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La spada e la scimitarra

«Il miglior scrittore di romanzi storici? Simon Scarrow.» Corriere della Sera Un grande romanzo storico Una battaglia epica, un nemico spietato e un segreto fatale Una nuova grandiosa avventura dall’autore bestseller de Il centurione 1565: l’isola di Malta è un avamposto di cruciale importanza, fondamentale crocevia tra i Paesi cristiani, governati dalle grandi dinastie reali, e l’Impero ottomano che, in continua espansione, sta arrivando a minacciare l’Europa. I cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, preposti alla difesa dell’isola, da anni ingaggiano una lotta mortale contro la flotta turca impegnata a estendere il suo dominio su tutto il Mediterraneo. Tra le file cristiane, un astuto e leale veterano inglese, sir Thomas Barrett, è animato dal ferreo proposito di preservare il proprio Ordine dalla devastante avanzata ottomana. Seguendo un comando impartito della regina d’Inghilterra, Barrett dovrà recuperare una pergamena che custodisce un segreto in grado di minacciare il regno stesso di Sua Maestà. Il cavaliere, per riuscire nella missione, dovrà confrontarsi con il suo doloroso passato e un mistero che da anni è rimasto nascosto, mentre al largo delle coste di Malta cominciano ad affacciarsi innumerevoli vele turche… Dopo lo straordinario successo dei romanzi dedicati all’antica Roma, arriva anche in Italia una nuova avventura ambientata nel Mediterraneo del sedicesimo secolo. «Il miglior scrittore di romanzi storici? Simon Scarrow.» Corriere della Sera «Una prosa incalzante e una profonda conoscenza della storia antica.» Daily Mail Simon ScarrowÈ nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si è stabilito in Inghilterra. Per anni si è diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e l’insegnamento. È un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, è stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Scarrow è autore dei romanzi Sotto l’aquila di Roma, Il gladiatore, Roma alla conquista del mondo, La spada di Roma, La legione, Roma o morte, Il pretoriano, La battaglia finale, Il sangue dell’impero, La profezia dell’aquila, Roma sangue e arena. La saga, oltre alla serie I conquistatori, solo in ebook, tutti pubblicati dalla Newton Compton.

La sentenza

1944, carcere di San Francesco a Parma. Il rombo degli aerei alleati fa tremare le pareti e il cuore di uomini capaci dei delitti più atroci, adesso tutti pronti a sostituire con il crocefisso la pistola o il coltello. Tranne uno. Lo chiamano Bengasi, perché è stato nella Legione straniera, dove si era rifugiato per sfuggire ai molti guai combinati in gioventù. È un avventuriero inquieto e per lui le bombe sarebbero una liberazione.
Stesso anno, stessa notte. Carcere di San Vittore a Milano. Il bombardamento della città, uno dei tanti ormai, sfiora le mura senza toccarle. Un gruppetto di prigionieri comuni è convocato dalla guardia fascista. Tutti temono il peggio, ma ce n’è uno che nella vita è sempre riuscito a cavarsela, sempre ai margini, sempre disposto a tutto. Forse, pensa, anche questa è un’opportunità.
Bengasi riesce a scappare, e sa che la sua unica possibilità di salvezza è la guerriglia, quella dei partigiani nascosti lì, tra le montagne. L’altro coglie al volo la proposta del fascista e accetta di infiltrarsi nella Quarantasettesima brigata Garibaldi, partigiani del Parmense, come spia: non è la prima volta che fa un lavoro sporco, e comunque è sempre meglio che rimanere rinchiuso in una cella. Accetta anche il suo nome di battaglia, Jim, che gli viene affibbiato con ironico disprezzo, citando Conrad.
Jim e Bengasi sono due uomini ai quali una notte ha cancellato il passato e regalato un futuro. Sono due partigiani per caso. La montagna unisce i loro destini, l’amicizia li rende inseparabili. Oltre le donne, il sesso, la violenza, l’amore, il tradimento, la morte. Nonostante tutto, la guerra li farà diventare eroi e questa è la loro storia. Forse la loro leggenda.

La seconda estate

Roma, 1982. È un freddo pomeriggio di marzo, ma la pioggia non ferma Lea, intenzionata a non lasciare vuoti i due posti riservati in platea. Un invito a teatro è quello che ci vuole per sentire meno la mancanza di suo figlio, ripartito per Londra, dove sta ultimando gli studi. Ma quel volto che scorge tra la folla, poche file più avanti, la lascia senza fiato. Possibile che sia davvero lui? Vent’anni prima, Lea aveva trascorso un’indimenticabile estate a Capri. L’atmosfera sofisticata ed eccentrica dell’isola l’aveva da subito conquistata, consolandola dell’ennesima assenza del marito. Il giorno in cui Giulio, uomo di successo, affascinante e premuroso, era comparso nella sua vita il cuore di Lea non aveva potuto opporsi. Nella cornice di un’antica villa ormai in rovina e custode di pericolosi segreti, tra i due era nata una passione travolgente e proibita. A nulla era servito tentare di resistere, e le conseguenze erano state drammatiche. Adesso che Lea ha lasciato il marito sembrerebbero non esserci più ostacoli al loro amore, che risboccia come se il tempo si fosse dimenticato di scorrere. Quell’estate però non è solo scolpita nei loro cuori, perché sottili trame legano al presente ciò che accadde allora. Lea e Giulio non lo sanno, ma la loro felicità dovrà ancora attendere, minacciata da una verità a lungo tenuta nascosta.

La scelta vegetariana: Una breve storia tra Asia ed Europa

Essere vegetariani per la specie umana è una scelta, non un’inclinazione naturale. L’uomo è un onnivoro, non un vegetariano ‘per stomaco’, come lo sono i ruminanti, per esempio. È per questo importante capire quando in una società, in una cultura, in un certo periodo storico, in uno stato, in un gruppo, in una setta si decide di allontanarsi dal regno della carne. Si tratta sempre di una scelta culturale, e nella maggior parte delle volte è quasi sempre espressione di una prospettiva religiosa. L’obiettivo di questo libro non è giustificare, sostenere, schierarsi, né analizzare il fenomeno contemporaneo, che ha avuto nell’ultimo decennio una accelerazione imprevista. Semplicemente, si vogliono descrivere momenti storici in cui questa scelta è avvenuta. Si tratta di raccontare la Storia, con le sue disomogeneità e disuguaglianze, con le sue discontinuità e contraddizioni, percorrendo il tempo e gli spazi geografici dell’Asia e dell’Europa. Si va da Pitagora agli orfici passando per il buddhismo, il confucianesimo, il monachesimo e i catari, per approdare nella Cina di Mao e alla Casa Bianca nella cucina di Michelle Obama. Senza mai dimenticare che l’essere umano non è solo un mangiatore biologico, ma è soprattutto un consumatore-mangiatore simbolico e sociale.

La regina straniera

Una proposta, due strade, una decisione che potrebbe cambiare la storia Francia, ottobre 1396. Giovanna di Navarra incontra Enrico di Bolingbroke, erede di Lancaster, alle nozze di Enrico II e Isabella di Valois e quel giorno segna l’inizio di una profonda amicizia. Che forse potrebbe trasformarsi in qualcosa di più se solo il senso dell’onore e la lealtà nei confronti del proprio paese non fossero così radicati in entrambi. Francia, 1399. Il Duca di Bretagna è morto e la sua vedova, Giovanna di Navarra, nominata reggente fino alla maggiore età del loro primogenito, ha ereditato il controllo del ducato, significativo riconoscimento della sua intelligenza, integrità e lungimiranza politica. Qualche anno dopo Enrico, diventato Re d’Inghilterra, la chiede in moglie. È quello che Giovanna sogna da molto tempo, eppure si tratta di una decisione tutt’altro che facile. Accettare significherebbe diventare Regina d’Inghilterra, ma a quale prezzo? Dovrebbe trasferirsi in una terra straniera e ostile, abbandonare i figlie e rinunciare alla propria indipendenza. Senza contare che la posizione di Enrico sul trono è quanto meno precaria e che la guerra incombe. Data l’instabilità politica e il costante rischio di ribellione, il sovrano inglese non può fidarsi di nessuno, nemmeno della sua regina, e per Giovanna lasciare la Francia potrebbe rivelarsi pericoloso. D’altra parte, l’unione tra loro potrebbe condurre a una proficua alleanza tra due grandi potenze. Ora sta a lei scegliere… Intrecciando abilmente fatti storici e vicende personali, Anne O’Brien dà vita a un romanzo avvincente che si legge tutto d’un fiato. – The Times

La ragazza del suo migliore amico

Con un piccolo aiuto – e un piccolo calcio – della sua amica, potrebbe riuscire a ottenere l’uomo che vuole. Lo Sky Bar di Skylar Redmon è frequentato regolarmente da soldati sexy. Eppure, lei è sola, e la cosa la sta stancando. Non le interessa un uomo che le faccia perdere la testa in camera da letto, lei vorrebbe solo un ragazzo stabile, gentile e compassionevole. Peccato che quel ragazzo la veda ancora come la ragazzina con i codini della loro infanzia, e non come la donna forte che è diventata oggi. Ma forse, con un piccolo aiuto, le cose possono cambiare. Come ex paramedico dell’ambulanza sul campo, Matt James è bravo a operare sotto pressione. Fingere di essere interessato a Skylar per aiutarla ad attirare l’attenzione del suo migliore amico? Niente di più semplice, perché non dovrà fingere. È innamorato di lei fin dalle scuole elementari, ma non ha mai fatto nulla per farglielo capire. Lei si merita qualcuno che possa offrirle di più. Un tocco porta a un bacio, e un bacio a una notte che porta una – o tre – perversioni nel piano di Sky. Lasciandola a chiedersi se non stia inseguendo l’uomo sbagliato… e rischiando che quello giusto le scivoli dalle dita. Avvertenza: in questo libro troverete una ragazza che ha messo gli occhi sul premio sbagliato e un piano molto debole… ma anche un eroe che di forza ne ha da vendere. Ogni libro della serie Line of Duty può essere letto singolarmente.

La perfezione non è di questo mondo

Torino, tra le Molinette e il Valentino. Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po’: da quando la sua compagna non c’è più, continua a rivederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì? A soccorrerlo dal dubbio di essere sull’orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, certo che sia più che normale che i morti continuino ad abitare accanto ai loro cari, e altre tre persone, che incrociano la sua strada. Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d’Argento, un call center per anziani. Olga, un’arzilla zitella settantaseienne ricoverata con una gamba rotta. E Fausto, un giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, un bracco che ha il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove fa jogging Gemma. Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l’ospedale, dove si aggirano altre due inafferrabili presenze. Perché chi l’ha detto che morendo si deve per forza andare nell’aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante – e infinitamente più divertente – immaginare di poter restare nell’aldiqua, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con tutte le nostre stupende imperfezioni?

La notte non esiste

Quattro mesi dopo la sparatoria che poteva costargli la vita, Denis Carbone sta cercando di rimettersi in sesto. Il lavoro gli sembra la sola terapia possibile per chiudere con il Macallan, gli amori impossibili e gli attriti con i vertici della questura partenopea. E così, quando il cadavere di una bambina nigeriana viene ritrovato ai piedi di una scarpata, poco prima di Natale, l’ispettore più tormentato di Posillipo si getta sulle tracce dell’assassino. Tra false piste e oscuri traffici nella comunità vudù di Castelvolturno, i sospetti ricadono presto su un sinistro individuo avvistato a bordo di un pick-up nero. Ma Denis ancora non sa che gli indizi rinvenuti nel suo covo rimanderanno a una storia lontana e inquietante, a un passato che credeva sepolto per sempre: e che invece è pronto a tornare, emergendo prepotente da fabbriche abbandonate, archivi polverosi e spiagge perdute… Un segno misterioso compare su un muro, mentre un’ondata di rapimenti e uccisioni sembra funestare le feste dei napoletani. Quante persone vi sono coinvolte? E in che modo Alice, la sorellina di Denis scomparsa venticinque anni prima, è collegata a questa faccenda? Spinto dalla rabbia e dalla sete di verità, l’ispettore Carbone non esiterà a addentrarsi nei meandri di una città disperata e corrotta, mettendo a repentaglio tutto ciò che ha pur di fermare la scia di sangue e ottenere vendetta. Dall’autore di Fragile è la notte, un nuovo, entusiasmante capitolo della serie poliziesca più nera di Napoli.

La nostra canzone (eLit)

*Devo sapere la verità.* Adam Carmichael non ha saputo resistere alla tentazione di cercare Maggie Fennel nel back stage del tour di concerti che sta tenendo dopo anni di lontananza dalle scene. All’epoca, il loro amore era ancora più dolce delle canzoni che interpretavano insieme; poi, dopo “quell’episodio”, lei era lentamente sparita nel nulla. Per quale motivo?

La Neve dell’ammiraglio

Maqroll il Gabbiere – protagonista di La Neve dell’Ammiraglio, una povera bottega sperduta sulla Cordigliera – porta un nome che lo descrive sempre «a guardare l’orizzonte e ad annunciare le tempeste, le coste in vista». Per ironia del destino, invece, già fin da questo primo volume della trilogia che ne racconta «imprese e tribolazioni», l’errare di Maqroll non è mai organizzato secondo una meta, un senso o uno scopo: è solo un’interminabile deriva. La selva, la barca, il fiume, le misteriose segherie che, come un’improbabile promessa di ricchezza, stanno alla fine di questo viaggio, sono presenze opache sulle quali viene evocato, fra il delirio e il ricordo, qualcosa che sembra oggi essersi perduto: l’avventura, le diverse sfumature degli affetti, il corpo della donna amata.

La morte dei caprioli belli

Le storie della famiglia Popper incrociano le vicende dell’Europa di prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Eppure, leggendo “La morte dei caprioli belli”, ridiamo e ci commuoviamo non sulle macerie della guerra, ma sulle cose di ogni giorno. Qui protagonista è la vita, travolgente in tutta la sua bellezza: un padre sognatore, innamorato della pesca e delle donne, che tra alti e bassi non smette di combinare guai, una madre solida e paziente ma che sa il fatto suo, pescatori, operai e soldati che rubano, regalano, scappano, temono… Con un calore e una semplicità disarmanti Ota Pavel ci porta sulle sponde del laghetto, sdraiati con lo sguardo che punta al cielo e il cuore colmo di stupore.

La moglie del giudice

*Dublino, 1954.*
Giovane e bellissima, Grace ha dovuto sposare contro il proprio volere il giudice Moran, un uomo ricco e influente, molto più anziano di lei, che a poco a poco le ha rubato la gioia di vivere. Finché non ha incontrato Vikram, un affascinante medico indiano, gentile e premuroso quanto il marito è freddo e insensibile, e se ne è innamorata perdutamente. Ma quando rimane incinta, per evitare uno scandalo che gli rovinerebbe la carriera e la reputazione, il giudice decide di ricorrere a una misura estrema e crudele, e il giorno dopo il parto fa rinchiudere la moglie in un istituto psichiatrico. A Vikram dicono che Grace è morta e lui, distrutto dal dolore, torna nel suo paese natale.
*Dublino, 1984.*
Trent’anni dopo, alla morte del giudice Moran, la figlia Emma torna a casa per occuparsi degli affari del padre con cui aveva troncato ogni rapporto molti anni prima, e tra i suoi effetti personali ritrova i diari della madre che non ha mai conosciuto.
Contemporaneamente, in India, Vikram sta organizzando un viaggio in Irlanda con l’amata nipote Rosa – che sa tutto di Grace e dell’amore perduto dello zio – per poter finalmente piangere sulla tomba della donna che ha amato con tutto se stesso.
Quella che emerge a poco a poco è una verità sconvolgente, con la quale Emma, Vikram e Grace dovranno fare i conti. Ed è una verità che cambierà per sempre le loro vite.

La mia storia con Mozart. Con CD Audio

La storia di un ragazzo che non riesce a trovare la propria anima e che infine si salva e impara ad amare la vita grazie alla musica di Mozart diventa un’occasione per ascoltare alcuni dei migliori brani del compositore austriaco (grazie al CD allegato al libro). Guidati dall’orecchio esperto di Schmitt scopriamo tra le note di Mozart risposte ai grandi quesiti dell’esistenza: Dio, l’amore, la morte, perché viviamo, cos’è il dolore… Scopriamo come l’infanzia diventi spirito dell’infanzia in età avanzata. Scopriamo come la profondità e la leggerezza non siano l’una il contrario dell’altra. Scopriamo come sofferenza e allegria non si escludano a vicenda. Scopriamo che l’arte è semplicità, che non c’è bisogno del rumore e delle tinte forti per affermare la bellezza né per incantare il pubblico. Questo racconto di Eric-Emmanuel Schmitt non è solo una guida all’ascolto di Mozart; sarebbe forse più esatto definirlo una guida all’ascolto di noi stessi tramite Mozart.

La mia parte di gioia

«Quanta storia, emozioni, morti, amori in queste poche frasi che ho tracciato… magari qualcuno scrivesse questa storia per me». Coltivando il vizio di parlare a se stessa più veloce del calendario, invadendo con le parole di oggi le pagine di domani, in un tentativo subito fallito d’imbrigliare la sua voce nella griglia prestampata dei giorni, Goliarda Sapienza trasforma la scrittura autobiografica in battaglia. E quel vizio, assecondato quasi per caso fin dal 1976, cresce e matura con lei sino agli ultimi anni. È un bisogno ormai consapevole, conosciuto – che ruba tempo ai romanzi in attesa di essere scritti, al silenzio dei rifugi marini, al lavoro sul palcoscenico e alle ore con gli amici, fonte di felicità piena -, a cui Goliarda concede d’infilarsi in ogni momento, senza censure con se stessa, mettendo a nudo il suo vero sentire. Così si trova costretta ad aggiungere fogli alle agende, troppo brevi per contenere la vitalità della sua voce. Questa seconda selezione delle ottomila pagine scritte a mano – dopo la prima, pubblicata sotto il titolo *Il vizio di parlare a me stessa* \- ci rivela una Goliarda concreta, che ama lavorare nel cinema e in teatro così come cucinare; propositiva, quando cerca la voce e la strada per nuove opere letterarie; riflessiva, mentre valuta la sua condizione fisica e persino estetica; saggia, che fa i conti con la vecchiaia e tira le fila della sua esistenza; viva e sempre alla ricerca dei momenti di grazia, di gioia, come quelli che solo l’amore sa dare. Sfogliando i suoi taccuini, possiamo scoprire ancora nuovi aspetti di una donna unica e multiforme, in un Novecento italiano troppo spesso ostile e inadeguato, e accompagnarla nell’ultimo tratto della sua vita verso una conclusione che non è una vera fine, ma anch’essa un’aggiunta, una nota che ha il sapore della salvezza quando le pagine sono finite.

La mia famiglia e altri orrori

La famiglia Wünschmann non è felice. La libreria di mamma Emma è sull’orlo del fallimento, papà Frank è stressato dal lavoro, la figlia Fee – in piena pubertà – non combina nulla, insegue amori sbagliati e va male a scuola, dove la testa di suo fratello Max viene regolarmente infilata nella tazza del gabinetto dalla compagna di cui lui, imberbe dodicenne, è segretamente innamorato. Un disastro. Finché un giorno una vecchia amica di Emma le offre l’opportunità di risollevare le sorti del negozio invitandola a una grande festa in maschera in onore di un’autrice famosa. Questo almeno è quello che capisce Emma. I Wünschmann si presentano quindi trepidanti e travestiti da mostri: Frank è Frankenstein, Fee una mummia, Max un lupo mannaro ed Emma una vampira. Peccato che al party siano tutti in abito da sera! Occasione persa e umore sotto le scarpe. Lo strano quartetto, sempre più depresso, si avvia verso casa. Ma l’incontro con una finta mendicante sta per cambiare per sempre il corso delle loro vite… David Safier torna a stupirci con una **storia surreale tutta giocata attorno al tema della felicità,** che spesso oggi non riconosciamo più se non in circostanze talmente estreme da costringerci a capire quali siano i valori veramente importanti della vita, e a guardare quello che abbiamo con occhi nuovi. La mia famiglia e altri orrori è una **straordinaria avventura nel fantastico, un romanzo ironico, divertente, pieno di sorprese,** battute memorabili e situazioni esilaranti. Impossibile resistergli!

La lista di Lisette

È il 1937 quando Lisette giunge a Roussillon, un villaggio della Provenza appollaiato in cima a una montagna. André, il marito, ha deciso di abbandonare la capitale e trasferirsi in quel borgo sperduto perché il nonno, Pascal, gli ha chiesto aiuto a causa della sua cagionevole salute. A Roussillon, però, i due non si imbattono affatto in un anziano malandato e in fin di vita, ma in un aitante ottantenne che un giorno mostra a Lisette e André la ragione vera del loro arrivo a Roussillon: sette dipinti appesi alle pareti, sette capolavori di Cézanne, Pissarro e altri grandi maestri. Un tesoro che il vecchio ha ricevuto dalle mani stesse degli artisti quando anni prima, «giovane, sprezzante e pieno di grandi idee», aveva pensato di improvvisarsi corniciaio a Parigi. Doni preziosi che racchiudono meravigliose storie d’arte e d’amore che Pascal vuole raccontare al nipote e alla sua giovane moglie parigina perché non vadano perdute. Diventeranno la «lista di Lisette», i dipinti che la parisienne proteggerà quando, scomparso Pascal e perse le tracce di André, il rombo dei cannoni nazisti cercherà di zittire ovunque la civiltà e, in ogni città e contrada d’Europa, le SS, su ordine di Goering e Goebbels, si daranno al saccheggio e al furto di migliaia di opere d’arte.