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Poker di Donne. La sfida del Re di Cuori

Il Re di Cuori è tornato e ha ripreso a uccidere. Solo donne, apparentemente senza alcun legame tra di loro, apparentemente solo per gioco. Annuncia il suo ritorno con una lettera e con un cadavere. Lancia la sua sfida: ucciderà una donna alla settimana, giusto il tempo che manca ad arrivare a Natale, ucciderà una regina alla volta lasciando quella più importante per ultima, la Regina di Cuori. La sua Regina di Cuori. Completando un macabro Poker di Donne.
In una mattina come tante tra la corrispondenza che viene smistata in centrale arriva la prima di una serie di lettere. Firmata semplicemente il Re di Cuori e indirizzata a Dana Price, la detective che ha catturato anni prima il pericoloso serial killer e che lo ha fatto condannare all’ergastolo. Una lettera che spiazza tutti i componenti della squadra. Soprattutto perché John Jacobs, lo spietato serial killer soprannominato il Re di Cuori, è morto suicida due anni prima ancora in carcere. Ma allora chi si cela dietro quelle lettere di minaccia e sfida che annunciano la morte di quattro donne innocenti?
Per Dana Price e il suo collega Sam Clark inizia una incalzante corsa contro il tempo per impedire al serial killer di arrivare sempre un attimo prima di loro e lasciare una scia di sangue che i due detective sembra non riuscano ad arrestare.
Mentre le festività natalizie si avvicinano avvolgendo una città in preda alla frenesia e stretta nella morsa del gelo, il passato del detective Dana Price torna a bussare alla sua porta. Un passato di dolore che lei non può ignorare, situazioni rimaste in sospeso che prima o poi dovranno essere chiuse. Un passato di sofferenza che torna sotto le spoglie del Re di Cuori e che la costringe ad accettare la sua macabra sfida, perché Dana Price è la Regina di Cuori, l’ultima vittima designata, l’unica persona in grado di tentare di fermare quel folle omicida.
Il volume è la riedizione del romanzo “Poker di donne” della stessa autrice pubblicato in ebook nel 2016.
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### Sinossi
Il Re di Cuori è tornato e ha ripreso a uccidere. Solo donne, apparentemente senza alcun legame tra di loro, apparentemente solo per gioco. Annuncia il suo ritorno con una lettera e con un cadavere. Lancia la sua sfida: ucciderà una donna alla settimana, giusto il tempo che manca ad arrivare a Natale, ucciderà una regina alla volta lasciando quella più importante per ultima, la Regina di Cuori. La sua Regina di Cuori. Completando un macabro Poker di Donne.
In una mattina come tante tra la corrispondenza che viene smistata in centrale arriva la prima di una serie di lettere. Firmata semplicemente il Re di Cuori e indirizzata a Dana Price, la detective che ha catturato anni prima il pericoloso serial killer e che lo ha fatto condannare all’ergastolo. Una lettera che spiazza tutti i componenti della squadra. Soprattutto perché John Jacobs, lo spietato serial killer soprannominato il Re di Cuori, è morto suicida due anni prima ancora in carcere. Ma allora chi si cela dietro quelle lettere di minaccia e sfida che annunciano la morte di quattro donne innocenti?
Per Dana Price e il suo collega Sam Clark inizia una incalzante corsa contro il tempo per impedire al serial killer di arrivare sempre un attimo prima di loro e lasciare una scia di sangue che i due detective sembra non riuscano ad arrestare.
Mentre le festività natalizie si avvicinano avvolgendo una città in preda alla frenesia e stretta nella morsa del gelo, il passato del detective Dana Price torna a bussare alla sua porta. Un passato di dolore che lei non può ignorare, situazioni rimaste in sospeso che prima o poi dovranno essere chiuse. Un passato di sofferenza che torna sotto le spoglie del Re di Cuori e che la costringe ad accettare la sua macabra sfida, perché Dana Price è la Regina di Cuori, l’ultima vittima designata, l’unica persona in grado di tentare di fermare quel folle omicida.
Il volume è la riedizione del romanzo “Poker di donne” della stessa autrice pubblicato in ebook nel 2016.

Il poeta innamorato: Su Dante, Petrarca e la poesia medievale

La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità.
Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.
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### Sinossi
La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità.
Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.

Un po’ di follia in primavera

‘Alessia Gazzola si conferma la regina del medical thriller italiano.’
la Repubblica

‘I romanzi di Alessia Gazzola sono, per me, un bel cartoccio di patatine fritte cucinate a regola d’arte, croccanti e dorate, che dalla prima all’ultima pagina ti regalano una bella bolla di problemi altrui di cui impicciarti con l’implicita autorizzazione di chi te li racconta.’
TTL – La Stampa – Marco Malvaldi

‘Alessia Gazzola è una scrittrice di incredibile talento. Grande tensione psicologica e un ritmo travolgente, vi terrà svegli tutta la notte!’
Jeffery Deaver

‘Scritto bene, intelligente e fa morir dal ridere.’
Luciana Littizzetto

Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

La serie dell’Allieva:

L’allieva
Un segreto non è per sempre
Sindrome da cuore in sospeso
Le ossa della principessa
Una lunga estate crudele
Un po’ di follia in primavera
Arabesque

(source: Bol.com)

PNL facile. Migliora da subito le tue relazioni, il tuo lavoro, la tua vita con la Programmazione Neuro-Linguistica

Cos’è la PNL e a cosa serve? È un metodo per capire quello che pensano gli altri? Un sistema per diventare un grande venditore? Lo strumento per manipolare la volontà altrui? O forse, semplicemente, un modo per stare meglio e avere più successo, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni? Si parla moltissimo di PNL (che – detto per inciso – significa Programmazione Neuro-Linguistica…), delle sue svariate applicazioni in ambiti diversissimi: per eccellere nello sport, per fare carriera, per perdere peso, per smettere di fumare, addirittura per sedurre un partner… I corsi a disposizione sono molti e i coach (cioè i formatori specializzati) si moltiplicano. Ma quando si tratta di capirne in autonomia i fondamenti, senza per forza frequentare un seminario, il mistero si infittisce. I volumi sull’argomento sono spesso difficili e molto tecnici. Andrea Favaretto ha scritto questo libro con un obiettivo preciso: rendere semplice la teoria e concrete le tecniche. “PNL facile” è, finalmente, un manuale operativo per poterla applicare subito e con risultati immediati. Con uno stile diretto e senza fronzoli, l’autore spiega come migliorare le diverse aree della vita e cambia per sempre il nostro sguardo sul mondo e sugli altri.
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Plauto ed il suo Teatro: Scene Romane

* Indice interattivo.
* Annotato.
Un attività operosa sviluppasi sempre più, e nel campo dell’arte, in musica come in letteratura, sul teatro come nel libro si fa sentire la tendenza a tutto ciò che è serio.
Alla spigliata sceneggiatura della commedia così detta di giuoco, – ai graziosi equivoci della Pochade, al fatuo bagliore di un frizzo detto a tempo, – ai soliti mariti ingannati – alle mogli frivole – ai mille intrighi dell’amore – alla caccia delle doti, si preferiscono oggi quei grandi quadri innanzi a cui sentiamo di rivivere in un passato ricco di tante memorie.
Si va verso l’avvenire e si direbbe che si sente il bisogno di guardarci indietro per persuaderci di poter affrontare questa infinità ignota e seducente che sta davanti a noi.
Alle avventure degli antichi cavalieri della tavola rotonda – ai Faublas! ed ai moschettieri, si sente il bisogno di sostituire qualche altra cosa.
Lo studio della storia incomincia ad allettare le giovani menti, e sul campo della scena agitansi questioni sociali, e riproduconsi le più chiare individualità il cui nome ricorda un Epoca!…
Ferrari scrive il Viglius – Marenco prepara un Lutero dopo aver scritto il Raffaello – Giacometti scrive un Milangelo dopo aver tratte sulla scena le sublimi figure di Sofocle e di Tasso, – Salmini completa il Maometto, e Cossa dopo il Nerone rende possibile sul teatro la rappresentazione di un lavoro come il Plauto in cui è lasciato in disparte tutto ciò che si crede la vita essenziale del dramma, vale a dire l’interesse dell’azione, ed il movimento delle passioni, per divertire lo spettatore colla esposizione d’una successione di quadri storici che hanno una vita tutt’affatto propria.
L’arte dunque trionfa!…
L’arte che fa di sé stessa il tutto!… L’arte che frange ogni vincolo per dire, sono mie tutte le forme con cui può o vuole rivelarsi l’ingegno umano!…
Vedendo con piacere svilupparsi questa avida ricerca del passato, mi parve opera non affatto disutile compendiare in un ristretto volume quelle notizie sul Plauto che potei raccogliere dagli storici che ce ne tramandarono le memorie.
Alle personali notizie sul poeta a cui il teatro italiano deve gran parte del suo primitivo sviluppo, cercai congiungere i diversi particolari che riguardano quella lontana epoca, per dare un’idea esatta dello stato del teatro e delle forme dell’antica commedia.
Questi i contenuti:
DUE PAROLE D’INTRODUZIONE
PLAUTO ED IL SUO TEATRO
CAPITOLO I. Roma e l’arte Drammatica all’Epoca di Plauto.
CAPITOLO II. Forme della Commedia Romana, Terenzio e Plauto.
CAPITOLO III. Plauto ed il suo teatro.
CAPITOLO IV. Il mercante di schiave.
CAPITOLO V. Alla Taverna.
CAPITOLO VI. Le Rappresentazioni.
CAPITOLO VII. Forme delle composizioni teatrali.
CAPITOLO VIII. Personaggi e Situazioni
CAPITOLO IX. Gli Spettatori.
CAPITOLO X. Amore e Sfortuna.
CAPITOLO XI. Un articolo delle 12 tavole.
CAPITOLO XII. Quintiliano il Fornajo.
CAPITOLO XIII. L’Anfitrione.
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### Sinossi
* Indice interattivo.
* Annotato.
Un attività operosa sviluppasi sempre più, e nel campo dell’arte, in musica come in letteratura, sul teatro come nel libro si fa sentire la tendenza a tutto ciò che è serio.
Alla spigliata sceneggiatura della commedia così detta di giuoco, – ai graziosi equivoci della Pochade, al fatuo bagliore di un frizzo detto a tempo, – ai soliti mariti ingannati – alle mogli frivole – ai mille intrighi dell’amore – alla caccia delle doti, si preferiscono oggi quei grandi quadri innanzi a cui sentiamo di rivivere in un passato ricco di tante memorie.
Si va verso l’avvenire e si direbbe che si sente il bisogno di guardarci indietro per persuaderci di poter affrontare questa infinità ignota e seducente che sta davanti a noi.
Alle avventure degli antichi cavalieri della tavola rotonda – ai Faublas! ed ai moschettieri, si sente il bisogno di sostituire qualche altra cosa.
Lo studio della storia incomincia ad allettare le giovani menti, e sul campo della scena agitansi questioni sociali, e riproduconsi le più chiare individualità il cui nome ricorda un Epoca!…
Ferrari scrive il Viglius – Marenco prepara un Lutero dopo aver scritto il Raffaello – Giacometti scrive un Milangelo dopo aver tratte sulla scena le sublimi figure di Sofocle e di Tasso, – Salmini completa il Maometto, e Cossa dopo il Nerone rende possibile sul teatro la rappresentazione di un lavoro come il Plauto in cui è lasciato in disparte tutto ciò che si crede la vita essenziale del dramma, vale a dire l’interesse dell’azione, ed il movimento delle passioni, per divertire lo spettatore colla esposizione d’una successione di quadri storici che hanno una vita tutt’affatto propria.
L’arte dunque trionfa!…
L’arte che fa di sé stessa il tutto!… L’arte che frange ogni vincolo per dire, sono mie tutte le forme con cui può o vuole rivelarsi l’ingegno umano!…
Vedendo con piacere svilupparsi questa avida ricerca del passato, mi parve opera non affatto disutile compendiare in un ristretto volume quelle notizie sul Plauto che potei raccogliere dagli storici che ce ne tramandarono le memorie.
Alle personali notizie sul poeta a cui il teatro italiano deve gran parte del suo primitivo sviluppo, cercai congiungere i diversi particolari che riguardano quella lontana epoca, per dare un’idea esatta dello stato del teatro e delle forme dell’antica commedia.
Questi i contenuti:
DUE PAROLE D’INTRODUZIONE
PLAUTO ED IL SUO TEATRO
CAPITOLO I. Roma e l’arte Drammatica all’Epoca di Plauto.
CAPITOLO II. Forme della Commedia Romana, Terenzio e Plauto.
CAPITOLO III. Plauto ed il suo teatro.
CAPITOLO IV. Il mercante di schiave.
CAPITOLO V. Alla Taverna.
CAPITOLO VI. Le Rappresentazioni.
CAPITOLO VII. Forme delle composizioni teatrali.
CAPITOLO VIII. Personaggi e Situazioni
CAPITOLO IX. Gli Spettatori.
CAPITOLO X. Amore e Sfortuna.
CAPITOLO XI. Un articolo delle 12 tavole.
CAPITOLO XII. Quintiliano il Fornajo.
CAPITOLO XIII. L’Anfitrione.

Piuttosto il diavolo

«*Ian Rankin è “il principale erede di Arthur Conan Doyle”.*»
**La Stampa**
«*John Rebus è il segugio perfetto.*»
**The New Yorker**
Alcuni casi non si scordano mai.
Sono passati quarant’anni, ma la morte della bellissima e licenziosa Maria Turquand, moglie di un pezzo grosso della finanza, perseguita ancora John Rebus. La donna fu uccisa nella sua stanza d’albergo una notte, in circostanze mai completamente chiarite, e il suo assassino non fu mai identificato.
A Edimburgo, intanto, è in corso un cambio della guardia ai vertici della criminalità organizzata. Dopo l’era di Big Ger Cafferty, storico nemico di Rebus, una giovane promessa si fa avanti: Darryl Christie. Ma la sua ascesa viene intralciata da un’indagine su uno schema di riciclaggio di denaro da lui gestito. In molti si chiedono se l’era di Cafferty sia davvero finita. E se il temuto boss stesse solo aspettando il momento opportuno per riconquistare Edimburgo?
**
***Piuttosto il diavolo***** è una storia di corruzione, potere e conflitti spietati in cui Rankin e Rebus dimostrano di essere ancora nel pieno delle forze, trent’anni dopo la pubblicazione del loro primo romanzo.**
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### Sinossi
«*Ian Rankin è “il principale erede di Arthur Conan Doyle”.*»
**La Stampa**
«*John Rebus è il segugio perfetto.*»
**The New Yorker**
Alcuni casi non si scordano mai.
Sono passati quarant’anni, ma la morte della bellissima e licenziosa Maria Turquand, moglie di un pezzo grosso della finanza, perseguita ancora John Rebus. La donna fu uccisa nella sua stanza d’albergo una notte, in circostanze mai completamente chiarite, e il suo assassino non fu mai identificato.
A Edimburgo, intanto, è in corso un cambio della guardia ai vertici della criminalità organizzata. Dopo l’era di Big Ger Cafferty, storico nemico di Rebus, una giovane promessa si fa avanti: Darryl Christie. Ma la sua ascesa viene intralciata da un’indagine su uno schema di riciclaggio di denaro da lui gestito. In molti si chiedono se l’era di Cafferty sia davvero finita. E se il temuto boss stesse solo aspettando il momento opportuno per riconquistare Edimburgo?
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***Piuttosto il diavolo***** è una storia di corruzione, potere e conflitti spietati in cui Rankin e Rebus dimostrano di essere ancora nel pieno delle forze, trent’anni dopo la pubblicazione del loro primo romanzo.**

Il più grande spettacolo della terra: perché Darwin aveva ragione

Nel 1859 “L’origine delle specie” di Charles Darwin scosse il mondo dalle fondamenta. Darwin sapeva benissimo che la sua teoria dell’evoluzione avrebbe provocato un terremoto, ma non avrebbe mai potuto immaginare che, un secolo e mezzo dopo, la controversia avrebbe continuato a infuriare. L’evoluzione è considerata un “fatto” da tutti gli scienziati autorevoli, e per la verità anche dai teologi più illuminati, eppure milioni di persone continuano a negarla o per ignoranza o per obbedienza a una religione, con risultati inquietanti. Richard Dawkins si inserisce nel dibattito in corso e fornisce un’esauriente panoramica delle prove scientifiche dell’evoluzionismo, prendendo in esame le varie discipline, dalla chimica alla biologia, dall’embriologia alla paleontologia, e le moderne strumentazioni che contribuiscono a confermare sotto molteplici profili la realtà dell’evoluzione e, dopo aver sfatato la leggenda degli anelli mancanti (in realtà ne mancano sempre meno…), conduce il lettore lungo l’affascinante itinerario di studi aperto da Darwin. E lo fa scavando in una miniera di evidenze scientifiche: analizza gli esempi viventi di selezione naturale e i reperti fossili, gli orologi naturali che hanno segnato le tappe del lungo processo evolutivo e le complesse fasi di sviluppo dell’embrione, le dinamiche della tettonica a placche e i meccanismi della genetica molecolare.

Il più grande errore di Einstein

Ritenuto uno dei geni più grandi di tutti i tempi, Albert Einstein con la sua teoria della relatività ha rivoluzionato la nostra comprensione del cosmo. Eppure quest’uomo geniale e visionario ha trascorso gli ultimi decenni della sua vita in una sorta di isolamento intellettuale, ignorato dalla comunità scientifica e criticato persino dai suoi stessi amici. Che cosa è successo? Com’è possibile che da un grande trionfo sia scaturito uno scacco altrettanto grande?Per rispondere a queste domande, David Bodanis, già storico del pensiero all’Università di Oxford e autorevole divulgatore scientifico, ripercorre l’avventura umana e professionale di Albert Einstein; un cammino, quello del fisico tedesco, costellato di certezze e ripensamenti, di solide convinzioni e dubbi laceranti. A partire dal 1905, l’annus mirabilis della pubblicazione degli articoli che portarono alla formulazione della teoria della relatività ristretta, per arrivare poi agli scritti sulla relatività generale – al cuore della quale si trova la magnifica equazione G = T con cui Einstein svelava le caratteristiche insospettate del tempo e dello spazio -, Bodanis espone con rigore e semplicità le sensazionali scoperte del giovane scienziato nonché il contesto culturale che le accolse, dapprima con circospezione e in seguito con crescente entusiasmo. Ma ricostruisce anche le vicende che portarono Einstein a commettere il suo «più grande errore», allorché, rifiutando di dare credito alle evidenze sperimentali che una nuova generazione di ricercatori aveva prodotto in contrasto con le sue teorie, egli distolse caparbiamente lo sguardo dalle prospettive della fisica moderna che proprio allora si andavano schiudendo, in particolare nel campo della meccanica quantistica. Anziché contribuire con il suo ingegno a trasformare ancora una volta il mondo, nell’arco di pochi anni Einstein si ritrovò ai margini della comunità scientifica internazionale, deprivato della sua straordinaria reputazione e isolato nella sua casa di Mercer Street a Princeton.Il più grande errore di Einstein non è solo una nuova biografia intellettuale dello scienziato più famoso di tutti i tempi, un ritratto in chiaroscuro di un uomo trasognato eppure capace di formidabili certezze. È anche la storia esemplare dell’ascesa e della caduta del genio, della lotta incessante tra hýbris e fallimento, dell’ardore intellettuale della giovinezza che inevitabilmente cede il passo alle incertezze e alle paure della vecchiaia.David Bodanis, laureato in matematica teorica all’Università di Chicago, ha tenuto per molti anni un corso di storia del pensiero all’Università di Oxford. Da Mondadori ha pubblicato La tua casa segreta (2001), il bestseller E = mc2 (2001) e L’universo elettrico (2006). Ha collaborato con la BBC e con le testate «The Times», «The Guardian», «New Scientist», «The Independent» e «The Washington Post».

Più dolce delle lacrime

Esiste un modo per non credere a quello che ci dicono i nostri occhi? Quelli di Josephine e del suo fratello gemello Chris sono due grandi pozze scure, due occhi color nocciola, come l’autunno. Due occhi che per i primi diciotto anni di vita non hanno mai avuto dubbi. La loro è una famiglia legata dall’amore, dalla fiducia, da precetti di fede che insegnano l’onestà e la trasparenza. Precetti che non ammettono il dubbio. Fino al giorno in cui a scuola non vengono spiegate le leggi di Mendel sulla genetica. E Josephine capisce che due genitori dagli occhi azzurri come i suoi non potranno mai e poi mai generare occhi scuri. In un primo momento la ragazza si limita a ignorare i sussurri del sospetto, fingendo di non vedere quello che ogni mattina si riflette nello specchio. Ma non ci si può nascondere per sempre di fronte a noi stessi. I dubbi la consumano per mesi e si fanno lentamente strada, finché Josephine non ne parla a sua madre. La verità la porta fino a Chicago, di fronte alla casa di uno sconosciuto. Il suo nome è Sadiq Mubarak e in quel volto dagli occhi scuri e dalla pelle ambrata Josephine deve cercare la strada che la porterà in un viaggio nel passato di sua madre, ma anche alla scoperta di un mondo nuovo ed esotico, il Pakistan. Un mondo che le insegna che la vera fede, al contrario di quello che ha sempre creduto, è costellata di dubbi e che niente è davvero come sembra? Dopo il grande successo della Bambina ribelle, Nafisa Haji ci regala un nuovo piccolo gioiello. Più dolce delle lacrime è la storia di un amore proibito e di una famiglia spezzata, e allo stesso tempo una potente lezione sull’animo umano, sui legami che ci imprigionano, le scelte che ci dividono, le gioie e i dolori universali che plasmano le nostre vite giorno per giorno.

La più bella di Robolandia

E’ tempo di robot? Ed ecco questo fantasy, dove un folle scienziato crea Bienne, la bellissima robotta, presto al centro di incredibile trame, degne di un poliziesco. Ironica presa in giro dei prodigi della tecnologia, è per giovani lettori a cui non piace magari leggere, ma hanno tanta voglia di sorridere. È un ebook delle serie FANTASY Junior.

Una pista per Mike Shayne

Il più discusso dei nostri gialli di due anni fa (La morte ora per ora), ma anche uno dei romanzi più notevoli, confermò una volta per tutte l’abilità di Brett Halliday, lo scrittore con la benda sull’occhio. Vecchio «pirata» della narrativa poliziesca, Halliday ha creato un personaggio che piace a tutti, e ogni avventura centrata su quel personaggio sappiamo in anticipo che è buona; purché ci sia Michael Shayne, diciamo. E qui c’è Michael Shayne che è in dolce colloquio con la sua segretaria–fidanzata e viene improvvisamente chiamato da una donna che dice d’aver trovato il marito ucciso. Ucciso da lei stessa? Michael è subito convinto di no. E, tanto per cominciare, sottrae alla polizia una prova: sul corpo dell’uomo ci sono due biglietti d’aereo per il Sud America. Uno era per lui, presumibilmente, ma l’altro? Era per una donna o per un uomo? Seguendo una pista piuttosto irta di difficoltà (col pericolo di farsi mettere «dentro» a ogni passo), Michael Shayne ce la fa a scovare chi ha ucciso. Ma che fatica! Voi avete già letto di Halliday, oltre La morte, Ora per ora; Lasciate fare a Michael; Sangue sulle stelle; Mezzanotte, aereo 62; Uomo avvisato.

I pirati fantasma

È fuor di dubbio che la narrativa di Hodgson sia completamente dominata dalla presenza del mare: per lu i il mare è sempre minaccioso, e racchiude al suo interno pericoli e forme di vita sconosciute – sempre pericolose per l’uomo – che rappresentano l’ignoto che ci circonda, pronto a fagocitarci alla prima occasione. Premesso che Hodgson colloca in uno dei luoghi più inquietanti e misteriosi del pianeta – il Triangolo delle Bermude – le sue entità mostruose ed orrorifiche, in questo libro ci presenta una sorta di creatura a metà tra il Soprannaturale e una dimensione «naturale» ma a noi sconosciuta, che si leva dagli abissi marini per insidiare coloro che si avventurano nelle loro acque.William H. HodgsonWilliam Hope Hodgson nacque nell’Essex, in Gran Bretagna, nel 1877. Figlio di un pastore protestante, s’imbarcò giovanissimo rimanendo in mare per otto anni. Questo periodo influenzò profondamente la sua attività letteraria che iniziò nel 1906 in Francia dove si era trasferito. Premesso che i due cardini fondamentali della narrativa di Hodgson sono la Casa e il Mare, tra i suoi libri più famosi vanno citati The Ghost Pirates, The Boats of Glen Carrig, Carnacki the Ghost Finder e The Night Land del 1914. Arruolatosi nell’esercito inglese durante la Prima Guerra Mondiale, morì in combattimento sul suolo francese nell’aprile del 1918.

I pirati dell’oceano rosso

Non hanno più denaro, hanno perduto i loro amici e rischiato di morire, ma i Bastardi Galantuomini non sono sconfìtti, sono anzi più uniti che mai. Così Jean Tannen e Locke Lamora, ruggiti dall’amata Camorr, vanno là dove li porta l’irresistibile richiamo del denaro e cioè nella città di Tal Verrar, al centro della quale sorge la più grande, la più ricca e la più sorvegliata casa da gioco dello Stato. Leggenda vuole che ci abbiano provato in molti, a entrare nel suo caveau, e che nessuno ne sia mai uscito vivo. Ma proprio quando Locke e Jean si apprestano a sfatare la leggenda, un sinistro personaggio appare come per magia e, senza troppe cerimonie, li recluta come spie per assicurare alla giustizia i pirati del famigerato Zamira Drakasha. Davvero un incarico ideale per quei due, che non distinguono la poppa dalla prua e si trovano sbalzati in mezzo ad abbordaggi e a duelli a fil di spada nonché costretti a trasformarsi in lupi di mare.
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I pirati dei pianeti

I più temibili e spietati razziatori nella Federazione dei Pianeti Senzienti non avevano niente dell’alone romantico degli antichi pirati: indossavano corazze eterogenee, depredate su una dozzina di differenti navi e basi minori, ed erano dotati di ogni tipo di armi sofisticate; pronti nelle capsule d’assalto, attendevano ordini, fedeli e ubbidienti ai loro comandanti, perché la prospettiva di essere ricondizionati in operai alacri e docili era più temuta di qualsiasi altra punizione… Quando Myriad venne attaccata dai Pirati, Sassinak aveva dodici anni. Abbastanza grande per essere sfruttata a dovere, ma troppo giovane per subire il destino peggiore. O così almeno loro pensavano. Ma non avevano fatto i conti con la volontà d’acciaio della ragazza: vendicare l’assassinio dei suoi genitori e dei suoi amici. E quando finalmente giunge l’occasione per fuggire, Sassinak non può farsela scappare, decisa più che mai a diventare una vera combattente e a fare carriera nella Flotta. Perché finalmente verrà il giorno in cui potrà scatenare la sua vendetta su tutti i pianeti conosciuti… Anne McCaffrey ed Elizabeth Moon ci regalano una splendida avventura degna del miglior Heinlein, dove fra battaglie e insidie di ogni tipo trionfano l’amicizia e il coraggio.

I pirati dei navigli

Esattamente vent’anni fa usciva la prima di molte edizioni di Costretti a sanguinare, febbrile resoconto dei primi anni del punk italiano narrato – o ”urlato”, come recitava il sottotitolo – da Marco Philopat, che da protagonista appassionato di quella straordinaria esperienza ne diventava così anche un prezioso testimone. Non è facile raccontare una realtà in continua ebollizione, che per sua stessa natura vive underground e vuole sfuggire a ogni categoria sociale, politica, estetica: Philopat trova la chiave per farlo con un entusiasmo trascinante, in una prosa che è una corsa a perdifiato, e riprende oggi da dove si era fermato. Siamo nel mezzo degli anni Ottanta, Milano è infestata da yuppie e zombie televisivi, la polizia ha appena sgomberato il centro sociale Virus e un’intera stagione sembra conclusa. Ma l’incontro con un libraio illuminato, una storia d’amore sorprendente e una rivista cyberpunk sono la miscela capace di dare l’innesco a un riscatto collettivo. Dallo scantinato ribattezzato Helter Skelter – che si trasforma in un luogo per sperimentazioni artistiche e tecnologiche all’avanguardia – all’esplosivo esordio del centro sociale Cox 18, sede di forte fermento culturale a due passi dalla Darsena, i Pirati dei Navigli seminano per le vie di Milano le scintille rivoluzionarie della controcultura. A voce alta, con il coraggio di chi porta su di sé molte cicatrici, Marco Philopat trasforma la storia che ha realmente vissuto in un romanzo ricco di episodi esilaranti, imprese incredibili e disavventure sconvolgenti. I pirati dei Navigli è un viaggio in un periodo poco conosciuto della cultura underground, dal 1984 al 1989, il ritratto di una figura unica come quella di Primo Moroni, e al tempo stesso un’avventura che lascia il segno e che ci regala squarci di utopia.