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Risveglio di passioni (I Romanzi Oro) (Serie Simply Vol. 1)

Si incontrano durante una bufera di neve: lei una giovane insegnante con un passato segreto, lui l’attraente straniero che inaspettatamente giunge a soccorrerla. E per quanto siano due estranei, il desiderio che li travolge è istantaneo e impossibile da reprimere. Costretti a rifugiarsi in una locanda, Lucius Marshall, visconte Sinclair, e Frances Allard vivono una notte di ardente passione, ma non c’è futuro per loro, troppo diversi sono i mondi a cui appartengono. Così al mattino le loro strade si dividono fino a quando il destino non li fa incontrare di nuovo, e questa volta Lucius, che non l’ha mai dimenticata, non si fermerà di fronte a niente pur di farla sua per sempre.
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### Sinossi
Si incontrano durante una bufera di neve: lei una giovane insegnante con un passato segreto, lui l’attraente straniero che inaspettatamente giunge a soccorrerla. E per quanto siano due estranei, il desiderio che li travolge è istantaneo e impossibile da reprimere. Costretti a rifugiarsi in una locanda, Lucius Marshall, visconte Sinclair, e Frances Allard vivono una notte di ardente passione, ma non c’è futuro per loro, troppo diversi sono i mondi a cui appartengono. Così al mattino le loro strade si dividono fino a quando il destino non li fa incontrare di nuovo, e questa volta Lucius, che non l’ha mai dimenticata, non si fermerà di fronte a niente pur di farla sua per sempre.

Il risveglio della storia

Bancari, ‘tecnici’, industriali, opinionisti sono concordi nel dirci che dobbiamo cambiare. Dobbiamo cambiare il nostro modo di considerare il lavoro e la vita consociata, i rapporti mondiali e l’esistenza individuale; altrimenti, la crisi ci porterà via, come infimi relitti, verso l’oceano della povertà definitiva. Per i nostri padroni, dice Badiou, ‘questa è la legge del mondo’. Ma questo libro – la prima e più autorevole interpretazione filosofica della nuova stagione di rivolte mondiali, dalla primavera araba agli Indignados a Occupy – sostiene una tesi diversa: un nuovo mondo sta nascendo, basato su tutt’altre regole. Un mondo che rigetta le parole d’ordine della ‘modernizzazione’ e della ‘riforma’, sotto le quali si traveste un tentativo di regressione politica senza precedenti, volto a adeguare la produzione e la vita stessa ai dogmi di un liberismo oligarchico e ottocentesco; un mondo che – sebbene in maniera ancora confusa e dispersa – a quest’ordine si ribella esplicitamente, entrando in quello che Badiou chiama ‘il tempo delle rivolte’. Rivolte attraverso le quali il ‘risveglio della storia’ dovrà dar luogo a un ‘risveglio dell’Idea’: l’idea di comunismo, un comunismo antidogmatico e in fieri, che rilanci l’insopprimibile aspirazione dell’uomo alla giustizia, all’eguaglianza, all’universalità.
(source: Bol.com)

Il risveglio della magia

Ogni anno i popoli del mondo di Elda si ritrovano alla Grande Fiera, tradizionale evento politico-culturale, in cui le differenze religiose sono messe da parte per ottenere i favori di qualche re, stipulare trattati vantaggiosi o raggiungere importanti alleanze. Su questo sfondo variopinto fatto di tradimenti, delitti, amori e amicizie, si muovono i numerosi personaggi creati da Jude Fisher; lo stupido re Ravn Asharson, sovrano dell’Eyra in cerca di una consorte, le nobili famiglie dell’impero Istriano del sud, la cui intollerante religione maschilista è una cappa di cecità e fanatismo, i fieri eyrani del nord, le cui splendide navi solcano i mari conosciuti in cerca di avventure e gli Erranti, i misteriosi mercanti nomadi che, assieme ai loro suggestivi carichi, portano con sé uno strano uomo pallido, una donna dalla bellezza magnetica ed un gatto nero dai poteri singolari.
Quasi tutti, però, ignorano che un evento epocale sta per sconvolgere il mondo di Elda; la magia, da secoli scomparsa, sta inspiegabilmente ritornando e tra le mille misteriose vie di cui dispone, ha scelto anche le mani della giovane e ribelle armaiola eyrana Katla Aransen.

Il risveglio dell’abisso

La maggior parte del globo è ricoperta dalle acque di oceani e mari, pullulanti di forme di vita innumerevoli. In ogni oceano, il fondo, tra montagne altissime che tuttavia non sempre riescono a raggiungere la superficie, spesso sprofonda in abissi tenebrosi, che scendono a volto fino a dieci, undici dodici chilometri dalla superficie dell’acqua: le cosiddette fosse abissali. Nel mistero di questi abissi si celano forme di vita inimmaginabili, assurde, intelligenti. Alla pressione inconcepibile di tonnellate e tonnellate per centimetro quadrato, queste forme tramano, e si accingono a compiere, la conquista delle terre emerse. Quali sono queste forme atroci, intelligenti, spietate? E’ un mistero. Donde provengono? Il professor Bocker non esclude che la sostanza originaria della loro vita tragga origine, attraverso gli spazi interplanetari, da qualche pianeta ove la norma della esistenza esige pressioni paragonabili a quelle presenti sul fondo delle nostre fosse abissali. E a poco a poco la conquista del mondo civile si svolge con lenta, spietata precisione. L’orrore si diffonde tra gli uomini, ogni giorno più preda dell’Abisso. L’Abisso si ridesta. Distrugge ogni giorno decine di migliaia di esseri umani fra strazi indicibili, e non ha volto, non ha nome, perchè gli strumenti della sua distruzione sono inesplicabili e misteriosi quanto la mente che li dirige. Poi, lentamente, tutti i ghiacci delle regioni polari si sciolgono, il livello di tutti i mari sale di quaranta metri e l’agonia degli uomini ha inizio. Ma gli uomini hanno inventato frattanto una bomba… ultrasonica! E forse il mondo si salverà. Col Risveglio dell’Abisso, John Wyndham, l’indimenticabile autore dell’Orrenda Invasione, ha trovato nuovi modi e nuove emozioni per quella forma di narrativa ultra-avvincente che è la fantascienza. Il Risveglio dell’Abisso è un libro che si ricorda per tutta la vita.
Copertina di Curt Caesar

Il risveglio dei sensi (Romanzi Extra Passion)

Un bel mattino, al risveglio, Elaine Metcliffe si ritrova in un letto sconosciuto, nel corpo di un’altra donna, in un altro secolo. Turbata, scopre che in questa nuova vita è sposata a un barone inglese, Charles Mortimer, un uomo sicuro di sé e terribilmente attraente, deciso non solo a sedurre la donna, che crede sua di diritto, ma anche a educarla nelle arti erotiche. Divisa tra la fedeltà al marito reale, freddo e indifferente, e la squisita tentazione che Charles le offre con ogni suo tocco, Elaine perviene a una decisiva consapevolezza. Che l¿oscura magia responsabile di averla trasportata in quel luogo e in quel tempo, non è potente quanto la passione che le fa desiderare di restarvi per sempre.
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### Sinossi
Un bel mattino, al risveglio, Elaine Metcliffe si ritrova in un letto sconosciuto, nel corpo di un’altra donna, in un altro secolo. Turbata, scopre che in questa nuova vita è sposata a un barone inglese, Charles Mortimer, un uomo sicuro di sé e terribilmente attraente, deciso non solo a sedurre la donna, che crede sua di diritto, ma anche a educarla nelle arti erotiche. Divisa tra la fedeltà al marito reale, freddo e indifferente, e la squisita tentazione che Charles le offre con ogni suo tocco, Elaine perviene a una decisiva consapevolezza. Che l¿oscura magia responsabile di averla trasportata in quel luogo e in quel tempo, non è potente quanto la passione che le fa desiderare di restarvi per sempre.

Il ristorante dell’amore ritrovato

Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di Tokyo, rientra una sera a casa con l’intenzione di preparare una cena succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po’. Con suo sommo sgomento, però, scopre che l’appartamento è completamente vuoto. Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di niente. Spariti persino gli utensili in cucina, il mortaio di epoca Meiji ereditato dalla nonna materna, la casseruola Le Creuset acquistata con la paga del suo primo impiego, il coltello italiano ricevuto in occasione del suo ventesimo compleanno. E, soprattutto, sparito il fidanzato indiano, maître nel ristorante accanto al suo, un ragazzo con la pelle profumata di spezie. Lo choc di Ringo è tale che resta impietrita al centro della casa desolatamente vuota, la voce che non le esce più dalla bocca. Decide allora di ritornare al villaggio natio, dove non mette più piede da quando, quindicenne, è scappata di casa in un giorno di primavera. Là, appartata nella quiete dei monti, matura il suo dolore. Una mattina, però, osservando il granaio della casa materna, Ringo ha un’idea singolare per tornare pienamente alla vita: aprire un ristorante per non più di una coppia al giorno, con un menu ad hoc, ritagliato sulla fisionomia e i possibili desideri dei clienti. Con l’aiuto del valente Kuma-san, l’ex factotum della scuola elementare del villaggio, il cui cuore è stato infranto dalla bella Shiñorita, un’argentina scappata in città, Ringo risistema il granaio. Pareti tinteggiate d’arancio, posate di epoca vittoriana e di epoca Taish e, nel giro di qualche mese, il Lumachino, così la ragazza battezza il ristorante, apre i battenti. La prima cliente è la Concubina, la triste amante di un influente politico locale, passato a miglior vita diversi anni prima. Sulla tavola, in un tripudio di colori, odori e bontà senza pari, si alternano piatti gustosissimi che attingono alle cucine più famose: giapponese, italiana, cinese e francese su tutte. L’indomani, la Concubina, agghindata di solito a lutto con una lunga veste nera, passeggia con un cappotto rosso fuoco e un magnifico colbacco di pelliccia, e il suo atteggiamento schivo ha lasciato spazio a una marcata allegria. La medesima cosa accade a tutti i clienti del Lumachino: una ragazza riesce a fare innamorare di sé l’ex compagno di classe che l’aveva sempre ignorata, una coppia gay in fuga d’amore tra i monti trasforma il soggiorno in una luna di miele, un uomo burbero e scorbutico diventa un gentiluomo e così via. In breve, la notizia della magia del Lumachino si diffonde in tutto il circondario, e il successo è così garantito, poiché tutti vogliono sedersi alla tavola del ristorante dell’amore ritrovato. Una concubina ritrova la gioia di vivere, una ragazza conquista finalmente il cuore dell’amato, una coppia gay in fuga vive una luna di miele, un uomo scontroso e burbero si trasforma in un gentiluomo… Dove? Al Lumachino, il ristorante dell’amore ritrovato, dove si possono gustare prelibatezze che fanno bene al cuore. ‘Uno straordinario bestseller su cibo, amore e rapporto madre-figlia’. Times of Japan
(source: Bol.com)

La risposta è amore

Dall’autrice del megabestseller Non dirmi un’altra bugia The Private Club Series Bryn James è una ragazza con le idee chiare: ciò che desidera più di ogni cosa al mondo è l’affascinante Matthew DeLuca, ex campione di baseball e ora proprietario di un’azienda vinicola. Nonché suo nuovo capo… Matt è giovane, intelligente e incredibilmente sexy: peccato che non la consideri altro che una valida e timida assistente. Bryn però è determinata a fare di tutto purché lui la noti. Armata di un nuovo look e di un atteggiamento più aggressivo, si è messa in testa di attirare l’attenzione di Matt e conquistarlo una volta per tutte. E al diavolo la professionalità! Con l’inaugurazione di una nuova attività, Matt sa che deve rimanere concentrato, ma Bryn gli sta rendendo la vita molto difficile: lui ha sempre trovato attraente il suo atteggiamento serio e un po’ compassato, ma bisogna ammettere che la nuova Bryn è davvero mozzafiato ed è un’impresa ardua riuscire a tenere le mani a posto. Così, quando all’improvviso Matthew si ritrova a strappare i vestiti di dosso a Bryn, sa che si sta giocando la carriera… e il cuore. Dall’autrice bestseller del New York Times e USA Today Il nuovo fenomeno editoriale degli ultimi anni ‘…Le scene esplicite vi faranno salire la pressione…’ Publishers Weekly ‘Monica Murphy dipinge dinamiche sensuali che vi lasceranno senza fiato…’ Laura ‘The Private Club Series è assolutamente fantastica: divorerete un libro dopo l’altro.’ Jenny Monica MurphyCaliforniana, è autrice di diversi romanzi, tra cui la serie One Week Girlfriend, bestseller del ‘New York Times’ e ‘USA Today’. La Newton Compton ha già pubblicato con successo Non dirmi un’altra bugia, Dammi un’altra possibilità, Promettimi che mi amerai, Resta per sempre con me e Non posso fare a meno di te.

(source: Bol.com)

Il rispetto

«Io, alla fin fine, sono un uomo tranquillo. Mi sono messo a fare l’investigatore privato perché mi pareva interessante e pure perché mi piacevano i film di Miki Stewart … È risaputo che nella vita almeno un nemico ve lo fate; ma un uomo contro un uomo è una faccenda privata, ci entrano di mezzo tante cose che il più delle volte si va avanti distratti, ognuno impicciandosi degli affari suoi … Ma quando ci sta la cagnara, quando i reggimenti si ammassano, quando i pazzi sono a pacchi, allora sono altri quibus. Lì non si scherza, lì son dolori. Lì ci sta sempre qualcuno che sgomita, ci sta sempre qualcun altro che dice: vuoi vedere quanto sono bravo?, ci sta sempre un terzo che risponde: e fammi vedere. E lì è finita. Lì si spara. Lì potete pure morire … Dunque: Tullio Regina viene da me e mi fa una proposta del cazzo. Io gli dico di no. Quelli che controllano Tullio Regina, o quelli che controllano quelli che controllano Tullio Regina, vengono a controllare me. Pure un commissario viene a controllarmi … E infine, il sottoscritto Pino Pentecoste … fa il mazzo di scarola in mezzo al bailamme … Ora, siccome io mazzo di scarola non sono, e chi pensa il contrario è solo uno sciocco perché io avrò soltanto la terza media ma sono di intelligenza assai vispa (come diceva mio padre) e di sensibilità significativa, ne consegue che qualcosa non funziona. In altre parole, io pure se ho azzeccato qualche figura di merda in vita mia e una volta sono pure andato a sbattere contro un tram mentre inseguivo in corsa affannosa un pedinato, a quell’ignorante che si permette di pensare che sono un chiochiero, io gli faccio un culo così». Esce da Adelphi il secondo romanzo di Giuseppe Ferrandino (nel 1998 era apparso “Pericle il Nero”), il primo di una serie che ha come sfondo i quartieri popolari di Napoli, come protagonista il detective Pino Pentecoste e come comprimari una folla variopinta e vociante di biscazzieri, pescivendole, prostitute, preti, commissari e tamarri.
(source: Bol.com)

Risorgimento disonorato

La storia si impara a scuola, ma troppo spesso la storia è un’altra. Fin da piccoli ci raccontano che le vicende dell’Unità d’Italia sono costellate di eroi, atti di coraggio e dimostrazioni di lealtà e abnegazione. Ma è così vero che nel periodo in cui la nostra identità nazionale si è forgiata tutti furono ammirevoli patrioti? A oltre 150 anni dall’Unità, lo sguardo non ideologico di Lorenzo Del Boca si posa sul nostro passato e ci mostra come l’Italia sia nata male. E non soltanto per il modo affrettato di raggruppare regioni e tradizioni distanti tra loro, ma perché, confusi con quelli che rischiavano la vita per la nazione, si mescolava tutta una genia di arraffatori e ladri la cui principale preoccupazione era arricchirsi in fretta, di truffatori e violenti che giustificavano le proprie azioni in nome del più alto ideale di patria. Risorgimento disonorato raccoglie le testimonianze più vere, e talvolta scomode, della nostra storia. Dalla morte di Ippolito Nievo, custode della cassa dei Mille in quanto “unico onesto”, vittima con tutta probabilità di un attentato, ad Alfonso La Marmora, che rase al suolo due quartieri di Genova; da Nino Bixio, che a Bronte fece fucilare persino lo scemo del villaggio, alla cruenta conquista di Gaeta del generale Enrico Cialdini, che sparò 500 colpi di mortaio al giorno contro i borbonici indifesi che in teoria doveva “liberare”. E poi l’ammazza-preti Callimaco Zambianchi, la tangente “tricolore” per le ferrovie di Giuseppe Mazzini e le “importantissime missioni” dell’agente segreto Filippo Curletti. Tutti avvenimenti, questi, di un’Italia poco raccontata, che, spogliati dell’abituale mitizzazione romantico-risorgimentale, risultano, oggi più che mai, fondamentali per comprendere le lacerazioni del nostro presente.
(source: Bol.com)

Il rischio di Bourne

Tenganan, Indonesia. La sagoma di Jason Bourne si staglia nitida nel mirino. Un solo proiettile, e la vendetta di Leonid Arkadin è consumata: Bourne è morto. O almeno così sembra. Perché l’agente segreto che non esiste è miracolosamente scampato alla morte ed è rinato ancora una volta, con una nuova identità e un solo obiettivo: scoprire chi ha tentato di ucciderlo e ricostruire il puzzle sempre più intricato della sua vita. Così, mentre tutti lo credono morto, Bourne diventa il trafficante d’arte Adam Stone, ufficialmente diretto a Siviglia per vendere un preziosissimo dipinto di Goya. Bourne è già in Europa, sulle tracce del suo nemico numero uno, quando nei cieli d’Egitto un aereo di linea americano viene abbattuto da un missile di provenienza iraniana. Per scoprire chi si nasconde dietro quella che ha tutta l’aria di essere una dichiarazione di guerra, la CIA riunisce una task force pronta a collaborare con al-Mukhabarat, la polizia segreta egiziana. Ma le ricerche dell’intelligence americana, guidate da Soraya Moore, finiscono presto per intrecciarsi con quelle di Bourne, scatenando una caccia all’uomo da cui dipende il destino del mondo.
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I rischi del gioco

Jessica Langley è una donna indipendente che ha saputo garantirsi un futuro sereno aprendo un negozio di antiquariato. È fidanzata felicemente con Graham, che è anche suo socio d’affari. All’improvviso, però, compare nella sua vita Luke Hartt, un uomo ricchissimo, intelligente, ma pericoloso. Abituata a combattere, Jessica non si arrende di fronte alla potenza di Luke; lo odia e lo detesta perché lui non solo vuole privarla del suo negozio, ma sostiene addirittura che Graham è disonesto e opportunista. A chi credere? La verità è sorprendente: un incredibile colpo di scena…

Il riscatto

Francia, 1375 – Può una donna innamorarsi dell’uomo che l’ha rapita per ottenere un riscatto? Può un uomo desiderare la figlia del suo peggior nemico? Il destino di Catherine Sommerville e quello di Gervais de Saint-Just si sono incrociati nel modo peggiore, in un paese affamato, devastato dalla guerra e percorso da bande di spietati fuorilegge, eppure i pericoli affrontati insieme hanno fatto crescere in loro una stima reciproca che ha finito per prevalere sulla sete di vendetta. Purtroppo, però, la strada verso la felicità è costellata ancora di insidie…
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### Sinossi
Francia, 1375 – Può una donna innamorarsi dell’uomo che l’ha rapita per ottenere un riscatto? Può un uomo desiderare la figlia del suo peggior nemico? Il destino di Catherine Sommerville e quello di Gervais de Saint-Just si sono incrociati nel modo peggiore, in un paese affamato, devastato dalla guerra e percorso da bande di spietati fuorilegge, eppure i pericoli affrontati insieme hanno fatto crescere in loro una stima reciproca che ha finito per prevalere sulla sete di vendetta. Purtroppo, però, la strada verso la felicità è costellata ancora di insidie…

Il riscatto di un cane

In un anonimo distretto di polizia di New York viene denunciata la scomparsa di un cane, un barboncino francese a cu Edward Reynolds, editor di un’importante casa editrice, e la moglie Greta, aspirante pittrice dal nebuloso passato, sono profondamente affezionati. A occuparsi del caso è Clarence Duhamell, un giovane poliziotto legato sentimentalmente a Marylyn, una ragazza allegra e indipendente, che nutre un istintivo disprezzo verso ogni forma di potere. Insoddisfatto di una routine scandita da estenuanti pattugliamenti notturni, da scontati ordini di servizio, da noiosi rapporti, il protagonista, che subisce l’emarginazione dei colleghi perché incorruttibile e colto – “conosce pure Freud, Dostoevskij e Proust”-, si lascia catturare dall’inchiesta e dalle persone coinvolte, fino a rischiare il proprio equilibrio e le aspirazioni del futuro. Su un caso apparentemente destinato all’archiviazione, stravolgendo i ritmi narrativi, Patricia Highsmith costruisce un piccolo capolavoro della suspence.

Riparare i viventi

“Questo romanzo è bello come una tragedia antica.” L’Express
Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome. Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo. Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.
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### Recensione
**Ventiquattro ore per traslocare il cuore del surfista**
*Paolo Di Paolo*, Tuttolibri – La Stampa
Sembrano storie lontanissime, e invece c’è un filo tra Nascita di un ponte – il romanzo che ha fatto conoscere in Italia **Maylis de Kerangal** – e questo nuovo romanzo, *Riparare i viventi*. In entrambi, la scrittrice francese ricostruisce un’impresa umana, collettiva: lì l’edificazione di un ponte in California, qui un trapianto di cuore. È il senso della cooperazione, dell’alleanza fra sconosciuti – con le loro vite, i loro sguardi diversi – ad affascinare de Kerangal. La collaborazione fra estranei a uno stesso progetto: un grande ponte, oppure un piccolo cuore umano, che dal corpo di un diciannovenne trasloca in poche ore in quello di una donna cardiopatica. Se lì c’erano travi, funi, mattoni, qui ci sono tubi trasparenti, strumenti chirurgici, garze, ma in ogni caso si tratta di mani: che si muovono, toccano, afferrano, stringono.
La salvezza di Claire non passa soltanto per il giovane cuore di un ragazzo morto troppo presto in un incidente stradale; passa per una fittissima serie di gesti, di movimenti, di stati d’animo che de Kerangal narra con ansia descrittiva. Ogni dettaglio qui si dilata, prende spazio sulla pagina caricandosi di misteriose risonanze – e di domande: «Che ne sarà dell’amore di Juliette una volta che il cuore di Simon ricomincerà a battere dentro un corpo sconosciuto, che ne sarà di tutto quel che riempiva quel cuore, dei suoi affetti lentamente stratificati dal primo giorno o trasmessi qua e là in uno slancio d’entusiasmo o in un accesso di collera, le sue amicizie e le sue avversioni, i suoi rancori, la sua veemenza, le sue passioni tristi e tenere?».
Pronunciamo il più delle volte la parola cuore riferendoci, come gli antichi, alla sede dei sentimenti. De Kerangal, nella bellissima pagina iniziale e per tutto il romanzo, riesce a saldare gli stati d’animo che passano per il cuore umano – e lo fanno dilatare, contrarre, accelerare nel battito – alla sua nuda verità anatomica, alla sua meccanica: «il cuore si contrae, un sussulto, poi delle scosse quasi impercettibili, ma che si possono vedere se ci si avvicina, quei deboli battiti, e l’organo a poco a poco ricomincia a pompare il sangue dentro il corpo, e riprende il suo lavoro», il suo ritmo. Intorno a quel cuore, per quel cuore giovane di Simon che in una notte diventa il cuore di Claire si raduna una piccola comunità umana, traiettorie altrimenti destinate a divergere si incrociano, «l’umanità polverizzata in una divergenza infinita di traiettorie» qui si ricompone, entra nello stesso cantiere, dando il meglio di sé.
La scrittrice ci mette a parte di queste vite estranee, ci lascia intuire cos’erano un istante prima dell’emergenza, e cosa saranno, torneranno a essere dopo. Nel limbo della necessità: qui entra la scrittura pastosa, lirica di de Kerangal, sensibile a come la realtà venga modificata dal dolore – trasfigurata, prosciugata («la pressione è salita all’improvviso in quel punto della crosta terrestre»). Più che del giallo psicologico, come il film di Iñárritu 21 grammi, Riparare i viventi ha qualcosa dell’epica, di un’epica però tutta umana. Solo nel momento più delicato del trapianto, un medico «raccoglie tutte le preghiere e gli scongiuri che conosce, forse supplica il Cielo», ma per il resto della storia gli dei sono assenti: ogni forza, ogni possibilità sono umane. Perfino l’immortalità: quando un infermiere ricompone e lava la salma del giovane Simon, e diventa sotto le sue mani il corpo di un eroe, «catapultato fuori dall’umanità». Il cuore di Simon batte nel corpo di Clara, continua a vivere in lei. È come reincarnarsi? È questo – si domanda l’autrice insieme alla madre del ragazzo – essere generosi?
La «riparazione del vivente» qui non sarebbe possibile senza la fine di un altro, del giovane surfista che in una mattina qualunque, mentre è ancora buio, dopo aver preso tre o quattro onde – la grande passione ereditata da suo padre – trova il suo destino ingiusto. «Il surf è la cosa più bella che gli hai dato», dice la madre di Simon a suo marito, dopo averlo odiato per qualche minuto. «Meravigliata che il figlio potesse vivere con tanta intensità»: quella che Maylis de Kerangal sa restituire in pagine fortissime, cariche come cataloghi di sensazioni; palpitanti come un cuore quando si è davvero, fino in fondo, vivi.
### Sinossi
“Questo romanzo è bello come una tragedia antica.” L’Express
Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome. Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo. Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.