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Lavoro a mano armata

Alain Delambre ha cinquantasette anni, una moglie e due figlie ormai adulte. Una vita passata a lavorare come responsabile delle risorse umane. Poi la crisi, il licenziamento, la disoccupazione. Un lavoretto per tentare, con scarso successo, di far quadrare i conti. E all’orizzonte la seconda chance, quella che può ridare un senso a tutto: un nuovo lavoro, che sembra ritagliato sul suo percorso professionale. Da non crederci, alla sua età. Alain però ci crede, vuole crederci. Per via della speranza, «quella canaglia», come direbbe Charles, l’unico vero amico che gli è rimasto, un barbone che vive dentro una Renault 25. Ed è grazie a questo ritrovato ottimismo che Alain inizia a scivolare in una serie di situazioni poco chiare che dapprima sottovaluta. L’uomo è pronto a tutto pur di ritrovare la vita che ha perso, pur di riuscire a tirare su la testa e a guardare di nuovo le figlie negli occhi. È pronto anche ad allontanarsi dall’amata moglie Nicole, quando lei inizia a porre troppe domande. Che Alain, come test da superare per essere assunto, partecipi a un gioco di ruolo, organizzato per mettere alla prova i quadri di una grande azienda, per lei non è accettabile. Ma il signor Delambre è un uomo che non vuole diventare l’ennesima vittima della crisi, vuole lavorare, e il lavoro è pronto a prenderselo, se necessario, anche a mano armata.
Pierre Lemaitre, maestro del noir e vincitore del Premio Goncourt 2013, trae spunto da un fatto di cronaca per scrivere un romanzo di scottante attualità in cui la realtà della disoccupazione diventa una storia di violenza, psicologica e fisica. Forte di un attentissimo scavo sociale, Lavoro a mano armata è una storia del nostro tempo, come nessuno l’ha mai raccontata.
«Pierre Lemaitre è un maestro».
Antonio D’Orrico, «Corriere della Sera»
«Grande narratore con un formidabile senso del ritmo e della suspense».
Fabio Gambaro, «D – la Repubblica»
«Lemaitre è soprattutto un autore contemporaneo, che sa architettare storie senza fronzoli».
Sergio Pent, «L’unità»
«L’abilità di Lemaitre è eccezionale».
«Panorama»
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### Sinossi
Alain Delambre ha cinquantasette anni, una moglie e due figlie ormai adulte. Una vita passata a lavorare come responsabile delle risorse umane. Poi la crisi, il licenziamento, la disoccupazione. Un lavoretto per tentare, con scarso successo, di far quadrare i conti. E all’orizzonte la seconda chance, quella che può ridare un senso a tutto: un nuovo lavoro, che sembra ritagliato sul suo percorso professionale. Da non crederci, alla sua età. Alain però ci crede, vuole crederci. Per via della speranza, «quella canaglia», come direbbe Charles, l’unico vero amico che gli è rimasto, un barbone che vive dentro una Renault 25. Ed è grazie a questo ritrovato ottimismo che Alain inizia a scivolare in una serie di situazioni poco chiare che dapprima sottovaluta. L’uomo è pronto a tutto pur di ritrovare la vita che ha perso, pur di riuscire a tirare su la testa e a guardare di nuovo le figlie negli occhi. È pronto anche ad allontanarsi dall’amata moglie Nicole, quando lei inizia a porre troppe domande. Che Alain, come test da superare per essere assunto, partecipi a un gioco di ruolo, organizzato per mettere alla prova i quadri di una grande azienda, per lei non è accettabile. Ma il signor Delambre è un uomo che non vuole diventare l’ennesima vittima della crisi, vuole lavorare, e il lavoro è pronto a prenderselo, se necessario, anche a mano armata.
Pierre Lemaitre, maestro del noir e vincitore del Premio Goncourt 2013, trae spunto da un fatto di cronaca per scrivere un romanzo di scottante attualità in cui la realtà della disoccupazione diventa una storia di violenza, psicologica e fisica. Forte di un attentissimo scavo sociale, Lavoro a mano armata è una storia del nostro tempo, come nessuno l’ha mai raccontata.
«Pierre Lemaitre è un maestro».
Antonio D’Orrico, «Corriere della Sera»
«Grande narratore con un formidabile senso del ritmo e della suspense».
Fabio Gambaro, «D – la Repubblica»
«Lemaitre è soprattutto un autore contemporaneo, che sa architettare storie senza fronzoli».
Sergio Pent, «L’unità»
«L’abilità di Lemaitre è eccezionale».
«Panorama»

Laura di Rimini: Roman

Come nella migliore tradizione della commedia degli equivoci, tutto ha inizio con uno scambio di borse. C’e uno zainetto con dentro quattro chili di cocaina purissima sulle spalle di una brava ragazza che sta per sostenere un esame sulla scapigliatura milanese. Cosi Laura, studentessa al secondo anno di Lettere, poche ore dopo il suo ultimo esame prima delle vacanze, si trovera catapultata in un’avventura “nera” che chiede di essere attraversata con un altro genere di intelligenza. E via, per giorni e giorni, tra sparatorie, inseguimenti, fughe, in un imprevedibile intrecciarsi di coincidenze, casualita, appuntamenti mancati per un soffio: un percorso di formazione a ostacoli che sembra pensato da un demiurgo un po’ matto e molto allegro.

Il lato sinistro del cuore

Riordinando la mole enorme dei suoi racconti, Lucarelli è stato molto crudele. Verso se stesso, non verso i suoi lettori. Ha tolto tutto ciò in cui non si riconosceva piú, e ha “montato” il meglio, gli oltre cinquanta racconti selezionati, secondo un ritmo mentale, una esigenza musicale che alterna i sapori e i temi. Così, mentre il lettore si trova invitato a un ghiottissimo menu, che spazia dall’horror al comico al thriller, unica e del tutto inconfondibile è la voce che lo affascina in questo libro. Forse la voce più autentica di Carlo Lucarelli, in tutte le sue modulazioni. Una voce che invita alla complicità, che coinvolge in una sorta di ininterrotta “danse macabre”, di gioco esplicito sui temi della morte e della colpa, in una a volte selvaggia cavalcata diabolica, in una confusione di identità dove, alla fine, lo specchio sembra rimandarci l’immagine distorta, ma lucidissima, dei nostri desideri, e delle nostre illusioni.

Lampi nella nebbia

A Torino tutti parlano del funerale del cavalier Eugenio Balbiano, destinato a trasformarsi in uno degli eventi mondani della stagione. Con la morte di Balbiano, l’immensa fortuna che gli apparteneva ora è di Bianca, la nipote, che oltre al patrimonio eredita un misterioso, vastissimo appartamento pieno di ricordi. Forse un po’ scomodi. Quando è il momento di dare l’ultimo saluto al cavaliere, Bianca sparisce. Silvia Guarienti, l’amica di sempre, avverte strani presagi e tutti temono il peggio…

Lampi di tenebre

Kelley Winslow è impegnata nelle prove di una nuova produzione all’Avalon Theatre: Romeo e Giulietta. Molto è cambiato dal giorno in cui ha coperto di essere una principessa del mondo delle fate. Il suo amato Sonny Flannry è lontano, e a ogni bacio sulla scena la nostalgia si impossessa di lei. Ma quando uno sconosciuto tenta di rubarle il suo prezioso amuleto, Kelley precipita nelle cupe terre di confine della Regina Mab, ritrovando Sonny. Il loro ricongiungimento sarà felice ma molto, troppo breve. I due ragazzi dovranno affrontare un nuovo e pericoloso nemico, disposto a rischiare tutto pur di appropriarsi di un potete rimasto occulto per secoli. Stretti in una morsa fatta di complotti magici e di subdole alleanze, dovranno muoversi con cautela, perché ogni passo potrebbe condurli verso la rovina.
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Il lamento del prepuzio

Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell’ambiente, eppure si ritrova, anche da adulto, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale. È convinto che Dio ce l’abbia «personalmente» con lui: dai tempi delle prime disastrose esperienze con le ragazze, ai due anni trascorsi in una scuola religiosa di Gerusalemme per adolescenti ebrei irrequieti, fino ai mille traslochi insieme alla moglie alla ricerca della loro personale Terra Promessa, l’autore ripercorre le tappe di un percorso di formazione a ostacoli. Shalom Auslander ha scritto un memoir esilarante e dissacrante, il ritratto irresistibile di una famiglia e di una comunità, la storia di una ribellione (quasi) impossibile.

La lama spezzata

Incidere un testamento sulla lama di una sciabola può anche essere un mezzo originale di esternare le proprie ultime volontà. Ma se a seguito di un duello, o di un altro incidente, la lama in questione si spezza, allora capiterà senz’altro che il testamento vada perduto. Ciò può arrecare un grave dispiacere al leggitimo erede, e un’altrettanto grande soddisfazione a chi legittimo erede non è ma vuole spacciarsi per tale. Frank e Joe Hardy devono ricercare appunto la lama di una sciabola sulla quale è inciso un testamento, che favorirà un loro amico. Ma dato che la sostanza in gioco è cospicua, dall’altra parte della barricata parecchia gente, non certo incensurata, si sta preparando a far in modo che i due fratelli non raggiungano lo scopo. E questa volta, purtroppo, si tratta di professionisti: e la loro intenzione non è soltanto quella di rendere la vita difficile a Frank e Joe, ma di rendergliela addirittura impossibile. Impossibile alla lettera, magari per mezzo delle armi da fuoco.

La lama silente

Wulfgar di ritorno dall’Abisso, scopre che esistono demoni invulnerabili al suo martello. Entreri, che ha fondato un impero grazie alla lama del suo pugnale partendo dai bassifondi di Calimport, è alla caccia del suo nemico di sempre. Drizzt impara che non tutte le ferite sanguinano e che non tutte le spade uccidono…
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La Lama nera

ROMANZO (544 pagine) – FANTASY – Il mio nome è Aggart. Tutto iniziò quando la Morte calò dai monti e spazzò via tutti coloro che amavo, anche la mia innocenza.
Sono passati sei anni da quando l’Alleanza ha deposto l’Usurpatore, ponendo così fine alla guerra più sanguinosa che i Quattro Regni abbiano mai visto. La vita scorre tranquilla nella fattoria dove il piccolo Agi abita con i suoi, finché una sera qualcuno bussa alla porta… Inizia così un’avventura straordinaria che porterà il giovane Aggart a diventare prima un sicario della Gilda degli Assassini, quindi a cercare di sventare le trame oscure di Dagg Elath, il Signore delle Ombre. Assieme a Ona Ettài, un mago taciturno ma sensibile, e la sua guardia del corpo Messala, un’amazzone scontrosa e un po’ selvatica, Aggart parte alla ricerca della Lama Nera, al cui interno forse si cela il segreto per sconfiggere il Signore Oscuro. Un romanzo pieno di tensione e colpi di scena a cui fa da scenario un mondo nel quale si mescolano violenza e amore, desiderio di vendetta e generosità; un mondo dove la magia permea ogni cosa ma al contempo rimane sempre, in qualche modo, in sottofondo, lasciando gli esseri umani unici e veri autori del loro destino. Copertina di Michela Cacciatore.
Nato a Brescia nel 1960, fisico e informatico, Dario de Judicibus ha collaborato con le riviste ”MC Microcomputer”, ”Internet News”, ”e-Business News”, ”Internet.Pro” e ha scritto vari articoli sia in italiano che in inglese su riviste e quotidiani, sia nazionali che internazionali. Ha fondato la rivista digitale ”L’Indipendente” e partecipato alla produzione di tre musical dal vivo in Second Life. Ha fondato con altri due soci la Roma Film srl, acquisendo le attività di una delle migliori scuole di cinema e televisione in Europa, la NUCT, che è diventata Roma Film Academy. Attualmente è impegnato, in qualità di presidente del consiglio di amministrazione di Roma Film, a far crescere la Scuola per portarla ai massimi livelli in ambito nazionale e internazionale. Ha pubblicato tre romanzi, tre saggi, due manuali e cinque racconti in antologie varie con editori diversi. È l’unico autore italiano che abbia mai pubblicato una serie fantasy col Gruppo Editoriale Armenia. Nel 2014 ha iniziato la sua collaborazione con l’associazione culturale e casa editrice I Doni delle Muse, e nel 2016 quella con la Delos Digital che ha portato alla ripubblicazione di questo romanzo.
(source: Bol.com)

La lama infranta

Una principessa rapita e un uomo senza clan sono entrambi custodi di un terribile segreto… gli oscuri poteri di Maedun stanno preparando un nuovo assalto contro la scintillante Isola di Celi. Usando la magia “celae” da lui rubata, il mago Hakkar progetta di strappare il velo di magie che avvolge il regno insulare. Soltanto la Grande Spada può salvare l’isola, ma un giorno anch’essa viene infranta. Brynda, figlia di Keylan, deve insegnare alla sua Lama Runica a intonare un canto di morte altrimenti i Cavalieri Oscuri di Maedun reclameranno Celi come loro proprietà.
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Una lama di luce

A Lampedusa sono sbarcati migliaia di tunisini e il ministro degli Interni che ha deciso di fare una ispezione nell’isola ha fatto sapere che farà tappa a Vigàta. Per questo Montalbano, che si vuole tenere il più lontano possibile, se ne va a visitare una mostra di pittura – Donghi, Morandi, Guttuso e Mafai – nella nuova galleria d’arte di Vigàta di proprietà di Maria Angela, Marian per gli amici. Scatta una immediata attrazione tra Marian e il commissario, e la cosa sembra davvero mettere in discussione il legame con Livia. Negli stessi giorni Salvatore Di Marta, proprietario di un supermercato, denunzia la rapina subita dalla moglie Loredana, sorpresa con una grossa somma che stava per versare a un bancomat. Loredana è stata anche violentata e quando qualche giorno dopo si scopre che l’antico fidanzato Carmelo Savastano è stato assassinato, è facile attribuire il furto a lui e l’omicidio a Di Marta. Ma troppe cose non tornano e Montalbano non è tipo da accontentarsi di facili spiegazioni, tanto più che il controllo dei telefoni di Loredana e della sua intima amica Valeria fa sorgere più di un dubbio. Camilleri ci ha abituato nei suoi gialli all’intrecciarsi di due storie che scorrono parallele per gran parte della narrazione e che si disgiungono per poi tornare ad avvitarsi. In questo romanzo le vicende che si combinano tra loro sono tre: il commercio di quadri nei quali è impegnata Marian, il traffico d’armi dei tunisini mentre nella loro patria è in corso la lotta di liberazione, la rapina subita da Loredana e l’omicidio che ne è seguito: quale sarà la direzione giusta per risolvere ogni cosa?

La lama dei sogni

Elaine è riuscita a ottenere il trono di Andor e a scacciare le Sorelle dell’Ajah nera da Caemlyn. Egwene, prigioniera delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, comincia a minare dall’interno il controllo che Elaida ha sulla Torre Bianca. Rand riesce a sfuggire a un agguato di Semirhage, riesce a catturarla ma perde la mano sinistra. Mat e Tuon finalmente si sposano, dopo che la loro compagnia ha raggiunto il limite del territorio controllato dai Seanchan. Poi Tuon torna a Ebou Dar, dove viene a sapere di una guerra civile nell’impero Senachan e della morte di tutti i componenti della famiglia imperiale, tranne lei, che è così destinata a diventare la nuova imperatrice. Perrin sconfigge gli Shaido a Malden grazie all’aiuto dei Seanchan e mette in salvo Faile, sua moglie. Inconsueti attacchi da parte dei Trolloc, i morti che camminano, increspature nel tessuto del mondo e altri eventi misteriosi sembrano indicare che il momento dello scontro finale si sta avvicinando.
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Lagomorpha

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Lagomorpha è una raccolta di vecchi racconti, tre storie scritte per concorsi che ho riunito in un eBook gratuito, tra conigli assassini, case stregate e amicizie disumane.
Una tremenda epidemia crea una nuova specie di animali mutanti e assassini, cornice di un disperato tentativo di fuga.
L’ultimo giorno d’estate, l’ultima gita tra amici, quella casa abbandonata col suo carico di leggende.
Cosa può fare una bambina, quando il suo cuore viene spezzato?

Il ladro di merendine

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Terzo giallo di Andrea Camilleri che vede come protagonista Salvo Montalbano, il commissario di stanza a Vigàta, immaginaria cittadina siciliana. Questa volta il commissario, sospetta l’esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un peschereccio di Mazara del Vallo e quella di un commerciante di Vigàta accoltellato dentro un ascensore. Per Camilleri la Sicilia di oggi è fonte continua di ispirazione e scoperta, di intrecci di romanzo poliziesco e di osservazione su di un costume magari inquietante ma certamente non statico, che gli suggerisce un linguaggio, una parlata mai banale nè risaputa.

Il ladro di corpi: romanzo

E’ la solitudine, la “maledizione” che si impadronisce di Lestat, il vampiro immortale, il principe incontrastato del tenebroso universo dei morti viventi. Lestat avverte dolorosamente la “maledizione” della sua solitudine e desidera rinascere come mortale, liberandosi quindi del suo corpo di “non-morto” e impadronendosi di un corpo “vivo”. Intraprende così un viaggio che lo porterà da Miami al deserto del Gobi, da Amsterdam alla giungla amazzonica, fino all’incontro cruciale con l’unico uomo che può soddisfare il suo desiderio, Raglan James, il Ladro di Corpi. Più sinistro e malvagio di un demone, il Ladro di Corpi si impadronisce con l’inganno del corpo vampiresco di Lestat, il quale, rinchiuso come anelava nel corpo mortale, scopre.