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Memory

Durante una festa di famiglia nella campagna inglese, viene scoperto per caso uno scheletro sepolto in giardino: è quello di Natalie Martello, scomparsa appena quindicenne venticinque anni prima. La vittima era compagna di scuola di Jane, che poi aveva sposato il fratello di Natalie e sta oggi attraversando una profonda crisi coniugale. Grazie alle sedute di ipnosi con uno psicologo, affiorano in Jane immagini e ricordi rimossi che accusano il celebre romanziere Alan Martello, padre di Natalie e suocero di Jane. Ma è solo il primo dei colpi di scena che scandiscono il viaggio di Jane nella sua memoria e nella vita che ha vissuto all’ombra della famiglia Martello.
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Memorizzatore – guida di matematica: Parte 1

Questo è un lavoro speciale. Non è un manuale, non è una raccolta di esercizi, ma è una guida. Cosa significa guidare? Guidare significa mostrare la strada corretta e prestare un aiuto su questa strada. La matematica è una scienza bellissima, però, come dice l’accademico Solomon Marcus, è una bellezza nascosta agli alunni, a causa di alcuni curricoli scolastici erroneamente costruiti, troppo caricati di questioni secondari e senza sufficienti relazioni con la vita quotidiana.
Il libro che state leggendo vi mostra una strada elegante nella matematica della scuola media, cosi che potrete godere della bellezza di questa scienza.
Raccomando questo libro ai professori/docenti di matematica, ai genitori e agli alluni, con la speranza che li sia molto utile. Per i professori è uno strumento di lavoro, per i genitori è un sostegno, e per gli alluni, una buona guida e un buon memorizzatore.
La matematica non deve essere un motivo d’ inimicizia e d’ invidia a tramite di una gara selvaggia condotta dalla legge della giungla (“vince il più forte”).
La corsa alla caccia di premi solo per l’amor dei premi non è specifica per l’autentica ambiente intellettuale. La matematica è, in primo luogo, un metodo per disciplinare la mente, i suoi risultati (applicati in fisica, chimica, biologia, medicina, pedagogia, psicologia, economia) devono essere utilizzati solamente per il bene dell’umanità. Queste applicazioni necessitano un’attività in squadra e gli alluni devono essere guidati piuttosto verso la cooperazione che verso la competizione. In tal modo, la scienza contribuisce al consolidamento delle relazioni tra le persone.
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### Sinossi
Questo è un lavoro speciale. Non è un manuale, non è una raccolta di esercizi, ma è una guida. Cosa significa guidare? Guidare significa mostrare la strada corretta e prestare un aiuto su questa strada. La matematica è una scienza bellissima, però, come dice l’accademico Solomon Marcus, è una bellezza nascosta agli alunni, a causa di alcuni curricoli scolastici erroneamente costruiti, troppo caricati di questioni secondari e senza sufficienti relazioni con la vita quotidiana.
Il libro che state leggendo vi mostra una strada elegante nella matematica della scuola media, cosi che potrete godere della bellezza di questa scienza.
Raccomando questo libro ai professori/docenti di matematica, ai genitori e agli alluni, con la speranza che li sia molto utile. Per i professori è uno strumento di lavoro, per i genitori è un sostegno, e per gli alluni, una buona guida e un buon memorizzatore.
La matematica non deve essere un motivo d’ inimicizia e d’ invidia a tramite di una gara selvaggia condotta dalla legge della giungla (“vince il più forte”).
La corsa alla caccia di premi solo per l’amor dei premi non è specifica per l’autentica ambiente intellettuale. La matematica è, in primo luogo, un metodo per disciplinare la mente, i suoi risultati (applicati in fisica, chimica, biologia, medicina, pedagogia, psicologia, economia) devono essere utilizzati solamente per il bene dell’umanità. Queste applicazioni necessitano un’attività in squadra e gli alluni devono essere guidati piuttosto verso la cooperazione che verso la competizione. In tal modo, la scienza contribuisce al consolidamento delle relazioni tra le persone. 

Memorie di una ladra

Teresa Numa, protagonista del romanzo, è davvero una ladra e la sua storia si svolge (a Roma e poi in diverse località d’Italia) in squallide pensioni, nei cinema di terza categoria, nelle prigioni in cui si respira lesbismo e violenza. E anche nel manicomio criminale di Pozzuoli. Teresa si muove tra truffatori, prostitute ed “esperti” del borseggio, ma rimane una persona semplice, allegra, a modo suo onesta e pudica. Nel mondo di Teresa la violenza e la sopraffazione sono quotidiane; l’amore è a pagamento, il sesso è merce di scambio; il lavoro non si trova mai, il denaro, quando c’è, appartiene agli altri, la fame invece è sempre presente… Dacia Maraini, attraverso Teresa e gli altri personaggi di questo libro (scritto nel 1973), ci presenta un ritratto della società italiana nei primi anni Settanta, ancora vivissimo a distanza di tanto tempo.

Memorie di un viaggiatore spaziale

Che cosa ci riserva di bello il futuro? Una competizione tra lavatrici sexy, la terra che sprofonda sotto una massa di informazioni sempre crescente, o la moltiplicazione infinita delle personalità? Non siete curiosi di dare un’occhiatina al cosmo? Potreste incontrare un prete-robot che ha appena fondato l’ordine dei Ciberneti, un corsaro elettronico che vi dà un passaggio tre milioni di anni in là. Magari, persi in un vortice temporale, parteciperete a un pranzo con voi stessi di ieri, di domani, di fra una settimana…
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Memorie di Adriano

Giudicando la propria vita di uomo e l’opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell’umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. “Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l’intelligenza e la volontà. I “Taccuini di appunti” dell’autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un’opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.

La memoria dell’acqua

Ci sono segreti che vanno trasmessi di generazione in generazione, come una ricchezza. Questo romanzo comincia così, con un antico segreto che un padre consegna nella mani della figlia diciassettenne. Noria è nata in una famiglia di maestri del tè, e sa che è giunto il momento di apprenderne i riti e le tradizioni. Sa anche che nel mondo in cui l’umanità si è costretta a vivere – un futuro non lontano in cui la terra non è che un arido paesaggio bruciato dal sole – il segreto che la sua famiglia custodisce è ancora più prezioso. Perché solo i maestri del tè conoscono l’ubicazione di sorgenti segrete d’acqua, un bene ormai ridottissimo. Sorgenti sconosciute perfino al regime del Nuovo Qian, che domina l’Unione Scandinava e ne amministra con la violenza le poche risorse rimaste. Ma i segreti, specie in un mondo disperato, non restano tali a lungo. E Noria, dopo la morte del padre, quando ormai il regime sospetta di lei e dei suoi, si troverà costretta a scegliere se conservare quel segreto, o tradire la sua famiglia e perdere tutto ciò che le generazioni passate le hanno trasmesso. Un racconto potentissimo e immaginifico, un’autrice in grado, come Margaret Atwood o David Mitchell, di ricreare sulla pagina noi stessi e le nostre più grandi paure, e raccontarci mondi tanto distanti e irreali, quanto vicinissimi a noi.
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### Sinossi
Ci sono segreti che vanno trasmessi di generazione in generazione, come una ricchezza. Questo romanzo comincia così, con un antico segreto che un padre consegna nella mani della figlia diciassettenne. Noria è nata in una famiglia di maestri del tè, e sa che è giunto il momento di apprenderne i riti e le tradizioni. Sa anche che nel mondo in cui l’umanità si è costretta a vivere – un futuro non lontano in cui la terra non è che un arido paesaggio bruciato dal sole – il segreto che la sua famiglia custodisce è ancora più prezioso. Perché solo i maestri del tè conoscono l’ubicazione di sorgenti segrete d’acqua, un bene ormai ridottissimo. Sorgenti sconosciute perfino al regime del Nuovo Qian, che domina l’Unione Scandinava e ne amministra con la violenza le poche risorse rimaste. Ma i segreti, specie in un mondo disperato, non restano tali a lungo. E Noria, dopo la morte del padre, quando ormai il regime sospetta di lei e dei suoi, si troverà costretta a scegliere se conservare quel segreto, o tradire la sua famiglia e perdere tutto ciò che le generazioni passate le hanno trasmesso. Un racconto potentissimo e immaginifico, un’autrice in grado, come Margaret Atwood o David Mitchell, di ricreare sulla pagina noi stessi e le nostre più grandi paure, e raccontarci mondi tanto distanti e irreali, quanto vicinissimi a noi.

La memoria dei fiori

È l’aprile del 1944, l’ultima neve del lungo inverno polacco attanaglia ancora le vie del ghetto di Łódź: i fiocchi candidi scendono sulle nere e informi divise degli operai ebrei che lavorano per i nazisti. Ma c’è un fragile fiore che, in questo paesaggio desolato, con tutta la forza cerca di sbocciare. Rywka Lipszyc ha solo quattordici anni. Ogni giorno deve farsi strada tra le recinzioni di filo spinato, incalzata dalle armi dei soldati e dagli ululati laceranti dei cani. Dopo la morte dei genitori, è lei a prendersi cura della sorellina Cipka. La sua città, la casa che tanto amava, gli amici di scuola, sono ormai un pallido ricordo; al loro posto ci sono il lavoro, il freddo, la fame, gli orrori del ghetto e della segregazione. In mano Rywka stringe l’unica cosa che è rimasta veramente sua: il suo diario, l’unica illusione di speranza e di salvezza da un nemico che, semplicemente, vuole che il suo popolo smetta di esistere. In queste commoventi pagine prende vita il ritratto di una bambina costretta ad affrontare l’impossibile compito di diventare donna in un mondo dominato dalla violenza e dall’ingiustizia. Ma Rywka deve resistere. Per sé stessa, per la sua famiglia, per le tante persone che, a rischio della loro stessa vita, ogni giorno le offrono aiuto. E l’unico modo per resistere è non smettere di sognare: la libertà per sé e per Cipka, una casa, un piccolo studio avvolto dall’ombra della sera, una penna, qualche foglio bianco per coltivare la sua più grande passione, la scrittura. Sogni che le danno la forza, nonostante la sofferenza che la circonda, di emozionarsi per il ritorno della primavera, per la lettura di un libro, per il calore di un sorriso che arriva inaspettato.

Memento. I Sopravvissuti

Un grande boato, il sole che emana la luce e il calore di tre stelle sovrapposte, e il mondo svanisce, spazzato via dal fuoco. È il giorno delle Detonazioni, il giorno in cui l’umanità si divide in due: da un lato i Puri che, rifugiatisi nella Sfera, sono privi di deformazioni o cicatrici sul corpo; dall’altro i Sopravvissuti che, coi loro corpi deformi, fusi con gli oggetti più disparati, si aggirano tra i detriti e le pozzanghere nere di pioggia della terra esplosa. Pressia aveva sette anni quando le Detonazioni le regalarono una bambola al posto di una mano. Ora ha quasi sedici anni e la bambola è divenuta parte di lei. Tuttavia, nel magazzino sul retro di un negozio di barbiere dove vive con suo nonno, Pressia pensa a volte che sarebbe bello essere Puri, cancellare le cicatrici, vivere in quella Sfera da dove qualche settimana dopo le Detonazioni lasciarono cadere sulla terra devastata un messaggio che diceva: “Sappiamo che siete li, fratelli e sorelle. E un giorno emergeremo dalla Sfera per unirci a voi, in pace”. Invece Pressia deve ora guardarsi dall’ORS, il cui acronimo significava Operazione Ricerca e Salvataggio, e aveva l’obiettivo di ripristinare le unità mediche, redigere liste dei morti e dei sopravvissuti e poi formare una piccola milizia per mantenere l’ordine. Trasformata in Operazione Rivoluzione Sacra, L’ORS governa infatti col terrore e arruola tutti i sedicenni con lo scopo di abbattere, un giorno, la Sfera.

Le mele di Kafka

UN AUTORE DA OLTRE TRE MILIONI E MEZZO DI LETTORI
**«Il mondo di Vitali? Piacere garantito**
*Oggi*
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
Abramo Ferrascini, quello del ferramenta di Bellano, è un giocatore di bocce. Come individuale non va bene, ma boccia come dio comanda e in coppia con un buon accostatore diventa imbattibile. È stato tirato su a puntino dal gestore del Circolo dei Lavoratori, Mario Stimolo, allenatore per passione e perché tre anni fa, nel 1955, ha perso il braccio destro sotto una pressa e perciò di giocare non se n’è più parlato. Ora il Ferrascini ha tutte le carte in regola per vincere le semifinali del Campionato provinciale in programma a Cermenate domenica prossima. Ma c’è un intoppo. Suo cognato, l’Eraldo, quello che vive a Lucerna, sta male. Quarantotto ore gli hanno dato i medici di là, svizzeri, precisi. E adesso la moglie di Abramo, Rosalba, vuole a tutti i costi raggiungere la sorella, ma soprattutto dare all’Eraldo un ultimo saluto, magari un ultimo bacio. Ma ce la faranno ad andare e a tornare in tempo per le semifinali? Dipende. Se l’Eraldo muore entro martedì, mercoledì al massimo, si può fare. Bon, via allora. Un’occhiata al 1100, olio freni gomme; carta d’identità rinnovata all’ultimo minuto; prima tappa il passo del San Bernardino, poi giù dritti fino a Lucerna: basta seguire i cartelli, anche se sono in tedesco, perché il nome di quella città lì si capisce lo stesso. Ispirato da un aneddoto legato a un soggiorno a Lucerna del grande scrittore praghese, Le mele di Kafka mette in scena il meglio dei personaggi di Andrea Vitali. La loro voglia di vita, le loro piccinerie e le loro grandi passioni giostrano sulla partitura di una storia che in fondo ci vuole dire che la letteratura e i libri, nella vita, contano molto, a volte più di quanto vorremmo.
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### Sinossi
UN AUTORE DA OLTRE TRE MILIONI E MEZZO DI LETTORI
**«Il mondo di Vitali? Piacere garantito**
*Oggi*
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
Abramo Ferrascini, quello del ferramenta di Bellano, è un giocatore di bocce. Come individuale non va bene, ma boccia come dio comanda e in coppia con un buon accostatore diventa imbattibile. È stato tirato su a puntino dal gestore del Circolo dei Lavoratori, Mario Stimolo, allenatore per passione e perché tre anni fa, nel 1955, ha perso il braccio destro sotto una pressa e perciò di giocare non se n’è più parlato. Ora il Ferrascini ha tutte le carte in regola per vincere le semifinali del Campionato provinciale in programma a Cermenate domenica prossima. Ma c’è un intoppo. Suo cognato, l’Eraldo, quello che vive a Lucerna, sta male. Quarantotto ore gli hanno dato i medici di là, svizzeri, precisi. E adesso la moglie di Abramo, Rosalba, vuole a tutti i costi raggiungere la sorella, ma soprattutto dare all’Eraldo un ultimo saluto, magari un ultimo bacio. Ma ce la faranno ad andare e a tornare in tempo per le semifinali? Dipende. Se l’Eraldo muore entro martedì, mercoledì al massimo, si può fare. Bon, via allora. Un’occhiata al 1100, olio freni gomme; carta d’identità rinnovata all’ultimo minuto; prima tappa il passo del San Bernardino, poi giù dritti fino a Lucerna: basta seguire i cartelli, anche se sono in tedesco, perché il nome di quella città lì si capisce lo stesso. Ispirato da un aneddoto legato a un soggiorno a Lucerna del grande scrittore praghese, Le mele di Kafka mette in scena il meglio dei personaggi di Andrea Vitali. La loro voglia di vita, le loro piccinerie e le loro grandi passioni giostrano sulla partitura di una storia che in fondo ci vuole dire che la letteratura e i libri, nella vita, contano molto, a volte più di quanto vorremmo.

Meglio Soli Ma Non Troppo!

Parigi. Ai giorni nostri.Farina lavora da anni nella pasticceria di famiglia, dove suo padre non fa che rifilare ai clienti i suoi amati cannoli siciliani, la mamma porta pranzi troppo ricchi di calorie a tutti, la zia si abbuffa di qualunque cosa sia commestibile, diventando un armadio a quattro ante e suo zio si scola tutte le bottiglie di cognac che trova in giro.In un clima familiare un po’ bizzarro, ma sereno, in cui la ragazza si trova a proprio agio, un giorno fa il suo ingresso in pasticceria un bel figo di nome Dollar, identico ai modelli esposti sui cartelloni pubblicitari della citt�, per ordinare la famosa torta degli innamorati che suo padre prepara ogni anno, in occasione di San Valentino.Dollar e Farina si lanciano da subito sguardi languidi e paroline che sanno di una dolcezza e un romanticismo tali da credere che tra loro sia amore a prima vista, peccato che lui abbia un vizietto di cui lei � del tutto ignara, ma che scoprir� quando a entrare in scena sar� Million, l’esatta fotocopia del primo.Farina si trova cos� innanzi a due gocce d’acqua, a una serie di imbarazzanti situazioni equivoche e a un dilemma da risolvere: se � davvero innamorata… di quale dei due lo �?Contatti autriciTiziana CazzieroBlog: https://tizianacazziero.com/[email protected] IaccarinoSito: www.tizianaiaccarino.comE-mail: [email protected]

Meduse

E’ il problema più delicato che lei abbai mai dovuto affrontare: da una parte la vecchia Terra e dall’altra un mondo vergine, una civiltà enigmatica, aliena oltre i limiti. L’ambasciatrice è sola e deve decidere. Forse contro di loro, forse contro se stessa.
Copertina di: Oscar Chichoni

Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo

Nulla sembra muoversi nell’assolata Minervino, patria della medium Eusapia Palladino. Finché in paese arriva il romanziere Guido Galliano, ingaggiato dal conte Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie, Finizia, a finire il romanzo, proprio sulla vita della Palladino, cui invano lavora da anni. La cosa dovrà però accadere in segreto. Soprattutto senza che niente ne sappia Maddalena Nortano. È infatti per contendere il primato a costei, sua rivale da quando le soffiò lo sposo sull’altare e ora, grazie ai suoi libri di storia locale, figura di spicco del Circolo “La Scesciola”, che Finizia coltiva il sogno di diventare scrittrice pur senza averne la benché minima capacità.
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### Recensione
**Madame Bovary ha una rivale e vuole fare la scrittrice**
*Alberto Infelise*, Tuttolibri – La Stampa
**Gaetano Cappelli** è un mascalzone. Dirò di più: è il solito mascalzone. Con rispetto parlando, è ovvio. E persino con una quasi autorizzazione dell’interessato. Il che ne fa ’numascalzoune fatto e finito, giacché pare proprio che il Cappelli Gaetano tragga personale godimento per sé medesimo nell’ostinarsi a costruire storie divertenti, ridanciane, scollacciate più di un poco, però serie nell’intimo o forse altere e snob, che non si capisce mai se la voce narrante dei suoi racconti non soltanto rida degli eventi che le capita di narrare, ma ancor più sghignazzi nell’immaginarsi il lettore che sghignazza.
E qui si va nel mefistofelico, nel mascalzonico, per l’appunto. Poiché Cappelli si permette di giuocare il giuoco sottile del godimento, sia con se stesso che con il lettore suo, avendo firmato alcuni anni addietro un patto non di sangue, ma di Aglianico. Patto, proprio per la natura dell’inchiostro, ancora più sacro e da onorare. Cosa che Cappelli fa anche con questo suo Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo, rinnovando il voto che lo lega al lettore con un’altra storia di provincia.
Senza togliere ai fortunati lettori potenziali il gusto dello scoprire la trama, si può dire che la materia comprende due bellone scostumate assai, in lotta l’una contro l’altra da una trentina d’anni. Due mariti cornutazzi, visto che le due bellone non si tirano indietro se c’è da bellonare, financo fuori dal tetto coniugale. Un ex giovane cantante (non per questo da considerarsi un vecchio cantante, che ancora fa il suo, ove richiesto). Uno scrittore talentuoso sebbene ormai sotto quell’onda che un tempo lo vide maramaldeggiare sulla cresta. Un boss della criminalità organizzata che vive in una specie di reggia di Scarface però virata verde smeraldo, come fosse un mago di Oz delle Murge. E poi la medium del titolo, una stregaccia (scongiuri) che in vita ebbe a incrociare Gabriele D’Annunzio e che in morte si ritrova a dialogare tra le animacce degli scrittori defunti niente popò di meno che con Agatha Christie, che strega non era o forse sì (altri scongiuri), visto il cumulo di storie diaboliche che sapeva inventare.
Al centro dell’intreccio v’è, come ogni intreccio che si rispetti, l’umana ambizione. Dell’una bellona di prevalere sull’altra, del grande scrittore di diventarlo per davvero, della medium ormai estinta di avere il giusto ruolo nella storia patria, del malavitoso di sopravanzare in fama quegli scornacchiati di Gomorra (scongiuri). E se uno scava, pure ai cornutazzi qualche ambizione deve esser appartenuta in vita, anche se c’è da scommettere che non fosse quella di esser ritratti come cervidi.
Bisognerebbe a questo punto, l’avrete capito, fare i seri per qualche secondo, per dire che Cappelli più di tanti suoi colleghi sa maneggiare la materia con cura e perizia, concedendosi il lusso di inventarsi un italiano che non c’è (inteso come lingua scritta, che come personaggi dentro a questo paesone ne vediamo ogni giorno di cotti e di crudi pure dal vivo), rimestarlo dentro ai dialetti per restituirlo nuovo e più vivo, più moderno e più antico, più colorato ed efficace.
Ancora per qualche secondo restando seri, bisognerebbe dire che Cappelli si conferma una volta di più gran costruttore di intrecci che stanno insieme come se da sempre non fossero destinati ad altro che a stare insieme, e dato che ha fatto un patto con il diavolo della scrittura, lo fa con levità ed allegria (cosa, ahinoi, assai rara tra i colleghi suoi che a volte paiono dover affliggere il povero lettore con le loro proprie tristezze crepuscolari).
E alla fine, come a tutte le fini dei libri di Cappelli, si vorrebbe ricominciare. Lui lo sa, quel mascalzone (con rispetto parlando). E sghignazza.
### Sinossi
Nulla sembra muoversi nell’assolata Minervino, patria della medium Eusapia Palladino. Finché in paese arriva il romanziere Guido Galliano, ingaggiato dal conte Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie, Finizia, a finire il romanzo, proprio sulla vita della Palladino, cui invano lavora da anni. La cosa dovrà però accadere in segreto. Soprattutto senza che niente ne sappia Maddalena Nortano. È infatti per contendere il primato a costei, sua rivale da quando le soffiò lo sposo sull’altare e ora, grazie ai suoi libri di storia locale, figura di spicco del Circolo “La Scesciola”, che Finizia coltiva il sogno di diventare scrittrice pur senza averne la benché minima capacità.

Il Medioevo. Una Storia da raccontare e vari miti da sfatare

Il Medioevo è presentato a scuola, nella cultura generale e mediatica in modo spesso inesatto. Verranno qui sfatati vari miti e segnalate errate interpretazioni.
Ma si riscoprirà anche un periodo storico ancora vivo e attuale, come per esempio, nel linguaggio corrente e nei modi di dire: infatti, parole come “barzelletta” o “allocco”, e modi di dire come “essere al settimo cielo” o “essere al verde”, insieme a tante altre espressioni ancora, risalgono proprio … al medioevo!
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### Sinossi
Il Medioevo è presentato a scuola, nella cultura generale e mediatica in modo spesso inesatto. Verranno qui sfatati vari miti e segnalate errate interpretazioni.
Ma si riscoprirà anche un periodo storico ancora vivo e attuale, come per esempio, nel linguaggio corrente e nei modi di dire: infatti, parole come “barzelletta” o “allocco”, e modi di dire come “essere al settimo cielo” o “essere al verde”, insieme a tante altre espressioni ancora, risalgono proprio … al medioevo!

I Medici. Una dinastia al potere

Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…
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Il matto affogato: Una nuova inchiesta di Max Gilardi

«Un Camilleri in gonnella!»Marco Vichi«La sua scrittura è sempre elegante, colta. I suoi omicidi sono in punta di penna.»la Repubblica«Dalla sua fantasia irrompe la cronaca con delitti da risolvere su e giù per l’Italia, intrighi, il bel mondo, la vita di strada.»La Stampa«Un’autrice che non smette di sorprendere.»la RepubblicaIl matto affogato è uno degli scacchi matti più spettacolari, in cui il Re viene mattato da un solo pezzo avversario pur essendo circondato da pezzi amici: sono proprio questi ultimi infatti a impedire al monarca di sottrarsi al mortale scacco, ostruendo ogni via di fuga. E all’insegna del matto affogato saranno anche i due casi su cui si trova a indagare Max Gilardi, che ha rinunciato alla sua carriera di commissario a Milano per intraprendere quella di avvocato a Napoli. Ed è Napoli la vera protagonista del romanzo. Una Napoli volutamente dimenticata e faticosamente ritrovata, con tutte le sue contraddizioni, ma ricca di ricordi, di umori, di amici. E di un padre amato a stento. Questa città gli sta addosso come un vestito stretto, del quale poco a poco Max Gilardi, attraverso due delitti che lo coinvolgono, saprà liberarsi. Per ritornare a Napoli anche con il cuore, e con gli occhi di un uomo che si misura, senza condiscendenza, con la propria voglia di ricominciare a vivere. Ritorna Elda Lanza con un romanzo unico, godibilissimo, dalla pregevole immediatezza di dialogo. Versione letteraria di Jessica Fletcher con un pizzico di Montalbano, il suo stile è quello del giallo classico, che potrebbe essere preso così com’è e trasposto in sceneggiatura senza perdere quella naturale eleganza che la critica continua a riconoscerle.

La mattina del 25 dicembre

Alla fine di un pomeriggio di lavoro intenso ma fruttuoso, il giovane agente di cambio londinese Malcolm Warren può finalmente lasciare il suo ufficio e godersi le festività natalizie. La sua famiglia è in vacanza in Francia, e a lui non resta che accettare l’invito a trascorrere la vigilia di Natale a Beresford Lodge, la lussuosa residenza di Axel Quisberg, uno dei suoi migliori clienti. Il padrone di casa passerà la notte fuori per via di un importante incontro d’affari, e sarà sua moglie Letty a intrattenere un gruppo di ospiti decisamente male assortito. Dopo cena, quando la poco allegra compagnia viene trascinata in un chiassoso “gioco delle sedie”, Malcolm cade stortandosi un polso. Niente che non si possa curare con una fasciatura e un sonnifero per fare una bella dormita. Ma al risveglio il giovane si rende conto che i guai sono appena cominciati allorché, guardando fuori dalla finestra, scorge una strana figura che giace immobile sulla balaustra del suo balcone. È il cadavere della signora Harley, l’ospite che occupava la stanza sopra la sua e che, a quanto pare, soffriva di sonnambulismo. Una caduta accidentale sembra l’ipotesi più plausibile; del resto, chi mai poteva avercela con una donna tanto mite e inoffensiva? Un mystery del 1934 che conferma che l’omicidio è sempre all’ordine del giorno. Anche a Natale.