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La dama delle nebbie

Nella Scozia medievale, Alec, fiero signore di un potente clan, è costretto a sposare una donna inglese per ordine del re. La sua scelta cade su Jamie, figlia di un barone: volitiva, testarda e terribilmente seducente. Dapprima tra i due è scontro aperto, ma ben presto la loro natura passionale comincia a incrinare la reciproca ostilità. Sarà però solo il trionfo su una situazione grave e rischiosa a unirli finalmente in un lungo abbraccio. Un intenso romanzo d’amore e d’avventura, ambientato in una terra magica e misteriosa.

La dama delle isole

Tenuta come schiava nella Torre di Isse, muta e sfigurata, Imhrien è riuscita a fuggire dalla sua prigionia e, dopo un viaggio lungo e difficile, ha ritrovato una voce e un volto, ma il suo passato è rimasto avvolto nel mistero. La speranza di riuscire a spezzare l’incantesimo che le oscura la memoria, unita a quella di ritrovare Thorn, l’uomo che le ha salvato la vita e ha conquistato il suo cuore, la spingono verso la città reale di Caermelor, dove si presenta a corte con il nome di Rohain, la Dama delle Isole Sorrows. Tuttavia, nell’attesa del ritorno dell’Imperatore – impegnato a difendere i confini con le Terre del Nord, dove si stanno radunando orde di esseri demoniaci –, Lady Rohain rimane ben presto invischiata nei giochi di potere di nobili senza scrupoli e nei tranelli di una rivale gelosa. Così, per proteggere se stessa e l’uomo che ama, la Dama delle Isole è costretta a intraprendere un nuovo, pericoloso viaggio alla ricerca della sua vera identità, anche perché è lei l’obiettivo delle forze del male: qualcuno è sulle sue tracce, un essere così malvagio da essere disposto a distruggere un intero mondo pur di trovarla…

Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo

Per stabilizzare la finanza internazionale, dopo la crisi che ne ha travolto il folle equilibrio, biliardi di dollari sono stati praticamente regalati dai governi alle istituzioni bancarie di tutto il mondo. Perché non è stato mai possibile mobilitare risorse anche solo lontanamente comparabili per affrontare la drammatica piaga della povertà e la rovinosa crisi ecologica? In queste pagine, Slavoj Zizek tratteggia il fallimento morale della modernità nei termini dei due eventi che hanno aperto e chiuso gli anni Zero, il micidiale uno-due della nostra Storia, il diritto della tragedia, il gancio della farsa. Con l’11 settembre 2001 e il credit crunch globale il liberismo è morto infatti due volte: come dottrina politica e come dottrina economica. Zizek smonta l’ingranaggio dell’ideologia liberista individuandone il nucleo utopico e perverso, che ne ha determinato la crisi. E per combattere l’irrazionalità del capitalismo globale, Zizek ritiene necessario imparare dai fallimenti della sinistra novecentesca: solo così si potrà formulare una nuova ipotesi di emancipazione dell’umanità, un’ipotesi che – in un senso, come leggerete, molto speciale – il “gigante di Lubiana” non esita a ri-definire comunista.
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Dall’altra parte del binario

“Viviamo secondo schemi che altri hanno tracciato per noi. Ci comportiamo seguendo le regole stabilite dalla società, dalla famiglia, dai nostri patner. E quando leggiamo la scritta “vietato attravesare i binari” non ci chiediamo più che cosa ci sia dall’altra parte del binario. Silvia, la protagonista se lo chiede e decide di attraversare il binario dei sentimenti. Un attimo di passione che azzera una vita difficile e offre la speranza per un nuovo inizio.”

Dall’altra parte

Tre clinici raccontano la loro doppia esperienza di medici e di malati. L’insorgenza improvvisa del male sconvolge la loro vita professionale e il loro status professionale. Ora, la malattia non è più da curare, ma anche da vivere, in prima persona. Dopo aver vissuto da medici le diagnosi più infauste, le terapie più devastanti, ma anche la paura, l’angoscia di morte e lo smarrimento di tutti gli ammalati gravi, essi raccontano il tragico e il grottesco della loro esperienza, anche con sferzate al mondo dei colleghi sani, ignari di cosa significhi essere un ammalato in Italia. E, soprattutto, mettono nero su bianco in un “Decalogo per una Medicina diversa” le loro proposte perché la Sanità possa funzionare meglio.

Dalia nera

Non si muovono certo in un mondo di illusioni Lee e Dwight, poliziotti, pugili, amici. Eppure il pericolo più grave per loro non arriva dalla folla di relitti umani e delinquenti che li circondano, né dalla violenza e dalla corruzione di Los Angeles, né da Kay, la donna di cui entrambi sono innamorati. È un orrido delitto a sconvolgere per sempre la loro vita: il massacro di Elizabeth Short, la “Dalia Nera”, ragazza leggera, allegra, imprudente, prostituta a tempo perso. E quando Lee scompare misteriosamente, per Dwight le indagini si trasformano in una tremenda ossessione, una discesa agli inferi tra gli angeli caduti, un confronto supremo con se stesso e col suo passato. Una sfida a immergersi nel sangue e uscirne immacolati.
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### Sinossi
Non si muovono certo in un mondo di illusioni Lee e Dwight, poliziotti, pugili, amici. Eppure il pericolo più grave per loro non arriva dalla folla di relitti umani e delinquenti che li circondano, né dalla violenza e dalla corruzione di Los Angeles, né da Kay, la donna di cui entrambi sono innamorati. È un orrido delitto a sconvolgere per sempre la loro vita: il massacro di Elizabeth Short, la “Dalia Nera”, ragazza leggera, allegra, imprudente, prostituta a tempo perso. E quando Lee scompare misteriosamente, per Dwight le indagini si trasformano in una tremenda ossessione, una discesa agli inferi tra gli angeli caduti, un confronto supremo con se stesso e col suo passato. Una sfida a immergersi nel sangue e uscirne immacolati.
### Descrizione
Non si muovono certo in un mondo di illusioni Lee e Dwight, poliziotti, pugili, amici nonostante tutto. Eppure il pericolo più grave per loro non arriva dalla folla di relitti umani e delinquenti che li circondano, né dalla violenza e dalla corruzione di Los Angeles, né da Kay, la donna da cui entrambi sono attratti ma che non li divide né li fa sentire rivali. E’ un orrido delitto a destabilizzarli, ribaltando in modo definitivo la loro vita: il massacro di Elizabeth Short, che i giornali si affrettano a battezzare Dalia Nera. E’ una prostituta a tempo perso, una vittima conseziente dello show business e soprattutto di se stessa, una ragazza leggera, allegra, imprudente.

La Dacia romana

Conquistata dall’imperatore Traiano nell’anno 106 d.C, nonostante abbia fatto parte dell’Impero romano per un periodo relativamente breve, in questo arco di tempo, poco più di un secolo e mezzo, la Dacia fu intensamente romanizzata, con la diffusione della lingua latina e l’adozione di modelli di comportamento italici, e tale processo contribuì a determinare l’identità culturale di quello che sarebbe divenuto il popolo romeno. Il libro si popone di arricchire gli studi su questa provincia dell’Impero romano, fornendo un’esaustiva presentazione della storia della Dacia e della sua civiltà, dall’età preromana agli albori del Medioevo.

Da un secolo all’altro, 1897-1903

Antonio Labriola, maestro di Benedetto Croce, è una delle figure più rilevanti della cultura umanistica dell’Italia unita, e i suoi scritti – dagli studi e articoli giornalistici dell’età giovanile ai Saggi della maturità costituiscono un patrimonio prezioso anche per meglio comprendere le vicende della storia politica e civile del nostro Paese. Questo volume raccoglie gli scritti dell’ultimo periodo della sua vita, composti tra il 1897 e il 1903, e solo in parte pubblicati dal filosofo: “L’Università e la libertà della scienza” (1897), “A proposito della crisi del marxismo” (1899) e “L’opera postuma di Marx” (1902). Gli altri invece furono editi postumi da Benedetto Croce coi titoli: “Giordano Bruno” (1900), “Da un secolo all’altro. Considerazioni retrospettive e presagi. Frammento” (1901), “Storia, filosofia della storia, sociologia e materialismo storico” (1902). A partire dall’edizione crociana questi tre scritti sono entrati stabilmente nel corpus delle opere di Labriola. Completa la raccolta un breve testo manoscritto, pubblicato da Luigi Dal Pane nel 1946 col titolo “Per uno studio sul III volume del ‘Capitale'”.

Da Timido a Vincente

L’ebook si rivolge a tutte quelle persone timide che, per problemi di insicurezza, non riescono a inserirsi come vorrebbero nel contesto sociale. Molti sono ragazzi, adolescenti e trentenni ai quali piacerebbe essere caratterialmente diversi, tuttavia non riescono a trovare la forza di cambiare. A tutte queste persone si rivolge Fabio Galetto, che della sua esperienza in merito ha fatto un punto di forza per sé e per gli altri; infatti, grazie ai suoi consigli tratti da storie di vita vissuta, è riuscito ad esorcizzare il suo grande problema e a proporsi come un modello per tutti quelli che vogliono farcela. L’ebook offre un’esperienza formativa che non può essere quantificata in numeri, perché rappresenta il risultato vincente di un “esperimento” che l’autore ha condotto su se stesso e che ha avuto un ottimo esito finale.

Da cacciatore a preda

Di ritorno in Inghilterra dai Caraibi, al capitano Edwards viene affidata dal primo lord in persona una missione segreta: recarsi in acque spagnole per scortare in patria una nave contenente un carico per il re. Ma non è altro che una trappola. Accerchiato e inseguito da cinque navi nemiche, Edwards riesce a salvarsi per il rotto della cuffia, solo per fare la scioccante scoperta che qualcuno sta tentando di ucciderlo. La sua casa e la carrozza che trasportava sua moglie e i suoi ufficiali vengono attaccate da alcuni sicari al soldo di un misterioso C.S., lo stesso uomo che, dall’interno dell’ammiragliato, fa il doppio gioco, consegnando al nemico navi da guerra e interi convogli. A Edwards non resta che fuggire. Imbarcatosi sotto mentite spoglie sulla fregata Tytirus, viene inseguito dai sicari attraverso due oceani, mentre sulla sua testa pende una condanna a morte per alto tradimento. Braccato per terra e per mare, Edwards dovrà riuscire a sopravvivere abbastanza a lungo da smascherare il traditore. Solo così avrà la speranza di poter riconquistare, se non la libertà, almeno l’onore. Sostieni Save The Children con l’autore! Tutti gli introiti ottenuti dalla vendita di questo libro verranno interamente devoluti in beneficenza.

La custode di libri

È una querula bibliotecaria di provincia la donna che parla dalla prima all’ultima riga di questo incantevole monologo. Il suo interlocutore è un ragazzo che usa il seminterrato della biblioteca come bivacco notturno. A lui la custode si rivolge mischiando vita privata, libri, invettive. E la confessione di un tenero rapimento verso uno studente di cui però contempla solo la nuca. La sua voce ci arriva sommessa, un po’ nevrotica, la voce di una donna ferita da un amore andato male, chiusa in un riserbo che solo i suoi amati romanzi riescono a scheggiare. Li ama, li classifica, li commenta convinta che solo l’ordine monastico della biblioteca è medicina per il caos dei sentimenti e degli uomini tutti. E poi d’un tratto la sua voce si accende e dalla donna autoreclusa nel sottosuolo esce una *pasionaria* della letteratura, una tenace sentinella del silenzio, che dalla sua misera trincea di provincia difende la vertigine della bellezza letteraria contro il chiassoso vociare della subcultura di massa.

La custode degli spiriti

Claysville è una piccola città di nessuna importanza. Rebekkah è cresciuta qui, insieme alla nonna e da quando ha lasciato questo luogo noioso e familiare sono passati dieci anni. Ora la nonna è morta e Becky ritorna. Per scoprire che Claysville non è semplicemente quella piccola città sonnolenta che ricorda. Lì il mondo dei vivi e quello dei morti sono pericolosamente collegati; al di sotto della città si trova una terra ombrosa e senza legge. Tra i due mondi: esiste un patto: se i morti non vengono trattati con cura, torneranno indietro per saziarsi con cibo, bevande e storie della terra dei vivi. Ed è Becky l’unica persona che sa cosa va fatto, perché la soluzione è nel segreto che custodisce.
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### Sinossi
Claysville è una piccola città di nessuna importanza. Rebekkah è cresciuta qui, insieme alla nonna e da quando ha lasciato questo luogo noioso e familiare sono passati dieci anni. Ora la nonna è morta e Becky ritorna. Per scoprire che Claysville non è semplicemente quella piccola città sonnolenta che ricorda. Lì il mondo dei vivi e quello dei morti sono pericolosamente collegati; al di sotto della città si trova una terra ombrosa e senza legge. Tra i due mondi: esiste un patto: se i morti non vengono trattati con cura, torneranno indietro per saziarsi con cibo, bevande e storie della terra dei vivi. Ed è Becky l’unica persona che sa cosa va fatto, perché la soluzione è nel segreto che custodisce.

La curva del Latte

È una notte dolce sul mare che profuma di gelsomino e fico. Una notte buona per pescare i totani, per consumare intrighi e tradimenti. Poi un grido esplode nel buio, illuminando a giorno il piccolo paese sulla curva del Latte. È come l’inizio di un viaggio tra memoria e modernità. La ribelle Jolanda ha un figlio da un padre segreto mentre strani avvenimenti turbano gli umori di Libero e dei suoi uomini, incaricati dal Partito di tenere sotto controllo campagne e paese in tempo di elezioni. Intanto le beghine reclamano la testa trafugata della Vergine di Sant’Anna, il ricordo favoloso del matrimonio di Grace Kelly continua ad aleggiare nell’aria e sulle colline appare l’ultimo mostro creato dalla bizzarria del conte Voronoff. Dopotutto è il 1957, e mentre il paese ribolle di passioni civili e amorose il cielo è attraversato dallo Sputnik e dalle note di una canzone fatta solo di blu che meriterebbe di andare al Festival di Sanremo. Il ritratto in acquaforte, ironico e appassionato, di un’Italia che sembrava sparita appena ieri.
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La cura Schopenhauer

Julius Hertzfeld si è guardato allo specchio stamattina. Attorno alla bocca poche rughe. Occhi forti e sinceri che possono reggere lo sguardo di chiunque. Labbra piene e cordiali. La testa coperta di riccioli neri e ribelli che si stanno appena ingrigendo sulle basette. Il corpo senza unoncia di grasso. Insomma, lo specchio gli ha detto che è ancora lui: Julius Hertzfeld, brillante professore di psichiatria presso luniversità della California, terapeuta dal caldo sorriso e dalla solida reputazione, uomo prestante che non ha affatto laria del sessantacinquenne cui è stato appena comunicato, con fredda e brutale sincerità, che ha poco più di un anno di vita. Un anno, anzi, di ‘buona salute’, come ha detto con amara ironia Bob, lamico dermatologo, almeno finché il male non si manifesterà in altre parti del corpo. Che fare quando la vita spensierata termina di colpo e il nemico, fino a quel momento invisibile, si materializza in tutta la sua terrificante realtà? Diventare saggi, rimuovere le distrazioni, rinunciare allambizione, al prestigio, al plauso, e distaccarsi da tutto e da tutti come insegna il Buddha? Ma perché correre verso luscita prima dellora di chiusura? Non è forse meglio, come insegna Nietzsche, ‘consumare la propria vita’ e ‘morire al momento giusto’? Julius Hertzfeld non ha dubbi: sa esattamente come trascorrerà il suo anno finale. Continuerà a occuparsi dei suoi pazienti e a cercare di ridestare, nella terapia di gruppo, il sentimento della vita dentro di loro. Sa, anche, che non si sottrarrà allultima sfida rappresentata dal suo paziente più ostico: quel Philip Slate che ha dedicato tutta la propria energia vitale alla fornicazione e che ora sostiene di aver scoperto una terapia Schopenhauer, una cura che proviene dal pensiero stesso del filosofo tedesco. Come può un uomo come Slate, che ama dire frasi quali: ‘Col tempo sprecato dando la caccia alle donne avrei potuto prendere un dottorato in filosofia, cinese mandarino e astrofisica’, e che è talmente alienato da se stesso da non aver mai pensato di guardare dentro a nulla, appassionarsi davvero al pensiero dellautore del Mondo come volontà e rappresentazione? Romanzo che costituisce un soprendente e riuscito amalgama di narrativa, biografia psicologica e psicoterapia, La cura Schopenhauersegn a il debutto in Italia di Irvin D. Yalom, uno scrittore ‘che illumina con eleganza le ossessioni dellesistenza contemporanea’ (Washington Post).

(source: Bol.com)

La cura del gorilla

Il Gorilla è tornato, e sono guai. Soprattutto per lui, unico detective schizofrenico al mondo, nonché ex leoncavallino ufficialmente stanco di guerra. Nel corpo a corpo con un’ltalia pienamente “globale” e post-tutto, in piena e riconosciuta follia, si fa strada l’ultimo, smagliante tipo di Cavaliere di ventura, con molte macchie e tanta paura. Un romanzo dal ritmo scatenato dove comicità sulfurea e stralunata malinconia si intrecciano in ogni pagina. La rivelazione del nuovo noir italiano. Sempre in piedi come un Bruce Willis della Bassa lombarda, Sandrone Dazieri detto Gorilla si ritrova, quasi senza volerlo, per pura cavalleria e pura cocciutaggine, a dare e prendere botte da orbi in una vorticosa girandola di albanesi trucidati, balordi omicidi, fantastici fantaeditori un po’ pellari minacciati di morte, maliarde dark ladies dell’Est, post-autonomi torinesi in piena azione e monsignori caritatevoli. Per sopravvivere nella iperrealtà del nuovo secolo, in cui tutte le cose si mescolano, e per riuscire a venire a capo delle due diverse indagini in cui si è incautamente cacciato, Sandrone dovrà ricorrere a tutte le risorse delle due personalità che (bellicosamente, capricciosamente) albergano in lui: l’impulsivo vitalista sentimentale e l’Altro, il Socio, lucidissimo ed elegante stratega (e ancor più figlio di puttana). Sempre in corsa a un pelo da catastrofi di ogni genere, inevitabilmente scisso (come alla fine scissa e non riconciliata è la realtà stessa), sempre pestato, con la sua crew di comprimari ex leoncavallini (l’Elefante, Alex) e con Vera, ragazza dei tempi moderni, Sandrone Dazieri detto Gorilla incarna un’anima segreta (ma neanche tanto) e finora non rappresentata degli anni Ottanta e Novanta e oltre, finalmente sottratta all’autolamentazione o all’ autodissoluzione, attraverso la pura felicità della narrazione.
(dalla quarta di copertina)

La cupola del mondo

Firenze, 1494. Donato Bramante è folle di dolore: il suo miglior amico, Pico della Mirandola, è stato misteriosamente ucciso. Nel tentativo di scoprire l’autore del delitto, Bramante raccoglie due singolari oggetti abbandonati accanto al cadavere: un anello che custodisce una striscia di carta, vergata con caratteri ebraici, e una copia della “Divina Commedia”, dentro la quale sono state cucite alcune pagine, anch’esse in ebraico. Quale può essere il loro significato? E l’enigmatico cardinale Giacomo Catalano, giunto a Firenze proprio in quei giorni, ha forse avuto un ruolo nel brutale assassinio? Roma, 1505. L’antica basilica di San Pietro, ormai in rovina, sta finalmente per risorgere. Diventerà l’edificio più grandioso di tutto l’Occidente, l’imponente simbolo della Cristianità. Ma chi sarà degno di mettere la propria firma su quell’opera destinata ad attraversare i secoli? Bramante è l’architetto di papa Giulio II, eppure Michelangelo è disposto a vendere l’anima al diavolo pur di ottenere l’incarico… D’un tratto, Roma intera diventa il palcoscenico su cui si succedono cortigiane affascinanti e artisti geniali, prelati senza scrupoli e nobili crudeli, tutti coinvolti nel dramma scatenato dall’ambizione e dalla sete di potere. E, dietro le quinte, c’è proprio il cardinale Giacomo Catalano, più che mai deciso a lasciare la propria impronta su quella che sarà considerata la cupola del mondo…
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