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Perché ci odiano

Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i documenti. Basta cercare. è quello che ha fatto l’ autore di questo libro utilizzando fonti “non sospette”, spesso Top Secret: cioè quelle ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai maggiore, sia stata l’arma principale di questi Paesi per imporre un ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza. Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l’aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da quelli che oggi guidano la “Guerra al Terrorismo”. Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del “mondo libero” occidentale, e che sono la vera fonte dell’odio dei fanatici che oggi ci attaccano.
Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo smettere di essere terroristi
E fermare Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Russia.
Le prove, le storie e i documenti con un contributo di Giorgio Fornoni sulla Cecenia.
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### Sinossi
Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i documenti. Basta cercare. è quello che ha fatto l’ autore di questo libro utilizzando fonti “non sospette”, spesso Top Secret: cioè quelle ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai maggiore, sia stata l’arma principale di questi Paesi per imporre un ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza. Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l’aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da quelli che oggi guidano la “Guerra al Terrorismo”. Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del “mondo libero” occidentale, e che sono la vera fonte dell’odio dei fanatici che oggi ci attaccano.
Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo smettere di essere terroristi
E fermare Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Russia.
Le prove, le storie e i documenti con un contributo di Giorgio Fornoni sulla Cecenia.

Per una volta nella vita

Eleanor è appena arrivata in città. La chioma riccia rosso fuoco e l’abbigliamento improbabile, ha lo sguardo basso di chi, in pasto al mondo, fa fatica a sopravvivere. Park ha tratti orientali che ha preso dalla madre coreana e veste sempre di nero. La musica è il suo rifugio per tenersi fuori dai guai. La loro storia inizia una mattina, sul bus che li porta a scuola. Park è immerso nella lettura dei suoi fumetti e perso tra le note degli Smiths, Eleanor si siede accanto a lui. Nessun altro le ha fatto posto, perché è nuova e parecchio strana. Il loro amore nasce dai silenzi, dagli sguardi lanciati appena l’altro è distratto. E li coglie alla sprovvista, perché nessuno dei due è abituato a essere il centro della vita di qualcuno. Tra insicurezze e paure, Eleanor e Park si scambiano il regalo più grande: amare quello che l’altro odia di sé, perché è esattamente ciò che lo rende speciale. Sarà la loro forza, perché anche se Eleanor non sopporta quegli sfigati di Romeo e Giulietta, anche il loro legame deve fare i conti con un bel po’ di ostacoli, primo fra tutti la famiglia di lei, dove il patrigno tiranneggia incontrastato. Riusciranno, per una volta nella vita, ad avere ciò che desiderano?
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Per una critica dell’economia politica del segno

Per una critica dell’economia politica del segno è uno dei lavori più significativi di Jean Baudrillard, nonché un capolavoro del pensiero radicale degli anni Settanta. Un libro del 1972, ma sotto l’influsso del maggio Sessantotto, cui l’autore partecipò attivamente e che segnò la sua riflessione negli anni seguenti. Baudrillard prende le mosse da una lettura “eretica” del Capitale e di altri testi marxiani. Il suo è un tentativo di coglierne il portato più innovativo, mostrandone al contempo i limiti nell’interpretazione dello stadio più avanzato della società capitalistica. Già Marx sottolineava l’avvenuta sussunzione del valore d’uso delle merci, nell’economia mercantile, da parte del valore di scambio. Oltrepassando lo stesso marxismo, Baudrillard postula la preminenza di una economia del desiderio. La produzione, nella sua ottica, non è basata su una supposta utilità naturale degli oggetti, né il valore delle merci può esser determinato dal lavoro umano. Piuttosto, Baudrillard si richiama al sistema di scambio delle società primitive, basato sul potlàch, l’economia del dono. Il segreto dell’economia, il suo non detto, non andrebbe cercato nella produzione, ma nella dépense, nella distruzione e dispersione a titolo gratuito di beni, legato a guerre, feste e orge.

Per un’antropologia della modernità

Com’è possibile riconoscere l’unità di qualcosa che è complesso? Com’è possibile una dualità che non sia dualismo? E ancora com’è possibile, dal fatto empirico che esistono uomini buoni, trarre buone regole di condotta, come tenta di fare la morale, e dal fatto che esistono buoni cittadini desumere giuste regole di comportamento politico? Più in generale: immersi come siamo nella modernità, come rappresentarcela, al tempo stesso descrivendola e cercando di comprenderla? La possibilità del conflitto, morale, etico, politico, torna a riaffacciarsi. Solo nell’individualità della vita umana quotidiana si potrà tracciare quella linea di separazione che, consentendoci di appartenere alla condizionatezza dell’umano, non sopprime però l’emergere creativo della coscienza; una linea che, in certo modo, separa e congiunge ovvero, come mostra un’accurata fenomenologia, coniuga la fisicità della vergogna e la spiritualità della coscienza. All’individuo il compito di scegliere concretamente il modo di questa coniugazione, ma sapendo che ogni risposta solleva, ancora e ancora, come Heller annota, la domanda. La filosofia non fornisce le risposte, ma può costruire il quadro di riferimento di un’umanità immersa nella modernità, non appiattita però in essa: di qui le linee di un’antropologia della modernità. Una cosa per certo la filosofia può dire, dopo aver ripercorso i troppo rigidi tentativi di risolvere la dualità corpo/spirito: la risoluzione dei dualismi immanenti alla condizione umana non è mai stata raggiunta. Fortunatamente, potremmo aggiungere, perché la perfetta omogeneità e la completa autonomia ‘potrebbero trasformare gli esseri umani in mostri’.

(source: Bol.com)

Per sempre tuo

“L’amore ci unisce. L’eternità ci sigilla. Tu sei la mia luce, io la tua ombra. D’ora in avanti saremo una cosa sola” Hannes Bergtaler entra nella vita di Judith, single fra i trenta e i quarant’anni, trafiggendole… un tallone al supermercato. Non passa molto tempo, ed ecco che Hannes spunta nel raffinato negozietto di lampade che Judith gestisce insieme alla giovane Bianca. Le regala fiori, organizza cene romantiche, e in breve i due iniziano a frequentarsi assiduamente. All’inizio è tutto perfetto. Hannes, architetto di successo, non solo è il sogno di qualsiasi suocera, ma in un attimo conquista anche l’intera cerchia di amici di Judith. E lei è più che lusingata di essere messa su un piedistallo da un uomo che non sembra volere altro che adorarla. A poco a poco, però, Judith comincia a sentirsi sempre più oppressa dalle continue prove d’amore di Hannes, sempre più soffocata dalle sue attenzioni. Si sente chiusa in gabbia, sotto controllo. Tutti i suoi tentativi di escluderlo dalla propria vita falliscono. Lui la perseguita persino nei sogni, e quando lei si sveglia è di nuovo lì che l’aspetta… È Judith che non riesce a riconoscere l’uomo perfetto neanche quando ci sbatte contro, oppure Hannes ha davvero un lato oscuro? Una storia di amore e ossessione: Daniel Glattauer sfida nuovamente le leggi del genere romantico, questa volta aggiungendo un tocco di suspense.
(source: Bol.com)

Per Sempre Tu

Terza edizione del romanzo d’esordio di Veronica Scalmazzi. Nuova veste grafica e ulteriore revisione testuale, ma fedeltà assoluta a quel primo approccio alla scrittura che ha segnato un punto di svolta nella vita dell’autrice. Una scelta ponderata e fortemente voluta per mantenere l’autenticità della prima stesura. “Per sempre tu” è l’essenza dell’amore senza tempo, senza fine, e merita di essere puro. Sinossi: Elizabeth vive immersa fra i suoi pensieri, ancora non sa che il destino ha deciso di fare la sua mossa e giocare le sue carte. Una ragazza e due fratelli. Un’amicizia che profuma d’amore e un incontro che stravolgerà per sempre la sua vita. Tra baci, sospiri, incomprensioni e dolore, Elizabeth imparerà che la vita non guarda in faccia nessuno, che l’amore è una ruota che gira e non sempre la direzione che prende è quella che ti aspetti. Una storia d’amore, una storia di amicizie, una storia vera dove il destino sarà il protagonista indiscusso e l’amore cercherà il suo lieto fine.
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Per sempre con te

La diciassettenne Breanna può essere definita con due parole: semplice e responsabile. Per lei il rispetto delle regole è tutto, finché una notte non rimane invischiata in una situazione di cyberbullismo per un suo comportamento non proprio da prima della classe, in cui Thomas “Rasoio” Turner ha il ruolo principale. Il suo mondo perfetto e ordinato, così, viene scosso dal profondo. Thomas “Rasoio” appartiene al club motociclistico dei Reign of Terror dove le brave ragazze come Breanna non sono contemplate. Ma quando capisce che lei è sotto ricatto per una foto compromettente in cui loro due compaiono insieme, decide che è arrivato il momento di mettere da parte le regole non scritte dei Terror. I due fanno un patto: Rasoio tirerà fuori Breanna dal brutto guaio in cui si è cacciata; lei, in cambio, lo aiuterà a venire a capo di un mistero interno al club, di cui nessuno ha intenzione di parlare. Dopo di che ognuno riprenderà la propria vita. Ma più passano del tempo insieme e più il feeling tra loro aumenta, senza che nessuno dei due possa fare qualcosa per contrastarlo. Rasoio e Breanna si troveranno entrambi costretti a camminare ognuno sul filo delle proprie regole per poter scoprire chi sono, che cosa vogliono e dove andranno in un futuro non troppo lontano.
(source: Bol.com)

Per questo mi chiamo Giovanni

Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno, il papà gli regala una giornata speciale, da trascorrere insieme, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momentichiave, s'intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c'è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. Claudio Stassi, nato e cresciuto a Palermo, interpreta il romanzo di Luigi Cariando in un fumetto che è anche un viaggio nella sua città, dove i colori del presente s'incontrano con il bianco e nero del passato, per una storia di forte impegno civile. Età di lettura: da 8 anni.

Per Isabel

“L’importante è cercare, non importa se si trova o non si trova” Come definire una storia come questa? A prima vista potrebbe sembrare un romanzo fantastico, ma forse sfugge a ogni possibile definizione. Tabucchi l’ha sottotitolato “Un mandala”, ma a ben vedere, con criteri tutti occidentali, si tratta in fin dei conti di un’inchiesta, una ricerca che sembra condotta da un Philip Marlowe metafisico. Ma con la metafisica, in questa ricerca spasmodica e pellegrina, si sposa un concetto tutto terrestre della vita: sapori, odori, luoghi, città, fotografie che sono legati al nostro immaginario, ai nostri sogni, ma anche alla nostra quotidiana esperienza. E allora? Nella sua nota Tabucchi suggerisce di pensare a un monaco vestito di rosso, a Hölderlin e a una canzone napoletana. Potranno forse sembrare degli ingredienti incongrui. Ma forse è meglio non cercare la congruenza in uno dei più stravaganti, visionari e insieme struggenti romanzi che la letteratura italiana ci abbia mai regalato. Il romanzo postumo del grande scrittore.
(source: Bol.com)

Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani

Emil Costantin Sabau è un tredicenne rumeno immigrato illegalmente in Italia. Vive a Torino, affidato a se stesso e alla sua voglia di resistere e affrancarsi da un destino avverso. A fargli compagnia, solo l’amico del cuore, Marek, e l’eroe prediletto, Tex Willer. Nonostante sia accolto in casa da un giovane e ricco architetto, ben presto Emil decide di partire e di andare alla ricerca del nonno paterno, un artista di strada che gli scrive lettere vivaci in una strana lingua meticcia, e che è stato visto, l’ultima volta, a Berlino. Durante il suo viaggio attraverso i confini dell’Europa, Emil incontra e si scontra con nuovi compagni di strada, districandosi tra speranze e illusioni, e cercando, giorno dopo giorno, una nuova collocazione nel mondo. Sullo sfondo di grandi questioni internazionali, ma con lo sguardo rivolto alla quotidianità della vita, Fabio Geda scrive con empatia e leggerezza un fresco e moderno romanzo di formazione. Una narrazione che fa ancora sperare nel futuro.
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Per guarire un cuore infranto

Delusa da una relazione amorosa andata storta, Dulcie per consolarsi partecipa a una dotta conferenza. Nel corso di questo simposio conosce l’affascinante e un po’ vanesio Alwin Forbes. Tra schermaglie, colpi di scena, inviti a cena e omaggi floreali, Dulcie riuscirà a convincere il goffo Alwin di essere la donna per lui.
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Per decreto del re

Inghilterra, 1005 – Mentre vaga tra le rovine del suo castello messo a ferro e fuoco dai Vichinghi, Katrin di Courtenay si imbatte in un affascinante guerriero che ha il compito ingrato di riportarla alla corte del re suo zio, e proprio con lui durante il viaggio conosce per la prima volta la passione. Ma il loro amore ha vita breve, perché il sovrano, sordo alle suppliche della giovane, la costringe a sposare un uomo di sua scelta: Rafael, Barone di Belmaine e fratello del potente Conte di Argent. Così, senza quasi sapere come, la bella Katrin si ritrova contesa tra i due fratelli. Desiderata da entrambi, ma destinata a Belmaine, è attratta dal futuro marito e deve costantemente difendersi dal cognato. Fino a quando riuscirà a mantenere il delicato equilibrio tra la sopravvivenza e la felicità?
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### Sinossi
Inghilterra, 1005 – Mentre vaga tra le rovine del suo castello messo a ferro e fuoco dai Vichinghi, Katrin di Courtenay si imbatte in un affascinante guerriero che ha il compito ingrato di riportarla alla corte del re suo zio, e proprio con lui durante il viaggio conosce per la prima volta la passione. Ma il loro amore ha vita breve, perché il sovrano, sordo alle suppliche della giovane, la costringe a sposare un uomo di sua scelta: Rafael, Barone di Belmaine e fratello del potente Conte di Argent. Così, senza quasi sapere come, la bella Katrin si ritrova contesa tra i due fratelli. Desiderata da entrambi, ma destinata a Belmaine, è attratta dal futuro marito e deve costantemente difendersi dal cognato. Fino a quando riuscirà a mantenere il delicato equilibrio tra la sopravvivenza e la felicità?

Per cosa si uccide

Inizio d’estate: con un cane sgozzato, una serie di omicidi lunga un anno nel quartiere di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Protagonista è, suo malgrado, l’ispettore Ferraro, uomo senza particolari qualità. Separato con un figlio, vive da solo. Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, spacciatori, imprenditori rampanti, contrabbandieri, informatori, pendolari, “sciure” e manifestanti: il popolo di una città e della sua periferia. Le indagini di Ferraro servono da pretesto narrativo per raccontare il ventre molle di Milano, vera protagonista del romanzo. “Una città – sostiene l’autore – che non vuole morire e che, se muore, comunque rinasce, con orgoglio”.

Per amore, solo per amore

L’amore tra un abile artigiano, aitante e amato dalle donne, e una ragazza di incomparabile dolcezza. I loro nomi sono Giuseppe e Maria, il loro figlio si chiamerà Gesù. Senza scostarsi dalla tradizione cristiana e dai testi neotestamentari, Pasquale Festa Campanile dà un resoconto di grande efficacia su un rapporto di coppia al di fuori del mito, restituendoci, in particolare, la figura di Giuseppe come quella di un uomo vivo, di grande concretezza e sensibilità.

Per amore di una nobildonna

Inghilterra, 1824. Per salvaguardare il futuro dell’amatissimo nipote, Lady Artemis Dearing è disposta a tutto. Perfino a sposare Hadrian Northmore, fratello dell’uomo che ha causato la rovina di sua sorella. Così propone al gentiluomo un matrimonio nell’interesse del bambino, senza sospettare che la convivenza con lui la porterà a cambiare idea nei suoi confronti. Hadrian, da parte sua, la considera una gentildonna fredda e arrogante, anche se non può fare a meno di provare una forte attrazione per lei. Sentimento che crescerà fatalmente quando Artemis si rivelerà un’inaspettata alleata nella battaglia di tutta una vita…
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### Sinossi
Inghilterra, 1824. Per salvaguardare il futuro dell’amatissimo nipote, Lady Artemis Dearing è disposta a tutto. Perfino a sposare Hadrian Northmore, fratello dell’uomo che ha causato la rovina di sua sorella. Così propone al gentiluomo un matrimonio nell’interesse del bambino, senza sospettare che la convivenza con lui la porterà a cambiare idea nei suoi confronti. Hadrian, da parte sua, la considera una gentildonna fredda e arrogante, anche se non può fare a meno di provare una forte attrazione per lei. Sentimento che crescerà fatalmente quando Artemis si rivelerà un’inaspettata alleata nella battaglia di tutta una vita…