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Il caso Rembrandt

Non capita tutti i giorni che un restauratore d’arte sia brutalmente ucciso nel Regno Unito. Soprattutto se si tratta di un rinomato restauratore come Christopher Liddell, abituato a intingere i suoi pennelli su tele di Rubens, Tiziano, Cézanne e Monet. È stato trovato cadavere col cuore squarciato da un colpo di pistola, accanto al suo sgabello da lavoro. La versione della polizia è che dei ladri siano penetrati nel suo cottage a Glastonbury e, una volta sorpresi, non abbiano avuto altra scelta che farlo fuori. C’è un uomo, tuttavia, che conosce un’altra più oscura e allarmante verità. È noto come Julian Isherwood, detto Julie dagli amici, proprietario e unico titolare della spesso insolvente ma mai noiosa Isherwood Fine Arts, una galleria d’arte nel quartiere di St James’s, a Londra. In realtà si chiama Isakowitz, britannico solo per nazionalità e passaporto, ma di origini tedesche, educazione francese e religione ebraica. Solo pochi amici fidati sanno che è arrivato a Londra nel 1942 da profugo quando era ancora un bambino. E che suo padre, il famoso gallerista di Parigi Samuel Isakowitz, è stato ucciso nel lager di Sobibor insieme a sua madre. Nessuno sa poi che, negli anni Settanta, è stato reclutato come sayan, collaboratore volontario, dal leggendario capo dell’Agenzia spionistica israeliana Ari Shamron. Con un solo incarico: contribuire a creare e mantenere la copertura di un giovane restauratore di opere d’arte nonché sicario di nome Gabriel Allon.
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Il caso Jane Eyre

È un 1985 diverso, in un mondo dove i libri sono il bene più prezioso. E i confini tra realtà e fantasia sono più morbidi del consueto. Mycroft, vecchio inventore, escogita un sistema per entrare di persona in romanzi e poesie. Acheron Hades, criminale diabolico, se ne appropria e rapisce “Jane Eyre” dal manoscritto originale di Charlotte Brontë: a indagare arriva Thursday Next, Detective Letteraria. Reduce dalla guerra di Crimea (che imperversa da centotrent’anni), ha in sospeso un amore. Le indagini la riportano a Swindon, sua città natale; sbarcata da un dirigibile di linea, salta in groppa a una fuoriserie decappottabile dai mille colori. Riuscirà a salvare Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita?

Il caso Eddy Bellegueule

“Mi sono allontanato di corsa, subito. Giusto il tempo di sentire mia madre che diceva: “Cosa fa quel diavolo?” Non volevo restare con loro, rifiutavo di condividere quel momento. Ero già lontano, non appartenevo più a quel mondo ormai, la lettera lo diceva. Sono andato nei campi e ho camminato per buona parte della notte, il fresco del Nord, i sentieri sterrati, l’odore della colza, molto forte in quella stagione dell’anno. Tutta la notte fu consacrata all’elaborazione della mia nuova vita, lontano da lì.” In realtà la ribellione contro i miei genitori, contro la povertà, contro la mia classe sociale e il suo razzismo, la sua violenza, i suoi riti, sono venuti dopo. Perché prima della mia rivolta contro il mondo della mia infanzia, è stato il mondo della mia infanzia a rivoltarsi contro di me. Troppo presto, infatti, sono diventato per la mia famiglia e per gli altri un motivo di vergogna, persino di disgusto. Non ho avuto altra scelta che scappare. E questo libro è il mio tentativo di comprendere.
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Un caso di scomparsa

Un bravo poliziotto non dovrebbe mai lasciarsi condizionare dai sensi di colpa, lo sa benissimo l’ispettore Avraham Avraham, dopo anni di indagini nel suo distretto alla periferia di Tel Aviv. Quando Hanna Sharabi si presenta da lui per denunciare che il figlio sedicenne Ofer quel giorno non è rientrato da scuola, Avraham Avraham la inquadra subito come l’ennesima madre ansiosa pronta a scaricare sulle forze dell’ordine la gestione di un adolescente irrequieto. Le propina il suo solito discorsetto sul perché non esistano libri gialli ambientati in Israele, le ricorda gli innumerevoli, futili motivi per cui un ragazzo può decidere di sparire per qualche ora e le assicura che probabilmente Ofer è già rientrato. Ma Ofer a casa quella sera non c’è, e quando Avraham Avraham si trova di nuovo davanti la donna con la sua disperata richiesta d’aiuto vorrebbe poter recuperare il tempo perduto e allertare subito le squadre di soccorso e iniziare le ricerche. Interroga vicini, compagni di scuola, insegnanti. Ma Ofer sembra svanito nel nulla. A questo punto inizia un’indagine segnata da brusche svolte e drammatici cambiamenti di direzione, nel corso della quale la polizia troverà via via nuovi possibili sospettati, che daranno vita a scenari diversi, capaci ogni volta di spiazzare il lettore e di metterlo di fronte alla incerta natura della verità.
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Il caso Bluelady: Un caso di Alex Cross

Alex Cross è stanco: dopo aver dato per anni la caccia a feroci serial killer e aver scoperto l’identità del suo più diabolico avversario, il terribile Mastermind ormai assicurato alla giustizia, vorrebbe ora ritirarsi a vita privata. Infatti Nana Mama – l’instancabile e amatissima nonna che ha sempre vegliato su Alex e la sua famiglia – è ormai anziana, i ragazzi crescono e hanno bisogno di sempre più attenzioni, e nella vita di Cross è entrata anche una nuova donna, la detective Jamilla, che lo ha quasi convinto a riaprirsi all’amore e a sperare in un’esistenza normale. Ma quando John Sampson, amico d’infanzia e compagno di numerose indagini, ha bisogno di aiuto, Cross non sa dire di no. Tre giovani donne, mogli di militari, sono state barbaramente massacrate e del triplice omicidio è accusato un ex commilitone di Sampson, che si proclama innocente. Cross intuisce subito, nonostante le prove schiaccianti contro l’amico di Sampson, che c’è qualcosa di poco chiaro in quel delitto e, proseguendo nelle indagini, scopre un filo rosso che sembra legare altri casi in cui sono stati incriminati dei militari dalla vita apparentemente irreprensibile. Ma l’esercito fa muro e i documenti ufficiali nascondono qualcosa… In cerca della verità, Cross e Sampson finiscono per trovarsi nel mirino di tre killer psicopatici, assetati di sangue, per i quali uccidere sembra essere prima di tutto un divertimento. Ma chi è il loro mandante? Quale terribile segreto nascosto nel passato può giustificare tutto questo orrore? Alex Cross ritorna alla grande con un mistero mozzafiato, ricco di colpi di scena e dal finale assolutamente imprevedibile.James Patterson è autore della serie “Alex Cross”1 – Ricorda Maggie Rose2 – Il collezionista 3 – Jack & Jill 4 – Gatto & topo5 – Il gioco della Donnola6 – Mastermind 7 – Ultima mossa8 – Il caso Bluelady9 – La tana del lupo10 – Ultimo avvertimento11 – Sulle tracce di Mary12 – La memoria del killer13 – Il regista degli inganni14 – L’istinto del predatore15 – Il segno del male16 – Il ritorno del killer17 – Uccidete Alex Cross18 – Buone feste, Alex Cross

Il caso Battisti: l’emergenza infinita e i fantasmi del passato

Il 10 febbraio 2004 la polizia francese arresta Cesare Battisti, scrittore italiano reduce degli “anni di piombo”, da tempo esule a Parigi. La capitale francese l’ha accolto in base alla celebre “Dottrina Mitterrand”, che da vent’anni garantisce diritto d’asilo ai fuggiaschi della lotta armata, purché rinuncino alla clandestinità e alla violenza politica. Ora, a chiedere la sua estradizione per delitti avvenuti nel 1979 è il ministro della giustizia Castelli. Il governo di centro-destra francese vorrebbe accontentarlo, ma moltissimi intellettuali si mobilitano a difesa della “Dottrina Mitterrand”. Il libro ospita tutti gli appelli diffusi in solidarietà con lo scrittore italo francese.

Casi sepolti

La chiamano «resurrezione», ma è una discesa all’inferno. Un corso di riabilitazione per poliziotti indisciplinati con qualche macchia nella carriera, lupi solitari che rifiutano l’autorità e la collaborazione. John Rebus ha tutte le caratteristiche per esservi ammesso, e un’ultima intemperanza con il suo capo lo proietta direttamente in un gruppo di colleghi della sua stoffa. Tra iniziale diffidenza, bevute e battute goliardiche, gli allievi di questa particolarissima classe simpatizzano, e si fanno anche chiamare il Mucchio Selvaggio. Ma ognuno di loro ha qualcosa da nascondere, Rebus per primo. In realtà la sua «punizione» è una copertura e il suo incarico prevede una pericolosa infiltrazione. Tre dei suoi colleghi sono sospettati di aver sottratto un bel gruzzolo a un delinquente, molto tempo prima, e la polizia vuole beccarli prima che vadano in pensione. Ma quando il vecchio caso su cui la squadra è chiamata a esercitarsi a scopo didattico si rivela tutt’altro che chiuso, la possibilità di una «resurrezione» professionale si trasforma in un gioco al massacro: inganni, sospetti, tensione e, come se non bastasse, la comparsa della lunga mano della malavita scozzese e di un carico di droga che fa gola a molti, gangster e poliziotti corrotti. Un’esca davvero troppo allettante per non essere sospetta. Tantopiù che, a Edimburgo, Siohban Clarke, fida allieva di Rebus e neopromossa sergente dell’Investigativa, si trova a indagare sull’omicidio di un mercante d’arte stranamente legato ad alcuni dei personaggi che animano il caso del suo mentore. E se tra tutti questi casi corresse un filo comune, che lega sbirri corrotti e malavitosi ben protetti e spalleggiati dalla politica? Forte del successo ormai affermato in tutto il mondo, Ian Rankin gestisce un intrigo formidabile con la mano di un vero maestro e racconta una vicenda realistica, dura, ma che non rinuncia al mistero e alle caratteristiche del giallo classico dove la soluzione emerge, inaspettata, solo all’ultima pagina.

I casi dimenticati

È un’estate particolarmente torrida, a Cambridge, e Jackson Brodie, ex ispettore di polizia, ora investigatore privato, è come tanti altri vittima del caldo. Inoltre deve fare i conti con un terribile mal di denti e con una moglie che lo ha lasciato, portandosi via la figlia. Come se non bastasse, si ritrova a dover seguire diversi casi contemporaneamente, nessuno dei quali sembra promettere bene. Ciò che li accomuna è l’oggetto dell’investigazione: la ricerca di qualcuno. Una bambina scomparsa in circostanze misteriose più di trent’anni prima, l’assassino mai trovato di una ragazza vittima di un assurdo destino, la figlia di una presunta omicida di cui si sono perse le tracce. Seppure inizialmente scollegate, le vicende di queste tre storie finiscono per intersecarsi, in quella casualità che è tipica della vita, pur nelle sue forme più tragiche. Il lavoro di Brodie è reso ancora più faticoso dal fatto che eseguire le ricerche a lui commissionate significa riportare a galla i dolori del proprio passato. Anche lui, molti anni prima, ha dovuto cercare una persona cara, trovandola quando era ormai troppo tardi…

Il casellante

«Camilleri è il cronista, il favolista e il mitografo della comunità vigatese. Racconta di Minica e di suo marito, il casellante Nino Zarcuto. Della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla, accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno…» (Salvatore Silvano Nigro). Come in ‘Maruzza Musumeci’, mito e storia si intrecciano anche in questo nuovo romanzo di Camilleri.

Una casa perfetta

Susan e Alex non hanno dubbi: è la casa perfetta. In quel quartiere e a quel prezzo, non potrebbero trovare di meglio. E c’è persino una stanzetta in più – non segnalata nell’annuncio -, ideale per le esigenze di Susan, che ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla figlia, la piccola Emma, e alla sua grande passione, la pittura. Inoltre la signora Scharfstein, la padrona di casa che abita al pianoterra, sembra proprio una simpatica e disponibile vecchietta. Ma, ben presto cominciano ad accadere cose strane, che turbano la quiete domestica: nel suo studio, Susan sente un odore sgradevole, che nessun altro percepisce. Poi, una mattina, nota che la federa del suo cuscino è sporca di sangue e che il suo corpo è costellato da quelli che sembrano i morsi di qualche insetto. Tuttavia né la figlia né il marito hanno quei segni. Per non correre rischi, Susan chiama una ditta di disinfestazione, che però non trova nulla. Sembra una follia, eppure lei è convinta che la casa brulichi d’insetti: sono lì, annidati da qualche parte, non c’è altra spiegazione. Mentre la signora Scharfstein diventa sempre più invadente e il marito preoccupato, Susan capisce di dover dimostrare a tutti che non è paranoica. Altrimenti potrebbe rischiare di perdere non soltanto quell’appartamento, ma anche la sua famiglia.Considerato dalla critica il degno erede di Rosemary’s Baby e dei classici della suspense psicologica, Una casa perfetta è un thriller in cui il labile confine tra realtà e immaginazione diventa un luogo oscuro e molto pericoloso?

La casa di velluto e cristallo

14 aprile 1912. Ellen Allston e sua figlia Eulah si godono i fasti dell’alta società in una sfarzosa sala da ballo del Titanic, ignare della tragedia che travolgerà i loro destini. Boston, tre anni dopo. Sibyl Allston partecipa alle sedute spiritiche tenute in casa di una veggente nel disperato tentativo di contattare la madre e la sorella scomparse. Rimasta l’unica donna in famiglia, ormai ‘troppo vecchia per sposarsi’, Sibyl indossa con riluttanza i panni di un’impeccabile padrona di casa, rassegnata a fare ciò che tutti si aspettano da lei. Mentre l’amicizia per il suo amico Ben si trasforma lentamente in qualcosa di diverso, in una fumeria di Chinatown Sibyl interroga una sfera divinatoria e vede cose sconvolgenti e misteriose. La poppa di una nave nella sfera di cristallo è il confine tra passato e futuro, tra sogno e realtà. Esplorando le sue nuove, inquietanti facoltà Sibyl inizia un viaggio in cerca di se stessa che la porta, sulle tracce della storia familiare, a imbattersi in un segreto da lungo tempo custodito… Una storia di amore e mistero, intrigo e occulto in un’accurata ricostruzione della società americana agli inizi del Novecento. Una donna tenera e sorprendente, tenace e indomabile. Una battaglia tra fato e libertà, nel disperato tentativo di trovare la strada giusta per vivere la propria vita. Una storia capace di cambiare la percezione delle cose e di noi stessi.

La casa delle sorelle

Una coppia di giovani avvocati tedeschi di successo decide di passare il Natale in Inghilterra, in una isolata casa di campagna. Il loro matrimonio è in crisi e Barbara spera che qualche giorno passato in solitudine con Ralph possa servire a risolvere la crisi. La sera stessa dell’arrivo una violenta tempesta di neve li blocca in casa. Barbara si imbatte casualmente nel diario di Frances Gray, la vecchia proprietaria della casa. La lettura del manoscritto affascina la giovane che scopre una donna straordinaria, in grado di sfidare le convenzioni, ma a poco a poco, da quelle pagine segnate dal tempo, emerge anche un terribile segreto, la cui scoperta metterà Barbara in grave pericolo.

La casa della seta (Il Giallo Mondadori Sherlock)

Novembre 1890, Londra è stretta nella morsa di un freddo impietoso. Al 221B di Baker Street il fuoco arde nel caminetto e Sherlock Holmes sta bevendo il tè insieme al dottor Watson quando un uomo vestito con grande eleganza si presenta inaspettatamente, in preda a una grande agitazione. È Edmund Carstairs, un giovane mercante d’arte che si rivolge a Holmes in cerca d’aiuto: teme infatti per la sua vita, poiché da settimane un losco figuro con un’orribile cicatrice sul volto lo segue. Intrigati dal racconto di Carstairs, Holmes e Watson decidono di indagare e all’improvviso si ritrovano coinvolti in una serie di eventi indecifrabili e inquietanti, che si dispiegano dalle strade buie di Londra al sottobosco criminale di Boston. Il caso si infittisce e tutto riconduce puntualmente alla misteriosa e sinistra “Casa della Seta”, un’entità di cui sembra impossibile definire natura e contorni, una cospirazione pericolosa al punto da rischiare di distruggere le fondamenta della società stessa. Grazie a un intreccio diabolico e a una straordinaria caratterizzazione dei personaggi, Anthony Horowitz riporta alla ribalta la figura di Sherlock Holmes in un nuovo, eccellente romanzo concepito per i lettori di oggi senza però tradire minimamente lo spirito delle opere originali di Arthur Conan Doyle. In La Casa della Seta, primo sequel autorizzato dagli eredi di Conan Doyle, Holmes ritorna con l’inconfondibile personalità, l’audacia senza pari e l’eccezionale capacità deduttiva che hanno fatto di lui il più famoso detective di tutti i tempi. Nella Londra vittoriana restituita in tutta la sua miseria e il suo splendore, l’investigatore e Watson, suo fedele compagno di tante avventure, si lanciano ancora una volta all’inseguimento di un nemico senza volto… e il gioco ricomincia.

La casa del vento e delle ombre

Ci sono profumi in grado di parlare al nostro cuore: alcuni sono sensuali e misteriosi, inafferrabili, altri fanno riaffiorare ricordi che pensavamo sepolti per sempre nei recessi della memoria, altri ancora rivelano la vera natura di persone o luoghi che eravamo sicuri di conoscere. Ma esistono anche profumi in grado di presagire qualcosa di terribile.Questo è ciò che è stata costretta a imparare Eve, una giovane donna americana che per amore ha lasciato tutto, il lavoro, la famiglia, gli amici, e che ora per quell’amore potrebbe perdere molto di più. Il giorno in cui aveva incontrato Dom, aveva capito di aver finalmente trovato l’uomo della sua vita. Lui era affascinante, maturo e, soprattutto, il suo passato era avvolto nel mistero. Dopo qualche settimana trascorsa insieme, le aveva proposto di seguirlo nel Sud della Francia in una vecchia casa abbandonata da anni, Les Genévriers, circondata da campi di lavanda. La loro prima estate insieme si era rivelata meravigliosa, le giornate si susseguivano pacifiche tra la musica, i libri e i profumi della campagna.Con l’arrivo dell’autunno, però, qualcosa tra loro si era incrinato. Le insistenti domande di Eve sul suo passato avevano spinto Dom a una freddezza che non aveva mai dimostrato. E poi c’erano le strane ombre che continuavano ad apparire in giardino, sempre accompagnate da un particolare profumo, e che sembravano scrutare ogni movimento di Eve. La casa che inizialmente l’aveva accolta, in realtà nascondeva un segreto che la sua razionalità non poteva e non voleva comprendere. Un segreto che ora potrebbe aprirle gli occhi sull’uomo che ha accanto e sull’inscindibile legame tra amore e morte.

La casa del tuono

La giovane Susan ha conosciuto il volto della paura dentro la sinistra caverna battezzata “la casa del tuono”, quando un gruppo di ragazzi affiliati a una confraternita universitaria ha massacrato selvaggiamente il suo fidanzato. Da allora molti anni sono passati e il destino sembra aver fatto giustizia dei colpevoli. Ma d’improvviso l’equilibrio che Susan si è faticosamente ricostruita in tanto tempo, diventando una scienziata di successo, sembra sgretolarsi di fronte a un’inaccettabile realtà. Chi è morto può tornare?

La casa dei fiamminghi: Le inchieste di Maigret (13 di 75)

«Insomma, che cosa ci faceva in quel posto? Non era in missione ufficiale! Qualcuno accusava i fiamminghi di avere ucciso una giovane donna, ma non era nemmeno sicuro che fosse morta!». […] «E, ammesso che fosse morta, l’avevano davvero uccisa? Magari, uscendo avvilita dalla drogheria, si era lasciata attirare dalle acque torbide del fiume». «Non c’erano prove! Non c’erano indizi! Machère procedeva a testa bassa, ma non avrebbe scoperto nulla, per cui da un giorno all’altro la Procura avrebbe certamente deciso di archiviare il caso». «Perché dunque Maigret si lasciava invischiare in quello scenario che gli era del tutto estraneo?».