro a Teano che non è mai avvenuto: è un falso storico, inequivocabile e documentabile. Un saggio acuto quanto sfacciato che mostra il vero volto dei cosiddetti Padri della Patria: politici corrotti, ufficiali mestatori, traffichini di regime, burocrati inefficienti e magistrati faziosi. Secondo l’Autore, il vero Risorgimento assomiglia ben poco a quello che ci hanno raccontato.

Maledetti architetti

Tom Wolfe, che negli anni Sessanta fu il padre riconosciuto del nuovo "giornalismo d'opinione", tratta in questo libro il motivo della "perdita della qualità della vita" in America sotto il profilo dell'architettura: un'arte idealmente contrapposta sia all'ambiente naturale, sia all'urbanistica come scienza sociale. Lo scatolone di vetro è il comune risultato delle diverse tendenze architettoniche degli ultimi cinquant'anni. Gli architetti europei, sbarcati in America negli anni Trenta, esercitarono sugli americani un vero e proprio colonialismo intellettuale.
I principali imputati sono Gropius, il celebre architetto tedesco che fondò il Bauhaus e Le Corbusier, massimo teorico del razionalismo. Nacque l'International Style, che ispirò alcune decine di palazzi di vetro, cemento e ferro, pressoché identici, privi di colore e linee curve. Ora la gente in quegli edifici tristi e scomodi non vuole più abitare, ma le soluzioni proposte dall'architettura postmoderna si limitano a riflettere e deformare i fantasmi degli anni Trenta. "Nuovi scatoloni di cristallo rivestiti di lastre specchianti in modo da riflettere gli edifici vicini, anch'essi scatoloni di cristallo, e distorcere così quelle noiose linee rette, facendole sembrare curve."
Tom Wolfe, giornalista e saggista statunitense, è nato a Richosoad (Virginia) nel 1931. Wolfe è uno degli interpreti più originali della realtà americana contemporanea.
Tra le sue opere li falò delle vanità, La stoffa giusta e Un uomo vero.

Il male: storia naturale e sociale della sofferenza

Fonte di preoccupazione, di angoscia, di interrogativi insolubili, il male da sempre occupa la mente dell’uomo. Si insinua ovunque, nelle pieghe dell’esistenza quotidiana, nelle ferite fisiche e morali che tentiamo di rimarginare invocando la presenza del bene. Il male è la malattia, la paura dell’ignoto, il desiderio inappagato, l’infermità, la cattiveria, l’invidia. Edoardo Boncinelli ci aiuta a fare chiarezza spiegandoci in primo luogo che male e bene non hanno nessuna ragione d’essere naturale. Sono le due facce di una stessa medaglia, i due modi di pensare che l’uomo coltiva spinto dall’illusione di colmare un divario: quello tra la realtà così com’è e la realtà come si vorrebbe che fosse. Dalla ricerca di Boncinelli sul significato del male nella nostra vita emerge la condizione unica nella quale vive l’animale uomo, un animale straordinario, con una coscienza di sé e un linguaggio articolato: la sola creatura in grado di dare al proprio mondo un senso e un valore.

Il male

La questione del male come assurdità e come scandalo si intreccia in questo breve saggio con altri temi, come la menzogna, la morte, il perdono, le virtù, la volontà di volere. La riflessione sul male, nozione negativa per definizione, diviene il prototipo di un pensiero che esplora ciò che non è direttamente afferrabile, ma i cui echi possono essere percepiti situandosi in prossimità del sottile confine tra l’essere e la sua privazione.

Malatesta – Indagini di uno sbirro anarchico: Nero ferrarese

Pietro Malatesta, poliziotto ferrarese con un passato da teppista, che gira solo in bicicletta e che divide la casa con la madre, l’ex moglie, un figlio nullafacente e il Boy, il palestrato zero-cerebro che sta con la sua ex, è uno sbirro decisamente atipico, connotabile sulla falsa riga di tanti eroi del fumetto e della tv Anni ’70 (non per niente Malatesta ha come mito Starsky di Starsky & Hutch e si veste come lui). Le storie sono brevi, accattivanti, pienamente inserite nel genere ‘giallo di provincia’, e si snodano in una Ferrara multi-etnica, alle volte sporca e un po’ barbara, fatta di ultrà della Spal, bevute nei bar, adolescenti fancazzisti imitatori di mode, spaccio, colori politici che paiono mai sbiadire.

Mal’aria

1925: il risanamento delle zone paludose e malariche è uno degli obiettivi del nuovo Regime. Ma c’è una regione, una zona a sud del Delta del Po, tra Ravenna e Ferrara, dove il tasso di mortalità, soprattutto infantile, fa registrare picchi altissimi e incomprensibili.
Cosa succede laggiù? La Direzione di Sanità manda sul posto d’urgenza un giovane ispettore, Carlo Rambelli, incaricato di indagare e di tornare a Roma con un rapporto esauriente. Ma non è facile muoversi e capire in un posto dove la “camicie nere” locali, i grandi proprietari terrieri padroni delle risaie, e gli abitanti, rispettano la legge del silenzio. Una spessa nebbia copre sia gli acquitrini e le povere case, sia le coscienze, e nasconde dei terribili e inconfessabili segreti. Verità e superstizione, passato e presente si mescolano, dando a questo romanzo un’incredibile atmosfera di suspense, fino alla drammatica e agghiacciante soluzione finale.

Mal d’archivio. Un’impressione freudiana

Il più grande pensatore del nostro tempo discute, attraverso il concetto di archivio in Freud, l’avvenire della psicoanalisi nel suo rapporto con le nuove tecnologie che hanno prodotto uno sconvolgimento del ricordo. L’uso mediale del calcolatore, la posta elettronica, la stampa in tempo reale, etc., annullano la tecnica acquisita della memoria, in rapporto diretto con la pulsione di morte. Riattraversando il principio economico dell’archivio freudiano e l’elaborazione del lutto, Derrida riflette su basi del tutto sconosciute la questione dell’eredità e della responsabilità.

Mai più innamorata

**Dall’autrice del bestseller *Non mi piaci ma ti amo***
Daphne è una famosissima autrice di romanzi erotici e per il suo ultimo libro ha appena firmato un contratto con un anticipo da capogiro. Però, dopo aver incassato l’assegno, la sua ispirazione si è come bloccata. Non risponde alle numerose email del suo editore e si barrica dentro casa, fino a quando non decide di ascoltare il consiglio del suo commercialista, che le propone di tornare nel paesino in cui è nata e trascorrere lì qualche giorno in totale relax. Sperando di trovare la giusta concentrazione, Daphne va quindi a Banff, ma le cose non migliorano affatto. Tutt’altro. A renderle la vita impossibile ci pensa Edward, un architetto che ha un conto in sospeso con lei, perché uno dei suoi libri gli ha causato non pochi problemi… Eppure, anche se è difficile da ammettere, Daphne si rende ben presto conto che riesce a scrivere solo quando vede Ed. E lei non intende in alcun modo rinunciare alla possibilità di terminare il suo romanzo…
**Per trovare l’ispirazione, la migliore cura è seguire il cuore…**
«Cecile Bertod ha uno stile impeccabile, una grammatica perfetta e un esilarante senso dell’umorismo.»
**Anni Di Nuvole**
«La Bertod non sbaglia un colpo!»
**Greta Booklovers**
«La Bertod riesce a ironizzare su tutto senza cadere nemmeno per un secondo nel banale.»
**Sognando Tra Le Righe**
**Cecile Bertod**
è una restauratrice archeologica e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato a scrivere con un fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli. La Newton Compton ha già pubblicato, con notevole successo, *Non mi piaci ma ti amo*,* Nessuno tranne te*, *Ti amo ma non posso*,* Dopo di te nessuno mai,** C’era una volta a New York *e* Mai più innamorata*.

Mai più così vicina

Da un’assolata città del Sud, Antonia, una ragazza che mette i tacchi anche per fare la spesa, arriva a Milano accarezzando il sogno di scrivere un romanzo che ha in mente da tempo. L’ impatto con la città e con il suo cielo senza colore non è dei più incoraggianti, finché un’amica non la trascina a una conferenza letteraria e in poche ore tutto quello che Antonia ha pensato non conta più. Milano le regala Vittorio, un uomo molto diverso da lei: Vittorio è un editore, appartiene ai ceti alti, è disinvolto, ha due occhi magnetici e quell’aria libera e sfrontata di chi non scende a compromessi. E soprattutto ha una vita sociale che intimidisce Antonia, ma nel contempo la affascina. Il bicchiere e la sigaretta sempre in mano, chiacchiere fino all’alba di cinema e libri con amici impegnati, romantiche gite in moto lungo i tornanti mozzafiato della Liguria. Antonia si innamora follemente di lui, ma qualcosa non funziona. Vittorio è sfuggente, sparisce, riappare, si sottrae, non programma e non promette. E proprio come la ragazzina down protagonista del suo romanzo, Antonia è costretta a misurarsi con i suoi limiti e le sue paure. Ogni donna sa che cosa significa incontrare il grande amore. E ogni donna sa bene che cosa significa perderlo. Con una scrittura poetica, coinvolgente, emo­zionante, Mai più così vicina racconta il disperato tentativo di non mandare in pezzi il sogno più grande e più bello della vita.
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### Sinossi
Da un’assolata città del Sud, Antonia, una ragazza che mette i tacchi anche per fare la spesa, arriva a Milano accarezzando il sogno di scrivere un romanzo che ha in mente da tempo. L’ impatto con la città e con il suo cielo senza colore non è dei più incoraggianti, finché un’amica non la trascina a una conferenza letteraria e in poche ore tutto quello che Antonia ha pensato non conta più. Milano le regala Vittorio, un uomo molto diverso da lei: Vittorio è un editore, appartiene ai ceti alti, è disinvolto, ha due occhi magnetici e quell’aria libera e sfrontata di chi non scende a compromessi. E soprattutto ha una vita sociale che intimidisce Antonia, ma nel contempo la affascina. Il bicchiere e la sigaretta sempre in mano, chiacchiere fino all’alba di cinema e libri con amici impegnati, romantiche gite in moto lungo i tornanti mozzafiato della Liguria. Antonia si innamora follemente di lui, ma qualcosa non funziona. Vittorio è sfuggente, sparisce, riappare, si sottrae, non programma e non promette. E proprio come la ragazzina down protagonista del suo romanzo, Antonia è costretta a misurarsi con i suoi limiti e le sue paure. Ogni donna sa che cosa significa incontrare il grande amore. E ogni donna sa bene che cosa significa perderlo. Con una scrittura poetica, coinvolgente, emo­zionante, Mai più così vicina racconta il disperato tentativo di non mandare in pezzi il sogno più grande e più bello della vita.

Mai amare uno straniero

Quando Francis Kane viene al mondo, figlio di una coraggiosa ragazza fuggita di casa per amore, New York lo accoglie, dura, ostile, indifferente. Sono gli anni della recessione, quando procacciarsi da vivere è un’impresa quotidiana e l’unica legge che trionfa è quella della sopravvivenza.

Il mago di sua maestà

Avete per caso l’abitudine di dedicarvi allo studio di antiche pergamene crittografate? Vi coglie ogni tanto lo stimolo di scoprire qualche antica formula alchemica o magica? Vi conviene stare bene attenti o potreste fare la fine del nostro protagonista e trovarvi d’improvviso in un mondo alieno, una terra fantastica dominata dalla magia, governata da crudeli signorotti e straripante di mostri. Be’, naturalmente avere per compagno di viaggio un drago brontolone che si ubriaca con le esalazioni del suo stesso fuoco può essere divertente e poi se scopriste di poter fare voi stessi favolosi incantesimi, con un po’ di fortuna potreste diventare anche voi «maghi di sua maestà»!

Il mago del Nord: J.G. Hamann e le origini dell’irrazionalismo moderno

Il Settecento, epoca dei Lumi, fu attraversato da alcune vene oscure che, osservate a distanza, si sarebbero rivelate essenziali. Una di queste corrisponde alla figura di Johann Georg Hamann, il «mago del Nord», come egli stesso ebbe a definirsi e come poi lo chiamarono i contemporanei. Scrittore aspro, corrusco, visionario, spesso enigmatico, Hamann racchiudeva in sé, come in uno stato di alta compressione e densità, molti degli elementi che dilagarono nel secolo successivo, dallo spirito romantico alla mistica della natura all’interpretazione esoterica della scrittura. Soprattutto, c’era in lui una profonda, fisiologica ripulsa verso i Lumi e le loro facili promesse.
Una fisionomia, si direbbe, del tutto opposta a quella di Isaiah Berlin, il grande teorico del pluralismo liberale. Ma una delle qualità eminenti di Berlin sta nella sua capacità di empatia con i propri opposti, nella sua vorace curiosità per ciò che gli è alieno e di cui riesce comunque a cogliere le ragioni con un’acutezza e una prontezza che cercheremmo invano fra gli apologeti. Così Hamann diventa in questo libro l’occasione per ricostruire il campo magnetico dell’epoca moderna attraverso l’indagine, biografica e analitica, su una delle sue figure al tempo stesso meno note e più peculiari, come anche attraverso le reazioni che essa suscitò in scrittori quali Kant e Goethe, Herder e Friedrich Schlegel, Jean Paul e Jacobi.
Il mago del Nord è stato pubblicato in Inghilterra nel 1993.

Il Mago (eNewton Zeroquarantanove)

Il Mago è un eccentrico personaggio che vive ai margini della legge. La polizia gli dà la caccia, specialmente quando rimette piede in Inghilterra, dove ha un dovere da compiere, un dovere la cui ragione si nasconde nel passato. Ma non è solo la polizia a volere la sua pelle…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Il Mago è un eccentrico personaggio che vive ai margini della legge. La polizia gli dà la caccia, specialmente quando rimette piede in Inghilterra, dove ha un dovere da compiere, un dovere la cui ragione si nasconde nel passato. Ma non è solo la polizia a volere la sua pelle…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Magnifico assedio

Con lui ho capito cosa significa il termine passione, il godimento più puro, che è ancora più speciale perché si fonde con qualcosa a cui non sono ancora riuscita a dare un nome. Forse è l’amore, ma chi l’ha mai provato davvero? Nei ragazzi che ho conosciuto finora non c’è niente del mare di forza, dolore e di vita bruciante che Fabrizio porta con sé.
E l’incredibile è che lui non se ne accorge nemmeno. Non si accorge che con lui sto cambiando il mio modo di essere, e la cosa mi esalta e mi terrorizza. Siamo chiusi in questo assedio, ancor più mentale che fisico, a testare i nostri limiti, a sfidarci, a imparare a comprendere la nostra capacità di amare…
Per Fabrizio Brandi, ex parà della Folgore e ora ispettore di polizia della Criminalpol, il lavoro è la cosa più importante e lo basa totalmente sull’ istinto. Lui è la carta pazza, quella che sconvolge tutto e va oltre le regole senza farsi domande. Almeno finché il suo nuovo incarico non lo mette alla prova. Nina Orlando, giovane e bellissima, è la figlia di un importante uomo d’affari divenuto collaboratore di giustizia, e Fabrizio viene assegnato alla scorta che dovrà accompagnarla al sicuro in una località sconosciuta. Nina è viziata, ribelle, abituata ad avere tutto ciò che desidera, ma anche terribilmente sensuale. Lontani dai loro mondi e costretti a stare insieme i due non potranno che fare scintille, in un crescendo di attrazione impossibile da controllare…
Della stessa autrice:
Il mio vento di primavera (Emma Books, 2017)
Un piccolo infinito addio (Self publishing, 2017)
Danza per me (Rizzoli Youfeel, 2016)
Aspettami davanti al mare (Rizzoli Youfeel, 2016)
L’angelo del risveglio (Delos digital, 2015)
Il posto del mio cuore (0111 edizioni, 2015)
Un qualunque respiro (Butterfly edizioni, 2014)