40353–40368 di 65579 risultati

Il bambino invisibile

Manuel ha cinque anni e un grande cuore indomito. Un giorno, quando si squarcia il velo sui misteri più reconditi della sua giovanissima vita, risponde al richiamo che la natura intorno al suo villaggio gli lancia e fugge tra i boschi del Cile. In molti probabilmente sapevano perché non aveva una mamma, e perché vivesse insieme a un uomo che chiamava nonno ma in realtà era un estraneo. Un uomo che nascondeva un segreto sconvolgente sul passato di quel bambino e di sua madre, un segreto di cui Manuel aveva perso ogni ricordo. Quando la verità riemerge dall'oblio, Manuel decide che la sua famiglia sarebbero stati gli alberi, i ruscelli, i cespugli di frutti selvatici che tante volte lo avevano sfamato. Se il mondo degli uomini lo escludeva e lo maltrattava, la natura sembrava accoglierlo, gli uccelli cantavano la forza della vita, le fronde stormivano e i prati lo accarezzavano come nessuno aveva mai fatto. Se casa è un posto dove sentirsi protetti, lì era casa sua. Per molti mesi, anni, Manuel vive da solo nel bosco, in silenzio, mangiando frutti selvatici, imparando a cacciare dai gatti, a costruirsi una fionda, a pescare a mani nude. Un piccolo ragazzo selvaggio che coltiva dentro di sé la libertà. Niente lo avrebbe convinto a tornare nella prigione di prima, nemmeno l'inverno, nemmeno il vento gelido. Fino a quando il destino non inizia il suo lungo viaggio in cerca del bambino invisibile…

Il bambino Giovanni Falcone. Un ricordo d’infanzia

‘Un invito rivolto a tutti noi a compiere fino in fondo le nostre scelte, ad agire senza temere di essere troppo piccoli o deboli per stare dalla parte del bene.’ Maria Falcone Giovanni ha sette anni e una passione per i tre moschettieri, che cerca di imitare ogni pomeriggio giocando con un amico speciale: un albero di ficus contro cui si cimenta in infiniti duelli immaginari con una spada di legno. Mancano pochi giorni a Natale quando nella sua stanza trova una sorpresa: un meraviglioso presepe. Un pastore vestito di rosso, però, sembra inquietare il piccolo Giovanni, così come un delitto di mafia avvenuto in città.
È proprio nei suoi duelli immaginari che Giovanni scopre il significato della parola coraggio, l’unica arma di cui si ha davvero bisogno per dire: ”Non ho paura”.
(source: Bol.com)

Il bambino che parlava con i cani

RomoL·ka è seduto sul letto e fissa la porta dell’appartamento con la speranza di vedere comparire qualcuno. Ha solo quattro anni e sua madre è sparita da una settimana, lasciandolo solo in quella casa lurida e vuota alla periferia di Mosca. Non c’è anima viva in tutto il palazzo, il freddo è pungente e la luce che filtra dalle finestre traccia spietatamente i contorni di quella desolazione. Dopo aver resistito tre giorni mangiando quel poco che trova, RomoL·ka decide di uscire per strada, ancora in testa gli ammonimenti della mamma: non parlare con gli sconosciuti, non accettare cibo, non toccare i cani che portano malattie. Ma ora, lo sa bene, si tratta di sopravvivere. Così, quando vede una cagna sul marciapiede di fronte, non esita a seguirla. I cani, si dice, sono caldi. Da quel momento viene accolto all’interno di un piccolo branco di randagi, e la loro tana diventa la sua casa. A poco a poco, da cucciolo spaurito e indifeso, diventa uno di loro: si nutre del latte della cagna, impara a cacciare, affina l’olfatto. Lasciandosi alle spalle la vita precedente, conosce un’esistenza scandita dai bisogni primari ma in cui scopre l’amore e l’amicizia nelle loro forme più pure. Finché il mondo degli uomini – spesso più violento e brutale di quello animale – non tornerà a reclamarlo, costringendolo a scelte dolorose.Una storia dura e commovente che fa riflettere sulla condizione umana. Svelando che, a volte, è nella natura più selvaggia che si ritrovano i sentimenti più autentici.

Bambini nel tempo

Stephen Lewis, autore di fortunati libri per bambini, padre e marito felice, un giorno si reca al supermercato con sua figlia Kate e mentre è intento a svuotare il carrello alla cassa, si accorge di aver perso la bambina. Rapita? Uccisa? Fuggita? È questo il drammatico inizio del romanzo di uno dei piú apprezzati autori inglesi contemporanei, qui alla prova di una piena maturità. Il vuoto doloroso che lascia la sparizione di Kate mette in moto una serie di reazioni che porteranno Stephen a rivedere tutta la sua vita, le sue certezze mai verificate, le sue abitudini mentali, i suoi comportamenti. Il merito di McEwan, che ha vinto con questo libro il Whitbread Prize, è di farci sentire emotivamente il senso di precarietà e di vuoto in cui viviamo e nello stesso tempo di restituire, grazie a un finale felicemente poetico, la voglia di guardare al futuro.

Le bambine dimenticate

Il cadavere di una donna viene trovato in un bosco isolato. Ha subito violenze sessuali e ha una strana, lunga cicatrice che le solca il viso. Nessuno ne ha denunciato la scomparsa. A essere incaricata delle indagini è Louise Rick, a capo del Servizio Investigativo Speciale, affiancata da Eik Nordstrøm. Lei donna materna sotto la scorza dura, lui bello e dannato. Agnete Eskildsen, una vecchia infermiera, finalmente riconosce il corpo: la donna si chiama Lisemette ed era una paziente dell’ospedale psichiatrico infantile Eliselund, dove lei lavorava trent’anni prima. Una bambina dimenticata, come tutti gli altri dell’istituto, abbandonata dalla famiglia e dal mondo. Presto Louise scopre che Lisemette aveva una sorella gemella, ed entrambe erano state dichiarate morte quand’erano ancora piccole. È solo la prima di una serie di scoperte sempre più inquietanti, sull’infanzia di Lisemette e su quello che accadeva dietro le porte di Eliselund. A complicare ulteriormente le cose, le indagini portano Louise nei pressi della casa dov’è cresciuta, costringendola a fare i conti con un terribile segreto del suo passato che tornerà a galla insistentemente. Una vicenda intrigante e avvincente che terrà il lettore incollato alle pagine.
Il primo libro di una nuova, emozionante serie bestseller pluripremiata, firmata dalla più popolare scrittrice di crime danese.

La bambinaia francese

Parigi, 1832. In una sera d’inverno Sophie, nove anni, bussa alla porta della “étoile” dell’Opéra Céline Varens per consegnarle alcune camicie confezionate dalla madre nella poverissima soffitta di Montmartre. È l’inizio di una grande amicizia tra la ballerina e l’orfana, che col passare degli anni diventa l’allieva prediletta di un vecchio aristocratico illuminista sopravvissuto alla Rivoluzione Francese e alla delusione dell’Impero e della Restaurazione. Alla scuola di colui che si fa chiamare Cittadino Marchese Sophie incontra i coetanei più stravaganti, ma il suo prediletto è l’haitiano Toussaint, un piccolo schiavo nero regalato a Céline dal suo innamorato inglese. Insieme, Toussaint e Sophie dovranno affrontare ogni sorata di pericolose avventure, in Francia e in Inghilterra, per salvare la loro protettrice dai suoi persecutori e la piccola Adèle sua figlia dagli inquietanti misteri di una dimora inglese chiamata Thornfield Hall.
(source: Bol.com)

La bambina selvaggia

Kizzy è una bambina metà e metà: un po’ zingara un po’ no. Vive con la vecchissima nonna in un carrozzone dentro un frutteto, e il suo migliore amico è Joe, un cavallo. I compagni di scuola la prendono in giro perché è strana, selvaggia, diversa, ma a lei non importa granché, finché ha il suo mondo a cui tornare. Poi la nonna muore e tutto cambia. Per fortuna c’è l’Ammiraglio, un burbero gentiluomo che vive in una grande dimora ed è disposto a prendersi cura di lei. Ma al villaggio ci sono un sacco di ficcanaso che pensano che per una bambina ci voglia un altro genere di casa e di famiglia. E i ragazzi della scuola, soprattutto le femmine, sono sempre più ostili. Per Kizzy, abituata a essere indipendente, non è facile accettare regole e confini; e per gli altri non è facile accettare le sue stravaganze. Eppure un modo per incontrarsi c’è sempre, quando lo si vuole cercare. Un classico del nostro tempo che parla di bulli, anzi, bulle, di libertà, di convivenza e accettazione; pubblicato nel 1972, vincitore del Whitbread Award, è diventato un dramma radiofonico e una serie televisiva.

La bambina ribelle

È sera. La piccola Saira, giovane pachistana nata in America, ha gli occhi chiusi. Sua madre è seduta sul bordo del letto e le sfiora la fronte con la mano, tracciando parole di una preghiera del Corano, per placare i suoi incubi di bambina. Saira non le ha mai capite quelle parole, non le ha mai volute ascoltare. Sin da piccolissima, a differenza della sorella maggiore Ameena, ha sempre rifiutato con forza la tradizione. Era l’unica a indossare i pantaloni, a portare i capelli corti, a strapparsi il velo ogni volta che la obbligavano a metterlo. Sono passati anni da allora, anni in cui Saira ha lottato duramente per conquistare il bene più prezioso, l’indipendenza. Ma questa scelta si è portata dietro un prezzo, una colpa inconfessabile. Almeno fino a ora. Perché, quando la tragedia colpisce inaspettatamente la sua famiglia, Saira capisce di non avere alternative: deve tornare alle sue radici, ripercorrere la strada del passato e deve trovare, una volta per tutte, la forza di ascoltare quelle parole del Corano e guardare negli occhi coloro che sono venuti prima di lei. Ad attenderla, tra l’America alla vigilia del cambiamento e il Pakistan sull’orlo della violenza, ci sono segreti e tradimenti, bugie e sofferenze, sorprese e legami inaspettati. Solo affrontandoli Saira potrà saldare i conti con i propri errori mai espiati e potrà prendersi cura di chi ha veramente bisogno di lei. Un esordio potente e unico. Venduto in trenta paesi, La bambina ribelle si è subito imposto nelle classifiche di tutto il mondo, grazie al passaparola di lettori e librai. Epico e commovente, ripercorre gli anni più importanti del Pakistan e racconta la storia di una donna forte e determinata divisa fra cambiamento e tradizione, fede e volontà, odio e amore, perdono e ribellione. (source: Bol.com)

La bambina Lazarus

La bambina Lazarus è una storia di speranza e di riscatto, di redenzione e di resurrezione. A dodici anni Ben Heywood assiste al tragico incidente che vede vittima la sorella Frankie e si sente responsabile dell’accaduto. Frankie, entra nel profondo tunnel del coma e sembra non poterne più uscire, anche il fratello sembra ormai perso nel suo rimorso e nella sua disperazione. Ma una straordinaria neurologa ha scoperto una possibilità per salvarli entrambi: deve però contare sull’amore che li unisce e li porterà di nuovo verso la vita.

La bambina di neve

Alaska, 1920. Un luogo incontaminato e brutale. Specie per Jack e Mabel, giunti in questo territorio selvaggio da lande molto meno aspre. La coppia, un po’ avanti negli anni, e senza figli, ha una vita dura, col lavoro atroce alla fattoria. Mabel, in particolare, oppressa dal rammarico di non avere figli, è sull’orlo della disperazione. La prima notte d’inverno Mabel e Jack tornano per un momento ragazzi e, tirandosi palle di neve, finiscono per costruire un pupazzo. Che prende la forma di una incantevole bambina di neve. Ma al mattino non c¿è piú nulla. E, in lontananza, una bimba bionda corre via tra gli alberi. La piccola, che dice di chiamarsi Pruina, torna piú volte da loro. Pare una creatura dei boschi. Va a caccia di animali con a fianco una volpe, del tutto a proprio agio nelle lande innevate, è in grado di sopravvivere nell’asprezza dell’Alaska. Ma quale che sia la vera natura di Pruina, la bimba sembra destinata a cambiare per sempre la vita di Mabel e Jack. *** «C’è tanta luce in questo libro dal titolo di fiaba, La bambina di neve (…) È un romanzo dell’anima (…) costruito con immagini potenti che si fanno abitare da chi legge, e non si sa quale scegliere (…) Ed è pieno insieme di piccole, nascoste vertigini in cui ci si trova a sospendere il respiro». Mariapia Veladiano, «la Repubblica»

La bambina delle rune

Camelot è un vecchio venditore ambulante di false reliquie. Sfigurato da una cicatrice che lo ha reso privo di un occhio, si finge un reduce delle battaglie contro gli infedeli in Terra Santa, facendo del marchio che porta in faccia un mezzo per sopravvivere e spacciare ai creduloni speranza e “fede in bottiglia”. Ma ora è da tempo lontano da casa e il ricordo del passato si fa vivo nella sua mente, con insistente nostalgia. Intraprende così la lunga strada di ritorno verso la Scozia, senza poter prevedere che l’imprevista esplosione della peste trasformerà il suo viaggio in una fuga dall’epidemia. È il giorno del solstizio d’estate del 1348, quando il contagio comincia a diffondersi nel Paese e quando Camelot incontra Narigorm, una bambina albina, lettrice di rune. Un incontro fatale, il primo di una serie, che porta Camelot a proseguire il suo cammino con una nuova e bizzarra compagnia, unita dalla necessità di sopravvivere alla peste. Un mago bigotto, un cantastorie, un pittore di scene sacre, un musicista veneziano e il suo pupillo, un’abile guaritrice e infine proprio la bambina albina diventano così protagonisti di questa fuga. Quando però un membro del gruppo viene trovato impiccato a un albero, tra loro s’insinua il dubbio e la diffidenza. Qualcosa di più terribile della peste minaccia le loro vite. Un segreto che ciascuno nasconde dentro di sé. Solo la bambina e le sue rune lo conoscono.

La bambina che guardava i treni partire

**Il romanzo che ha commosso il mondo
Un romanzo unico tratto da una storia vera**
Francia, 1940. La guerra è ormai alle porte e i Wins, famiglia ebrea di origine polacca, rischiano di essere deportati. Alter, lo zio, è partito per la Polonia nel tentativo di salvare i suoi familiari, ma è stato preso e rinchiuso nel ghetto di Konskie. Il padre della piccola Charlotte vuole evitare che la sua famiglia subisca lo stesso destino, così si procura dei documenti falsi per raggiungere Parigi. Ma dopo soli quarantanove giorni si rende conto che la capitale non è più sicura e trasferisce tutti a Lione, sotto il governo collaborazionista di Vichy. Charlotte a volte esce di casa, e davanti ai binari guarda passare i treni carichi di ebrei deportati. Ben presto suo padre realizza che nemmeno Lione è il posto giusto per sfuggire alle persecuzioni e paga degli uomini affinché li aiutino a raggiungere la Svizzera. Un viaggio molto pericoloso, perché durante un incidente la famiglia Wins si troverà molto vicina alla linea nazista… Una fuga senza sosta, di città in città, per scampare al pericolo, sostenuta dalla volontà ferrea di un padre di salvare a tutti costi i propri cari. Ai vertici delle classifiche di vendita, vincitore del premio Libro de Oro, *La bambina che guardava i treni partire *ha commosso il mondo.
**Un romanzo scioccante
Vincitore del premio Libro de Oro
La minaccia dell’Olocausto vista con gli occhi ingenui e puri di una bambina di otto anni**
«*La bambina che guardava i treni partire* oltrepassa i limiti del romanzo storico. Come in un collage, ricostruisce la guerra di Hitler e la tragedia di coloro che perseguitò, e i fatti narrati suscitano inevitabilmente fame e desiderio di giustizia.»
**El País**
«Con una ricostruzione storica ingegnosa e romanzata in modo raffinato, Long racconta la vita di quattro persone, che si incontrano sul terreno più ostile.»
**Busqueda**
«*La bambina che guardava i treni partire* è un romanzo che si basa su fatti reali e che commuove per la sua sensibilità e per il fatto che porta alla luce la storia di una bambina che sopravvisse all’Olocausto.»
**El Observador**
**Ruperto Long**
È un ingegnere, scrittore e politico. Nel 2013 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal governo francese. Nel 2015 ha ricevuto la Medaglia d’Onore Juan Zorrilla de San Martín per i suoi lavori su Lautréamont e Ferrer. È stato senatore uruguaiano e attualmente è ministro della Corte dei Conti uruguaiana. Ha ricevuto numerosi premi per il suo sostegno in favore dei disabili e anche per la creazione di un museo della scienza. È autore di opere di saggistica, mentre *La bambina che guardava i treni partire* segna il suo esordio nella narrativa.
**
### Sinossi
**Il romanzo che ha commosso il mondo
Un romanzo unico tratto da una storia vera**
Francia, 1940. La guerra è ormai alle porte e i Wins, famiglia ebrea di origine polacca, rischiano di essere deportati. Alter, lo zio, è partito per la Polonia nel tentativo di salvare i suoi familiari, ma è stato preso e rinchiuso nel ghetto di Konskie. Il padre della piccola Charlotte vuole evitare che la sua famiglia subisca lo stesso destino, così si procura dei documenti falsi per raggiungere Parigi. Ma dopo soli quarantanove giorni si rende conto che la capitale non è più sicura e trasferisce tutti a Lione, sotto il governo collaborazionista di Vichy. Charlotte a volte esce di casa, e davanti ai binari guarda passare i treni carichi di ebrei deportati. Ben presto suo padre realizza che nemmeno Lione è il posto giusto per sfuggire alle persecuzioni e paga degli uomini affinché li aiutino a raggiungere la Svizzera. Un viaggio molto pericoloso, perché durante un incidente la famiglia Wins si troverà molto vicina alla linea nazista… Una fuga senza sosta, di città in città, per scampare al pericolo, sostenuta dalla volontà ferrea di un padre di salvare a tutti costi i propri cari. Ai vertici delle classifiche di vendita, vincitore del premio Libro de Oro, *La bambina che guardava i treni partire *ha commosso il mondo.
**Un romanzo scioccante
Vincitore del premio Libro de Oro
La minaccia dell’Olocausto vista con gli occhi ingenui e puri di una bambina di otto anni**
«*La bambina che guardava i treni partire* oltrepassa i limiti del romanzo storico. Come in un collage, ricostruisce la guerra di Hitler e la tragedia di coloro che perseguitò, e i fatti narrati suscitano inevitabilmente fame e desiderio di giustizia.»
**El País**
«Con una ricostruzione storica ingegnosa e romanzata in modo raffinato, Long racconta la vita di quattro persone, che si incontrano sul terreno più ostile.»
**Busqueda**
«*La bambina che guardava i treni partire* è un romanzo che si basa su fatti reali e che commuove per la sua sensibilità e per il fatto che porta alla luce la storia di una bambina che sopravvisse all’Olocausto.»
**El Observador**
**Ruperto Long**
È un ingegnere, scrittore e politico. Nel 2013 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal governo francese. Nel 2015 ha ricevuto la Medaglia d’Onore Juan Zorrilla de San Martín per i suoi lavori su Lautréamont e Ferrer. È stato senatore uruguaiano e attualmente è ministro della Corte dei Conti uruguaiana. Ha ricevuto numerosi premi per il suo sostegno in favore dei disabili e anche per la creazione di un museo della scienza. È autore di opere di saggistica, mentre *La bambina che guardava i treni partire* segna il suo esordio nella narrativa.

La bambina che ascoltava i fiori

«*Non si può spiegare l’originalità di questo bellissimo romanzo senza rischiare di rovinarne il piacere della lettura. Ma si può, e si deve, consigliare a gran voce. *»
**Publishers Weekly**
«*Questo incantevole esordio affascinerà i lettori alla ricerca di una storia che scalda il cuore. *»
**Library Journal**
«*Lo stile raffinato di Stephanie Knipper tratteggia il meraviglioso ritratto di una famiglia speciale e della sua crescita attraverso le difficoltà della vita. *»
**The Huffington Post**
«*Scritto magnificamente. Ti cattura dalla prima pagina! *»
**Kirkus Reviews**
«*Un libro intenso e coinvolgente come la vita dei suoi protagonisti.*»
**Book Reporter**
**La famiglia è un fiore che non appassisce mai**
** **
**L’amore è un fiore da curare ogni giorno**
** **
**Il coraggio è un fiore che non tutti colgono**
** **
**Io conosco l’anima di ogni fiore.**
**Ma nessuno conosce il mio segreto…**

Sono passati dieci anni da quando Lily se n’è andata di casa, dieci anni in cui ha cercato di fuggire dal passato e dalle responsabilità che non era pronta ad affrontare. Ma adesso è venuto il momento di tornare: Rose, sua sorella, è malata e ha bisogno che lei si prenda cura di Antoinette, la figlia di dieci anni. Non appena la incontra, Lily capisce che pure Antoinette fugge. Fugge dalle carezze di sua madre, dalle parole che non riesce a dire, dal mondo che la spaventa e la confonde. E si nasconde tra i fiori. Il vivaio di famiglia è per Antoinette l’unico luogo in cui sentirsi protetta e in pace. Perché i fiori non abbracciano e non chiedono. I fiori non hanno voce, proprio come lei. Eppure a poco a poco Lily si rende conto che, dietro il suo silenzio, Antoinette custodisce un dono straordinario: le basta un tocco per ridare vita a un fiore appassito, e per curare una persona. Solo che quel dono ha un prezzo: tutta la sofferenza che toglie agli altri, Antoinette la prende su di sé. Per questo Rose non vuole essere guarita, e per questo chiede a Lily di aiutarla a mantenere il segreto. E, di fronte a quella bambina così speciale, per la prima volta nella vita Lily sente di non poter più fuggire. Perché il suo posto è con Antoinette. Qualunque siano le conseguenze…

Un romanzo intenso come il profumo dei gigli, una protagonista innocente come una margherita e un legame delicato come una rosa bianca: ecco perché *La bambina che ascoltava i fiori *ha incantato sia la critica sia il pubblico, restando a lungo nel cuore di tutti coloro che hanno trovato, nella storia di Antoinette, il fiore più prezioso che esista: la speranza.

Il ballo della morte: Un’avventura di Anita Blake

**Un’avventura di Anita Blake Vol. 6**
Nell’esistenza tutt’altro che tranquilla di Anita Blake non era mai successa una cosa simile: proprio lei, la Sterminatrice per eccellenza, la miglior cacciatrice di vampiri in assoluto si ritrova nello scomodissimo ruolo della preda. Qualcuno ha infatti messo sulla sua testa una taglia da mezzo milione di dollari e la vuole morta nel giro di ventiquattr’ore, come dimostrano le tre aggressioni di cui è vittima nel giro di brevissimo tempo. E la situazione non è certo resa più semplice dalla lotta per la supremazia in corso nel branco di lupi mannari di St. Louis, in cui Richard vuole spodestare il perfido Marcus senza infrangere il suo voto di non uccidere nessuno, a costo della sua stessa vita. O dall’arrivo in città di Sabin, un potente vampiro che ha contratto una devastante malattia, arrivato dall’Europa per chiedere l’aiuto di Anita, la cui fama di negromante ha varcato l’oceano. O dal ritrovamento del cadavere di un vampiro orrendamente mutilato, il cui assassinio si ritiene sia opera proprio di un negromante. E non è ancora tutto. Le inquiete vicende sentimentali di Anita – continuamente divisa tra Richard e Jean-Claude, il Master della Città – irrompono sulla scena e la portano a compiere altre scelte molto difficili per proteggere i suoi due amori, ma anche se stessa… Trascinata in una danza sensuale e pericolosa, imprevedibile e dal ritmo mozzafiato, Anita dovrà imparare ben presto come muoversi in questo vortice di intrighi, magia, morte e amore. Altrimenti, per lei, il ballo potrebbe finire troppo presto?
**
### Sinossi
**Un’avventura di Anita Blake Vol. 6**
Nell’esistenza tutt’altro che tranquilla di Anita Blake non era mai successa una cosa simile: proprio lei, la Sterminatrice per eccellenza, la miglior cacciatrice di vampiri in assoluto si ritrova nello scomodissimo ruolo della preda. Qualcuno ha infatti messo sulla sua testa una taglia da mezzo milione di dollari e la vuole morta nel giro di ventiquattr’ore, come dimostrano le tre aggressioni di cui è vittima nel giro di brevissimo tempo. E la situazione non è certo resa più semplice dalla lotta per la supremazia in corso nel branco di lupi mannari di St. Louis, in cui Richard vuole spodestare il perfido Marcus senza infrangere il suo voto di non uccidere nessuno, a costo della sua stessa vita. O dall’arrivo in città di Sabin, un potente vampiro che ha contratto una devastante malattia, arrivato dall’Europa per chiedere l’aiuto di Anita, la cui fama di negromante ha varcato l’oceano. O dal ritrovamento del cadavere di un vampiro orrendamente mutilato, il cui assassinio si ritiene sia opera proprio di un negromante. E non è ancora tutto. Le inquiete vicende sentimentali di Anita – continuamente divisa tra Richard e Jean-Claude, il Master della Città – irrompono sulla scena e la portano a compiere altre scelte molto difficili per proteggere i suoi due amori, ma anche se stessa… Trascinata in una danza sensuale e pericolosa, imprevedibile e dal ritmo mozzafiato, Anita dovrà imparare ben presto come muoversi in questo vortice di intrighi, magia, morte e amore. Altrimenti, per lei, il ballo potrebbe finire troppo presto?

Il ballo dell’amore

Per lady Clara, direttrice dell’Istituto Stanbourne per il recupero dei piccoli borsaioli di Londra, è già abbastanza complicato tenere i suoi ragazzi lontani dal crimine, anche senza che ci si metta Morgan Pryce, il losco individuo che si è appena trasferito lì accanto. Ma quel misterioso e affascinante vicino sta agendo sotto mentite spoglie per porre fine a un traffico criminale. E proprio ora che lo attende la sfida più rischiosa, Morgan è improvvisamente distratto: tutto quello che si scopre a desiderare è tenere Clara stretta a sé ogni notte per il resto dei suoi giorni. La sua missione, e soprattutto il suo cuore, sono in pericolo…

Il ballo del conte d’Orgel

Il ballo che dà il titolo non ci sarà; e nemmeno la preparazione. Aleggia forse l’attesa, ma come di un evento abituale, che si ripete ogni anno. Per cui il Ballo degli Orgel è un punto d’arrivo e si racconta invece ciò che successe, nei tempi precedenti il loro Ballo, ai coniugi conti Orgel, grandi aristocratici di antichissimo lignaggio. Pubblicato nel 1924, un anno dopo la morte precocissima a vent’anni del suo autore, quel Radiguet del romanzo-mito “Il diavolo in corpo” che per generazioni ha rappresentato in letteratura l’inquieto universo delle crisi giovanili, questo suo secondo e ultimo romanzo, concluso ma non rivisto, fu sottoposto all’opera di revisione redazionale di Cocteau.