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Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco

Se il passato è il prologo, allora l’opera primaria di George R.R. Martin – la più innovativa e formidabile saga fantasy del nostro tempo – necessita di una introduzione ugualmente formidabile. E alla fine, eccola: Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco. Questo volume, riccamente illustrato da oltre centosettanta tavole originali a colori, è la storia completa dei Sette Regni, incentrata sulla vivida ricostruzione delle epiche battaglie, delle brutali rivalità e delle temerarie ribellioni che hanno condotto agli eventi narrati ne «Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco» e nella serie HBO «Game of Thrones». In una collaborazione durata interi anni, George R.R. Martin ha coniugato il proprio lavoro con quello di Elio M. García Jr. e Linda Antonsson, fondatori del celebre sito web westeros.org, forse le uniche due persone che di questo mondo fantastico hanno una conoscenza approfondita quanto quella del suo stesso eccezionale creatore. Racchiuse in questo testo si sovrappongono conoscenze accumulate, speculazioni accademiche e leggende popolari tramandate da maestri e septon, negromanti e cantastorie. È una cronaca che si dipana dal Tempo dell’Alba all’Età degli Eroi, dalla venuta dei primi uomini all’arrivo di Aegon il Conquistatore, dall’ascesa di Aegon stesso al Trono di Spade fino alla Ribellione di Robert e alla susseguente caduta di Aerys II Targaryen, il Re Folle, l’evento che ha messo in movimento le lotte «di oggi» tra Stark, Lannister, Baratheon e Targaryen. Fondamentale opera di sostegno per l’intero, ipnotico universo concepito da George R.R. Martin, Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco è la prova provata che la penna è davvero più poderosa di una tempesta di spade.

Il mondo degli showboat

Jack Vance ci riporta sull’immenso Pianeta Gigante, nella regione del grande fiume Vissel dove prospera l’arte degli showboat: grandi navi che danno spettacolo alle genti feroci e bizzarre della Lunula XXIII. Apollon Zamp e Garth Ashgale sono i più famosi capitani di tutto il Vissel: perciò, quando dalla lontana Mornune arriva la notizia che re Waldemar ha bandito una gara per il miglior spettacolo e il migliore showboat, la lotta tra i due si accende senza quartiere. Ma un giorno a bordo della Miraldra Incantata, il vascello di Zamp, si presenta una bellissima ragazza decisa ad andare a tutti i costi a Mornune. Il suo nome è Damigella Blanche-Aster, e dal suo arrivo le avventure sembrano non avere più fine…

Il mondo come volontà e rappresentazione

Opera fondamentale di Schopenhauer e di tutta la filosofia occidentale, destinata ad avere duraturo influsso su pensatori come Nietzsche, Freud e Jung e a esercitare anche tramite loro una forte suggestione sul pensiero contemporaneo.

Il mondo che viene

“Dopo aver percorso una lunga strada, la civiltà umana è giunta a un bivio. Bisogna scegliere uno dei due sentieri. Entrambi conducono verso l’ignoto. Uno porta alla distruzione dell’equilibrio climatico, all’impoverimento di risorse insostituibili, al degrado di valori esclusivamente umani e alla possibilità che la civiltà come la conosciamo giunga alla fine. L’altro porta al futuro.” Da cosa dipende dunque il destino della prima èra davvero globale della storia, la nostra? Secondo l’autore, dalle risposte che sapremo dare a sei grandi questioni: la globalizzazione, con il nuovo rapporto e le tensioni tra capitale, lavoro e mercato; internet e la “mente globale” che collega miliardi di persone; il passaggio di poteri dagli Stati Uniti ai Paesi emergenti ma anche dai sistemi politici ai mercati; il rapido esaurimento delle risorse del pianeta; la rivoluzione delle biotecnologie e della genetica che sta mettendo l’evoluzione nelle mani dell’uomo. E infine, la rottura radicale del rapporto tra gli uomini e gli ecosistemi naturali. Questo saggio illuminante – che si avvale di dati, rapporti e approfondimenti quanto mai precisi e aggiornati – rappresenta il culmine di un lavoro pluriennale volto a indagare, decifrare e presentare quello che i maggiori esperti al mondo ci dicono riguardo al futuro che stiamo creando. Ed è una bussola preziosa, tanto più necessaria in questo momento storico segnato da un pericoloso vuoto di leadership globale, ma anche da ottimismi ingenui e facili allarmismi. Perché, spiega Gore, “abbiamo già attraversato epoche di trasformazioni rivoluzionarie, ma nessuna che fosse così intensa o così carica di pericoli e opportunità come quella che si sta dischiudendo davanti a noi.”
(source: Bol.com)

Il mondo che Jones creò

Anno 2002: il Governo Federale che ormai controlla la Terra dopo una guerra atomica cerca di far rispettare il Relativismo che consente a ognuno di avere la propria opinione, e di far restare in vita i mutanti nati dopo la guerra. Ma qualcosa sta attraversando lo spazio in direzione della Terra, enormi creature aliene che rapidamente cominciano a diffondersi su tutti i pianeti. Per Floyd Jones, il mutante che vive il futuro e conosce tutte le risposte no un anno di anticipo, è l’occasione propizia per abbattere l’autorità e prendere il potere nelle proprie mani, anche a costo di scatenare una guerra civile. Però esistono altri mutanti, nascosti in un laboratorio segreto, e non è detto che Jones conosca le risposte a *tutte* le domande possibili.

Il monastero sodomita

Andrea, un giovane tormentato da visioni erotiche che non sa spiegarsi, sente di doversi consacrare alla vita religiosa. Un giorno gli appare in visione uno strano angelo che lo induce a intraprendere la via per il Monastero di San Lorenzo. Giunto in quel luogo, troverà un’atmosfera molto particolare, dove i monaci sono dediti esclusivamente a una pratica ben poco “santa”. Il suo noviziato sarà, dunque, un percorso di progressiva specializzazione “erotica”, tutta incentrata sul piacere degli abitanti di quello strano convento. Un racconto gay ironico e molto, molto…diabolico!

Il monastero del Vangelo proibito

Leggerlo potrebbe cambiare la storia Un grande thriller Un antico manoscritto Una congregazione millenaria Quale segreto nascondono i labirinti delle città sotterranee della Cappadocia? A Kaymakli, una delle città sotterranee della Cappadocia, viene ritrovato un testo in aramaico inciso su una lamina di rame. Si tratta di un frammento del famoso Vangelo proibito, un antico codice che s’interrompe proprio nel punto in cui dovrebbe indicare il nascondiglio di un tesoro. A risolvere il mistero viene chiamato Brenno Branciforte, un ex falsario, ora funzionario di una speciale squadra investigativa dell’UNESCO per il recupero delle opere artistiche. Il professore si mette subito sulle tracce della parte mancante della lamina, facendosi aiutare dalla bella Yasmin, una guida turistica turca. Da quel momento si scatena una caccia spietata al manoscritto, che vede coinvolti una congregazione millenaria, custode di una profezia nascosta tra quelle antiche formule; i terroristi del famigerato Califfato, in cerca di reperti preziosi con cui finanziare il movimento jihadista dell’IS; gli efferati servizi segreti turchi, la polizia militare e l’onnipresente CIA. Una guerra senza esclusione di colpi, che non risparmia nessuno: dalle moschee di Istanbul ai suggestivi scenari della Cappadocia, in un Oriente popolato da oscure sette, per svelare un mistero che molti vorrebbero rimanesse tale. La profezia dell’ultimo manoscritto del Mar Morto potrà sconfiggere il Califfato? Oscure sette e servizi segreti sono disposti a tutto pur di impossessarsi dei misteri del Vangelo di rame Hanno scritto dei suoi libri: «Bruschini sfrutta di nuovo il proprio mestiere di cronista per costruire un avvincente thriller di fantasia basato su alcuni fatti reali e argomenti attuali tornati alla ribalta.» Panorama «Vito Bruschini ancora una volta confeziona alla perfezione una trama tessuta di personaggi ambigui, omicidi eccellenti, intrighi politici e servizi segreti deviati.» Silvana Mazzocchi, la Repubblica «The Father, il primo romanzo di Vito Bruschini dimostra come la capacità di riprodurre la ricca ambiguità che accompagna la vita, sia il modo vincente di raccontare una storia.» la Repubblica Vito BruschiniGiornalista professionista, dirige l’agenzia stampa per gli italiani nel mondo «Globalpress Italia». Ha scritto testi per il teatro e per la televisione. Con la Newton Compton ha pubblicato, riscuotendo un notevole successo di critica e pubblico, The Father. Il padrino dei padrini; Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno; La strage. Il romanzo di piazza Fontana; Educazione criminale. La sanguinosa storia del clan dei Marsigliesi; I segreti del club Bilderberg, I cospiratori del Priorato e Il monastero del Vangelo proibito. In versione ebook ha pubblicato il romanzo a puntate Romanzo mafioso. I suoi libri sono tradotti all’estero.

Il Momento Della Verità (Santuario Vol. 3)

Beckett Jamieson scopre di essere stato adottato quando, al compimento del suo ventunesimo anno, un avvocato gli consegna una lettera della madre. Il suo vero nome è Robert Bullen. Peccato, però, che la famiglia a cui dovrebbe appartenere sia coinvolta in attività criminali della peggior specie. Robert decide di contribuire a distruggerli ma finisce in ospedale, pestato a sangue e temporaneamente cieco. Un agente del Santuario lo accompagna in una casa protetta dove potrà riprendersi.
Il dottor Kayden Summers, agente operativo del Santuario, non è per niente contento di ritrovarsi bloccato in mezzo al nulla insieme a un uomo privo di conoscenza. Quando però Beckett si sveglia, la situazione sembra peggiorare ancora, perché il giovane non si fida di lui ed è più determinato che mai a scoprire cosa nascondesse la madre, senza contare l’attrazione che nasce fra loro.
Riusciranno a superare le loro divergenze e a eliminare la minaccia rappresentata dai fratelli Bullen?
Numero di parole: 36,400
**
### Sinossi
Beckett Jamieson scopre di essere stato adottato quando, al compimento del suo ventunesimo anno, un avvocato gli consegna una lettera della madre. Il suo vero nome è Robert Bullen. Peccato, però, che la famiglia a cui dovrebbe appartenere sia coinvolta in attività criminali della peggior specie. Robert decide di contribuire a distruggerli ma finisce in ospedale, pestato a sangue e temporaneamente cieco. Un agente del Santuario lo accompagna in una casa protetta dove potrà riprendersi.
Il dottor Kayden Summers, agente operativo del Santuario, non è per niente contento di ritrovarsi bloccato in mezzo al nulla insieme a un uomo privo di conoscenza. Quando però Beckett si sveglia, la situazione sembra peggiorare ancora, perché il giovane non si fida di lui ed è più determinato che mai a scoprire cosa nascondesse la madre, senza contare l’attrazione che nasce fra loro.
Riusciranno a superare le loro divergenze e a eliminare la minaccia rappresentata dai fratelli Bullen?
Numero di parole: 36,400

Molto rumore per nulla

Cura e traduzione di Maura Del SerraEdizione integrale con testo inglese a fronteScritta sullo scorcio del sedicesimo secolo, alla fine della fase giovanile della produzione shakespeariana e congenere alle altre tre “commedie romantiche” o tragicommedie coeve (Il mercante di Venezia, Come vi piace, La dodicesima notte), Molto rumore per nulla è improntata a un fresco gioco scenico che decanta in accenti lirici e meditativi la consumata eleganza della scenografia verbale. Prendendo spunto dalla commedia cortese e dalla novellistica italiana, fonde i succhi compositi dell’arguzia concettista con quelli sapidi della farsa popolare. Ne risulta una polifonia lirica brillante e persuasiva, che ritrae con mano inimitabile il gioco dei sentimenti e dei destini.«Allora, per la verità, mi sembra troppo bassa per un’alta lode, troppo scura per una chiara lode, e troppo piccola per una grande lode. Solo questo posso riconoscerle di buono, che se fosse diversa da com’è, non sarebbe bella, e che, essendo com’è, non mi piace.»

Le molliche del commissario: La prima indagine di Vivacqua (Le indagini di Vivacqua Vol. 1)

«C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla»: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso.
Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un commissario carismatico e tenace, dai metodi poco ortodossi e dalla grande intelligenza. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi.
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«C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla»: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso.
Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un commissario carismatico e tenace, dai metodi poco ortodossi e dalla grande intelligenza. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi. 

Le molliche del commissario

‘C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla’: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso. Siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza, Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere. Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… Due delitti a breve distanza negli ambienti più insospettabili della Torino bene. E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un commissario carismatico e tenace, dai metodi poco ortodossi e dalla grande intelligenza. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi.

(source: Bol.com)

La moglie perfetta: Il ritorno del commissario Balistreri

Dopo il successo internazionale della Trilogia del Male, il commissario Balistreri torna in un thriller che trascina il lettore nelle spire di una suspense mozzafiato. Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d’azzardo, l’usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l’ennesimo atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l’assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di conduzione dell’indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l’esito è disastroso. L’arresto di Scarlett e Nicole incrina le relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli. Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l’amore e per la vita. O forse no.

La moglie nella cornice

Per amore di Alberto e del piccolo Piero, Joanna abbandona la carriera di modella, anche se è all’apice del successo. Novella sposa, si butta con l’entusiasmo e l’amore dei suoi giovani anni nel nuovo ruolo di moglie e madre, ma ben presto si accorge di avere una rivale difficile da battere: la prima moglie di Alberto, morta in circostanze tragiche. Con la sua bellezza ingenua e la sua fragilità, Jo deve lottare non solo contro un fantasma ancora troppo vivo, ma anche contro le ombre di un passato – il proprio – che non ha mai cessato di perseguitarla.
(source: Bol.com)

La moglie magica

”A vent’anni, appena sposata, Mariangela va ad abitare con il marito in un’elegante palazzina Liberty di via Eustachi a Milano. I vicini ammirano i suoi grandi occhi illuminati di gioia e la sua vitalità contagiosa, al punto che il nomignolo di ‘Magìa’, che la accompagna da quando era bambina e non sapeva pronunciare il proprio nome per intero, sembra esserle stato cucito addosso dal destino. Eppure, nel tempo, gli stessi vicini la vedono spegnersi: quella ragazza allegra ed esuberante si trasforma in una donna nervosa e sfuggente. Tutti le vogliono bene, ma non possono aiutarla, perché hanno capito che il motivo della sua tristezza è il marito Paolo. Quattordici anni prima, sposandolo, Magìa aveva lasciato il suo paesino di montagna, stregata dalla promessa di una vita brillante, fatta di regali costosi e vacanze da sogno: una agiatezza che ha pagato a caro prezzo, perché Paolo è un uomo che confonde l’amore con il possesso, che maschera con l’aggressività le proprie insicurezze e riesce a essere geloso persino delle attenzioni che la moglie riserva ai loro due bambini. Un giorno, dopo l’ennesimo gesto violento del marito, Magìa si risveglia finalmente dal suo stato di sudditanza e allora trova il coraggio di riprendere in mano la sua vita e ribellarsi, per salvare se stessa e i figli. E con questa nuova consapevolezza scoprirà anche la sua carica di magia.”

(source: Bol.com)

La moglie ereditata

Il ritorno in Cile, per la lettura delle ultime volontà paterne, regala a Julia Diez un’inattesa sorpresa: per poter ricevere quanto le spetta, dovrà vivere per un anno in Cile e… sposare Rodolfo Carducci, curatore testamentario del padre. Julia conosce Rodolfo, uomo affascinante oltre che ricco, ma non intende piegarsi a quella imposizione. Anche se ha assoluto bisogno di soldi. Rodolfo si dice disposto ad aiutarla, nel caso lei decidesse di cambiare idea, ma a complicare la situazione subentra l’attrazione reciproca, che sfocia in vera passione. L’istinto spinge Julia a fuggire e mollare tutto, ma…
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### Sinossi
Il ritorno in Cile, per la lettura delle ultime volontà paterne, regala a Julia Diez un’inattesa sorpresa: per poter ricevere quanto le spetta, dovrà vivere per un anno in Cile e… sposare Rodolfo Carducci, curatore testamentario del padre. Julia conosce Rodolfo, uomo affascinante oltre che ricco, ma non intende piegarsi a quella imposizione. Anche se ha assoluto bisogno di soldi. Rodolfo si dice disposto ad aiutarla, nel caso lei decidesse di cambiare idea, ma a complicare la situazione subentra l’attrazione reciproca, che sfocia in vera passione. L’istinto spinge Julia a fuggire e mollare tutto, ma…

La moglie dell’aviatore

È il 1927 quando Anne Morrow incontra per la prima volta Charles Lindbergh. Lei è una ragazza piena di grazia e impeto giovanili, con i capelli scuri e curve inadatte agli abiti dalla linea dritta dell’epoca. Figlia dell’ambasciatore americano in Messico, un uomo appartenente allo stesso mondo e alla stessa cerchia sociale di Joseph e Rose Kennedy e di Henry Ford, Anne sogna “relazioni scandalose” pur di non diventare un giorno come una di quelle vecchie rinsecchite che, ai tornei di bridge, passano il tempo a malignare sui giovani e sui loro sogni. Lui è un ragazzo di venticinque anni che nel mese di maggio di quell’anno è diventato un eroe: ha sorvolato l’oceano Atlantico come un’aquila, e in solitaria per giunta, conquistando non solo l’intero pianeta ma anche il cielo sovrastante. Da allora è immortalato per l’eternità in fotografie e cinegiornali mentre sventola allegro la mano dalla cabina di pilotaggio, snello e abbronzato nella sua tuta da aviatore troppo larga, i capelli biondi tagliati cortissimi, rasati sulla nuca e con una frangia da adolescente. Oppure appoggiato con atteggiamento disinvolto al suo aereo; anzi, per lui l’aereo, lo Spirit of St. Louis. I Morrow hanno invitato il giovane aviatore nella speranza che i suoi occhi si posino su Elisabeth, la sorella maggiore di Anne, la bella di casa con il suo incarnato di porcellana, i riccioli biondi e i grandi occhi azzurri…