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Storia d’Italia, Vol 08. L’Italia del Seicento [1600-1700]

Gli anni che vanno dal 1600 al 1789 segnano, per l'Italia, un momento di profonda decadenza, politica e commerciale. La scoperta delle Americhe e il commercio per le Indie orientali avevano drasticamente ridotto l'importanza del Mediterraneo e, di conseguenza, dei porti italiani. Gli staterelli in cui è frazionata la penisola, sempre divisi e rissosi tra loro, assistono impotenti alla guerra tra Spagna e Francia, in trepidante attesa di conoscere chi sarebbe stato il loro padrone e di correre in aiuto del vincitore. La Controriforma, in nome della fede e del papa re, imperversa perseguitando, attraverso la lunga mano dell'Inquisizione, pensatori come Galileo, Paolo Sarpi e Tommaso Campanella. Solo l'arte sembra, almeno in parte, sopravvivere a questo declino in caduta libera: Claudio Monteverdi, Giambattista Marino, Gian Lorenzo Bernini fanno sì che il pensiero creativo italiano mantenga ancora una posizione di tutto rispetto in àmbito europeo. Sono gli anni degli avventurieri della spada e della penna: geniali imbroglioni come, nel migliore dei casi, Giacomo Casanova e il sedicente conte di Cagliostro.
Se in Francia nasce il «secolo dei lumi» e Voltaire e Rousseau con le loro opere preparano il terreno per quella Rivoluzione del 1789 che avrebbe mutato per sempre il mondo, in Italia, salvo alcune eccezioni, è la stagione dell'arcadia e delle accademie, tese alla ricerca di una vuota perfezione formale, priva di nerbo e di contenuto. Un'Italia stanca, esangue, quasi dormiente e ben esemplificata dal «giovin signore» nel Giorno di Giuseppe Par ini. Un'Italia, però, che sarebbe stata bruscamente costretta al risveglio dalla ventata di desiderio di libertà e di nuovo che, proveniente dalla Francia, travolse ogni cosa.

Storia d’Italia, Vol 07. L’Italia della Controriforma [1492-1600]

Se volessimo riassumere brevemente gli anni che vanno dal 1250 al 1600, potremmo definirli "crescila, apogeo e decadenza dell'Italia". Sebbene divisa in piccoli Stati sovrani e rissosi tra loro, in questo periodo l'Italia raggiunge in campo artistico e letterario uno splendore senza precedenti nella storia. Dopo la solitaria lezione di Dante, Petrarca e Boccaccio dettano i canoni letterari che saranno seguiti dall'Europa per ben tre secoli, i pittori italiani stupiscono per i capolavori con cui adornano le chiese e le corti dei potenti, gli architetti rielaborano la grande lezione greca e romana per giungere a una sua nuova interpretazione. La quasi totalità del commercio del Mediterraneo è in mano ai mercanti italiani e fiumi dì denaro affluiscono nelle mani dei banchieri e dei signori delle diverse corti della penisola. Ma a questa grandezza artistica e economica si accompagna una debolezza politica che verrà a galla dopo la morte, nel 1492, di Lorenzo il Magnifico e nello stesso anno la scoperta dell'America avrebbe cambiato per sempre le rotte del grande commercio mondiale. Nel 1494 la calata in Italia di Carlo Vili di Francia avrebbe posto fine all'effimera libertà italiana. In questo periodo, inoltre, si diffondeva in Europa la Riforma di Lutero, insorto contro la Chiesa di Roma. Un messaggio che non raggiunse l'Italia che abbracciò (o subì) la Controriforma, piombando in un oscurantismo spirituale e culturale che l'avrebbe segnata nei secoli a venire.

Storia d’Italia, Vol 06. L’Italia dei secoli d’oro [1250-1492]

Se volessimo riassumere brevemente gli anni che vanno dal 1250 al 1600, potremmo definirli "crescila, apogeo e decadenza dell'Italia". Sebbene divisa in piccoli Stati sovrani e rissosi tra loro, in questo periodo l'Italia raggiunge in campo artistico e letterario uno splendore senza precedenti nella storia. Dopo la solitaria lezione di Dante, Petrarca e Boccaccio dettano i canoni letterari che saranno seguiti dall'Europa per ben tre secoli, i pittori italiani stupiscono per i capolavori con cui adornano le chiese e le corti dei potenti, gli architetti rielaborano la grande lezione greca e romana per giungere a una sua nuova interpretazione. La quasi totalità del commercio del Mediterraneo è in mano ai mercanti italiani e fiumi dì denaro affluiscono nelle mani dei banchieri e dei signori delle diverse corti della penisola. Ma a questa grandezza artistica e economica si accompagna una debolezza politica che verrà a galla dopo la morte, nel 1492, di Lorenzo il Magnifico e nello stesso anno la scoperta dell'America avrebbe cambiato per sempre le rotte del grande commercio mondiale. Nel 1494 la calata in Italia di Carlo Vili di Francia avrebbe posto fine all'effimera libertà italiana. In questo periodo, inoltre, si diffondeva in Europa la Riforma di Lutero, insorto contro la Chiesa di Roma. Un messaggio che non raggiunse l'Italia che abbracciò (o subì) la Controriforma, piombando in un oscurantismo spirituale e culturale che l'avrebbe segnata nei secoli a venire.

Storia d’Italia, Vol 05. L’Italia dei Comuni [1000-1250]

Da Costantino il Grande – e all’affermarsi del cristianesimo come religione ufficiale di Roma – alla morte di Federico II, l’imperatore tedesco che sognava un’Italia colta e laica e affrancata dal potere temporale del papato. Quasi ottocento anni di storia durante i quali assistiamo al crollo dell’impero romano d’Occidente, alle invasioni barbariche, alla svolta dell’anno 1000 quando, come dice Rodolfo il Glabro, «si videro rinnovare per tutta la terra, ma specialmente in Gallia e in Italia, le basiliche e le chiese», alle crociate, allo scontro tra papato e impero, e alla lotta dei liberi comuni per la propria indipendenza. Le repubbliche marinare, il monachesimo, le eresie, la nascita della lingua italiana; personaggi come San Benedetto, Odoacre, Matilde di Canossa, Enrico IV, Federico Barbarossa, Francesco d’Assisi, Tommaso d’Aquino, Arnaldo da Brescia… Anni duri e difficili in cui si andò formando il carattere distintivo degli italiani – fatto di un ostinato individualismo prossimo all’anarchia che ci porterà sempre a privilegiare il campanile a scapito dell’idea o della realtà di uno Stato nazionale e unitario – e si preparò il miracolo del Rinascimento.

Storia d’Italia, Vol 04. L’Italia dei secoli bui [476-1000]

Da Costantino il Grande – e all’affermarsi del cristianesimo come religione ufficiale di Roma – alla morte di Federico II, l’imperatore tedesco che sognava un’Italia colta e laica e affrancata dal potere temporale del papato. Quasi ottocento anni di storia durante i quali assistiamo al crollo dell’impero romano d’Occidente, alle invasioni barbariche, alla svolta dell’anno 1000 quando, come dice Rodolfo il Glabro, «si videro rinnovare per tutta la terra, ma specialmente in Gallia e in Italia, le basiliche e le chiese», alle crociate, allo scontro tra papato e impero, e alla lotta dei liberi comuni per la propria indipendenza. Le repubbliche marinare, il monachesimo, le eresie, la nascita della lingua italiana; personaggi come San Benedetto, Odoacre, Matilde di Canossa, Enrico IV, Federico Barbarossa, Francesco d’Assisi, Tommaso d’Aquino, Arnaldo da Brescia… Anni duri e difficili in cui si andò formando il carattere distintivo degli italiani – fatto di un ostinato individualismo prossimo all’anarchia che ci porterà sempre a privilegiare il campanile a scapito dell’idea o della realtà di uno Stato nazionale e unitario – e si preparò il miracolo del Rinascimento.

Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi

25 luglio 1943: il re affida il governo a Pietro Badoglio. Novembre 2004: Silvio Berlusconi riduce le imposte sulle persone fisiche, aprendo così la campagna elettorale per il 2006 mentre Romano Prodi, lasciata la presidenza della Commissione europea, diventa il candidato premier del centrosinistra. Tra queste due date si dipana la storia d’Italia raccontata da Bruno Vespa. Una cavalcata lunga sessant’anni tra ”miracoli italiani” e grandi tragedie, narrata con il piglio del cronista di razza, che, con l’ausilio delle straordinarie testimonianze di Giulio Andreotti, ricostruisce con rigorosa puntualità centinaia di avvenimenti cruciali nella nostra vita nazionale: Salò e la Resistenza, piazzale Loreto, la nascita della Repubblica, il boom economico, piazza Fontana, Aldo Moro, la caduta del Muro, Tangentopoli, la nascita della Lega e la discesa in campo di Berlusconi, la svolta di Fiuggi, i girotondi, la guerra in Iraq… Un libro di storia dal taglio decisamente inedito, arricchito da un’utile appendice con i risultati di tutte le elezioni politiche dell’Italia repubblicana e da un’accuratissima cronologia.
(source: Bol.com)

Una storia crudele

Ubukata Keiko, trentacinquenne scrittrice di successo nota con lo pseudonimo di Koumi Narumi, e da qualche tempo in crisi di creatività, scompare lasciando un’unica traccia di sé: un manoscritto intitolato Una storia crudele. Atsurō, il marito avvezzo alle stranezze e alla volubilità della donna, lo trova in bella vista sulla sua scrivania con il seguente post-it appiccicato sopra: ‘Da spedire al Dott. Yahagi della Bunchosha’. Editor della casa editrice di Koumi Narumi, Yahagi si getta subito a capo fitto nella lettura dell’opera, nella speranza di avere finalmente tra le mani il nuovo best seller dell’acclamata autrice. Piú si addentra nella lettura, tuttavia, piú rimane sconvolto e, leggendo l’annotazione finale dell’opera: ‘Ciò che è scritto in queste pagine corrisponde alla pura verità. Gli eventi di cui si parla sono accaduti realmente’, non può fare a meno di avvertire un brivido corrergli lungo la schiena. Koumi Narumi narra, infatti, dell’infanzia di Keiko, vale a dire della propria fanciullezza. Descritta come una bambina di dieci anni triste e solitaria che patisce l’indifferenza e l’irascibilità della madre, Keiko è impaziente di ricevere amore e attenzione dal prossimo. Una sera, sperando forse di trovarvi il padre, si spinge fino a K, un quartiere ad alta concentrazione di bar e locali a luci rosse. Là si sente a un tratto picchiettare con delicatezza sulla spalla. Sorpresa, si volta di scatto e scorge un giovane uomo con in braccio un grosso gatto bianco. I capelli, aridi e spettinati, gli scendono a ciuffi sulla fronte. Le sopracciglia spioventi gli danno un’aria da ebete. L’uomo la fissa con i suoi occhi piccoli, lo sguardo affettuoso, le pupille che gli brillano. Frastornata, incuriosita, Keiko lo segue in un vicoletto buio, dove lo sconosciuto le infila un sacco nero sul capo e la rapisce. La bambina resta nelle mani di Kenji, il rapitore, per un anno intero stabilendo con lui un rapporto agghiacciante, ambivalente, la cui natura le risulta oscura. Quando infine viene ritrovata, non rivela niente di ciò che è accaduto, né alla polizia né agli psichiatri che vorrebbero aiutarla. Soltanto Miyasaka, un misterioso detective con un braccio solo, non si stanca d’indagare, forse innamorato della verità o forse di Keiko, oppure curioso di venire a capo di una vicenda che sembra nascondere dettagli morbosi. Da quando ha vissuto l’esperienza del rapimento infatti la capacità immaginifica di Keiko cresce a dismisura e, alimentando un innato talento, le permette di diventare a quindici anni acclamata autrice di uno scandaloso romanzo. Opera in cui ne va della sottile linea che separa i fantasmi della scrittura da quelli della realtà, Una storia crudele è uno dei maggiori successi di Natsuo Kirino, ‘l’unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi venti anni’ (Daisuke Hashimoto).

(source: Bol.com)

The Store – Edizione Italiana

E se il mondo immaginato da George Orwell fosse più vicino di quanto pensiamo? Jacob e Megan Brandeis stanno per perdere tutto. A New York non sembra esserci più un posto per chi, come loro, vive della propria scrittura.È un mondo che li respinge, costringendoli a una scelta difficile: lasciare ogni cosa e trasferirsi con la famiglia in un villaggio del Nebraska, per intraprendere un nuovo lavoro.Ma non è un posto qualsiasi, né un lavoro qualsiasi.Jacob e Megan diventano parte integrante dell’immenso organismo di The Store.The Store non è solo «un» negozio on line. È «il» negozio on line, dominatore assoluto del mercato… The Store ha tutto e può consegnare tutto, grazie all’utilizzo di droni. The Store riesce addirittura ad anticipare le esigenze dei consumatori. Li conosce bene, anzi troppo bene.The Store è un forziere pieno di desiderabili oggetti, e di terribili segreti…E per tenerli celati The Store è disposto a tutto.James Patterson, l’autore contemporaneo di thriller più letto al mondo, ci rivela il lato oscuro dei tempi che stiamo vivendo. Con un romanzo travolgente e pieno di colpi di scena, disegna una società in cui la supremazia del marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un passo dall’avverare l’incubo del Grande Fratello. Una realtà sempre più inquietante, e sempre più vicina…

Stop per Sarti Antonio

A Bologna qualcuno sta uccidendo studenti e insegnanti i cui nomi e cognomi cominciano con le lettere B e C e provenienti da città con iniziale A. Sarti Antonio, sergente, è costretto a indagare fianco a fianco a un agente segreto arrivato dagli Stati Uniti, che crede di operare a New York e usa metodi americani in una Bologna, dove, fino al giorno prima, il metodo più sofisticato usato per dare la morte, era il veleno per topi. Nonostante ciò i risultati arrivano e dietro il presunto maniaco si svela una delle più violenti realtà della nostra storia recente e dei nostri tempi.

Stoner

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)
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La stoffa dell’Italia. Storia e cultura della moda dal 1945 a oggi

Nel corso del Novecento l’Italia è riuscita ad affermarsi come punto di riferimento mondiale della moda, nonostante il predominio secolare di Parigi e di Londra. Il libro ripercorre la storia di questo successo che ha contribuito a diffondere una nuova e positiva identità del nostro paese a livello internazionale. Per capire la peculiarità del ‘modello italiano’ è necessario soffermarsi non solo sugli aspetti della produzione artigianale e industriale o sull’evoluzione degli stili. Bisogna prendere in considerazione anche i mutamenti economici e culturali che hanno trasformato radicalmente l’Italia nel giro di pochi decenni: dal miracolo economico alla rivoluzione giovanile e politica, dal consumismo degli anni Ottanta alla globalizzazione, dall’ecologismo degli anni Duemila fino al difficile scenario odierno. Scritte con uno stile brillante, ricche di riferimenti al cinema, alla letteratura, all’arte e al mondo dei media, queste pagine offrono un bilancio complessivo su un fenomeno che ha segnato profondamente la nostra storia recente.
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Stocaxxo che ti amo

Mangia troppo e parla troppo. È ostinata, testarda, indisciplinata, sboccata, esuberante e un po’ pazzerella. Miria, 26 anni, è un disastro di ragazza. Come se non bastasse, ha perso il lavoro e sta nascondendo alla famiglia i suoi problemi economici per non ammettere ai loro occhi che è una buona a nulla come l’hanno sempre fatta sentire. Vorrebbe solo essere amata per quella che è, difetti compresi, e realizzare i suoi sogni con le proprie forze. Cristian, sexy e bastardo, odia molte cose, prime fra tutte le donne sboccate. Vive un’esistenza apparentemente tranquilla fatta di avventure di una notte e giornate vuote prive di sentimenti e punti stabili oltre al suo lavoro e alla sua passione per il calcio. E se il destino, in mezzo a tanta gente, ci facesse incontrare sempre la stessa persona che fa uscire il peggio o forse il meglio di noi? Tra due caratteri così opposti non potranno che esserci scintille…
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Stirpe di lupo

Quando questa serie apparve su Weird Tales all’inizio degli anni Trenta, riscosse immediatamente un enorme successo. Un alieno proveniente da una lontana galassia, atterrato in prossimità di Babilonia, viene raggirato da una strega locale che, con un incantesimo, lo racchiude nel corpo di un essere umano. Uccisa la strega in un impeto di furia irrazionale, egli non ha più la possibilità di fare ritorno al natio pianeta di Nitrhys e, da questo momento, sfoga la sua rabbia e il suo odio contro tutto il genere umano, in partlcolare contro i discendenti della strega che lo ha incatenato alla Terra. La narrazione copre un vastissimo arco di tempo, e ci porta attraverso tutta una serie di grandi avvenimenti storici quali la disfatta della Grande Armada, la Guerra dei Trent’Anni, l’Inquisizione e la scoperta del Nuovo Mondo, per arrivare a concludersi ai giorni nostri con un finale veramente singolare. Harold W. MunnHarold Warner Munn nacque nel 1903, nell’Indiana. Scrittore fantastico di razza esordì nel 1925 sulla rivista Weird Tales ed è proprio di quell’anno il suo primo racconto basato sui lupi mannari. È opinione comune che a spronarlo a scrivere su questa tematica sia stato H.P. Lovecraft, e studi recenti accreditano la tesli che il «Solitario di Providence» abbia addirittura partecipato alla stesura di alcuni suoi scritti. Dal 1931 al 1966, Warner Munn rimase totalmente inattivo, riprendendo poi a scrivere ma non solo in campo fantastico: al suo attivo annovera tra l’altro un robusto poema sulla figura di Giovanna d’Arco.

Stirpe di alieno

Lo avevano chiamato Thorn, e ancora neonato lo avevano affidato al più grande giudice-guerriero di quel mondo, Duun, perché lo allevasse come un membro della loro razza. Ma ben presto Thorn si rende conto di essere diverso; la sua pelle è chiara e priva di morbida pelliccia argentea, le sue mani mancano di artigli, e in tutto quel mondo non esiste un’altra creatura simile a lui. Quando poi gli attentati alla sua vita si moltiplicano, fino a condurre l’intero pianeta a una strenua guerra civile, Thorn capisce che deve cercare nello spazio la risposta all’enigma della sua origine, ben sapendo che da lui può dipendere il futuro di due lontane civiltà. L’ultimo affascinante romanzo di una grande scrittrice, secondo classificato al premio Hugo 1986.
Copertina di Karel Thole