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Sharpe all’attacco

Nel 1809, l’esercito di Napoleone ha invaso, dopo la Spagna, il Portogallo, colpevole di aver violato il blocco continentale imposto dall’imperatore contro l’Inghilterra. E mentre la campagna militare francese attraversa una fase critica, il tenente Richard Sharpe, amato e rispettato dai suoi soldati, che lo seguirebbero anche all’inferno, sembra l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Insieme a un gruppo di fedeli Fucilieri, è incaricato di raggiungere una sperduta località a nord di Oporto. Tagliato fuori dalle linee inglesi, cerca l’aiuto dell’esercito locale, male addestrato e non sempre disposto a collaborare. Ma il problema più grave è, manco a dirlo, una donna. Kate Savage, figlia di un nobile inglese ed erede di una fortuna, è fuggita per amore rifugiandosi in una tenuta di famiglia assediata dai Dragoni francesi. La bella Kate sta per cadere nella trappola tesale da un tenente colonnello dell’esercito britannico, che vuole sposarla per mettere le mani sul suo patrimonio. In realtà Christopher – questo il nome dell’ambiguo e ambizioso ufficiale – fa anche il doppio gioco: è un uomo del Foreign Office e sta tramando con i francesi per fomentare una rivolta tesa a insediare un governo militare in Portogallo. Un grave pericolo per la stabilità dell’intera Europa, già gravemente compromessa. Sharpe cerca allora di aprire gli occhi alla fatua fanciulla, ma ignora di essere al centro di un piano che vede proprio lui e il suo manipolo di soldati come vittime sacrificali. Questo è infatti il prezzo da pagare per un accordo tra i francesi e Christopher. Il quale, tra l’altro, toglierebbe di mezzo una volta per tutte colui che, suo malgrado, sta diventando anche un rivale in amore. Ma il nostro eroe e i suoi uomini non intendono stare a guardare, convinti come sono che le battaglie le vince chi spara l’ultima, e decisiva, pallottola…
(source: Bol.com)

Shantaram

Il bus della scalcagnata Veterans’ Bus Service, una compagnia di veterani dell’esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d’ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa. Nel tragitto dall’aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell’odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l’aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani.

Shake my colors 2 persa nel buio

‘Siamo due casinisti’, sospiro. ‘Stiamo sbagliando tutto.’ ‘Può essere’, ribatte lui, ‘ma stare senza di te è davvero come stare senza ossigeno.’ Per Laura, dire addio a Geo è stato più doloroso del previsto. Dopo aver creduto con tutte le forze in quell’amore, ora sta cercando di abituarsi alla sua assenza ma, anche se il legame tra lei e Paolo è diventato più di un’amicizia, non riesce a impedire che Geo si insinui nei suoi pensieri nei momenti di debolezza. È come se ciascuno dei due la attirasse a sé mettendo in dubbio ogni sua certezza. Quasi a volerle dare un segnale, anche i suoi occhi sono affaticati e la vista è peggiorata. Come se non bastasse, Prisca, la sua migliore amica, le ha inspiegabilmente voltato le spalle, tornando a essere solo un’acerrima rivale sul ghiaccio. Laura è vulnerabile e insicura come mai le era successo. Per questo, quando Geo la trova in riva al lago sola con i suoi pensieri, non riesce a tenerlo a distanza. Perché capisce che anche lui, nonostante tutto, non può fare a meno di lei. Non avrebbe mai voluto ingannare Paolo, eppure tenergli nascosta la presenza di Geo nella sua vita le sembra l’unica soluzione. Sarebbe un colpo troppo duro, soprattutto ora che l’amico deve fare i conti con una situazione familiare complicata. Ma Geo è fatto di luci e ombre, e non si è ancora liberato dei suoi fantasmi. E questa volta, per Laura, la posta in gioco potrebbe essere davvero troppo alta.
(source: Bol.com)

Gli sguardi addosso

Dopo il dolore per l’improvvisa morte del padre e per il crudele abbandono della madre, anaffettiva ed egoista, Laura e Clare, due sorelle di quindici e nove anni, si trovano costrette a lottare per la sopravvivenza. Laura – «che aveva deciso di studiare medicina come suo padre…» –trova lavoro in una fabbrica di proprietà di Felix Shaw, un uomo molto più vecchio di lei che si offre di sposarla, se lei vorrà, in modo da prendersi cura anche di Clare. Ma «il generoso» Felix, dopo il matrimonio, rivela presto la sua vera identità di alcolizzato violento, misogino e malvagio. E, a poco a poco, le due sorelle diventano complici delle sue ossessioni, della sua crudeltà, del suo bisogno di controllo. Laura, passiva e rassegnata alla sua condizione di vittima, crede che non ci sia una via di fuga e decide di accettare supinamente il suo destino, al punto da giustificare sempre il marito nelle discussioni con la sorella. Ma Clare, non permetterà che le si tarpino le ali e combatterà per la sua libertà.

Le sfide dell’etica

La perdita di una concezione del mondo ha determinato nell’etica e nella pratica politica contemporanea la spinta ad affrontare i problemi morali seguendo criteri diversi da quelli imposti dalla modernità, dettati dalla scelta di riempire il vuoto lasciato dalla supervisione morale della Chiesa con un codice di regole razionali che gli uomini potessero apprendere e rispettare. Bauman elabora la sua scelta critica postmoderna a partire dall’aporia conseguente a questa scelta, definita dall’impossibilità di separare e al tempo stesso conciliare l’autonomia degli individui e l’eteromania della persone. Attraverso la reinterpretazione di quelli che presenta come i contrassegni della condizione morale (l’ambivalenza, la non-razionalità, l’incertezza, la non-universalità), egli perviene a una visione dell’etica basata sul riconoscimento del carattere incondizionato e illuminato della responsabilità morale.

Sfida totale

Un missile balistico intercontinentale che impatta nel mar del Giappone. Un ex agente della CIA ucciso a Ho Chi Minh e una valigetta di documenti contraffatti che scompare. Le tessere del puzzle ci sono tutte, ma serve tempo per assemblarle. Tempo che il presidente Jack Ryan, suo figlio Jack Jr e la sua squadra di uomini scelti non hanno. La sfida che Ryan deve affrontare, mentre si trova nel pieno del suo secondo mandato, di fronte a uno scacchiere geopolitico in continuo mutamento, non è del tutto inattesa, ma stavolta la posta in gioco è terrificante. La Corea del Nord è in mano al giovane e paranoico Choi Ji-hoon, che fin dalla morte del padre ha un’unica, inquietante ossessione: vuole procurarsi un arsenale nucleare per colpire al cuore gli Stati Uniti, e con l’aiuto di alcuni agenti doppiogiochisti francesi e inglesi si sta avvicinando all’obiettivo. L’isolamento politico e le sanzioni internazionali hanno finora frustrato le sue ambizioni, e la scoperta del più ricco giacimento al mondo di terre rare potrebbe d’un tratto trasformare lo scenario e rendere più labile che mai la pace nel mondo. Bisogna agire, alla svelta. Non escludere nessuna opzione e mettere in campo gli uomini migliori. Jack Ryan è pronto a tutto, anche a una sfida totale. Tom Clancy ci trascina in un techno-thriller ad alto tasso adrenalinico, in un mondo da incubo sull’orlo della guerra nucleare che assomiglia in maniera spaventosa alla nostra realtà.

Sfida cruciale: Un’indagine per l’agente Erlendur Sveinsson

«L’agente Erlendur, un antieroe in versione islandese… un personaggio interessante, sintomatico del marcio e del non detto della società contemporanea.»L’Express«Indriðason è il miglior scrittore di gialli dei paesi nordici.»The Times«Indriðason riempie il vuoto lasciato da Stieg Larsson.»Usa TodayEstate 1972. Da qualche settimana l’Islanda non è più un fazzoletto di terra sperduto nell’Atlantico settentrionale. All’improvviso i riflettori di tutto il mondo sono puntati sull’isola e sulla sua tranquilla capitale. Siamo in piena guerra fredda e Reykjavík ospita la sfida del secolo tra i campioni di scacchi Bobby Fischer e Boris Spasskij, rappresentanti delle due superpotenze. La posta in gioco è ben più alta di un titolo mondiale. Sullo sfondo di questo scenario, l’assassinio del diciassettenne Ragnar Einarsson sembrerebbe un dettaglio insignificante e le coscienze degli islandesi, rapiti dallo storico torneo, non ne restano scosse. Ma a indagare sull’assurdo omicidio all’apparenza privo di movente è Marion Briem, futuro superiore di Erlendur alla polizia di Reykjavík. Forte del senso etico e della caparbietà maturati grazie a una difficile storia personale, a una vita segnata dalla solitudine e dalla malattia, Marion va a fondo di un crimine che a poco a poco si rivela essere niente meno che un intrigo internazionale.«Se amate i gialli di classe, allora questo autore fa per voi.»The Irish Time«Una nuova voce del vitalissimo neo-noir scandinavo.»Il Venerdì di Repubblica«Erlendur… poliziotto disilluso che fa luce laddove l’Islanda pare immersa in una notte infinita. Insomma, un grande.»Anna

Il settimo sigillo

Sulle rive di un inquieto mare incolore, il Cavaliere gioca a scacchi con la Morte. L’ha incontrata al ritorno dalla Crociata in Terra Santa, dove aveva creduto di poter trovare uno scopo alla sua vita nell’azione eroica al servizio di Dio. È tornato amaro e disilluso, con il cuore vuoto, tormentato dalle stesse domande con cui era partito. Per questo ha chiesto una dilazione, sfidando la Morte a una partita che sa di perdere, ma che gli lascerà forse ancora un’occasione per compiere almeno un’unica azione che abbia un senso. I vari personaggi, il Cavaliere, il quasi falstaffiano scudiero Jons, Fattore Skatt, il fabbro Plog e la moglie Lisa, il farabutto Rayal, la Strega-bambina condannata al rogo, vanno incontro al loro destino sullo sfondo dell’eterno scontro tra luce e tenebre, bene e male. Soli superstiti Mia e Jof, la felice coppia di giocolieri che incarna quell’amore, quella semplicità delle piccole cose, quel frammento di serenità che il Cavaliere riesce a sottrarre alla Morte. Scrivendo una sceneggiatura, dice Bergman, si vorrebbe avere a che fare, invece che con le parole, con qualcosa che somigli a una partitura musicale e conservi il ritmo, il tono, ogni minima sfumatura di quelle visioni che sono la vera sostanza da cui nascono i film. Ed è proprio la resistenza delle parole a tradursi in immagini che rende la sceneggiatura del “Settimo Sigillo” indipendente dalla realizzazione scenica, restituendoci quella parte delle visioni che il cinema non può dare: i profumi, gli odori, i sapori, o la malinconia del sole “che rotola sul mare nebbioso come un pesce gonfio d’acqua”.

Il settimo inferno

Due casi insoliti e particolarmente efferati stanno per portare oltre il limite la detective Lindsay Boxer. Due maniaci omicidi, molto giovani, sono legati da un patto infernale: punire con il fuoco i peccati dell’America ricca e interessata soltanto al profitto. E, come se non bastasse, si riapre il caso della misteriosa scomparsa del figlio del governatore della California, forse vittima di un omicidio. Per fortuna che ci sono le amiche del club…

Il settimo giorno

Yang Fei esce di casa una mattina e trova una nebbia fitta mista a una strana neve luminosa: è in ritardo per la sua cremazione. Inizia così il viaggio nell’Aldilà di un uomo vissuto, troppo brevemente, nella Cina del capitalismo socialista e delle sue aberranti contraddizioni. In un’avventura di sette giorni, il protagonista incontrerà persone care smarrite da tempo, imparando nuove cose di loro e di se stesso. Conoscenti e sconosciuti gli racconteranno, poi, la propria storia nell’inferno vero, l’Aldiquà: demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti buttati nel fiume come rifiuti, miriadi di poveracci che pullulano in bunker sotterranei come formiche, traffico di organi, consumismo sfrenato… La morte livella le diseguaglianze, svelando l’essenziale, e i cittadini di questa necropoli soave uscita dalla penna di Yu Hua ci insegnano tutta la semplicità dell’amore.

Il settimo figlio

Secondo un’antica profezia, ‘il settimo figlio di un settimo figlio avrà in sè poteri da far tremare il mondo’. Perciò la nascita di Alvin Miller,settimo figlio di un settimo figlio, suscita il timore e l’odio delle forze negative del creato che si alleano per distruggerlo servendosi dell’elemento naturale più ostile a ogni forma di magia: l’acqua. Ma il piccolo Alvin è protetto da tutte le energie positive, incarnate dalla giovane veggente Peggy e da un vecchio cantastorie.

Il settimo esorcista

Una serie di efferati omicidi.Un solo punto di contatto tra le vittime:Un esorcismo tatuatosulla pelle dell’assassino. Un filo rosso sangue circonda e terrorizza Torino. Lisa Sarti ha un segreto. La morte l’ha sfiorata ma per qualche motivo non se l’è portata via. Un destino condiviso con altre persone, come lei sfuggite a una sorte in apparenza inevitabile, sopravvissute a eventi terribili: incidenti aerei, disastri naturali, tragedie famigliari. Ma a Torino qualcuno ha deciso di rimediare agli errori del fato e di sostituirsi alla morte stessa, qualcuno che sembra conoscere perfettamente la vita delle sue prede. Lisa è la prima a cadere sotto la sua furia omicida. Il vicequestore Andrea Castelli, chiamato a indagare, si getta sul caso cercando di non farsi coinvolgere dagli aspetti più oscuri della vicenda, ma sarà costretto a rivedere le sue convinzioni quando un nuovo elemento si aggiungerà all’indagine. L’assassino ha uno strano tatuaggio sul polso, una scritta che recita Non draco sit mihi dux. È l’incipit di uno degli esorcismi più famosi, il Vade retro Satana. Per la questura di Torino non c’è altra scelta che chiedere aiuto a un consulente esterno, un religioso che conosca a fondo la materia: uno dei sette esorcisti della città. La squadra di Castelli — un ispettore con la vocazione da badante, un agente valdese effeminato e schivo e un efficiente sardo di poche parole — non prende bene la notizia: ai poliziotti non piace dar la caccia a fantasmi che puzzano d’incenso. Il vicequestore Castelli, sentimentalmente legato a Georgine, una transessuale di Ipanema, e affetto da una sindrome bipolare che lo fa vivere e lavorare a singhiozzo, dovrà scavare tra le rovine di un monastero andato a fuoco sulle colline torinesi per scoprire la verità. In esclusiva per l’edizione digitale, un doppio finale tutto da scoprire.

Il settimo enigma

Codice Fenice Saga Un grande thriller New York. Il palazzo delle Nazioni Unite è sotto attacco. Quattro terroristi sfondano il cancello di ingresso e muniti di cinture esplosive sparano sulla folla. È una terribile carneficina, con oltre trenta morti. Tra i numerosi feriti c’è anche Zeno Veneziani, pubblico ministero romano arrivato a New York per indagare sulla misteriosa morte dell’archeologo Leonardo Domianello. Sierra Leone. Nigel Sforza, ispettore dell’Interpol, è appena giunto a una svolta nelle sue indagini. Gli indizi raccolti, tuttavia, lo hanno portato a una conclusione che ha dell’incredibile: un filo rosso lega tra loro un omicidio avvenuto in Sierra Leone, l’assassinio di Domianello al largo delle isole Baleari e la strage di New York. Ed è solo la punta dell’iceberg di un disegno molto più grande. L’obiettivo è diffondere una terribile pandemia in grado di decimare il genere umano in poche settimane. Chi progetta un piano così folle e diabolico? Sforza e Veneziani uniscono le forze e scoprono l’esistenza di un vaccino, sviluppato dalla multinazionale SunriseX International. Trovarlo prima che sia troppo tardi è la loro nuova missione. Ma per riuscirci dovranno prima risolvere il mistero che circonda il Settimo Enigma… Dall’autore del bestseller La cospirazione degli Illuminati Un successo nato dal passaparola Hanno scritto del primo capitolo di Codice Fenice Saga: «L’autore si rivela ancora una volta abile nel tessere una trama intrigante e complessa: il risultato è un romanzo avventuroso, attuale, ricco d’azione; un thriller che si legge tutto d’un fiato e fa venire voglia di prendere in mano il secondo capitolo!» Letteratura e cinema «Un giallo ben architettato sul cui sfondo si delinea l’intramontabile conflitto fra interessi economico-politici e scopi umanitari.» Il flauto di Pan G. L. BaroneNato a Varese nel 1974, ha una laurea in giurisprudenza, è appassionato di economia e nel tempo libero suona in un gruppo heavy metal. I suoi libri sono tradotti nei Paesi di lingua anglosassone, portoghese e spagnola. Per la Newton Compton ha pubblicato La cospirazione degli Illuminati, Il sigillo dei tredici massoni, La chiave di Dante, I manoscritti perduti degli Illuminati, il serial ebook Il tesoro perduto dei templari e uno dei racconti della raccolta Sette delitti sotto la neve.