39969–39984 di 65579 risultati

Cell (versione italiana)

DA QUESTO ROMANZO IL FILM DISTRIBUITO DA NOTORIOUS Boston, 1° ottobre. È un luminoso pomeriggio di sole, la gente passeggia nel parco, gli aerei atterrano quasi in orario e a Clayton Riddell sembra il più bel giorno della vita. Ma proprio quel giorno il mondo finisce. Chiunque abbia un cellulare all’orecchio – milioni e milioni di persone – impazzisce improvvisamente, regredendo allo stadio di una belva feroce. In un attimo, un misterioso impulso irradiato attraverso gli apparecchi distrugge il cervello, azzerando la mente, la personalità, migliaia di anni di evoluzione. In poche ore, la civiltà è annientata, l’homo sapiens non è mai esistito, lasciando al suo posto un branco di sanguinari subumani privi della parola. Ma questo è solo l’inizio. Poi cominciano a mutare. E poi a organizzarsi. Clayton, percorrendo di notte le città svuotate con altri scampati come lui, tra i resti di un progresso tecnologico ormai senza alcun senso, ha un unico pensiero. Anzi, due: ritrovare la moglie e il figlio, che ha lasciato nel Maine, soli, inermi, in balia di un telefonino… E riconquistare il diritto degli esseri umani di coesistere con la nuova specie dominante. Dalle storie di Matheson agli zombie di Romero fino all’angosciante scenario dei Sopravvissuti, King rielabora un tema classico per raccontare, con il suo stile inconfondibile, l’orrore primordiale da sempre in agguato dentro di noi; ma anche per metterci di fronte, attraverso una trama densa di richiami beffardi e ironici, ai falsi miti del nostro tempo.

Il celebre libertino

Lord Edmond Waite rappresenta tutto ciò che lady Mary Gregg ha sempre disprezzato di un uomo. Oltre a essere uno scandaloso libertino, pronto a perdersi dietro la prima donna disponibile, Waite è anche il truffatore più ricco e famoso del regno. Mary, intellettuale rispettata da tutti, è quanto di più lontatno da lui si possa immaginare. È con grande preoccupazione, quindi, che si accorge di essere diventata l’oggetto del desiderio di Edmond e, peggio ancora, di esserne a sua volta attratta…

Il cedro del Libano-Il dio dei viventi

Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871. La sua formazione culturale è completamente da autodidatta. Alla giovane età di 17 anni pubblica i suoi primi racconti in un giornale di moda. Il suo primo romanzo è Fior di Sardegna (1891). Nel 1900 si sposa con un funzionario statale e si trasferisce a Roma dove risiederà per il resto della sua vita. Nel 1903 esce Elias Portolu, nel 1913 Canne al Vento, nel 1920 La Madre. È autrice di testi teatrali e di racconti e novelle. Nel 1926 viene insignita del Premio Nobel per la Letteratura. Muore a Roma il 15 agosto del 1936.

Cedi la strada agli alberi

**“La prima volta non fu quando ci spogliammo**
**ma qualche giorno prima,**
**mentre parlavi sotto un albero.**
**Sentivo zone lontane del mio corpo**
**che tornavano a casa.” **
******“Abbiamo bisogno di contadini,**
**di poeti, gente che sa fare il pane,**
**che ama gli alberi e riconosce il vento.**
**Più che l’anno della crescita,**
**ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.**
**Attenzione a chi cade, al sole che nasce**
**e che muore, ai ragazzi che crescono,**
**attenzione anche a un semplice lampione,**
**a un muro scrostato.**
**Oggi essere rivoluzionari significa togliere**
**più che aggiungere, rallentare più che accelerare,**
**significa dare valore al silenzio, alla luce,**
**alla fragilità, alla dolcezza.”**
** **
** **
**Il nuovo libro di Franco Arminio,**** le più belle poesie del poeta italiano**** più seguito sulla Rete**
****Franco Arminio ha raccolto qui una parte della sua sterminata produzione in versi. Ma non è un’antologia, è un’opera antica e nuova, raffinata e popolare, un calibrato intreccio di passioni intime e passioni civili.
La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile. Dopo i testi intensi dedicati agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di riflessioni sulla poesia al tempo della Rete.
I versi di Arminio sono lavorati a oltranza, con puntiglio e  cura, con l’obiettivo di arrivare a una poesia semplice, diretta, senza aloni e commerci col mistero. La sua scrittura è una serena obiezione alle astrazioni e al gioco linguistico, una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile / del mio sguardo”.
**
### Sinossi
**“La prima volta non fu quando ci spogliammo**
**ma qualche giorno prima,**
**mentre parlavi sotto un albero.**
**Sentivo zone lontane del mio corpo**
**che tornavano a casa.” **
******“Abbiamo bisogno di contadini,**
**di poeti, gente che sa fare il pane,**
**che ama gli alberi e riconosce il vento.**
**Più che l’anno della crescita,**
**ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.**
**Attenzione a chi cade, al sole che nasce**
**e che muore, ai ragazzi che crescono,**
**attenzione anche a un semplice lampione,**
**a un muro scrostato.**
**Oggi essere rivoluzionari significa togliere**
**più che aggiungere, rallentare più che accelerare,**
**significa dare valore al silenzio, alla luce,**
**alla fragilità, alla dolcezza.”**
** **
** **
**Il nuovo libro di Franco Arminio,**** le più belle poesie del poeta italiano**** più seguito sulla Rete**
****Franco Arminio ha raccolto qui una parte della sua sterminata produzione in versi. Ma non è un’antologia, è un’opera antica e nuova, raffinata e popolare, un calibrato intreccio di passioni intime e passioni civili.
La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile. Dopo i testi intensi dedicati agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di riflessioni sulla poesia al tempo della Rete.
I versi di Arminio sono lavorati a oltranza, con puntiglio e  cura, con l’obiettivo di arrivare a una poesia semplice, diretta, senza aloni e commerci col mistero. La sua scrittura è una serena obiezione alle astrazioni e al gioco linguistico, una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile / del mio sguardo”.
### Dalla seconda/terza di copertina
“Franco Arminio è uno dei poeti più importanti di questo paese.” Roberto Saviano, “la Repubblica”

Ce la faccio da sola

Ansia, agitazione, ridotta libido, insonnia, memoria scadente, mancanza di motivazione, pensieri negativi (e si potrebbe proseguire a lungo…) sono disturbi sempre più frequenti che guastano la nostra vita e compongono quella costellazione di malesseri che siamo abituati a conoscere come “depressione”. Per combattere questo male, generalmente ci viene raccomandata una soluzione chimica, i cosiddetti antidepressivi, facendo sì che cresca a dismisura il numero di donne (ma anche di uomini) che inizia la giornata con una pillola. In molti casi, però, i farmaci non solo non risolvono il problema, ma rischiano di indebolire le difese naturali dell’organismo, creando dipendenze da cui è assai difficile liberarsi. Prendendo le mosse da questa osservazione, e dopo anni di esperienza sul campo, Kelly Brogan, specialista in psichiatria e medicina psicosomatica, rovescia le idee convenzionali sulle cause e la cura della depressione. Il concetto chiave del suo libro è tanto semplice quanto rivoluzionario: la depressione non è una malattia, e non va curata con i farmaci; è invece al contempo un sintomo e un’opportunità, che ci invita a indagare a fondo su cosa non funziona nelle nostre abitudini di vita, per modificarle e puntare a un benessere ottimale. Dalla dieta all’attività fisica, dal sonno alla disintossicazione, dalla respirazione alla gestione dello stress, l’autrice descrive diverse tecniche – di facile applicazione – che hanno un impatto immediato sul tono dell’umore. E mette a disposizione del lettore un programma della durata di trenta giorni, in grado di consentire a ciascuno di tornare in possesso della propria salute psicofisica e di mantenerla nel lungo periodo.
**
### Sinossi
Ansia, agitazione, ridotta libido, insonnia, memoria scadente, mancanza di motivazione, pensieri negativi (e si potrebbe proseguire a lungo…) sono disturbi sempre più frequenti che guastano la nostra vita e compongono quella costellazione di malesseri che siamo abituati a conoscere come “depressione”. Per combattere questo male, generalmente ci viene raccomandata una soluzione chimica, i cosiddetti antidepressivi, facendo sì che cresca a dismisura il numero di donne (ma anche di uomini) che inizia la giornata con una pillola. In molti casi, però, i farmaci non solo non risolvono il problema, ma rischiano di indebolire le difese naturali dell’organismo, creando dipendenze da cui è assai difficile liberarsi. Prendendo le mosse da questa osservazione, e dopo anni di esperienza sul campo, Kelly Brogan, specialista in psichiatria e medicina psicosomatica, rovescia le idee convenzionali sulle cause e la cura della depressione. Il concetto chiave del suo libro è tanto semplice quanto rivoluzionario: la depressione non è una malattia, e non va curata con i farmaci; è invece al contempo un sintomo e un’opportunità, che ci invita a indagare a fondo su cosa non funziona nelle nostre abitudini di vita, per modificarle e puntare a un benessere ottimale. Dalla dieta all’attività fisica, dal sonno alla disintossicazione, dalla respirazione alla gestione dello stress, l’autrice descrive diverse tecniche – di facile applicazione – che hanno un impatto immediato sul tono dell’umore. E mette a disposizione del lettore un programma della durata di trenta giorni, in grado di consentire a ciascuno di tornare in possesso della propria salute psicofisica e di mantenerla nel lungo periodo.

La cavia

Boston: il dottor Daniel Lowell ha messo a punto una procedura di donazione che potrebbe guarire importanti malattie degenerative, ed è in trepida attesa dell’approvazione ufficiale che gli consentirà di testare la terapia sugli esseri umani. Washington: Ashley Butler, senatore che si è calato nei panni di strenuo difensore dei più alti valori etici americani, vuole far passare una legge che impedirà al ricercatore di continuare le proprie sperimentazioni. A meno che lo scienziato non accetti di usare come cavia segreta proprio lui. Al politico senza scrupoli, infatti, è stata diagnosticata una grave forma di Parkinson, che potrebbe seriamente compromettere la carriera. Incapace di resistere alla tentazione, Lowell accetta il patto…
**

Il cavaliere inesistente

Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, cavaliere senza corpo, di cui vive solo l’armatura. Mentre Carlo Magno assedia Parigi, Agilulfo, dopo essersi coperto di gloria, decide di partire alla ricerca di Sofronia, fanciulla da lui salvata quindici anni prima. Accompagnato dallo scudiero Gurdulù, attraverso numerose peripezie, inseguito dalla guerriera Bradamante innamorata di lui, Agilulfo riesce a trovare Sofronia, ma credendola macchiata di gravi peccati, decide di scomparire. Si sveste dell’armatura e la consegna a Rambaldo, giovane compagno d’armi. Sarà ora questi a proseguire nella bianca corazza, le gesta del cavaliere senza corpo. Presentazione dell’autore e postfazione di Paolo Milano.
**

Il cavaliere delle nubi

Cosa succederà nell’ultimo giorno del pianeta terra? Una domanda inquietante e ossessiva che, con la fine del millennio, sembra essere tornata prepotentemente alla ribalta. In quest’opera l’autrice descrive in modo efficace e verosimile cosa potrebbe accadere in quel terribile last day in cui l’umanità sarà completamente in balia di forze oscure e distruttrici, che sconvolgeranno dalle fondamenta ogni ordine costituito. La terra diventerà un luogo di terrore e di desolazione, di tenebre e di sangue…è l’Apocalisse. La scrittrice, con linguaggio criptico e carico di simbolismi, ha saputo unire passato e futuro dando un valore e un significato attuale alle antiche profezie bibliche.
**

Il cavaliere del silenzio

Yago è nato ‘storto’. Figlio illegittimo di Luis Espinosa, un ricco proprietario terriero senza scrupoli, e di un’umile serva, il ragazzo ha una nascita traumatica e un’infanzia difficilissima. Una volta cresciuto non parla e ha forti attacchi d’ansia; oggi si direbbe che è affetto da autismo e dalla sindrome di Asperger. Il primo a dimostrargli amore e fiducia è il monaco certosino Camilo, che si accorge del dono particolare del ragazzo: la capacità di capire e farsi capire dai cavalli, trovando in loro un sollievo alla propria solitudine. Ma il destino di Yago è tormentato: il suo cammino è destinato a incrociarsi più volte con quello del padre naturale e con quello di tanti altri personaggi, fino a conoscere per la prima volta l’amore… Sarà proprio grazie ai preziosi incontri con i suoi “veri” amici, Camilo, Fabiàn, Laura, Volker, uomini e donne uniti nella lotta contro l’ingiustizia di Luis Espinosa, che, dopo molte peripezie, Yago riuscirà a fuggire dal suo orribile passato per dare inizio a una nuova vita… In questa prima parte del romanzo, le vite s’intrecciano tra arte e storia, in un’avventura originale, che lascia senza respiro. Dal silenzio e dall’emozione nasce un affresco storico, un universo narrativo ricco, documentato ed emozionante, dove la formazione di un giovane “diverso” passa attraverso la profonda affinità con gli animali e la loro capacità di “guarire”.

Il cavaliere dei draghi

Gli uomini stanno per invadere l’ultima valle abitata dai draghi d’argento. Lung, un giovane drago stanco di vivere nascosto, parte alla volta della Terra ai Confini del Cielo, la valle dove i draghi vivono felici e al sicuro dagli umani: un luogo incantato, ammesso che esista davvero. Con lui parte la sua cobolda personale, Fiore di Zolfo. Alla piccola banda si unirà Ben, ragazzino senzatetto, e più tardi un essere minuscolo: i tre affronteranno insieme un insidioso nemico. Il viaggio è lungo ma la banda non si scoraggia e affronta peripezie di ogni genere pur di raggiungere il suo obiettivo.
**

Catturami: Catturami: Libro 1

Una nuova serie dark romance dell’autrice di Strapazzami, bestseller del New York Times Lo teme dal primo momento in cui l’ha visto. Yulia Tzakova non è nuova agli uomini pericolosi. È cresciuta con loro. È sopravvissuta a loro. Ma quando incontra Lucas Kent, sa che il duro ex-soldato potrebbe essere il più pericoloso di tutti. Una notte—è tutto quello che ci vuole. L’opportunità di farsi perdonare un incarico fallito e di ottenere informazioni sul commerciante d’armi, nonché capo di Kent. Quando il suo aereo precipita, potrebbe essere la fine. Invece, è solo l’inizio.La vuole dal primo momento in cui l’ha vista. A Lucas Kent sono sempre piaciute le bionde con le gambe lunghe, e Yulia Tzakova è stupenda. L’interprete russa potrebbe aver tentato di sedurre il capo di Kent, ma finisce nel letto di Lucas— che ha tutte le intenzioni di rivederla. Poi il suo aereo viene abbattuto, e scopre la verità. Lei lo ha tradito. Ora, la pagherà. NOTA: Catturami è il primo libro su Lucas & Yulia e ha un finale mozzafiato. È una novella lunga/romanzo breve di circa 45.000 parole (circa 220 pagine) ed è uno spin-off della trilogia Strapazzami. Non è necessario aver letto quella trilogia per apprezzare Catturami, ma il libro contiene molti spoiler dei Libri 2 e 3 di Strapazzami.

La cattura dell’effimero

Parigi, 1886. In un freddo mattino invernale, un’enorme mongolfiera a strisce bianche e azzurre si leva nel cielo pumbleo di Champ de Mars. Nella gondola di vimini i passeggeri, uomini in cappello a cilindro e donne in soprabiti da viaggio bordati di pelliccia, corrono da un lato all’altro, spensieratamente dimentichi del fatto che a tenerli sospesi sia semplice aria calda. Solo Caitriona Wallace se ne sta a debita distanza dal bordo del cesto, attanagliata da un terrore tutto suo. Otto anni prima, Cait non immaginava nemmeno lontanamente che si sarebbe ritrovata un giorno in una mongolfiera in volo sopra Parigi. Era una donna sposata, sistemata, ben piantata a terra. Ma dopo la tragica e prematura morte del marito, Cait ha dovuto cambiare prospettiva. A trentuno anni, rimasta sola, ha accettato un impiego come chaperon di due giovani scozzesi, Jamie e Alice Arrol, in Grand Tour per l’Europa. A bordo del pallone aerostatico soltanto un passeggero attira l’attenzione della donna, un uomo dall’aria assorta, in piedi dietro a una piccola scatola di legno. Indossa un farfallino morbido e, a differenza degli altri uomini, è a capo scoperto. È Émile Nouguier, il progettista della Tour Eiffel. Gustave Eiffel ha rilevato il suo brevetto e, oltre a occuparsi della costruzione, si è assunto l’onere di larga parte delle spese. La torre sarà costruita proprio sotto i loro piedi, a Champ de Mars, in occasione dell’Esposizione Universale, per celebrare il centenario della Rivoluzione francese. Per i parigini, tuttavia, quell’enorme costruzione di metallo imbullonato con metallo è tutt’altro che un’opera d’arte, è un traliccio sopravvalutato, un lampione irrimediabilmente tragico. La torre non è progettata per durare a lungo: vent’anni, e poi verrà smantellata. Paragonata ad altre strutture delle stesse dimensioni, è un batter di ciglia, un palpito del cuore, una creazione effimera. Proprio come il fragile sentimento che, fin dal primo momento, lega Émile a Caitriona Wallace. Sentimento a cui lui sembra destinato a rinunciare, dato che il suo dovere è quello di trovarsi una moglie ricca, che abbia dei soldi da investire nella fabbrica di famiglia. Dopo il successo internazionale di La vita luminosa di Lilly Afrodite, Beatrice Colin torna con un elegante romanzo storico capace di ricostruire sapientemente le atmosfere della Parigi della Belle Époque, quando la Tour Eiffel si apprestava a diventare un’icona della città e i café erano popolati da ‘pittori, aristocratici eccentrici, prostitute disperate, amanti segreti’ (Booklist). ‘Un romanzo storico scritto in maniera squisita, che entusiasmerà un vasto pubblico di lettori. Specialmente quelli amanti della Belle Époque’. Library Journal ‘Romantico, commovente, memorabile’. Chris Bohjalian
(source: Bol.com)

Le cattedre dei non credenti

“Io ritengo che ciascuno di noi abbia in sé un non credente e un credente, che si parlano dentro, si interrogano a vicenda, si rimandano continuamente interrogazioni pungenti e inquietanti l’uno all’altro. Il non credente che è in me inquieta il credente che è in me e viceversa”.

Con queste parole Carlo Maria Martini apriva la Prima Cattedra dei non credenti nel 1987. Iniziava così un lungo cammino di dialogo che Martini volle espressamente per dare la parola a non credenti, offrendo loro la possibilità di rendere ragione delle proprie convinzioni, e favorendo nei credenti un atteggiamento di ascolto disponibile e pensoso. Attraverso l’incontro con personaggi di spicco della cultura e del mondo scientifico, nel corso delle dodici edizioni delle Cattedre, fu possibile esplorare che cosa significa credere e non credere in rapporto alla città, ai sentimenti, all’arte e alla letteratura, al dolore, al cosmo e alla storia.
“L’importante – commenta Martini – è che impariate a inquietarvi. Se credenti, a inquietarvi della vostra fede. Se non credenti, a inquietarvi della vostra non credenza. Solo allora le vostre posizioni saranno veramente fondate”.

Questo volume, il primo di una serie di diciotto volumi che raccoglierà l’intera opera di Carlo Maria Martini, presenta al pubblico la versione integrale e completa di tutte le dodici Cattedre, svoltesi a Milano dal 1987 al 2002, con molti interventi inediti.
L’opera, realizzata dalla Fondazione Carlo Maria Martini in collaborazione con la casa editrice Bompiani, nasce con l’intento di conservare, diffondere e soprattutto mantenere vivi, il patrimonio e l’eredità di uno dei grandi protagonisti dell’ultimo secolo.

(source: Bol.com)

La cattedrale sommersa. Alla ricerca del sacro perduto

Da quali antichissime simbologie proviene la mezzaluna divenuta emblema dell’islam? A quale passato si riallacciano le distruzioni di statue e monumenti dell’lsis e cos’hanno a che fare con l’iconoclastia? In che modo il paganesimo si è ibridato con il cristianesimo? E chi era Cristo? Quali sono le altre facce della sua predicazione, che si innestarono e germogliarono nell’antico oriente, dall’avventura nestoriana a quella buddhista? In quali pieghe della nostra cultura sopravvive la voce dei mistici? Quanto è rimasto nel nostro immaginario di ciò che un tempo si chiamava religio? Quanto c’è di vero nel Trono di spade? In altre parole: quanto passato c’è nel nostro presente e quanto presente nel nostro passato? E quanto oriente c’è nel nostro occidente? Oggi il baricentro del mondo sembra essersi spostato. Per dissipare pregiudizi e malintesi nati da interferenze nella trasmissione dei saperi o da vere e proprie falsificazioni, Silvia Ronchey ci accompagna in questo libro in un viaggio avventuroso alla ricerca del sacro perduto, riportando alla luce una topografia rimossa dalla nostra coscienza storica e dalla nostra identità collettiva. Facendo emergere dal profondo del tempo e della psiche l’edificio sommerso e complesso di ciò che l’uomo contemporaneo ha smarrito: i legami che generano quell’unica civiltà orientale-occidentale in cui oggi, in un tempo di rivolgimenti culturali e migrazioni epocali, siamo globalmente implicati e coinvolti