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Erotic horror

Erotismo e Morte: un binomio terribile e perfetto, che anima da sempre il nostro immaginario e, in particolare, l’immaginario dell’horror. E maestri indiscussi di questo fortunato genere sono gli autori di cui vengono presentati in questa classica raccolta. Da Richard Matheson a Robert Bloch, da Theodore Sturgeon a Ramsey Campbell, da Harlan Ellison a Richard Laymond, il pantheon della narrativa nera e macabra si riunisce per evocare, fra cinica ironia e gusto del brivido continuato, donne bellissime e crudeli, congegni malefici, sedute necrofile, insetti pericolosissimi, il tutto innervato da un erotismo che si torce in lussuria e mette in crisi le possibilità umane aprendosi a diaboliche suggestioni. In poche parole: inoltratevi fiduciosi in queste storie, ma tenetevi saldi, perché la paura è sempre in attesa dietro la porta. Dietro la prossima pagina.
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Erotismo e Morte: un binomio terribile e perfetto, che anima da sempre il nostro immaginario e, in particolare, l’immaginario dell’horror. E maestri indiscussi di questo fortunato genere sono gli autori di cui vengono presentati in questa classica raccolta. Da Richard Matheson a Robert Bloch, da Theodore Sturgeon a Ramsey Campbell, da Harlan Ellison a Richard Laymond, il pantheon della narrativa nera e macabra si riunisce per evocare, fra cinica ironia e gusto del brivido continuato, donne bellissime e crudeli, congegni malefici, sedute necrofile, insetti pericolosissimi, il tutto innervato da un erotismo che si torce in lussuria e mette in crisi le possibilità umane aprendosi a diaboliche suggestioni. In poche parole: inoltratevi fiduciosi in queste storie, ma tenetevi saldi, perché la paura è sempre in attesa dietro la porta. Dietro la prossima pagina.
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Elogio dell’ozio

**NOBEL LETTERATURA 1950** Elogio dell’ozio è il titolo di uno dei quindici saggi che compongono questa raccolta, in cui Russell tratta non solo delle qualità dell’ozio, spiegando che per poter dedicare sufficiente tempo alla riflessione e alle idee, l’uomo non dovrebbe riservare al lavoro più di quattro ore al giorno, ma anche di molti altri temi di grande rilevanza filosofica, politica e sociale. E quindi ci mette sull’avviso dai pericoli derivanti dall’eccesso di zelo, invitandoci a considerare l’importanza della contemplazione; analizza problemi architettonici in chiave sociologica; critica il comunismo così come il fascismo; affronta temi legati all’educazione, alla società moderna, al benessere dell’anima. La profondità e l’eclettismo degli argomenti trattati fanno di questo testo uno dei più celebri scritti del filosofo più letto del Novecento.
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### Sinossi
**NOBEL LETTERATURA 1950** Elogio dell’ozio è il titolo di uno dei quindici saggi che compongono questa raccolta, in cui Russell tratta non solo delle qualità dell’ozio, spiegando che per poter dedicare sufficiente tempo alla riflessione e alle idee, l’uomo non dovrebbe riservare al lavoro più di quattro ore al giorno, ma anche di molti altri temi di grande rilevanza filosofica, politica e sociale. E quindi ci mette sull’avviso dai pericoli derivanti dall’eccesso di zelo, invitandoci a considerare l’importanza della contemplazione; analizza problemi architettonici in chiave sociologica; critica il comunismo così come il fascismo; affronta temi legati all’educazione, alla società moderna, al benessere dell’anima. La profondità e l’eclettismo degli argomenti trattati fanno di questo testo uno dei più celebri scritti del filosofo più letto del Novecento.

**NOBEL LETTERATURA 1950** Elogio dell’ozio è il titolo di uno dei quindici saggi che compongono questa raccolta, in cui Russell tratta non solo delle qualità dell’ozio, spiegando che per poter dedicare sufficiente tempo alla riflessione e alle idee, l’uomo non dovrebbe riservare al lavoro più di quattro ore al giorno, ma anche di molti altri temi di grande rilevanza filosofica, politica e sociale. E quindi ci mette sull’avviso dai pericoli derivanti dall’eccesso di zelo, invitandoci a considerare l’importanza della contemplazione; analizza problemi architettonici in chiave sociologica; critica il comunismo così come il fascismo; affronta temi legati all’educazione, alla società moderna, al benessere dell’anima. La profondità e l’eclettismo degli argomenti trattati fanno di questo testo uno dei più celebri scritti del filosofo più letto del Novecento.
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### Sinossi
**NOBEL LETTERATURA 1950** Elogio dell’ozio è il titolo di uno dei quindici saggi che compongono questa raccolta, in cui Russell tratta non solo delle qualità dell’ozio, spiegando che per poter dedicare sufficiente tempo alla riflessione e alle idee, l’uomo non dovrebbe riservare al lavoro più di quattro ore al giorno, ma anche di molti altri temi di grande rilevanza filosofica, politica e sociale. E quindi ci mette sull’avviso dai pericoli derivanti dall’eccesso di zelo, invitandoci a considerare l’importanza della contemplazione; analizza problemi architettonici in chiave sociologica; critica il comunismo così come il fascismo; affronta temi legati all’educazione, alla società moderna, al benessere dell’anima. La profondità e l’eclettismo degli argomenti trattati fanno di questo testo uno dei più celebri scritti del filosofo più letto del Novecento.

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Einstein secondo me

Tutti conosciamo Einstein, o almeno pensiamo di conoscerlo: il genio incompreso nascosto nell’oscuro ufficio brevetti di Berna, il bizzarro vecchietto che scorrazza in bicicletta per i viali di Princeton, con i capelli bianchi scarmigliati, il pacifista irriverente che non esita a tirar fuori la lingua davanti ai fotografi. Ma che cosa c’era davvero dietro la superficie di quest’immagine ormai immutabile, cosa nascondeva quel volto immortalato in migliaia di gadget, poster, magliette, tazze, magneti per il frigo, pupazzi? Chi era davvero Einstein e soprattutto che cos’è stato per quelli che l’hanno conosciuto? Ventiquattro scienziati ci raccontano in questo libro che cos’ha rappresentato Einstein per loro e come ne sono stati influenzati, nella vita professionale e personale. Arriviamo così a conoscere l’Einstein più privato, libero dall’aura del saggio che circonda solitamente la sua figura. Materiali inediti e memorie autobiografiche si fondono in un caleidoscopio commovente, nell’affettuoso ricordo di un uomo, rimpianto come amico più che come padre della teoria della relatività. Einstein secondo me è una testimonianza unica del potere che può avere un lascito intellettuale ed è una lettura entusiasmante, alla portata di tutti. John Brockman è scrittore, agente letterario, fondatore della Edge Foundation e animatore dell’omonimo sito web, dedicato alla ‘Terza Cultura’, dove scienziati e intellettuali di primo piano condividono le loro ricerche con il pubblico. In Italia ha pubblicato tra gli altri I nuovi umanisti (2005) e 135 ragioni per essere ottimisti (2009).
(source: Bol.com)

Tutti conosciamo Einstein, o almeno pensiamo di conoscerlo: il genio incompreso nascosto nell’oscuro ufficio brevetti di Berna, il bizzarro vecchietto che scorrazza in bicicletta per i viali di Princeton, con i capelli bianchi scarmigliati, il pacifista irriverente che non esita a tirar fuori la lingua davanti ai fotografi. Ma che cosa c’era davvero dietro la superficie di quest’immagine ormai immutabile, cosa nascondeva quel volto immortalato in migliaia di gadget, poster, magliette, tazze, magneti per il frigo, pupazzi? Chi era davvero Einstein e soprattutto che cos’è stato per quelli che l’hanno conosciuto? Ventiquattro scienziati ci raccontano in questo libro che cos’ha rappresentato Einstein per loro e come ne sono stati influenzati, nella vita professionale e personale. Arriviamo così a conoscere l’Einstein più privato, libero dall’aura del saggio che circonda solitamente la sua figura. Materiali inediti e memorie autobiografiche si fondono in un caleidoscopio commovente, nell’affettuoso ricordo di un uomo, rimpianto come amico più che come padre della teoria della relatività. Einstein secondo me è una testimonianza unica del potere che può avere un lascito intellettuale ed è una lettura entusiasmante, alla portata di tutti. John Brockman è scrittore, agente letterario, fondatore della Edge Foundation e animatore dell’omonimo sito web, dedicato alla ‘Terza Cultura’, dove scienziati e intellettuali di primo piano condividono le loro ricerche con il pubblico. In Italia ha pubblicato tra gli altri I nuovi umanisti (2005) e 135 ragioni per essere ottimisti (2009).
(source: Bol.com)

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Egloghe di Giovanni del Virgilio e di Dante Alighieri: annotate da anonimo contemporaneo

This is an EXACT reproduction of a book published before 1923. This IS NOT an OCR’d book with strange characters, introduced typographical errors, and jumbled words. This book may have occasional imperfections such as missing or blurred pages, poor pictures, errant marks, etc. that were either part of the original artifact, or were introduced by the scanning process. We believe this work is culturally important, and despite the imperfections, have elected to bring it back into print as part of our continuing commitment to the preservation of printed works worldwide. We appreciate your understanding of the imperfections in the preservation process, and hope you enjoy this valuable book.

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L’educazione sentimentale

Sinossi

L’indolente esistenza di Frédéric Moreau, giovane inquieto e scontento, dalle vaghe ambizioni artistiche e sociali, si dipana attraverso esperienze deludenti e infelici. Una lenta usura, che non risparmia nemmeno l’amore tenero e profondo per Madame Arnoux, corrode inesorabilmente la sua sofferta e egotistica interiorità. Da qualcuno considerato il capolavoro di Flaubert, “L’educazione sentimentale” è una delle più amare denunce degli inganni e delle meschine velleitù della società borghese, è il romanzo del fallimento esistenziale di una generazione che non trova risorse contro l’ineludibile sentimento della propria disperante impotenza e mediocrità.

Sinossi

L’indolente esistenza di Frédéric Moreau, giovane inquieto e scontento, dalle vaghe ambizioni artistiche e sociali, si dipana attraverso esperienze deludenti e infelici. Una lenta usura, che non risparmia nemmeno l’amore tenero e profondo per Madame Arnoux, corrode inesorabilmente la sua sofferta e egotistica interiorità. Da qualcuno considerato il capolavoro di Flaubert, “L’educazione sentimentale” è una delle più amare denunce degli inganni e delle meschine velleitù della società borghese, è il romanzo del fallimento esistenziale di una generazione che non trova risorse contro l’ineludibile sentimento della propria disperante impotenza e mediocrità.

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Gli ebrei allo zoo di Varsavia

“Ho fatto solo il mio dovere. Se puoi salvare la vita di qualcuno, è tuo dovere provarci.” Con questa semplicità disarmante Jan Zabiriski, direttore dello zoo di Varsavia negli anni della seconda guerra mondiale, ha parlato della straordinaria impresa grazie alla quale lui e la moglie Antonina sottrassero alla furia nazista più di trecento ebrei. È il 1939, i bombardamenti tedeschi devastano lo storico zoo della capitale polacca: Jan e Antonina reagiscono allo sgomento e salvano gli animali superstiti. Ma ben presto il razzismo nazista si accanisce sugli uomini: quando iniziano i pogrom contro gli ebrei, i due coniugi non esitano a trasformare lo zoo in un rifugio per i perseguitati, creando un mondo alla rovescia in cui gli “ospiti” segreti vengono chiamati con il nome in codice degli animali di cui occupano la gabbia vuota, mentre le bestie portano nomi di persona. Al disprezzo per chi è diverso e alla follia di voler imporre alla natura un disegno mitomane, Jan e Antonina oppongono il rispetto per gli esseri viventi, che siano animali in pericolo o ebrei polacchi, “uomini in via d’estinzione”. Basandosi sul diario di Antonina e su molte altre fonti storiche, l’autrice ha recuperato dall’oblio una storia vera di coraggio e compassione.
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“Ho fatto solo il mio dovere. Se puoi salvare la vita di qualcuno, è tuo dovere provarci.” Con questa semplicità disarmante Jan Zabiriski, direttore dello zoo di Varsavia negli anni della seconda guerra mondiale, ha parlato della straordinaria impresa grazie alla quale lui e la moglie Antonina sottrassero alla furia nazista più di trecento ebrei. È il 1939, i bombardamenti tedeschi devastano lo storico zoo della capitale polacca: Jan e Antonina reagiscono allo sgomento e salvano gli animali superstiti. Ma ben presto il razzismo nazista si accanisce sugli uomini: quando iniziano i pogrom contro gli ebrei, i due coniugi non esitano a trasformare lo zoo in un rifugio per i perseguitati, creando un mondo alla rovescia in cui gli “ospiti” segreti vengono chiamati con il nome in codice degli animali di cui occupano la gabbia vuota, mentre le bestie portano nomi di persona. Al disprezzo per chi è diverso e alla follia di voler imporre alla natura un disegno mitomane, Jan e Antonina oppongono il rispetto per gli esseri viventi, che siano animali in pericolo o ebrei polacchi, “uomini in via d’estinzione”. Basandosi sul diario di Antonina e su molte altre fonti storiche, l’autrice ha recuperato dall’oblio una storia vera di coraggio e compassione.
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Dynostar

L’alta fascia di ozono che circonda la Terra si mantiene grazie a un delicato equilibrio di reazioni chimiche. Ma nel 1974 accurate misurazioni hanno permesso di accertare che la fascia si va assottigliando. La minaccia è spaventosa: senza lo schermo di ozono che assorbe i raggi ultravioletti, il Sole brucerà ogni forma di vita sulla Terra. Chi o che cosa sta dunque distruggendo lo schermo? Nel 1975 si comincia a sospettare la verità e nel 1978 si prendono le prime misure pratiche per scongiurare la catastrofe. Troppo tardi? E le misure sono giuste o sbagliate? Nel 1986 – l’anno in cui si svolge l’azione di questo romanzo – il destino dell’umanità sarà sospeso a due fili: uno scientifico e l’altro puramente poliziesco.

L’alta fascia di ozono che circonda la Terra si mantiene grazie a un delicato equilibrio di reazioni chimiche. Ma nel 1974 accurate misurazioni hanno permesso di accertare che la fascia si va assottigliando. La minaccia è spaventosa: senza lo schermo di ozono che assorbe i raggi ultravioletti, il Sole brucerà ogni forma di vita sulla Terra. Chi o che cosa sta dunque distruggendo lo schermo? Nel 1975 si comincia a sospettare la verità e nel 1978 si prendono le prime misure pratiche per scongiurare la catastrofe. Troppo tardi? E le misure sono giuste o sbagliate? Nel 1986 – l’anno in cui si svolge l’azione di questo romanzo – il destino dell’umanità sarà sospeso a due fili: uno scientifico e l’altro puramente poliziesco.

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Dungeon: Julian & Malcom

Ogni Padrone ha bisogno di possedere e ogni schiavo brama appartenere.
Malcom adora infliggere dolore e ancor di più ama il dolce sapore dell’umiliazione sui propri sottomessi: li desidera docili e remissivi e che gli cedano completamente il controllo del loro corpo.
Con il dolcissimo Julian, però, il solo corpo potrebbe non bastare.
ROMANZO EROTICO CHE SI AVVALE DI UN LINGUAGGIO CRUDO ED ESPLICITO E CONTIENE SCENE DI BDSM PARTICOLARMENTE FORTI, MA SEMPRE CONSENSUALI.
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### Sinossi
Ogni Padrone ha bisogno di possedere e ogni schiavo brama appartenere.
Malcom adora infliggere dolore e ancor di più ama il dolce sapore dell’umiliazione sui propri sottomessi: li desidera docili e remissivi e che gli cedano completamente il controllo del loro corpo.
Con il dolcissimo Julian, però, il solo corpo potrebbe non bastare.
ROMANZO EROTICO CHE SI AVVALE DI UN LINGUAGGIO CRUDO ED ESPLICITO E CONTIENE SCENE DI BDSM PARTICOLARMENTE FORTI, MA SEMPRE CONSENSUALI.

Ogni Padrone ha bisogno di possedere e ogni schiavo brama appartenere.
Malcom adora infliggere dolore e ancor di più ama il dolce sapore dell’umiliazione sui propri sottomessi: li desidera docili e remissivi e che gli cedano completamente il controllo del loro corpo.
Con il dolcissimo Julian, però, il solo corpo potrebbe non bastare.
ROMANZO EROTICO CHE SI AVVALE DI UN LINGUAGGIO CRUDO ED ESPLICITO E CONTIENE SCENE DI BDSM PARTICOLARMENTE FORTI, MA SEMPRE CONSENSUALI.
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### Sinossi
Ogni Padrone ha bisogno di possedere e ogni schiavo brama appartenere.
Malcom adora infliggere dolore e ancor di più ama il dolce sapore dell’umiliazione sui propri sottomessi: li desidera docili e remissivi e che gli cedano completamente il controllo del loro corpo.
Con il dolcissimo Julian, però, il solo corpo potrebbe non bastare.
ROMANZO EROTICO CHE SI AVVALE DI UN LINGUAGGIO CRUDO ED ESPLICITO E CONTIENE SCENE DI BDSM PARTICOLARMENTE FORTI, MA SEMPRE CONSENSUALI.

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Duello nel ghetto: La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata.

Moretto a Roma se lo ricordano ancora. Il suo vero nome è Pacifico di Consiglio e nel 1943 è l’unico ebreo romano che durante l’occupazione nazista resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. Pugile dilettante, la vita di Moretto, come quella di tanti ebrei romani, cambia dopo il 1938. Ma a differenza di altri, Moretto trova il modo per ribellarsi. Fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti. Il Duello nel Ghetto di Roma fra Moretto e Roselli si gioca tutto nel quartiere a ridosso del Tevere. Una manciata di strade fino a pochi anni prima orgoglio di convivenza e poi diventate teatro di un mondo braccato: famiglie numerose nascoste nel timore della cattura, uomini obbligati a pagare affitti da capogiro a protettori-sfruttatori, donne e bambini rifugiati in conventi dove spesso tentano di convertirli, sopravvissuti per caso o fortuna al 16 ottobre tornati a risiedere nel Ghetto sfidando la sorte. Per costoro scarseggia il cibo, la morte è in agguato, non possono fidarsi di nessuno ma le voci che si rincorrono su Moretto dimostrano che si può continuare a resistere.
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### Sinossi
Moretto a Roma se lo ricordano ancora. Il suo vero nome è Pacifico di Consiglio e nel 1943 è l’unico ebreo romano che durante l’occupazione nazista resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. Pugile dilettante, la vita di Moretto, come quella di tanti ebrei romani, cambia dopo il 1938. Ma a differenza di altri, Moretto trova il modo per ribellarsi. Fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti. Il Duello nel Ghetto di Roma fra Moretto e Roselli si gioca tutto nel quartiere a ridosso del Tevere. Una manciata di strade fino a pochi anni prima orgoglio di convivenza e poi diventate teatro di un mondo braccato: famiglie numerose nascoste nel timore della cattura, uomini obbligati a pagare affitti da capogiro a protettori-sfruttatori, donne e bambini rifugiati in conventi dove spesso tentano di convertirli, sopravvissuti per caso o fortuna al 16 ottobre tornati a risiedere nel Ghetto sfidando la sorte. Per costoro scarseggia il cibo, la morte è in agguato, non possono fidarsi di nessuno ma le voci che si rincorrono su Moretto dimostrano che si può continuare a resistere.

Moretto a Roma se lo ricordano ancora. Il suo vero nome è Pacifico di Consiglio e nel 1943 è l’unico ebreo romano che durante l’occupazione nazista resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. Pugile dilettante, la vita di Moretto, come quella di tanti ebrei romani, cambia dopo il 1938. Ma a differenza di altri, Moretto trova il modo per ribellarsi. Fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti. Il Duello nel Ghetto di Roma fra Moretto e Roselli si gioca tutto nel quartiere a ridosso del Tevere. Una manciata di strade fino a pochi anni prima orgoglio di convivenza e poi diventate teatro di un mondo braccato: famiglie numerose nascoste nel timore della cattura, uomini obbligati a pagare affitti da capogiro a protettori-sfruttatori, donne e bambini rifugiati in conventi dove spesso tentano di convertirli, sopravvissuti per caso o fortuna al 16 ottobre tornati a risiedere nel Ghetto sfidando la sorte. Per costoro scarseggia il cibo, la morte è in agguato, non possono fidarsi di nessuno ma le voci che si rincorrono su Moretto dimostrano che si può continuare a resistere.
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Moretto a Roma se lo ricordano ancora. Il suo vero nome è Pacifico di Consiglio e nel 1943 è l’unico ebreo romano che durante l’occupazione nazista resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. Pugile dilettante, la vita di Moretto, come quella di tanti ebrei romani, cambia dopo il 1938. Ma a differenza di altri, Moretto trova il modo per ribellarsi. Fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti. Il Duello nel Ghetto di Roma fra Moretto e Roselli si gioca tutto nel quartiere a ridosso del Tevere. Una manciata di strade fino a pochi anni prima orgoglio di convivenza e poi diventate teatro di un mondo braccato: famiglie numerose nascoste nel timore della cattura, uomini obbligati a pagare affitti da capogiro a protettori-sfruttatori, donne e bambini rifugiati in conventi dove spesso tentano di convertirli, sopravvissuti per caso o fortuna al 16 ottobre tornati a risiedere nel Ghetto sfidando la sorte. Per costoro scarseggia il cibo, la morte è in agguato, non possono fidarsi di nessuno ma le voci che si rincorrono su Moretto dimostrano che si può continuare a resistere.

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Le due Marianne. In appendice: I coniugi Spazzoletti

Questo testo data presumibilmente 1896, anno della sua rappresentazione presso il teatrino “familiare” di Paderno Dugnano, luogo di villeggiatura dei De Marchi. La messinscena fu dello stesso autore che ebbe un ruolo nella recitazione accanto ad altri attori dilettanti. L’intera commedia prende le mosse da un fortuito scambio di mogli dallo stesso nome, le due Marianne del titolo, verificatosi in una stazione ferroviaria al momento della partenza di un treno. L’equivoco innesta subito il confronto comico, e fra i quattro protagonisti si propone un felice contrasto, sia per la differenza di età, sia per la diversa estrazione sociale. Ciò che attrae il lettore, tuttavia, non è soltanto la “fabula”, ma i vari registri linguistici e stilistici con cui De Marchi compone il suo testo, rivelatori non solo della maestria dell’autore, ma insieme specchio e simbolo di una realtà sociale che l’autore è sempre incline a misurare e interpretare.

Questo testo data presumibilmente 1896, anno della sua rappresentazione presso il teatrino “familiare” di Paderno Dugnano, luogo di villeggiatura dei De Marchi. La messinscena fu dello stesso autore che ebbe un ruolo nella recitazione accanto ad altri attori dilettanti. L’intera commedia prende le mosse da un fortuito scambio di mogli dallo stesso nome, le due Marianne del titolo, verificatosi in una stazione ferroviaria al momento della partenza di un treno. L’equivoco innesta subito il confronto comico, e fra i quattro protagonisti si propone un felice contrasto, sia per la differenza di età, sia per la diversa estrazione sociale. Ciò che attrae il lettore, tuttavia, non è soltanto la “fabula”, ma i vari registri linguistici e stilistici con cui De Marchi compone il suo testo, rivelatori non solo della maestria dell’autore, ma insieme specchio e simbolo di una realtà sociale che l’autore è sempre incline a misurare e interpretare.

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Un Drink Prima Di Uccidere (A Drink Before the War)

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Un drink prima di uccidere (A Drink Before the War) by Dennis Lehane
Il senatore Mulkern è un uomo potente, di quelli che sembrano in grado di spegnere il sole con un cenno della mano. Ma il suo potere non è senza ombre. E quando Jenna, una donna di colore che faceva le pulizie alla State House di Boston, scompare con alcuni documenti, Mulkern si rivolge ai detective Pat Kenzie e Angie Gennaro per rintracciarla. Roba che scotta, questioni politiche riservate, dice il senatore. Ma scovare quella donna significa decretarne la condanna a morte; e Jenna viene infatti freddata subito dopo aver dato a Kenzie una foto altamente compromettente. Il rifiuto di Pat di consegnare l’immagine scatena l’ira di Mulkern e, allo stesso tempo, di due delle principali bande di strada di Boston, che all’improvviso minacciano di infiammare la città. Scoprire il filo rosso che lega la State House ai due capibanda è l’unico modo per il detective di mettere fine a una guerra che si fa sempre più cruenta. Perché per strada c’è un solo modo di fare giustizia¿

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Un drink prima di uccidere (A Drink Before the War) by Dennis Lehane
Il senatore Mulkern è un uomo potente, di quelli che sembrano in grado di spegnere il sole con un cenno della mano. Ma il suo potere non è senza ombre. E quando Jenna, una donna di colore che faceva le pulizie alla State House di Boston, scompare con alcuni documenti, Mulkern si rivolge ai detective Pat Kenzie e Angie Gennaro per rintracciarla. Roba che scotta, questioni politiche riservate, dice il senatore. Ma scovare quella donna significa decretarne la condanna a morte; e Jenna viene infatti freddata subito dopo aver dato a Kenzie una foto altamente compromettente. Il rifiuto di Pat di consegnare l’immagine scatena l’ira di Mulkern e, allo stesso tempo, di due delle principali bande di strada di Boston, che all’improvviso minacciano di infiammare la città. Scoprire il filo rosso che lega la State House ai due capibanda è l’unico modo per il detective di mettere fine a una guerra che si fa sempre più cruenta. Perché per strada c’è un solo modo di fare giustizia¿

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Dossier Brimstone

Sinossi

L’ultima notte della sua vita, il critico d’arte Jeremy Grove invita a cena le tre persone che più lo odiano al mondo. Il mattino seguente viene trovato arso vivo in una camera chiusa dall’interno. L’indagine riunisce una delle più formidabili équipe investigative di tutti i tempi: l’agente speciale Aloysius F.X. Pendergast dell’FBI e il duro poliziotto Vincent D’Agosta, cui ben presto si aggiunge il capitano Laura Hayward della Polizia di New York. Quando anche un noto produttore discografico viene trovato bruciato vivo nel suo lussuoso appartamento la situazione diviene incontrollabile: c’è chi parla di combustione spontanea, chi ritiene che sia opera del diavolo e chi le interpreta come le prime avvisaglie di un’imminente apocalisse…

Sinossi

L’ultima notte della sua vita, il critico d’arte Jeremy Grove invita a cena le tre persone che più lo odiano al mondo. Il mattino seguente viene trovato arso vivo in una camera chiusa dall’interno. L’indagine riunisce una delle più formidabili équipe investigative di tutti i tempi: l’agente speciale Aloysius F.X. Pendergast dell’FBI e il duro poliziotto Vincent D’Agosta, cui ben presto si aggiunge il capitano Laura Hayward della Polizia di New York. Quando anche un noto produttore discografico viene trovato bruciato vivo nel suo lussuoso appartamento la situazione diviene incontrollabile: c’è chi parla di combustione spontanea, chi ritiene che sia opera del diavolo e chi le interpreta come le prime avvisaglie di un’imminente apocalisse…

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La donna da mangiare : Romanzo

Marian McAlpin è una giovane donna canadese spiritosa e ben educata. Ha un lavoro insoddisfacente per le “Indagini di mercato Seymour”, un fidanzato di nome Peter e un’amica femminista con cui divide l’appartamento. Un giorno Marian diventa matta, o pensa di esserlo diventata dato che all’improvviso smette di mangiare. Il fatto è che non riesce più a capire la differenza fra sé e il cibo. ˆ come se vivesse nel terrore di essere divorata. Dal lavoro, dagli amici, dal fidanzato. E per non farsi mangiare, non mangia. Comincia così una riscossa tragicomica contro tutti i potenziali divoratori.

Marian McAlpin è una giovane donna canadese spiritosa e ben educata. Ha un lavoro insoddisfacente per le “Indagini di mercato Seymour”, un fidanzato di nome Peter e un’amica femminista con cui divide l’appartamento. Un giorno Marian diventa matta, o pensa di esserlo diventata dato che all’improvviso smette di mangiare. Il fatto è che non riesce più a capire la differenza fra sé e il cibo. ˆ come se vivesse nel terrore di essere divorata. Dal lavoro, dagli amici, dal fidanzato. E per non farsi mangiare, non mangia. Comincia così una riscossa tragicomica contro tutti i potenziali divoratori.

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Dizionarietto rompitascabile

Pubblicato una prima volta nel 1928 nell’Almanacco Letterario Mondadori e successivamente ristampato con «un’appendice egocentrica» inerente alla propria produzione editoriale, questo libretto in forma di dizionario è una promessamantenuta di felice lettura per chiunque ami i libri.
Contiene notizie e commenti sulle Case editrici del tempo, allora,diversamente da oggi, equamente distribuite sull’intero territorio nazionale. I tratti sono rapidi, acuti. Formíggini incide con sottile ironia all’interno delle varie realtà editoriali, ma sempre in modo garbato, divertente. E attraverso la scrittura rivelala propria indole, le proprie tendenze: l’amore per l’aneddoto e per il ridere e insieme il desiderio di dare dignità e consapevolezza di sé alla coeva industria editoriale.

Pubblicato una prima volta nel 1928 nell’Almanacco Letterario Mondadori e successivamente ristampato con «un’appendice egocentrica» inerente alla propria produzione editoriale, questo libretto in forma di dizionario è una promessamantenuta di felice lettura per chiunque ami i libri.
Contiene notizie e commenti sulle Case editrici del tempo, allora,diversamente da oggi, equamente distribuite sull’intero territorio nazionale. I tratti sono rapidi, acuti. Formíggini incide con sottile ironia all’interno delle varie realtà editoriali, ma sempre in modo garbato, divertente. E attraverso la scrittura rivelala propria indole, le proprie tendenze: l’amore per l’aneddoto e per il ridere e insieme il desiderio di dare dignità e consapevolezza di sé alla coeva industria editoriale.

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Dizionarietto rompitascabile

Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull’Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una “seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un’appendice egocentrica”. Qui si omette l’appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l’autore si muove nel panorama dell’editoria, sia per l’efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell’editoria del primo 900 italiano.

Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull’Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una “seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un’appendice egocentrica”. Qui si omette l’appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l’autore si muove nel panorama dell’editoria, sia per l’efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell’editoria del primo 900 italiano.

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