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La clinica dell’orrore

Se il vostro problema è che non potete avere bambini, adottatene uno. Ma guardatevi dalla fecondazione artificiale, soprattutto se a proporvela fosse una certa clinica dello Stato di New York. In primo luogo potreste ritrovarvi con un neonato peloso come un gorilla, e in secondo luogo una strana coppia potrebbe venire a riprendersi il bambino spaccando nel contempo la testa della madre. Prima comunque di prendere una decisione aspettate che un certo dottor Gerson sia andato a vedere di persona cosa succede alla Karyll Clinic.
Copertina di Karel Thole

La clessidra infranta. Diario di un sopravvissuto agli zombie

Il mondo è in rovina. Dell’umanità non restano che alcuni superstiti: i morti viventi hanno preso il dominio sui vivi, e sono la nuova specie dominante. “Diario di un sopravvissuto agli zombie: La Clessidra Infranta” è il nuovo episodio della saga survival horror. In esso si alternano le pagine del diario che riporta la personale lotta per la sopravvivenza di un militare, e la storia dei sopravvissuti incontrati sulla sua strada, l’ultima speranza dell’umanità nella sua ora più oscura. Prigionieri nel disastro, i personaggi si troveranno da soli e in gruppo a dover affrontare atroci decisioni che potrebbero significare sopravvivere per un giorno ancora, o vagare nell’eterna dannazione di un cammino senza fine in un’orda di zombie…

Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto

Cleopatra ha appena diciotto anni quando succede al padre, Tolomeo XII. Ha un unico obiettivo: riportare l’Egitto alla grandezza di un tempo. Sulla sua strada ci sono mille nemici – funzionari corrotti, ufficiali spietati, consiglieri sleali e persino un fratello pronto a tutto pur di strapparle il trono – eppure il nemico più pericoloso, quello che può davvero mandare in frantumi il suo potere è Roma, con la sua furia conquistatrice e il suo esercito poderoso. Ma non c’è sfida cui Cleopatra non possa tenere testa: armata di un’ambizione senza pari e di un’ammaliante sensualità, si presenta al grande Giulio Cesare e ne diventa subito l’amante. Vuole avere un figlio da lui, un maschio che sia riconosciuto da Roma come faraone e possa quindi regnare in pace. Ma, dopo la nascita di Cesarione, Cesare viene ucciso e Cleopatra si ritrova a fronteggiare avversari ancor più decisi a sbarazzarsi di lei. Finché, contro l’orizzonte della Storia, non si staglia la figura di Marco Antonio…

Cleopatra: Una storia dell’immaginazione

Il cinema, i romanzi e persino le mostre d’arte continuano a dipingere Cleopatra come una regina volitiva e seducente, che merita di essere ricordata soltanto perché andò a letto con due degli uomini più importanti di Roma; allo stesso tempo i lettori e gli spettatori continuano ancora oggi a essere convinti che Antonio fu rovinato dall’amore devastante per Cleopatra. Ovviamente non fu così, ma qual è stato il processo che ci ha portato ad avere questa immagine di una delle donne più importanti e significative dell’antichità? Cosa è stata veramente Cleopatra? Il volume vuole fare luce sulle credenze e sugli stereotipi che hanno accompagnato l’immagine di questo personaggio nell’arco di oltre duemila anni di storia.
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Cleofonte deve morire

Così Aristofane, con l’arma del teatro, diede man forte alla liquidazione fisica dell’ultimo leader della democrazia ateniese. Siamo nel pieno della guerra del Peloponneso. Atene rischia la sconfitta. La tensione è altissima: il partito aristocratico vuole accordarsi a qualunque prezzo con Sparta e adottare il modello politico dei vincitori. I democratici vogliono resistere fino alla fine e salvare la costituzione. Cleofonte è il leader della parte democratica ed è l’uomo da abbattere. In questo tumultuoso quadro politico, un ruolo fondamentale lo giocano i drammaturghi. Alcuni di loro intrattengono un rapporto stretto con i gruppi di pressione decisi a scalzare il regime democratico. La commedia si fa, così, interprete della ‘maggioranza silenziosa’, quella che non va all’assemblea popolare, e la sobilla contro i suoi capi presentandoli come mostruosi demagoghi. Aristofane, il commediografo, si fa agitatore politico. La sua grande abilità consiste nel presentarsi come il difensore del popolo agendo, in realtà, per conto di chi intende distruggere il potere popolare. Nella commedia intitolata Rane getta la maschera, chiede e auspica la condanna di Cleofonte, accanito oppositore del potere oligarchico; rompendo la finzione scenica fa un vero e proprio comizio, e parla, questa volta apertamente, della bruciante attualità politica.
(source: Bol.com)

La classe dei misteri

«In questo libro intrigante e dal finale sconvolgente, l’autrice di Chocolat dà ancora una volta prova della sua bravura.»The Guardian«Joanne Harris è infallibile. I lettori si troveranno inevitabilmente ammaliati dalla Classe dei misteri.»The Indipendent«Una scrittura di classe, sensibile e toccante, che rivela piccoli indizi e parziali soluzioni fino a un epilogo sorprendente.»The Times«Nella Classe dei misteri Joanne Harris eccelle, come sempre.»Sunday Times«La Harris narra magnificamente ogni minuto della storia. Un libro squisitamente sinistro e assolutamente piacevole.»Daily MailI lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d’autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell’Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l’anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l’anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l’anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C’è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita? Dopo il grande successo di La scuola dei desideri, Joanne Harris ci riporta tra i corridoi popolati di segreti di St Oswald. L’acclamata autrice di Chocolat, che vanta un milioni di lettori in Italia ed è tradotta in 50 paesi, con impareggiabile maestria tratteggia un luogo dove niente è come sembra e dove in ogni angolo si nasconde un pericolo. Dove anche il tuo migliore amico può trasformarsi nel tuo peggiore incubo. Un romanzo sorprendente, capace di esplorare i nostri istinti più oscuri.

Il clandestino

Meditato e composto fin dall’immediato dopoguerra, nel 1946, ma terminato solo nel 1961 e dato alle stampe l’anno dopo, Il clandestino è frutto del lungo sforzo morale e artistico tentato da Tobino per dare un affresco della propria generazione, combattere la personale battaglia contro il fascismo, denunciare le atrocità della guerra e rievocare il momento in cui rinacquero “l’amore e la fratellanza tra gli uomini”.
Vengono qui raccontate le vicissitudini degli antifascisti viareggini nella fatale estate del 1943. Nel fitto alternarsi di vicende e di personaggi – intellettuali e popolani, borghesi, sgherri e bel mondo – Tobino fa rivivere una stagione di rischi e di fervore, con i colori della verità e l’accento, ora giudicante, ora umanamente accorato, del testimone. Riuscendo – come scrisse Vittorio Sereni – a “trasformare un episodio specifico in epos generale ed esemplare”.
Da gennaio 2014 il testo è disponibile in una nuova edizione curata da Paola Italia, che da anni supervisiona la pubblicazione delle opere di Mario Tobino nelle collane Oscar e Meridiani; questa edizione contiene una nuova introduzione e una bibliografia aggiornata.

LA CIVILTA’ DEL VENTO

Un tema caro a Ballard, che ricorre in quasi tutta la sua ormai vasta produzione, torna in questa antologia, e soprattutto nel romanzo breve che le dà il titolo. E’ il tema della rovina della nostra civiltà, non tanto descritta spettacolarmente quanto subita da pochi personaggi che si sono in qualche modo adattati alla desolazione, all’abbandono, alla decadenza. Nessuno come Ballard ha saputo creare l’atmosfera di una metropoli spopolata, dove ancora qualche albergo funziona, qualche semaforo scatta, e dove per esempio un giovane, allevato in una delle nuove Città Giardino, ritorna per una affascinante ricognizione. Nella Città Giardino non c’è smog, non ci sono motori, il vento e il sole forniscono tutta l’energia; ma quel mite e ordinato mondo pastorale è ben presto dimenticato da Halloway. In lui, e nei pochi altri superstiti che vivono tra i bui grattacieli e le rugginose carcasse di automobili, nasce un sogno grandioso, delirante: ridare la luce, il traffico, il rumore, la violenza, la vita, a quel drago addormentato che è la metropoli.

Le civiltà del disagio

‘Se la globalizzazione ha da prometterci qualcosa, qualcosa che possa spingerci ad accogliere a braccia aperte il caos che ne deriva, allora quel che ha da prometterci è questo: saremo piú liberi di inventare noi stessi’. Con tale dichiarazione di intenti si apre questa raccolta di articoli e brevi saggi di uno dei piú provocatori e stimolanti narratori del nostro tempo. Ma nel mondo globalizzato abbiamo davvero la libertà di inventare noi stessi? Tutto sembra indicare il contrario, perché ogni pretesto è buono per imprigionarci in quelle ‘illusioni dilaganti, pericolose e potenti’ che portano il nome di civiltà. Hamid lo chiama il giogo del depistaggio: ‘Ci viene detto di dimenticare le fonti del nostro disagio perché c’è in gioco qualcosa di piú importante: il destino della nostra civiltà’. E cosí finisce per sembrarci inevitabile che provare inutilmente a respingere l’immigrazione e a sigillare le frontiere sia piú importante che porre rimedio al disordine economico e alle crescenti disparità sociali. Muovendosi fra i ricordi personali e la riflessione politica, fra la letteratura e la cronaca, Hamid guarda al mondo che ci circonda con gli occhi di uno scrittore cresciuto fra il Pakistan e gli Stati Uniti, vissuto a Londra e tornato di recente ad abitare a Lahore. E leggendolo noi scopriamo che forse è possibile liberarsi dal giogo del depistaggio, e ‘mettersi insieme per inventare un mondo post-civiltà, e quindi infinitamente piú civile’.
(source: Bol.com)

Cittanova blues

“Cittanova blues” è Bologna dalla fine degli anni Cinquanta all’inizio degli anni Settanta. Guccini racconta la vita picaresca dei “musici” negli anni Sessanta e quella dei ragazzi e delle ragazze di allora, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento, la garconnière, la naia, le osterie, i primi gruppi musicali, che oggi sono le band ma una volta si chiamavano ancora complessi. È un canto, quello di Guccini, su una città, un’epoca e un mondo che non ci sono più. Ma lo spirito è tutt’altro che provinciale: il respiro è ampio, felice, liberatorio, come quello del blues dei neri d’America che evoca i grandi paesaggi della Louisiana e di New Orleans.

Il cittadino dello spazio

Avete mai sentito parlare di un interocitore? No? Ebbene, neppure Cal Meacham, abilissimo tecnico di un laboratorio di ricerche, ne aveva mai sentito parlare. Così pure ignorava che cosa fossero le valvole catherimine e mille altri congegni descritti in uno stranissimo catalogo capitatogli per le mani. Ma Cal era curioso e testardo, e tanto fece che riuscì, con la sola guida di quello stranissimo catalogo, a fabbricare lo sconosciuto apparecchio. Quel che accadde poi supera la più ardita fantasia, trasportando il lettore non solo in un mondo diverso, ma in una diversa concezione dell’universo, quale la mente fatica a comprendere. Titaniche lotte, sensazionali scoperte, una guerra cosmica e inaspettati tradimenti, tutto questo incontrò Cal sulla sua strada, insieme all’amore e alla comprensione della dolce Ruth. E’ difficile dimenticare questo libro che pone l’uomo su un piano diverso, ammonendolo che l’amore per la gente e il proprio Pianeta può abbattere barriere invincibili, con la certezza che il cuore e l’intelletto umano saranno sempre e comunque al disopra delle più perfette macchine.
Copertina di Curt Caesar

LA CITTA’ DEL LONTANISSIMO FUTURO

Questa Città di Harrison è stata giudicata negli USA il miglior romanzo di fantasy degli anni 70, destinato a restare un classico nel suo genere. URANIA, collana di fantascienza, non pubblica romanzi di pura fantasy, come non ne pubblica, evidentemente, di puramente polizieschi o di puro spionaggio, di puro horror, di puro soprannaturale, eccetera. Ma il discorso cambia quando la fantasy è per esempio Pellegrinaggio vietato di Simak (n. 685) o Molto dopo mezzanotte di Bradbury (n. 732); quando il poliziesco è Delitto alla base spaziale di Maine (n. 657), e l’horror è Il superstite di Herbert (n. 724); quando lo spionaggio è Un agente dall’aldilà di O’Toole (n. 718), e il soprannaturale è Psicospettro di Davies (n. 715). Perché in tutti questi casi la fantasy, il poliziesco, lo spionaggio, l’horror, i fantasmi, sono ANCHE fantascienza, e fantascienza di primissimo ordine. Inutile aggiungere che la remotissima, fantastica Città di Harrison rientra in questa categoria.

La città

Oggi oltre metà della popolazione mondiale vive in una città, e si stima che nel 2050 questa percentuale salirà ai tre quarti. Le città esistono da migliaia di anni – da quando gli uomini hanno cominciato a vivere insieme in un luogo, lo hanno racchiuso tra mura e arricchito con monumenti e edifici pubblici – ma il significato del termine è profondamente mutato nel corso dei secoli. Basta pensare anche solo agli ultimi decenni, in cui il nostro modo di abitare, di spostarci e di entrare in relazione con lo spazio e gli altri è cambiato in modo radicale. Dagli antichi insediamenti della mezzaluna fertile, passando per i comuni italiani del Medioevo, la Firenze di Leon Battista Alberti e la Londra di Dickens, Cesare de Seta conduce il lettore in un viaggio affascinante, in cui racconta lo sviluppo nei secoli del concetto di ”città”, e come esso sia costituito da un intreccio indissolubile di geografia, storia, economia e cultura, in cui giocano un ruolo determinante le aspirazioni e i timori di coloro che ci vivono. Per finire con uno sguardo alle nuove realtà dei grandi centri con decine di milioni di abitanti e delle smart city, le città intelligenti, in cui le nuove tecnologie avranno un ruolo fondamentale, ma che pongono interrogativi inquietanti sull’uso degli spazi e sulle relazioni sociali.
(source: Bol.com)

La città vince sempre

‘*La città vince sempre è un romanzo limpido, toccante, umano sull’innocenza e il coraggio politici. Il suo ritratto della rivoluzione egiziana del 2011 è una novità assoluta.*’
Richard Ford

‘*Omar Hamilton ci accompagna nell’effervescente speranza e nello straziante dolore del movimento di protesta, affrontando l’eterna questione di ciò che i vivi debbano ai morti. Imperdibile. Un debutto abbagliante.*’
Naomi Klein

‘*La città vince sempre restituisce dall’interno l’immagine di un movimento popolare che noi tutti abbiamo visto da fuori. Non rileggeremo presto una storia fatta rivivere con tanta maestria.* ‘
Philip Pullman

‘*La speranza, l’entusiasmo, l’audacia, la delusione, il rinnovarsi della speranza: questo romanzo fa riflettere, corre e ci trascina.* ‘
Roddy Doyle

‘*Un’opera di grande potenza emotiva e intellettuale.*’
Pankaj Mishra

‘*Il romanzo che ha definito la Primavera araba.*’
The Wall Street Journal

‘*Il racconto vivido della rivoluzione del 2011 nelle strade del Cairo, con tutta la giovanile audacia e le ingenue utopie di quei giorni.* ‘
J.M. Coetzee

Khalil è uno studente americano giunto al Cairo per studiare musica e riscoprire le radici arabe che da lungo tempo suo padre si è lasciato alle spalle. Mariam è una giovane egiziana che ha ereditato dalla madre la passione per l’impegno politico e la difesa delle classi sociali più svantaggiate. La loro storia sentimentale nasce e prende forma in piazza Tahrir, il luogo fisico e simbolico in cui si accende la speranza democratica di un’intera generazione di giovani. Insieme ad altri compagni di lotta, da un appartamento che dà sulla piazza, diffondono in rete filmati e notizie. Si sentono al centro del mondo, artefici del rinnovamento della società tutta, non solo araba, e il loro amore si nutre dell’energia della rivolta. Ma la Storia procede inesorabile in altre direzioni. Con la vittoria elettorale della Fratellanza musulmana dilaga la violenza, che fa emergere ben presto scenari da guerra civile. Dopo il colpo di stato e l’ascesa del generale al-Sisi, a poco a poco si spegne ogni fermento rivoluzionario. E l’agonia di un lungo inverno dello scontento colpisce anche l’amore tra Khalil e Mariam.
Al suo romanzo d’esordio, Omar Robert Hamilton intreccia un’intensa vicenda sentimentale a uno dei nodi centrali della storia più recente, trovando una cifra e una costruzione narrativa nuove: una coerente polifonia di cupo lirismo e scrittura materica, scene d’azione che somigliano a riprese in tempo reale, voci che si passano il testimone, stralci di post attraverso i quali prendono forma la lotta e la narrazione collettiva… In una spirale che scende a inghiottire il domani.
(source: Bol.com)