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L’eterno Adamo

“L’eterno Adamo” è un racconto postumo di Jules Verne (1828-1905), pubblicato nel 1910 a cura del figlio Michel-Jules Verne. In esso il grande scrittore e cantore del progresso e della ricerca scientifica sembra correggere il suo ottimismo e immagina un divenire ciclico della storia: una volta raggiunto un alto grado di sviluppo, la civiltà viene travolta e distrutta da un diluvio che cancella tutte le conquiste e le conoscenze umane. Da questa distruzione solo un ultimo uomo, un nuovo Adamo, riuscirà a sopravvivere: a lui il compito di dare inizio a un nuovo ciclo umano, di far rinascere una nuova generazione e una nuova civiltà. Così l’uomo, dimentico di quanto accaduto prima, dovrà ripartire dalla sua oscura primitività, dalle prime forme di organizzazione sociale e ricostruire le condizioni per la sopravvivenza.

Le età di Lulù: romanzo

La passione travolgente che la unisce a Pablo, spinge Lulù verso la scoperta del proprio corpo e del fuoco che può accenderlo. Da questo prolungato bagno d’erotismo, da questa bruciante iniziazione al sesso, emerge una nuova Lulù, pronta a precipitarsi febbrilmente negli inferni del desiderio, a inseguirlo in ambienti oscuri o ambigui, sino alle frontiere più scabrose dove piacere e dolore si confondono.

L’età della ragione

Iniziato nel 1939 e concluso nel 1945, dopo la prigionia in Germania di Sartre, “L’età della ragione” è parte ideale del ciclo romanzesco “Le vie della libertà” in cui il filosofo francese ha tradotto narrativamente le proprie teorie sulla letteratura e idee sull’uomo contemporaneo. Il romanzo è infatti una severa rappresentazione delle vicissitudini e delle crisi di un gruppo di giovani che, nei brutali anni prebellici, scoprono la vita e si accingono a conquistare “l’età della ragione”. Il loro tentativo di integrare le mistificate vicende private nel dramma storico che li circonda sarà un’esperienza dolorosa e difficile. Solo uno di loro riuscirà a conquistare il senso profondo dell’esistenza e della libertà.

L’età della guerra

Nel XXI secolo il sogno delle colonie spaziali può essere divenuto una realtà concreta, ma possiede tutte le caratteristiche di un incubo. Da anni la Terra è soggetta allo sfruttamento e all’occupazione militare da parte delle Repubbliche Orbitali, gigantesche stazioni che gravitano intorno al loro pianeta madre, e solo la giovane Confederazione formata dalle colonie spaziali in orbita intorno alle lune di Giove e Saturno riesce ancora a conservare la propria indipendenza. Ma per quanto? Il conflitto economico con le Repubbliche volge al peggio per la Confederazione, e l’unica via di scampo è una guerra aperta da combattersi al più presto… ma coinvolgendo le Repubbliche su due fronti. Il compito di scendere segretamente sulla Terra e fare il possibile per provocare una ribellione tocca a un uomo l’insegnante, Saul Pareto, che ben presto si accorgerà di dover lottare su tre fronti.
Copertina di Karel Thole

L’età del ferro

Di fronte a un aperitivo, nel cuore di Bari, Barbara e Lucrezia si ritrovano, assieme a un vecchio compagno di studi in sedia a rotelle, dopo oltre vent’anni: Barbara ora vive a Milano e conduce un’esistenza fatta di delusioni e solitudine, Lucrezia è sempre bellissima nonostante la malattia progressiva che la affligge l’abbia resa quasi cieca. È la ricorrenza della morte della loro più cara amica ad averle ricongiunte: Lucrezia, Barbara e Mariarosa, un trio inseparabile sin dalla scuola media. E assieme sono cresciute, facendosi largo tra i dolori e le ingiustizie di questo mondo a testa alta e con un amaro sorriso, hanno vissuto le prime scoperte e le prime trasgressioni, le delusioni e le violenze della dura età del ferro, l’adolescenza, vissuta tra famiglie assenti, padri violenti e austeri, personaggi subdoli e amori pericolosi. Sullo sfondo, si muove una Puglia viva e cupa di fine anni Ottanta, tra buona musica, campi di ulivi assolati, il morbo dell’eroina, la mafia, i tradimenti e la paura di un futuro incerto. Il desiderio di andare a fondo e di scoprire, attraverso il diario di Mariarosa, i veri motivi della sua morte porterà Barbara e Lucrezia a rivangare il passato e le condurrà alla riscoperta dei valori dell’amicizia. In un continuo alternarsi di piani temporali e rincorrersi di dettagli e ricordi, la scrittura cruda e potente di Simona Castiglione afferra il lettore per un braccio e lo costringe a guardare, a pensare, a vivere quanto narrato sulla pagina, restituendogli tutte le emozioni prepotenti e delicate di un periodo chiave della vita.
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L’età del desiderio

È l’inverno del 1907 quando Teddy e Edith Wharton prendono in affitto a Parigi un magnifico appartamento che sfoggia le caratteristiche più incantevoli del Faubourg: soffitti altissimi, boiserie di squisita fattura, stucchi eleganti. Teddy, tuttavia, sopporta a malapena Parigi e rimpiange The Mount, la casa che la coppia ha lasciato nel Massachusetts, con i cavalli, i maiali e i polli. Ha dodici anni più della moglie e ognuno di quegli anni gli si legge in faccia. I capelli diradati sulla fronte, i baffi ispidi, gli occhi di un azzurro vacuo. A volte racconta storie interessanti. Spesso si lascia andare su una poltrona, l’amata bottiglia di brandy sul tavolino accanto, il viso ruvido e arrossato, le mani tremanti. Edith, discendente di un’antica e ricca famiglia newyorchese, è un’autrice nota negli Stati Uniti. Ha scritto un romanzo sull’aristocrazia finanziaria americana, La casa della gioia, che è stato osannato dalla critica. Anche se ha superato i quaranta, ha comunque una figura giovanile, snella, grandi occhi nocciola, una massa splendente di capelli biondo rame. La sua rigida e antiquata educazione la costringe in vestiti fatti di strati su strati di stecche e mussola che non le donano affatto. Ma quegli abiti ingombranti celano un animo inquieto e un cuore pronto ad accendersi. A Parigi, frequenta il salotto della Comtesse Rosa de Fitz-James, un’ebrea austriaca vedova di un dispotico conte, che si circonda di una vasta ed eccentrica bohème: l’Abbé Mugnier, con il suo comico ciuffo di capelli bianchi e un senso dell’umorismo a dir poco boccaccesco; il drammaturgo Paul Hervieu e il poeta Abel Bonnard, puntualmente impegnati in strenue dispute su cosa renda bello l’essere umano; il ballerino russo Alexi Toplar e il maestro Emmet de Carlo, che si guardano con eccessivo affetto, men-tre la moglie di Toplar li osserva imbronciata; l’incantevole Anna Comtesse de Noailles, la giovane poetessa che con i suoi versi audaci e sensuali inebria ogni vero lettore di Francia e che tutti i pittori sono in attesa di ritrarre. Un mondo fatto di charme, agio e costumi eccentrici che attrae la scrittrice americana. Un mondo, tuttavia, che le rimarrebbe estraneo se non si imbattesse un giorno in uno di quei giovanotti alla moda che frequentano Henry James, e ai quali lo scrittore elargisce la sua saggezza. Si chiama Morton Fullerton, è un americano che scrive per il londinese Times e parla e veste come un perfetto francese: cravatta color melanzana, trafitta da una candida perla, camicia inamidata con il plastron separato. Nei suoi occhi color zaffiro, nelle sue ciglia nerissime e lunghe come quelle di una giraffa e, soprattutto, al cospetto del suo atteggiamento sfrontato e virile, naufraga il cuore di Edith Jones, maritata Wharton. Basato sulla corrispondenza privata di Edith Wharton, L’età del desiderio è un elegante e appassionato romanzo biografico che narra l”educazione sentimentale’ di una donna agli inizi del Novecento. Un’opera che, con una prosa raffinata e toccante, riporta in vita un tempo dimenticato e la figura complessa e attraente di una delle più grandi scrittrici della prima metà del Novecento.

(source: Bol.com)

Et Voila I Robot

Macchine potenti, versatili e multiformi, capaci di aiutarci nelle attività più faticose, difficili, al limite dell’impossibile. Macchine che esplorano territori a noi inaccessibili, dai pianeti lontani alle parti più intime del nostro corpo. I robot. Ci somigliano e come noi sanno imparare dall’esperienza, decidere in modo autonomo, muoversi in libertà, comunicare con il linguaggio e con la mimica. Presto li useremo come estensioni del nostro corpo, per migliorarci e renderci più sani e forti. E forse, domani, saranno simili agli organismi viventi. Dal Golem a Terminator, è dalla notte dei tempi che l’umanità sogna queste creature immortalandole in figure di eroi salvifici o di mostri temibili nel mito, nella letteratura, nel cinema. E oggi questi figli dell’immaginazione e della conoscenza, questi simboli del legame inscindibile tra uomo e tecnologia approdano dal regno della fantasia alla realtà quotidiana, inaugurando quella che per gli esperti sarà l’era dei robot. Siamo pronti al loro debutto in società? Riusciremo a convivere con queste macchine senza divenirne schiavi? Sapremo farne un uso pacifico, per il bene dell’umanità e dei robot stessi? Questo libro propone alcune riflessioni su questi temi, a partire dai robot di ultima generazione e dalle visoni di umanisti e scienziati di fama internazionale: il robotico Bruno Siciliano, i filosofi della scienza Guglielmo Tamburrini e Roberto Cordeschi, l’eclettico ingegnere scrittore Giuseppe O. Longo, i promotori della “roboetica” Gianmarco Veruggio e Fiorella Operto, l’antropologa Daniela Cerqui, il bioingegnere Marcello Ferro.

Gli esuli delle stelle

Lanciarsi nelle immensità degli spazi siderali a bordo dell’astronave Lydis, battente bandiera dei Liberi Mercanti, è come
schiudere una porta su un universo pieno di pericoli, di meraviglie, di visioni terribili e favolose, di sogni. I Liberi Mercanti sono rispettati e stimati in tutta la Via Lattea… perché per quanto possa essere difficile la loro missione, per quanta possano essere tremendi i pericoli che essi devono incontrare, nessuno di loro, mai ha violato un contratto, ha mancato alla parola data. Ma a bordo della Lydis, diretta a un lontano pianeta devastato da una spaventosa guerra civile, ci sono due tra i personaggi più fantastici e audaci che abbiano solcato le vie siderali… Maelen, figlia del pianeta dalle malte lune, e Krip Vorlund, che ha conosciuto nel corpo e nella mente i misteri e i poteri soprannaturali dei popoli dei più remoti angoli dell’universo. La loro missione appare semplice… trasportare il tesoro di un pianeta minacciato a Ptah, per custodirlo da ogni pericolo. Ma il cosmo è immenso, la ruota galattica gira, e tra le stelle e le meteore, le devastanti nubi di polvere cosmica e i cicloni siderali, la missione può trasformarsi in qualcosa di nuovo e diverso… una scoperta di
mille infiniti preclusi all’immaginazione umana, una lotta con la morte che è la compagna assidua e fedele di ogni viaggiatore delle strade siderali. Andre Norton è, tra le scrittrici di fantascienza moderne; una delle poche veramente in grado di ricreare il fascino e le meraviglie dell’infinito, nella tradizione di Edmond Hamilton e Leigh Brackett.

Estremo insulto

In convalescenza, dopo essere stato colpito da un colpo di rivoltella, Bert Kling dell’87° Distretto riceve la visita di un suo vecchio amico. Questi vuole che Bert si interessi della sua giovane e bella cognatina che negli ultimi tempi si comporta in modo strano. Ha inizio così, per lui, una lunga serie di disavventure. Nello stesso tempo, gli agenti Havilland e Willis cercano un certo Clifford, «l’aggressore galante», che dopo aver rapinato giovani donne che si avventurano sole, di notte, per le vie della città, fa loro un profondo inchino, dicendo: «Clifford vi ringrazia, signora». Con *Estremo insulto*, secondo romanzo della serie dell’87° Distretto, Ed McBain descriveva più di vent’anni fa la vita di una stazione di polizia americana, ma creava anche un campionario di umanità che è rimasto finora insuperato nella letteratura poliziesca.

Un estraneo in casa mia

Torni a casa dopo una lunga giornata di lavoro, finalmente una cena tranquilla. Con tua moglie.
Ma lei non c’è. La casa è in disordine, come se l’avesse abbandonata in preda al panico. Il suo cellulare e la borsa sono ancora lì.
È tutto sbagliato.
Temi il peggio. Chiami la polizia.
Ti informano che tua moglie ha avuto un incidente, è ferita. Ha perso il controllo dell’auto mentre andava a velocità sostenuta in una parte della città dove non è conveniente avventurarsi. Ma tua moglie odia guidare veloce e non aveva mai messo piede in quel quartiere, lo sai per certo.
L’atteggiamento della polizia ti preoccupa, sono convinti che la donna sia coinvolta in qualcosa di losco.
Ma tu non puoi crederci. Sei sposato con lei da tre anni e nessuno la conosce come te. Vero?
Inizia così la nuova indagine del detective Rasbach, un personaggio già leggendario nel panorama del giallo d’autore. Un’indagine che ribadisce con maestria la regola del grande Stephen King, ricordata da Antonio D’Orrico a proposito di Shari Lapena: “La cosa più importante è la situazione che uno scrittore riesce a creare e i tentativi dei personaggi che riesce a immaginare per uscire da questa situazione”.
Shari Lapena firma il suo secondo thriller, dopo il successo de *La coppia della porta accanto* segnalato sul “Corriere della Sera” come il più bel giallo della stagione 2016. Con quel debutto, l’autrice canadese è stata al numero uno della classifica del “Sunday Times” per settimane ed è stata tradotta in più di trenta paesi nel mondo.
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### Sinossi
Torni a casa dopo una lunga giornata di lavoro, finalmente una cena tranquilla. Con tua moglie.
Ma lei non c’è. La casa è in disordine, come se l’avesse abbandonata in preda al panico. Il suo cellulare e la borsa sono ancora lì.
È tutto sbagliato.
Temi il peggio. Chiami la polizia.
Ti informano che tua moglie ha avuto un incidente, è ferita. Ha perso il controllo dell’auto mentre andava a velocità sostenuta in una parte della città dove non è conveniente avventurarsi. Ma tua moglie odia guidare veloce e non aveva mai messo piede in quel quartiere, lo sai per certo.
L’atteggiamento della polizia ti preoccupa, sono convinti che la donna sia coinvolta in qualcosa di losco.
Ma tu non puoi crederci. Sei sposato con lei da tre anni e nessuno la conosce come te. Vero?
Inizia così la nuova indagine del detective Rasbach, un personaggio già leggendario nel panorama del giallo d’autore. Un’indagine che ribadisce con maestria la regola del grande Stephen King, ricordata da Antonio D’Orrico a proposito di Shari Lapena: “La cosa più importante è la situazione che uno scrittore riesce a creare e i tentativi dei personaggi che riesce a immaginare per uscire da questa situazione”.
Shari Lapena firma il suo secondo thriller, dopo il successo de *La coppia della porta accanto* segnalato sul “Corriere della Sera” come il più bel giallo della stagione 2016. Con quel debutto, l’autrice canadese è stata al numero uno della classifica del “Sunday Times” per settimane ed è stata tradotta in più di trenta paesi nel mondo.

Un estraneo al mio fianco

«Ann Rule racconta e cerca di dare una risposta alla domanda: che cosa ha creato un mostro?»il Venerdì di RepubblicaQuando la realtà supera qualsiasi finzione, soltanto una grande scrittrice può raccontarla. Questa è la storia di un figlio affettuoso, di uno studente modello, avviato a diventare un brillante avvocato, di un uomo che ha salvato numerose persone lavorando presso un «telefono amico». Ma questa è, anche, la storia dell’assassino seriale più famoso degli Stati Uniti.Dell’uomo che, con inaudita ferocia, a un certo punto della sua vita ha cominciato a uccidere e ha continuato a farlo per vari anni, senza lasciare la minima traccia, tenendo in scacco la polizia di un intero Paese. E che ha assassinato almeno ventotto giovani donne, ma probabilmente molte di più. Questa è la storia di un killer e della donna che ha capito, all’improvviso, di conoscere quel killer, di essere stata sua amica per molti anni e di avere avuto, per tutto quel tempo, un estraneo al suo fianco.Questa è la storia di Ted Bundy e di Ann Rule. Non avete mai letto una storia simile. E se, leggendo, sarete spinti a chiedervi: «Ma è davvero successo tutto questo?», sappiate che esiste un’unica risposta: «Sì». Ann Rule (1935-2015), dopo un’infanzia trascorsa a viaggiare per gli Stati Uniti al seguito del padre, allenatore di football e basket, è diventata la più giovane poliziotta in forza al dipartimento di polizia di Seattle, frequentando anche numerosi corsi e seminari di criminologia e tecniche investigative. Considerata un’esperta nel campo dei serial killer è stata consulente della CIA e dell’FBI. Dal 1969 si è dedicata alla scrittura e, da allora, ha pubblicato più di mille articoli e diciotto libri, sedici dei quali sono entrati nella classifica del «New York Times», spesso raggiungendone la vetta. Nel 1971 ha conosciuto Ted Bundy al «telefono amico» della Crisis Clinic di Seattle, diventandone amica e confidente. Da quell’esperienza è nato Un estraneo almio fianco, il suo libro più noto e clamoroso best seller internazionale di true crime. Con 35 fotografie fuori testo

Un’Estate Proibita

Vanessa è una ragazza dai lunghi capelli rossi, con tantissime lentiggini che ricoprono il suo corpo diafano. È una grande studiosa e sogna di diventare medico. Si è da poco diplomata e si sta godendo i primi giorni di vacanza assoluta, in attesa di andare all’università. La sua estate però verrà sconvolta dall’arrivo di Artour, il cugino della sua migliore amica Carlotta proveniente dal Canada. Molto ricco e viziato, è quel tipo di ragazzo che prende tutto ciò che desidera. Per forza di cose scatena subito in Vanessa un’antipatia che, tuttavia, lei dovrà reprimere per poter passare la prima estate con la sua amica. Ma cosa accadrà quando i capricci di Artour si focalizzeranno su di lei? Riuscirà ad allontanare quel seducente ragazzo oppure cadrà nella sua trappola?
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L’estate nera

Da questo libro il film EppideisAll’inizio sembrava solo un giocoUn’estate come tante, un paesino come tantiUn gruppo di ragazzini insolitamente crudeleTrent’anni dopo, nessuno di loro ha dimenticato quell’estate…Massimino, Eva, Attila, Saturnina e poi Canavesio, Federico, Santino e Giusi sono ancora dei bambini durante quella torrida estate del ’62.Di giorno scherzano e scorrazzano per le strade di Altavilla, un paesino del Monferrato, e la sera dopo cena Carosello e a letto. Hanno solo dodici anni ma si sentono già grandi su quel muretto e perseguitare Beniamino il matto, per sentirlo imprecare e urlare, all’inizio è solo un gioco innocente e nessuno pensa davvero che finirà male durante quella maledetta domenica d’agosto, mentre imperversa un terribile temporale.Passano trent’anni e il macabro ritrovamento dei resti di Beniamino nel cimitero di Altavilla rimette in moto i ricordi. E quei ragazzi del 1962, che la vita ha disperso e allontanato, sono costretti a ritrovarsi nei luoghi della propria infanzia. Diventando i protagonisti di una imprevista, improvvisa, orribile resa dei conti.«L’estate nera è un capolavoro del giallo italiano. Geniale, appassionante, mozzafiato. Remo Guerrini cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare.»L’editore«Una rivelazione italiana che va oltre le etichette.»Oreste del BuonoDa questo libro il film in uscita Eppideiscon Gianmarco TognazziUn’estate italiana. Molto più di un gialloUn affresco nostalgico ma spietato del mitico 1962, quando un gruppo di ragazzini si affacciava di colpo alla vita adultaRemo GuerriniÈ nato a Genova nel 1948 ed è giornalista da quasi quarant’anni. È stato direttore di «Epoca», «Il Giorno», «Focus», «Primo Piano» e dell’edizione italiana di «Selezione dal Reader’s Digest». Attualmente dirige il mensile «Meridiani». Nei primi anni Ottanta è stato, con Andrea Santini, il primo italiano a pubblicare spy-story nella collana Segretissimo. È autore di numerosi romanzi, racconti gialli, thriller e libri di fantascienza, alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e Germania. Tratto da L’estate nera, è in uscita nelle sale italiane il film Eppideis con Gianmarco Tognazzi.

L’estate nei tuoi occhi

Belly misura il tempo in estati. Tutto ciò che di bello e magico è successo nella sua vita, è successo fra giugno e agosto. L’inverno è solo il periodo che la divide dalla prossima estate, dalla casa sulla spiaggia e da Susannah che, oltre a essere la migliore amica di sua mamma, è anche la madre di Jeremiah e Conrad. Loro sono gli amici con i quali è cresciuta: uno è il ragazzo su cui contare, l’altro è quello che ti fa battere il cuore. Questa estate però sarà un’estate speciale, perché sta per accadere quello che Belly sogna da sempre, e che sembrava non sarebbe mai accaduto…

(source: Bol.com)

L’estate incantata

L’estate incantata (Dandelion Wine) è stato pubblicato per la prima volta nel 1957, ma ha la sua genesi in una serie di spunti concepiti anni addietro più che un romanzo è una serie di episodi strettamente legati fra loro, e accomunati dal fatto di svolgersi a Green Town, un’immaginaria cittadina dell’Illinois, nell’estate 1928. I protagonisti sono parecchi, ma il filo conduttore della storia è rappresentato dai due fratelli Douglas e Tom Spaulding, che sono un’evidente proiezione dello stesso Bradbury (il cui middle name è appunto Douglas); Green Town è forse ricalcata sul modello di Waukegan, la città – sempre nell’Illinois – dove Bradbury è nato nel 1920. Come tutte le storie di Bradbury, anche questa è essenzialmente una storia di ragazzi: non visti con l’occhio dell’adulto che analizza e guarda in prospettiva, ma con la stessa ottica dilatata del coetaneo: ritornano la paura del buio, del tempo che passa e non torna più, delle prime irreparabili perdite (un amico se ne va lontano, una bisnonna muore), ecc. ecc. D’altra parte questi elementi non sono accumulati a caso, e quando Douglas specula sulla morte non è perché il romanzo voglia prendere una piega filosofica o darsi una sia pur ingenua supponenza; no, è proprio per il costante, ossessivo attaccamento di Bradbury ai suoi temi, è proprio perché la paura della morte e della separazione lui non l’ha mai vinta e continua ad aleggiare fra le pagine di libro in libro.

L’estate degli inganni

Rischiare la pelle non è mai stato un problema per l’ex colonnello dei carabinieri Annibale Canessa, fin dai tempi in cui era ai vertici del Nucleo antiterrorismo, durante gli anni di piombo. Sguardo obliquo che incenerisce o seduce, implacabile charme da eroe solitario, “Carrarmato Canessa” sembra cambiato, adesso che divide la sua vita con Carla Trovati, la giovane, irresistibile giornalista capace di stregargli il cuore. Ma per chi, malgrado tutto, continua a credere nella giustizia, niente può cambiare davvero. E quando il Mossad gli fornisce la prova per riaprire il caso dell’attentato alla stazione, la strage consumata in una torrida estate d’inizio anni Ottanta, Canessa decide d’investigare. In principio con ritrosia, poi con la testarda determinazione che l’ha reso una leggenda. Oscure presenze del passato stanno tornando per ingaggiare una partita letale. Così Annibale si lascia coinvolgere in un intrigo che rimanda ai segreti della guerra fredda e al conflitto invisibile combattuto, tre decenni prima, dalle grandi potenze nei cieli del Mediterraneo. Al suo fianco, i “soci” di sempre: il fidato maresciallo Ivan Repetto, l’eccentrico miliardario Piercarlo Rossi, detto “il Vampa”, e il prefetto Calandra, dirigente dei Servizi con la passione per la buona cucina e le belle donne. Mentre indaga sugli enigmi dell’estate di sangue, stagione d’inganni, depistaggi e tradimenti che ha spazzato via l’ultimo resto di innocenza in Italia, Canessa finirà per mettere in gioco ciò che gli è più caro in nome della verità.
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