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L’italiano nascosto. Una storia linguistica e culturale

L’interpretazione della storia dell’italiano si è a lungo fondata sulla cesura tra lingua letteraria e dialetti: da un lato raffinati cesellatori della pagina, dall’altro una schiera di rozzi interpreti degli idiomi locali. Utilizzando studi recenti e commentando numerosi documenti, anche inediti o rari, questo libro di Enrico Testa propone una visione radicalmente diversa e prospetta l’esistenza, nel corso dei secoli, di una terza componente: un italiano di comunicazione dalla vita nascosta, privo di ambizioni estetiche ma utile a farsi capire. Uno strumento linguistico spesso trasandato che, basato su una forte stabilità di strutture e su un’identità di lunga durata, ha permesso, sotto la spinta di bisogni primari, il concreto definirsi di rapporti tra scriventi (e parlanti) di luoghi e statuti sociali diversi. A comporre questo inconsueto quadro linguistico e culturale sono convocati qui numerosi personaggi, infimi e noti: streghe e servitori, mezzadri e parroci di campagna, mercanti, dragomanni e pescivendoli, mugnai e sovrastanti, briganti e soldati, ma anche catechisti e maestri d’abaco, monache, vescovi e santi insieme a famosi letterati che, nel disbrigo delle loro faccende quotidiane, non esitano a ricorrere a una semplicità comunicativa contigua al mondo subalterno. Un’avventura o percorso nella storia della nostra lingua che consegna al lettore un panorama complesso e iridescente, folto di forme intermedie e in chiaroscuro.
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Italiani si diventa (VINTAGE)

Cosa vuol dire aver fatto il bambino nell’Italia del boom economico e il ragazzo negli anni Settanta, tra ciclostilati, corsi d’inglese e viaggi in Vespa? Ce lo spiega con implacabile ironia Beppe Severgnini, in un libro che ormai è un classico. Questa nuova edizione, con fotografe di oggetti recuperati in “lunghe giornate di speleologia domestica”, spiega ai più giovani come la storia di un ragazzo possa diventare storia d’Italia. E provare una cosa: italiani si diventa.

Gli italiani la sanno lunga… o no!?

La leggenda vuole gli italiani “brava gente”: accoglienti e generosi, poveri ma belli, gaglioffi ma simpatici, ricchi di inventiva e maestri nell’arte di vivere e amare. Molti illustri connazionali invece li dipinge invece furbi, cinici e conformisti, insofferenti alle regole e privi di senso civico. Chi siamo dunque noi italiani? Dopo essersi divertito a passare in rassegna i vizi e i difetti degli inglesi e dei francesi, Antonio Caprarica prova a osservare e descrivere il nostro Bel Paese , quanto più spassionatamente è possibile e dalle più diverse prospettive. Ecco dunque la lotta politica del Nord contro il Mezzogiorno e il “federalismo gastronomico” ; la persistente fedeltà nei confronti della famiglia, fonte, da oltre cinquecento anni, non solo di stabili affetti, ma, se appena si può, di prebende e sinecure, cattedre universitarie, alloggi e impieghi; la scomparsa dei grandi imprenditori e il diffondersi dei “capitalisti di papà”, con le loro piccole aziende controllate dalla parentela; il culto della bellezza e l’indifferenza per gli scempi ambientali; la maleducazione imperante dalla strada al Parlamento. Ricca di notizie, dati, vicende annose e attuali, raccontate senza compiacimenti e senza censure, una storia non proprio edificante, ma che si legge con gran divertimento.

Italiani di domani. 8 porte sul futuro

L’Italia deve pensare in avanti. Non è un lusso, è una necessità. Con questo libro Beppe Severgnini ci spinge a “riprogrammare noi stessi e il nostro Paese (brutto verbo, bel proposito)”. E offre agli italiani di domani questione di atteggiamento, non solo di anagrafe – otto suggerimenti: semplici, onesti, concreti. Sono le otto T del tempo che viene, otto chiavi per aprire le porte del futuro. Talento Tenacia Tempismo Tolleranza Totem Tenerezza Terra Testa. Siate brutali, Siate pazienti, Siate pronti, Siate elastici, Siate leali, Siate morbidi, Siate aperti, Siate ottimisti. Dietro le otto porte non c’è necessariamente il successo, ma di sicuro c’è una vita – e un’Italia migliore. Edizione ampliata con il nuovo capitolo “Dodici cose che ho imparato da voi”.

Italiani di domani

Un libro per i nostri ragazzi, quindi anche per noi. Un libro pratico, perciò pieno di sogni. Un libro emozionante, per l’Italia che non si rassegna. L’Italia deve pensare in avanti. Non è un lusso, è una necessità. Con questo libro Beppe Severgnini ci spinge a “riprogrammare noi stessi e il nostro Paese (brutto verbo, bel proposito)”. E offre agli italiani di domani – questione di atteggiamento, non solo di anagrafe – otto suggerimenti: semplici, onesti, concreti.
Sono le otto T del tempo che viene, otto chiavi per aprire le porte del futuro.
1. Talento. Siate brutali
2. Tenacia. Siate pazienti
3. Tempismo. Siate pronti
4. Tolleranza. Siate elastici
5. Totem. Siate leali
6. Tenerezza. Siate morbidi
7. Terra. Siate aperti
8. Testa. Siate ottimisti
Dietro le otto porte, non c’è necessariamente il successo. Ma di sicuro c’è una vita – e un’Italia – migliore.

Italiani con valigia

Quando prendiamo una valigia e partiamo, ci portiamo dietro le nostre qualità e le nostre squisite leggerezze. Se in Italia ci diamo un contegno, varcata la frontiera viene fuori di tutto: l’incoscienza e la generosità, l’intuito e il pressappochismo, la rustica astuzia che porta al furto sistematico dei bottiglini di shampoo dalle stanze d’albergo.
Severgnini racconta anche i suoi viaggi in cinque continenti. Con salutare autoironia, ci accompagna lungo la ferrovia Transiberiana, su aerei cinesi, auto americane, taxi sudafricani. Ci guida attraverso ventun città del mondo, visitate nel corso di quindici anni (da Atlanta a Zagabria, passando per Dublino, Berlino e Pechino). Rientrato in patria, esplora la costa da Trieste a Ventimiglia. Poi, guidato dai lettori, indaga la provincia italiana.
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### Sinossi
Quando prendiamo una valigia e partiamo, ci portiamo dietro le nostre qualità e le nostre squisite leggerezze. Se in Italia ci diamo un contegno, varcata la frontiera viene fuori di tutto: l’incoscienza e la generosità, l’intuito e il pressappochismo, la rustica astuzia che porta al furto sistematico dei bottiglini di shampoo dalle stanze d’albergo.
Severgnini racconta anche i suoi viaggi in cinque continenti. Con salutare autoironia, ci accompagna lungo la ferrovia Transiberiana, su aerei cinesi, auto americane, taxi sudafricani. Ci guida attraverso ventun città del mondo, visitate nel corso di quindici anni (da Atlanta a Zagabria, passando per Dublino, Berlino e Pechino). Rientrato in patria, esplora la costa da Trieste a Ventimiglia. Poi, guidato dai lettori, indaga la provincia italiana.

L’italiana

Die Walsche – titolo originale di questo romanzo di Zoderer, scrittore italiano di lingua tedesca – è la parola, non priva di disprezzo, con cui in Alto Adige i tedeschi definiscono gli italiani. Una difficile convivenza, quella fra due comunità profondamente diverse per storia, lingua e cultura, che finiscono per rinchiudersi in un drammatico isolamento. Di questa diversità è figura emblematica Olga, la protagonista, la “Walsche” del titolo, che ancora giovanissima, lascia insieme alla madre la casa paterna sui monti dell’Alto Adige, esasperata dalla durezza del padre, acceso nazionalista tirolese. Le due donne tentano di costruirsi una nuova vita in una città della pianura. Olga sposa un napoletano, estraniandosi sempre di più dalla sua gente. Una colpa e, per molti suoi compaesani, un tradimento. Il ritorno alla terra d’origine il giorno del funerale del padre, metterà a nudo la lacerazione di Olga, divisa tra le due realtà, tedesca e italiana. Un racconto doloroso, che è anche un dramma politico e storico.

L’Italia spiegata a mio nonno. Lavoro, pensioni e famiglia: un paese che ha rinunciato al futuro

Dal 1997 a oggi il mondo del lavoro italiano ha subito una delle trasformazioni più profonde che l’Italia del dopoguerra ricordi. La cosiddetta riforma Treu e tutta una serie di modifiche legislative che arrivano via via fino alla riforma che prende il nome da Marco Biagi, il professore bolognese ucciso dalle Brigate rosse nel 2002, hanno fatto sì che il mercato del lavoro si sia trasformato fino a perdere molte delle sue caratteristiche tradizionali. Le conseguenze di queste scelte politiche sono state molte, alcune positive e altre meno: se infatti l’Italia ha conosciuto in questi ultimi anni una netta riduzione della disoccupazione, soprattutto giovanile, sono stati proprio i giovani e i più deboli a pagare le amare conseguenze di tanto “riformismo” praticato solo sulla pelle di fasce minoritarie e marginali della popolazione. Federico Mello, in modo acuto e divertente, attraverso una brillante e scanzonata lettera a suo nonno prova a spiegare, senza moralismi e dati alla mano, che cosa sia diventata l’Italia. Lo fa raccontando come e quando si è smantellato il “posto fisso”, ma solo per alcuni, i più giovani. E di come, nel frattempo, l’Italia sia diventata il paese con la classe dirigente più anziana d’occidente. Un paese in cui sembra impossibile concepire qualsiasi ricambio generazionale e qualsiasi riforma delle pensioni o del welfare che non sia un puro e semplice debito lasciato da pagare alle generazioni che verranno.
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Italia segreta

Sotto le nostre case e le nostre strade esiste un universo sotterraneo, che è al contempo fondamento fisico delle nostre città e radice culturale della nostra storia. Un’Italia segreta, vagheggiata, mitizzata, spesso temuta e quasi sempre sconosciuta. In una versione assolutamente reale del Viaggio al centro della Terra di Verne, Mario Tozzi ci accompagna negli inferi del Bel Paese, mostrandoci una realtà che conosciamo poco e male, fatta di catacombe, cunicoli, acquedotti e antiche città. Dalle viscere del Vesuvio alle profondità occulte di Torino, Bologna e Roma; dai cunicoli arabi di Palermo alla civiltà sommersa degli etruschi, passando per quella città unica – Matera – in cui la gente ha abitato per centinaia di secoli anche il sottosuolo. Perché la storia degli uomini è sempre stata legata a quella della Terra, e la conformazione sotterranea del nostro pianeta ha condizionato lo sviluppo tanto delle civiltà antiche quanto di quelle moderne. Con la competenza dello studioso e la capacità di fondere storia e scienza in una narrazione sempre coinvolgente, l’autore racconta un mondo rovesciato, spesso più affascinante di quello che abbiamo costruito in superficie.
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### Sinossi
Sotto le nostre case e le nostre strade esiste un universo sotterraneo, che è al contempo fondamento fisico delle nostre città e radice culturale della nostra storia. Un’Italia segreta, vagheggiata, mitizzata, spesso temuta e quasi sempre sconosciuta. In una versione assolutamente reale del Viaggio al centro della Terra di Verne, Mario Tozzi ci accompagna negli inferi del Bel Paese, mostrandoci una realtà che conosciamo poco e male, fatta di catacombe, cunicoli, acquedotti e antiche città. Dalle viscere del Vesuvio alle profondità occulte di Torino, Bologna e Roma; dai cunicoli arabi di Palermo alla civiltà sommersa degli etruschi, passando per quella città unica – Matera – in cui la gente ha abitato per centinaia di secoli anche il sottosuolo. Perché la storia degli uomini è sempre stata legata a quella della Terra, e la conformazione sotterranea del nostro pianeta ha condizionato lo sviluppo tanto delle civiltà antiche quanto di quelle moderne. Con la competenza dello studioso e la capacità di fondere storia e scienza in una narrazione sempre coinvolgente, l’autore racconta un mondo rovesciato, spesso più affascinante di quello che abbiamo costruito in superficie.

L’Italia l’è malada

Dopo Piccolo Cesare dedicato alla figura e alle ambizioni di grandezza di Silvio Berlusconi e Basso Impero che si concentrava invece – profeticamente come si è visto – sui disastri del maldestro e violento Impero americano di George W. Bush, Giorgio Bocca consacra questo suo ultimo libro di denuncia alla società italiana e alla sua crescente e passiva accettazione del regime berlusconiano. Lo “sguardo lungo” di Bocca – che non si misura sulle brevi oscillazioni dell’attualità politica –, al di là del recente indebolimento elettorale di Forza Italia e del suo leader, vede il risorgere del pericolo autoritario proprio nell’atteggiamento rassegnato e cinico diffuso anche tra coloro che non si riconoscono nel progetto di smantellamento della Costituzione, della giustizia e della solidarietà sociale perseguito dalla Destra. A un potere arrogante e privo di pudore, che si esalta in quotidiane apologie di reato e sta acquisendo un controllo non più mediato ma immediato su tutta la società italiana – dalla tv ai giornali, dallo sport agli affari, il presidente del Consiglio e i suoi uomini decidono direttamente il che cosa, il come, il quando e il quanto – fa riscontro una società civile disattenta, volubile (ieri tutta dietro Mani pulite, oggi in maggioranza contro i giudici), intontita dal consumismo e dal sesso, le merci uniche della tv interamente in mano governativa. Il traguardo verso il quale ci stiamo avviando a grandi passi è quello di una democrazia puramente negativa, di pura tolleranza. Non si incarcerano né si torturano gli oppositori, ma il controllo decisionale è interamente sottratto ai cittadini ai quali rimane soltanto – beninteso non sui mass media che davvero contano – il “diritto di mugugno”. Per un’Italia nata dalla Resistenza, cresciuta nel miracolo economico e capace ai suoi tempi di sconfiggere il terrorismo e impostare una coraggiosa lotta contro la corruzione politica, è una prospettiva davvero poco confortante..
(source: Bol.com)

L’Italia in seconda classe

‟Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don’t fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l’Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione.
‟In tasca, un’idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l’Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l’aereo, ha fatto l’Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d’India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia.”
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### Sinossi
‟Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don’t fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l’Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione.
‟In tasca, un’idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l’Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l’aereo, ha fatto l’Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d’India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia.”

L’Italia del Settecento (Biblioteca Universale Rizzoli)

Per Montanelli e Gervaso il Settecento è un altro ”secolo breve”: aperto dalla morte di Carlo II e dal fallimento del suo progetto d’unità europea, si chiude appena ottantanove anni dopo con la Rivoluzione francese. Una ricostruzione appassionante dei fermenti e delle spinte opposte che hanno sconvolto l’ancien régime e preparato il destino d’Italia.

L’Italia del Risorgimento – 1831-1861: La storia d’Italia #8

Il trentennio affrontato in questo volume – cruciale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa – sembra aprirsi nel segno della restaurazione: i moti del 1831 vengono schiacciati, si riaffermano gli equilibri sanciti dai trattati di Vienna, il nostro Paese resta diviso in Stati solo nominalmente autonomi.
Eppure, nonostante le forze insurrezionali si mostrino deboli e disunite e il vecchio patriottismo della Carboneria fallisca, quei fermenti dimostrano definitivamente la fragilità del sistema, aprendo la strada agli slanci politici e sociali che costituiscono il culmine del Risorgimento. Gli anni che seguono sono densi di avvenimenti e personaggi indimenticabili: la Giovine Italia di Mazzini, Garibaldi, le “Cinque giornate” di Milano, le annessioni piemontesi, la resistenza borbonica, Cattaneo e Cavour, D’Azeglio e i Savoia, la musica patriottica e appassionata di Verdi.
È senza dubbio uno dei momenti più studiati della storia italiana, sul quale però i giudizi continuano a dividersi. Montanelli ce lo racconta attraverso la pura ricostruzione dei fatti, rispondendo senza partigianeria a domande ancora irrisolte: come si è arrivati all’unificazione? Quali conseguenze ha comportato? Un saggio ormai divenuto classico, che ha proposto uno sguardo diverso sul nostro passato, e quindi sul nostro presente. Perché, come dice l’autore, “l’Italia di oggi è figlia di quella del Risorgimento, ed è quindi in questo periodo che ne vanno cercati i caratteri e le malformazioni”.
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### Sinossi
Il trentennio affrontato in questo volume – cruciale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa – sembra aprirsi nel segno della restaurazione: i moti del 1831 vengono schiacciati, si riaffermano gli equilibri sanciti dai trattati di Vienna, il nostro Paese resta diviso in Stati solo nominalmente autonomi.
Eppure, nonostante le forze insurrezionali si mostrino deboli e disunite e il vecchio patriottismo della Carboneria fallisca, quei fermenti dimostrano definitivamente la fragilità del sistema, aprendo la strada agli slanci politici e sociali che costituiscono il culmine del Risorgimento. Gli anni che seguono sono densi di avvenimenti e personaggi indimenticabili: la Giovine Italia di Mazzini, Garibaldi, le “Cinque giornate” di Milano, le annessioni piemontesi, la resistenza borbonica, Cattaneo e Cavour, D’Azeglio e i Savoia, la musica patriottica e appassionata di Verdi.
È senza dubbio uno dei momenti più studiati della storia italiana, sul quale però i giudizi continuano a dividersi. Montanelli ce lo racconta attraverso la pura ricostruzione dei fatti, rispondendo senza partigianeria a domande ancora irrisolte: come si è arrivati all’unificazione? Quali conseguenze ha comportato? Un saggio ormai divenuto classico, che ha proposto uno sguardo diverso sul nostro passato, e quindi sul nostro presente. Perché, come dice l’autore, “l’Italia di oggi è figlia di quella del Risorgimento, ed è quindi in questo periodo che ne vanno cercati i caratteri e le malformazioni”.

L’Italia dei poteri occulti

**Siamo una repubblica fondata sul segreto
Mafia, massoneria, banda della Magliana e molto altro: dall’oscura morte di Roberto Calvi all’elezione di Papa Francesco **
L’oscura morte di Roberto Calvi, ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, è il culmine di una storia criminale che non ha precedenti nella cronaca nera europea. Frutto amaro degli intrighi e delle cospirazioni illegali che hanno regolato e regolano la vita politica italiana, la vicenda di cui Calvi è stato vittima e protagonista al tempo stesso coinvolge una galleria di personaggi talmente ambigui e pericolosi – dalla mafia all’Opus Dei passando per i servizi segreti italiani, inglesi e americani – da far impallidire i protagonisti de *Il codice Da Vinci*. Il giornalista investigativo Philip Willan, dopo anni di difficili indagini e grazie all’attento esame delle fonti giudiziarie, riesce a penetrare nei misteri che avvolgono gli ultimi giorni di vita di Roberto Calvi, gettando nuova luce sui meccanismi della guerra fredda e sul funzionamento di un apparato disposto a uccidere pur di ostacolare la crescita dei partiti e movimenti di sinistra in Occidente. Così, sulla morte di Calvi si proietta l’ombra della loggia massonica P2: poteri occulti capaci di stravolgere i meccanismi che regolano la vita sociale e di attentare pericolosamente alla stessa democrazia. Un’ombra che persiste ancora ai giorni nostri, che guida sottotraccia i rapporti tra il Vaticano e Licio Gelli, tra la CIA e lo IOR, e che permette di riconoscere un ambiguo disegno anche dietro le straordinarie dimissioni di Benedetto XVI e l’imprevista elezione al soglio pontificio di Francesco.
**Un’inchiesta sensazionale sul più grande mistero criminale del ventesimo secolo**
• Prologo: cena al San Lorenzo
• L’impiccato
• La fonte Podgora
• Il banchiere di Dio
• Il ministero della paura
• La strage di Bologna
• Don Michele
• Un incontro con Licio
• Connessioni vaticane
• Il ruolo della Gran Bretagna
• Londra
• Acqua sotto il ponte
• Avanti adagio
• Tribunali tribolati
• La politica
• Le dimissioni di un papa
• Papa Francesco
**
Giornalista freelance, scrive per diversi giornali inglesi e, con le sue indagini, ha dato un contributo fondamentale alla redazione dei bestseller *In nome di Dio*, scritto da David A. Yallop e dedicato alla misteriosa morte di papa Luciani, e *La grande truffa *di Charles Raw, sul crack del Banco Ambrosiano. Tra le sue pubblicazioni, il volume *I burattinai. Stragi e complotti in Italia*. Vive a Roma da oltre vent’anni e collabora con il quotidiano inglese «The Times».
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### Sinossi
**Siamo una repubblica fondata sul segreto
Mafia, massoneria, banda della Magliana e molto altro: dall’oscura morte di Roberto Calvi all’elezione di Papa Francesco **
L’oscura morte di Roberto Calvi, ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, è il culmine di una storia criminale che non ha precedenti nella cronaca nera europea. Frutto amaro degli intrighi e delle cospirazioni illegali che hanno regolato e regolano la vita politica italiana, la vicenda di cui Calvi è stato vittima e protagonista al tempo stesso coinvolge una galleria di personaggi talmente ambigui e pericolosi – dalla mafia all’Opus Dei passando per i servizi segreti italiani, inglesi e americani – da far impallidire i protagonisti de *Il codice Da Vinci*. Il giornalista investigativo Philip Willan, dopo anni di difficili indagini e grazie all’attento esame delle fonti giudiziarie, riesce a penetrare nei misteri che avvolgono gli ultimi giorni di vita di Roberto Calvi, gettando nuova luce sui meccanismi della guerra fredda e sul funzionamento di un apparato disposto a uccidere pur di ostacolare la crescita dei partiti e movimenti di sinistra in Occidente. Così, sulla morte di Calvi si proietta l’ombra della loggia massonica P2: poteri occulti capaci di stravolgere i meccanismi che regolano la vita sociale e di attentare pericolosamente alla stessa democrazia. Un’ombra che persiste ancora ai giorni nostri, che guida sottotraccia i rapporti tra il Vaticano e Licio Gelli, tra la CIA e lo IOR, e che permette di riconoscere un ambiguo disegno anche dietro le straordinarie dimissioni di Benedetto XVI e l’imprevista elezione al soglio pontificio di Francesco.
**Un’inchiesta sensazionale sul più grande mistero criminale del ventesimo secolo**
• Prologo: cena al San Lorenzo
• L’impiccato
• La fonte Podgora
• Il banchiere di Dio
• Il ministero della paura
• La strage di Bologna
• Don Michele
• Un incontro con Licio
• Connessioni vaticane
• Il ruolo della Gran Bretagna
• Londra
• Acqua sotto il ponte
• Avanti adagio
• Tribunali tribolati
• La politica
• Le dimissioni di un papa
• Papa Francesco
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Giornalista freelance, scrive per diversi giornali inglesi e, con le sue indagini, ha dato un contributo fondamentale alla redazione dei bestseller *In nome di Dio*, scritto da David A. Yallop e dedicato alla misteriosa morte di papa Luciani, e *La grande truffa *di Charles Raw, sul crack del Banco Ambrosiano. Tra le sue pubblicazioni, il volume *I burattinai. Stragi e complotti in Italia*. Vive a Roma da oltre vent’anni e collabora con il quotidiano inglese «The Times».
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Istruzioni di volo per aquile e polli

Dopo l’invito a scoprire noi stessi e riprenderci la vita di “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, Anthony De Mello ci conduce un passo avanti nel sentiero della consapevolezza. Con il suo consueto umorismo, tra racconti zen, parabole, esempi concreti e semplici esercizi, ci insegna a dispiegare finalmente le nostre ali e spiccare il volo, spezzando le mille catene che ci vincolano al suolo. Catene che spesso noi stessi ci creiamo, fatte di rimpianti, di vani sensi di colpa, di ansie frenetiche e di paura del futuro. «Il giorno in cui smetterai di correre, arriverai». La nostra vita è nel presente. Dobbiamo imparare ad assaporare ogni singolo istante e solo allora saremo felici. Perché la felicità non dipende dagli avvenimenti che ci accadono, ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo. Qui e ora. E tutto diventa possibile.

L’istinto del sangue

Parigi. Nel parcheggio sotterraneo di una casa di cura, le fioche luci al neon illuminano il corpo orribilmente dilaniato di Marion Cantelau, un’infermiera. Intorno al cadavere fatto a pezzi, impronte di mani e piedi nudi. Sulle pareti, vergati con sangue misto a polvere d’ocra, disegni simili a graffiti preistorici. Jeanne Korowa, giovane giudice istruttore di Nanterre, non dovrebbe nemmeno trovarsi lì, vi è capitata per caso, solo per aiutare un suo collega. Eppure la scena del delitto le è tristemente familiare e risveglia un dolore sconvolgente: la morte della sorella, uccisa nello stesso modo. E quella di molte altre donne, assassinate come lei. Un macabro rituale, perpetrato più e più volte nel corso degli anni. Per questo non può fare a meno di gettarsi a capofitto in un’indagine parallela. Un’indagine illegale e molto pericolosa, visto che il numero delle vittime continua a salire. Tutte donne, tutte collegate in qualche modo allo studio di uno psicoanalista, Antoine Féraud, e a un suo giovane e psicotico paziente. Jeanne è più che mai determinata a seguire fino in fondo questa pista, un sentiero accidentato di sangue e paura che la conduce fino in Nicaragua, in Guatemala, nelle paludi argentine e infine a Campo Alegre, nella terrificante Foresta delle Anime. Un luogo dove i misteri di un’antica civiltà gettano un’ombra crudele e inquietante su tutti coloro che vi si avventurano.