39249–39264 di 70064 risultati

Caldi ricordi fra le dune

Dodici anni prima, fra le affascinanti dune del deserto del Burquat, il cuore di Julia è stato rapito dallo sceicco Kaden Bin Rashad al Abbas. Quelle roventi notti trascorse sotto un incredibile manto stellato le avevano regalato l’illusione di poter essere le uniche due persone sulla faccia della terra, finché l’amara verità non aveva spazzato via tutto…Ora che Julia è di nuovo di fronte a Kaden, la freddezza del suo sguardo e gli eleganti abiti che indossa lo rendono per lei praticamente uno sconosciuto, ma Julia sa bene che sottovalutare i ricordi del loro passato potrebbe essere assai pericoloso.

Caldi Brividi d’Autunno

L’estate sta volgendo al termine e un freddo autunno si preannuncia all’orizzonte. Martina, una studentessa seria e responsabile, nella cui vita non sembra esserci spazio per l’amore, e Daniel, un ragazzo di origine inglese che si è da poco laureato, si incontrano in un locale sul mare, per i festeggiamenti di fine stagione. Martina si sente attratta dall’arguzia e dai modi gentili del ragazzo, ma la sua vita, ben programmata e schematica, non ammette alcun genere di distrazione. I sentimenti che nutre per Daniel riusciranno a fare breccia nel suo cuore e a vincere le sue resistenze? Attenzione: il romanzo ha dei contenuti sessualmente espliciti, che lo rendono adatto a un pubblico adulto. I Racconti di L.J. Scarlett: Riflessi d’Estate Caldi Brividi d’Autunno
**

La calda voce della notte

Il suo nome è Jo e lavora alla radio come speaker, ma la sua propensione più autentica non sono le onde radio, bensì le vibrazioni più frementi ed esplicite delle avventure erotiche. D’altra parte Jo, in queste situazioni sempre più azzardate e sempre più piccanti, non si fa mancare proprio nulla. Club molto privati dove si svolgono incontri di ogni tipo, giochi molto particolari, ad altissima temperatura di sensualità, giochi bollenti in cui c’è il rischio di scottarsi davvero, e di perdere Patrick, un uomo speciale, col quale avrebbe potuto nascere qualcosa. Eppure, alla fine, sarà di nuovo la calda voce di Jo a trionfare su tutto, dentro e fuori dal letto.
**
### Sinossi
Il suo nome è Jo e lavora alla radio come speaker, ma la sua propensione più autentica non sono le onde radio, bensì le vibrazioni più frementi ed esplicite delle avventure erotiche. D’altra parte Jo, in queste situazioni sempre più azzardate e sempre più piccanti, non si fa mancare proprio nulla. Club molto privati dove si svolgono incontri di ogni tipo, giochi molto particolari, ad altissima temperatura di sensualità, giochi bollenti in cui c’è il rischio di scottarsi davvero, e di perdere Patrick, un uomo speciale, col quale avrebbe potuto nascere qualcosa. Eppure, alla fine, sarà di nuovo la calda voce di Jo a trionfare su tutto, dentro e fuori dal letto.

Calcio totale: La mia vita raccontata a Guido Conti

Lo scudetto all’esordio in serie A con il grande Milan; la partita perfetta contro il Real Madrid, trafitto cinque volte; Barcellona invasa da ottantamila milanisti per il più grande esodo calcistico della storia; la finale vinta con lo Steaua, per la sua prima Coppa dei Campioni; l’epopea del mondiale americano del ʼ94, con la finale raggiunta grazie al gioco e alla forza della disperazione, trascinando al tifo un’intera nazione: questi sono alcuni gloriosi momenti della vita di Arrigo Sacchi, il «profeta di Fusignano». È proprio a partire dal piccolo paese natale a una trentina di chilometri da Ravenna che si sviluppa il racconto autobiografico di Arrigo: il padre gli regala il primo pallone e lui è il bambino più felice del mondo, gioca terzino sinistro ma capisce subito di non essere tagliato per il «calcio giocato». Sarà Alfredo Belletti, bibliotecario e maestro di vita, il primo a suggerirgli un’altra via per rimanere nell’ambiente: «Se non puoi giocare, fa’ l’allenatore!». In questo libro, scritto con penna sincera e ricco di humour romagnolo, Sacchi ci spiega che cosa ha significato per lui «fare l’allenatore»: lasciare il posto sicuro in una fabbrica di scarpe e scegliere un lavoro ricco di incognite e, all’inizio, non certo remunerativo; spaccare in due il mondo del giornalismo sportivo e del tifo con l’integralismo della sua filosofia calcistica, una versione riveduta e corretta del «calcio totale» olandese che ha segnato uno spartiacque nella storia dell’Italia del pallone; avere a che fare con presidenti del calibro di Silvio Berlusconi e Florentino Pérez; passare notti insonni a preparare partite e a studiare gli avversari, sempre più divorato dall’ansia di prestazione e dallo stress. Lo guiderà, in ogni tappa della sua incredibile carriera (in quattro anni sulla panchina del Milan ha vinto uno scudetto, una Supercoppa italiana, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe europee e due Coppe Intercontinentali), un ardente e appassionato amore per il calcio, per lo sport inteso anche come etica e scuola di vita, capace di formare il destino non solo di un uomo, ma anche dei giovani di un intero Paese. Calcio che gli ha dato e gli ha tolto tanto, «come fa la fiamma che dà una grande luce, si spegne presto ma soprattutto illumina il cielo». Oggi, al termine di una feconda esperienza con le nazionali giovanili, l’uomo che il «Times» ha nominato nel 2007 «il miglior allenatore italiano di tutti i tempi» ha deciso di prendersi un meritato riposo e di mettere su carta le sue memorie. Vuole solo tornare a essere un uomo normale, godersi la famiglia e dispensare consigli non più a Carlo Ancelotti o a Ruud Gullit, ma alla sua adorata nipotina.
**
### Sinossi
Lo scudetto all’esordio in serie A con il grande Milan; la partita perfetta contro il Real Madrid, trafitto cinque volte; Barcellona invasa da ottantamila milanisti per il più grande esodo calcistico della storia; la finale vinta con lo Steaua, per la sua prima Coppa dei Campioni; l’epopea del mondiale americano del ʼ94, con la finale raggiunta grazie al gioco e alla forza della disperazione, trascinando al tifo un’intera nazione: questi sono alcuni gloriosi momenti della vita di Arrigo Sacchi, il «profeta di Fusignano». È proprio a partire dal piccolo paese natale a una trentina di chilometri da Ravenna che si sviluppa il racconto autobiografico di Arrigo: il padre gli regala il primo pallone e lui è il bambino più felice del mondo, gioca terzino sinistro ma capisce subito di non essere tagliato per il «calcio giocato». Sarà Alfredo Belletti, bibliotecario e maestro di vita, il primo a suggerirgli un’altra via per rimanere nell’ambiente: «Se non puoi giocare, fa’ l’allenatore!». In questo libro, scritto con penna sincera e ricco di humour romagnolo, Sacchi ci spiega che cosa ha significato per lui «fare l’allenatore»: lasciare il posto sicuro in una fabbrica di scarpe e scegliere un lavoro ricco di incognite e, all’inizio, non certo remunerativo; spaccare in due il mondo del giornalismo sportivo e del tifo con l’integralismo della sua filosofia calcistica, una versione riveduta e corretta del «calcio totale» olandese che ha segnato uno spartiacque nella storia dell’Italia del pallone; avere a che fare con presidenti del calibro di Silvio Berlusconi e Florentino Pérez; passare notti insonni a preparare partite e a studiare gli avversari, sempre più divorato dall’ansia di prestazione e dallo stress. Lo guiderà, in ogni tappa della sua incredibile carriera (in quattro anni sulla panchina del Milan ha vinto uno scudetto, una Supercoppa italiana, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe europee e due Coppe Intercontinentali), un ardente e appassionato amore per il calcio, per lo sport inteso anche come etica e scuola di vita, capace di formare il destino non solo di un uomo, ma anche dei giovani di un intero Paese. Calcio che gli ha dato e gli ha tolto tanto, «come fa la fiamma che dà una grande luce, si spegne presto ma soprattutto illumina il cielo». Oggi, al termine di una feconda esperienza con le nazionali giovanili, l’uomo che il «Times» ha nominato nel 2007 «il miglior allenatore italiano di tutti i tempi» ha deciso di prendersi un meritato riposo e di mettere su carta le sue memorie. Vuole solo tornare a essere un uomo normale, godersi la famiglia e dispensare consigli non più a Carlo Ancelotti o a Ruud Gullit, ma alla sua adorata nipotina.
### Dalla quarta di copertina
Lo scudetto all’esordio in serie A con il grande Milan; la partita perfetta contro il Real Madrid, trafitto cinque volte; Barcellona invasa da ottantamila milanisti per il più grande esodo calcistico della storia; la finale vinta con lo Steaua, per la sua prima Coppa dei Campioni; l’epopea del mondiale americano del ʼ94, con la finale raggiunta grazie al gioco e alla forza della disperazione, trascinando al tifo un’intera nazione: questi sono alcuni gloriosi momenti della vita di Arrigo Sacchi, il «profeta di Fusignano». È proprio a partire dal piccolo paese natale a una trentina di chilometri da Ravenna che si sviluppa il racconto autobiografico di Arrigo: il padre gli regala il primo pallone e lui è il bambino più felice del mondo, gioca terzino sinistro ma capisce subito di non essere tagliato per il «calcio giocato». Sarà Alfredo Belletti, bibliotecario e maestro di vita, il primo a suggerirgli un’altra via per rimanere nell’ambiente: «Se non puoi giocare, fa’ l’allenatore!». In questo libro, scritto con penna sincera e ricco di humour romagnolo, Sacchi ci spiega che cosa ha significato per lui «fare l’allenatore»: lasciare il posto sicuro in una fabbrica di scarpe e scegliere un lavoro ricco di incognite e, all’inizio, non certo remunerativo; spaccare in due il mondo del giornalismo sportivo e del tifo con l’integralismo della sua filosofia calcistica, una versione riveduta e corretta del «calcio totale» olandese che ha segnato uno spartiacque nella storia dell’Italia del pallone; avere a che fare con presidenti del calibro di Silvio Berlusconi e Florentino Pérez; passare notti insonni a preparare partite e a studiare gli avversari, sempre più divorato dall’ansia di prestazione e dallo stress. Lo guiderà, in ogni tappa della sua incredibile carriera (in quattro anni sulla panchina del Milan ha vinto uno scudetto, una Supercoppa italiana, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe europee e due Coppe Intercontinentali), un ardente e appassionato amore per il calcio, per lo sport inteso anche come etica e scuola di vita, capace di formare il destino non solo di un uomo, ma anche dei giovani di un intero Paese. Calcio che gli ha dato e gli ha tolto tanto, «come fa la fiamma che dà una grande luce, si spegne presto ma soprattutto illumina il cielo». Oggi, al termine di una feconda esperienza con le nazionali giovanili, l’uomo che il «Times» ha nominato nel 2007 «il miglior allenatore italiano di tutti i tempi» ha deciso di prendersi un meritato riposo e di mettere su carta le sue memorie. Vuole solo tornare a essere un uomo normale, godersi la famiglia e dispensare consigli non più a Carlo Ancelotti o a Ruud Gullit, ma alla sua adorata nipotina. 

Il calcio in giallo

Lo chiamano il gioco più bello del mondo: una miscela esplosiva di emozione, spettacolo, entusiasmo, orgoglio; capace di precipitarti dall’esaltazione più sfrenata all’inferno della delusione. E ora che sta per arrivare l’appuntamento con gli Europei i tifosi si preparano.
Dal 10 giugno e per un mese 24 squadre di calcio si contenderanno il titolo. Cosa non succederà in quel fatidico mese? Gli investigatori della scuderia Sellerio, i personaggi letterari che hanno conquistato i lettori, questa volta si sono dati appuntamento allo stadio, o negli spogliatoi, o addirittura sui campi di gioco. Sono tifosi di calcio, sostenitori magari di squadre di infima serie, e si ritrovano in questa antologia accomunati da un’unica passione.
**
### Sinossi
Lo chiamano il gioco più bello del mondo: una miscela esplosiva di emozione, spettacolo, entusiasmo, orgoglio; capace di precipitarti dall’esaltazione più sfrenata all’inferno della delusione. E ora che sta per arrivare l’appuntamento con gli Europei i tifosi si preparano.
Dal 10 giugno e per un mese 24 squadre di calcio si contenderanno il titolo. Cosa non succederà in quel fatidico mese? Gli investigatori della scuderia Sellerio, i personaggi letterari che hanno conquistato i lettori, questa volta si sono dati appuntamento allo stadio, o negli spogliatoi, o addirittura sui campi di gioco. Sono tifosi di calcio, sostenitori magari di squadre di infima serie, e si ritrovano in questa antologia accomunati da un’unica passione.

Il caffè delle donne

Il caffè è un punto fermo nella vita di Qamar: espresso e vigoroso come lo beve la madre, ingentilito da un goccio di latte come piace al suo compagno, oppure fatto bollire tre volte, amaro e profumato di cardamomo, come ha imparato a berlo in Giordania. Da sempre Qamar è in equilibrio tra due mondi, ma lo ha scoperto solo il giorno del suo quattordicesimo compleanno. Fino ad allora, ha trascorso felicemente gli inverni in Italia e le estati in Giordania, ospite della famiglia musulmana del padre. Nella Grande Casa sulla collina ha ascoltato la nonna raccontare favole da Mille e una notte , gustando, insieme alla lingua paterna, i sapori speziati della cucina mediorientale; sul terrazzo accarezzato dai raggi dell’ultimo sole ha incontrato il suo primo amore. Finché, al compimento del quattordicesimo anno, è diventata ufficialmente donna. Sottratta a ogni contatto promiscuo, costretta a una improvvisa separazione dagli amici, Qamar deve confrontarsi con le differenze profonde tra le due culture di cui è figlia. Eppure, nelle lunghe giornate trascorse con le donne di famiglia, impara a curare il corpo come ogni sposa deve saper fare, a cucinare, a essere seducente e insieme modesta. Ed è durante queste lunghe ore al femminile che viene introdotta all’antico, affascinante rituale del caffè: nonna, zie, sorelle, riunite nel salotto si scambiano confidenze, sorseggiano la bevanda profumata e si preparano a conoscere il destino. Solo una, ogni giorno, è la prescelta per l’interpretazione dei fondi da parte di Khalto Sherin, che sa leggere nel sedimento i segreti del cuore e del futuro. Anni dopo, di fronte al dolore di una maternità mancata, Qamar sentirà la necessità di recuperare le proprie radici e ripensare alle parole ascoltate il giorno lontano in cui lesse la propria vita nel sedimento. Scegliere gli ingredienti del proprio caffè, deciderne aroma e intensità, significa capire che gusto vogliamo dare alle nostre giornate: la protagonista di questo romanzo è una donna come tutte noi, alla ricerca della propria identità, del profumo che rende unica ogni vita. Quello di Widad Tamimi è un esordio originalissimo: una voce sicura, capace di illuminare con sguardo partecipe i diversissimi modi di essere donna oggi. Un romanzo intenso, diretto, sorprendentemente aromatico: come un indimenticabile caffè.
(source: Bol.com)

Caffè amaro

Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala – che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote – e, in maniera meno evidente, all’amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell’esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l’eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l’apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l’ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d’amore che copre più di vent’anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.
Dai Fasci siciliani all’ascesa del fascismo, dalle leggi razziali alla Seconda guerra mondiale e agli spaventosi bombardamenti che sventrano Palermo, Simonetta Agnello Hornby insegue la sua protagonista, facendo della sua storia e delle sue scelte non convenzionali la storia di un segmento decisivo della Sicilia e dell’Italia.
**
### Recensione
**Caffè amaro**
**, Tuttolibri – La Stampa
Una protagonista che appare alla quinta pagina del romanzo e che lo domina per altre trecento, costruita con controllatissima empatia dalla sua autrice. Due famiglie, con uno stuolo di parenti di sangue e d’acquisto, amici e conoscenti di lunga o breve data; una folla di persone di servizio e dipendenti con varie mansioni. Una terra bellissima e violentata da secoli, che conserva a stento il «retaggio della Sicilia dignitosa e indipendente, prima che il Regno diventasse oggetto di scambio ai trattati internazionali, tra le grandi potenze europee, e colonia dei proprietari del momento».
La storia minuta e la Storia grande: questi gli ingredienti che **Agnello Hornby** impasta in *Caffè amaro*, sontuosa storia che parte dall’ultimo decennio dell’ottocento e si chiude a metà del secolo scorso. La protagonista è Anna Marra, figlia di una coppia di socialisti siciliani che hanno creduto alle promesse di giustizia e rinnovamento poi tradite dopo l’unità d’Italia. Grazie all’educazione ricevuta, alla sua intelligenza e doti di carattere, Maria precorre il comune sentire del tempo: vorrebbe studiare, lavorare, non gravare sulla famiglia che non ha molti mezzi, eppure accetta un matrimonio di «interesse» per amore verso i suoi cari, in particolare per consentire ai fratelli l’accesso agli studi superiori.
Sposa Pietro Sala, che ha più del doppio dei suoi anni e si è innamorato fulmineamente di lei dopo averla vista una sola volta, un uomo generoso, colto e rispettoso della personalità della giovanissima moglie, che educherà all’eros, alla conoscenza dell’arte, alla vita di società e ai viaggi. Ma che si rivelerà anche fragile nella volontà, femminiere impenitente, e totalmente inaffidabile a causa della rovinosa passione per il gioco. La vita con lui sarà per Maria serena e insieme tormentata dalla necessità di pagare i debiti e di farsi carico dell’amministrazione dei beni famigliari, ma nei momenti più difficili troverà soccorso e conforto in Giosuè, figlio di un amico defunto del padre e cresciuto in casa con lei, amato come un fratello sino a quando scoprirà che quell’affetto non era che un paravento dietro cui si nascondeva un sentimento e un’attrazione di altro tipo. 
Le vicende di Maria, Pietro, Giosuè, dei parenti serpenti e non, delle nascite, delle morti con le immancabili questioni ereditarie, e, allargando lo sguardo, le lotte contadine, le poche conquiste sociali, la prima guerra mondiale, la nascita e affermazione del fascismo, le leggi razziali – che costringono Giosuè, ebreo, alla clandestinità-, la seconda guerra, con il suo cumulo di morti e distruzioni, viltà, infamie e tradimenti sono narrate in una prosa che assume volutamente un tono distaccato e quasi cronachistico, e che invece di soffermarsi a descrivere le psicologie dei personaggi, li costruisce sapientemente attraverso le azioni e i non molti dialoghi.
Qua e là, tuttavia, ci sono squarci improvvisi in cui l’autrice lascia trapelare i suoi sentimenti: il ricordo nostalgico di ricami e confidenze femminili, l’asciutta indignazione per le condizioni di vita dei carusi nelle zolfare, l’intenerimento ammirato di fronte alla bellezza assoluta di paesaggi o opere d’arte, il rimpianto per ciò che il caso, le consuetudini e il rispetto degli altri hanno impedito che accadesse. E la pagina finale, con il non detto che si trasforma in una scelta insieme tragica e poetica, resta indimenticabile per la finezza mediante cui il pathos è preparato e poi sapientemente eluso.
### Sinossi
Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala – che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote – e, in maniera meno evidente, all’amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell’esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l’eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l’apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l’ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d’amore che copre più di vent’anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.
Dai Fasci siciliani all’ascesa del fascismo, dalle leggi razziali alla Seconda guerra mondiale e agli spaventosi bombardamenti che sventrano Palermo, Simonetta Agnello Hornby insegue la sua protagonista, facendo della sua storia e delle sue scelte non convenzionali la storia di un segmento decisivo della Sicilia e dell’Italia.

La caduta del mito: Haereticum

Il libro narra le vicende di un popolo pacifico e primitivo, governato da uno sciamano dall’età indefinita che in nome di Dio guida i suoi fratelli sulla via della rettitudine e della fratellanza.
Un giovane cacciatore di nome Zabyl, spinto dalla sua mente brillante e da una profonda curiosità, indaga sulle verità della religione fino ad aizzare la collera dello Sciamano, che lo ammonisce di non cercare ulteriormente di disobbidire alla legge e di non varcare i confini della terra proibita.
Il ritrovamento di un antico manufatto sconosciuto e l’arrivo di un eclissi manda il popolo nel panico, l’assenza temporanea dello Sciamano porta Zabyl a sfruttare gli eventi come scusa per varcare i confini della terra proibita…
La scoperta del terribile segreto nascosto tra i ghiacci metterà a repentaglio la sua vita, segnandola per sempre…
Cartaceo:
http://www.amazon.it/caduta-del-mito-Haereticum/dp/151955334X/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1449241821&sr=1-2&keywords=lui+eros
**
### Sinossi
Il libro narra le vicende di un popolo pacifico e primitivo, governato da uno sciamano dall’età indefinita che in nome di Dio guida i suoi fratelli sulla via della rettitudine e della fratellanza.
Un giovane cacciatore di nome Zabyl, spinto dalla sua mente brillante e da una profonda curiosità, indaga sulle verità della religione fino ad aizzare la collera dello Sciamano, che lo ammonisce di non cercare ulteriormente di disobbidire alla legge e di non varcare i confini della terra proibita.
Il ritrovamento di un antico manufatto sconosciuto e l’arrivo di un eclissi manda il popolo nel panico, l’assenza temporanea dello Sciamano porta Zabyl a sfruttare gli eventi come scusa per varcare i confini della terra proibita…
La scoperta del terribile segreto nascosto tra i ghiacci metterà a repentaglio la sua vita, segnandola per sempre…
Cartaceo:
http://www.amazon.it/caduta-del-mito-Haereticum/dp/151955334X/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1449241821&sr=1-2&keywords=lui+eros

La caduta

È difficile arrendersi al fatto che il tempo dell’azione, delle responsabilità, della vita attiva sia finito. Soprattutto per un uomo come Harry Bosch, che ha sempre considerato il lavoro una missione. E ora che davanti a sé ha solo tre anni prima della pensione, il suo attaccamento si fa ancora più intenso, tanto da fargli vivere con ansia i giorni che precedono il momento in cui, nell’unità a cui appartiene, vengono assegnati i casi. E questa volta, di casi, gliene vengono affidati ben due. Il primo riguarda un maniaco sessuale di ventinove anni, il cui dna combacia con quello ritrovato sul cadavere di una ragazza uccisa ventun anni prima, quando lui di anni ne aveva solo otto. Come è possibile che il suo dna sia finito sul corpo della vittima? E, escludendo che il delitto sia stato commesso da un bambino, chi è il vero assassino? Ma quella stessa mattina Bosch e il suo partner vengono convocati su una nuova scena del crimine. Il figlio di un uomo politico che in tempi passati era stato vice capo della polizia e acerrimo nemico di Bosch, è stato trovato morto sul marciapiede sotto uno dei più famosi alberghi di Los Angeles, il Chateau Marmont. Suicidio o omicidio? È quello che Bosch dovrà scoprire. Nel corso delle indagini Bosch capirà che i due casi sono strettamente legati, come la doppia elica del dna, e che, sotto una superficie di per sé allarmante, si nascondono risvolti impensabili e raccapriccianti.

Il cadavere

È l’alba di una giornata di primavera. La città di Stoccolma sta ancora dormendo, quando il corpo nudo e senza vita della giovane Jenny Svensson viene ritrovato in una fontana. Appena arriva sul luogo del delitto, l’agente della Scientifica Ulf Holtz pensa subito a un incidente, magari un gioco finito male. Ma poco tempo dopo viene scoperto anche il cadavere del writer Peter Konstantino, freddato in modo simile alla ragazza, e Ulf capisce allora di essere caduto nella rete di un ingegnoso serial killer. Lui e Pia Levin, la collega che lo affianca nelle indagini, brancolano nel buio: chi si nasconde davvero dietro quegli orrendi delitti? Chi ha ucciso i due ragazzi, e perché? C’è un legame tra le vittime? Una scia di violenza e crimini rischia di insanguinare le strade di Stoccolma… Grazie alla sua lunga esperienza sul campo come portavoce della polizia svedese, Varg Gyllander ci offre uno spaccato vivido e crudo dei metodi investigativi e dell’atmosfera che si respira sulla scena del crimine.

Un cadavere di troppo. Le indagini di fratello Cadfael

Il delitto si è spinto sino alle porte dell’abbazia benedettina di Shrewsbury. E la torrida estate del 1138, la guerra fratricida tra il re Stefano e la regina Maud infuria ormai da due anni e ora incombe minacciosa come l’ombra della morte sulla piccola città e sul suo castello stretti d’assedio. Tra i molti orrori che si consumano in quei giorni, qualcuno sta cercando di nascondere un efferato omicidio: un morto in più – pensa costui -, chi vuoi che se ne accorga. Ma non ha fatto i conti con fratello Cadfael…
**

La cacciatrice di anime – Il fascino del male

Il mio nome è Charley Davidson e non sono una donna come le altre. Ricordo ogni singolo istante della mia esistenza, e parlo con i morti. Devo anche aiutarli a staccarsi per sempre dalla loro vita terrena. Come se ciò non bastasse, faccio l’investigatore privato. Dicono che ho un carattere esplosivo, e una determinazione che mi aiuta a non perdere di vista la realtà. Da qualche tempo, poi, una presenza oscura e sensuale mi perseguita… Charley deve risolvere un nuovo caso, quello di una donna che è appena scomparsa senza lasciare tracce. E nel frattempo il misterioso Reyes continua a perseguitarla con il suo fascino irresistibile. Ora ha lasciato definitivamente il suo corpo mortale per sfuggire alle torture dei demoni che minacciano di rapire Charley e di utilizzarla come chiave d’accesso all’aldilà.Riuscirà Charley a dividersi fra le notti bollenti con il suo amante e la responsabilità di salvare il mondo dalle forze oscure che lo insidiano?Scopritelo in una nuova avventura che divorerete fino all’ultima pagina.

(source: Bol.com)

Cacciatori di tesori – La città proibita

I CACCIATORI DI TESORI ti portano a fare il giro del mondo!Preparati per una nuova avventura mozzafiato tra Asia ed Europa! Dopo la scomparsa del padre e il rapimento della madre, Bick, Beck, Storm e Tommy devono disperatamente riconquistare un antico vaso cinese per pagare il riscatto ai pirati che tengono mamma Kidd prigioniera. Ma quando i rapitori alzeranno la posta, costringendoli a inseguire i preziosi dipinti del tesoro nazista, i fratelli Kidd dovranno usare tutte le loro astuzie e sotterfugi per sconfiggere i criminali: è in gioco la vita della loro mamma!

Cacciatori di nazisti

L’incredibile storia vera che ha ispirato Bastardi senza gloria La vera storia degli uomini che hanno inseguito e catturato i più crudeli criminali del Terzo Reich Una storia rimasta segreta per settant’anni: quella del SAS, lo Special Air Service, un corpo d’élite britannico che durante la seconda guerra mondiale operò in particolare dietro le linee nemiche, nella Francia occupata dai nazisti. Ufficialmente il SAS venne sciolto alla fine del conflitto, dopo la sconfitta elettorale di Winston Churchill, grande sostenitore delle azioni di guerra “non convenzionali”. Ma in realtà il SAS non fu mai sciolto davvero: continuò a lavorare, senza che nemmeno il governo inglese ne sapesse nulla. Gli uomini del Reggimento vennero inviati in un’Europa devastata e in macerie a cercare i nazisti che tentavano la fuga, soprattutto quelli scampati alla giustizia nella Germania post-bellica. Con tenacia e abnegazione, riuscirono a portare alla sbarra degli imputati diversi ex gerarchi, anche se alcuni di loro fuggirono grazie alle nuove alleanze dello scacchiere mondiale, che oramai vedeva come nemico numero uno la Russia di Stalin. Questa è la loro inedita, incredibile, scioccante storia. Bastardi senza gloria non era solo un film Hanno detto dei suoi libri: «Un vero dramma moderno.» Mail on Sunday «Un vero gioiello della storia moderna. Toccante e ben scritto.» Sun «Appassionante come un thriller.» Frederick Forsyth «Una storia di coraggio contro ogni più nera previsione.» Sunday Times Damien LewisÈ autore di numerosi saggi e thriller, che hanno spesso raggiunto le vette delle classifiche in tutto il mondo. Alcuni dei suoi libri sono dei “classici” sulla storia delle Forze Speciali inglesi, come Operation Certain Death, Bloody Heroes, Cobra Gold e Zero Six Bravo. Spesso dalle sue opere sono stati ricavati documentari e produzioni televisive.

Cacciatori di diamanti

Johnny e Benedict sono vissuti sempre insieme, uniti e solidali come fratelli. La loro non è stata un’infanzia comune: il Vecchio li ha portati con sé sulle montagne e nei de­serti e loro hanno fatto tesoro della libertà selvaggia e primitiva che la natura offre a chi non ha legami né obblighi con il mondo. Ma tutto finisce quando il Vecchio mette le mani su un vero tesoro: un enorme, impagabile, purissimo diamante che gli consente di fondare un impero di potenza e ricchezza, la Van Der Byl Diamond Company. Un cambiamento troppo radicale per non far crollare anche la più salda delle amicizie. Benedict, diventato un viscido, immorale e corrotto affarista, comincia a fare di tutto per screditare il leale e onesto Johnny agli occhi del padre. E ci riesce perché il Vecchio non accetta l’idea che Johnny, figlio adottivo, abbia più successo – nella vita e negli affari – del suo primogenito. La vendetta scatta, inattesa, alla morte di van der Byl: il testamento metterà i due uomini uno contro l’altro, in un finale di partita che potrebbe consentire a Benedict di gustare il piacere della vendetta definitiva. E sarà, come sempre in Wilbur Smith, una battaglia all’ultimo sangue, dispiegata nelle acque del Sudafrica in un combattimento fatto di scontri frontali, ma costellato anche di colpi bassi e di attacchi sleali. Cacciatori di diamanti alterna, in perfetto equilibrio, una sottile trama psicologica e una sfrenata, esaltante, tesissima azione in cui, come sempre, Smith dimostra la sua strabiliante capacità di coinvolgere il lettore, facendolo partecipare in presa diretta a un indimenticabile duello finale. E se Johnny vorrà vincere, dovrà combattere aspramente perché, spesso, la malvagità umana è più tenace e solida di un inattaccabile diamante.ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Cacciatore e preda

È il 1807 e un tenente torna in Inghilterra dopo aver combattuto a Trafalgar,dove l’eroismo dimostrato gli è valso una promozione: la sua carriera sembra comunque essere giunta a punto morto, tanto che il giovane tenente sta meditando di lasciare l’esercito. Poi, improvvisamente, un vecchio amico gli propone un’insolita missione: la consegna di una cospicua somma di denaro al principe di Danimarca. Ufficialmente neutrale, il Paese è minacciato da Napoleone che, dopo la disfatta di Trafalgar, mira a impadronirsi della flotta danese. Pur di impedire che quella flotta finisca ai francesi, gli inglesi sono pronti a tutto, e l’incarico del tenente è il primo passo di una manovra ben più complessa.