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La Bibbia, il Libro per eccellenza, ha impregnato di sé la storia dell’Occidente. Lo ha fatto in modo diretto nella sua duplice, forte tensione interna ebraico-cristiana e, in modo indiretto, attraverso gli influssi che ha esercitato sull’islam e sulla stessa cultura laica. Per ragioni storiche in Italia la Bibbia non è però entrata a far parte del sapere comune: una lacuna di cui in anni recenti si è avvertita più intensamente la gravità. Nell’intento di fornire una prima introduzione alla Scrittura volta a presentarne la ricca veste letteraria e i molteplici contenuti, l’autore ricostruisce le tappe di formazione del testo biblico, i modi in cui è stato interpretato, i grandi temi del suo messaggio e ne illustra alcuni personaggi chiave. Vista attraverso questo prisma la Bibbia risulta portare dentro di sé le tracce di molte civiltà e culture: una lettura da cui è tuttora necessario partire per comprendere meglio il nostro mondo.

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Due bambine vengono trovate morte in una cantina; quattro anni dopo il loro assassino scappa durante un trasferimento dal penitenziario e la polizia sa che colpirà ancora. Poi, un’altra bambina viene trovata uccisa. I due agenti dell’investigativa, Grens e Sundkvist, che sovrintendono la caccia all’uomo, sono nel mirino dell’attenzione esasperata dei media. E mentre la tensione nell’intera nazione sfiora l’isteria collettiva e le indagini sembrano a un punto morto, il padre della piccola vittima decide di cercare giustizia…

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Come l’Homo di Faber discende dal Pitecantropo e questo a sua volta dalla Scimmia, così l'”Uomo liquido” di C. B. Gilford indubbiamente discende dall'”Uomo invisibile” di H. G. Wells, che deriva a sua volta dal “Dottor Jekyll” di R. L. Stevenson. Ma il romanzo di Gilford – ambientato in una tipica cittadina americana d’oggi, tra personaggi familiari come la figlia del signor Stanley (che gira volentieri in bikini), il ragazzo Billy Pearson (che scopre la vecchia auto presso il lago), il capo della polizia locale, il proprietario del drugstore, ecc. – ha un suo specifico “horror” e una sua particolare solidità di costruzione drammatica, che ne fanno ben di più di una semplice variazione sul tema dell’incauto scienziato che sperimenta su se stesso una scoperta pericolosa. Ristampa 0545

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“Sarebbe stato uno scontro tra Romani. Era incredibile: popoli interi premevano alle frontiere, un mondo intero vacillava, eppure quei soldati, che avrebbero dovuto sentirsi affratellati da un comune giuramento, erano sul punto di combattersi tra loro. E ancora una volta la Ventiduesima legione era chiamata a difendere l’onore di Roma e dell’Impero.” 280 d. C. Approfittando della deriva del potere di Roma, il governatore Bonoso, vittima della sua superbia e di una sconfinata ambizione, decide di tradire l’aquila e di costruire nelle Gallie un regno personale. Per conseguire i suoi piani non esita a muovere guerra ai Camavi, popolazione germanica colpevole di essersi dimostrata troppo fedele all’imperatore, stringendo al contempo preziose alleanze con diverse tribù barbare da sempre ostili al potere romano. Spetterà al legato imperiale Valerio Metronio, a capo della Ventiduesima legione, reprimere la ribellione e salvare l’onore di Roma, in un vorticoso giro di amicizie, alleanze e odi implacabili che coinvolge Romani e barbari, traditori e traditi.

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Alla fine del XVI secolo, l’erudito olandese Hugo Blotius tentò di realizzare a Vienna il progetto di un Museo del genere umano e di una Biblioteca imperiale universale. Assumendo per un trentennio la carica di bibliotecario di corte diede invece vita al primo nucleo della biblioteca imperiale asburgica. Qui ha lasciato alla sua morte un imponente archivio, fatto anzitutto di lettere, appunti, note e cataloghi. È questo insieme di carte ad accompagnare il lettore attraverso le stanze di una biblioteca in formazione, di una città e di un impero in una fase ancora poco nota della loro storia. Come tradurre un progetto universale nella costituzione di un’istituzione che seppur imperiale era ospitata nelle anguste stanze di un convento francescano? E come farlo in una città costantemente minacciata dall’invasione turca e dallo scoppio delle guerre di religione? Per quale tipo di pubblico concepire questa organizzazione? I dubbi e le frustrazioni del bibliotecario nel suo rapporto con la corte e l’imperatore consentono di ricomporre una fase di gestazione nella riorganizzazione del sapere europeo, ad un secolo dalla scoperta della stampa a caratteri mobili e dall’allargamento dei confini del mondo.

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*— Un altro fantastico libro della serie di quest’autrice. Subito dopo aver finito di scrivere la recensione comincer˜ a leggere ÒIl risveglioÓ, non vedo l’ora!* *– Paula* *— Quando la vita fa un brutto scherzo a una persona innocente, non c’e la sfiducia in amore. Ben scritta, fa venire voglia di leggere altro su questa famiglia.* *– Lettore Vorace* *— Tratta di problemi sociali, ma dà sempre una possibilità all’amore; l’eroina supera difficoltˆ e perdite insormontabili, e trova l’amore vero contro ogni previsione.* *— Billie Miller* Jed è un uomo deciso e di poche parole, che ha rinunciato alla fortuna della sua famiglia e si è dedicato anima e corpo al lavoro. Andy vive con un padre autoritario, con cui condivide il debole per le donne e la passione per la vita agiata, e che gli fa sistemare le cose quando si stanca di una delle sue amanti. Anche se hanno affrontato la vita in modo molto diverso, non avrebbero mai pensato di dover lottare per l’amore di una donna. Diana ha un passato terribile che non riesce a lasciarsi alle spalle, con una madre drogata a cui sono state tolte lei e la sua ’uomo che ha rovinato la sua famiglia. Quello che non pensava era che avrebbe trovato l’amore. **
### Sinossi
*— Un altro fantastico libro della serie di quest’autrice. Subito dopo aver finito di scrivere la recensione comincer˜ a leggere ÒIl risveglioÓ, non vedo l’ora!* *– Paula* *— Quando la vita fa un brutto scherzo a una persona innocente, non c’e la sfiducia in amore. Ben scritta, fa venire voglia di leggere altro su questa famiglia.* *– Lettore Vorace* *— Tratta di problemi sociali, ma dà sempre una possibilità all’amore; l’eroina supera difficoltˆ e perdite insormontabili, e trova l’amore vero contro ogni previsione.* *— Billie Miller* Jed è un uomo deciso e di poche parole, che ha rinunciato alla fortuna della sua famiglia e si è dedicato anima e corpo al lavoro. Andy vive con un padre autoritario, con cui condivide il debole per le donne e la passione per la vita agiata, e che gli fa sistemare le cose quando si stanca di una delle sue amanti. Anche se hanno affrontato la vita in modo molto diverso, non avrebbero mai pensato di dover lottare per l’amore di una donna. Diana ha un passato terribile che non riesce a lasciarsi alle spalle, con una madre drogata a cui sono state tolte lei e la sua ’uomo che ha rovinato la sua famiglia. Quello che non pensava era che avrebbe trovato l’amore.

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Lord Julius Spencer, eroe della guerra dell’oppio provato nel fisico e nell’anima, deve recarsi in Irlanda con il compito di preparare la visita della regina Vittoria. Nonostante la minaccia dei nazionalisti, quella terra gli appare fiera, orgogliosa e bellissima, proprio come Ryanne Kennedy, di cui s’innamora. Perduta ogni ricchezza e a prezzo di grandi sacrifici, la giovane donna è riuscita ad assicurare un futuro dignitoso per sé e per il fratello. Il ragazzo però è coinvolto nelle trame dei ribelli e Ryanne dovrà affrontare la scelta più difficile, perché lasciarsi conquistare dalla passione di Julius potrebbe farle perdere il cuore..
Una passione imprevedibile
come il cielo d’Irlanda

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Flavio Caroli è uno storico dell’arte dalle indiscusse capacità narrative. In questo saggio che diventa un romanzo, dialoga con un’amica di lunga data accompagnandola per quindici weekend e mezzo alla scoperta di grandi artisti, monumenti universalmente noti e gioielli nascosti (scelti dopo una oculatissima scrematura) nei luoghi nevralgici dell’arte italiana. Passeggiando per le vie dei centri storici o raggiungendo musei fuoriporta, ci presenta in un racconto ricco di immagini protagonisti come Andrea Mantegna, che si può incontrare nella basilica di Sant’Andrea, a Mantova, non solo attraverso le sue opere ma anche sotto forma di un busto scolpito posto nella Cappella funeraria, e promette: «Si innamorerà dello sguardo lontano di chi vede la grandezza del passato, e subito dopo ne percepisce la caducità e la cenere, e non può che rifugiarsi nella melanconia, e dar vita, con quella, agli unici antidoti concessi agli umani, che sono l’arte e la bellezza». A Venezia, dopo una sosta allo storico Harry’s Bar, ci propone l’incontro con Giovanni Bellini alle Gallerie dell’Accademia: «La linea belliniana incontra la linea introspettiva dell’arte occidentale, con una carta in più, risolutiva: la luce come elemento realistico, drammatico e drammatizzante». Ai grandi artisti e alle loro imprescindibili opere affianca aneddoti poco noti, come l’importanza della Cascina Pozzobonelli di Milano, senza la quale il Castello Sforzesco non sarebbe come lo vediamo oggi. Un graffito presente nel portico mostra infatti l’aspetto originario del castello, con la Torre del Filarete, crollata nel 1521: fu su questa immagine che l’architetto Luca Beltrami si basò per ricostruire la torre fra il 1892 e il 1905.
Un percorso nella storia dell’arte che si fa via via racconto personale: «Ricordi quando io ero poco più che un ragazzo, e tu mi sgridavi perché – a tuo dire – perdevo tempo con gli artisti, invece di occuparmi di te?». Oggi le opere di alcuni di quegli artisti, gli avanguardisti degli anni Sessanta appartenenti alla corrente dell’Arte Povera, sono raccolte al Castello di Rivoli, cui dedicare un ultimo, mezzo weekend: «Incontrerai le grandi metafore insite nell’occupazione dello spazio: metafore legate al naufragio della civiltà classica in Jannis Kounellis; metafore della socialità in Luciano Fabro; metafore dell’infinita ambiguità dei linguaggi che generano l’immagine figurativa in Giulio Paolini».
La felice penna di Flavio Caroli ci indica la via per comprendere appieno il patrimonio artistico italiano, nella convinzione che i capolavori sono il riassunto dei pensieri più profondi di un’epoca storica, e costituiscono «l’apertura visionaria verso il tempo che verrà».

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“Nel Seicento l’Europa si costituisce in un sistema di Stati nazionali che sono alla ricerca del proprio equilibrio politico ed economico. Il secolo dell’assolutismo è anche quello che vede il declino delle grandi famiglie feudali ed il sorgere della borghesia commerciale e industriale; la città capitale diventa la struttura di questa nuova società. … L’incredibile diffusione dell’immagine che si fa in questo secolo, dimostra che si è voluto riconoscere che la logica non è affatto il movente determinante delle azioni umane. Sono le immagini che manifestano, nei loro diversi aspetti, il pensiero e l’azione dell’individuo e della società; non si vuole più apparire ciò che si è, ma essere quello che si appare. L’arte di questo secolo è autonoma; non si confonde più con la filosofia, la scienza o la religione; la tecnica del visuale, in quanto tale, realizza tutti i valori e tutti gli aspetti della vita. È lo spettacolo, il teatro. Ma il mondo stesso è un teatro e l’attore che vi recita è stimato non per il valore dell’uomo che è, ma per la parte che in esso rappresenta e per la maniera in cui lo rappresenta.” Con queste parole nel 1964 veniva sintetizzato il contenuto dell’Europa delle capitali 1600-1700, pubblicato da Albert Skira nella collezione “Arte Idee Storia” e subito diventato un classico della critica d’arte. Non si tratta di un corpus della cosiddetta arte barocca e tanto meno di una minuziosa ricostruzione filologica, è invece una storia di idee, cioè lo studio delle possibili relazioni tra le cose che costituiscono la storia dell’arte e le idee che costituiscono la storia del pensiero. È un libro di metodo e d’attualità che dopo quarant’anni mantiene intatto il suo fascino, ma è anche, nella sua scrittura asciutta e limpida, un essenziale documento del tempo in cui fu scritto, del pensiero e della militanza critica di Giulio Carlo Argan.

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Hai mai pensato di vivere una vita che non è la tua?
La vita di Guy Gougencourt, parigino quasi cinquantenne, è perfetta. Tutto è al suo posto e va come deve andare: notaio, figlio di notaio, lavora in uno studio prestigioso, ha una moglie, due figli, una bella casa e tutte le settimane va a pranzo dagli anziani genitori. Eppure, ogni mattina Guy si sveglia con un profondo senso di insoddisfazione. Perché la sua vita perfetta non l’ha decisa lui, l’hanno decisa gli altri, gli eventi, il caso. Un giorno, uscendo dalla Gare Paris Saint-Lazare, viene sorpreso da un temporale violentissimo e si rifugia nel primo taxi che vede. Alla guida c’è una donna. Grandi occhi scuri, capelli lunghi e disordinati e un profumo inconfondibile di gelsomino e muschio. Il suo nome è Elodie. Mentre Guy, a disagio, cerca di mettere una distanza fra sé e quella ragazza che lo turba, volge lo sguardo sul sedile e vede un libro rosso dalla copertina consunta e con un piccolo fregio dorato. Ne è irresistibilmente attratto, ma non osa toccarlo. Al momento di scendere per sbaglio lo porta con sé e durante la sua notte insonne, lo legge d’un fiato e il contenuto lo colpisce talmente tanto che non può fare a meno di cercare Elodie. È l’incontro di due persone che abbandonano le maschere che indossano per scoprire la loro vera natura. Elodie riesce a fare uscire Guy dal suo guscio e a liberare la sua anima, ma anche se la ragazza sembra libera e imprevedibile come un temporale estivo è in realtà rinchiusa in un gioco di ruoli pensato per proteggere il suo cuore e per curare le sue ferite segrete. Ma l’amore e la libertà hanno un prezzo, e per Guy ed Elodie è arrivato il momento di pagarlo.
Carla Vangelista, una delle voci più intense della narrativa italiana, ci regala una storia travolgente, fatta di passione e sensualità. Un inno alla riscoperta di noi stessi e di quello che davvero vogliamo. Un valzer lento che diventa sempre più veloce e serrato, per dimenticare le regole e inciampare nella vita. E nell’amore. **
### Sinossi
Hai mai pensato di vivere una vita che non è la tua?
La vita di Guy Gougencourt, parigino quasi cinquantenne, è perfetta. Tutto è al suo posto e va come deve andare: notaio, figlio di notaio, lavora in uno studio prestigioso, ha una moglie, due figli, una bella casa e tutte le settimane va a pranzo dagli anziani genitori. Eppure, ogni mattina Guy si sveglia con un profondo senso di insoddisfazione. Perché la sua vita perfetta non l’ha decisa lui, l’hanno decisa gli altri, gli eventi, il caso. Un giorno, uscendo dalla Gare Paris Saint-Lazare, viene sorpreso da un temporale violentissimo e si rifugia nel primo taxi che vede. Alla guida c’è una donna. Grandi occhi scuri, capelli lunghi e disordinati e un profumo inconfondibile di gelsomino e muschio. Il suo nome è Elodie. Mentre Guy, a disagio, cerca di mettere una distanza fra sé e quella ragazza che lo turba, volge lo sguardo sul sedile e vede un libro rosso dalla copertina consunta e con un piccolo fregio dorato. Ne è irresistibilmente attratto, ma non osa toccarlo. Al momento di scendere per sbaglio lo porta con sé e durante la sua notte insonne, lo legge d’un fiato e il contenuto lo colpisce talmente tanto che non può fare a meno di cercare Elodie. È l’incontro di due persone che abbandonano le maschere che indossano per scoprire la loro vera natura. Elodie riesce a fare uscire Guy dal suo guscio e a liberare la sua anima, ma anche se la ragazza sembra libera e imprevedibile come un temporale estivo è in realtà rinchiusa in un gioco di ruoli pensato per proteggere il suo cuore e per curare le sue ferite segrete. Ma l’amore e la libertà hanno un prezzo, e per Guy ed Elodie è arrivato il momento di pagarlo.
Carla Vangelista, una delle voci più intense della narrativa italiana, ci regala una storia travolgente, fatta di passione e sensualità. Un inno alla riscoperta di noi stessi e di quello che davvero vogliamo. Un valzer lento che diventa sempre più veloce e serrato, per dimenticare le regole e inciampare nella vita. E nell’amore.

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Knox Price è sempre stato convinto di non reggere il confronto con i suoi fratelli. Boome è quello ambizioso. Clay quello gentile. Gage il più bello. E Knox? Knox è quello cinico. La pecora nera della stramilionaria famiglia Price. Non si può dire che non gli piacciano le persone. Ma nella vita è sempre rimasto deluso. E così, quando è diventato ricchissimo all’improvviso, ha deciso di non fidarsi più di nessuno. Perché, dopotutto, l’unica cosa che le persone trovano attraente sono i soldi. Ma l’incontro con Lexi Brandon, un’insegnante di yoga con la bizzarra tendenza a dire cose strane, è destinato a cambiare tutto. Lexi non è decisamente il suo tipo, eppure riesce a guardare oltre le apparenze e per la prima volta Knox sente che qualcuno riesce a vederlo per quello che è davvero…
**Jessica Clare**
È lo pseudonimo con cui l’autrice firma i suoi libri erotici. Scrive storie paranormali con il nome di Jessica Sims e come Jill Myles è autrice di romanzi di vario tipo. Vive in Texas. Della serie dedicata ai membri del *Billionaire Boys Club* la Newton Compton ha pubblicato *Scommessa indecente, Troppo bello per dire di no, È l’uomo per me, Ho scelto di amarti, L’amore è un gioco* e, in ebook, *Sempre più vicino, L’amore non esiste, Per me esisti solo tu, Aspettavo solo te*. **
### Sinossi
Knox Price è sempre stato convinto di non reggere il confronto con i suoi fratelli. Boome è quello ambizioso. Clay quello gentile. Gage il più bello. E Knox? Knox è quello cinico. La pecora nera della stramilionaria famiglia Price. Non si può dire che non gli piacciano le persone. Ma nella vita è sempre rimasto deluso. E così, quando è diventato ricchissimo all’improvviso, ha deciso di non fidarsi più di nessuno. Perché, dopotutto, l’unica cosa che le persone trovano attraente sono i soldi. Ma l’incontro con Lexi Brandon, un’insegnante di yoga con la bizzarra tendenza a dire cose strane, è destinato a cambiare tutto. Lexi non è decisamente il suo tipo, eppure riesce a guardare oltre le apparenze e per la prima volta Knox sente che qualcuno riesce a vederlo per quello che è davvero…
**Jessica Clare**
È lo pseudonimo con cui l’autrice firma i suoi libri erotici. Scrive storie paranormali con il nome di Jessica Sims e come Jill Myles è autrice di romanzi di vario tipo. Vive in Texas. Della serie dedicata ai membri del *Billionaire Boys Club* la Newton Compton ha pubblicato *Scommessa indecente, Troppo bello per dire di no, È l’uomo per me, Ho scelto di amarti, L’amore è un gioco* e, in ebook, *Sempre più vicino, L’amore non esiste, Per me esisti solo tu, Aspettavo solo te*.

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Berlino, inverno 1946. La guerra è appena terminata e la città mostra al mondo tutte le sue ferite. Non c’è quasi edificio che sia rimasto in piedi e gli abitanti si aggirano come spettri, in attesa che il cielo plumbeo si apra e accada qualche miracolo che permetta loro di sopravvivere. Anche Pavel Richter non possiede quasi nulla, a parte i tanti libri che tappezzano le pareti del suo appartamento. Con lui c’è Anders, un orfanello che traffica nel mercato nero e procura a Pavel la penicillina di cui ha bisogno per una brutta infezione ai reni. In cambio, Pavel cerca di fare da padre e da insegnante al ragazzino. Al piano di sopra abita Sonia, una donna che come tante altre ha un solo bene da offrire in cambio di ciò che le serve per non morire di stenti: il proprio corpo. Che cosa la unisce a Pavel? Ma soprattutto, chi è veramente, Pavel Richter? Ha il passaporto americano e parla alla perfezione quattro lingue, compreso il russo; legge Dickens ad alta voce e cita a memoria Dostoevskij, ma non batte ciglio quando il suo migliore amico, Boyd White, di professione magnaccia, si presenta alla sua porta con una strana consegna: un cadavere… Un raffinato noir storico, intenso come Le vite degli altri di Florian Henckel e coinvolgente quanto Il terzo uomo di Graham Greene; il romanzo più affascinante sugli orrori della guerra che sia stato scritto dopo Parigi brucia di Dominique Lapierre.

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Tutto è estremo nel lembo di terra più a ovest d’Europa, l’isola di Lewis. Anche le suggestioni e grandi misteri. Come quel piccolo aereo riemerso dalle acque di un lago a diciassette anni dalla scomparsa. Ancora con il suo pilota a bordo. Un’altra strana vicenda per l’ex poliziotto scozzese Fin Macleod.
Dopo aver abbandonato la polizia e aver deciso di stabilirsi definitivamente sulla più settentrionale delle isole Ebridi, Fin Macleod tiene lontano i cacciatori di frodo dalle terre di un facoltoso locale. Ed è proprio nel corso di un giro di ricognizione in quegli aspri territori che, in compagnia dell’amico Whistler, si imbatte nella più incredibile delle visioni. Un piccolo velivolo, all’apparenza intatto, col rosso e il bianco della fusoliera ancora ben visibili, è apparso su un cumulo di sassi, nell’alveo di un lago che si è appena ritirato. A bordo, il corpo di Roddy Mackenzie, una vecchia conoscenza di Fin e Whistler. E ben presto Fin si rende conto che della vicenda Whistler sa molto più di quanto non voglia ammettere.
Dopo *L’isola dei cacciatori di uccelli* e *L’uomo di Lewis* l’episodio conclusivo del trittico che in Inghilterra ha venduto oltre un milione di copie.

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In “L’uomo che era morto” Lawrence si misura con la vicenda paradigmatica della storia dell’Occidente: la morte di Cristo. E lo fa alla sua maniera, fedele all’idea che l’unica trascendenza possibile risieda nella quotidiana rinascita all’universo delle cose, e che il peccato più grande sia la rimozione del corpo come orizzonte profondo di significato spirituale. È infatti nel contatto con la natura e il sole della vita che l’uomo crocifisso inizia a riaversi dal sonno della morte e a osservare il mondo attorno a sé con sguardo nuovo e partecipe. Egli diviene consapevole che la vera risurrezione è l’essere rinato alla vita del corpo, abiura la vita passata e la sua astratta predicazione, che ora gli appare come l’espressione di una sconfinata e innaturale volontà di potenza. Il protagonista della sua storia non è neppure per un attimo il figlio di Dio, ma soltanto un uomo, protagonista di una storia esemplare.

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Tutto quanto di meraviglioso avviene nell’universo è il risultato delle vibrazioni di singole unità, ultramicroscopiche stringhe nascoste nella profondità della materia. I “modi di vibrazione”, le “note” intonate da queste stringhe, determinano la costituzione intima della materia, come corde di violino che eseguono una sinfonia cosmica ordinata e armoniosa. In questo libro, Brian Greene ci narra la storia di una straordinaria avventura, parlandone da protagonista e trasmettendoci tutto l’entusiasmo della scoperta scientifica. La rivoluzionaria visione dell’universo che emerge dal suo racconto prevede dimensioni nascoste e arrotolate nelle pieghe dello spazio, buchi neri che si trasformano in particelle elementari, discontinuità nella tessitura dello spaziotempo e universi che generano altri universi. Attraverso l’uso sapiente di analogie e metafore affascinanti, *L’universo elegante* descrive con intelligenza e vivacità le scoperte esaltanti e i misteri ancora insoluti dell’universo e rende immediatamente accessibili alcuni dei piú complessi e sofisticati concetti della fisica contemporanea. **
### Sinossi
Tutto quanto di meraviglioso avviene nell’universo è il risultato delle vibrazioni di singole unità, ultramicroscopiche stringhe nascoste nella profondità della materia. I “modi di vibrazione”, le “note” intonate da queste stringhe, determinano la costituzione intima della materia, come corde di violino che eseguono una sinfonia cosmica ordinata e armoniosa. In questo libro, Brian Greene ci narra la storia di una straordinaria avventura, parlandone da protagonista e trasmettendoci tutto l’entusiasmo della scoperta scientifica. La rivoluzionaria visione dell’universo che emerge dal suo racconto prevede dimensioni nascoste e arrotolate nelle pieghe dello spazio, buchi neri che si trasformano in particelle elementari, discontinuità nella tessitura dello spaziotempo e universi che generano altri universi. Attraverso l’uso sapiente di analogie e metafore affascinanti, *L’universo elegante* descrive con intelligenza e vivacità le scoperte esaltanti e i misteri ancora insoluti dell’universo e rende immediatamente accessibili alcuni dei piú complessi e sofisticati concetti della fisica contemporanea.

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Collana: Classici della Fantascienza
Quando uno scrittore di fantascienza sceglie come tempo un futuro non troppo lontano, si espone inevitabilmente a essere smentito dai fatti. Così, questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1939, e che parla della prossima (per allora) guerra mondiale, è pieno di cose che poi non accaddero. I comunisti non presero il potere in Inghilterra, la Francia non ridiventò una monarchia, l’Unione Sovietica rimase quella che era. Ma chi di noi, nell’esplosivo mondo di oggi, si sente di escludere che il classico romanzo di Hubbard guardasse più in là, e che le sue previsioni si riferissero alla terza guerra mondiale? Tutto allora è di nuovo verosimile, per non dire probabile: le pestilenze che devastano l’Europa, l’inquinamento atomico, i saccheggi, le carestie, la scomparsa di ogni coerente struttura sociale o politica. E in questo paesaggio brullo e terribile, in questo nuovo medioevo barbarico, l’odissea di un piccolo reparto di veterani al comando del tenente. Sono uomini sopravvissuti a tutte le battaglie, a tutti i folli massacri ordinati dai generali di stato maggiore, sono guerrieri spietati e invincibili. E tuttavia le ultime speranze di pace sono nelle loro mani.