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Galeotto fu il collier

Lidio Cervelli è figlio unico di madre vedova. Un bravo ragazzo, finché alla festa organizzata al Circolo della Vela non arriva Helga: bella, disinibita e abbastanza ubriaca. Prima che finisca la cena, sono in riva al lago: una notte indimenticabile, in cui le chiappe di Helga rilucono come due mezzelune.
Lirica, la severa madre di Lidio, abile e ricca imprenditrice dell’edilizia, ha vedute molto diverse. Suo figlio deve trovare una moglie «made in Italy», una ragazza come si deve. Magari la nipote del professor Eugeo Cerretti, Eufemia, un ottimo partito con un piccolo difetto: è brutta da far venire il mal di pancia solo a guardarla.
Ma forse Lidio ha trovato il modo per uscire dalla trappola e realizzare tutti i suoi sogni: durante un sopralluogo per un lavoro di ristrutturazione, in un muro maestro scova un gruzzolo di monete d’oro, nascosto chissà da chi e chissà quando.
Intorno a questo quintetto e al tesoro di Lidio, un travolgente coro di comprimari. A cominciare dalle due donne più belle del paese: Olghina, giovane sposa del potente professor Cerretti, che fa innamorare Avano Degiurati, direttore della Banca del Mandamento; e Anita, la moglie del muratore Campesi, di cui si incapriccia Beppe Canizza, il focoso segretario della locale sezione del Partito. E poi l’Os de Mort, di professione «assistente contrario», cuochi e contrabbandieri, l’astuto prevosto e l’azzimato avvocato… Immancabili, a vigilare e indagare, i carabinieri guidati dal maresciallo Maccadò.

Galassia maledetta

Un disco volante, come un ucello ferito, è costretto ad atterrare nella radura di un bosco del Périgord, in Francia, e un medico geniale e solitario, che si trova a passare di là, si incontra con lo strano equipaggio del disco – esseri bizzarri, molto simili agli uomini, ma con quattro dita per mano e la pelle di un verde smeraldo. Sono esseri docili e intelligenti, che il Dott. Clair cura nelle ferite riportate nell’incidente e che gli si affezionano pieni di gratitudine. E da questo momento, il giovane scienziato francese si trova a vivere la più straordinaria e meravigliosa avventura celeste che una creatura umana abbia mai potuto sognare. Al di là del “ahun”, o iperspazio dei matematici einsteniani, su pianeti circolanti intorno a soli di Galassie così lontane da non appartenere più né allo spazio né al tempo come noi li concepiamo, vivono gli esseri dalla pelle verde, gli Hiss, impegnati da millenni contro i Mislik, il popolo della Galassia maledetta. Figli dello spazio dove domina lo zero assoluto, i Mislik sono esseri magnetici, costituiti di sostanze metalliche, profondamente modificate dalle temperature super-gelide degli spazi cosmici. Essi odiano il calore, come il loro più grande nemico: ecco perché da millenni la loro incomprensibile specie si adopera a spegnere ad una ad una le stelle del cielo. Solo quando l’universo sarà ridotto al “Massimo di entropia” potrà avere inizio la loro civiltà, non più ostacolata dalla luce e dal calore odiato. La lotta dei figli della luce contro i figli della tenebra e della immane ghiaccia raggiunge momenti spaventevoli; ma Clair e gli Hiss.. Ma i lettori scopriranno da sé il resto. La “Galassia Maledetta” è un grande romanzo di fantascienza, che diverte, affascina, atterrisce, che soprattutto fa pensare.
Copertina di Curt Caesar

La gabbia

Su richiesta della psichiatra, il protagonista -un giovane venditore di telefoni cellulari – racconta gli eventi che nel giro di cinque giorni hanno sconvolto la sua vita. Informato della morte del padre, con il quale aveva ormai pochissimi rapporti, l’uomo torna nel paese natio per organizzarne il funerale. Il secondo giorno compie una scoperta terrificante: nella cantina della casa paterna c’è una gabbia in cui è rinchiusa una giovane donna. Che fare? L’indecisione, attraverso una serie di passi falsi e insidiosi, lo trascinerà in una situazione da incubo, sino al colpo di scena finale.

Un futuro infinito

Bambina ipersensibile e schiva, nata in una famiglia borghese poco incline alle dimostrazioni d’affetto, ma anche adolescente ribelle al punto da andarsene di casa a diciassette anni. «Pessima attrice» in una compagnia teatrale itinerante (il Carrozzone), cui si unisce per caso e non per passione, ma capace di farsi presto notare da Giorgio Strehler, che la scritturò per il Piccolo Teatro. Vittima di un misterioso malessere che la costringerà in analisi per oltre trent’anni (e da cui guarirà grazie a Cesare Musatti), eppure protagonista acclamata della scena teatrale italiana e internazionale, contesa dai più famosi registi del Novecento, da Harold Pinter a Bob Wilson. Attrice cinematografica amata da registi colti e raffinati come Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Giuseppe Patroni Griffi, Susan Sontag, Bernardo Bertolucci, Abel Ferrara, Marco Tullio Giordana, ma anche interprete di alcuni tra i film più osé e delle pièce più scandalose degli anni Settanta. La vita di Adriana Asti è un susseguirsi di scelte anticonvenzionali, incontri spiazzanti e contraddizioni apparentemente inconciliabili. Che il suo sguardo divertito rispecchia fedelmente.È con irresistibile garbo e autoironia che in Un futuro infinito racconta se stessa e il suo mondo, popolato da scrittori, poeti, maghi, intellettuali, registi, attori, primedonne, personaggi eccentrici e bizzarri. Le cene con Alberto Moravia, Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise, Elsa Morante e Natalia Ginzburg (che scrisse per lei Ti ho sposato per allegria). Le estati a Ischia con Luchino Visconti, che organizzava scherzi feroci. E poi, il legame struggente con Pier Paolo Pasolini, «un diamante che non si scalfisce». Il burrascoso rapporto con Susan Sontag. Il sodalizio umano e artistico con Franca Valeri. Il successo in Francia, che le ha aperto una carriera Oltralpe e un’«altra» vita. La malattia, che la spaventava al punto da non nominarla, ma che non riuscì a tenerla lontana dal palcoscenico. E ancora, le prime nozze con Fabio Mauri, presto naufragate. L’incontro e il matrimonio con Giorgio Ferrara, regista, attore e direttore del festival di Spoleto. Lei allora quarantenne, lui poco più che ventenne, uno scandalo per l’epoca.La storia di una straordinaria attrice, riservata eppure spregiudicata. Di una donna profondamente libera e anticonvenzionale, con il talento di sapersi lasciare ogni cosa alle spalle. Perché il passato non esiste: è solo qualcosa che la spinge in avanti, verso ciò che deve ancora accadere.

Il futuro è lunedì

Annamaria ha tre anni quando nascono Alessandro e Roberto. Ha già due fratelli maggiori e fino all’arrivo dei gemelli si sente la principessa di casa. Una casa contadina, in cui anche le principesse devono lavorare, svolgendo tutta una serie di incombenze domestiche, fra cui prendersi cura, per l’appunto, dei due fratellini. Ma Roberto e Alessandro richiedono attenzioni molto diverse, perché non sono uguali: Roberto è «normale» e Alessandro ha la sindrome di Down. In famiglia la diversità di Alessandro viene accolta con naturalezza; è nel momento in cui deve andare a scuola, in cui deve relazionarsi con il mondo «esterno» che cominciano i problemi. Nell’Italia degli anni Sessanta mandare Alessandro a vivere in un istituto per «handicappati» sembra l’unica soluzione, e tuttavia in famiglia le riserve sono tante e sarà proprio Annamaria a condurre una dura battaglia per sottrarre il fratello a un destino omologato sotto l’etichetta di «down» e per farlo vivere, invece, come persona, come Alessandro. In questa lotta quotidiana e vincente Annamaria ha incontrato tante difficoltà, tanti pregiudizi, ma oltre alla sua famiglia che l’ha sempre sostenuta, ha anche incontrato persone e luoghi veramente speciali, uomini di fede e laici, amici e insegnanti, scuole, istituzioni e paesi interi che l’hanno aiutata, e che esistono sul serio e che rendono questa storia una bella storia.

Future sex

Nel corso della vita abbiamo letto tante favole, ma nessuna finiva con «e vissero da soli, felici e contenti». Eppure per un gran numero di persone la vita va proprio così. Dopo la fine di una storia importante, Emily Witt si è ritrovata a gestire una libertà emotiva e sessuale che l’ha disorientata: di fronte all’infinita varietà di esperienze sessuali di colpo a portata di mano grazie a nuovi e insospettabili canali, si è ritrovata priva di un nuovo sistema di regole – sia lessicali che comportamentali – che le facessero da guida: era ancora consentito innamorarsi di un partner di letto? E sognare una famiglia? La sicurezza quotidiana era compatibile con la libertà sessuale? Insomma, a vent’anni da Sex & the City e a cinque dal lancio di Tinder, «le nostre relazioni sono cambiate, ma il nostro modo di definirle no». A caccia di un nuovo vocabolario del corpo e degli affetti, la Witt intraprende allora un viaggio che spazia dalle prime agenzie di incontri virtuali al porno femminista, dagli orgasmi durante le sedute di yoga alle politiche sulla fertilità che restano pericolosamente retrograde, e lo fa con uno slancio empatico, con una scrittura intima e radicale degna delle più grandi interpreti della controcultura di fine anni Sessanta.

La futura regina

Philippa Gregory torna a raccontare l¿epoca dei Lancaster e degli York e a sorprendere i suoi lettori con un nuovo, avvincente capitolo. Regalandoci l’appassionante e, al tempo stesso, tragico racconto della vita straordinaria di Anna Neville, figlia del conte di Warwick e futura regina d’Inghilterra. Inghilterra, 1465. Sono gli anni della Guerra delle due Rose e il conte Richard Neville, discendente di una prestigiosa famiglia aristocratica, è uno degli uomini più influenti alla corte di re Edoardo IV. Ambiguo e assetato di potere, il conte sa di poter utilizzare per i suoi giochi politici due carte preziose: le giovani, bellissime figlie Anna e Isabella. Incurante della loro volontà e dei loro sogni, comincia ben presto a pianificarne il futuro, tessendo alleanze con chi, a corte, è ¿ o sembra ¿ più vicino al re. Ma le due sorelle impareranno presto a giocare per conto proprio la partita della vita, e a liberarsi dal giogo paterno. Soprattutto Anna, forte e coraggiosa, decisa a non arrendersi mai. Il destino tuttavia non fa che accanirsi contro di lei: «Ho perso mio padre in battaglia, mia sorella, mio cognato e mio nipote per mano degli sgherri della regina, e ora anche mio figlio…» Disperata, braccata dai nemici della sua famiglia, non sa dove cercare un rifugio sicuro né di chi potersi fidare completamente. Eppure quello stesso destino così crudele la porterà un giorno, trionfalmente, sul trono d’Inghilterra.

Furto di luna

**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Rubare la luna non è poi tanto difficile. Soprattutto per Beppe Manera, detto «Animalunga», alle spalle un’onorata carriera di ladruncolo di provincia, condita di furti in chiesa, risse, sbronze e periodiche villeggiature in galera.
Oltre che facile, rubare la luna diventa quasi un dovere, il 21 luglio 1969. Perché in quella storica notte gli americani la luna se la stanno davvero prendendo, piantando la bandiera a stelle e strisce sulla superficie rugosa e argentea del nostro satellite.
**In Furto di luna, Andrea Vitali racconta la più memorabile avventura dell’Animalunga e dei suoi famigliari** – la devota consorte Venera Sbiaditi e il figlioletto Manuele – con l’attenzione e lo sguardo che fanno uno dei grandi scrittori italiani di questi anni: la curiosità per le loro vicende, un distacco che nelle loro traversie sa cogliere gli aspetti buffi, e spesso comici. E insieme un’affettuosa partecipazione per le gioie e le vicissitudini di tutti gli esseri umani, anche nelle loro umanissime debolezze.
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### Sinossi
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Rubare la luna non è poi tanto difficile. Soprattutto per Beppe Manera, detto «Animalunga», alle spalle un’onorata carriera di ladruncolo di provincia, condita di furti in chiesa, risse, sbronze e periodiche villeggiature in galera.
Oltre che facile, rubare la luna diventa quasi un dovere, il 21 luglio 1969. Perché in quella storica notte gli americani la luna se la stanno davvero prendendo, piantando la bandiera a stelle e strisce sulla superficie rugosa e argentea del nostro satellite.
**In Furto di luna, Andrea Vitali racconta la più memorabile avventura dell’Animalunga e dei suoi famigliari** – la devota consorte Venera Sbiaditi e il figlioletto Manuele – con l’attenzione e lo sguardo che fanno uno dei grandi scrittori italiani di questi anni: la curiosità per le loro vicende, un distacco che nelle loro traversie sa cogliere gli aspetti buffi, e spesso comici. E insieme un’affettuosa partecipazione per le gioie e le vicissitudini di tutti gli esseri umani, anche nelle loro umanissime debolezze.

Il furto del grande dinosauro

Un microfilm che contiene un piano segreto per sovvertire l’ordine mondiale viene nascosto all’interno di un museo.
Il piano segreto è denominato “Il grande balzo all’ingiù”, e spiega che se tutti i cinesi nello stesso identico istante saltassero a terra da un’altezza adeguata, l’onda d’urto provocherebbe terremoti e maremoti tali da spazzare via gli USA.
La spia che doveva recuperare il microfilm muore prima di portare a termine l’incarico, ma fa in tempo a confessare il nascondiglio a Hettie, la sua tata di quando era bambino: sala XIII, nella bestia più grande. Hettie scopre che si tratta di un enorme scheletro di dinosauro. La bambinaia cerca il microfilm, ma non lo trova; decide così di rubare (prendere in prestito, poi lo riporterà) pezzo per pezzo lo scheletro per continuare le ricerche con più calma. Recluta altre tate e insieme cominciano a trafugare un osso alla volta, nascosto nelle carrozzine.
La polizia non ci mette molto a capire che c’è un nesso tra la processione di tate al museo e il dimagrimento del dinosauro. Sta per scattare l’arresto per tutte, ma intervengono i servizi segreti: “Lasciate lavorare le signore”, dicono gli 007, “magari sventiamo il giro di spie.

Furore

Pietra miliare della letteratura americana, “Furore” è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l’anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell’opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell’odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un’intera nazione. L’impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria “come un marchio d’infamia”. Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell’uomo contro l’ingiustizia, “Furore” è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza.
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I Furiosi

Le spericolate avventure di un gruppo di ultrà milanisti, terrore degli stadi calcistici domenicali. Rivivono le leggendarie trasferte in Italia e all’estero, le spettacolari coreografie della “curva” accompagnate dall’invenzione continua dei cori, gli eroici scontri con le bande di tifosi rivali, le battaglie per la conquista del supremo trofeo: lo “striscione” avversario. Il tifo calcistico organizzato, il fenomeno collettivo giovanile più diffuso in Europa, viene abitualmente condannato come un mondo di marginali e di teppisti che trovano nello spettacolo sportivo l’occasione per sfogare i loro istinti criminali. Ma, di fronte a una società che ai giovani non sa offrire che insicurezza e precarietà, ci si dovrebbe stupire del fatto che la trasgressione non assuma forme più vaste e devastanti Come in tutti i romanzi di Balestrini, anche qui l’invenzione linguistica ha un ruolo fondamentale. Le voci dei personaggi si intrecciano, si accavallano, si fondono in un parlato veloce e appassionato, comico e violento, che privilegia sempre l’esplodere dell’azione piuttosto che lo sviluppo della narrazione. Un’epica corale e picaresca che parla del nostro tempo attraverso uno dei suoi miti più popolari.

Furia omicida

La Croisette è in fermento. Il Festival di Cannes è iniziato. Vivo, spumeggiante, rutilante di luci e di star. Produttori in ansia, stelline in mostra, alla ricerca di una gloria effimera, non certo della morte. Ebbene, a una di queste bellezze in bikini, il successo non arriderà mai. Viene uccisa dal giovane figlio di un ricco produttore cinematografico. Perché? Annoiato e carico di complessi aggravati da un’infanzia infelice, il giovane vede sulla spiaggia la stellina e sente scatenarsi dentro una furia omicida. Quando invita la ragazza in albergo, il destino della poveretta è già segnato e, mentre il padre se ne sta a vedere il film, lui compie l’orrendo delitto. A tendere una mano al folle assassino interviene la giovane matrigna, la quale, dopo anni di miseria e di squallore, ha trovato il benessere e non intende precipitare nel baratro che lo spettro dello scandalo le fa intravedere. Ma ormai il giovane è preso in un vortice che lo risucchierà inesorabilmente. Ricattato, cerca di uccidere ancora. Poi ancora, fino alla resa dei conti.

Furia Di Mezzanotte

Figlia di un barone schierato dalla parte dei ribelli, Violante De Pallars ha imparato presto a lottare per la propria libertà.Consigliere della regina, Isaac Ravalya, uomo indomito e irrequieto, è diviso fra la lealtà nei confronti della sua gente e il desiderio per questa donna che gli sarebbe proibita. L'amore di Violante e di Isaac viene infatti considerato fuori legge, punibile con la morte, ma è tanto forte da fiorire in segreto, da sfidare le persecuzioni di un monarca spietato, da affrontare gli intrighi dell'infida Corte spagnola del Quindicesimo Secolo.