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I fiori di Marte

Il futuro, lo spazio, il tempo di Ray Bradbury: è in queste dimensioni “straniate” (ma proiettate da un riconoscibilissimo qui e ora) che si trova sbalzato l’avventuroso lettore di questi racconti. Un libro nuovo di Bradbury è già un avvenimento, ma poche volte l’autore di “Cronache marziane” ci aveva proposto una simile combinazione di magia e mistero. Il futuro come sortilegio: è questa la “dimensione sconosciuta” del visionario americano.
Copertina di Walter Angelici
Versione per libreria di Urania #1328
NOTA: In contemporanea a questo volume ed all’Urania originale è stata pubblicata anche un’edizione destinata alla Grande Distribuzione e priva di ISBN ma identica per il resto alla versione Libreria.

I Fiori del Male e tutte le poesie

A cura di Massimo ColesantiTraduzione di Claudio RendinaEdizione integrale con testo francese a fronteLa poesia di Baudelaire non cessa di apparire di una sconcertante modernità. Questi versi, nei quali fino a qualche decennio fa si tendeva a scorgere, sulla scia della leggenda post-romantica, il cantore del peccato, del satanismo e delle sensazioni squisite, rivelano oggi uno scrittore che ci manifesta tutta la sua novità interiore, il suo percorso spirituale, molto al di là del realismo romantico, delle evanescenze esotiche, delle ironiche fantasie grottesche.’La stoltezza, l’errore, il peccato, l’avariziaoccupano gli spiriti tormentando i corpie noi alimentiamo gli amabili rimorsi,come i mendicanti nutrono i loro insetti.’Charles Baudelairenato a Parigi nel 1821, a soli diciannove anni abbandonò la famiglia e iniziò una vita sregolata e bohémienne, segnata anche da difficoltà economiche e dall’uso dell’alcol e delle droghe. Partecipò alla rivoluzione del ’48, ma presto si allontanò dagli ideali socialisti. Tra il 1864 e il 1866 visse in Belgio. Morì a Parigi nel 1867. La Newton Compton ha pubblicato il volume Tutte le poesie e i capolavori in prosa e I Fiori del Male e tutte le poesie e Paradisi artificiali anche in volumi singoli.

(source: Bol.com)

Fiori d’inverno. Battiti

Nell’Italia del secondo dopoguerra, Martina, di appena sedici anni, sogna d’imparare a leggere e a scrivere, ma i genitori, per le pessime condizioni economiche in cui si ritrovano le famiglie dopo la fine del conflitto, la costringono a lavorare nel piccolo negozio di famiglia. Al tempo stesso il cuore della giovane palpita per Cristian, noto e intraprendete giornalista che ha visto da vicino le atrocità dei campi di concentramento, sempre alla perenne ricerca della verità. Martina non crede di piacere a Cristian, sia per la differenza sociale che per quella culturale. Durante una festa sembrerebbe, invece, esserci una speranza, ma il passato ha lasciato delle questioni in sospeso per entrambi, questioni che ritornano, sconvolgendo la vita di entrambi. Ho amato in particolare la famiglia della sorella di Martina, Federica, divertente e chiassosa, con continui battibecchi bonari. (Laura – La Biblioteca di Eliza) Esistono due grandi amori nella vita di una donna. Uno ti porta all’altare, l’altro è colui che continua a indugiare tra le malinconie e i sogni agitati delle fredde notti d’inverno. Dentro ogni cuore, si cela un segreto. (Valentina Imperiu – poetessa)
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### Sinossi
Nell’Italia del secondo dopoguerra, Martina, di appena sedici anni, sogna d’imparare a leggere e a scrivere, ma i genitori, per le pessime condizioni economiche in cui si ritrovano le famiglie dopo la fine del conflitto, la costringono a lavorare nel piccolo negozio di famiglia. Al tempo stesso il cuore della giovane palpita per Cristian, noto e intraprendete giornalista che ha visto da vicino le atrocità dei campi di concentramento, sempre alla perenne ricerca della verità. Martina non crede di piacere a Cristian, sia per la differenza sociale che per quella culturale. Durante una festa sembrerebbe, invece, esserci una speranza, ma il passato ha lasciato delle questioni in sospeso per entrambi, questioni che ritornano, sconvolgendo la vita di entrambi. Ho amato in particolare la famiglia della sorella di Martina, Federica, divertente e chiassosa, con continui battibecchi bonari. (Laura – La Biblioteca di Eliza) Esistono due grandi amori nella vita di una donna. Uno ti porta all’altare, l’altro è colui che continua a indugiare tra le malinconie e i sogni agitati delle fredde notti d’inverno. Dentro ogni cuore, si cela un segreto. (Valentina Imperiu – poetessa)

I fioretti di San Francesco

Traduzione realizzata da un anonimo del trecento in volgare toscano del libro latino Actus “beati Francisci et sociorum eius”, i fioretti di San francesco contengono aneddoti della vita del Santo tra i quali i famosi episodi della predica agli uccelli, l’incontro con il lupo di Gubbio e la conversione del sultano di Babilonia.
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### Sinossi
Traduzione realizzata da un anonimo del trecento in volgare toscano del libro latino Actus “beati Francisci et sociorum eius”, i fioretti di San francesco contengono aneddoti della vita del Santo tra i quali i famosi episodi della predica agli uccelli, l’incontro con il lupo di Gubbio e la conversione del sultano di Babilonia.
### Descrizione
I Fioretti sono una raccolta di episodi che coprono un arco temporale di 110 anni, dove assieme a Francesco, il protagonista, compaiono le storie dei suoi primi compagni e discepoli, fino a Giovanni della Verna, morto nel 1322. I racconti ci presentano il “cavaliere della povertà”, che preferisce pochi tozzarelli di pane e acqua di fonte a una mensa di corte; sono quadretti che ci presentano il grande contemplativo, che veglia la notte in preghiera, che s’inselva nella foresta delle Carceri e della Verna per elevarsi a Dio. Sono storie che ci presentano anche un Francesco duro con sé e con gli altri, capace di rimproverare i suoi discepoli e di rispondere al diavolo con violenza; un Francesco che sfida il rogo per sete di martirio e di purezza.

Il Fiore Sbocciato

For as long as she can remember, Lady Adriana Sutton has adored Colton Wyndham, to whom she has been promised by an agreement of courtship and betrothal since childhood. As a young girl, she was wounded by Colton’s stubborn refusal to comply with his father’s wishes and by his angry departure. He was too proud and too stubborn to accept a future not of his own choosing. Rather than submit, he fled from his ancestral home for a life of adventure and danger as an officer in the British army.
The years have been immensely kind to Lady Adriana. No longer the plain, thin tomboy Colton had spurned, she has blossomed into an uncommon beauty desired by nearly every eligible bachelor in the land. Yet the only man she desires is the decorated hero who has finally come home to claim his rightful title. Arrogant, unmoved, and seductive as ever, he remains averse to the idea of their betrothal in spite of his growing desire for her.
To demonstrate his belief that love cannot be forced, Colton agrees to court Lady Adriana for ninety days, after which time he will be allowed to keep his precious freedom if he so wishes. But much has changed since he balked at his father’s plans. Forced into a courtship with this stunning, spirited woman, who is as different today from the young chit he left behind as spring is to winter, the heroic heart that was once closed to Adriana is moved by her charm, her grace, and her sensuality … and begins to yield. But a secret from Colton’s past may doom their burgeoning love … even as the treacherous schemes of a sinister rival threaten to steal the remarkable lady from his arms forever.
A lush and spellbinding story of passion and betrayal that grandly sweeps the reader into the magnificent ballrooms and intimate boudoirs of Regency England, *The Reluctant Suitor* is romance as only the incomparable Kathleen Woodiwiss can deliver it — a love story that will dwell in the reader’s heart and memory forever and stand proudly as one of the author’s very best.

Fiore di tuono

Hélène Jégado è una ragazza adorabile. Ha occhi cerulei e curiosi che si perdono tra le onde dell’Atlantico e lunghi capelli biondi nascosti sotto un tradizionale copricapo bretone. Inoltre è intelligente, servizievole e bella come i ‘fiori di tuono’ che raccoglie nei campi di fronte a casa. Com’è possibile allora che, solo pochi anni dopo, nel 1851, la polizia la bracchi ritenendola la serial killer più spietata che la Francia abbia mai conosciuto? La spiegazione risiede in un’antica e macabra leggenda celtica che un giorno la madre di Hélène racconta alla figlia: secondo la credenza, la Morte era solita servirsi di ‘un operaio’ di nome Ankou, uno spirito maligno che si incarnava nelle persone e le costringeva a mietere più vittime possibile. Al pari di tutti gli abitanti della Bretagna del Sud, anche Hélène crede ciecamente a quella leggenda. Lo fa perché non ha cultura, certo, ma anche perché quello è l’unico modo che conosce per esorcizzare la paura e giustificare la profonda miseria in cui è costretta a vivere. Così, quando sull’altare di una chiesa in rovina scopre una piccola statua di Ankou e un’incisione – ‘Non risparmierò nessuno. Né papi né cardinali. Né re né regine’ – si sente possedere da una forza nuova, incontenibile, e non ha più dubbi: il Dio del massacro è entrato in lei. Appresi dalla madre tutti i trucchi del mestiere di cuoca, Hélène inizia a girare la Francia. Il piano è sempre lo stesso: si presenta come domestica, si guadagna la fiducia dei padroni di casa lavorando con efficienza e serietà, e poi scioglie indisturbata piccole quantità di arsenico nelle zuppe alle erbe, nei pasticcini alle mandorle e nelle tisane della sera. Così, quando le vittime accusano i sintomi di una malattia improvvisa che i medici non riescono a identificare, la ragazza può accudirli fino al momento della loro morte, come il più terribile degli angeli consolatori. Contadini, massaie, parroci, bambini e persino sua madre Anne… la follia omicida di Hélène sembra inarrestabile. Fino a quando, dopo trentasette omicidi, un vecchio giudice intuisce il segreto che si cela dietro alla domestica e studia un piano per coglierla in fragrante. Ambientato in una Bretagna ancestrale e violenta, Fiore di tuono mette in scena la vera storia di uno dei personaggi più incredibili e sconosciuti della Francia dell’Ottocento e, parlando di morte, follia, amore e sesso, ci regala ‘una ballata funebre piena di poesia e di umorismo, che ricorda il suono di una cornamusa’ (Le Figarò). Un romanzo adrenalinico, spaventoso e scritto magistralmente che mescola cronaca giornalistica, echi letterari e antiche leggende, e mostra come la povertà e l’ignoranza possano dar vita alla più terrificante delle follie.

(source: Bol.com)

FIORE DI CACTUS

In Arizona, i Chadwick sono più di un’istituzione. Sono lo spirito stesso del paese. Irruenti, vitali, protesi verso l’avvenire. Martin, il capostipite, sa esattamente che cosa vuole per suo figlio Frank, e fra ciò che vuole non è prevista la tenera Carmen, la ragazza messicana che ama Frank con tutto il cuore.
Da parte sua, Frank è diviso fra diverse lealtà, ma essendo un Chadwick, la prima di queste lealtà va alla famiglia. Le donne che lo incontrano sono destinate a soffrire, e anche Lucy, la delicata bellezza americana che pare la moglie ideale per lui, dovrà spendere molte lacrime e molta sofferenza, prima di capire e di accettare la sua forte personalità.

Il fiore d’inverno

Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre 1902, una violenta tempesta infuria sulle lunghe spiagge sabbiose di Heiligendamm, sul Mar Baltico. Intanto, nell’elegante albergo della famiglia Baabe, fervono i preparativi per un’occasione speciale: il ballo di Natale nel castello del granduca, che inaspettatamente ha inviato loro un invito. Il momento ideale per annunciare in grande stile il fidanzamento della giovane Johanna con uno dei migliori partiti della città. Ma c’è un segreto che la ragazza non ha mai avuto il coraggio di rivelare a nessuno, nemmeno al fratello maggiore Christian, da sempre suo confidente: l’amore per Peter, la cui famiglia è nemica giurata dei Baabe da decenni. E a turbare i grandi progetti dei genitori arriva un altro evento inaspettato: durante una cavalcata sulla spiaggia, Christian trova una ragazza dai lunghi capelli neri riversa sulla battigia, priva di sensi. Fra le dita stringe ancora con forza il rametto di un ciliegio. Chi è questa donna che ha dimenticato perfino il suo nome? E perché l’unico ricordo che conserva è legato alla misteriosa leggenda dei “fiori di santa Barbara”? Davvero un rametto tagliato il 4 dicembre può fiorire a Natale realizzando i desideri più nascosti? L’ inconfondibile romanticismo di Corina Bomann in una storia natalizia carica di sogni e di magia.

Fior di passione

Fior di passione
Matilde Serao, Scrittrice e giornalista italiana (1856-1927)
Questo libro elettronico presenta «Fior di passione», di Matilde Serao.
Indice interattivo
– Presentazione
– Novella D’amore
– Paolo Spada
– Sulla Tomba
– La Settimana Delle Novelle – Anniversario
– Delfina
– Cuore Di Porcellana
– La Donna Dall’abito Nero E Dal Ramo Di Corallo Rosso
– Scena
– Ideale
– Giuoco Di Pazienza
– Aspettando
– Duetto Di Salone
– Al Veglione
– Vittoria Di Annibale
– Falso In Scrittura
– Primo Giorno
– Sconosciuto
– Un Inventore
– Commediola
– Ritratto Di Donna
– Novella Greca
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### Sinossi
Fior di passione
Matilde Serao, Scrittrice e giornalista italiana (1856-1927)
Questo libro elettronico presenta «Fior di passione», di Matilde Serao.
Indice interattivo
– Presentazione
– Novella D’amore
– Paolo Spada
– Sulla Tomba
– La Settimana Delle Novelle – Anniversario
– Delfina
– Cuore Di Porcellana
– La Donna Dall’abito Nero E Dal Ramo Di Corallo Rosso
– Scena
– Ideale
– Giuoco Di Pazienza
– Aspettando
– Duetto Di Salone
– Al Veglione
– Vittoria Di Annibale
– Falso In Scrittura
– Primo Giorno
– Sconosciuto
– Un Inventore
– Commediola
– Ritratto Di Donna
– Novella Greca

La finta cieca: e altri racconti

«Esther Kreitman Singer era la maggiore dei tre fratelli Singer: per età, e forse anche per la qualità della prosa. »L’Espresso – Wlodek Goldkorn«Ha scritto pagine colme di un’ironia dolente e non aveva meno talento dei fratelli, ma ha avuto meno fortuna. Con l’ebraismo cantato sia da Israel Joshua, che da Isaac Bashevis, Esther Kreitman Singer ha cercato di fare i conti. Con dolorosa chiarezza. »ttL – la Stampa – Ada Treves«Il bel romanzo di Esther Kreitman, guidato da una delicata mano femminile, ci conduce da un villaggio all’altro nel segno di una mesta rassegnazione per poi precipitare in un vero abisso.»Corriere della Sera – Giorgio Montefoschi«Esther Singer scrive un romanzo ambientato nello stesso universo morale e sociale frequentato dai libri dei fratelli ma da tutt’altra prospettiva: quella di uno sguardo critico, poco incline alla comprensione, per nulla a un’intima solidarietà, rovesciando la mitologia del “mondo perduto”. »Il Sole 24 Ore – Elisabetta RasySono racconti che danno un’idea di quanti bellissimi romanzi avrebbe potuto scrivere l’autrice, se non fosse stata «sacrificata» prima da un’infanzia e una giovinezza passate a leggere di nascosto tra una faccenda domestica e l’altra, e poi da un matrimonio combinato da un padre indifferente e da una madre che la trovava «bruttissima». Sono tutti molto diversi l’uno dall’altro, per temi, stile, tono, dimensioni. E quasi tutti contengono lo spunto per un romanzo, probabilmente già nella mente della Kreitman mentre li scriveva. La raccolta si apre con I racconti dello shtetl, e nel «Mondo nuovo» la piccola Esther non ancora nata parla al lettore dal grembo materno: «La prima volta che mi sentii infelice fu nel ventre di mia madre». Tutto un programma, quello dell’intera vita dell’autrice. Che prosegue a raccontare la propria nascita, da quando viene infilata in una cesta sotto il tavolo della cucina, a quando viene consegnata alla balia che se la terrà – dato biografico – per alcuni anni. Il tono della narrazione passa continuamente dal comico al patetico, rivelando una versatilità di scrittura almeno pari a quella dei suoi più famosi fratelli.Il registro di «La finta cieca», che dà il titolo alla raccolta, passa invece agilmente dal comico al grottesco, e insiste proprio su cupezza e ambiguità, spiazzando il lettore, che si trova alle prese con il fantasma dell’incesto, della menzogna e del tradimento all’interno di un anomalo nucleo familiare ebraico trapiantato a Londra. Il racconto appartiene alla seconda parte del libro, che l’autrice sottotitola I racconti londinesi, e che è la più varia e originale perché racconta la difficoltà, spesso lo sfascio, di famiglie fortemente legate alla cultura e alla tradizione ebraica trapiantate in un paese straniero, per di più bersaglio dei blitz tedeschi.Le storie di Esther Kreitman Singer si distinguono ancora una volta da quelle di I. J. Singer perché l’autrice sottolinea tristezza, frustrazione, ma anche piccoli trionfi, di donne che sono spesso protagoniste di quadri esilaranti.

Fino alla morte

Angela, la sorella del detective Steve Carella, sta per sposare Tommy Giordano. Il giorno previsto per le nozze, qualcuno minaccia Tommy di ucciderlo. Tommy si rivolge a Steve e questi invita i suoi colleghi dell’87º al ricevimento, nella speranza di riuscire a mettere le mani sull’assassino prima che colpisca. Ma come si fa a trovare un colpevole tra centinaia di invitati? Potrebbe essere chiunque: il testimone di Tommy, per esempio, che se Tommy dovesse morire erediterebbe tutte le sue sostanze. Oppure Ben Darcy, ancora innamorato di Angela e disposto a fare di tutto per riaverla. 0 l’ex soldato che ha giurato di vendicarsi di uno sgarbo fattogli da Tommy in passato. Ben presto la festa si trasforma in una gigantesca battuta di caccia. Il posto giusto per i ragazzi dell’87º.
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Fino Alla Fine Del Mondo: Matching Scars

«Non innamorarti di lui… non ancora…». È passato un anno dalla notte tempestosa in cui Benjamin Carter è ripiombato nella vita di Caterina, giurandole amore eterno, per poi andarsene di nuovo, con la promessa di tornare da lei un giorno. Andare avanti non è stato facile, ma non ha avuto altra scelta se non quella di rimboccarsi le maniche e guardare al futuro, un futuro dolce e semplice che solo il bell’avvocato Julian Steinfield sembra essere in grado di offrirle. Ma il destino sembra non volersi arrendere e, ogni volta che Caterina pensa di essere guarita e immune al fascino del suo grande amore perduto, lui rispunta dal nulla, pronto a rimescolare le carte in tavola. Complice un concerto a New York City e un matrimonio al quale non può mancare, i due si ritroveranno l’uno davanti all’altra per la resa dei conti. Questa volta non basteranno promesse vuote e muri invalicabili per difendersi: quando si troveranno davanti al bivio più importante della loro vita, dovranno decidere da che parte andare consapevoli che, una volta imboccata una strada, non si potrà più tornare indietro.

Fino a dopo l’equinozio

Keitaro, un giovane in cerca di avventure, ascolta i racconti di viaggio di un vagabondo di nome Morimoto che scompare improvvisamente lasciandogli in eredità il suo bastone da passeggio e raccomandandogli di farne buon uso. Questo strano bastone di foggia occidentale, sormontato da una testa di serpente, lo accompagnerà a lungo come una specie di amuleto. Da quel momento la storia di Keitaro subirà svolte inaspettate, intrecciandosi con la vita di altri personaggi e dando vita a un affresco delicato e a tratti struggente.

(source: Bol.com)

Una finestra vistalago

**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese del lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l’amore per la bella Elena e la militanza politica nel PSIUP.
Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri sapientemente nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l’omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà.
Mirabilmente costruito, Una finestra vistalago è un appassionante romanzo corale e polifonico. L’avidità sessuale e la religione del denaro accendono passioni e lotte, moltiplicando chiacchiere, pettegolezzi e bugie.
Seguendo l’evoluzione di questo paese-microcosmo popolato di gente comune, Andrea Vitali ci fa assaporare la storia del nostro paese dagli anni Cinquanta ai turbolenti Settanta. Sulla scia di Piero Chiara e Mario Soldati, si conferma narratore seducente, maestro dell’antica arte del racconto italiano: trame ricche di azione ma dagli indugi sapienti, intrighi dove spesso la burla sfiora la tragedia, vicende che, attraverso la superficie, raccontano la profondità.
**
### Recensione
**Vitali apre una finestra sul lago dei destini incrociati**
*Quaranta Bruno*, Tuttolibri – La Stampa
Forse le trame sono già nei nomi (il nome che agì), ciascuno un bozzolo da cui Andrea Vitali sa aspirare fili di miseria e di nobiltà, infine di ordinaria e quindi straordinaria normalità. Un catino di destini incrociati, un albero genealogico affollatissimo, sapidissimo: Gabriele Del Dossi, Grazia Perdicane, Giuseppe Arrigoni, Gaspare Bonomi, Fiorentino Crispini… Riecco il lago di Como, un angolo di Lario, Bellano, dove Vitali è medico, nella valigetta lo stetoscopio e un bloc notes che spugneggia la commedia di ieri e di oggi. Fra le voci più felici (ossia non impastate né ad arte impostate) della nostra narrativa, scovato e covato da un segugio quale Raffaele Crovi, approda ora chez Garzanti, una vetrina che dovrebbe assicurargli – come può non augurarselo questo foglio, il primo a dargli ascolto? – lettori in gran numero. Acrobata del grottesco, Andrea Vitali aveva sinora nuotato nella stagione – il Ventennio – arcitaliana per eccellenza, tra parate, medaglie, muscoli enfiati, cesari di segatura, retorica, untuosità. Questa Finestra vistalago adocchia un’altra Italia (o la stessa, immutabile Italia), dal dopoguerra agli Anni Settanta, modesta, ambigua, cinica, gregaria, borghigiana. E’ uno sguardo sferzante e corrosivo (ancorché il giudizio morale sempre si incastoni, si dissimuli, nella fabula). E’ il guazzo di un mondo piccolo (c’è una nitida eco guareschiana nel pedigree del concittadino di Tommaso Grossi) sottratto all’oblio, alla decomposizione, al piccone del Tempo, raccontandolo, gonfio com’è di storie, i vecchi, cari arnesi che le storie sono (quando ci sono, quando si sa distinguerle, coglierle e farle brillare, magari deponendo snobismi e pregiudizi e frusti intellettualismi). Che cosa accade là dove soffia la breva, sospingendo un profumo di donna? E le acacie fioriscono spremendo «un liquoroso odore di primavera»? E la tavola offre la breriana casseula, gli gnocchi di zucca, il minestrone con la codega? Andrea Vitali estrae dal baule magico che ha via via confezionato gli ingredienti dell’umana giostra, mai arrugginiti, quindi fabbricando, architettando, appiccando il romanzo. C’è la domestica ingravidata dal padrone, c’è l’eredità contesa, c’è il tarlo della raccomandazione, ci sono le claudicanti virtù clericali, c’è il passato da nascondere, c’è il teatro – ma ancora naïf, verginale – della politica, c’è il cacciatore di doti, c’è il mai adulterato copione adulterino, ci sono mondi rigorosamente a sé, di scatola cinese in scatola cinese… Acquattato come i giganteschi gatti buzzatiani, Vitali segue le lillipuziane, indigene figure di fondaco in casa screpolata, di fabbrica (il Cotonificio) in caffè, di villa polverosa in campanile…Osserva, arpiona, intrappola, suggerisce, orecchia…Un operaio tessile innamorato del Psiup (i socialisti contrari al centro-sinistra) s’invaghisce di una fanciulla, Elena, la cui scaltra madre cedette a un tal Arrigoni, fra i bellanesi che raggiunsero il Polesine per soccorrere gli alluvionati. E’ la scintilla, il colpo di fulmine, che sprigiona uno spettacolo pirotecnico. Si riaprono (si aprono) misteriosi armadi, si fruga nel torbido, ci si inoltra lungo sentieri affollati di rovi, si seguono orme veneree, ci si appella alla memoria, mille volte strofinandola come la lampada di Aladino…Sino a tirare le fila: «Tanti. Troppi. Razza maledetta». Gli Arrigoni, va da sé, il rebus, i rebus che sono, svelati scena dopo scena. E’ un cocchiere, Andrea Vitali. Guida una diligenza velocissima, sapientemente tira e allunga le redini, fendendo la provincia addormentata, eppure ribollente nelle viscere. E’ un rabdomante(o un medium) che in qualsiasi grano di polvere o pezzo di legno o grumo d’anime naturalmente capta l’avventura. Dispone l’inchiostro quasi in trance, obbediente una voce interiore generosa, nel solco della tradizione orale. «Prima che la macchina del Castronni si infilasse nella galleria di Morcate, Elena s’era girata brevemente e aveva dato un ultimo sguardo al paese. Le era tornata in mente una frase di quel libro che, anni prima, aveva letto all’Arrigoni: addio monti sporgenti, diceva. La ripeté, impercettibilmente».
### Sinossi
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese del lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l’amore per la bella Elena e la militanza politica nel PSIUP.
Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri sapientemente nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l’omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà.
Mirabilmente costruito, Una finestra vistalago è un appassionante romanzo corale e polifonico. L’avidità sessuale e la religione del denaro accendono passioni e lotte, moltiplicando chiacchiere, pettegolezzi e bugie.
Seguendo l’evoluzione di questo paese-microcosmo popolato di gente comune, Andrea Vitali ci fa assaporare la storia del nostro paese dagli anni Cinquanta ai turbolenti Settanta. Sulla scia di Piero Chiara e Mario Soldati, si conferma narratore seducente, maestro dell’antica arte del racconto italiano: trame ricche di azione ma dagli indugi sapienti, intrighi dove spesso la burla sfiora la tragedia, vicende che, attraverso la superficie, raccontano la profondità.

Una finestra sul mare

Da generazioni i suoi antenati percorrono ogni giorno il sentiero tra le ginestre che conduce in cima alla scogliera di Land’s End, in Cornovaglia. Un sentiero pieno di segreti, sepolti nel profondo del suo cuore. Ultima discendente di una famiglia di guardiani del faro, Janet è ormai anziana, ma non riesce a rinunciare del tutto a quell’antico rituale. Ma quel giorno, giunta in cima al promontorio, scorge una ragazza sul bordo della scogliera, lo sguardo che scruta il vortice delle onde. Troppe volte ha visto quella scena per non intuire subito le sue intenzioni. Con parole confortanti, Janet porta con sé la giovane Kim, accogliendola nel suo piccolo cottage coperto d’edera. Qui la ragazza le confida il motivo della sua disperazione: la morte dell’uomo che amava. È così che Janet decide di farle un dono molto speciale: un vecchio diario ritrovato sulla spiaggia dal suo bisnonno. Le memorie di Leandra, che nel 1813, proprio su quegli scogli, aveva cercato di sfuggire al suo doloroso destino. Finché la sua strada non aveva incrociato quella di Christian, il misterioso guardiano del faro… La storia di una passione proibita sullo sfondo delle coste selvagge della Cornovaglia. Un romanzo carico di emozione e di speranza.