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GREGGIO E PERICOLOSO

Il semplice annuncio su una rivista scientifica dell’esistenza di un mare di petrolio sotto tutta la crosta terrestre è il punto di partenza di un complesso intrigo internazionale.
Gli avvenimenti iniziali, apparentemente slegati tra di loro, confluiranno, tra sparatorie, fughe ed omicidi in un colpo di scena finale.
Un’avventura sempre in equilibrio tra il drammatico e l’ironico, che coglie la complessità e la vulnerabilità della società contemporanea.

I Greci d’Occidente

La colonnizzazione greca dell’Adriatico, dello Ionio e del Tirreno fino a Gibilterra sotto tutti i suoi aspetti: i motivi del viaggio, i pericoli, le navi, la fondazione delle colonie, l’arte, l’economia, ecc. Un saggio sui “greci fuori dalla Grecia” e sulla grecità del Mediterraneo. industriale. Nell’attività di progettazione troviamo design di oggetti per l’ambiente domestico, edifici di grandi dimensioni, allestimenti museali ed espositivi, restauri, interventi e ristrutturazioni nei centri storici, nuove costruzioni industriali e commerciali.

Le grandi storie della fantascienza: 9

Nel nono volume de Le grandi storie della fantascienza, Isaac Asimov comincia a raccogliere le inquietudini che, nel dopoguerra, serpeggiano nella società americana, come in ogni altra società. È il 1947, l’euforia per la guerra vinta dalle potenze antifasciste si sta attenuando. Sorgono altri problemi, che dividono gli stessi vincitori: politici, geopolitici, sociali. La fantascienza di stampo avventuroso resta appannaggio di un Jack Williamson, che aggiorna le formule degli anni Venti, mentre quella che pare occuparsi di pura tecnologia ha in Arthur C. Clarke il più illustre esponente. Accanto a questi nomi ne emergono altri, e nuove tendenze ancora embrionali. Sturgeon e Bradbury paiono interessarsi più all’uomo che agli “effetti speciali”. Il quasi esordiente William Tenn, con il suo caustico umorismo, mette in luce i difetti della società che lo circonda, e anticipa la science fiction che verrà. È un disagio collettivo, quello che mettono in luce, a volte trasfigurato in ironia, gli scrittori che Asimov chiama a raccolta: da un veterano come Lewis Padgett (pseudonimo di Henry Kuttner, quando scrive con la moglie Catherine L. Moore) all’inglese Eric Frank Russelt. Rispetto alla fantascienza delle origini, quella del secondo dopoguerra è profondamente diversa. Niente positivismo, piuttosto smarrimento. Carenza di finali lieti. E, se c’è da divertirsi, sarà un ghigno, più che una risata.
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Le grandi storie della fantascienza: 7

È il 1945 e il secondo conflitto mondiale volge al termine. Scrittori di fantascienza tornano dal fronte; altri, esentati dall’ecatombe, continuano a scrivere come se nulla fosse; altri ancora si preparano a una fase ulteriore, la “guerra fredda”, che scoppierà di lì a poco. Nessuno di loro forse immagina che la catastrofe più grande nella storia dell’umanità – stermini basati sull’appartenenza a una presunta “razza”, mezzi terrificanti di massacro, armate in lotta su ogni quadrante del mondo – rilancerà la fantascienza. Genere trascurato, e tuttavia capace di descrivere, sia pure in via metaforica, grandi sistemi in lotta. Cosa che la letteratura mainstream non riesce a fare se non di rado. Il settimo volume de Le grandi storie della fantascienza, a cura di Isaac Asimov, riflette bene la transizione in corso. C’è il recupero insistito di un caposcuola della sf degli anni Venti, Murray Leinster. Generazioni hanno sognato sulle sue forse ingenue fantasie, zeppe di scienziati brillanti, di astronavi misteriose, di messaggi enigmatici provenienti dallo spazio, di energia positivista. Ma ci sono anche, molto più problematici, Fredric Brown, Lewis Padgett, Fritz Leiber e molti altri. Quasi un’antitesi a Leinster. Quale futuro luminoso, dopo una guerra che aveva imbruttito e fatto sanguinare il mondo intero?
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Le grandi storie della fantascienza: 5

Il 1943 segnò una svolta nella Seconda guerra mondiale. I “Tre Grandi”, Roosevelt, Stalin, Churchill, si riunirono a Teheran per mettere a punto i piani che avrebbero definitivamente sconfitto la Germania. Nel Pacifico le forze giapponesi ricevettero la sconfitta decisiva a Guadalcanal, Frank Sinatra diventò una stella dello spettacolo, Dylan Thomas pubblicò i NewPoems, e l’uso della penicillina fu applicato con successo nella terapia di molte malattie. Il 1943 fu una buona annata per la science fiction, nonostante la maggioranza degli scrittori fosse sotto le armi. Tra le migliori storie scritte in quell’anno quelle di Leigh Brackett, Anthony Boucher, Edmond Hamilton, Eric Frank Russel.
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Le grandi storie della fantascienza: 4

Nel 1942 gli echi della guerra si facevano sentire dolorosamente in tutto il mondo. Ma contemporaneamente, nei sotterranei dell’Università di Chicago, Enrico Fermi otteneva la prima reazione a catena controllata nel primo reattore nucleare del mondo: era cominciata l’era atomica. Sempre negli Stati Uniti veniva montato il primo vero computer del mondo (ENIAC). E proprio nel 1942, epoca d’oro per la fantascienza, sono stati scritti i racconti pubblicati in questa antologia: racconti di Fredric Brown, A.E. van Vogt, Alfred Bester, Hai Clement, George 0. Smith e lo stesso Asimov.
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Le grandi storie della fantascienza: 21

I quattordici migliori racconti di fantascienza del 1959. Alle soglie degli anni Sessanta grandi scoperte portarono i primi uomini sulla luna, ma nel contempo le battute iniziali della guerra fredda tra le due superpotenze insinuarono in molti animi un senso di profonda inquietudine. Nel 1959 le migliori penne della fantascienza riversarono ansie, paure e speranze di quell’epoca: Marion Zimmer Bradley, Lawrence Block, Jack Sharkey, Cordwainer Smith, Chandler Davis, Philip José Farmer, Theodore Sturgeon, Alfred Bester, William Tenn, Robert Sheckley, Clifford D. Simak, Mark Clifton, Damon Knight, Carol Emshwiller conducono il lettore ai confini della realtà alterando le sue cognizioni di spazio e tempo.
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Le grandi storie della fantascienza: 19

I quindici migliori racconti di fantascienza del 1957. Il 1957 fu un anno esplosivo. La Gran Bretagna si unì al club delle potenze termonucleari, gli Stati Uniti misero alla prova il loro primo missile cabalistico intercontinentale. Ma l’evento più stupefacente fu il successo del lancio degli Sputnik I e II. Camus vinceva il Nobel per la letteratura e Kubrick faceva uscire nelle sale “Momenti di gloria”. Anche per la fantascienza fu una grande annata, come mostrano i quindici racconti di questa antologia scritti da Isaac Asimov, H. Beam Piper, Kate Wilhelm, Poul Anderson, Theodore R. Cogswell, Carol Emshwiler, Robert Silverberg, Brian Aldiss, A. Bertram Chandler, C.M. Kornbluth, Llyd Biggle jr., Rog Phillips, Harlan Ellison.
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Le grandi storie della fantascienza: 18

Ancora due volumi della serie “Le grandi storie della fantascienza”, che ripercorrono stavolta il biennio 1955-1956, anni che videro l’istallazione della prima centrale nucleare, dei primi lanci di satelliti nello spazio, quando in tutto il mondo si festeggiò il matrimonio di Marilyn Monroe con Arthur Miller. I due volumi antologici comprendono come di regola racconti di autori “di prima categoria”, veri giganti del genere tra cui: Theodore Sturgeon, Philip K. Dick, Eric Frank Russell, Arthur C. Clarke, e ovviamente lo stesso Isaac Asimov.
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Le grandi storie della fantascienza: 16

“Siamo, con “Le grandi storie della fantascienza” scelte da Isaac Asimov, al 1954. Non è un anno cruciale per il genere, ma la continuazione di un successo, non ancora di critica ma sicuramente di pubblico. Nata in Europa, sbarcata negli Stati Uniti, lì divenuta letteratura di massa, la science fiction ha preso a dilagare, con l’inizio degli anni cinquanta, nel continente d’origine e nel mondo intero. Non è il cinema a farle da sostegno. Le espressioni cinematografiche della fantascienza scritta sono spesso trite e semplicistiche, salvo rare eccezioni. No, è proprio la narrativa a sedurre lettori di ogni paese. Contano l’ingegnosità delle storie, il fascino e assieme un certo senso d’orrore legati all’idea di futuro (la minaccia atomica è sempre più attuale), il timore oscuro di evoluzioni incontrollabili del presente. La fantascienza è un genere “di evasione” da cui non si evade. Ti proietta lontano, ma dove approdi ritrovi i problemi che avevi sperato di lasciarti alle spalle. Il lieto fine non è affatto garantito, l’inquietudine è presente in ogni pagina. Alcuni degli autori scelti da Asimov, da Matheson a Dick, sapranno farsi interpreti delle apprensioni che ancora avvertiamo ai giorni nostri.” (Valerio Evangelisti)
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Le grandi storie della fantascienza: 14

Nel 1952 i Sovietici sono il nemico per eccellenza dell’Occidente, si sa. Ma il capitalismo è tanto meglio? Quasi controvoglia, perché non è nelle sue corde “dumasiane”, Asimov apre, da liberal convinto quale è, la propria antologia a voci critiche nei riguardi del sistema. Entra così, tra i classici, un racconto del trotzkista americano Mack Reynolds, che quel sistema detesta. Fanno una clamorosa apparizione le favole crudeli e corrosive di Robert Sheckley, poco propenso ad accettare l’esistente quale male minore. Sono i primi vagiti della “fantascienza sociologica” tenuta a battesimo pochi anni prima da William Tenn. Asimov riserva per sé una delle sue opere meglio riuscite. “La via marziana”, e lascia spazio a grandi autori ormai consacrati come Bradbury, Leiber e Bester. Ma sono gli alfieri della sf “sociologica”, specchio distorto e critico del presente, a pungere di più. Non è difficile intuire che l’avvenire sarà loro. Asimov lo comprende e si inchina alla loro felicità inventiva e alla loro “cattiveria”. (Valerio Evangelisti)
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