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La casa stregata

Si mormora che Plague Court sia infestata dallo spettro del malvagio assistente di un boia del XVII secolo, morto durante un’epidemia di peste dopo aver maledetto l’allora proprietario della casa. Roger Darworth, uno specialista in ricerche psichiche, viene chiamato a Plague Court per un esorcismo. Scena del rito occulto sarà la piccola costruzione di pietra nel cortile della dimora. Darworth studia la situazione e a mezzanotte si rinchiude nella casetta di pietra priva di ogni altro accesso che non sia la massiccia porta chiusa da un catenaccio inviolabile. E lì troverà la morte, selvaggiamente pugnalato. È un perfetto mistero di camera chiusa per sir Henry Merrivale, il Vecchio,insolito quanto geniale investigatore.

Casa Rugiati: Le mie ricette, semplici e irresistibili, per tutte le stagioni

L’attenzione alle materie prime è il vero mantra di Simone Rugiati. Tra gli chef più creativi del momento, giovanissimo e amato dal grande pubblico che lo segue da anni in tv, Simone riunisce in questo libro i suoi piatti preferiti e i suoi segreti gastronomici, a partire dalla regola d’oro della buona cucina: assecondare la natura e i suoi ritmi. Il suo ricettario segue perciò l’alternarsi delle stagioni, e dai menu freschi e profumati della primavera, tra un cous cous di verdure e un brodetto di fave fresche e pecorino, vi accompagnerà fino ai piatti caldi e corposi dell’inverno, tra stracotti di cinghiale e polenta, ribollite rivisitate e millefoglie di baccalà. Un volume riccamente illustrato, da tenere in cucina per creare ogni giorno piatti sani, e semplicemente buonissimi.

La casa nella brughiera (eLit)

Quando due famiglie ugualmente ambiziose occupano la stessa porzione di terra, inevitabilmente sorgono rivalità e gelosie e, se tutto ciò sfocia in una faida, occorrono almeno tre generazioni prima che la pace torni a regnare. È ciò che accade ai Lanyon, fittavoli dei nobili Sweetwater: alla morte del padre, l’ambizioso Richard è disposto persino a sacrificare la serenità dei suoi cari pur di rivalersi sugli odiati padroni. Ma una famiglia non può prosperare senza la presenza amorevole di una donna, e così combina il matrimonio tra il suo unico figlio, Peter, e Liza Weaver. I due giovani si piegano al volere dei genitori, rinunciando ai loro sogni pur con il cuore spezzato, perché se i loro segreti diventassero di pubblico dominio tutto ciò per cui Richard ha lavorato una vita intera sarebbe irrimediabilmente perduto. Ma sarà soltanto la generazione successiva che avrà la possibilità di ottenere in un sol colpo ciò che al capostipite dei Lanyon è sempre sfuggito: la serenità. Titoli collegati: 1)La casa nella brughiera – Exmoor saga vol. 1 2)Il vento sulla brughiera – Exmoor saga vol. 2
(source: Bol.com)

La casa maledetta

Angel è una ragazzina di quindici anni, sensibile, timida e insicura, spesso presa di mira senza motivo dai coetanei a scuola. La speranza di un cambiamento nella sua vita arriva quando la madre Myra, ossessivamente religiosa, e il padre Marty, alcolista e violento, decidono di trasferirsi in un’antica casa a Black Creek Crossing nella ricca comunità di Roundtree, sebbene giri voce che chiunque vi abbia vissuto sia morto in circostanze sinistre. Da subito, fenomeni inquietanti arrivano a sconvolgere le loro menti e a turbare i loro sogni, contribuendo a destabilizzare un equilibrio famigliare già molto precario: improvvise visioni che emergono dal fumo che invade le stanze, un gatto nero che si materializza dal nulla e una ragazza che appare in uno specchio. Angel trova conforto soltanto in Seth, un compagno di scuola come lei emarginato, incompreso e bistrattato da genitori e amici, e come lei attratto dal lato più misterioso, intimo e oscuro delle persone e delle cose, che cerca di cogliere negli scatti delle sue fotografie. Dopo la scoperta, niente affatto casuale, di un antico libro di rimedi magici forse appartenuto alla madre e alla bambina della prima famiglia vissuta a Black Creek Crossing – entrambe poi arse vive perché accusate di stregoneria – i due giovani si ritrovano a investigare sulla storia della vecchia dimora e su un potere oscuro che, una volta fatto proprio, offrirebbe loro una possibilità di riscatto per gli innumerevoli torti subiti.
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La casa in fondo al viale

DICEVA SEMPRE A CHIUNQUE CHE SUA SORELLA NON ERA MORTA, CHE SAREBBE TORNATA, E ALLORA PERCHÉ SI ERA PRESA CIÒ CHE SUA SORELLA AMAVA DI PIÙ?L’inferno in terra, quale altra definizione per una stanzetta senza finestre di quaranta metri quadri in cui Lily è stata tenuta prigioniera da uno psicopatico, da un collezionista di donne? Ma per la prima volta, dopo otto lunghi anni, Lily non sente il clic del chiavistello che, ogni maledetto giorno, è stato la sua condanna. Terrorizzata di essersi sbagliata, la ragazza prova a forzare la porta, che è aperta. Aperta. Davanti a lei un freddo cielo di stelle, un bosco innevato, una notte spettacolare e silenziosa che le toglie il fiato. Corri Lily, non badare al freddo, segui la Highway 12, quella che porta a casa tua, alla casa dei tuoi genitori, sono soltanto dieci chilometri. E quando sarai lì grida forte: “Mamma, sono io. Sono tornata”.Diabolicamente orchestrato, il thriller della Overton ci risucchia dalla prima pagina per scaraventarci in un mondo che soltanto Lily poteva pensare non fosse cambiato, una realtà fatta di bugie e di misteri non confessati. Sua sorella gemella adesso è cambiata, non indossa più il maglione per cui avevano furiosamente litigato, a sedici anni, il giorno prima del rapimento. Ora è una donna pericolosa e instabile che non ha avuto alcun scrupolo a mettersi con l’ex di Lily, un rancore sordo la possiede e la spinge fatalmente verso il rapitore della sorella che è stato arrestato e ora, in prigione, ha un piano per vendicarsi di Lily.L’analisi del rapporto nevrotico tra le due gemelle fa di questo suspense, come ha scritto Tess Gerritsen sul “New York Times”, un libro appassionante che riserva al lettore un finale sconcertante.

La casa dipinta

Luke Chandler, un ragazzino di 7 anni che vive con i genitori e i nonni in una piccola casa al centro di una piantagione di cotone, è il protagonista del nuovo romanzo di Grisham. E’ il 1952, i Chandler non sono proprietari, ma solo affittuari di queste terre e, ogni anno, quando arriva il momento del raccolto, ingaggiano un gruppo di messicani e di braccianti delle vicine colline che per sei settimane li aiutano a raccogliere il cotone in condizioni di grande fatica fisica. Naturalmente un’annata non buona può determinare gravi problemi di sopravvivenza per i Chandler. Luke, testimone di tutto ciò, si trova nelle condizioni di dover crescere in fretta e viene coinvolto in situazioni e segreti che cambieranno per sempre la vita della sua famiglia.

La casa di vetro

Viktor e Liesel Landauer sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze. Sono a bordo di una Landauer 80 cabriolet, una macchina dell’azienda di famiglia di Viktor, un vero e proprio impero industriale che produce automobili e motociclette.
Viktor è di religione ebraica, ma non praticante. Liesel appartiene a una famiglia dell’alta borghesia tedesca. Nella casa dei suoi genitori gli ospiti possono ammirare, tra le numerose opere d’arte esposte, un ritratto della madre realizzato da Klimt.
Dopo aver attraversato la Carinzia, i Landauer si dirigono a Venezia, dove soggiornano al Royal Danieli. In occasione di una festa in un antico palazzo sul Canal Grande, incontrano Rainer Von Abt, celebre architetto dai modi eleganti. Von Abt è galante con Liesel, giovane donna attraente e sofisticata e loquace con Viktor, con cui si impegna in appassionate conversazioni sull’architettura moderna.
Quando illustra la sua idea di costruzione con materiali non convenzionali come il vetro e l’acciaio, Viktor si entusiasma a tal punto da proporgli di disegnare una casa per loro a Mesto, in Cecoslovacchia. Von Abt accetta e nel 1929 iniziano i lavori della casa di vetro, un magnifico edificio modernista fondato su una radicale concezione dello spazio aperto, trasparente.
Una volta finita, la casa diviene il centro dell’esistenza dei Landauer. È nella casa di vetro che compare sulla scena Hana, donna giovane, spregiudicata, con molti amanti oltre a un marito, che stabilisce subito un morboso, intimo rapporto con Liesel e funge da trait d’union tra il mondo ceco e quello tedesco, tra gli ambienti dell’arte e quelli della finanza. È dalla casa di vetro e dalla sua rarefatta eleganza che Viktor a volte fugge tra le braccia della seducente Kata.
Così, tra amori proibiti e segreti inconfessabili, prosegue la vita dorata dei Landauer finché l’avvento del nazionalsocialismo non si abbatte come una scure sulla loro esistenza e sulla loro magnifica dimora.
I Landauer fuggono in America e la casa diviene un laboratorio per gli esperimenti genetici dei nazisti.
Romanzo struggente, commovente, straordinario, basato sulla storia vera di casa Tugendhat, il celebre edificio di vetro e acciaio costruito da Mies van der Rohe a Brno per una ricca famiglia ebrea, *La casa di vetro* illumina il tramonto di un’epoca di splendore e magnificenza, bruscamente travolta dalla prima guerra mondiale e definitivamente annientata dalla seconda, con gli orrori del nazismo prima e dello stalinismo poi.

La casa di Hope Street

Il marito di Liz è stato ucciso. E la vita della donna è spezzata. Spezzata la mattina, al crudele risveglio. E spezzata la sera, al momento di addormentarsi senza Jack accanto. Meno male che i loro cinque figli sono ormai grandi. Il maggiore, Peter, un giorno ha un piccolo incidente in piscina. Liz non avrebbe mai potuto immaginare che da allora la sua vita sarebbe ricominciata. Che avrebbe riso ancora, che avrebbe amato ancora. Il nuovo amore si chiama Bill. Ed è a questo punto che i figli già cresciuti possono creare qualche problema: perché non a tutti loro il dottor Bill Webster piace come alla mamma.
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Casa di bambola

E’ la prima volta che mi avvicino a Ibsen ed al suo teatro, è stata una felice scelta. La vicenda è ambientata in una casa, in una stanza abbastanza ampia messa con gusto, ma senza lusso. I dialoghi sono frenetici, un botta e risposta (il ring di Ibsen) che incolla il lettore alle pagine. Apparentemente il contenuto dell’opera non contiene spunti particolarmente originali, ma ad un’analisi più accurata, gli spunti di riflessione esistono e non sono pochi (ciò è dimostrato anche dagli innumerevoli studi letterari compiuti al riguardo). La protagonista femminile, Nora, è una donna- bambina (una bambola nelle mani prima del padre poi del marito) che si accorge tutt’ad un tratto che bambola non vuole più essere. Ella vuole emanciparsi, vuole cominciare a pensare con la sua testa, vuole capire se è innamorata o no, vuole tornare ad essere padrona della sua vita. Finirà col lasciare il marito e tre figli (!). Il punto è che Nora è stata felice come un uccellino per vari anni nella casa del marito, poi il suo femminismo improvvisamente esplode a causa di una manifestazione di egoismo e vigliaccheria del marito; quest’ultimo ha compiuto un atto sì grave, ma non al punto da mandare all’aria un matrimonio in pochi minuti. Il libro termina lasciando quindi un dubbio: Nora si è svegliata seriamente dal suo torpore di donna- bambola o forse proprio perché non può più continuare ad essere la donna- bambola di un uomo così vigliacco e egoista preferisce uscire da quel tipo di vita per diventare donna- bambola di qualcun altro, più coscienzioso, più forte, più moralmente rispettabile, più marito padrone? Fuorviante.
Fabio Ballabio
(source: Bol.com)

La Casa delle Catene

Nel nord di Genabackis una turba di bellicosi guerrieri scende dalle alture verso le pianure del meridione. Il loro intento è quello di far scempio delle disprezzate genti dei bassopiani, senonché per un guerriero chiamato Karsa Orlong sembrano aprirsi le premesse per uno straordinario destino. Qualche tempo dopo si manifestano le conseguenze degli eventi legati alla Catena dei Cani. L’Aggiunta Tavore, la nuova inviata dell’imperatrice, benché inesperta, si ritrova a fronteggiare un’ardua impresa: trasformare dodicimila soldati – per lo più reclute prive di esperienza, esclusa una manciata di veterani di Coltaine – in una forza in grado di affrontare le legioni della veggente Sha’ik, in attesa nel Deserto Sacro. Con i suoi condottieri adirati l’uno con l’altro, Sha’ik è ossessionata dalla consapevolezza che la sua nemesi è sangue del suo sangue, carne della sua carne…
(source: Bol.com)

La Casa della Seta

Novembre 1890, Londra è stretta nella morsa di un freddo impietoso. Al 221B di Baker Street il fuoco arde nel caminetto e Sherlock Holmes sta bevendo il tè insieme al dottor Watson quando un uomo vestito con grande eleganza si presenta inaspettatamente, in preda a una grande agitazione. È Edmund Carstairs, un giovane mercante d’arte che si rivolge a Holmes in cerca d’aiuto: teme infatti per la sua vita, poiché da settimane un losco figuro con un’orribile cicatrice sul volto lo segue. Intrigati dal racconto di Carstairs, Holmes e Watson decidono di indagare e all’improvvtso si ritrovano coinvolti in una serie di eventi indecifrabili e inquietanti, che si dispiegano dalle strade buie di Londra al sottobosco criminale di Boston. Il caso si infittisce e tutto riconduce puntualmente alla misteriosa e sinistra “Casa della Seta”, un’entità di cui sembra impossibile definire natura e contorni, una cospirazione pericolosa al punto da rischiare di distruggere le fondamenta della società stessa. Grazie a un intreccio diabolico e a una straordinaria caratterizzazione dei personaggi, Anthony Horowitz riporta alla ribalta la figura di Sherlock Holmes in un nuovo, eccellente romanzo concepito per i lettori di oggi senza però tradire minimamente lo spirito delle opere originali di Arthur Conan Doyle. In La Casa della Seta, primo sequel autorizzato dagli eredi di Conan Doyle, Holmes ritorna con l’inconfondibile personalità, l’audacia senza pari e l’eccezionale capacità deduttiva che hanno fatto di lui il più famoso detective di tutti i tempi. Nella Londra vittoriana restituita in tutta la sua miseria e il suo splendore, l’investigatore e Watson, suo fedele compagno di tante avventure, si lanciano ancora una volta all’inseguimento di un nemico senza volto… e il gioco ricomincia.

La casa dell’incesto

“Questo libro è scritto senza testimoni, un edificio senza dimensioni, una città appesa al cielo” La casa dell’incesto è la storia della dolorosa situazione di una donna divisa, incapace di trovare un collegamento tra il corpo e la propria vita emotiva. “Ho scritto le prime due pagine del mio nuovo libro in uno stile surrealista,” annota nel suo diario la Nin nell’aprile del 1932. E in effetti si tratta di un testo audacemente sperimentale, sospeso tra il romanzo e la prosa lirica, che rappresenta il felice punto d’incontro tra i due momenti fondamentali dell’ispirazione di Anaïs Nin: da una parte, la ricerca di una totale e potente naturalezza nell’esprimere la vita e l’emozione dei sensi; dall’altra, il proposito di “procedere dal sogno per entrare nel dato sensibile”, cioè di immergere l’esperienza onirica nel flusso della vita quotidiana, accostandosi alle ricerche del gruppo surrealista. Nasce così quello che è, forse, il libro letterariamente più elaborato e intenso della Nin: un racconto allucinato, “stratosferico”, caratterizzato da una prosa sontuosa e musicale, da una ragnatela sottile ma fortissima di immagini e di suoni, “la mia stagione all’inferno”, come ebbe a definirlo l’autrice stessa. Un poema in prosa unico nel suo genere. Un montaggio/travestimento “surrealista”: il mondo interiore e onirico di una donna.

(source: Bol.com)