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La donna con l’anello di rubini

Dall’autrice del bestseller Il segreto della collana di perleBasta un anello a legare due destini?Laura Marchmont è una giovane donna ancora alla ricerca dell ‘uomo giusto. Adora i bambini ma ha troppa paura di costruire una famiglia, e quindi preferisce la solitudine. Fino al giorno in cui incontra l ‘affascinante architetto Charles Haywood e se ne innamora follemente. Poco prima delle sue nozze, la nonna le fa dono di un antico ricamo che reca le misteriose iniziali MRM. Cosa significano? Chi si nasconde dietro quelle tre lettere? Per soddisfare la propria curiosità, Laura inizia a ripercorrere la storia della propria famiglia, finché non si imbatte nella vicenda della piccola Mary Rose… Mary Rose è soltanto una bambina quando sua madre muore. Rimasta sola con il padre, cerca come può di consolarlo e di risollevarlo dallo sconforto in cui è caduto. Le cose sembrano migliorare quando Ralph decide di assumere una giovane governante francese, Veronique Laville. All ‘inizio Mary Rose la adora: la ragazza le insegna a ricamare e la sua presenza porta aria nuova in una casa piena di dolore. Ma presto si accorge che la ragazza ha ben altre mire: in poco tempo seduce infatti Ralph con una freddezza calcolatrice e si fa sposare. Il colpo, per la piccola Mary Rose, sarà scoprire che il padre ha regalato a Veronique l ‘anello di famiglia, quello stesso anello di rubini che la madre, prima di morire, aveva chiesto a Mary di custodire. Ma la bambina non può sospettare che quello sia l ‘amaro presagio di tragedie che incombono sulla sua famiglia. Più di cento anni separano Mary Rose da Laura. Eppure qualcosa le unisce. Qualcosa che, al di là del tempo, può legare due destini. E forse cambiarli…Un anello perduto, un amore finito, due donne che cercano ostinatamente la felicità.Una saga familiare che nasconde un segreto sconvolgente. Una storia che punta al cuoreDall’ autrice di Il segreto della collana di perle, un romanzo che è quasi impossibile leggere una volta sola: dopo l ‘ultima pagina vorrete subito ricominciare.Un romanzo unico come un gioielloJane Corrysi è nutrita sin da piccola dei racconti riguardanti il passato della sua famiglia, inclusi quelli sui suoi nonni, coltivatori di gomma nel Borneo. Ha pubblicato so tto pseudonimo moltissimi libri pluripremiati, e questo è il suo secondo romanzo con uno sfondo storico. Ha insegnato scri ttura creativa presso la Oxford University e collabora con diversi giornali inglesi, tra cui il ‘Times’ e il ‘Daily Telegraph’. Di Jane Corry, la Newton Compton ha pubblicato Il segreto della collana di perle, per settimane ai vertici della classifica della narrativa straniera e La donna con l’anello di rubini. Il suo sito è www.janecorry.co.uk
(source: Bol.com)

Una donna chiamata Bonbon: quindicesima indagine del commissario Martini

Una donna viene uccisa nello scompartimento di un treno sul quale viaggia anche Andrea Martini. Il commissario viene coinvolto nelle indagini e ottiene un primo successo identificando la vittima: si chiamava Bonbon. Il commissario si sente impegnato a condurre le indagini e ottiene un primo successo identificando la vittima: si chiamava Bonbon. Una ex attrice che si era messa in pericolo andando a frugare nelle vicende private di una ricca famiglia. Martini viene a sapere che, all’origine di tutta la storia, c’è il suicidio di una cara amica di Bonbon. Scoprire le ragioni di quel suicidio, e le successive implicazioni dell’assassinio dell’ex attrice, diventerà compito del commissario. Ma le persone indiziate sono pericolose. Il segreto che devono difendere è di vitale importanza e, per difenderlo, non esitano a uccidere ancora. L’indagine sarà lunga, difficile, ricca di colpi di scena, e la soluzione del caso del tutto imprevedibile

La donna che visse due volte

Narra la leggenda che la premiata ditta del noir francese formata da Pierre Boileau e Thomas Narcejeac abbia scritto “La donna che visse due volte” con uno scopo ben preciso: quello di piacere ad Alfred Hitchcock. Una scommessa azzardata, indubbiamente (anche se i due non ignoravano che il regista avrebbe già voluto adattare per lo schermo I diabolici, che gli era stato soffiato da Henri-Georges Clouzot). Come tutti sanno, la scommessa fu vinta, e la storia della enigmatica Madeleine, che sembra tornare «dal regno dei morti», diventò quello che la critica ha definito il capolavoro filosofico di Alfred Hitchcock – e uno dei film più amati dai cinéphiles di tutto il mondo. Quando, molti anni dopo, François Truffaut gli chiederà che cosa esattamente gli interessasse nella storia di questa ossessione amorosa che ha la tracotanza di sconfiggere la morte, Hitchcock gli risponderà: «la volontà del protagonista di ricreare un’immagine sessuale impossibile; per dirlo in modo semplice, quest’uomo vuole andare a letto con una morta – è pura necrofilia». Attenzione però: se è vero che ci si accinge alla lettura del libro avendo davanti agli occhi la sagoma allampanata di James Stewart e il corpo di Kim Novak, a mano a mano che ci si inoltra nelle pagine del romanzo le immagini del film si dissolvono e si impone, invece, potentemente la dimensione onirica, angosciosa, conturbante di Boileau e Narcejac, che sanno invischiare il lettore negli stessi incubi ai quali i loro personaggi non riescono a sfuggire fino all’ultima pagina – e anche oltre.

La donna che vestiva di rosso

Il sovrintendente Thomas Lynley, dopo l’efferato omicidio della moglie, ha lasciato New Scotland Yard e la famiglia per cercare un po’ di pace nella sua selvaggia terra d’origine, la Cornovaglia. Ma un giorno s’imbatte nel cadavere di un ragazzo, Santo Kerne, precipitato dalla scogliera per un incidente durante un’arrampicata. O almeno così sembra. Lynley viene coinvolto suo malgrado nelle indagini: cosa nasconde quella piccola e apparentemente tranquilla comunità, nella quale covano conflitti tanto profondi quanto silenziosi, scoperchiati proprio dalla morte di Santo? Chi è davvero la sensuale e tormentata Dellen Kerne, madre della vittima, attorno alla quale sembrano volteggiare i fantasmi del rancore e della vendetta? Un caso sconvolgente per una placida meta di turisti e patiti del surf, un crimine che scuote gli animi, risveglia sospetti e spinge più d’uno a fare i conti con la propria vita o il proprio passato. A cominciare da Thomas Lynley…

La donna che sbatteva nelle porte

Nel passato e nel presente di Paula Spencer c’è ben poca serenità. Per lei non è certo stato facile crescere e diventare donna in una Dublino vivace e cordiale ma anche turbolenta e rissosa. Con le amiche ha condiviso i giochi dell’adolescenza, le prime infatuazioni come pure lo scontro con i comportamenti duri e maschilisti di compagni aggressivi. Poi, improvviso, l’eccitante incontro con Charlo. All’inizio è l’amore, l’aspettativa romantica, ma a poco a poco tutto cambia e s’innesca una spirale di violenza che arriverà sino alla brutalità. Una ferocia da subire in silenzio, che farà conoscere a Paula l’odio di cui è capace un uomo e la disperata volontà di rivalsa cui può arrivare una donna.

La donna che collezionava farfalle

Irlanda del Nord, 1892. Charlotte Ormond, quattro anni, viene trovata morta nella stanza del guardaroba della dimora di famiglia. Ha le mani legate con una calza annodata a un anello infisso nel muro. La piccola si è strangolata nel tentativo di liberarsi. A chiuderla lì dentro è stata la madre Harriet, mettendo in atto i rigidissimi principi educativi in cui crede: la situazione le è sfuggita di mano, la sua colpevolezza è evidente, ma le cose sono davvero andate nel modo che appare più ovvio? Sessanta anni dopo, Maddie, la vecchia tata di Charlotte, nel ricevere una lettera di Anna, l’ultima discendente degli Ormond, capisce che è giunto il momento di confessare un segreto che serba ormai da troppo tempo: solo lei sa cosa accadde veramente nell’ultimo giorno di vita di Charlotte. Al racconto di Maddie si alternano le pagine del diario che Harriet Ormond ha scritto in carcere dopo la condanna con cui si è concluso il processo a suo carico. Due voci potenti e straordinarie, quella arcaica, intrisa di spunti gotici, della popolana Maddie, e quella secca, tagliente, aristocratica di Harriet, una donna fiera e indipendente, algida e volitiva, incapace di scendere a compromessi. La piccola comunità del luogo è stata pronta a giudicarla, ma il suo diario rivela una realtà ben più complessa.
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La donna che cancellava i ricordi

Per alcuni è capace di pura magia. Per altri, si diverte un po’ troppo a giocare a essere Dio. In ogni caso, che se ne pensi bene o male, la dottoressa Frankie Stein fa parlare di sé a San Francisco: ha sviluppato un controverso metodo di ipnosi in grado di cancellare il ricordo di eventi traumatici, ricostruendoli in modo da “diminuire” il coinvolgimento del soggetto.
Non tutti ci credono; tra i più scettici il detective della Omicidi Frost Easton – che spesso si ritrova a dover collaborare con Frankie in tribunale. Frost è un uomo con un passato ingombrante, che ha imparato a sue spese che non esistono i miracoli. E nemmeno le coincidenze. E infatti, quando una serie di donne ritrovate morte in zone diverse della città vengono identificate tutte come ex pazienti della dottoressa Stein, Frost sa che dovrà partire da lei per capire chi si nasconde dietro gli omicidi.
Se vogliono fermare il serial killer che sta terrorizzando la città del Golden Gate, Frankie e Frost dovranno così navigare, insieme, le acque burrascose di un’indagine sempre più intricata, imparando ad apprezzarsi a vicenda. Mentre il killer continua a colpire: chi sarà la prossima vittima?
La nuova serie di **Brian Freeman** assicura sorprese, colpi di scena, personaggi magistralmente tratteggiati e tutta l’atmosfera che la nebbiosa San Francisco può offrire. Un piacere assicurato.
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### Sinossi
Per alcuni è capace di pura magia. Per altri, si diverte un po’ troppo a giocare a essere Dio. In ogni caso, che se ne pensi bene o male, la dottoressa Frankie Stein fa parlare di sé a San Francisco: ha sviluppato un controverso metodo di ipnosi in grado di cancellare il ricordo di eventi traumatici, ricostruendoli in modo da “diminuire” il coinvolgimento del soggetto.
Non tutti ci credono; tra i più scettici il detective della Omicidi Frost Easton – che spesso si ritrova a dover collaborare con Frankie in tribunale. Frost è un uomo con un passato ingombrante, che ha imparato a sue spese che non esistono i miracoli. E nemmeno le coincidenze. E infatti, quando una serie di donne ritrovate morte in zone diverse della città vengono identificate tutte come ex pazienti della dottoressa Stein, Frost sa che dovrà partire da lei per capire chi si nasconde dietro gli omicidi.
Se vogliono fermare il serial killer che sta terrorizzando la città del Golden Gate, Frankie e Frost dovranno così navigare, insieme, le acque burrascose di un’indagine sempre più intricata, imparando ad apprezzarsi a vicenda. Mentre il killer continua a colpire: chi sarà la prossima vittima?
La nuova serie di **Brian Freeman** assicura sorprese, colpi di scena, personaggi magistralmente tratteggiati e tutta l’atmosfera che la nebbiosa San Francisco può offrire. Un piacere assicurato.

La donna cattiva

Un nuovo scottante caso per il commissario Lupo. Una giovane attrice di Radio RAI di Torino viene trovata morta nella sua abitazione. La donna, della cui bella voce il commissario si era da tempo innamorato ascoltandola tutti i giorni alla radio, era solita bazzicare gli ambienti della vecchia società monarchica sabauda. Questa è per Lupo un’indagine assai delicata poiché l’attrice era anche amica di un magnate della grande famiglia che domina Torino.
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La donna alata

Allevata dagli zingari, Juliette, vive una giovinezza avventurosa e movimentata. A sedici anni si innamora di Guy LeCorbeau e si unisce alla sua compagnia di girovaghi. Finché, tradita dall’amante e stanca per le continue traversie, si rifugia con sua figlia Fleur nell’Abbazia di Sainte-Marie-de-la-Mer, un piccolo convento isolato, a due miglia dall’Atlantico. Ma la morte dell’anziana badessa e l’inatteso ritorno di LeCorbeau, portano nuovi guai.

Donna al buio

Da quando è tornato in libertà, l’ex galeotto Brazil – condannato per aver ucciso un uomo in una rissa – conduce una vita tranquilla e appartata, ben deciso a tenersi alla larga da altri guai. Ma il destino torna a bussare alla sua porta. Una notte, proprio davanti al suo cottage, una donna si sloga la caviglia, e gli chiede aiuto. Luise Fischer, di origine svizzera, è la mantenuta del magnate Kane Robson, uomo violento e di pochi scrupoli, che di lì a poco arriva a riprendersela accompagnato da uno scagnozzo. Per difenderla, Brazil colpisce l’uomo, che batte malamente la testa sul caminetto. Il colpo sembra fatale. In un lampo Brazil intuisce che le porte della prigione potrebbero chiudersi di nuovo dietro di lui. Determinato a non finire più in cella, inizia insieme a Luise una strenua lotta per dimostrare la propria innocenza. Tra insidie e fughe, i due si trovano a combattere contro un mondo di arroganza, ambiguità e corruzione che li vuole intrappolare.

I doni

Gli abitanti delle Uplands – un territorio aspro e selvaggio – possiedono dei Doni: uno per famiglia, passato ai discendenti per via ereditaria. Doni meravigliosi: la capacità – con un gesto, una parola, un’occhiata – di chiamare gli animali, di accendere il fuoco, di spostare la terra. Doni terribili: la possibilità di spezzare un arto, di ottenebrare la mente, di scatenare una malattia devastante. E gli uomini e le donne delle Uplands vivono nel continuo terrore che una famiglia “scateni” il proprio Dono contro le altre, mutilandole, sterminandole o rendendole schiave. Ma, così facendo, non rinunciano forse a ciò che hanno di più prezioso?

Il dominio di Bourne: Jason Bourne

La Severus Domna, una potente organizzazione terroristica con ramificazioni in tutto il pianeta, sta per mettere le mani sul sito californiano di Indigo Ridge, ricco di preziosi elementi chimici indispensabili per sviluppare letali tecnologie all’avanguardia: droni, missili radar, cannoni ipersonici sono solo alcune delle armi strategiche con le quali vincere le guerre del prossimo futuro. Per mandare all’aria i piani della Domna, Bourne chiede aiuto a Boris Karpov, un amico di vecchia data, arrivato da poco alla guida dei servizi segreti russi. Ma non è sempre facile distinguere tra buoni e cattivi, soprattutto per chi non può fidarsi nemmeno dei propri ricordi. Dalla Colombia a Damasco, un concentrato di pura adrenalina, sospetti, intrighi e incredibili rivelazioni.

Domeniche da Tiffany

Jane è una bambina solitaria e sensibile. Sua madre, la potente e cinica Vivienne Margaux è una produttrice teatrale di Broadway e non ha tempo per lei: giusto un bacino ogni tanto e qualche rimprovero per un gelato di troppo. Il padre è stato uno dei molti mariti di Vivienne e solo saltuariamente fa capolino nella vita della figlia, accompagnato dalla nuova – e giovane – compagna. Ma per fortuna c’è Michael: bello, comprensivo, affettuoso, sempre disponibile ad accompagnare Jane a scuola, a portarla a fare merenda al lussuoso Astor Court del St. Regis Hotel, a rimboccarle le coperte la sera. Solo che… Solo che Michael è un amico immaginario, e il compito degli amici immaginari è quello di accudire i bambini fino ai nove anni di età. Dopo dovranno cavarsela da soli. Per fortuna la loro scomparsa non lascia traccia nella memoria. Ma Jane è diversa da tutti gli altri e non ha dimenticato. A trent’anni ancora pensa con rimpianto a Michael. Lavora per la casa di produzione di Vivienne, è sempre lievemente sovrappeso, è sempre sensibile e solitaria, nonostante un bellissimo fidanzato che sta con lei solo per far carriera. E poi un giorno accade l’impensabile: Jane e Michael si incontrano casualmente a New York. Sono passati più di vent’anni, ma lui è identico, perfetto, non è invecchiato di un giorno. Jane pensa di essere impazzita: Michael esiste? È un uomo? Un angelo? In fondo ha importanza? Quel che conta è che Jane è innamorata e che Michael è l’uomo perfetto per lei… Una storia d’amore divertente e commovente, incredibile e meravigliosa. Come tutti noi sogniamo di avere.

Domenica nera

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Sul prato dello stadio di Genova i giocatori si guardano perplessi, sulle gradinate la folla rumoreggia. Il secondo tempo della partita che può decidere il campionato dovrebbe essere già iniziato, ma l’arbitro Ferretti non arriva. L’hanno trovato impiccato nel suo spogliatoio. È una bomba, per il mondo del calcio italiano. Impazzano i dubbi, le voci, le malignità. Il campionato viene interrotto. Tutti sussurrano la parola che non si può dire ad alta voce: corruzione. Serpeggia il sospetto che il suicidio – sempre che sia davvero un suicidio – sia legato alle torbide vicende che hanno segnato la carriera di Ferretti.

Domani, un’oasi

Ha quarantanni e lavora a Ginevra per la Comunità Europea. È un medico, ma non ha mai esercitato: in realtà è un burocrate ben pagato senza prospettive di carriera. Poi, una sera, la sua vita cambia radicalmente. Mentre sta tornando a casa, la sua auto viene bloccata, due uomini armati gli intimano di uscire, lo drogano e lo chiudono nel portabagagli di una limousine nera. Il tempo si ferma, sprazzi di coscienza in una cantina buia, sedativi, sonno, incubi… Quando riprende i sensi, l’uomo si ritrova in un minuscolo agglomerato di capanne e grotte da qualche parte in Africa e, senza spiegazioni, gli viene ordinato di unirsi agli altri medici che assistono i malati del villaggio. Disorientato e rassegnato a una sorte che non riesce a capire, l’uomo comincia così un lavoro massacrante e tuttavia inutile, a causa della carenza di strutture e medicinali adeguati. Eppure, a poco a poco, in lui si fanno strada domande inquietanti: e se i suoi rapitori incarnassero l’ultima, flebile speranza di salvezza per un’umanità sull’orlo del collasso? E se la loro missione – irrealizzabile ma necessaria – fosse creare un’oasi di pace e di prosperità per tutti coloro che non si piegano all’egoismo dei paesi industrializzati? Vincitore del prestigioso Grand Prix de l’Imaginaire, Domani, un’oasi è un romanzo insieme commovente e scioccante, che delinea il futuro di un mondo – il nostro mondo – che non vuole arrendersi al suo inevitabile destino.

Domani non sarò qui

Nel corso di un’estate che sembra senza fine, Lorenzo, brillante ventiquattrenne romano neolaureato in economia, esplora la periferia della città, cominciando un viaggio nel territorio ambiguo e morboso in cui lo condurrà Diana, transessuale colombiana e prostituta conosciuta una notte sulla strada. Tra il ragazzo, proveniente dalla Roma borghese, e la sudamericana nascerà un’attrazione fisica e un equivoco rapporto d’amore, che porterà Lorenzo alla scoperta di un mondo a lui finora sconosciuto, un’isola dentro la città”, popolata da sfruttatori, piccoli criminali, spacciatori, travestiti, poliziotti corrotti, clienti cocainomani, prostitute, in cui ogni perversione sembra potersi realizzare. Un’esperienza che metterà a rischio i progetti di carriera accademica del protagonista, le sue amicizie, il legame con i genitori e con la sua ragazza, le certezze su cui aveva basato tutta la sua vita. In bilico tra due realtà tanto diverse e incompatibili, Lorenzo arriverà al fondo di una personale discesa agli inferi – psicologica e fisica – e sperimenterà la dura condizione di una “resa incondizionata”, prima di provare a riemergere tornando nei luoghi della sua infanzia, alla ricerca di un’identità e un posto nel mondo che sembrano smarriti per sempre. “Domani non sarò qui” è un romanzo intenso e scabroso, in cui microcosmi sociali diversi si toccano e si contaminano, si scontrano e si lacerano, lasciandosi cicatrici sulla pelle e sul cuore, negli occhi e nella mente.