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Ti Lascio Dormire

Ti lascio dormire è una lunghissima, commovente lettera d’amore: dal giorno della perdita del marito Nelo Risi, Edith Bruck gli scrive, per raccontare di nuovo a sé e a lui la storia della loro vita e lo smarrimento che la sua scomparsa le ha provocato, per continuare a sentirlo vicino nello scorrere dei giorni. In queste pagine, dense e struggenti, l’autrice ripercorre i piccoli e grandi aneddoti, i litigi, le poesie, riscoprendo – nelle pieghe del suo passato doloroso segnato da Auschwitz e dalla povertà – le ragioni che hanno fatto nascere un sentimento tanto grande, durato oltre sessant’anni. Nelle parole di Edith rivivono i gesti che lei e Nelo hanno compiuto assieme, le loro scelte e la loro identità: il rapporto con la fama e il denaro, la politica e l’impegno sociale di entrambi, i viaggi, la casa, il cinema, i libri, le relazioni con la famiglia e gli amici – Carlo Levi, Carlo Bo, Elio Vittorini tra gli altri. Attraverso il ritratto limpido di un marito e di una moglie che, benché radicalmente diversi, si sono scoperti indispensabili, prende forma un energico slancio verso la letteratura, uno slancio salvifico: Edith Bruck, scrittrice raffinata e acuta, si affida alla scrittura come resistenza alla perdita, cura e tensione al futuro, consegnando la storia di un amore alla sua eternità.

Ti amo da sempre

Hadley è la mia migliore amica. Ne abbiamo passate tante e conosce i miei segreti… tranne uno. Il mio disperato bisogno di lei è tatuato con l’inchiostro sul mio corpo, ma non riesco a dirle ciò che provo. Anche se Hadley ha atteso a lungo di sentirmi pronunciare le fatidiche parole… 
Siamo cresciuti potendo contare soltanto su noi stessi e lei è l’unica persona ad avermi mai fatto sentire a casa. E io cosa ho fatto? Sono scappato quando aveva più bisogno di me, e ho distrutto la nostra possibilità di stare insieme. Ma ho intenzione di rimediare.
**Tyler King**
e cresciuta a Orlando, in Florida. Si è laureata in scrittura creativa presso la University of Central Florida. Coltiva la passione per la scrittura lavorando anche come giornalista.

The chain – Edizione italiana

« *Spaventoso, travolgente, originale. Una storia che non riuscirete a togliervi dalla testa per moltissimo tempo.* »
**Stephen King**
« *Se fossi bloccato su un’isola deserta mi assicurerei di avere con me un libro di McKinty.* »
**Ian Rankin**
« *McKinty è così bravo che sto seriamente iniziando ad odiarlo.* »
**Lee Child**
« *Fenomenale. Scritto in stato di grazia. Un capolavoro di suspense. Mi ha terrorizzato, ma dovevo andare fino in fondo. Un romanzo che entra a far parte di quell’élite di thriller amati in tutto il mondo come L’amore bugiardo e Il silenzio degli innocenti.* »
**Don Winslow**
**Mi chiamo Rachel Klein e fino a pochi minuti fa ero una madre qualunque, una donna qualunque. Ma adesso sono una vittima. Una criminale. Una rapitrice.** È bastato un attimo: una telefonata, un numero occultato, poche parole. *Abbiamo rapito tua figlia Kylie. Segui le istruzioni. E non spezzare la Catena, oppure tua figlia morirà*.
La voce di questa donna che non conosco mi dice che Kylie è sulla sua macchina, legata e imbavagliata, e per riaverla non sarà sufficiente pagare un riscatto. Non è così che funziona la Catena. Devo anche trovare un altro bambino da rapire. Come ha fatto lei, la donna con cui sto parlando: una madre disperata, come me. Ha rapito Kylie per salvare suo figlio. E se io non obbedisco agli ordini, suo figlio morirà.
Ho solo ventiquattro ore di tempo per fare l’impensabile. Per fare a qualcun altro ciò che è stato fatto a me: togliermi il bene più prezioso, farmi precipitare in un abisso di angoscia, un labirinto di terrore da cui uscirò soltanto compiendo qualcosa di efferato.
Io non sono così, non ho mai fatto niente di male nella mia vita. Ma non ho scelta. Se voglio salvare Kylie, devo perdere me stessa.
**Una scrittura travolgente, un meccanismo narrativo perfetto che ha conquistato gli autori di crime fiction più importanti al mondo.**   **
### Sinossi
« *Spaventoso, travolgente, originale. Una storia che non riuscirete a togliervi dalla testa per moltissimo tempo.* »
**Stephen King**
« *Se fossi bloccato su un’isola deserta mi assicurerei di avere con me un libro di McKinty.* »
**Ian Rankin**
« *McKinty è così bravo che sto seriamente iniziando ad odiarlo.* »
**Lee Child**
« *Fenomenale. Scritto in stato di grazia. Un capolavoro di suspense. Mi ha terrorizzato, ma dovevo andare fino in fondo. Un romanzo che entra a far parte di quell’élite di thriller amati in tutto il mondo come L’amore bugiardo e Il silenzio degli innocenti.* »
**Don Winslow**
**Mi chiamo Rachel Klein e fino a pochi minuti fa ero una madre qualunque, una donna qualunque. Ma adesso sono una vittima. Una criminale. Una rapitrice.** È bastato un attimo: una telefonata, un numero occultato, poche parole. *Abbiamo rapito tua figlia Kylie. Segui le istruzioni. E non spezzare la Catena, oppure tua figlia morirà*.
La voce di questa donna che non conosco mi dice che Kylie è sulla sua macchina, legata e imbavagliata, e per riaverla non sarà sufficiente pagare un riscatto. Non è così che funziona la Catena. Devo anche trovare un altro bambino da rapire. Come ha fatto lei, la donna con cui sto parlando: una madre disperata, come me. Ha rapito Kylie per salvare suo figlio. E se io non obbedisco agli ordini, suo figlio morirà.
Ho solo ventiquattro ore di tempo per fare l’impensabile. Per fare a qualcun altro ciò che è stato fatto a me: togliermi il bene più prezioso, farmi precipitare in un abisso di angoscia, un labirinto di terrore da cui uscirò soltanto compiendo qualcosa di efferato.
Io non sono così, non ho mai fatto niente di male nella mia vita. Ma non ho scelta. Se voglio salvare Kylie, devo perdere me stessa.
**Una scrittura travolgente, un meccanismo narrativo perfetto che ha conquistato gli autori di crime fiction più importanti al mondo.**

The BOSS – L’Assistente Del Capo

Dall’autrice di best-seller, Lexy Timms, ecco una storia che vi farà innamorare.
 
Jamie Connors ha perso le speranze negli uomini. Nonostante sia intelligente, bella, e leggermente sovrappeso, è una calamita per gli uomini con difficoltà a impegnarsi.
Il matrimonio di sua sorella è l’argomento principale in famiglia. A Jamie non darebbe fastidio se la sorella non le spingesse a perdere peso per entrare nel vestito da damigella d’onore. Inoltre, tutto sarebbe più semplice se sua madre la lasciasse in pace e il futuro sposo non fosse il suo ex-fidanzato.
Determinata a cambiare vita, accetta l’impiego come Assistente Personale del miliardario Alex Reid. Il lavoro include un appartamento nella sua proprietà, dandole così la possibilità di lasciare lo scantinato dei suoi genitori.
Jamie deve trovare il giusto equilibrio e capire come gestire il suo capo senza innamorarsene.
** THE BOSS è il primo della serie L’Assistente del Capo. Tutte le vostre domande non troveranno risposta in questo libro.

Teoria della classe disagiata

Cosa succede se un’intera generazione, nata borghese e allevata nella convinzione di poter migliorare – o nella peggiore delle ipotesi mantenere – la propria posizione nella piramide sociale, scopre all’improvviso che i posti sono limitati, che quelli che considerava diritti sono in realtà privilegi e che non basteranno né l’impegno né il talento a difenderla dal terribile spettro del declassamento? Cosa succede quando la classe agiata si scopre di colpo disagiata?La risposta sta davanti ai nostri occhi quotidianamente: un esercito di venti-trenta-quarantenni, decisi a rimandare l’età adulta collezionando titoli di studio e lavori temporanei in attesa che le promesse vengano finalmente mantenute, vittime di una strana «disforia di classe» che li porta a vivere al di sopra dei loro mezzi, a dilapidare i patrimoni familiari per ostentare uno stile di vita che testimoni, almeno in apparenza, la loro appartenenza alla borghesia.In un percorso che va da Goldoni a Marx e da Keynes a Kafka, leggendo l’economia come fosse letteratura e la letteratura come fosse economia, Raffaele Alberto Ventura formula un’autocritica impietosa di questa classe sociale, «troppo ricca per rinunciare alle proprie aspirazioni, ma troppo povera per realizzarle». E soprattutto smonta il ruolo delle istituzioni laiche che continuiamo a venerare: la scuola, l’università, l’industria culturale e il social web. Pubblicato in rete nel 2015, Teoria della classe disagiata è diventato un piccolo culto carbonaro prima di essere totalmente riveduto e completato per questa prima edizione definitiva. **
### Sinossi
Cosa succede se un’intera generazione, nata borghese e allevata nella convinzione di poter migliorare – o nella peggiore delle ipotesi mantenere – la propria posizione nella piramide sociale, scopre all’improvviso che i posti sono limitati, che quelli che considerava diritti sono in realtà privilegi e che non basteranno né l’impegno né il talento a difenderla dal terribile spettro del declassamento? Cosa succede quando la classe agiata si scopre di colpo disagiata?La risposta sta davanti ai nostri occhi quotidianamente: un esercito di venti-trenta-quarantenni, decisi a rimandare l’età adulta collezionando titoli di studio e lavori temporanei in attesa che le promesse vengano finalmente mantenute, vittime di una strana «disforia di classe» che li porta a vivere al di sopra dei loro mezzi, a dilapidare i patrimoni familiari per ostentare uno stile di vita che testimoni, almeno in apparenza, la loro appartenenza alla borghesia.In un percorso che va da Goldoni a Marx e da Keynes a Kafka, leggendo l’economia come fosse letteratura e la letteratura come fosse economia, Raffaele Alberto Ventura formula un’autocritica impietosa di questa classe sociale, «troppo ricca per rinunciare alle proprie aspirazioni, ma troppo povera per realizzarle». E soprattutto smonta il ruolo delle istituzioni laiche che continuiamo a venerare: la scuola, l’università, l’industria culturale e il social web. Pubblicato in rete nel 2015, Teoria della classe disagiata è diventato un piccolo culto carbonaro prima di essere totalmente riveduto e completato per questa prima edizione definitiva.

Tenebre e sangue

PRIMAL INSTINCT 3
Dietro la facciata di integerrimo braccio della legge, lo sceriffo Riley Buchanan nasconde un terribile segreto: nelle sue vene, come in quelle dei suoi fratelli Saige e Ian, scorre il sangue dei merrick. Diversamente da loro, però, che sono riusciti ad accettare la propria natura, Riley non riesce a superare il terrore che il suo lato oscuro possa prendere il sopravvento, e per questo ha troncato ogni rapporto con Hope, la ragazza di cui era innamorato. Tredici anni dopo, tuttavia, le loro strade si incrociano di nuovo, e in un lampo l’acerbo e innocente sentimento di un tempo si trasforma in una rovente attrazione fisica impossibile da ignorare. La dolce Hope è diventata una donna affascinante e sensuale che suscita in lui una fame insaziabile, e Riley non vuole altro che possederla, anima e corpo. Ma fino a quando riuscirà a resistere all’istinto primordiale che gli grida di bere il suo sangue? **
### Sinossi
PRIMAL INSTINCT 3
Dietro la facciata di integerrimo braccio della legge, lo sceriffo Riley Buchanan nasconde un terribile segreto: nelle sue vene, come in quelle dei suoi fratelli Saige e Ian, scorre il sangue dei merrick. Diversamente da loro, però, che sono riusciti ad accettare la propria natura, Riley non riesce a superare il terrore che il suo lato oscuro possa prendere il sopravvento, e per questo ha troncato ogni rapporto con Hope, la ragazza di cui era innamorato. Tredici anni dopo, tuttavia, le loro strade si incrociano di nuovo, e in un lampo l’acerbo e innocente sentimento di un tempo si trasforma in una rovente attrazione fisica impossibile da ignorare. La dolce Hope è diventata una donna affascinante e sensuale che suscita in lui una fame insaziabile, e Riley non vuole altro che possederla, anima e corpo. Ma fino a quando riuscirà a resistere all’istinto primordiale che gli grida di bere il suo sangue?

Tanto può la seduzione

Per ritrovare l’ispirazione,
poteva solo sedurla
È dura per una ragazza sola guadagnarsi da vivere lavorando. Lo sa bene Daisy Merrick, che ha di nuovo perso un impiego a causa della propria schiettezza. Ecco perché, per costruirsi il futuro a lungo sognato, decide di mettere a punto un piano, che purtroppo dipende dall’uomo più esasperante che lei abbia mai conosciuto: Sebastian Grant, conte di Avermore. Lui è uno scrittore famoso, che sembra aver perso la vena creativa. In più ha una terribile reputazione, e quando Daisy gli propone un progetto bizzarro, Sebastian non ha alcuna intenzione di collaborare. Almeno finché il cuore non prende il sopravvento…

Sussurri Sull’Acqua

Questo breve racconto è il terzo episodio di una serie erotica M/M. Brad è uno straniero misterioso che noi possiamo conoscere solo attraverso gli occhi dei diversi uomini che incontra quando è in vacanza. Ogni volta ha storie brevi ma molto appassionate, e lascia i suoi amanti perplessi circa le sue motivazioni e suoi obiettivi. Brad rimane sempre un enigma per loro. E voi? Sarete in grado di decifrarlo? Questo racconto contiene scene di sesso esplicito e se ne sconsiglia la lettura ai minori di 18 anni.

Sui Benefici

Scritto a partire dal momento del ritiro di Seneca dalla politica nel 62 d.C., il lungo dialogo De beneficiis in sette libri è un trattato sul rapporto tra il dare e il ricevere e, contestualmente, sul ‘criterio’ che deve regolare il comportamento e le relazioni tra gli uomini organizzati in società. Seneca lo individua nella voluntas o animus dandi beneficia, ossia nella ‘volontà’ o ‘intenzione’ di beneficare i propri simili. In questo concetto del dare beneficia dove la ‘volontà’ sostanzia e dirige la conoscenza, il filosofo vede il motore di una società, quella imperiale, che egli ha voluto rifondare sul piano etico e politico quand’era precettore e poi ministro di Nerone, e di cui ora intende tramandare, quasi si trattasse di un suo personale beneficio alla posterità, i principi ispiratori.
La traduzione italiana e la cura sono di Martino Menghi su testo critico messo a punto da François Préchac per la “Coll. Budé” (Les Belles Lettres, Paris 2003). **
### Sinossi
Scritto a partire dal momento del ritiro di Seneca dalla politica nel 62 d.C., il lungo dialogo De beneficiis in sette libri è un trattato sul rapporto tra il dare e il ricevere e, contestualmente, sul ‘criterio’ che deve regolare il comportamento e le relazioni tra gli uomini organizzati in società. Seneca lo individua nella voluntas o animus dandi beneficia, ossia nella ‘volontà’ o ‘intenzione’ di beneficare i propri simili. In questo concetto del dare beneficia dove la ‘volontà’ sostanzia e dirige la conoscenza, il filosofo vede il motore di una società, quella imperiale, che egli ha voluto rifondare sul piano etico e politico quand’era precettore e poi ministro di Nerone, e di cui ora intende tramandare, quasi si trattasse di un suo personale beneficio alla posterità, i principi ispiratori.
La traduzione italiana e la cura sono di Martino Menghi su testo critico messo a punto da François Préchac per la “Coll. Budé” (Les Belles Lettres, Paris 2003).

Strade Perdute

Come dev’essere stato profondo il silenzio del mare nel V secolo a.C., al largo delle coste di Atene. E chissà com’era intenso il profumo di spezie appena sbarcati alle foci del fiume Narmada, nell’India nord-occidentale, quando queste erano le propaggini più esotiche dell’Impero romano. E quanto grande doveva sembrare il mondo agli occhi di un mercante appena arrivato alla Grande muraglia dopo aver affrontato la Via della seta nel IX secolo. Per non parlare dell’eccitazione della velocità di chi per la prima volta a Krasnojarsk, in Siberia, nel 1899 salì sulla carrozza della Transiberiana diretta a Mosca. Esistono strade che, a guardarle bene, mostrano un’antichità quasi geologica. Come se fossero nate prima dell’uomo, con la Terra stessa. Vie tracciate dalla natura che l’umanità ha cominciato a percorrere dalla notte dei tempi. Con Alessandro Vanoli diventiamo pellegrini del nostro passato, attraversiamo sentieri, deserti e mari e, in un viaggio carico di emozioni e meraviglia, scopriamo la rete millenaria che per terra e per mare ha unito regioni distanti e talvolta interi continenti. Facciamo esperienza delle nostre radici, trovandole lontanissimo. Forse è così che per migliaia di anni abbiamo visto il mondo e forse è così che dovremmo ricominciare a vederlo, oltre ogni confine e barriera. Possiamo rimetterci in cammino, come è stato per secoli e millenni. “Si può guardare alla nostra storia da infiniti punti di vista, ma c’è una caratteristica che ci appartiene da sempre: siamo esseri in movimento. Ogni nostro cambiamento, ogni nostra scoperta, ogni nostra crisi è alla fine dei conti legata a uno spostamento, a viaggi ed esplorazioni”. Chi percorre queste strade sa che il mondo è unito. Il Nilo, le rotte del Mediterraneo, la Via della seta, la Route 66: le nostre radici sono fatte di strade. Alcune celebri, molte altre ignote. Per conoscerle basta rimettersi in viaggio. In fondo, cosa è sempre stato più naturale: chiudersi in casa o esplorare il mondo?

Storia. La formazione del concetto moderno

In tutte le lingue occidentali esiste un lemma che designa la «storia» e rimanda all’erodotea historía, con cui il concetto entra nel lessico intellettuale europeo (poi anche americano). Come accade per altre categorie fondanti, ciò può far pensare a una piena continuità storica: la storia e la storiografia indicano un’attività di indagine critica che, malgrado le varianti metodologiche, nella sostanza si estende da Erodoto e Tucidide fino ai nostri giorni. Ma le cose non stanno così. Nel corso del tempo, infatti, la funzione politico-sociale della storia e il suo stesso concetto cambiano profondamente. E il vero momento di svolta, che coincide appunto con la formazione del concetto moderno di storia, ha inizio precisamente nell’ultimo trentennio del XVIII secolo. Con una prodigiosa conoscenza delle fonti e una limpida esposizione, il saggio di Reinhart Koselleck illustra in ogni dettaglio questo profondo processo di trasformazione, per cui il termine tedesco Geschichte, assorbendo l’area semantica del vecchio lemma Historie si trasforma in un concetto insieme della realtà e della riflessione. La storia diventa la misura immanente del tempo umano, di cui assorbe ogni dimensione, proiettandosi anche in un’attesa del tempo futuro con cui muta persino il senso del passato. Tradotta per la prima volta in italiano, la voce Geschichte è anche un punto di raccordo per comprendere il senso teorico dell’intera opera di Koselleck.

Storia dei boschi: Dalle origini a oggi

«Dal mito della foresta ai boschi «costruiti» dall’uomo alle porte delle città. Una ricostruzione storica originale e per nulla scontata che ribalta la nostra concezione naturale del paesaggio. »Il bosco non è solo la quintessenza della natura, ma anche il prodotto della cultura, degli uomini che lo hanno plasmato curandolo e coltivandolo. Il mito del bosco naturale, selvaggio e immutabile è, perlopiù, solo una favola: rappresenta sì un porzione selvatica contrapposta al mondo civilizzato, ma ne è anche parte integrante. Come il paesaggio, anche il bosco è una costruzione umana, che subisce i cambiamenti naturali ma, soprattutto nel continente europeo, deve all’influenza dell’uomo, oltre alla sua esistenza, la sua evoluzione e la sua cura.Ecosistema complesso di animali e piante, il bosco non è un realtà immutabile e, come ci racconta Hansjörg Küster, necessita di continue attenzioni, cure e, paradossalmente, interventi da parte dell’uomo per sopravvivere. Küster dispiega tutta la sua esperienza in una storia culturale che in questi critici tempi di cambiamento climatico è anche un ammonimento: solo un nuovo patto tra uomo e natura permetterà a entrambi di continuare a vivere.

Storia degli Stati Uniti. La democrazia americana dalla fondazione all’era globale

Una nuova storia degli Stati Uniti aggiornata, agile ma esauriente, che copre l’intero arco temporale del percorso storico statunitense e si sofferma su tutte le grandi questioni sociali e politiche che l’hanno contrassegnato, dedicando particolare attenzione agli avvenimenti che hanno animato la storia americana della seconda metà del Novecento e del primo decennio del XXI secolo, fino agli sviluppi più recenti. In cosa gli Stati Uniti si sono subito identificati come “diversi dall’Europa”? In che modo percepiscono e perseguono il loro “destino manifesto”? Quale ruolo ha avuto, per altro verso, il Vecchio Continente nel loro sviluppo? Nell’epoca delle sfide globali, comprendere i nodi fondamentali dell’essenza degli Stati Uniti aiuta a capire anche le grandi linee di tendenza della loro politica internazionale che tanto ha influenzato, e influenza, la vita di tutti. **

Storia culturale della canzone italiana

Tutti sappiamo – o pensiamo di sapere – che cos’è la canzone italiana. Ne parliamo con gli amici guardando Sanremo, la ascoltiamo su Spotify o su vinile, la cantiamo sotto la doccia, la amiamo, la odiamo, o tutt’e due le cose insieme. Ma che cosa rende «italiana» una canzone? «Felicità», siamo tutti d’accordo, suona come una tipica «canzone italiana», al punto che potremmo definirla «all’italiana». E allora «Via con me» di Paolo Conte, coeva eppure lontana miglia e miglia dal successo sanremese di Al Bano e Romina, non lo è? O forse lo è meno, con quello swing americano e quella voce roca?Jacopo Tomatis parte da qui, dal ripensamento delle idee più diffuse sulla canzone italiana («canzone italiana come melodia», «canzone italiana come specchio della nazione», «canzone italiana come colonna sonora del suo tempo»), per scriverne una nuova storia. Fatta circolare su spartito o su rivista, trasmessa dalla radio, suonata da dischi e juke box, al cinema e alla tv, in concerti e festival, la canzone è stata, per un pubblico sempre più giovane, il punto di partenza per definire la propria identità (su una pista da ballo come nell’intimità della propria stanza), per fare musica e per parlare di musica. E allora hanno qualcosa da dirci non solo «Vola colomba», «Il cielo in una stanza», «Impressioni di settembre», «La canzone del sole», «Preghiera in gennaio», ma anche i nostri discorsi su queste canzoni, come le ascoltiamo, come le suoniamo, come le ricordiamo.Storia culturale della canzone italiana ripercorre i generi e le vicende della popular music in Italia ribaltando la prospettiva: osservando come la cultura abbia pensato la canzone, quale ruolo la canzone abbia avuto nella cultura e come questo sia mutato nel tempo – dal Quartetto Cetra agli urlatori, da Gino Paoli al Nuovo Canzoniere Italiano, da De Gregori a Ghali. Con la consapevolezza e l’ambizione che fare una storia della canzone in Italia non significa semplicemente raccontare la musica italiana, ma contribuire con un tassello importante a una storia culturale del nostro paese. Del resto, quando parliamo di musica non parliamo mai solo di musica.