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Chiara di Assisi (VINTAGE): Elogio della disobbedienza

Chiara ha dodici anni appena quando vede “il matto” di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne dalle orecchie a sventola e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un’esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. In questo racconto appassionato, segnato da sogni e continue domande, emerge il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa.

Chiamato a difendere

Kerry Kilcannon, neoeletto presidente degli Stati Uniti, si trova subito a dover affrontare una situazione critica: la morte improvvisa del presidente della Corte Suprema ha lasciato un pericoloso vuoto di potere e Kilcannon, cui manca la maggioranza in Senato, è fermamente deciso a favorire il giudice Caroline Masters. A questa delicata nomina si associa un altrettanto delicato caso in giudizio: la quindicenne Mary Ann Tierney, ritrovatasi incinta e abbandonata, è in causa contro i genitori, fieri antiabortisti. In quello che si avvia a diventare un processo sotto i riflettori dell’intera nazione, il padre di Mary Ann, avvocato, viene chiamato a difendere la causa antiabortista contro la figlia.

Chiamate telefoniche

I quattordici racconti che compongono questa raccolta apparsa nel 1997, agli esordi della carriera di Roberto Bolaño, distillano già quelle che saranno le ossessioni ricorrenti della sua narrativa e i temi attorno a cui si addensano: la letteratura, la violenza – appena sussurrata o quanto mai tangibile –, l’amore e il sesso. Il lettore vi incontrerà esistenze borderline, apolidi e insane, alla ricerca di un senso o che al senso hanno rinunciato, sballottate dal caso e da un’assurda quotidianità, tra amori infelici, errori evitabili e solitudini. Sono racconti aperti, imprevedibili, che non si esauriscono nella desolante constatazione dell’insensa­tezza della vita umana, ma giocano con il lettore, spingendolo a cogliere le citazioni occulte, le figure nascoste nella trama dell’ordito, a cercare di comprendere messaggi che risultano indecifrabili in primo luogo ai protagonisti stessi. Come se al fondo di ciascuna di queste storie ci fosse un enigma che sa essere, al tempo stesso, ilare, inquietante e spaventoso.
(source: Bol.com)

Chiamata per il morto

George Smiley &egrave nei guai: su di lui si addensano i sospetti per la morte di un alto funzionario del Foreign Office e lo scandalo minaccia di compromettere l’intero apparato di sicurezza inglese. Smiley ancora una volta dovr&agrave cavarsela da solo…

La chiamata dei tre: con una nuova introduzione dell’autore

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“La chiamata dei tre” riprende la narrazione delle gesta di Roland, l’eroe solitario deciso a raggiungere la misteriosa Torre. Nel loro definitivo confronto-scontro l’uomo in nero aveva predetto la sorte a Roland con uno strano mazzo di tarocchi. Ora il pistolero si ritrova seduto su una spiaggia del Mare Occidentale, dopo un sonno che forse è durato anni. Sa che dovrà trovare le tre porte spazio-temporali per introdursi nel nostro mondo e raggiungere così i tre predestinati. Ma come individuarle? Mentre medita sul da farsi, mostruose creature emergono dalle acque e tentano di divorarlo, mutilandolo orrendamente. Questa nuova edizione è arricchita da un’introduzione dell’autore.

Chi sono i padroni del mondo

**IL NUOVO LIBRO DI CHOMSKY
SULLA POLITICA INTERNAZIONALE.
UN EVENTO EDITORIALE MONDIALE**
**«Il più importante intellettuale vivente.»**
*The New York Times Book Review*
**«Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura… Un eroe del nostro tempo, una mente eccelsa.»**
*The Guardian*
**«Un demolitore di verità accettate.»**
*The New York Times*
In questo volume, che è il più importante, ricco, avanzato che l’autore abbia pubblicato da oltre un decennio a questa parte e rappresenta indisputabilmente la summa aggiornata del suo pensiero politico, il grande linguista e analista politico **Noam Chomsky** affronta le più attuali questioni di politica internazionale: dal terrorismo che sconvolge l’Occidente alle tensioni mediorientali, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e alla «minaccia» iraniana, dalla situazione potenzialmente esplosiva al confine tra Nato e Russia al riallacciarsi delle relazioni tra Usa e Cuba, all’espansione cinese, alla liberazione dell’America latina… Lo fa costringendoci a guardare quello che è davanti ai nostri occhi ma che noi ci rifiutiamo di vedere, assuefatti al «discorso ufficiale» e prigionieri di una «memoria autorizzata» che troppo dimentica. Con la competenza e la caparbietà di un osservatore (e attivista) impegnato da più di cinquant’anni nello studio dei «sistemi di potere» e nella denuncia dei crimini perpetrati dai «padroni dell’umanità», ancora una volta ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo. E ancora una volta emerge la follia di un’umanità votata alla catastrofe, che marcia spedita verso l’autodistruzione. Ma la logica stringente e impietosa su cui si fonda il discorso lucidissimo di Chomsky non conduce alla disperazione e alla resa. Bensì a un appello. Perché, e qui risiede la vera grandezza di Noam Chomsky, resta sempre saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba, fare qualcosa per cambiare il destino di tutti. Ma in fretta. Il tempo sta per scadere.
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### Sinossi
**IL NUOVO LIBRO DI CHOMSKY
SULLA POLITICA INTERNAZIONALE.
UN EVENTO EDITORIALE MONDIALE**
**«Il più importante intellettuale vivente.»**
*The New York Times Book Review*
**«Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura… Un eroe del nostro tempo, una mente eccelsa.»**
*The Guardian*
**«Un demolitore di verità accettate.»**
*The New York Times*
In questo volume, che è il più importante, ricco, avanzato che l’autore abbia pubblicato da oltre un decennio a questa parte e rappresenta indisputabilmente la summa aggiornata del suo pensiero politico, il grande linguista e analista politico **Noam Chomsky** affronta le più attuali questioni di politica internazionale: dal terrorismo che sconvolge l’Occidente alle tensioni mediorientali, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e alla «minaccia» iraniana, dalla situazione potenzialmente esplosiva al confine tra Nato e Russia al riallacciarsi delle relazioni tra Usa e Cuba, all’espansione cinese, alla liberazione dell’America latina… Lo fa costringendoci a guardare quello che è davanti ai nostri occhi ma che noi ci rifiutiamo di vedere, assuefatti al «discorso ufficiale» e prigionieri di una «memoria autorizzata» che troppo dimentica. Con la competenza e la caparbietà di un osservatore (e attivista) impegnato da più di cinquant’anni nello studio dei «sistemi di potere» e nella denuncia dei crimini perpetrati dai «padroni dell’umanità», ancora una volta ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo. E ancora una volta emerge la follia di un’umanità votata alla catastrofe, che marcia spedita verso l’autodistruzione. Ma la logica stringente e impietosa su cui si fonda il discorso lucidissimo di Chomsky non conduce alla disperazione e alla resa. Bensì a un appello. Perché, e qui risiede la vera grandezza di Noam Chomsky, resta sempre saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba, fare qualcosa per cambiare il destino di tutti. Ma in fretta. Il tempo sta per scadere.

Chi ha paura muore ogni giorno

Nell’estate del 1992 due esplosioni di enorme potenza annientarono la vita di tre magistrati – Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino – e di otto giovani che li scortavano. Fu un colpo terribile per l’Italia e per chi considerava i giudici del pool antimafia gli eroi di una stagione di straordinario successo nella lotta a Cosa nostra. A Giuseppe Ayala quelle esplosioni strapparono tre amici carissimi, lasciando lo struggente ricordo di dieci anni di vita insieme e un rabbioso, mai sopito rimpianto. Ora, a distanza da quei tragici eventi, Ayala ha deciso di raccontare la sua verità su Falcone e Borsellino, ricordandone il fondamentale contributo alla lotta alla mafia e le attualissime riflessioni sulla Sicilia, Cosa nostra, la giustizia e la politica, ma anche la loro travolgente ironia, la gioia di vivere, le passioni civili e private. La storia di quegli anni, delle vittorie e dei fallimenti, dell’impegno di pochi e delle speranze deluse di molti, riporta al centro dell’attenzione la tremenda capacità di sopravvivenza della Piovra, che si nutre dei silenzi, delle complicità, delle disattenzioni e delle colpe di una Sicilia e di un’Italia che non sono, forse, abbastanza cambiate da allora.

Chi è morto alzi la mano

Una scomparsa, un assassinio e un macabro nascondiglio. Tre giovani storici allo sbando e uno in disarmo non sembrano la squadra piú idonea per risolvere un caso di omicidio delicato e sfuggente. Eppure, a volte, istinto e improvvisazione arrivano piú lontano di quanto si possa immaginare…

Chi è Mara Dyer

Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire.
Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos¿è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l’unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L’incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?
Un viaggio ipnotico tra i fantasmi dell’amore e della psiche per un esordio thriller paranormale che ha stregato i lettori americani.
(source: Bol.com)

Che tu sia per me il coltello

In un gruppo di persone, un uomo nota una donna sconosciuta che sembra volersi isolare dagli altri. Yair, commosso da quella che egli interpreta come un’impercettibile e ostinata difesa, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo. Più che una proposta è un’implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro e in questo processo di reciproco avvicinamento Yair e Myriam scoprono l’importanza dell’immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, chiedendogli con imperiosa delicatezza una inaspettata svolta interiore¿ Romanzo avvolgente e “impudico” di uno dei più grandi autori contemporanei, Che tu sia per me il coltello mostra a ognuno di noi quanta strada e quanto coraggio occorrano per arrivare a toccare con pienezza l’anima (e il corpo) di un altro essere umano.

Che razza di coppia

Padre Terry Dunn è decisamente un prete fuori del comune, e non solo perché, nello sperduto villaggio del Ruanda in cui vive come missionario, celebra la messa due volte all’anno. È anche il tipo che preferisce entrare in azione anziché porgere l’altra guancia. Per una serie di circostanze si trova costretto a tornare nella nativa Detroit. Qui lo attendono Johnny Pajonny, suo ex complice nel contrabbando di sigarette, e Debbie Dewey, una ragazza che è appena uscita di galera e ha un conto in sospeso con Randy, l’ex fidanzato che l’aveva abbandonata dopo averle rubato sessantasettemila dollari. Tra Terry e Debbie nasce una storia alimentata non solo dall’attrazione reciproca, ma anche dall’interesse e da una mancanza di scrupoli…

Che paese, l’America

Dopo aver raccontato, nelle “Ceneri di Angela”, la sua infanzia “infelice, irlandese e cattolica” come il più atroce e ilare dei mondi possibili, McCourt ci trasporta qui nell’America del secondo dopoguerra. E precisamente in una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta lontana e irraggiungibile di Manhattan, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticosissimo apprendistato.

Che Litti che Fazio

I DVD raccolgono il meglio degli interventi di Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”. Pur essendo sostanzialmente dei monologhi, l’interdizione di Fazio li ha trasformati in un battibecco lei contro lui. Il gioco delle parti fa sì che questo divertente pezzo di televisione italiana sia diventato per molti un appuntamento fisso della domenica sera.

Che la festa cominci

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un’avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.