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Il Muro Dei Muri

Storie di ribellione e d’amore, di conflitti generazionali e di razzismo, di partenze e di attese. Protagonisti sono i germanesi, gli immigrati italiani in Germania dalla “vita capovolta, con i piedi al Nord e la testa al Sud”, stranieri all’estero e a casa propria. Pubblicata per la prima volta in tedesco nel 1984 e in italiano nel 1993 da Argo in un’edizione ampliata, Il muro dei muri è l’opera d’esordio di Carmine Abate narratore: un sorprendente “romanzo a racconti” che sono incentrati sul tema dell’emigrazione e dell’incontro, forte e partecipato, di culture diverse. I suoi personaggi sono spesso giovani che si dibattono con rabbia o ironia tra improbabili miti del ritorno e voglia di integrazione, tra spaesamento e apertura a un mondo moderno, talvolta aspro e difficile ma che offre anche prospettive e speranze. Carmine Abate riesce a coniugare, con freschezza, scrittura civile e capacità di affabulazione, in quattordici storie intense ed esemplari, così simili a quelle di chi, nell’Italia e nell’Europa di oggi, viene a cercare la possibilità di una nuova vita.
**
### Sinossi
Storie di ribellione e d’amore, di conflitti generazionali e di razzismo, di partenze e di attese. Protagonisti sono i germanesi, gli immigrati italiani in Germania dalla “vita capovolta, con i piedi al Nord e la testa al Sud”, stranieri all’estero e a casa propria. Pubblicata per la prima volta in tedesco nel 1984 e in italiano nel 1993 da Argo in un’edizione ampliata, Il muro dei muri è l’opera d’esordio di Carmine Abate narratore: un sorprendente “romanzo a racconti” che sono incentrati sul tema dell’emigrazione e dell’incontro, forte e partecipato, di culture diverse. I suoi personaggi sono spesso giovani che si dibattono con rabbia o ironia tra improbabili miti del ritorno e voglia di integrazione, tra spaesamento e apertura a un mondo moderno, talvolta aspro e difficile ma che offre anche prospettive e speranze. Carmine Abate riesce a coniugare, con freschezza, scrittura civile e capacità di affabulazione, in quattordici storie intense ed esemplari, così simili a quelle di chi, nell’Italia e nell’Europa di oggi, viene a cercare la possibilità di una nuova vita.

Storie di ribellione e d’amore, di conflitti generazionali e di razzismo, di partenze e di attese. Protagonisti sono i germanesi, gli immigrati italiani in Germania dalla “vita capovolta, con i piedi al Nord e la testa al Sud”, stranieri all’estero e a casa propria. Pubblicata per la prima volta in tedesco nel 1984 e in italiano nel 1993 da Argo in un’edizione ampliata, Il muro dei muri è l’opera d’esordio di Carmine Abate narratore: un sorprendente “romanzo a racconti” che sono incentrati sul tema dell’emigrazione e dell’incontro, forte e partecipato, di culture diverse. I suoi personaggi sono spesso giovani che si dibattono con rabbia o ironia tra improbabili miti del ritorno e voglia di integrazione, tra spaesamento e apertura a un mondo moderno, talvolta aspro e difficile ma che offre anche prospettive e speranze. Carmine Abate riesce a coniugare, con freschezza, scrittura civile e capacità di affabulazione, in quattordici storie intense ed esemplari, così simili a quelle di chi, nell’Italia e nell’Europa di oggi, viene a cercare la possibilità di una nuova vita.
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### Sinossi
Storie di ribellione e d’amore, di conflitti generazionali e di razzismo, di partenze e di attese. Protagonisti sono i germanesi, gli immigrati italiani in Germania dalla “vita capovolta, con i piedi al Nord e la testa al Sud”, stranieri all’estero e a casa propria. Pubblicata per la prima volta in tedesco nel 1984 e in italiano nel 1993 da Argo in un’edizione ampliata, Il muro dei muri è l’opera d’esordio di Carmine Abate narratore: un sorprendente “romanzo a racconti” che sono incentrati sul tema dell’emigrazione e dell’incontro, forte e partecipato, di culture diverse. I suoi personaggi sono spesso giovani che si dibattono con rabbia o ironia tra improbabili miti del ritorno e voglia di integrazione, tra spaesamento e apertura a un mondo moderno, talvolta aspro e difficile ma che offre anche prospettive e speranze. Carmine Abate riesce a coniugare, con freschezza, scrittura civile e capacità di affabulazione, in quattordici storie intense ed esemplari, così simili a quelle di chi, nell’Italia e nell’Europa di oggi, viene a cercare la possibilità di una nuova vita.

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La mummia sussurrante

Buongiorno ragazzi. lo, Alfred Hitchcock, amo moltissimo gli argomenti allegri, come ben sanno tutti coloro che hanno assistito alla proiezione di qualche mio film. Ed è per questo che mi accingo con gioia a presentare la nuova avventura de I Tre Investigatori, dopo averne letto il titolo, veramente gradevole. Che una mummia sia una cosa gradevole è d’accordo con me anche un illustre egittologo, che ne tiene una in salotto per poterla studiare a proprio agio. Tuttavia quando all’improvviso la mummia si mette a sussurrare, il professore non è più del mio stesso parere, e nemmeno lo sono, com’era prevedibile, Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews. Tutt’e quattro però, cioè il professore e I Tre Investigatori, hanno deciso di scoprire come mai la mummia si sia messa a parlare dopo un silenzio durato appena qualche millennio. Il primo lo fa con spirito scientifico, e i secondi con spirito investigativo: e tutti insieme con molto spirito, anche se spesso, a causa della mummia, si dimenticano di possederne. Alfred Hitchcock

Buongiorno ragazzi. lo, Alfred Hitchcock, amo moltissimo gli argomenti allegri, come ben sanno tutti coloro che hanno assistito alla proiezione di qualche mio film. Ed è per questo che mi accingo con gioia a presentare la nuova avventura de I Tre Investigatori, dopo averne letto il titolo, veramente gradevole. Che una mummia sia una cosa gradevole è d’accordo con me anche un illustre egittologo, che ne tiene una in salotto per poterla studiare a proprio agio. Tuttavia quando all’improvviso la mummia si mette a sussurrare, il professore non è più del mio stesso parere, e nemmeno lo sono, com’era prevedibile, Jupiter Jones, Pete Crenshaw e Bob Andrews. Tutt’e quattro però, cioè il professore e I Tre Investigatori, hanno deciso di scoprire come mai la mummia si sia messa a parlare dopo un silenzio durato appena qualche millennio. Il primo lo fa con spirito scientifico, e i secondi con spirito investigativo: e tutti insieme con molto spirito, anche se spesso, a causa della mummia, si dimenticano di possederne. Alfred Hitchcock

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La moto di Scanderbeg

Un sorprendente romanzo corale in cui si intrecciano storie d’amore, di impegno civile e di spaesamento. Abate le narra con maestria, affidandole a voci possenti e appassionate che si affollano attorno al protagonista, Giovanni Alessi. Sempre in fuga dalla sua famiglia, dal suo paese in Calabria, dai fantasmi del passato e da se stesso, Giovanni approda in Germania sulle tracce dell’irrequieta e sensuale Claudia, che ama fin da ragazzo. A Colonia lavora dapprima come posapietre con uno zio, poi inizia a collaborare alla radio italiana. E intanto, grazie soprattutto ai racconti memorabili della madre e alle suggestioni magiche di un misterioso ragazzino dagli occhi di calamita, ripensa la sua storia e quella di suo padre Scanderbeg, affascinante leader delle lotte contadine nell’Italia del dopoguerra, sempre in sella alla sua moto, nel quale sembra rivivere il mitico condottiero dell’epopea albanese contro l’impero ottomano. ”Metafora di ogni meridione del mondo” ha scritto Vincenzo Consolo ” La moto di Scanderbeg è uno dei più felici esiti narrativi di questi anni. E soprattutto un attualissimo romanzo sullo smarrimento della nostra identità e sulla necessità del recupero della memoria.”
(source: Bol.com)

Un sorprendente romanzo corale in cui si intrecciano storie d’amore, di impegno civile e di spaesamento. Abate le narra con maestria, affidandole a voci possenti e appassionate che si affollano attorno al protagonista, Giovanni Alessi. Sempre in fuga dalla sua famiglia, dal suo paese in Calabria, dai fantasmi del passato e da se stesso, Giovanni approda in Germania sulle tracce dell’irrequieta e sensuale Claudia, che ama fin da ragazzo. A Colonia lavora dapprima come posapietre con uno zio, poi inizia a collaborare alla radio italiana. E intanto, grazie soprattutto ai racconti memorabili della madre e alle suggestioni magiche di un misterioso ragazzino dagli occhi di calamita, ripensa la sua storia e quella di suo padre Scanderbeg, affascinante leader delle lotte contadine nell’Italia del dopoguerra, sempre in sella alla sua moto, nel quale sembra rivivere il mitico condottiero dell’epopea albanese contro l’impero ottomano. ”Metafora di ogni meridione del mondo” ha scritto Vincenzo Consolo ” La moto di Scanderbeg è uno dei più felici esiti narrativi di questi anni. E soprattutto un attualissimo romanzo sullo smarrimento della nostra identità e sulla necessità del recupero della memoria.”
(source: Bol.com)

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Mostra Di Mostri

Roger Elwood, che ha già curato due inquietanti esposizioni di racconti in LE CITTA’ CHE CI ASPETTANO (Urania n. 646) e PROVE DI MATURITA’ (Urania n. 670), ha allestito questo volta la più raccapricciante delle mostre.

INDICE
IL MIO AMBIENTE NATURALE
Problem Child 
BRIAN LUMLEY
A LUME DI LUNA
Moonglow 
STEVE BARNES
CARICA DI SPETTRI
Night Riders 
LUC SCOTT
MAESTRA E SCOLARO
The Student 
K. M. O’DONNEL
DIARIO DI UN MANNARO
Diary of a Werewolf 
JOSEPH PAYNE BRENNAN
CERCHIO INTERNO
Inner Circle 
BARRY N. MALZBERG
RIFIUTI
Litter 
RAMSEY CAMPBELL
CHI E’ SILVIA, CHE COS’E’?
Who is Sylvia? 
SCORTIA E YARBRO
LA NOTTE DEL LUPO
Night of the Wolf 
ROBIN SCHAEFFER
GRIMJANK
Grimjank 
W. T. WEBB
LA MANO BENDATA
Cry Wolf 
BASIL COPPER
AMBIVALENZA
Testify 
BARRY N. MALZBERG
NAVANTHA
Second Chance (1978) 
CHARLES V. DE VET

Roger Elwood, che ha già curato due inquietanti esposizioni di racconti in LE CITTA’ CHE CI ASPETTANO (Urania n. 646) e PROVE DI MATURITA’ (Urania n. 670), ha allestito questo volta la più raccapricciante delle mostre.

INDICE
IL MIO AMBIENTE NATURALE
Problem Child 
BRIAN LUMLEY
A LUME DI LUNA
Moonglow 
STEVE BARNES
CARICA DI SPETTRI
Night Riders 
LUC SCOTT
MAESTRA E SCOLARO
The Student 
K. M. O’DONNEL
DIARIO DI UN MANNARO
Diary of a Werewolf 
JOSEPH PAYNE BRENNAN
CERCHIO INTERNO
Inner Circle 
BARRY N. MALZBERG
RIFIUTI
Litter 
RAMSEY CAMPBELL
CHI E’ SILVIA, CHE COS’E’?
Who is Sylvia? 
SCORTIA E YARBRO
LA NOTTE DEL LUPO
Night of the Wolf 
ROBIN SCHAEFFER
GRIMJANK
Grimjank 
W. T. WEBB
LA MANO BENDATA
Cry Wolf 
BASIL COPPER
AMBIVALENZA
Testify 
BARRY N. MALZBERG
NAVANTHA
Second Chance (1978) 
CHARLES V. DE VET

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Il mosaico del tempo grande

Una calda, luminosa estate del nuovo millennio: nella piazza assolata di Hora, paese della Calabria fondato secoli fa da esuli albanesi, si ferma un autobus e ne scende una splendida ragazza bionda con un bimbo fra le braccia. Ad assistere al suo arrivo c’è Michele, un giovane fresco di laurea che sta trascorrendo l’ultima estate al paese, prima di emigrare al Nord in cerca di un lavoro. E proprio Michele, grazie alla curiosità inesausta per le storie della sua gente, scoprirà il segreto di Laura Damis, la bionda sconosciuta, e del bambino che porta con sé. Nella cornice di questa memorabile estate mediterranea, Carmine Abate compone un emozionante ”mosaico” utilizzando tessere di smagliante vividezza e una lingua che, in un singolare esempio di plurilinguismo, non rinuncia mai al gusto del raccontare. Così, l’iniziazione di un giovane all’amore e alla vita s’intreccia con una vicenda tesa e avvincente come un giallo e con l’epopea degli antenati: una storia lunga di passioni, di sangue, di ossessioni che passano intatte attraverso il ”tempo grande” dei popoli e delle generazioni. Con questo romanzo Abate ha vinto il premio Vittorini e il premio dei lettori Biblioteche di Roma.
(source: Bol.com)

Una calda, luminosa estate del nuovo millennio: nella piazza assolata di Hora, paese della Calabria fondato secoli fa da esuli albanesi, si ferma un autobus e ne scende una splendida ragazza bionda con un bimbo fra le braccia. Ad assistere al suo arrivo c’è Michele, un giovane fresco di laurea che sta trascorrendo l’ultima estate al paese, prima di emigrare al Nord in cerca di un lavoro. E proprio Michele, grazie alla curiosità inesausta per le storie della sua gente, scoprirà il segreto di Laura Damis, la bionda sconosciuta, e del bambino che porta con sé. Nella cornice di questa memorabile estate mediterranea, Carmine Abate compone un emozionante ”mosaico” utilizzando tessere di smagliante vividezza e una lingua che, in un singolare esempio di plurilinguismo, non rinuncia mai al gusto del raccontare. Così, l’iniziazione di un giovane all’amore e alla vita s’intreccia con una vicenda tesa e avvincente come un giallo e con l’epopea degli antenati: una storia lunga di passioni, di sangue, di ossessioni che passano intatte attraverso il ”tempo grande” dei popoli e delle generazioni. Con questo romanzo Abate ha vinto il premio Vittorini e il premio dei lettori Biblioteche di Roma.
(source: Bol.com)

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Morte di un fantasma

«*Margery Allingham splende come una stella.*»
**Agatha Christie**
Londra, Little Venice. Albert Campion viene a trovarsi sulla scena di un crimine, perpetrato, questa volta, durante un party a casa di Belle, la vedova di un famoso pittore del periodo edoardiano, John Sebastian Lafcadio. Lafcadio ha lasciato in eredità dodici suoi preziosi quadri, con l’indicazione di esibirne uno alla volta in una mostra, ogni anno dopo la sua morte.
Ma l’esibizione dell’ottavo quadro viene funestata da un omicidio, quello di Thomas Dacre, un artista protégé di Lafcadio nonché fidanzato di sua nipote Linda. Dacre è appena tornato dall’Italia portando con sé la bella Rosa Rosa, sua modella, sua musa e… altro. Naturalmente i sospetti cadono subito su Linda, arrabbiatissima con Dacre, non perché proponga un ménage à trois con Rosa Rosa, ma perché – e qui entriamo in territorio prettamente allinghamiano – in Italia la sua arte è diventata cheap.
Belle è una gran dama, e per l’occasione ha radunato la crème de la crème del mondo aristocratico e artistico, oltre a Max Fustian, erede dell’agenzia incaricata delle mostre annuali, e il suo giovane amico Albert Campion. Durante il ricevimento saltano le luci. Quando si riaccendono, Dacre giace sul pavimento pugnalato al cuore con un paio di forbici «artistiche», opera di una delle ospiti fisse di Belle. Perché la casa nonché la dependance di Belle sono piene di gente: domestici, ex amanti di Lafcadio, ex modelle cadute in povertà, familiari delle medesime, tutti con tendenze artistiche e tutti squattrinati.
Naturalmente Campion viene cooptato dalla polizia per risolvere il caso, e deve usare tutto il suo  proverbiale tatto e la sua formidabile intelligenza per intrappolare l’omicida. E come sempre nei romanzi di Allingham, la trama si fa complicata, i personaggi presentano imprevedibili risvolti caratteriali e l’azione diventa frenetica. Niente è mai semplice, nemmeno per Campion, che però…
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### Sinossi
«*Margery Allingham splende come una stella.*»
**Agatha Christie**
Londra, Little Venice. Albert Campion viene a trovarsi sulla scena di un crimine, perpetrato, questa volta, durante un party a casa di Belle, la vedova di un famoso pittore del periodo edoardiano, John Sebastian Lafcadio. Lafcadio ha lasciato in eredità dodici suoi preziosi quadri, con l’indicazione di esibirne uno alla volta in una mostra, ogni anno dopo la sua morte.
Ma l’esibizione dell’ottavo quadro viene funestata da un omicidio, quello di Thomas Dacre, un artista protégé di Lafcadio nonché fidanzato di sua nipote Linda. Dacre è appena tornato dall’Italia portando con sé la bella Rosa Rosa, sua modella, sua musa e… altro. Naturalmente i sospetti cadono subito su Linda, arrabbiatissima con Dacre, non perché proponga un ménage à trois con Rosa Rosa, ma perché – e qui entriamo in territorio prettamente allinghamiano – in Italia la sua arte è diventata cheap.
Belle è una gran dama, e per l’occasione ha radunato la crème de la crème del mondo aristocratico e artistico, oltre a Max Fustian, erede dell’agenzia incaricata delle mostre annuali, e il suo giovane amico Albert Campion. Durante il ricevimento saltano le luci. Quando si riaccendono, Dacre giace sul pavimento pugnalato al cuore con un paio di forbici «artistiche», opera di una delle ospiti fisse di Belle. Perché la casa nonché la dependance di Belle sono piene di gente: domestici, ex amanti di Lafcadio, ex modelle cadute in povertà, familiari delle medesime, tutti con tendenze artistiche e tutti squattrinati.
Naturalmente Campion viene cooptato dalla polizia per risolvere il caso, e deve usare tutto il suo  proverbiale tatto e la sua formidabile intelligenza per intrappolare l’omicida. E come sempre nei romanzi di Allingham, la trama si fa complicata, i personaggi presentano imprevedibili risvolti caratteriali e l’azione diventa frenetica. Niente è mai semplice, nemmeno per Campion, che però…

«*Margery Allingham splende come una stella.*»
**Agatha Christie**
Londra, Little Venice. Albert Campion viene a trovarsi sulla scena di un crimine, perpetrato, questa volta, durante un party a casa di Belle, la vedova di un famoso pittore del periodo edoardiano, John Sebastian Lafcadio. Lafcadio ha lasciato in eredità dodici suoi preziosi quadri, con l’indicazione di esibirne uno alla volta in una mostra, ogni anno dopo la sua morte.
Ma l’esibizione dell’ottavo quadro viene funestata da un omicidio, quello di Thomas Dacre, un artista protégé di Lafcadio nonché fidanzato di sua nipote Linda. Dacre è appena tornato dall’Italia portando con sé la bella Rosa Rosa, sua modella, sua musa e… altro. Naturalmente i sospetti cadono subito su Linda, arrabbiatissima con Dacre, non perché proponga un ménage à trois con Rosa Rosa, ma perché – e qui entriamo in territorio prettamente allinghamiano – in Italia la sua arte è diventata cheap.
Belle è una gran dama, e per l’occasione ha radunato la crème de la crème del mondo aristocratico e artistico, oltre a Max Fustian, erede dell’agenzia incaricata delle mostre annuali, e il suo giovane amico Albert Campion. Durante il ricevimento saltano le luci. Quando si riaccendono, Dacre giace sul pavimento pugnalato al cuore con un paio di forbici «artistiche», opera di una delle ospiti fisse di Belle. Perché la casa nonché la dependance di Belle sono piene di gente: domestici, ex amanti di Lafcadio, ex modelle cadute in povertà, familiari delle medesime, tutti con tendenze artistiche e tutti squattrinati.
Naturalmente Campion viene cooptato dalla polizia per risolvere il caso, e deve usare tutto il suo  proverbiale tatto e la sua formidabile intelligenza per intrappolare l’omicida. E come sempre nei romanzi di Allingham, la trama si fa complicata, i personaggi presentano imprevedibili risvolti caratteriali e l’azione diventa frenetica. Niente è mai semplice, nemmeno per Campion, che però…
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### Sinossi
«*Margery Allingham splende come una stella.*»
**Agatha Christie**
Londra, Little Venice. Albert Campion viene a trovarsi sulla scena di un crimine, perpetrato, questa volta, durante un party a casa di Belle, la vedova di un famoso pittore del periodo edoardiano, John Sebastian Lafcadio. Lafcadio ha lasciato in eredità dodici suoi preziosi quadri, con l’indicazione di esibirne uno alla volta in una mostra, ogni anno dopo la sua morte.
Ma l’esibizione dell’ottavo quadro viene funestata da un omicidio, quello di Thomas Dacre, un artista protégé di Lafcadio nonché fidanzato di sua nipote Linda. Dacre è appena tornato dall’Italia portando con sé la bella Rosa Rosa, sua modella, sua musa e… altro. Naturalmente i sospetti cadono subito su Linda, arrabbiatissima con Dacre, non perché proponga un ménage à trois con Rosa Rosa, ma perché – e qui entriamo in territorio prettamente allinghamiano – in Italia la sua arte è diventata cheap.
Belle è una gran dama, e per l’occasione ha radunato la crème de la crème del mondo aristocratico e artistico, oltre a Max Fustian, erede dell’agenzia incaricata delle mostre annuali, e il suo giovane amico Albert Campion. Durante il ricevimento saltano le luci. Quando si riaccendono, Dacre giace sul pavimento pugnalato al cuore con un paio di forbici «artistiche», opera di una delle ospiti fisse di Belle. Perché la casa nonché la dependance di Belle sono piene di gente: domestici, ex amanti di Lafcadio, ex modelle cadute in povertà, familiari delle medesime, tutti con tendenze artistiche e tutti squattrinati.
Naturalmente Campion viene cooptato dalla polizia per risolvere il caso, e deve usare tutto il suo  proverbiale tatto e la sua formidabile intelligenza per intrappolare l’omicida. E come sempre nei romanzi di Allingham, la trama si fa complicata, i personaggi presentano imprevedibili risvolti caratteriali e l’azione diventa frenetica. Niente è mai semplice, nemmeno per Campion, che però…

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La morte di Egor Il’ic

Il progressivo disfacimento e la morte di un armadio per libri sono presi a feroce pretesto per parlare della Mosca di oggi.

Il progressivo disfacimento e la morte di un armadio per libri sono presi a feroce pretesto per parlare della Mosca di oggi.

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La morte di Achille

Scoprire l’autore dell’oscuro assassinio politico sullo sfondo della colonizzazione cecena attuata dai russi nell’Ottocento: non è questo il motivo per cui Erast Fandorin è stato chiamato a Mosca dal governo con un incarico speciale. Ma l’apparente morte naturale del generale Sobolev preoccupa il nostro giovane investigatore, che vuole vederci chiaro. Fandorin non sa ancora che quello che è solo il primo di un’inquietante catena di delitti, dietro ai quali si nasconde uno spietato sicario dagli occhi di ghiaccio.
**

Scoprire l’autore dell’oscuro assassinio politico sullo sfondo della colonizzazione cecena attuata dai russi nell’Ottocento: non è questo il motivo per cui Erast Fandorin è stato chiamato a Mosca dal governo con un incarico speciale. Ma l’apparente morte naturale del generale Sobolev preoccupa il nostro giovane investigatore, che vuole vederci chiaro. Fandorin non sa ancora che quello che è solo il primo di un’inquietante catena di delitti, dietro ai quali si nasconde uno spietato sicario dagli occhi di ghiaccio.
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Mondi senza fine – parte 1 (Urania)

“Come sempre” dice Gardner Dozois “il miglior acquisto per un lettore di fantascienza sono i vari Best of the Year, almeno nel campo delle antologie.” In America ne escono diversi, spesso sovrapponendo i racconti, e senza contare le analoghe raccolte dedicate alla fantasy, all’horror e al weird. In Italia, “Urania” è l’unica a fare da anni un’operazione del genere: prima con le raccolte curate da David G. Hartwell e ora con quelle monumentali di Gardner Dozois, ciascuna delle quali deborda in tre corposi volumi del “Millemondi”. Anche quest’anno siamo fedeli all’appuntamento con oltre novecento pagine di science fiction e science fantasy, in compagnia di autori eccellenti e di rivelazioni fra cui Lavie Tidhar, Eleanor Arnason, Aliette de Bodard e Gregory Benford. A rappresentare la fantascienza britannica i grandi Alastair Reynolds, Ian McDonald, Stephen Baxter e Paul McAuley: incontrateli nei tre volumi di questa serie da biblioteca.
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### Sinossi
“Come sempre” dice Gardner Dozois “il miglior acquisto per un lettore di fantascienza sono i vari Best of the Year, almeno nel campo delle antologie.” In America ne escono diversi, spesso sovrapponendo i racconti, e senza contare le analoghe raccolte dedicate alla fantasy, all’horror e al weird. In Italia, “Urania” è l’unica a fare da anni un’operazione del genere: prima con le raccolte curate da David G. Hartwell e ora con quelle monumentali di Gardner Dozois, ciascuna delle quali deborda in tre corposi volumi del “Millemondi”. Anche quest’anno siamo fedeli all’appuntamento con oltre novecento pagine di science fiction e science fantasy, in compagnia di autori eccellenti e di rivelazioni fra cui Lavie Tidhar, Eleanor Arnason, Aliette de Bodard e Gregory Benford. A rappresentare la fantascienza britannica i grandi Alastair Reynolds, Ian McDonald, Stephen Baxter e Paul McAuley: incontrateli nei tre volumi di questa serie da biblioteca.

“Come sempre” dice Gardner Dozois “il miglior acquisto per un lettore di fantascienza sono i vari Best of the Year, almeno nel campo delle antologie.” In America ne escono diversi, spesso sovrapponendo i racconti, e senza contare le analoghe raccolte dedicate alla fantasy, all’horror e al weird. In Italia, “Urania” è l’unica a fare da anni un’operazione del genere: prima con le raccolte curate da David G. Hartwell e ora con quelle monumentali di Gardner Dozois, ciascuna delle quali deborda in tre corposi volumi del “Millemondi”. Anche quest’anno siamo fedeli all’appuntamento con oltre novecento pagine di science fiction e science fantasy, in compagnia di autori eccellenti e di rivelazioni fra cui Lavie Tidhar, Eleanor Arnason, Aliette de Bodard e Gregory Benford. A rappresentare la fantascienza britannica i grandi Alastair Reynolds, Ian McDonald, Stephen Baxter e Paul McAuley: incontrateli nei tre volumi di questa serie da biblioteca.
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### Sinossi
“Come sempre” dice Gardner Dozois “il miglior acquisto per un lettore di fantascienza sono i vari Best of the Year, almeno nel campo delle antologie.” In America ne escono diversi, spesso sovrapponendo i racconti, e senza contare le analoghe raccolte dedicate alla fantasy, all’horror e al weird. In Italia, “Urania” è l’unica a fare da anni un’operazione del genere: prima con le raccolte curate da David G. Hartwell e ora con quelle monumentali di Gardner Dozois, ciascuna delle quali deborda in tre corposi volumi del “Millemondi”. Anche quest’anno siamo fedeli all’appuntamento con oltre novecento pagine di science fiction e science fantasy, in compagnia di autori eccellenti e di rivelazioni fra cui Lavie Tidhar, Eleanor Arnason, Aliette de Bodard e Gregory Benford. A rappresentare la fantascienza britannica i grandi Alastair Reynolds, Ian McDonald, Stephen Baxter e Paul McAuley: incontrateli nei tre volumi di questa serie da biblioteca.

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Il Monastero Dei Delitti

**La storia come la conosciamo sta per essere riscritta
Un grande thriller
Il tempo non cancella l’orrore nell’eterna lotta tra bene e male**
Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medioevale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?
**Cosa hanno in comune i delitti del mostro di Firenze, un antico manoscritto criptato e i tremendi segreti di un monastero del Trecento?**
«Un romanzo che ci offre un’immagine inedita e inquietante di Firenze.»
**il Messaggero**
«Lo stile fluido e incalzante, il lessico colto e raffinato, ma soprattutto la cura quasi maniacale degli elementi storici e sociali in cui i personaggi si muovono lo rendono uno dei migliori thriller letti negli ultimi anni.»
**Leggere: tutti**
**Claudio Aita**
Figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali. Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. *Il monastero dei delitti *è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton.
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### Sinossi
**La storia come la conosciamo sta per essere riscritta
Un grande thriller
Il tempo non cancella l’orrore nell’eterna lotta tra bene e male**
Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medioevale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?
**Cosa hanno in comune i delitti del mostro di Firenze, un antico manoscritto criptato e i tremendi segreti di un monastero del Trecento?**
«Un romanzo che ci offre un’immagine inedita e inquietante di Firenze.»
**il Messaggero**
«Lo stile fluido e incalzante, il lessico colto e raffinato, ma soprattutto la cura quasi maniacale degli elementi storici e sociali in cui i personaggi si muovono lo rendono uno dei migliori thriller letti negli ultimi anni.»
**Leggere: tutti**
**Claudio Aita**
Figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali. Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. *Il monastero dei delitti *è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton.

**La storia come la conosciamo sta per essere riscritta
Un grande thriller
Il tempo non cancella l’orrore nell’eterna lotta tra bene e male**
Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medioevale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?
**Cosa hanno in comune i delitti del mostro di Firenze, un antico manoscritto criptato e i tremendi segreti di un monastero del Trecento?**
«Un romanzo che ci offre un’immagine inedita e inquietante di Firenze.»
**il Messaggero**
«Lo stile fluido e incalzante, il lessico colto e raffinato, ma soprattutto la cura quasi maniacale degli elementi storici e sociali in cui i personaggi si muovono lo rendono uno dei migliori thriller letti negli ultimi anni.»
**Leggere: tutti**
**Claudio Aita**
Figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali. Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. *Il monastero dei delitti *è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton.
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### Sinossi
**La storia come la conosciamo sta per essere riscritta
Un grande thriller
Il tempo non cancella l’orrore nell’eterna lotta tra bene e male**
Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medioevale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?
**Cosa hanno in comune i delitti del mostro di Firenze, un antico manoscritto criptato e i tremendi segreti di un monastero del Trecento?**
«Un romanzo che ci offre un’immagine inedita e inquietante di Firenze.»
**il Messaggero**
«Lo stile fluido e incalzante, il lessico colto e raffinato, ma soprattutto la cura quasi maniacale degli elementi storici e sociali in cui i personaggi si muovono lo rendono uno dei migliori thriller letti negli ultimi anni.»
**Leggere: tutti**
**Claudio Aita**
Figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali. Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. *Il monastero dei delitti *è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton.

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Monarchia-Commentario

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La ‘Monarchia’ espone il pensiero di Dante sul rapporto tra il potere statale e quello papale. Stabilito che è allo Stato che spetta la supremazia, si chiarisce che questa non può non avere come riferimento l’autorità papale, a cui occorre guardare con “quella reverenza che il figlio primogenito deve usare nei confronti del padre “. Tale soluzione viene sostenuta sulla base del metodo sillogistico aristotelico, grazie al quale Dante dimostra, argomenta, confuta tesi avversarie, costruendo passo passo la sua difesa della monarchia universale. Alcuni decenni dopo la morte dell’autore comparve il ‘Commentario’ ghibellino di Cola di Rienzo qui in prima traduzione italiana assoluta – e, a distanza di quasi un secolo, la traduzione in volgare di Marsilio Ficino.
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La ‘Monarchia’ espone il pensiero di Dante sul rapporto tra il potere statale e quello papale. Stabilito che è allo Stato che spetta la supremazia, si chiarisce che questa non può non avere come riferimento l’autorità papale, a cui occorre guardare con “quella reverenza che il figlio primogenito deve usare nei confronti del padre “. Tale soluzione viene sostenuta sulla base del metodo sillogistico aristotelico, grazie al quale Dante dimostra, argomenta, confuta tesi avversarie, costruendo passo passo la sua difesa della monarchia universale. Alcuni decenni dopo la morte dell’autore comparve il ‘Commentario’ ghibellino di Cola di Rienzo qui in prima traduzione italiana assoluta – e, a distanza di quasi un secolo, la traduzione in volgare di Marsilio Ficino.
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Monarchia

La nuova Edizione Nazionale della Monarchia, curata da Prue Shaw per la Società Dantesca Italiana, sostituisce l’edizione del 1965 curata da Pier Giorgio Ricci. Questa nuova edizione critica, basata sulla collazione integrale di tutta la tradizione manoscritta conosciuta fino ad oggi, aggiorna e in parte modifica l’edizione Ricci in alcuni importanti aspetti: la Shaw aggiunge lo spoglio di due manoscritti scoperti dopo il 1965 – il manoscritto di Uppsala (P133 della Biblioteca Carolina Rediviva) e il manoscritto Phillips. La curatrice giunge a stabilire, dopo un’analisi scientificamente accurata e argomentata, nuove relazioni tra le famiglie di manoscritti, dimostrando che la tradizione manoscritta della Monarchia è rappresentata con uno stemma codicum a tre rami, di contro a quello ipotizzato dal Ricci a due rami. Una delle prime conseguenze è l’emendamento di circa 40 luoghi rispetto all’edizione del 1965. A supporto di questa nuova analisi la presente edizione fornisce la Monarchia di un apparato critico completo che rappresenta per la prima volta l’intera tradizione dell’opera dantesca.

La nuova Edizione Nazionale della Monarchia, curata da Prue Shaw per la Società Dantesca Italiana, sostituisce l’edizione del 1965 curata da Pier Giorgio Ricci. Questa nuova edizione critica, basata sulla collazione integrale di tutta la tradizione manoscritta conosciuta fino ad oggi, aggiorna e in parte modifica l’edizione Ricci in alcuni importanti aspetti: la Shaw aggiunge lo spoglio di due manoscritti scoperti dopo il 1965 – il manoscritto di Uppsala (P133 della Biblioteca Carolina Rediviva) e il manoscritto Phillips. La curatrice giunge a stabilire, dopo un’analisi scientificamente accurata e argomentata, nuove relazioni tra le famiglie di manoscritti, dimostrando che la tradizione manoscritta della Monarchia è rappresentata con uno stemma codicum a tre rami, di contro a quello ipotizzato dal Ricci a due rami. Una delle prime conseguenze è l’emendamento di circa 40 luoghi rispetto all’edizione del 1965. A supporto di questa nuova analisi la presente edizione fornisce la Monarchia di un apparato critico completo che rappresenta per la prima volta l’intera tradizione dell’opera dantesca.

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Molta strada (prima di dormire)

“C’è ancora qualche vecchio indiano che ti può raccontare la storia. Di quando l’aria della notte era smossa da lunghi boati sordi, come un tuono lontano che galoppa nel vento, e le montagne – le sacre montagne dalle cime mozzate – sembravano sul punto di aprirsi e sbriciolarsi al suolo. Poi, una notte d’estate, nel cielo apparvero cento soli e la sabbia bianca del deserto divenne una distesa verde acqua, come cristalli di giada incastonati in un mosaico infinito. Soltanto più tardi si venne a sapere che quel cupo accavallarsi di suoni, che riempiva la valle e gli occhi di sgomento, non era il rimprovero senza appello di dei furenti, bensì l’effetto ordinario di quanto il mondo avrebbe imparato a conoscere col nome di bomba atomica”.
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### Sinossi
“C’è ancora qualche vecchio indiano che ti può raccontare la storia. Di quando l’aria della notte era smossa da lunghi boati sordi, come un tuono lontano che galoppa nel vento, e le montagne – le sacre montagne dalle cime mozzate – sembravano sul punto di aprirsi e sbriciolarsi al suolo. Poi, una notte d’estate, nel cielo apparvero cento soli e la sabbia bianca del deserto divenne una distesa verde acqua, come cristalli di giada incastonati in un mosaico infinito. Soltanto più tardi si venne a sapere che quel cupo accavallarsi di suoni, che riempiva la valle e gli occhi di sgomento, non era il rimprovero senza appello di dei furenti, bensì l’effetto ordinario di quanto il mondo avrebbe imparato a conoscere col nome di bomba atomica”.

“C’è ancora qualche vecchio indiano che ti può raccontare la storia. Di quando l’aria della notte era smossa da lunghi boati sordi, come un tuono lontano che galoppa nel vento, e le montagne – le sacre montagne dalle cime mozzate – sembravano sul punto di aprirsi e sbriciolarsi al suolo. Poi, una notte d’estate, nel cielo apparvero cento soli e la sabbia bianca del deserto divenne una distesa verde acqua, come cristalli di giada incastonati in un mosaico infinito. Soltanto più tardi si venne a sapere che quel cupo accavallarsi di suoni, che riempiva la valle e gli occhi di sgomento, non era il rimprovero senza appello di dei furenti, bensì l’effetto ordinario di quanto il mondo avrebbe imparato a conoscere col nome di bomba atomica”.
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### Sinossi
“C’è ancora qualche vecchio indiano che ti può raccontare la storia. Di quando l’aria della notte era smossa da lunghi boati sordi, come un tuono lontano che galoppa nel vento, e le montagne – le sacre montagne dalle cime mozzate – sembravano sul punto di aprirsi e sbriciolarsi al suolo. Poi, una notte d’estate, nel cielo apparvero cento soli e la sabbia bianca del deserto divenne una distesa verde acqua, come cristalli di giada incastonati in un mosaico infinito. Soltanto più tardi si venne a sapere che quel cupo accavallarsi di suoni, che riempiva la valle e gli occhi di sgomento, non era il rimprovero senza appello di dei furenti, bensì l’effetto ordinario di quanto il mondo avrebbe imparato a conoscere col nome di bomba atomica”.

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