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Giochi di Stato

Nella Germania unificata si materializzano antichi fantasmi, torna a sventolare la svastica hitleriana: gruppi neo-nazisti, violenti e armati, diffondono il panico con l’intenzione di eliminare drasticamente le minoranze, destabilizzare l’Europa e provocare disordini in tutti gli Stati Uniti. Paul Hood e il suo team di agenti speciali di Op-Center scoprono un movimento dalle ramificazioni paurose, che incita all’odio e utilizza la tecnologia più sofisticata per influenzare gli eventi mondiali. paura e tensioni il proprio destino. “tranquillante”.

Giochi d’amore (eLit)

Inghilterra, 1804 – Ricco, affascinante ed esperto nelle più licenziose arti amatorie, Adrian Alistair Rohan ha seguito le orme del visconte suo padre affiliandosi all’Esercito Celeste, la dissoluta associazione segreta i cui membri si dedicano al piacere in tutte le sue forme. Da sempre fa strage di cuori tra le più avvenenti dame dell’alta società, finché incontra Charlotte Spenser, una scialba trentenne ormai rassegnata a un futuro desolato e senza passione. Nulla di tutto ciò pare infastidire il bellissimo gentiluomo, che immagina la fanciulla come un giocattolo sessuale con cui ingannare il tempo in attesa di prede più succulente. Ma sotto l’aspetto esteriore poco accattivante si nascondono in realtà un’intelligenza brillante, modi incantevoli e una sensualità che aspetta soltanto di essere risvegliata. E quando questo accade, di colpo i ruoli si invertono. Miniserie ”House of Rohan” – Vol. 2/4

(source: Bol.com)

Il giocattolaio

Non si sa molto del passato di Massimo, il bambino di 11 anni appena arrivato nel Quartiere. Accolto in casa dello zio, alcolizzato e violento, Massimo ha subito l’impressione di essere precipitato all’inferno. Ma il male, quello vero, non si annida tra le mura domestiche. C’è qualcosa, infatti, nel Quartiere; un’energia malefica che si sente sulla pelle, che s’intuisce ma non si vede tra i palazzoni abbandonati e le vie semideserte di quest’area suburbana depressa e grigia, dove diversi bambini sono recentemente spariti senza lasciare traccia. La paura del mostro scivola sulle coscienze degli adulti, arroccati nella loro irriducibile distanza rispetto al mondo dell’infanzia. Soltanto Peter, il gentile titolare di un banco di pegni zeppo soprattutto di giocattoli, sembra in grado di colmare quella distanza e di comunicare davvero con i desideri e le paure dei bambini. Quando il cadavere di uno di questi viene rinvenuto con i segni di orribili torture, i sospetti si concentrano sul giocattolaio. Massimo si rende conto che il prossimo a sparire sarà proprio lui, è la vittima perfetta, quella designata. Nessuno è in grado di aiutarlo, nessuno è in grado di impedire che si compia il suo destino. Nessun adulto, almeno. Ne Il giocattolaio, romanzo d’esordio di Stefano Pastor, la presenza del male s’insinua nella frattura tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli, nutrendosi dei sogni agitati dell’infanzia, per poi balzare nella realtà e diventare qualcosa di concreto, tangibile. Come due mani che ti trascinano via.
(source: Bol.com)

Il giocatore occulto

Cadice, 1811. Mentre la Spagna combatte per l’indipendenza contro le truppe di Napoleone, le Americhe si battono per la loro, contro la Spagna. Ma nella città più aperta d’Europa, eterno crocevia di uomini e merci, si svolge una battaglia di ben altra natura. Da settimane compaiono corpi di giovani donne dilaniati a colpi di frusta. E c’è una strana combinazione: i luoghi di ritrovamento coincidono con i punti d’impatto dell’artiglieria francese. Chi è il colpevole? Perché tanta ferocia? Come spiegare il nesso con le bombe? Con il tempo, Cadice si trasforma in un’immensa scacchiera sulla quale ha luogo una partita tesa, sinistra, dove la mano di un giocatore occulto muove i pezzi segnando in maniera indelebile i destini dei protagonisti: un poliziotto corrotto, una prestigiosa armatrice, un capitano corsaro, un imbalsamatore misantropo e un eccentrico artigliere, per il quale la guerra serve soltanto a migliorare la gittata dei suoi obici.
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Il giocatore (ogni scommessa è un debito)

Da una vita vissuta come un romanzo, un racconto serrato, sospeso tra i toni ironici e grotteschi tanto cari al conduttore radiofonico toscano, e la cruda realtà. La storia di un gioco che si trasforma in vizio e poi in malattia. Marco Baldini, fiorentino purosangue, animatore radiofonico con la passione della scrittura e il diploma di ragioniere, si mette a nudo e lo fa con l’autoironia consapevole e il sarcasmo dissacrante. Tra un prestito, un debito e una corsa di cavalli, un’autobiografia nella scia della tradizione inglese, quella che unisce storie di strada e stile nella narrazione.

Il giocatore – Le notti bianche – La mite – Il sogno di un uomo ridicolo

A cura di Mauro Martini, Luisa De Nardis e PierLuigi Zoccatelli Edizioni integrali Accanito, e non fortunatissimo, giocatore per molti anni, Dostoevskij scrisse Il giocatore in soli ventotto giorni nell’ottobre del 1866. Nell’immaginaria stazione termale di Roulettemburg, Aleksej Ivanovič, intellettuale russo sradicato, finisce per rischiare il suo stesso destino. Eroe del romanzo breve Le notti bianche, opera del periodo cosiddetto «romantico» di Dostoevskij, è la figura del sognatore, nella cui piatta esistenza, chiusa in un mondo di fantasticherie, piomba per un breve attimo la giovane Nasten’ka. Nella più matura espressione della sua vena creativa, Dostoevskij ci presenta ne La mite il racconto introspettivo e raggelante di un marito che veglia la giovane moglie morta suicida; Il sogno di un uomo ridicolo è il monologo di un uomo che, abbandonato da tutti e deciso a uccidersi, sprofonda in un sogno che lo trasporta in un mondo primordiale, un’onirica età dell’oro.Fëdor Michajlovic Dostoevskij nacque a Mosca nel 1821. Da ragazzo, alla notizia della morte del padre, subì il primo attacco di epilessia, malattia che lo tormentò per tutta la vita. Nel 1849 lo scrittore, a causa delle sue convinzioni socialiste, venne condannato a morte. La pena fu poi commutata in quattro anni di lavori forzati in Siberia e nell’esilio fino al 1859. Morì a San Pietroburgo nel 1881. È forse il più grande narratore russo e uno dei classici di tutti i tempi. Le sue opere e i suoi personaggi, intensi, drammatici, affascinanti, sono attuali e modernissimi. La Newton Compton ha pubblicato Delitto e castigo, I demoni, Il giocatore, L’idiota, Le notti bianche – La mite – Il sogno di un uomo ridicolo, I fratelli Karamazov, e il volume unico Grandi romanzi.

Il giglio sulla pelle

Marisa, una bellezza acerba e ribelle, fa perdere la testa a nobili e principi nell’Europa tormentata dalle guerre napoleoniche. Pur di assaporare la vita fino in fondo, è disposta a pagare di persona, e subirà per questo il marchio dell’infamia, il giglio impresso nella carne delle prostitute. Solo un uomo sembra in grado di tenerle testa, l’avventuriero senza scrupoli che l’ha resa donna e che la insegue dall’harem di un sultano alla corte di parigi fino alle selvagge distese della Louisiana.

Il giglio nero

Durante una tempesta, in un mondo lontano, nascono tre principesse. Ciascuna di esse è legata al magico potere di un fiore a tre petali, il Giglio Nero. Ciascuna di loro, una volta cresciuta, potrà liberare la patria comune e salvare il mondo intero rintracciando un altrettanto magico talismano.

Il giglio nero

Newport/Martinica, 1771/1772 – Per tutta la vita Michael non ha fatto che cercare l’occasione buona per vendicare l’onore del suo defunto padre. Niente però l’aveva preparato a ciò che il destino teneva in serbo per lui. L’oggetto della sua vendetta, la bella Jerusa, diventa infatti la padrona incontrastata del suo cuore. I sogni d’amore di Jerusa si infrangono bruscamente quando viene rapita proprio a poche ore dalle nozze. Portandola via con sé, Michael le cambia la vita. Le fa conoscere il pericolo e l’avventura, ma, soprattutto, le gioie e i tormenti di una passione senza ritorno…
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Il gigante annegato

Si sa che l'attributo "inquietante" viene concesso con molta generosità, e molto spesso a sproposito, agli scrittori di fantascienza; ma nel caso di J. G. Ballard sarebbe difficile trovarne uno più calzante e meritato. Urania, che lo segue dal primo romanzo, (Il vento dal nulla, 1962), è lieta di presentare questa antologia in cui lo stesso autore ha riordinato dodici suoi tipici racconti. Cinque di questi sono già apparsi in Urania dal 1963 al 1968, altri sono inediti ma in tutti Ballard si riafferma come il grande scrittore, il magico caposcuola che ha aperto alla fantascienza inglese le strade più inusitate e ambigue dell'innaturale, del difforme, dell'allucinato.

Il giardino di pietra: Il primo caso di Ann Lindell

Il primo caso di Ann Lindell. È una calda giornata di giugno, Josefin Cederén cammina con la figlia Emily lungo la strada di un quartiere residenziale di Uppsala, quando improvvisamente una macchina le investe con violenza, uccidendole. Quello stesso giorno, scompare Sven-Erik Cederén, marito e padre delle due vittime, ora principale sospettato del duplice omicidio. Ma davvero si è trattato di un dramma privato? È possibile che un uomo arrivi ad annientare la propria famiglia? Alla guida delle indagini, Ann Lindell, trentacinque anni, da quindici all’anticrimine di Uppsala, non ne è del tutto convinta. C’è anche un’altra pista che si fa strada: Cederén potrebbe essere coinvolto in un clamoroso scandalo farmaceutico internazionale. Impegnata nelle ricerche con la determinazione che la distingue, Ann intanto sente sempre più forte il desiderio di una vita normale, ma proprio quando è convinta che le cose comincino a girare nel verso giusto, si trova improvvisamente davanti a una scelta decisiva che rimette tutto in discussione. Esponente di spicco della scuola del giallo svedese, Kjell Eriksson è stato il primo a fare di una donna la protagonista di una serie poliziesca di successo, ottenendo un riconoscimento da parte della polizia di Stoccolma per l’autenticità e l’impegno del suo racconto.

Il giardino delle favorite

Un segreto sepolto da quattrocento anni
Gli intrighi dell’harem del sultano
Una storia di passione e tradimenti
Oxford, Biblioteca bodleiana. Elizabeth Stavley non crede ai suoi occhi quando, tra le pagine di un antico libro di astronomia, scopre il frammento di una pergamena vecchia di quattrocento anni. Ha il colore dell’ambra ed è fragile come una foglia d’autunno. Racconta una storia proibita. Una storia rimasta nascosta per secoli che conduce nei quartieri segreti di Istanbul…
Costantinopoli, 1599. Inglesi, francesi e veneziani competono tra loro per rafforzare le relazioni diplomatiche e commerciali con il nuovo sultano dell’impero ottomano. Paul Pindar è un ricco mercante, in missione per conto della Regina d’Inghilterra. Ha il compito di portare al sultano un regalo, uno splendido orologio musicale. Ma mentre procedono i negoziati, la sua attenzione viene attratta da una voce sempre più insistente. Si dice che nell’harem ci sia una nuova schiava, una donna dagli occhi azzurri e dalla pelle di luna. Che sia Celia, la sua promessa sposa, che lui crede ormai morta da tempo? E’ possibile che non sia annegata, ma che sia stata fatta prigioniera dai turchi? Paul deve scoprire la verità, deve incontrarla, almeno una volta. Ma penetrare nelle stanze proibite del palazzo reale è quasi impossibile e molto pericoloso. Perché dietro le porte e i cancelli invalicabili dell’harem si nascondono segreti e trame silenziose, lotte di potere e rivalità capaci di uccidere. Soprattutto ora che il capo degli eunuchi imperiali giace in fin di vita, dopo aver mangiato un dolce portato in dono dagli inglesi…
Un romanzo straordinario, scritto magistralmente. Acclamato dalla critica e dal pubblico e in corso di pubblicazione in oltre venti paesi, Il giardino delle favorite racconta una storia di passioni e segreti, di antiche alleanze e intrighi sinistri, di tradimenti e ossessioni, facendoci penetrare nel mondo sconosciuto e proibito dell’harem del sultano.

Il giardino delle delizie. Epopea americana

Campi di segale sotto il sole abbacinante dell’Arkansas. Le mani strappano i frutti dalla terra, la terra prude e si mangia le mani. I braccianti arrancano nel meriggio insieme ai cavalli e il sogno americano è un abbaglio nell’afa, una zacchera di fango sulla schiena, un canto di nostalgia e speranza spezzato dalle spighe del grano. Clara è la figlia di due contadini e trascorre l’adolescenza a correre tra gli odori aspri ed erbosi delle piantagioni, e a rubacchiare oggetti insignificanti nei negozi per divertimento e noia. Vagheggia un futuro di emancipazione, ricchezza e amori idilliaci; fantastica di evadere dalla promiscua violenza del suo mondo provinciale gettandosi con abbandono in ogni avventura: prima con Lowry, fascinoso e ribelle apolide che la strappa alla famiglia e l’abbandona subito dopo averla ingravidata; poi con Revere, facoltoso uomo già sposato che Clara seduce in cambio di una promessa di stabilità economica; infine con suo figlio Swan – l’ennesima speranza di riscatto, l’estrema illusione di una riscossa impossibile -, destinato però a diventare un uomo violento e autodistruttivo e a far naufragare anche gli ultimi sogni della madre. Primo capitolo dell’Epopea americana di Joyce Carol Oates, “Il giardino delle delizie” racconta l’America proletaria degli anni Cinquanta e Sessanta, l’America white trash, avida di scalate sociali e rivincite, cianotica per i pugni incassati dai bastardi nelle bettole e dalla vita. Manescamente sordida, fumeggiante e sognatrice. Attraverso gli occhi di una ragazza fragile e bellissima, straziata dai desideri e dai demoni sociali ereditati, Oates tesse una storia di abusi e violenze, un ritratto realistico di quella impetuosa fiumana americana che travolge e annega i suoi figli, attirandoli ai margini dell’esistenza, senza possibilità di ritorno, nel miraggio di un paradiso terrestre, un giardino delle delizie che si rivela, alla fine, una terra desolata.
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Il giardino dei segreti

È il 1913 e sulla costa dell’Inghilterra una nave è pronta a salpare per l’Australia: a bordo, tra i passeggeri in cerca di fortuna e i rudi marinai intenti alle manovre, una bambina di quattro anni, Neil, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace. Che dovrebbe prendersi cura di lei, ma l’abbandona sul ponte. Distratta dalle attenzioni di un bimbo più grande che la invita a giocare, Neil non si accorge che il rombo dei motori si fa più incalzante, e la nave lascia il molo diretta verso il mare aperto. Dopo una traversata che sembra infinita, quando il transatlantico arriva a destinazione, la piccola si ritrova sperduta nel porto di Maryborough: è smarrita, non ricorda il suo nome e tutto ciò che le è rimasto è una valigina bianca che contiene qualche vestito e quel bellissimo libro di fiabe. Per Hugh, il capitano del porto, quella delicata creatura pare piovuta dal cielo, a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Da quel momento sarà sua figlia. Solo la sera del suo ventunesimo compleanno Neil apprende dal padre il segreto delle sue origini e la sua vita cambia per sempre.

Il giardino dei profumi perduti

‘Jan Moran è la nuova regina del romanzo sentimentale.’ USA Today Dall’autrice del bestseller La casa dei profumi dimenticati Quando Danielle Bretancourt lascia insieme al marito la Polonia, a bordo di un transatlantico di lusso, affidando alla nonna paterna il suo adorato bambino, non immagina che la sua vita sta per cambiare per sempre. Danielle ha un dono speciale: riesce a creare dei profumi perfetti. La sua famiglia ha prodotto profumi per centinaia di anni e lei intende portare avanti la tradizione. L’anno è il 1939, e la dichiarazione di guerra e l’ascesa dei nazisti nel continente europeo minacciano la sua famiglia, divisa tra la Francia e la Polonia. Passando per Londra, Danielle raggiunge i genitori a Parigi, ma in seguito alla morte del marito, e con l’aiuto del fratello che milita nella lotta clandestina antinazista, torna nella Polonia occupata alla disperata ricerca del figlio, sostenuta dall’affascinante Jonathan Newell-Grey, giovane capitano della Marina. Nonostante le innumerevoli difficoltà e i gravissimi lutti subiti, riuscirà a mettere in salvo alcuni dei suoi familiari fuggendo con loro in America, povera e senza risorse, per iniziare una nuova vita. Una volta a Los Angeles, potendo contare solo sulla sua determinazione e il suo talento, una nuova sfida la attende: conquistare con i suoi profumi la raffinata élite di Hollywood. Dall’autrice del romanticissimo La casa dei profumi dimenticati La storia di coraggio e passione di una donna pronta a tutto per ritrovare suo figlio ‘Jan Moran è la nuova regina del romanzo sentimentale.’ USA Today ‘Un romanzo che regala alle amanti delle saghe romantiche una nuova voce straordinaria da non perdere più di vista.’ Booklist Jan MoranSi è laureata presso la Harvard Business School e ha frequentato le Università di California e Los Angeles studiando narrativa, saggistica e sceneggiatura. È autrice di numerosi romanzi bestseller. La Newton Compton ha pubblicato La casa dei profumi dimenticati e Il giardino dei profumi perduti.
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Il giardiniere

A Long Thorpe non succede mai niente, finché la sedicenne Summer Robinson non scompare nel nulla e nonostante le ricerche risulta introvabile. Summer è imprigionata in una cantina allestita come una vera casa, con altre tre ragazze. Sono state tutte rapite da un uomo che si fa chiamare Clover. Lily, Rose, Violet e Poppy sono i suoi fiori delicati e perfetti, la sua famiglia, e lui si prende cura di loro: cena con loro, compra loro vestiti, libri, dvd. Ma per le ragazze quello è soltanto un orrore senza fine, a cui hanno iniziato a rassegnarsi. Tutte tranne Summer, perché lei sa che i fiori non possono sopravvivere a lungo lontano dal sole
(source: Bol.com)