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Un caso bruciato

Querry, il protagonista di Un caso bruciato (1961), è un architetto di fama mondiale giunto a un punto morto della propria esistenza: in lui tutto è spento, la fede, l’interesse per il proprio lavoro e la propria arte, il desiderio sessuale. Spinto più dal caso che dalla volontà, decide di partire alla volta del Congo, e si stabilisce in un villaggio devastato dalla lebbra dove il suo nome non sembra essere conosciuto. Querry non è più in grado di provare nulla, neppure la sofferenza; un “caso bruciato” – lo definisce il dottor Colin – come i lebbrosi che prima di guarire hanno perso le dita dei piedi e delle mani. Ma lentamente, lavorando alla costruzione dell’ospedale, Querry riesce a superare il vuoto totale in cui era immerso e anche il suo oscuro male dell’anima sembra guarire. Fino a che la comunità dei bianchi non scopre la sua vera identità…

Un caso archiviato: Un’indagine per l’agente Erlendur Sveinsson

«UNO DEI DIECI MIGLIORI ROMANZI GIALLI MAI SCRITTI» PUBLISHER WEEKLY «Indriðason è il miglior scrittore di gialli dei paesi nordici.»The Times«Indriðason riempie il vuoto lasciato da Stieg Larsson.»Usa Today«Se amate i gialli di classe, allora questo autore fa per voi.»The Irish TimeIn una fredda sera d’autunno una donna viene trovata impiccata nella sua villetta estiva a Þingvellir. Tutto sembra confermare l’unica ipotesi plausibile: suicidio. Ma quando Erlendur Sveinsson, detective della polizia di Reykjavík, viene in possesso della registrazione di una seduta spiritica alla quale la donna aveva partecipato poco prima di morire, prova il bisogno irrefrenabile di conoscere la sua storia. Emergono così i retroscena del suo gesto: l’annegamento del padre, avvenuto molti anni prima in circostanze poco chiare, fa da sfondo a oscuri presagi di morte e all’ossessione della donna per l’aldilà. Nel frattempo, Erlendur riprende in mano alcuni vecchi casi di persone scomparse. Un pensiero fisso percorre infatti le sue indagini: la nostalgia straziante per qualcuno che si è perso chissà dove e non è più tornato a casa. Vero e proprio lupo della steppa, antieroe scettico e ombroso, il detective islandese riflette sul filo sottilissimo che divide la vita dalla morte, sulla tensione fra il destino e le scelte che possono modificare per sempre la nostra esistenza. I laghi islandesi, placidi e funesti, sono gli enigmatici protagonisti di questo autunno nordico: quando si trova il coraggio di guardare oltre la superficie, nodi invisibili si riallacciano, e i fantasmi trovano finalmente pace.«Una nuova voce del vitalissimo neo-noir scandinavo.»Il Venerdì di Repubblica«Erlendur… poliziotto disilluso che fa luce laddove l’Islanda pare immersa in una notte infinita. Insomma, un grande.»Anna«Un autore da seguire e da amare. Uno scrittore di noir costruiti con intelligenza e capacità letterarie non comuni.»Il Giornale

Casino totale

Il primo episodio della celebre Trilogia di Marsiglia, la serie che ha per protagonista il poliziotto Fabio Montale. Dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l’amico di gioventù assassinato dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia. Tutti e tre – Ugo, Manu e Montale – sono cresciuti nei vicoli poveri del porto di Marsiglia. Assieme hanno fatto i primi furtarelli, poi qualche rapina, ma hanno anche condiviso i sogni di paesi esotici, i primi dischi e i primi libri, le nuotate in mare, le ubriacature. E soprattutto hanno amato la stessa donna, Lole. Poi le strade si sono separate: Manu si è perso in giochi criminali troppo grandi, Ugo è partito, Montale è diventato uno strano poliziotto, più educatore di strada nei quartieri difficili che sbirro. Ora dovrà sostenere un’inchiesta durissima contro tutto e tutti, in una città, Marsiglia, simbolo di un Mediterraneo diviso tra bellezza e violenza, tra due colori: l’azzurro del cielo e del mare e il nero della morte e dell’odio. «Con i libri di Jean-Claude Izzo ogni volta succede la stessa cosa: c’è sempre un momento in cui non sappiamo perché stiamo piangendo. Izzo è innanzitutto questo: un’emozione fondamentale… un’insuperabile malinconia». (Le Monde)

Casinò Royale

Il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di Goldeneye, la sua villa in Giamaica, Ian Fleming non ha idea di cosa scriverà. Parte dal nome del suo personaggio, rubato a un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al Casino di Lisbona, nel 1941. Il primo James Bond nasce così, ed è un romanzo molto diverso da come forse lo stesso Fleming amava raccontarlo. Le scene sono poche, non più di quattro, i veri personaggi anche meno. James Bond impareremo a conoscerlo meglio, perché qui è ancora nei panni – eleganti, spiritosi, crudeli – di Ian Fleming. Ma l’abominevole Le Chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sarà scordare la Bond Girl forse più letale, la sublime Vesper Lynd. Tutto dunque comincia da qui, dall’odore nauseante di un casinò alle tre del mattino. E la speranza è che duri il più a lungo possibile.
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Casi classici della psicologia

Mai sentito parlare dell’uomo che visse con un buco nella testa? O del ragazzo cresciuto dai suoi come se fosse una ragazza? Della donna dalle molteplici personalità o dell’uomo senza cervello?  Questa raccolta di casi è ricca di affascinanti intuizioni sulla mente umana; alcuni sono poco conosciuti mentre altri sono più famosi e hanno guidato la pratica clinica. Per questa seconda edizione, presentata per la prima volta in versione italiana, l’autore Geoff Rolls ha incluso recenti scoperte su ciascuna delle storie presentate e ha aggiunto casi completamente nuovi come la storia di Washoe, la scimmia che poteva comunicare, il caso dibattuto di Holly Ramona e della memoria repressa o la storia di Kim Peek, il vero “Rainman”. Casi classici in psicologia è rivolto sia agli studenti di psicologia, che potranno così approfondire la loro conoscenza su questi studi, sia a tutti coloro che desiderano apprendere qualcosa di nuovo sul comportamento umano. Il volume infatti è corredato da un glossario di termini psicologici in modo da rendere i contenuti accessibili a tutti. ** ### Sinossi Mai sentito parlare dell’uomo che visse con un buco nella testa? O del ragazzo cresciuto dai suoi come se fosse una ragazza? Della donna dalle molteplici personalità o dell’uomo senza cervello?  Questa raccolta di casi è ricca di affascinanti intuizioni sulla mente umana; alcuni sono poco conosciuti mentre altri sono più famosi e hanno guidato la pratica clinica. Per questa seconda edizione, presentata per la prima volta in versione italiana, l’autore Geoff Rolls ha incluso recenti scoperte su ciascuna delle storie presentate e ha aggiunto casi completamente nuovi come la storia di Washoe, la scimmia che poteva comunicare, il caso dibattuto di Holly Ramona e della memoria repressa o la storia di Kim Peek, il vero “Rainman”. Casi classici in psicologia è rivolto sia agli studenti di psicologia, che potranno così approfondire la loro conoscenza su questi studi, sia a tutti coloro che desiderano apprendere qualcosa di nuovo sul comportamento umano. Il volume infatti è corredato da un glossario di termini psicologici in modo da rendere i contenuti accessibili a tutti. ### Dalla quarta di copertina Mai sentito parlare dell’uomo che visse con un buco nella testa? O del ragazzo cresciuto dai suoi come se fosse una ragazza? Della donna dalle molteplici personalità o dell’uomo senza cervello? Questa raccolta di casi è ricca di affascinanti intuizioni sulla mente umana; alcuni sono poco conosciuti mentre altri sono più famosi e hanno guidato la pratica clinica. Per questa seconda edizione, presentata per la prima volta in versione italiana, l’autore Geoff Rolls ha incluso recenti scoperte su ciascuna delle storie presentate e ha aggiunto casi completamente nuovi come la storia di Washoe, la scimmia che poteva comunicare, il caso dibattuto di Holly Ramona e della memoria repressa o la storia di Kim Peek, il vero “Rainman”. *Casi classici in psicologia* è rivolto sia agli studenti di psicologia, che potranno così approfondire la loro conoscenza su questi studi, sia a tutti coloro che desiderano apprendere qualcosa di nuovo sul comportamento umano. Il volume infatti è corredato da un glossario di termini psicologici in modo da rendere i contenuti accessibili a tutti.

Le case degli altri

Jacob Hunt è un adolescente autistico. Non sa interpretare i comportamenti e i gesti degli altri e gli altri non capiscono i suoi. Come molti ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, Jacob ha degli interessi spiccati, anzi ossessivi: la sua passione sono i casi giudiziari e più di una volta si è presentato sulla scena di un crimine per offrire il suo aiuto – spesso risolutivo – alla polizia. Il fratello minore Theo, invece, è un tipo del tutto diverso, cioè… normale. Fin da piccolo però ha dovuto confrontarsi con le stranezze di Jacob e anche lui ha finito per sviluppare una personale ossessione: spiare le case degli altri, quelle delle famiglie diverse dalla sua, cioè delle famiglie normali, che a lui sembrano più felici. La sua gli sembra una famiglia con una vita troppo complicata, che diventa addirittura impossibile quando accade un fatto terribile: l’insegnante di sostegno di Jacob viene ritrovata morta e con segni di violenza sul corpo. Molti indizi sembrano condurre a Jacob, che finisce in tribunale, dove, inevitabilmente, tutte le manifestazioni della sua sindrome – l’incapacità di guardare negli occhi, i tic, i gesti compulsivi – vengono interpretate come prove di colpevolezza. Ma che cosa è successo davvero quel giorno?

La casa

Un eccentrico e affezionato cliente della bella e affermata Sarah Anderson – di professione avvocato – le lascia in eredità una grossa somma di denaro, accompagnandola con un messaggio: “Adoperala per fare qualcosa di importante. Concediti una vita migliore”. Sorprendendo se stessa, Sarah decide così di acquistare la maestosa dimora dove l’anziano cliente ha trascorso i suoi ultimi anni, con l’intenzione di riportarla all’antico splendore. Alle prese con i vari stadi della ristrutturazione, stanza dopo stanza, la donna scoprirà come la sua via precedente si trascinava scialba senza che lei se ne accorgesse, e su suggerimento di una misteriosa fotografia ritrovata nella casa, partirà verso un castello nella dolce campagna francese, una nuova voglia di vivere e soprattutto… il vero amore.

La casa tra i mondi

L’effetto delle droghe, a volte, può riservare sconvolgenti sorprese. Cameron Fenton, professore all’Università di Berkeley, viene sottoposto ad un esperimento di parapsicologia e si ritrova in un ambiente fantastico, parallelo al nostro pianeta, nel quale si sta combattendo una dura guerra per il sommo potere. Il popolo degli Alfar sta mantenendo con enorme sacrificio il dominio sul proprio regno, ma un temibile avversario terrestre ha deciso di impadronirsene. Quel regno, infatti, è la porta attraverso la quale si giunge nella Casa tra i Mondi: abitare in essa significa divenire padrone dei Mondi. E sarà proprio Fenton, indifeso e ignaro, a essere il protagonista, suo malgrado, delle sorti di tutto l’Universo.
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la casa sull’estuario

Nessuno, tranne il biofisico Magnus Lane e Dick Young, narratore di questa storia, ha mai preso «la droga della boccetta A», un liquido dall’effetto stupefacente: poche gocce, agendo sui centri sensori del cervello, riportano indietro nel tempo, in un passato molto remoto. Ogni volta che prende la droga, Dick si ritrova nel XIV secolo e assiste, invisibile e inavvertibile, a drammatiche vicende di nobili famiglie, i cui membri intrigano e si azzuffano, facendo uso con perizia di veleni e pugnali. A poco a poco il XIV e il XX secolo – dove imperversa la dinamica e sospettosa moglie americana di Dick – tendono a intersecarsi, e l’esperimento si fa sempre più pericoloso, finché il gioco del tempo si trasforma in dramma.

La casa sull’estuario

Dick Young è un giovane inglese con un modesto e banale impiego in una casa editrice londinese e un’ambiziosa moglie americana che lo vorrebbe a New York, a lavorare nella fiorente impresa editoriale di suo fratello. Un giorno Dick viene invitato a cena dall’amico storico dei tempi di Cambridge, Magnus Lane, divenuto nel frattempo un luminare della biofisica. Durante la cena Magnus accenna quasi di sfuggita alla possibilità di poter ospitare l’amico e la sua famiglia a Kilmarth, nella casa in Cornovaglia ereditata dai genitori. Un’offerta allettante. Il miraggio di lunghe, incantevoli giornate passate a poltrire in un giardino o a veleggiare in una baia è certamente preferibile, per Dick, alla prospettiva di un fastidioso trasferimento a New York. Dopo qualche bicchiere di brandy, Magnus raddoppia la sua offerta: nel laboratorio di Kilmarth ricavato nella vecchia lavanderia seminterrata, Dick potrebbe sperimentare qualcosa di straordinario: una droga, ottenuta mescolando una certa pianta con delle sostanze chimiche, che non trasporta come la mescalina o lsd in un luogo fantastico popolato di meravigliosi fiori esotici, ma in un mondo reale, fatto di esseri altrettanto reali: il passato. Soggiogato dalla personalità di Magnus, Dick accetta. Una volta nella casa sull’estuario, nel macabro laboratorio popolato di embrioni sotto vetro e di teste di scimmia, beve la pozione preparata da Magnus e si ritrova nella Cornovaglia del XIV secolo, al cospetto di dame e cavalieri, spettatore invisibile di drammatiche vicende di nobili famiglie, di intrighi e aperte rivalità, di amori e segreti inconfessabili. La scoperta di Magnus Lane potrebbe cambiare le sorti del mondo se, nell’uso prolungato della sua pozione, passato e presente non cominciassero a sovrapporsi in una pericolosa spirale, e il gioco del tempo non si mutasse inesorabilmente in dramma.

(source: Bol.com)

La casa sull’albero

Per sfuggire alla vita di città, la piccola Aglaia insieme a Bianca, la sua amica “grande”, decide di andare ad abitare in cima a un albero. È un albero speciale, fantastico, infinito, popolato da strani condomini che si rivelano poco amichevoli. Una comunità davvero strana fatta di cani che volano, neonati che miagolano, gatti che parlano e piante carnivore.
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Per sfuggire alla vita di città, la piccola Aglaia insieme a Bianca, la sua amica “grande”, decide di andare ad abitare in cima a un albero. È un albero speciale, fantastico, infinito, popolato da strani condomini che si rivelano poco amichevoli. Una comunità davvero strana fatta di cani che volano, neonati che miagolano, gatti che parlano e piante carnivore.

La casa sull’abisso

In una collana di testi fantastici classici non può certamente mancare quello che senza dubbio ha influenzato più di ogni altro H.P. Lovecraft: in edizione integrale vi presentiamo quindi l’opera che quasi tutta la critica definisce «fondamentale» nel panorama della letteratura fantastica mondiale. Si tratta di un romanzo di orrore fantascientifico, dove la cantina della casa che si protende sull’Abisso porta in un’altra dimensione, in un altro tempo e in un altro spazio. Ci troviamo in un non-luogo dove tutto è già avvenuto e dove ovviamente sono presenti dei mostri i quali, provenendo dall’interno della casa che costituiva il baluardo contro il pericolo, indicano invece che una salvezza – peraltro assai improbabile – è altrove, al di fuori… Chissà che quella casa sull’Abisso non sia poi il nostro mondo? William H. HodgsonWilliam Hope Hodgson nacque nell’Essex, in Gran Bretagna, nel 1877. Figlio di un pastore protestante, s’imbarcò giovanissimo rimanendo in mare per otto anni. Questo periodo influenzò profondamente la sua attività letteraria che iniziò nel 1906 in Francia dove si era trasferito. Premesso che i due cardini fondamentali della narrativa di Hodgson sono la Casa e il Mare, tra i suoi libri più famosi vanno citati The Ghost Pirates, The Boats of Glen Carrig, Carnacki the Ghost Finder e The Night Land del 1914. Arruolatosi nell’esercito inglese durante la Prima Guerra Mondiale, morì in combattimento sul suolo francese nell’aprile del 1918.

La casa sul lago

A volte, in amore, si è costretti a fare delle scelte. Ed è questo ciò che accade a Hudson Stack quando, per caso, incontra Amanda.
Hudson Stack, un famoso e ricchissimo chirurgo di Boston, ha assolutamente bisogno di allontanarsi dallo stress quotidiano. Così, decide di concedersi un periodo di riposo in compagnia della figlia Bethany. Una volta arrivato a Cottonwood, Hudson si rivolge all’agenzia immobiliare per trovare una sistemazione. Qui viene accolto da una bellissima ragazza, Amanda, che si offre di aiutarlo mettendogli a disposizione una piccola casa sul lago, proprio a fianco della sua. Da questo momento, Hudson e Amanda si ritrovano vicini di casa e cominciano a frequentarsi, ma il meteo dell’amore, per loro, prevede burrasche.
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A volte, in amore, si è costretti a fare delle scelte. Ed è questo ciò che accade a Hudson Stack quando, per caso, incontra Amanda.
Hudson Stack, un famoso e ricchissimo chirurgo di Boston, ha assolutamente bisogno di allontanarsi dallo stress quotidiano. Così, decide di concedersi un periodo di riposo in compagnia della figlia Bethany. Una volta arrivato a Cottonwood, Hudson si rivolge all’agenzia immobiliare per trovare una sistemazione. Qui viene accolto da una bellissima ragazza, Amanda, che si offre di aiutarlo mettendogli a disposizione una piccola casa sul lago, proprio a fianco della sua. Da questo momento, Hudson e Amanda si ritrovano vicini di casa e cominciano a frequentarsi, ma il meteo dell’amore, per loro, prevede burrasche.

La casa sul colle delle stelle

Tim, a cui i compagni di scuola hanno appioppato il soprannome di Timid, arriva a Enton per trascorrere le vacanze con i nonni, proprietari dell’unico negozio di fiori della città. Dovrebbe essere un’estate tranquilla ma c’e qualcosa di strano a Enton: nessuno, a parte i suoi nonni, coltiva fiori, neppure nel proprio giardino. E quando Hunter, il proprietario della casa che sorge sulla collina al limitare della città, compra tutti i fiori del negozio e lo assume perché li pianti, Tim scopre il segreto che circonda Enton: nottetempo i fiori scompaiono. A rubarli sono i Tregger, minuscoli folletti che provengono da TalIis, un mondo fatato sull’orlo di una guerra civile che entra in contatto con la Terra solo allo sciamare di una stella cadente.
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