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Daniel Freeman – Le Sbarre Invisibili

Daniel Freeman, un brillante detective, marito affettuoso e padre orgoglioso di una figlia adorabile. La sua vita perfetta e felice viene segnata per sempre da un terribile evento. Da quel momento, Daniel non è più lo stesso. Famiglia, carriera, amici, perde tutto. Persino la sanità mentale lo sta lentamente abbandonando. Non gli resta più nulla se non la sua vendetta. Nessun uomo è meno libero di me. Sono costantemente prigioniero. Le sbarre della mia cella sono vivide e opprimenti sensazioni: dolore, colpa, rimpianto. Tre sbarre inamovibili che mi impediscono di vivere, e la quarta, la più resistente tra tutte, è la mia mente che si ritorce contro se stessa. Volete sapere perché? Se avrete la compiacenza di ascoltare ve lo racconterò…
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Il dandy della reggenza

Judith e Peregrine Taverner, una ricchissima coppia di fratelli da poco rimasta orfana, si mettono in viaggio per Londra per andare a conoscere il loro tutore e, sperano, per avere il suo consenso a mettere su casa in città. Al loro arrivo scoprono sconcertati che il loro tutore, il quinto conte di Worth, non è l’anziano amico del padre che avevano immaginato, ma il di lui figlio, noto per essere il dandy più affascinante e insopportabile di tutta Londra. Amico di Beau Brummell – il dandy per eccellenza, ispiratore del principe reggente, il futuro Giorgio IV – Julian Worth acconsente a introdurre in Società i suoi due protetti: affitta loro una casa, affida Judith alle cure di una chaperon, apre loro il bel mondo, ma… Ma tra i fratelli Taverner e il conte di Worth non riesce a svilupparsi simpatia, anzi da lì a poco a Peregrine cominciano a succedere cose strane e i due fratelli si chiedono se per caso non ci sia lo zampino di Worth.

Dammi tutto il tuo male

Fin dove sei capace di arrivare per proteggere chi ami?
C’è un momento all’imbrunire in cui tutti i rumori della giornata si attutiscono e cala un silenzio perfetto. È il momento in cui sul prato scende l’oscurità e si accendono le mille luci delle lucciole. Come ogni sera, Viola, una bambina di quasi sei anni, attende quel momento abbracciata a suo padre Andrea sotto la veranda della loro casa. Aspetta le lucciole, ma non solo. Aspetta il ritorno della persona più importante della sua vita: sua madre Barbara. Aspetta invano, ma questo solo Andrea lo sa.
Andrea ha quarant’anni ed è un uomo normale, con una vita normale. Fa il bibliotecario e, da quando la sua compagna Barbara non c’è più, cresce da solo sua figlia, come un adulto responsabile può e deve fare.
Ma Andrea non è soltanto un uomo normale e un padre premuroso. È anche un assassino.
Barbara e Andrea si erano conosciuti a un esclusivo party milanese e da quel momento erano diventati inseparabili. Barbara, una tatuatrice dalla bellezza androgina, dura e sfuggente, si era illusa di trovare in lui l’unica persona al mondo che potesse salvarla. Ma salvarla da cosa? E perché la donna è sparita poco dopo la nascita di Viola? Andrea è l’unico a conoscere la verità. Una verità oscura e inconfessabile, nascosta in una fitta boscaglia di silenzio, omertà e dolore.
Andrea ha ucciso, ma non è pentito. Perché si può uccidere per odio. Ma, a volte, si può anche uccidere per amore.
Questa è una storia che parla del nostro lato buio.
È la storia struggente di un padre, di una figlia e di un amore che porta alle estreme conseguenze.
È una storia che scuote le coscienze, e non in senso figurato.
Dammi tutto il tuo male è un romanzo sulle nostre paure più inconfessabili. Sulla labilità del confine tra il bene e il male. E la voce di Matteo Ferrario, chirurgica e affilata, ha la forza di metterci di fronte all’evidenza che tutti noi siamo capaci di superarlo.
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### Sinossi
Fin dove sei capace di arrivare per proteggere chi ami?
C’è un momento all’imbrunire in cui tutti i rumori della giornata si attutiscono e cala un silenzio perfetto. È il momento in cui sul prato scende l’oscurità e si accendono le mille luci delle lucciole. Come ogni sera, Viola, una bambina di quasi sei anni, attende quel momento abbracciata a suo padre Andrea sotto la veranda della loro casa. Aspetta le lucciole, ma non solo. Aspetta il ritorno della persona più importante della sua vita: sua madre Barbara. Aspetta invano, ma questo solo Andrea lo sa.
Andrea ha quarant’anni ed è un uomo normale, con una vita normale. Fa il bibliotecario e, da quando la sua compagna Barbara non c’è più, cresce da solo sua figlia, come un adulto responsabile può e deve fare.
Ma Andrea non è soltanto un uomo normale e un padre premuroso. È anche un assassino.
Barbara e Andrea si erano conosciuti a un esclusivo party milanese e da quel momento erano diventati inseparabili. Barbara, una tatuatrice dalla bellezza androgina, dura e sfuggente, si era illusa di trovare in lui l’unica persona al mondo che potesse salvarla. Ma salvarla da cosa? E perché la donna è sparita poco dopo la nascita di Viola? Andrea è l’unico a conoscere la verità. Una verità oscura e inconfessabile, nascosta in una fitta boscaglia di silenzio, omertà e dolore.
Andrea ha ucciso, ma non è pentito. Perché si può uccidere per odio. Ma, a volte, si può anche uccidere per amore.
Questa è una storia che parla del nostro lato buio.
È la storia struggente di un padre, di una figlia e di un amore che porta alle estreme conseguenze.
È una storia che scuote le coscienze, e non in senso figurato.
Dammi tutto il tuo male è un romanzo sulle nostre paure più inconfessabili. Sulla labilità del confine tra il bene e il male. E la voce di Matteo Ferrario, chirurgica e affilata, ha la forza di metterci di fronte all’evidenza che tutti noi siamo capaci di superarlo.

Una Dama Pericolosa

Oltre 250.000 copie lette in tutto il mondo!

Le Fanciulle Guerriere di Rivenloch… Damigelle in armature scintillanti… al salvataggio! Deirdre, Helena e Miriel, le tostissime scozzesi note come le Fanciulle Guerriere di Rivenloch, non intendono appartenere a nessun uomo… fino a quando non incontrano eroi abbastanza forti per addomesticare il loro animo selvatico e meritevoli di conquistare i loro cuori ostinati.

UNA DAMA PERICOLOSA (Volume 1)
Nata con una spada in mano e cresciuta senza temere nessuno, Deirdre di Rivenloch non rifiuta mai uno scontro e non volge mai la schiena a ciò che minaccia le sue terre o la sua famiglia. Ma non ha mai nemmeno conosciuto un uomo come sir Pagan Cameliard, il cavaliere altero e possente che giunge a Rivenloch su ordine del Re per suggellare un’alleanza matrimoniale. Per salvare la sorella minore, Deirdre raggira Pagan, costringendolo a sposarla, e si ritrova di fronte a un nuovo genere di avversario: uno che incrocia la spada con lei di giorno e che, di notte, cinge d’assedio il suo cuore.

Dettagli
• Romanzo pubblicato in origine da Hachette, Inc.
• Firmato in origine col nome d’arte di Sarah McKerrigan
• Riveduto e corretto dall’autrice nel 2012
• I contenuti espliciti rendono l’opera consigliata a un pubblico adulto

Due parole su Glynnis Campbell

Glynnis Campbell è autrice di besteller di USA Today. Scrive storie ricche di azione, avventura e romanticismo ambientate in Scozia, in Inghilterra e nel West americano. Ha pubblicato più di una dozzina di libri in sette lingue. Ha vinto riconoscimenti importanti a premi letterari come l’Orange Rose, l’Hearths through History e il Book Buyers Best, ed è stata due volte finalista dei RITA Awards. I suoi libri compaiono in diverse raccolte assieme a quelli di famose autrici quali Bella Andre, Marie Force, Tanya Anne Crosby, Lauren Royal, Kathryn Le Veque, Eliza Knight e Claire Delacroix. Glynnis scrive dalla sua casa in California e adora giocare a fare la sensale di matrimoni medievali e trasportare i lettori in un mondo dove gli eroi sono coraggiosi e hanno difetti affascinanti, le donne sono più forti di quanto sembra, la terra è fertile e indomita, e la cavalleria è viva e vegeta.

Un messaggio da Glynnis…
Adoro scrivere “storie che tengono svegli la notte!”

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(source: Bol.com)

La dama delle nebbie (I Romanzi Oro)

Per ordine del re il fiero Alec Kincaid, signore di un potente clan scozzese, deve prendere in moglie una donna inglese. La scelta cade su Jamie, figlia minore del barone Jamison: una bellezza dagli occhi viola, volitiva e terribilmente affascinante. Fin dal primo incontro Alec desidera farla sua, ma Jamie è decisa a resistergli. Kincaid, infatti, incarna tutto ciò che lei teme negli uomini: è un barbaro rude e arrogante, e pericolosamente seducente. Eppure i suoi baci le infiammano il sangue rendendola sempre più vulnerabile, mentre strani fatti e dicerie la minacciano ben più di quell’incontenibile desiderio…

Dalle fogne di Chicago

Nelle fogne di una grande città, per l’incredibile varietà di sostanze che vi fluiscono, e l’infinito numero di combinazioni chimiche che ne risultano, può nascere in ogni momento qualsiasi cosa. Qui le fogne sono quelle di Chicago, il momento è alle 0,51 di una notte di settembre, la cosa è un grumo gelatinoso non più grande di un granello di sabbia. Un’ora dopo, il granello è diventato una massa di circa trenta centimetri quadrati, in un’altra ora, crescendo con progressione geometrica, si espande per i collettori laterali. Alle 7 del mattino, risalendo le tubature, la sostanza occhieggia dal foro di scarico di innumerevoli lavandini. Alle 7,35 certa Maude Wendeli, casalinga, cerca di sturare il suo lavandino col dito…
Copertina di Karel Thole

Dall’oblio più lontano

Parigi, primi anni Sessanta. Un ragazzo senza nome conduce una vita provvisoria, vendendo vecchi libri e alloggiando negli alberghi del quartiere latino. Un giorno, in place Saint-Michel, incontra per puro caso un uomo e una donna, Gerard Van Bever e Jacqueline, apparentemente venuti dal nulla come lui, che vivono di giocate vincenti nei casinò di provincia e di affari poco chiari, risparmiando per il miraggio di una fuga a Maiorca. Il narratore resta subito irretito da Jacqueline, creatura stregata e indifferente, drogata di etere e chiusa in un segreto inaccessibile. Così si accompagna alla coppia per qualche tempo, lasciandosi trascinare senza opporre resistenza e sfiorando altri personaggi di quell’orbita misteriosa e malinconica. Poi, dopo che Jacqueline l’ha convinto a rubare del denaro a uno di questi conoscenti, decidono di scappare insieme a Londra, loro due soli. Ma una notte, nella città variopinta e eccitante dove hanno vissuto insieme e lui ha cominciato a scrivere, lei non torna a casa. Di passaggio a Parigi, quindici anni dopo, il narratore diventato scrittore riconosce il suo viso in quello di una donna che ora si chiama Thérèse… Chi era Jacqueline, e chi è diventata? Chi era lui stesso? Che significato ha avuto il loro incontro? Quali meccanismi incomprensibili muovono il ricordo e l’oblio degli umani, isolando in un bagliore senza spiegazione solo alcuni istanti delle nostre vite? Patrick Modiano aggiunge un altro tassello alla sua indagine sulla memoria: ancora una volta, racconta le tracce luminose e enigmatiche lasciate dagli uomini e dalle donne attraverso il tempo, e la necessità della letteratura di seguire quelle scie.
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Dal Vero

“Dal vero” è una raccolta di racconti scritti da una giovanissima Matilde Serao, all’età di 22 anni. Questi racconti sono stati la palestra nella quale la Serao ha iniziato ad esprimersi nella lingua del verismo, anche se, come lei stessa ammise, ancora troppo ostacolata dalle idee. i racconti sono, tuttavia, piacevoli perché traspirano, nei personaggi, nella descrizione degli ambienti e nelle stesse parole, di una sensualità incontenibile, di un desiderio di fresca trasgressione. Lo stile narrativo è vario, passando da dialoghi serrati a descrizioni minuziose, sempre con l’aiuto di un lessico ricco ed elegante. Matilde Serao è stata una scrittrice e giornalista italiana, protagonista del rinnovamento della letteratura e del giornalismo italiano negli anni cruciali tra Ottocento e Novecento. Oltre ad aver lavorato intensamente come giornalista, fu autrice di settanta fra romanzi e raccolte di racconti, la maggior parte di impronta verista. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino di Napoli.
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Dai bassifondi di Klittmann City

Nei bassifondi di una città monoblocco, su un pianeta di un’altra galassia, rivivremo – ma per poco – gli anni ruggenti di Chicago e di New York. Tra i viadotti, le arcate, le rampe, i contrafforti di un’allucinante architettura, sentiremo urlare le mastodontiche vedette cingolate della polizia e crepitare le armi dei fuorilegge. Poi la disperata avventura di un boss della mala del futuro, e di un piccolo gangster che è diventato il suo braccio destro, si sposterà di colpo sulla Vecchia Terra.
Copertina di Karel Thole

Daemonslayer (Lo sventrademoni). Gotrek & Felix. Warhammer

Gotrek Gurnisson, lo spericolato nano appartenente alla setta guerriera degli Sventratori, e il suo compagno umano, il cantastorie e avventuriero Felix Jaeger, sono la più improbabile delle coppie. Il primo è in cerca di una morte gloriosa in battaglia per recuperare l’onore perduto, mentre il secondo ha promesso di trasformare le gesta del compagno in un’epica saga poetica che dia a entrambi l’immortalità. Insieme gireranno in lungo e in largo per i confini dell’impero, affrontando ogni sorta di orrori e pericoli. Riuscirà Gotrek a trovare un avversario degno della sua forza?

Da Samarra a Samarcanda

La storia la conosciamo tutti. Un uomo si accorge che la Morte lo sta fissando con occhi cattivi e chiede un cavallo veloce per sfuggirle; cavalca tutta la notte per arrivare in un luogo lontano, solo per scoprire che la Nera Signora era proprio lì che lo aspettava. È una storia molto nota e tutti hanno la convinzione sia di origine persiana o araba, comunque mediorientale: la verità è che tutti hanno sentito questo racconto citato da un occidentale, non da un mediorientale. E se la storia della Morte inevitabile fosse molto più europea e moderna di quanto pensiamo?

Lucius Etruscus è vice-curatore di ThrillerMagazine e redattore di SherlockMagazine, gestore del database “Gli Archivi di Uruk” e di vari altri blog, come “Fumetti Etruschi” (recensioni di fumetti di ogni genere), “Il Zinefilo” (dedicato al cinema di serie Z), il “CitaScacchi” (citazioni scacchistiche da ogni forma di comunicazione) ed altri ancora. Scrive saggi su riviste on line, ha partecipato (sia come giuria che come autore) al romanzo corale “Chi ha ucciso Carlo Lucarelli?” (Bacchilega Editore) e su ThrillerMagazine ha raccontato le indagini del detective bibliofilo Marlowe… non “quel” Marlowe, i cui retroscena (ed altro ancora) sono narrati nel blog “NonQuelMarlowe”.

Da qui all’eternità

A sessant’anni dalla prima edizione, Da qui all’eternità è al tempo stesso un classico della letteratura americana e un romanzo ancora magnifico e vitalissimo. E finalmente quello che è stato tra i più grandi successi letterari del Novecento può essere letto in versione integrale, senza le censure che lo avevano martoriato all’epoca del Maccartismo privandolo delle scene e dei dialoghi più realistici della vita militare, del linguaggio osceno e dei dettagliati quadri della repressione sessuale dei soldati, per i quali c’erano solo i bordelli oppure le esperienze omosessuali (‘Almeno mi faccio un paio di bicchieri e tiro fuori l’uccello’, spiega il soldato Maggio in una scena censurata). Non solo: la versione integrale ci dice che pari attenzione era stata posta a rimuovere i passaggi pruriginosi anche dal punto di vista politico, come i brani dedicati al pacifismo della classe operaia del Midwest, quella che forniva la massa delle truppe di fanteria. È il 1941 nella base di Schofield sull’isola hawaiana di Oahu, poco prima dell’attacco a Pearl Harbor. I protagonisti sono due soldati dalla testa dura: Robert Prewitt, un trombettiere di talento ed ex pugile deciso a non salire più sul ring, e Milton Warden, un sergente di ferro, cinico e beffardo ma dotato di un suo personale senso di giustizia. Al centro delle vicende dei due protagonisti e dei loro comprimari – il piccolo e indistruttibile Maggio, italoamericano di Brooklyn; il caporale Bloom e il suo dramma di essere ebreo; i due vitali ma malinconici omosessuali Hal e Tommy; l’intellettuale e filosofo sempre in carcere Jack Malloy – vi sono le relazioni di Warden e Prewitt, tra loro e con le loro donne: Karen, la moglie del capitano Holmes, fragile e alla disperata ricerca di essere amata; e Lorene, la prostituta determinata a diventare un giorno, altrove, una donna e una moglie rispettabile. James Jones – come Steinbeck, la cui Valle dell’Eden apparve l’anno successivo – sostiene il suo grintoso realismo narrativo con un possente impianto mitologico. Sono assenti i grandi eroi dei film di guerra degli anni Quaranta e gli epici campi di battaglia. Si spara solo alla fine, la mattina del 7 dicembre 1941 dai tetti della caserma contro gli Zero dei Japs. Il lettore sprofonda invece tra uomini decaduti sullo sfondo del paradiso hawaiano: bordelli stipati nel giorno di paga, gioco d’azzardo, razzismo, violenza verbale, fisica, psichica, sessuale, fino alle torture della Palizzata, il carcere militare. James Jones scrisse un romanzo migliore di quello che fu pubblicato da Scribner’s nel 1951. La presente edizione, basata sul manoscritto conservato presso l’Università dell’Illinois e sulle lettere di protesta di Jones, ripristina il testo originale che l’autore tentò a tutti i costi di difendere.
(source: Bol.com)

Da lontano sembrano mosche

Il signor Machi è un uomo potente a Buenos Aires e la sua arroganza è pari alla sua ricchezza. Tra una sniffata di coca e un servizietto di qualche giovane donna in cerca di favori, inebriato dal proprio successo, si illude che resterà sempre sulla cresta dell’onda. Un giorno, alla guida della sua Bmw nera da duecentomila dollari, fora una gomma e scopre nel bagagliaio un cadavere sfigurato da un colpo di pistola a bruciapelo. E qui inizia l’incalzante serie di disavventure che, in una mattinata di discesa all’inferno, dimostra al protagonista che tutte le sue certezze e la sua sicumera sono materia corruttibile quanto la società in cui sguazzava. Percorre affannosamente la città in cerca di chi gli abbia giocato questo brutto tiro, ma sono tanti quelli che lui ha schiacciato e umiliato, e sono sempre stati così insignificanti che “da lontano sembrano mosche”. Kike Ferrari usa con disinvoltura il genere noir per narrare con spietata ironia il marciume della società contemporanea, in un romanzo ricco di colpi di scena e dialoghi fulminanti, con personaggi che appartengono a un mondo di cui riconosciamo le similitudini fin troppo “da vicino”.

(source: Bol.com)

Da Lenin a Stalin. 1917-1937. Cronaca di una rivoluzione tradita

A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre cosa sappiamo di quegli eventi? Quanto è rimasto nelle generazioni più giovani di quella storia complessa, violenta, alla lunga perdente – e tuttavia animata da un profondo afflato ideale, guidato da ideali di uguaglianza, giustizia e libertà -, che i libri di storia chiamano Rivoluzione comunista? I trentenni di oggi sono nati in un mondo che non è più diviso in due da una cortina di ferro. Dopo la caduta del muro di Berlino l’universo comunista si è rapidamente dissolto, e la storia di quel mondo, che una generazione fa era ben nota e aspramente dibattuta nel bene e nel male, è oggi quasi eclissata. Per questo è tanto più importante rileggere lo sviluppo di quegli eventi, il racconto dei primi vent’anni della Rivoluzione, descritti in questo libro forse dal più lucido, appassionato e lungimirante intellettuale e rivoluzionario dell’epoca. Attraverso la narrazione e il prisma interpretativo di Victor Serge – pensatore troppo presto dimenticato, come scrive David Bidussa nella prefazione di questo volume – percepiamo quel mutamento di fini, quello stravolgimento politico e ideologico che fu il passaggio dalla Rivoluzione comunista guidata da Lenin all’istituzione del regime dittatoriale di Stalin. Pochi, come Victor Serge, percepirono per tempo questo stravolgimento come il tradimento di un ideale, denunciandone pubblicamente la barbarie. Ben pochi, come lui, in Russia e in Europa occidentale, furono disposti a subire le conseguenze delle proprie idee, lottando fino all’ultimo per farsi sentire.
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Da domani mi alzo presto

«Milano era per me quell’attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all’improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L’ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l’abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l’altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l’inarrestabile cugina Giulia – l’unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l’ex marito – e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell’uomo schivo e dai modi un po’ formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.
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### Sinossi
«Milano era per me quell’attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all’improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L’ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l’abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l’altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l’inarrestabile cugina Giulia – l’unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l’ex marito – e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell’uomo schivo e dai modi un po’ formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.
### Dalla seconda/terza di copertina
Simona Toma è nata a Lecce nel 1976. Lavora in regia e produzione per il cinema, la televisione e il teatro. Autrice anche di libri per bambini e per ragazzi, per Sperling & Kupfer ha pubblicato il romanzo Mi chiamano Ada. Il suo blog è simonatoma.wordpress.com.

Da Brooklyn al Pianeta di Controllo

Nel primo movimentato capitolo l’azione si svolge su un lontano pianeta e, a quanto sembra, in un lontano futuro. Il secondo capitolo non è meno movimentato, ma l’azione si svolge al giorno d’oggi sulla Terra e precisamente a New York, dove un cronista si sta occupando di un caso di omicidio. Nel terzo capitolo siamo di nuovo sul pianeta, dov’è in corso una fuga spettacolare, ma nel quarto ci ritroviamo sulla Terra, col cronista che sta indagando a Brooklyn. E così di capitolo in avventuroso capitolo, in un crescendo di colpi di scena, le due azioni proseguono perfettamente parallele finché, bruscamente, cominciano a convergere…
Copertina di Karel Thole