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Parla, ricordo: un’autobiografia rivisitata

Con la “particolare nitidezza” di qualcosa che si vede dall’altro capo di un telescopio, minuscolo ma provvisto dello smalto allucinatorio di una decalcomania, Nabokov ha lasciato affiorare dalle pagine di questo libro la sua fanciullezza nella “Russia leggendaria” precedente alla Rivoluzione, troppo perfetta e troppo felice per non essere condannata a un dileguamento istantaneo e totale, sospingendo poi il ricordo fino all’apparizione dello “splendido fumaiolo” della nave che lo avrebbe condotto in America nel 1940. “Il dettaglio è sempre benvenuto”: questa regola aurea dell’arte di Nabokov forse mai fu applicata da lui stesso con altrettanta determinazione come in “Parla, ricordo”. Qui l’ebbrezza dei dettagli che scintillano in una prosa furiosamente cesellata diventa il mezzo più sicuro, se non l’unico, per salvare una moltitudine di istanti e di profili altrimenti destinati a essere inghiottiti nel silenzio, fissandoli in parole che si offrono come “miniature traslucide, tascabili paesi delle meraviglie, piccoli mondi perfetti di smorzate sfumature luminescenti”. Compiuta l’operazione da stagionato prestigiatore itinerante, Nabokov riarrotola il suo “tappeto magico, dopo l’uso, così da sovrapporre l’una all’altra parti diverse del disegno”. E aggiunge: “E che i visitatori inciampino pure”. Cosa che ogni lettore farà…

Paris la nuit

Giunta a Parigi per iscriversi all’Istituto di lingue orientali, ospite di un’amica lesbica che nasconde più di un segreto, Valérie ben presto conosce Pipo, un enigmatico tassista che le svela angoli nascosti e inimmaginabili della città che non compaiono su nessuna guida turistica. Valérie viene coinvolta in intense nottate hard tra orge sadomaso e sedute con prostitute e travestiti, e racconta tutto ciò che vede trasformandosi in una sorta di cronista-voyeur. Esperienze forti, sul filo del feticismo e della perversione, che la costringono a rimettere in discussione la propria identità sessuale. Un racconto autobiografico che si legge come un romanzo.
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Parigi: Weekend a…

Se volete visitare Parigi in un weekend lungo o per un breve soggiorno, questo volume fa proprio al caso vostro. Una guida agile, dove è possibile trovare tutto il meglio per organizzare una vacanza ”alla grande” nel tempo a disposizione. Quattro itinerari selezionati guidano alla scoperta dei luoghi da non perdere. In più tanti indirizzi per gli appassionati di shopping: dalle boutique dell’alta moda ai grandi magazzini, dagli atelier degli artisti ai colorati marchés au puces. Per i più golosi non manca una scelta di ristoranti, bistrot e brasserie dove gustare una soupe à l’oignon o una choucroute, un confit de canard o un plateau de fromages. E se cercate un albergo ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche: dai grandi templi del lusso ai deliziosi hôtels de charme, dall’atmosfera inconfondibilmente francese. La guida è completata da un dettagliato apparato di cartine, per aiutare il lettore a raggiungere agevolmente tutti i principali punti di interesse.
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### Sinossi
Se volete visitare Parigi in un weekend lungo o per un breve soggiorno, questo volume fa proprio al caso vostro. Una guida agile, dove è possibile trovare tutto il meglio per organizzare una vacanza ”alla grande” nel tempo a disposizione. Quattro itinerari selezionati guidano alla scoperta dei luoghi da non perdere. In più tanti indirizzi per gli appassionati di shopping: dalle boutique dell’alta moda ai grandi magazzini, dagli atelier degli artisti ai colorati marchés au puces. Per i più golosi non manca una scelta di ristoranti, bistrot e brasserie dove gustare una soupe à l’oignon o una choucroute, un confit de canard o un plateau de fromages. E se cercate un albergo ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche: dai grandi templi del lusso ai deliziosi hôtels de charme, dall’atmosfera inconfondibilmente francese. La guida è completata da un dettagliato apparato di cartine, per aiutare il lettore a raggiungere agevolmente tutti i principali punti di interesse.

Parigi, amore e altri disastri

Nadia ha trent’anni un lavoro impegnativo ma che le piace, una famiglia che le vuole bene e un problema: è innamorata del suo capo dal primo momento in cui l’ha visto. Un giorno decide di dare le dimissioni e allontanarsi da lui, Andrea. Ha già la lettera di licenziamento in mano pronta a essere consegnata quando lui la sorprende invitandola a cena. Nadia accetta e finiscono con il passare la notte insieme. Quando al mattino si risvegliano nello stesso letto, Andrea la illude facendole credere di essere interessato ad avere una relazione con lei e le fa delle promesse che sa di non poter mantenere. Le dà un appuntamento a cui non si presenta e a questo punto Nadia, infuriata e sconvolta, dà davvero le dimissioni e lascia Torino per fuggire a Parigi dagli zii, dove è decisa a ricominciare una nuova vita lontana dal passato che l’ha ferita e, soprattutto, lontana da Andrea. Una storia romantica, frizzante e un po’ folle ambientata nella splendida Parigi.
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Parigi in 7 giorni: Itinerario per una settimana a Parigi

Non sai da dove iniziare ad organizzare il tuo viaggio a Parigi?
Parigi in 7 giorni ha lo scopo di essere una guida smart e rapida da essere consultata. 
Fornisce un itinerario completo per girare la città una settimana.
La guida è volutamente sintetica in modo che le informazioni risaltino subito all’occhio, specialmente quando la si usa in viaggio.
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### Sinossi
Non sai da dove iniziare ad organizzare il tuo viaggio a Parigi?
Parigi in 7 giorni ha lo scopo di essere una guida smart e rapida da essere consultata. 
Fornisce un itinerario completo per girare la città una settimana.
La guida è volutamente sintetica in modo che le informazioni risaltino subito all’occhio, specialmente quando la si usa in viaggio.

Parigi 13 Novembre: Sangue, Morti, Caos. La Letteratura Araba Ci Spiega Perché.

Io voglio spiegarvi perché il 13 Novembre 2015, a Parigi, poche persone ne hanno uccise e ferite centinaia in nome di Allah.
Esistono molteplici modi per inquadrare lo spirito di un popolo, le sue leggi e le tradizioni che, sedimentatesi, hanno prodotto ciò che vengono considerati sentimento nazionale, patriottismo e quei fenomeni di fratellanza che, con retaggi ancestrali, spingono gli uomini di una stessa etnia, di uno stesso credo, a proteggersi reciprocamente e a difendere la società dei propri valori causando inspiegabili atti discriminatori e coercitivi verso ciò che è esterno al proprio mondo. Si potrebbero studiare testi storiografici per comprendere le origini di quei moti che hanno fatto sì che una determinata popolazione si stanziasse in confini più o meno precisi e predominasse sulle altre, un esame delle costituzioni e degli atti ufficiali offrirebbe segnali chiari su come si è evoluta la società in quella zona e come si sia inteso preservare l’ordine costituito, testi di archivi pubblici deluciderebbero circa gli usi e i costumi in quelle terre. Ad ogni modo, qualunque tipo di studio asettico e non trasversale risulterebbe incompleto e settario al fine di comprendere la mentalità comune dei cittadini di una stessa nazione. Ciò che invece trascende dal singolo campo di studi ed è investito totalmente da ogni granello sociale, da ogni piccolo ingranaggio del già citato spirito di un popolo, è la poliedrica letteratura. Comparando le letterature di differenti età, dal V secolo preislamico al movimentato XX secolo delle grandi guerre, e di differenti regioni geografiche, dall’India al Maghreb, passando per il Medio Oriente, in questo lavoro si intende scovare tutti quei testi letterari che hanno potuto incidere nella mente delle genti islamiche un segno, un preconcetto, un’immagine precisa del vastissimo campo della guerra, con le sue cause e conseguenze. È obiettivo di questo studio comprendere quanto un libro e la sua diffusione possano condizionare le scelte quotidiane del cittadino comune come del politico più influente, con l’acme raggiunto dal Corano, identificativo della devozione che spesso si confonde con il fanatismo e indice di una religiosità senza margine critico-giudiziale offerta ai proseliti. L’analisi tematica, stilistica e letteraria più in generale dei testi scelti in base a criteri di popolarità nel mondo islamico, di una sorta di variatio geografica e cronologica e di inclinazione verso temi bellici convoglierà nel finale in un excursus sull’ultimo grande genio del Jihād, Osāma bin Muhammad bin ‘Awaḍ bin Lāden.

Parigi

Per Tarkowski le donne sono un’attrazione costante e prepotente, un sogno ed un desiderio che non conosce pause. In questo romanzo (il secondo dopo ‘Vincent’) l’autore racconta un’avventura d’amore che vede come protagonista una splendida ragazza di Parigi: Renèe. Dialoghi dolcemente sboccati, memorabili e miserabili prodezze di un’esistenza randagia e rigorosamente ‘literary urban’. Un audace confronto tra un picaro ed una Venere. Il sapersi prendere in giro diventando l’eroe di se stesso perché “degli altri poco me ne importa”.

La paranza dei bambini

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere.
La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino.
Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.
Roberto Saviano entra implacabile nella realtà che ha sempre indagato e ci immerge nell’autenticità di storie immaginate con uno straordinario romanzo di innocenza e sopraffazione. Crudo, violento, senza scampo.
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### Sinossi
Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere.
La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino.
Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.
Roberto Saviano entra implacabile nella realtà che ha sempre indagato e ci immerge nell’autenticità di storie immaginate con uno straordinario romanzo di innocenza e sopraffazione. Crudo, violento, senza scampo.

Paramhansa Yogananda. Una biografia

Con riflessioni e ricordi personaliQuesto libro entusiasmerà i milioni di lettori dell’Autobiografia di uno yogi di Yogananda e tutti coloro che desiderano lasciarsi ispirare da questo grande maestro.E’ l’unica biografia completa del grande Maestro scritta da un suo discepolo diretto e contiene molte storie inedite sulla sua vita, sentite raccontare direttamente o vissute insieme a lui dall’Autore: alcune deliziosamente umane, altre profondamente edificanti, molte che contengono miracoli al pari di quelli narrati nella Bibbia.Grazie alla sua vivida memoria, Kriyananda ci regala racconti affascinanti in un’ispirante immagine a tutto tondo, cogliendone tutti gli aspetti del grande guru: la sua saggezza, il suo umorismo, la sua gioia contagiosa, il suo amore infinito.Senti il potere della coscienza divina di Yogananda attraverso l’amorevole racconto di uno dei suoi pochi discepoli diretti tuttora viventi! Una biografia imperdibile!

Papillon

Accusato di un omicidio che non ha commesso, Henri Charrière, detto Papillon per la farfalla tatuata sul torace, venticinquenne, viene condannato all’ergastolo. Non fa tragedie, non denuncia nessuno. Non ricorre neppure in appello. La sua sola speranza è la fuga. Quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un fantasioso romanzo d’avventura è invece una straordinaria storia vera: le vicende narrate dall’autore e protagonista sono in realtà ricordi di trent’anni trascorsi nelle peggiori galere del mondo, tra la Caienna e l’Isola del Diavolo, dove il sole brucia tutto e l’oceano si perde all’orizzonte. Anni consumati nella fatica di sopravvivere e in tentativi di fuga sempre più rocamboleschi.
Accusato di un omicidio che non ha commesso, Henri Charrière, detto Papillon per la farfalla tatuata sul torace, venticinquenne, viene condannato all’ergastolo. Non fa tragedie, non denuncia nessuno. Non ricorre neppure in appello. La sua sola speranza è la fuga. Quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un fantasioso romanzo d’avventura è invece una straordinaria storia vera: le vicende narrate dall’autore e protagonista sono in realtà ricordi di trent’anni trascorsi nelle peggiori galere del mondo, tra la Caienna e l’Isola del Diavolo, dove il sole brucia tutto e l’oceano si perde all’orizzonte. Anni consumati nella fatica di sopravvivere e in tentativi di fuga sempre più rocamboleschi.

Papà, mamma e gender

Le discriminazioni e la violenza contro le donne e le persone omosessuali e transessuali sono oggi, almeno a parole, unanimemente condannate in Italia. Una frattura profonda divide invece il Paese quando si discute dei mezzi per combattere questi mali.
Al centro del durissimo dibattito c’è la cosiddetta “teoria del gender”. Da un lato, i sostenitori sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano.
È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un “conflitto di interpretazioni” perché ha a che fare con “le caverne oscure, i labirinti impenetrabili” che ci sono dentro ognuno di noi.
Sulla questione, Michela Marzano fa convergere la luce – a tratti incandescente – di tutta la sua passione, sensibilità e intelligenza. Raro esempio di “filosofa pubblica”, spiega nitidamente al lettore la genesi e le implicazioni dell’idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto, come sanno i suoi lettori, non esita mai a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione.
Con il live-tweeting tra l’autrice e il suo pubblico avvenuto durante l’incontro in occasione del Salone del Libro di Torino.
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### Sinossi
Le discriminazioni e la violenza contro le donne e le persone omosessuali e transessuali sono oggi, almeno a parole, unanimemente condannate in Italia. Una frattura profonda divide invece il Paese quando si discute dei mezzi per combattere questi mali.
Al centro del durissimo dibattito c’è la cosiddetta “teoria del gender”. Da un lato, i sostenitori sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano.
È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un “conflitto di interpretazioni” perché ha a che fare con “le caverne oscure, i labirinti impenetrabili” che ci sono dentro ognuno di noi.
Sulla questione, Michela Marzano fa convergere la luce – a tratti incandescente – di tutta la sua passione, sensibilità e intelligenza. Raro esempio di “filosofa pubblica”, spiega nitidamente al lettore la genesi e le implicazioni dell’idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto, come sanno i suoi lettori, non esita mai a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione.
Con il live-tweeting tra l’autrice e il suo pubblico avvenuto durante l’incontro in occasione del Salone del Libro di Torino.

Paolo. Da Tarso a Roma, il cammino di un grande innovatore

“Il più grande missionario”, “il vero fondatore del cristianesimo”, “l’enfant terrible delle origini cristiane”: sono alcune delle definizioni che sono state date di Paolo, una delle figure più affascinanti della cristianità. Ma chi era veramente Paolo di Tarso? Il libro ne ripercorre la formazione culturale, le esperienze e le traversie, i viaggi missionari, illustrando la forza rivoluzionaria del suo pensiero.
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Paolo il caldo

Ultimo romanzo di Vitaliano Brancati,rimasto incompiuto e pubblicatopostumo, Paolo il caldo ha comeprotagonista un giovane siciliano,Paolo Castorini, soggiogato da unasensualità incontrollabile che cerca disfogare prima nell’isola natale, poi aRoma. Le sue avventure, ora tragicheora grottesche, costituiscono una verae propria discesa agli inferi. Paolo,tormentato da quella che sempre piùsi rivela come una diabolica malattia,diviene schiavo di una pulsione eroticatalmente prepotente da sconfinarenel mostruoso e nel demoniaco,mentre in lui si insinua l’esperienzadella corruzione e della vecchiaia.Paolo il caldo è il ritratto in negativo,di straordinaria forza allucinatoria, del”maschio” meridionale, l’ultimo atto diun’epopea in cui, come ha scritto GenoPampaloni, “la sensualità si fa lussuria,fosca e murata prigione, bramosiadell’impossibile, addio all’innocenzae alla ragione”.

Panza e prisenza

Palermo. Un’estate caldissima. E tre poliziotti che più diversi non si potrebbe: il questore Lobianco, severo e forte, Rosario D’Alessandro detto Sasà – amante del cibo e delle donne, affetto da un curioso disturbo della lacrimazione che fa sì che pianga quando si eccita – e Marò Pajno, affascinante e volitiva, relegata in un noioso commissariato di quartiere. I tre sono uniti sin dai primi anni di servizio da un’amicizia più forte di tutto. Tanto che Marò, attratta da entrambi, ha finito per non concedersi a nessuno dei due… Nel medesimo volgere di giorni, Sasà viene incaricato di braccare un boss ricercato da anni e Marò si trova alle prese con un’indagine scottante: chi ha voluto uccidere sulla pubblica piazza uno dei più noti penalisti palermitani? Come se non bastasse, proprio nel momento in cui i due amici avrebbero più bisogno del suo autorevole appoggio, il questore Lobianco sembra preso da altre urgenze. Mentre il caldo avvolge ogni cosa, la barocca festa di Santa Rosalia ricopre le vie della città dei gusci crocchianti dei babbaluci e in riva al mare si levano le preghiere del Ramadan, a Sasà e Marò non resta che ritrovarsi, sera dopo sera, davanti a una tavola imbandita. “Che ti porto?” chiede lui ogni volta, “Panza e prisenza” risponde lei decisa, cioè: solo te stesso e il tuo appetito. Ogni cena una ricetta, preparata da Marò e servita a Sasà in un’atmosfera di speziata ambiguità. Ogni pasto un passo avanti nelle indagini e uno indietro nel gioco di seduzione sempre più pericoloso tra lui e lei, e viceversa… Giuseppina Torregrossa dà forma a un racconto avvolgente, tinto dei colori della sua terra: nerissimo, come il buio che sembra risucchiare inesorabilmente ogni legalità, sin dai gesti più quotidiani, e insieme rosso e profumato come un’arancia succosa. Queste pagine sono un apologo lieve e dolente sull’impossibilità di una giustizia in terra di Sicilia, e al tempo stesso un grande, struggente canto d’amore per quella stessa terra che rinasce ogni giorno dalle proprie ceneri. Come i due protagonisti, che sapranno trovare le risorse per superare una impasse radicale. Perché, in fondo, quel che conta è presentarsi di fronte alla vita con panza e prisenza…

Pantera: Con le illustrazioni di Luca Ralli

“Pantera è di una bellezza narrativa travolgente” Roberto Cotroneo
“Quanti anni aveva? Venti o trenta, non importa, si è regine a qualsiasi età.” L’Accademia dei Tre Principi è una sala da biliardo. È un sotterraneo, un antro favoloso, dove sotto lo sguardo cieco del saggio Borges incrociano le stecche giocatori leggendari come il Puzzone, Elvis, Tremal-Naik, la Mummia, il Professore e Tamarindo. Si svuotano portacenere e si tiene il conto delle battaglie. In quel mondo di soli maschi un giorno fa il suo ingresso Pantera, “snella, flessuosa, pallida”, e la leggenda varca i confini. Quando i migliori cadono, come in un poema cavalleresco i campioni cominciano ad arrivare da lontano. Uscita dal suo racconto, Pantera porge il testimone ad Aixi, una ragazzina innamorata del suo mare, protagonista di una nuova sfida inondata di luce e di mistero.
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### Sinossi
“Pantera è di una bellezza narrativa travolgente” Roberto Cotroneo
“Quanti anni aveva? Venti o trenta, non importa, si è regine a qualsiasi età.” L’Accademia dei Tre Principi è una sala da biliardo. È un sotterraneo, un antro favoloso, dove sotto lo sguardo cieco del saggio Borges incrociano le stecche giocatori leggendari come il Puzzone, Elvis, Tremal-Naik, la Mummia, il Professore e Tamarindo. Si svuotano portacenere e si tiene il conto delle battaglie. In quel mondo di soli maschi un giorno fa il suo ingresso Pantera, “snella, flessuosa, pallida”, e la leggenda varca i confini. Quando i migliori cadono, come in un poema cavalleresco i campioni cominciano ad arrivare da lontano. Uscita dal suo racconto, Pantera porge il testimone ad Aixi, una ragazzina innamorata del suo mare, protagonista di una nuova sfida inondata di luce e di mistero.