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Alfie un gatto per amico

‘Un amico a quattro zampe pronto ad aiutare tutti. La lettura perfetta per i giovani lettori.’
The bookseller

Un simpatico gatto protagonista di imperdibili avventure.

Alfie, il gatto dei portoni, ha un unico pensiero: aiutare le persone a essere felici. Quando arrivano i nuovi vicini, vede subito che sono una famiglia un po’ strana: il papà dipinge la frutta a colori vivaci, la mamma è sempre indaffarata, Viola è un prodigio al pianoforte, e il piccolo Stanley? Sempre in cerca di avventure, il bambino combina guai e e viene severamente sgridato. Ma per Alfie non è giusto che tutti se la prendano con quel piccolo avventuriero. È arrivato il momento di entrare in azione e di riportare con passo felino la serenità.

(source: Bol.com)

L’alfabeto di Zoe

“Questa sono io: Zoe! Lo so, non mi potete vedere: questo è soltanto un libro, e un libro è fatto di parole. Potrei incollare la foto che ho tra le mani oppure disegnarmi con dei gessetti colorati. Sarebbe facile. Potrei. Ma non voglio.” Comincia così, con un autoritratto che non mostra nulla ma rivela molto, l’avventuradi Zoe, che indossa sempre scarpe da tennis bucate, ha i capelli lanosi ed è molto decisa e ostinata. Zoe guarda il mondo che la circonda con occhi diversi: soffre di dislessia e nel suo alfabeto personale le lettere non sono sempre nell’ordine che conosciamo noi. La sua mamma “ha smesso di vivere senza smettere di respirare”, e il suo papà da allora è un altro. Ma Zoe non si fa bastare la realtà, e con l’aiuto di due amici si getta a capofitto in un’indagine accurata in sella alla sua fedele bicicletta gialla. Scoprirà così che niente è come sembra: sua madre non è in coma, ma è l’inconsapevole vittima di un crudele, sistematico furto di ricordi. Per restituirglieli, Zoe affronterà senza paura il Re degli Specchi. Narrate dalla voce di Zoe stessa, le sue avventure celebrano l’orgoglio della diversità e rispecchiano un mondo in cui le debolezze diventano punti di forza.
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### Sinossi
“Questa sono io: Zoe! Lo so, non mi potete vedere: questo è soltanto un libro, e un libro è fatto di parole. Potrei incollare la foto che ho tra le mani oppure disegnarmi con dei gessetti colorati. Sarebbe facile. Potrei. Ma non voglio.” Comincia così, con un autoritratto che non mostra nulla ma rivela molto, l’avventuradi Zoe, che indossa sempre scarpe da tennis bucate, ha i capelli lanosi ed è molto decisa e ostinata. Zoe guarda il mondo che la circonda con occhi diversi: soffre di dislessia e nel suo alfabeto personale le lettere non sono sempre nell’ordine che conosciamo noi. La sua mamma “ha smesso di vivere senza smettere di respirare”, e il suo papà da allora è un altro. Ma Zoe non si fa bastare la realtà, e con l’aiuto di due amici si getta a capofitto in un’indagine accurata in sella alla sua fedele bicicletta gialla. Scoprirà così che niente è come sembra: sua madre non è in coma, ma è l’inconsapevole vittima di un crudele, sistematico furto di ricordi. Per restituirglieli, Zoe affronterà senza paura il Re degli Specchi. Narrate dalla voce di Zoe stessa, le sue avventure celebrano l’orgoglio della diversità e rispecchiano un mondo in cui le debolezze diventano punti di forza.

Alex

Xavier. Il suo cognome. La X tatuata sulla sua pelle. Per non dimenticare l’evento che, più di ogni altro, ha cambiato la sua vita. Ha cambiato lei.
Xavier è il suo passato, è il suo presente, è ciò che è diventata. Grazie a un uomo che ha scommesso su di lei a dispetto delle apparenze, a dispetto di ogni ragionevole prudenza. E ha vinto.
Tornare in Brasile ora sembra non avere senso. Eppure può essere l’unico modo per trovare le risposte a domande che Alexandra non avrebbe mai creduto di doversi porre.
Xavier, forse, sarà il suo futuro.

Album di famiglia

‘Commovente, agghiacciante, potente.’
Tracy Chevalier

‘Una tensione graduale che raggiunge un apice sconosciuto nella narrativa d’oggi. Questo romanzo è un vero trionfo.”
Kirkus Reviews

Ellen van Bemmel, medico quarantenne in attesa di un bambino e con un matrimonio fallito alle spalle, torna dopo vent’anni nella casa della sua infanzia. Qui ritrova un vecchio album di fotografie e sfogliandolo, in un crescendo di tensione, ripercorre tutta la sua vita e in particolare gli eventi che si svolsero in quella casa a partire dalla nascita dell’ultimogenita, Ida. L’arrivo della piccola aveva portato con sé una serie di tensioni e di sciagure che culminarono in un terribile dramma. Un thriller psicologico che ipnotizza, un’inquietante storia famigliare che ha rivelato a tutto il mondo il talento narrativo di Renate Dorrestein.

Renate Dorrestein, nata ad Amsterdam, è stata giornalista e ha diretto il mensile Opzij. I suoi libri sono stati pubblicati in Francia, Germania, Inghilterra e negli Stati Uniti. Per Guanda sono usciti i romanzi: Il buio che ci divide, Vizi nascosti, Un campo di fragole, Finché c’è vita, Mentre mio figlio fa l’amore, Pranzo di famiglia e Sette tipi di fame.

(source: Bol.com)

Albertine scomparsa

Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.
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### Sinossi
Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.

L’albero di Idhunn. La ragazza drago

Sofia è una Draconiana, una tra i rari prescelti dall’antica stirpe dei draghi per difendere il mondo dal risveglio della terribile viverna Nidhoggr. Ma avere in sé lo spirito di Thuban, il più potente dei draghi, non rende la vita più facile. Lasciata la casa del professore, Sofia si ritrova a Benevento, costretta a recitare da clown in un circo e tormentata da sogni e premonizioni che sembrano emanare dalle pietre e dai giardini della città. Una città dove un tempo si aggiravano le streghe e dove la neve ha il colore del sangue, la stessa terra in cui affondarono le radici del prezioso noce di Idhunn. Qui Sofia dovrà imparare a credere nei propri poteri e a fare i conti con l’amore, una scoperta imprevista e molto più pericolosa di quanto non pensi. Età di lettura: da 12 anni.

L’albero delle albicocche

Un albero in un cortile di Vienna. Il ricordo più struggente di tutti. Quali sono i ricordi che fanno una vita? Un albero di albicocche in un cortile di Vienna. È uno dei primi ricordi, e forse il più struggente, di Elisabetta. A quei tempi, vivevano ancora tutti in quella grande casa: sua sorella, bellissima, che prendeva il sole in giardino, ammirata dai ragazzi del vicinato; la madre che cantava tutto il giorno; il papà che tornava sempre a casa con regali sorprendenti, come la piccola tartaruga Hitler. Fino al giorno in cui ogni cosa finì, quando arrivarono le SS, e presero tutti. Tutti tranne Elisabetta, che non era in casa in quel momento. E, unica in tutta la sua famiglia, riuscì a salvarsi. Dalle SS, dai campi, dalla guerra: restando prigioniera, però, di un vuoto che l’accompagnerà per sempre. Da allora, Elisabetta segna ogni anno che passa con una nuova marmellata fatta con i frutti del suo albero. Un modo per non dimenticare. Ma la sua vita tranquilla e isolata di donna ormai anziana, che si porta dietro il peso dei ricordi, viene improvvisamente rivoluzionata quando in casa sua viene ad abitare una giovane ballerina tedesca, con la quale pian piano nasce una bizzarra amicizia. Ma Pola, scoprirà Elisabetta, sa molte più cose del passato della sua famiglia di quante l’anziana donna possa immaginare E forse, per lei, è arrivato il momento di conoscere la verità su ciò che è successo ai suoi genitori e sua sorella. Un romanzo intimo e luminoso, una storia toccante che esplora il doloroso passato di un’intera generazione, regalando momenti di profonda commozione.

(source: Bol.com)

L’albero della vita

Nel cuore del tempio di Abido, un’acacia sta morendo… E insieme a lei, tutto l’Egitto è minacciato. Perché non si tratta di un albero qualunque: è nato dalla tomba del dio Osiride, per annunciarne la rinascita.
Il grande faraone Sesostri III inizia una lotta contro un nemico invisibile che vuole condurre l’Egitto alla rovina. Un giovane apprendista scriba, Iker, diventa attore involontario di questo mistero. Rapito da alcuni marinai, l’adolescente non sa chi sta tentando di ucciderlo, né tanto meno chi lo protegge. Iker ha la sensazione di essere guidato e manipolato da una forza misteriosa, di avanzare lungo un cammino di cui non conosce la meta…
I misteri di Osiride, oltre a narrare il tormentato percorso del giovane Iker alla ricerca della sua verità, e la lotta di Sesostri III contro le forze del Male, raccontano la storia magica e travolgente di un Egitto che non esiste più e che tuttavia permane nella nostra memoria.
Christian Jacq ci fornisce le chiavi di lettura di una civiltà affascinante e i segreti della sua immutabile realtà.

L’albero della febbre

Fu durante un suo lungo viaggio in Africa che Richard Mason vide un leopardo cacciatore all’ombra dell’albero della febbre — il grande eucalipto che cresce in riva agli stagni e i fiumi del bassopiano africano. Il nobile animale, dal pelo lucidissimo, dagli occhi vigili, pronto allo scatto, in attesa della preda, ispirò allo scrittore il personaggio di Ronald Birkett, freddo, controllato, chiuso ad ogni emozione, felice solo nel pericolo.
“L’albero della febbre” pur essendo un romanzo ad intreccio, ricco di elementi avventurosi, è soprattutto la dolorosa storia di un uomo. Ronald Birkett è stato un bambino infelice: i difficili rapporti familiari lo hanno portato a chiudersi in se stesso, a negarsi all’amore, a considerare il mondo e la vita con freddo distacco, con arido calcolo. Le sue convinzioni politiche non sono in realtà convinzioni, ma solo un rifugio, un mezzo per essere forte e spietato come il leopardo del bassopiano africano. Sarà l’appassionata tenerezza di una piccola donna indiana a trarlo da questo suo mondo egoistico, ad aprire il suo cuòre facendolo di nuovo palpitare.

L’Albero Degli Amanti Perduti

Spoilt, wilful, resourceful and proud, Sofia Solanas grows up on a magnificent ranch in the middle of the Argentine pampas, loved by all around her. All, that is, except her Irish mother, Anna, who punishes her daughter for her own sense of alienation and inadequacy while doting on her sons.
When a horrified Anna discovers that Sofia has embarked on a passionate love affair that can only bring shame upon the family, she sends Sofia away to Europe, inadvertently exiling her from her family and the man she loves for over twenty years. And then a family tragedy calls Sofia home.
Following the story of the Solanas family in Argentina during the tumultous years of political upheaval, and Sofia’s life in exile, MEET ME UNDER THE OMBU TREE is a moving, evocative and unforgettable story of love and forgiveness from a brilliant new voice.

Un albero cresce a Brooklyn

È l’estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell’albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l’Albero del Paradiso perché è l’unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Quando nuovi stranieri poveri arrivano a Brooklyn e, in un cortile di vecchie e tranquille case di pietra rossa, i materassi di piume fanno la loro comparsa sui davanzali delle finestre, si può essere certi che lì, dal cemento, sbucherà prima o poi un Albero del Paradiso. Francie, seduta sulla scala antincendio, lo guarda contenta, poiché oggi è sabato, ed è un bel giorno a Brooklyn. Il sabato gli uomini ricevono la paga e possono andare a bere e azzuffarsi in santa pace. Il sabato lei, bambina irlandese di undici anni, come tutti i bambini del suo quartiere, fa un salto dallo straccivendolo. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent. Coi suoi coetanei con i calzoni lunghi e i berretti con la visiera, le mani in tasca, le spalle curve, i capelli così corti da lasciare scoperto il cuoio capelluto, Francie se ne andrà tra un po’ a zonzo per Brooklyn. Attraverserà prima Manhattan Avenue, e poi Johnson Avenue, dove si sono stabiliti gli italiani, e infine il quartiere ebraico fino a Broadway, dove guarderà eccitata i piccoli carretti che riempiono la strada, gli uomini barbuti con gli zucchetti di alpaca, i vestiti orientali dai colori vivaci posti ad asciugare sulle scale antincendio e i bambini seminudi che giocano in mezzo ai rigagnoli. Poi tornerà a casa, dove forse troverà sua madre, rientrata dal lavoro. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere lei e gli altri piccoli Nolan. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull’allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini. Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l’albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo. Nominato dalla New York Public Library come uno dei grandi libri del secolo appena trascorso, Un albero cresce a Brooklyn è una magnifica storia di miseria e riscatto, di sofferenza ed emancipazione di bruciante attualità.
(source: Bol.com)

L’albergo delle donne tristi

Un grande romanzo dedicato alle ombre dell’anima femminile. Una storia che si apre alla luce della confidenza, della complicità, della parola condivisa. Su un’isoletta dell’arcipelago di Chloé, nel Sud del Cile, sorge un insolito Albergo per donne in cerca di conforto. Ègestito da Elena, che ha lavorato per la Resistenza, è psichiatra e ha finalmente raggiunto una profonda tranquillità interiore. Da lei si rifugia una clientela di sole donne, talora famose, accomunate dalla tristezza, segnate dalle cicatrici del disamore. Possono soggiornare per tre mesi all’Albergo, che si staglia spettrale sullo sfondo di un promontorio affacciato sul mare, ai confini del mondo. Qui le clienti conoscono persone ugualmente vulnerabili, cui confidano i propri sogni irrealizzati, gli affetti ormai estranei, gli amori autolesionistici. Qui si intrecciano le storie comuni di tante donne. Qui sbarca anche Floreana che, complice la bellezza quasi primordiale del paesaggio, tenta di liberarsi del proprio passato, di risvegliarsi alle emozioni e alla vita, di riacquistare fiducia in sé. Ricompone i frammenti della propria esistenza e comincia a capire dove si trovano la sua vera patria e le sue radici.
(source: Bol.com)

L’alba oscura. La setta dei vampiri

Miles è scomparso senza lasciare traccia. La sua ragazza, Sylvia, sa qualcosa ma non apre bocca, e si rifugia dietro un cumulo di bugie. Maggie, la sorella di Miles, non ha scelta. Inizia a indagare, e non si arrende finché tutte le illusioni e le finte certezze su cui ha costruito la sua vita non crollano, una dopo l’altra. Per la prima volta, la terribile verità si offre ai suoi occhi: la notte è popolata di vampiri potenti e folli, di mutaforma innocenti e di nobili streghe. È il Mondo delle Tenebre, una società sanguinaria di strane creature, in cui gli umani sono ridotti in schiavitù, venduti e comprati come bestie. Hunter Redfern, il capostipite dei vampiri, sogna di devastare il mondo degli umani e di portare i suoi eserciti alla conquista del giorno. Ma non tutti gli abitanti della notte sono assassini senza scrupoli… Maggie troverà la sua anima gemella, il compagno più improbabile e strano che si possa avere. E avrà una sola, unica occasione per sventare i piani di Hunter: gli equilibri tra i due mondi dpendono solo da lei.
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Alba di guerra

È il quarantunesimo millennio. Da più di cento secoli l’Imperatore Immortale siede sul Trono d’Oro della Terra, dominatore di milioni di mondi, sovrano sanguinario e crudele di miliardi di creature. Ma ormai è solo una misera carcassa tenuta in vita da un’oscura tecnologia, signore di un pianeta che sta per scomparire, la cui sopravvivenza è affidata a un ultimo, esile filo di speranza: le truppe dei sovrumani Space Marine. Solo loro possono garantire la sopravvivenza del genere umano contro le ostili razze aliene, i demoni e le Legioni Traditrici. Ma per quanto ancora? La terza compagnia degli Space Marine del capitano Angelos sta combattendo una sanguinosa battaglia contro gli orki invasori: per salvare il pianeta Tartarus, Angelos deve lanciare i propri uomini in un’ultima, disperata azione, ma prima di tutto deve combattere contro i propri demoni interiori e affrontare la spirale di intrighi, inganni e segreti che potrebbe mettere a rischio l’esistenza stessa dell’umanità.
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L’alba di Alexanderplatz. Berlin

Quando la città era ancora la città, ogni mattina le persone si svegliavano a Berlino Ovest e a Berlino Est, divise dal lungo, inesorabile Muro. Quando la città era ancora la città, Timo e Jakob e Christa non potevano immaginare che un giorno sarebbero stati costretti ad aprire gli occhi in un mondo senza più adulti, tra i quartieri di una Berlino irriconoscibile e pericolosa. Una città in cui per sopravvivere si sono divisi in gruppi: Gropiusstadt, Havel, Reichstag, Tegel, Zoo. Nonostante le lotte e le rivalità, però, tutti loro hanno qualcosa in comune: il virus che alla fine dell’adolescenza se li porterà via, come se crescere fosse una condanna. E il virus non è l’unico pericolo. C’è una creatura misteriosa che si aggira per le strade, sbrana e uccide animali e ragazzi, e poi scompare, quasi fosse invisibile. Soltanto alleandosi è possibile scoprire chi è e difendersi. Ma nella Berlino che non è più Berlino, è meglio affrontare la minaccia da soli o allearsi con il nemico? Pensò che la gente, quando è in pericolo, diventa egoista. E che l’egoismo è come legna per il fuoco. E che il fuoco, alla fine, brucia tutto.