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La cura Schopenhauer

Julius Hertzfeld si è guardato allo specchio stamattina. Attorno alla bocca poche rughe. Occhi forti e sinceri che possono reggere lo sguardo di chiunque. Labbra piene e cordiali. La testa coperta di riccioli neri e ribelli che si stanno appena ingrigendo sulle basette. Il corpo senza unoncia di grasso. Insomma, lo specchio gli ha detto che è ancora lui: Julius Hertzfeld, brillante professore di psichiatria presso luniversità della California, terapeuta dal caldo sorriso e dalla solida reputazione, uomo prestante che non ha affatto laria del sessantacinquenne cui è stato appena comunicato, con fredda e brutale sincerità, che ha poco più di un anno di vita. Un anno, anzi, di ‘buona salute’, come ha detto con amara ironia Bob, lamico dermatologo, almeno finché il male non si manifesterà in altre parti del corpo. Che fare quando la vita spensierata termina di colpo e il nemico, fino a quel momento invisibile, si materializza in tutta la sua terrificante realtà? Diventare saggi, rimuovere le distrazioni, rinunciare allambizione, al prestigio, al plauso, e distaccarsi da tutto e da tutti come insegna il Buddha? Ma perché correre verso luscita prima dellora di chiusura? Non è forse meglio, come insegna Nietzsche, ‘consumare la propria vita’ e ‘morire al momento giusto’? Julius Hertzfeld non ha dubbi: sa esattamente come trascorrerà il suo anno finale. Continuerà a occuparsi dei suoi pazienti e a cercare di ridestare, nella terapia di gruppo, il sentimento della vita dentro di loro. Sa, anche, che non si sottrarrà allultima sfida rappresentata dal suo paziente più ostico: quel Philip Slate che ha dedicato tutta la propria energia vitale alla fornicazione e che ora sostiene di aver scoperto una terapia Schopenhauer, una cura che proviene dal pensiero stesso del filosofo tedesco. Come può un uomo come Slate, che ama dire frasi quali: ‘Col tempo sprecato dando la caccia alle donne avrei potuto prendere un dottorato in filosofia, cinese mandarino e astrofisica’, e che è talmente alienato da se stesso da non aver mai pensato di guardare dentro a nulla, appassionarsi davvero al pensiero dellautore del Mondo come volontà e rappresentazione? Romanzo che costituisce un soprendente e riuscito amalgama di narrativa, biografia psicologica e psicoterapia, La cura Schopenhauersegn a il debutto in Italia di Irvin D. Yalom, uno scrittore ‘che illumina con eleganza le ossessioni dellesistenza contemporanea’ (Washington Post).

(source: Bol.com)

La cura del gorilla

Il Gorilla è tornato, e sono guai. Soprattutto per lui, unico detective schizofrenico al mondo, nonché ex leoncavallino ufficialmente stanco di guerra. Nel corpo a corpo con un’ltalia pienamente “globale” e post-tutto, in piena e riconosciuta follia, si fa strada l’ultimo, smagliante tipo di Cavaliere di ventura, con molte macchie e tanta paura. Un romanzo dal ritmo scatenato dove comicità sulfurea e stralunata malinconia si intrecciano in ogni pagina. La rivelazione del nuovo noir italiano. Sempre in piedi come un Bruce Willis della Bassa lombarda, Sandrone Dazieri detto Gorilla si ritrova, quasi senza volerlo, per pura cavalleria e pura cocciutaggine, a dare e prendere botte da orbi in una vorticosa girandola di albanesi trucidati, balordi omicidi, fantastici fantaeditori un po’ pellari minacciati di morte, maliarde dark ladies dell’Est, post-autonomi torinesi in piena azione e monsignori caritatevoli. Per sopravvivere nella iperrealtà del nuovo secolo, in cui tutte le cose si mescolano, e per riuscire a venire a capo delle due diverse indagini in cui si è incautamente cacciato, Sandrone dovrà ricorrere a tutte le risorse delle due personalità che (bellicosamente, capricciosamente) albergano in lui: l’impulsivo vitalista sentimentale e l’Altro, il Socio, lucidissimo ed elegante stratega (e ancor più figlio di puttana). Sempre in corsa a un pelo da catastrofi di ogni genere, inevitabilmente scisso (come alla fine scissa e non riconciliata è la realtà stessa), sempre pestato, con la sua crew di comprimari ex leoncavallini (l’Elefante, Alex) e con Vera, ragazza dei tempi moderni, Sandrone Dazieri detto Gorilla incarna un’anima segreta (ma neanche tanto) e finora non rappresentata degli anni Ottanta e Novanta e oltre, finalmente sottratta all’autolamentazione o all’ autodissoluzione, attraverso la pura felicità della narrazione.
(dalla quarta di copertina)

La cupola del mondo

Firenze, 1494. Donato Bramante è folle di dolore: il suo miglior amico, Pico della Mirandola, è stato misteriosamente ucciso. Nel tentativo di scoprire l’autore del delitto, Bramante raccoglie due singolari oggetti abbandonati accanto al cadavere: un anello che custodisce una striscia di carta, vergata con caratteri ebraici, e una copia della “Divina Commedia”, dentro la quale sono state cucite alcune pagine, anch’esse in ebraico. Quale può essere il loro significato? E l’enigmatico cardinale Giacomo Catalano, giunto a Firenze proprio in quei giorni, ha forse avuto un ruolo nel brutale assassinio? Roma, 1505. L’antica basilica di San Pietro, ormai in rovina, sta finalmente per risorgere. Diventerà l’edificio più grandioso di tutto l’Occidente, l’imponente simbolo della Cristianità. Ma chi sarà degno di mettere la propria firma su quell’opera destinata ad attraversare i secoli? Bramante è l’architetto di papa Giulio II, eppure Michelangelo è disposto a vendere l’anima al diavolo pur di ottenere l’incarico… D’un tratto, Roma intera diventa il palcoscenico su cui si succedono cortigiane affascinanti e artisti geniali, prelati senza scrupoli e nobili crudeli, tutti coinvolti nel dramma scatenato dall’ambizione e dalla sete di potere. E, dietro le quinte, c’è proprio il cardinale Giacomo Catalano, più che mai deciso a lasciare la propria impronta su quella che sarà considerata la cupola del mondo…
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Un cupcake con Mr Darcy (Life)

Chiudi gli occhi e immagina di lavorare in una graziosa tearoom che sforna cupcake e altre delizie in uno sperduto paesino della campagna inglese. Ora pensa a cosa accadrebbe se un giorno si sedesse a prendere un tè Billy Buskin, il più famoso attore del momento, appena arrivato per girare il remake di Orgoglio e pregiudizio. È il tuo libro preferito, e lui sarà niente meno che Mr Darcy. Tu però non lo sai e, quando lo conosci, non fai che ripetergli quanto ti piacerebbe che a interpretare quel ruolo fosse Jude Law, il tuo idolo. Billy, nonostante la tua gaffe, ti chiede di uscire, e tra voi sboccia un amore travolgente. Ecco, benvenuta nella vita di Sophie. Da quel momento per lei tutto cambia: si trasferisce a Londra, dove è assediata dai paparazzi, sfila sui red carpet e, indossando abiti da sogno, partecipa ai party più esclusivi proprio insieme a Jude Law. Sembra una favola, ma per Sophie si trasforma presto in un incubo. Quell’ambiente sfavillante non le appartiene e non riesce a farsi accettare per quello che è: una ragazza semplice, introversa e romantica che sente la mancanza della madre, delle sue giornate tranquille e soprattutto di Molly, l’amica del cuore. Come se non bastasse, il manager di Billy cerca di ostacolare il loro rapporto in tutti i modi. E la sua splendida ex non l’ha dimenticato, e anzi è pronta a sfoderare le sue armi di seduzione e architettare qualsiasi inganno pur di riconquistarlo Come reagirà la dolce Sophie alle spietate regole dello show business? Riuscirà a trovare l’amore e la felicità in un mondo di apparenze e gossip? Ho un solo desiderio: farmi piccola piccola dietro il bancone e scomparire sottoterra. Mi rendo conto solo ora di chi ho davanti: Mr Darcy, o meglio, Billy Buskin, l’attore di cui tutte sono innamorate.

Cuori violenti: viaggio nella criminalità giovanile

Il libro presenta terribili testimonianze di vita, direttamente raccolte nelle carceri, nelle comunità di recupero, per le strade, da giovani violenti. Contro la frequente e comune rimozione sociale che accompagna il proliferare dei comportamenti giovanili violenti, criminali, devianti, Paolo Crepet tenta di comprendere, e far comprendere, da dove traggano origine tali condotte e, al di là del contesto degradato, suggerisce quanto anche il decadimento delle nostre relazioni affettive e l’indisponibilità all’ascolto possano influire sulla diffusione della criminalità tra i giovani.

Cuore nero

Tornando da un weekend al lago, Hatch Harrison e la moglie Lindsey rimangono vittime di un terribile incidente stradale. Mentre la donna si salva, l’uomo spira durante il tragitto verso l’ospedale. Ma, dopo ottanta minuti di morte apparente, egli viene miracolosamente riportato in vita. Per la coppia, il ritorno alla normalità significa grande entusiasmo e gioia: i due adottano anche una bambina adorabile, Regina, handicappata fisica. Tuttavia, ben presto, il loro orizzonte sereno si riempie di oscure, minacciose nubi: orribili incubi angosciano le notti di Hatch e spaventose visioni gli instillano lo sconvolgente presentimento che la sua breve esperienza nell’aldilà l’abbia marchiato con un’agghiacciante maledizione…

Un cuore in agguato

Quando il ghiaccio sul lago inizia a sciogliersi, all’ombra delle foreste della Svezia centrale, dalle acque gelide spunta un corpo senza vita: è quello di Elisabeth Hjort, giovane madre di due bambini scomparsa misteriosamente qualche mese prima. È soltanto in seguito al ritrovamento del suo cadavere che il caso, archiviato come sparizione volontaria, si rivela per quello che è.C’è una ragione per cui il cuore di Elisabeth ha smesso di battere: qualcuno l’ha uccisa.A cercare di dare una spiegazione alla sua morte, e un nome a chi l’ha assassinata, sono tre donne: Ing-Marie, Julia e Anna. Le prime due sono giornaliste di un piccolo quotidiano locale, una professionista esperta e riservata, l’altra giovane e intraprendente. La terza è una poliziotta, alle prese con un superiore che la disprezza e un amore tormentato.Ma se il cuore di Elisabeth ha smesso di battere, ce n’è un altro che continua a martellare, incessante, in costante agguato.Una delle tre donne, infatti, sta meticolosamente pianificando un omicidio: quello del padre, un uomo dispotico e spietato che ha sorpassato ormai ogni limite… E ucciderlo è diventato l’unico modo per fermarlo.Se la verità ultima sull’omicidio di Elisabeth sarà sconvolgente, quella sull’identità della donna che progetta l’uccisione di suo padre vi lascerà senza fiato.

Il cuore e il pugno

«La pace non è solo assenza di guerra, e una buona vita non significa solo assenza di sofferenza. Una buona pace, una pace in cui le comunità possano svilupparsi, può essere costruita solo quando chiediamo a noi stessi e agli altri di essere un po’ più che buoni, un po’ meglio che forti. E una buona vita, una vita in cui si può godere il mondo e vivere con uno scopo, la si può costruire solo se non ci limitiamo a vivere per noi stessi.» Il cuore e il pugno racconta il percorso di formazione di un uomo con un passato di combattente, Eric Greitens, oggi impegnato in politica come governatore del Missouri, che ha cercato di dare un senso alla propria esistenza a partire da questi princìpi.Una volta resosi conto che la comoda vita dello studente universitario gli andava stretta, Eric decide di girare il mondo in cerca di avventure, ma ben presto, dopo una deludente esperienza di insegnante in Cina, che nel 1993 presentava ancora tratti terribilmente simili a quella della strage di piazza Tienanmen, capisce che non è di questo che ha bisogno, ma di una strada da seguire. E così inizia a prestare servizio volontario in prima linea su diversi fronti umanitari: nei campi profughi in una Bosnia insanguinata dalle campagne di pulizia etnica, a fianco degli orfani dello spaventoso genocidio in Ruanda e dei bambini di strada in Bolivia, e infine in India a sostegno della missione di Madre Teresa.Ma più accumula esperienze, più si rende conto di una verità per lui incontrovertibile: di fronte a una minaccia concreta, l’uso della forza diventa una necessità. Decide allora di intraprendere la carriera militare sottoponendosi al terribile addestramento dei Navy SEAL, il corpo d’élite della Marina statunitense, che poi guiderà in molteplici missioni tra Afghanistan, Sudest asiatico, Kenya e Iraq, fra attacchi brutali e indicibili sofferenze, incontri strazianti, ma anche mirabili esempi di spirito di gruppo, solidarietà e fratellanza.È al termine e al prezzo di questo lungo e accidentato itinerario, dice Greitens, che il segreto di una «buona vita» gli si è rivelato nella sua paradossale semplicità, cioè quando ha finalmente capito che la compassione – il cuore – senza la forza vacilla, e che la forza – il pugno – senza la compassione è solo un colpo vibrato nel vuoto.

Cuore di vampiro

Una nuova minaccia incombe su Carrie e Nathan: qualcuno sta uccidendo gli ex membri dell’ormai estinto Movimento. E dal momento che gli omicidi avvengono di giorno, a commetterli devono per forza essere degli umani. O dei licantropi. La situazione precipita quando i due giovani scoprono che il Divoratore d’Anime sta creando un esercito di schiavi. Ancora una volta, il destino dell’umanità è nelle sue mani, ma questa volta Carrie può contare sui suoi nuovi, pressoché illimitati poteri…
Serie “Blood Ties” – Vol. 4
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### Sinossi
Una nuova minaccia incombe su Carrie e Nathan: qualcuno sta uccidendo gli ex membri dell’ormai estinto Movimento. E dal momento che gli omicidi avvengono di giorno, a commetterli devono per forza essere degli umani. O dei licantropi. La situazione precipita quando i due giovani scoprono che il Divoratore d’Anime sta creando un esercito di schiavi. Ancora una volta, il destino dell’umanità è nelle sue mani, ma questa volta Carrie può contare sui suoi nuovi, pressoché illimitati poteri…
Serie “Blood Ties” – Vol. 4

Cuore di gatta

Pupina è un batuffolo di pelo impaurito quando entra in punta di piedi nella casa di Licia Colò, ma giorno dopo giorno diventa un fondamentale componente della famiglia. Il fortuito rapporto fra padrona e animale si trasforma in qualcosa di stabile, intenso e, in breve tempo, insostituibile. È Pupina che se lo conquista a suon di coccole date e ricevute, fusa consolatorie, abitudini reciproche, sonnellini ai piedi del letto. E ne è talmente consapevole che reclama affettuosamente il suo spazio quando Licia Colò ritorna dall’ospedale con la figlia Liala. Cuore di gatta racconta una storia esemplare e appassionante perché simile a milioni di altre. Chi ha, ha avuto e comunque ama i gatti si riconoscerà in ogni riga di questa vicenda, comprese le tante ossessioni e le piccole esagerazioni che caratterizzano la vita dei padroni di animali. Ma oltre alla storia, questo libro racconta l’esistenza di un rapporto misterioso e affascinante fra l’uomo e l’animale. È un grazie a Madre Natura per averci reso capaci di vivere in armonia con esseri così diversi da noi, godendo della loro compagnia.

Un cuore d’oro

E’ stata la passione per gli enigmi irrisolti del passato a fare di Carter Wessex un’archeologa. Ora ha la possibilità di indagare sulla scomparsa di un manipolo di soldati e dell’oro che trasportavano in una spedizione negli Adirondack durante la Guerra d’Indipendenza. Nessuno le impedirà di condurre gli scavi a Farrell Mountain, neppure il proprietario del terreno, Nick Farrell, noto per l’odio che nutre per gli archeologi, ma anche per aver spezzato più di un cuore. Carter ha tutta l’intenzione di resistere all’attrazione esplosiva che sta innegabilmente crescendo tra loro per dedicarsi al ritrovamento che potrebbe rappresentare il più importante della sua carriera. Ma sotto la facciata d’acciaio che indossa come un abito di buon taglio, Nick Farrell è un uomo dalla tenerezza nascosta. E nessuno è più sorpreso di lui quando quel desiderio si trasforma in qualcosa di profondo e duraturo… Carter troverà qualcosa di più prezioso dell’oro se solo avrà il coraggio di fidarsi del suo cuore.

(source: Bol.com)

La cugina

Enzo e Agata, cugini siciliani, si trastullano nell'adolescenza in giochini erotici, ma diventano amanti soltanto dopo che lei ha trovato un marito in un ricco barone. La Sicilia come teatro della commedia erotica è uno dei 3 temi principali offerti dalla letteratura al cinema.

La cugina Bette

La cugina Bette (in francese La cousine Bette) è un romanzo dello scrittore francese Honoré de Balzac, pubblicato a puntate nel 1846.
Un’opera complessa con ben 132 capitoli. Intorno alle vicende della famiglia Hulot ruotano diversi personaggi ed in un periodo di circa 8 anni il lettore troverà passioni, intrighi, invidie, gelosie, folli amori, grandi sacrifici ma anche cupidigia, erotomani, onore. Praticamente di tutto. Quasi una soap opera ante litteram. All’epoca si chiamava roman-feuilleton o romanzo d’appendice, uscivano a puntate e il pubblico si appassionava lasciandosi coinvolgere ogni puntata in percorsi avventurosi ed avvincenti. Dello stesso periodo anche Il Conte di Montecristo. Balzac riesce a distinguersi usando un’ambientazione quotidiana ed attuale alla sua epoca svelando la realtà sociale in tutte le sue dinamiche (principalmente sesso e soldi). La cugina Bette è la parente povera che vive nell’ombra della grande famiglia. Spesso viene disprezzata ma allo stesso tempo le si confida tutto come ad un vecchio cane affezionato. Solo che in questo caso la cugina cercherà la vendetta ed il riscatto dalle tante umiliazioni.
Il denaro è parte importante in questo romanzo ed i debiti influenzeranno molte vicende. Come nella vita reale di Balzac che passò alterne vicende in questo campo. La protagonista, Lisbeth Fisher è bruttina, povera, sfortunata fin dall’infanzia invidia sua cugina Adelina, bella, benestante e fortunata. Lo scopo della sua vita sarà di distruggere ed avvelenare l’esistenza della cugina, un odio freddo e tenace. Le vere avventure, le vere tragedie non sono sui campi di battaglia ma all’interno delle famiglie. Bisogna infatti ricordare che la Parigi dell’epoca era come la New York di oggi, ci si arricchiva in fretta e tutto era un turbinio di affari più o meno leciti.
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### Sinossi
La cugina Bette (in francese La cousine Bette) è un romanzo dello scrittore francese Honoré de Balzac, pubblicato a puntate nel 1846.
Un’opera complessa con ben 132 capitoli. Intorno alle vicende della famiglia Hulot ruotano diversi personaggi ed in un periodo di circa 8 anni il lettore troverà passioni, intrighi, invidie, gelosie, folli amori, grandi sacrifici ma anche cupidigia, erotomani, onore. Praticamente di tutto. Quasi una soap opera ante litteram. All’epoca si chiamava roman-feuilleton o romanzo d’appendice, uscivano a puntate e il pubblico si appassionava lasciandosi coinvolgere ogni puntata in percorsi avventurosi ed avvincenti. Dello stesso periodo anche Il Conte di Montecristo. Balzac riesce a distinguersi usando un’ambientazione quotidiana ed attuale alla sua epoca svelando la realtà sociale in tutte le sue dinamiche (principalmente sesso e soldi). La cugina Bette è la parente povera che vive nell’ombra della grande famiglia. Spesso viene disprezzata ma allo stesso tempo le si confida tutto come ad un vecchio cane affezionato. Solo che in questo caso la cugina cercherà la vendetta ed il riscatto dalle tante umiliazioni.
Il denaro è parte importante in questo romanzo ed i debiti influenzeranno molte vicende. Come nella vita reale di Balzac che passò alterne vicende in questo campo. La protagonista, Lisbeth Fisher è bruttina, povera, sfortunata fin dall’infanzia invidia sua cugina Adelina, bella, benestante e fortunata. Lo scopo della sua vita sarà di distruggere ed avvelenare l’esistenza della cugina, un odio freddo e tenace. Le vere avventure, le vere tragedie non sono sui campi di battaglia ma all’interno delle famiglie. Bisogna infatti ricordare che la Parigi dell’epoca era come la New York di oggi, ci si arricchiva in fretta e tutto era un turbinio di affari più o meno leciti.
### Descrizione
La dolce Adeline Hulot è moglie del barone Hector Hulot, un incorreggibile libertino. Adeline aveva fatto venire in gioventù a Parigi la cugina Lisbeth, una donna che negli anni aveva accumulato rancore nei confronti della più agiata cugina. Bette da tempo nutriva per il conte Steinbock un cupo affetto e quando questo sposa la figlia di Adeline, riesce a gettare sia lui che il conte Hulot tra le braccia della signora Marneffe, donna avida e senza scrupoli, che distrugge pace e patrimonio delle due famiglie. Uscita di scena la signore Marneffe con una morte infamante, la stessa Bette soccomberà alla tisi, mentre la famiglia Hulot riuscirà a superare la crisi finanziaria. Adeline, vera martire, morirà e il marito sposerà la volgare e rozza cuoca Agathe.

La cucina pugliese

In oltre 400 ricetteUn autentico vademecum, dai piatti della tradizione ai “nuovi” gustosi saporiDagli antipasti alle zuppe e alla pastasciutta, dai gustosi piatti di carne al pesce, spesso accompagnati da colorate composizioni di verdure, fino ai dolci tipici e al buon vino, ecco una guida dettagliata, approfondita e fantasiosa ai segreti di una delle cucine più solari d’Italia, che ha saputo, come poche altre tradizioni gastronomiche, sfruttare nel modo più completo, vario e intelligente le risorse alimentari della terra. Innanzitutto l’olio, che non verrà mai sostituito dal burro se ci si abituerà al suo sapore forte e alla sua densità caratteristica. E poi il grano, da sempre presente sulla tavola dei pugliesi, in tutte le sue varietà più o meno raffinate. Il pane in questa regione viene quasi idolatrato. E sono proprio le preziose ricchezze naturali che compongono e arricchiscono le pietanze pugliesi, eredi di tradizioni antiche e mai dimenticate: come il celebre rito dell’uccisione del maiale, che coinvolge intere comunità nella spartizione e nell’utilizzo diversificato di tutte le sue parti. Un autentico costume popolare, questo, che rivive nel volume accanto a tanti altri descritti da un grande storico della gastronomia come Luigi Sada. Luigi Sadatarantino di nascita e barese di adozione, ha dato un notevole contributo alla conoscenza della Puglia, e in particolare di Bari, sotto il profilo storico, demologico e linguistico. Particolare attenzione ha dedicato alla gastronomia della sua terra, divenendo emulo di Vincenzo Corrado. Ha pubblicato articoli e saggi su riviste di diffusione nazionale ed è stato spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche. È autore inoltre di numerosi volumi sugli aspetti più vari della storia e delle tradizioni pugliesi.
(source: Bol.com)

La cucina napoletana di mare

In oltre 800 ricetteDagli scialatielli al pesce spada, tutte le migliori ricette di una cucina che ha conquistato il mondoDa Gaeta a Maratea, passando per Napoli, le isole, la Terra delle Sirene, Pompei, il Cilento: le ricette raccolte in questo volume provengono dai menu di decine di ristoranti e costituiscono un’originale fotografia della tradizione ma anche della trasformazione in atto e della crescita nel settore. Uno scavo antropologico irripetibile, straordinario, una sorta di ricettario classico in salsa moderna. La scelta di quanto di meglio offre la ristorazione partenopea è stata possibile grazie all’entusiastica partecipazione dei patron e degli chef ai quali è stato chiesto di collaborare. In qualche caso abbiamo raccolto le differenti versioni di una stessa ricetta, in qualche altro ci siamo limitati a fissare un piatto tipico territoriale. Il risultato è un quadro completo della cucina di mare che non è solo cucina di pesce, ma rivela la sua vitalità anche nei piatti a base di verdure e talvolta di carne. Luciano Pignataroè giornalista al ‘Mattino’ di Napoli. Collaboratore dei ‘Ristoranti d’Italia’ dell’Espresso dal 1998 e coordinatore nel Sud per la guida dei vini del Touring Club, ha scritto numerose guide enogastronomiche sul Mezzogiorno. Segue il settore vino nel Blog Café del sito Squisito! di San Patrignano e il suo sito specializzato Lucianopignataro è uno dei più visitati in Italia per il Food&Beverage. Con la Newton Compton ha pubblicato La cucina napoletana di mare, I dolci napoletani e 101 vini da bere almeno una volta nella vita spendendo molto poco.

(source: Bol.com)