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La vita indocile

Capita che la letteratura – quella priva di superlativi, perché la grandezza non ne ha bisogno – nasca in modo preterintenzionale. La scrittura si ritrae, dà voce all’essenziale, schiva gli indugi colti o i compiacimenti delle frasi tornite, e le pagine raggiungono subito una misura non ulteriormente perfettibile: un effetto che oltrepassa qualsiasi volontà di stile. È il tenore delle quattro prose autobiografiche di Luigi Pintor, uscite tra il 1991 e il 2003 e qui raccolte a dieci anni dalla morte. Non assomigliano a nulla che oggi abbia corso, e custodiscono la loro unicità in una lingua nuda che non offre riparo né attenuanti, pur velando con estremo pudore nomi, luoghi e date. La sola irriverenza, implacabile come un riso asciutto, è per l’io che racconta, sia che parli in prima persona, sia che mantenga la prossimità con se stesso in panni fittizi. Commesso da tempo, e ancora una volta con preterintenzionalità, il «peccato imperdonabile» di non morire giovane, Pintor si volta indietro e riordina nella narrazione i «conti che non tornano nella realtà». La «fantasia illimitata» del male si è sbizzarrita con la sua vita: gli affetti fulminati, la storia attraversata da combattente che si vede negata l’aspirazione giovanile a «diventare un idiota» nell’antico senso greco, ossia «restare in disparte con innocenza». Decine di migliaia di lettori hanno amato questa quadruplice cognizione del dolore, grati a Pintor di non aver ceduto al silenzio a cui ambiva.

La vita in via dei mirtilli

In via dei Mirtilli abitano molte persone. Persone normali, che però, come tutti, hanno qualcosa di speciale. Come Ellinor, giovane avvocato in carriera, tutta presa dalle gioie e dai dubbi della prima maternità. Chi invece sa bene come si tira su un figlio è Nina, di professione parrucchiera, che ha cresciuto da sola il suo Mattias, ora adolescente. Più tranquilla sembra essere invece l’esistenza di Miriam, chiusa e appagata nella sua vita di casalinga. Cosa accomuna queste tre donne? A parte l’indirizzo, in una quieta zona residenziale della sonnacchiosa cittadina di Sävesta, all?apparenza nulla. Ma qualcosa accade quando nel quartiere si trasferisce Janina, una donna dalle misteriose abitudini che avrà un ruolo importante nelle vite di Ellinor, Nina e Miriam. Sarà un viaggio a Stoccolma a risultare decisivo per ciascuna di loro, ponendole di fronte a fondamentali interrogativi sul ruolo del destino e su cosa vogliono davvero fare della propria esistenza.

La vita in novanta minuti: La poesia del calcio raccontata dai grandi campioni

Sogni realizzati o infranti per una questione di dettagli. Risultati già scritti ribaltati in un attimo da errori clamorosi o intuizioni improvvise. Imprese impossibili portate a termine contro ogni logica. Il calcio è un gioco, certo, eppure ogni appassionato sa che in quei novanta minuti c’è molto di più: ogni volta che l’arbitro fischia l’inizio della partita e il pallone inizia la sua corsa, sul campo si inseguono speranze, paure, gioie, delusioni, errori, sorprese che, come per magia, diventano specchi delle emozioni, delle scelte, delle situazioni che viviamo ogni giorno. Proprio da questa corrispondenza è partito Walter Veltroni, che in questo libro incontra grandi campioni di ieri e di oggi per ripercorrere con loro le storie sportive che hanno fatto sognare tutti noi e andare in cerca del lato più profondo, e spesso nascosto, del mondo del calcio: da Rivera a Tardelli, da Zoff a Buffon, da Paolo Rossi a Ibrahimovic ́, scorrono attraverso i ricordi dei protagonisti partite entusiasmanti, gol straordinari, retroscena inediti, episodi che hanno deciso vittorie (e sconfitte) indelebili e formato il carattere dei campioni. Tra colpi di genio irripetibili, trionfi indimenticabili e sfide leggendarie, tutta la meraviglia del calcio, e della vita, nelle parole dei suoi fuoriclasse.

La vita in generale

Il Generale, Mario Castelli, è stato alla guida di un’azienda, ha avuto una bella famiglia, ha avuto molto dalla vita. Ora non ha più niente. La sua è stata una discesa veloce, inarrestabile, provocata da un imprevedibile tradimento. Dopo la galera, scivolare in basso è stato più facile di quanto potesse immaginare. Ora vive insieme ad altre creature notturne negli anfratti dei senzatetto, dei disperati, dei barboni. Eppure, anche lì, gli uomini e le donne con cui divide la nuova condizione di dropout gli riconoscono la naturale autorevolezza di chi sa come ci si muove nel mondo. Lo chiamano come lo chiamavano in azienda, il Generale.
Tutto procede finché la giovane Rita, che ha studiato il suo caso, si mette sulle sue tracce: vorrebbe che l’azienda paterna non fosse assorbita da una combinata franco-cinese e sa che il Generale ha le competenze per aiutarla. Bella come una regina che illumina la notte, Rita conquista la sua fiducia. Da quel momento in poi, l’avventura di Mario Castelli si muove in un teatro di pescecani, manager assatanati, gelidi manipolatori che ben conosce. Sono personaggi vecchi e nuovi, facce diventate maschere e maschere con duplice identità.
Come nella grande tradizione del teatro popolare la miseria fa ridere, come nella letteratura popolare la vendetta produce peripezie, azione e riscatto.
Frank Capra, Topolino, Totò, Il conte di Montecristo – Tito Faraci porta l’audacia delle storie dei fumetti dentro un romanzo comico-sociale vorticoso e appassionante.
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### Sinossi
Il Generale, Mario Castelli, è stato alla guida di un’azienda, ha avuto una bella famiglia, ha avuto molto dalla vita. Ora non ha più niente. La sua è stata una discesa veloce, inarrestabile, provocata da un imprevedibile tradimento. Dopo la galera, scivolare in basso è stato più facile di quanto potesse immaginare. Ora vive insieme ad altre creature notturne negli anfratti dei senzatetto, dei disperati, dei barboni. Eppure, anche lì, gli uomini e le donne con cui divide la nuova condizione di dropout gli riconoscono la naturale autorevolezza di chi sa come ci si muove nel mondo. Lo chiamano come lo chiamavano in azienda, il Generale.
Tutto procede finché la giovane Rita, che ha studiato il suo caso, si mette sulle sue tracce: vorrebbe che l’azienda paterna non fosse assorbita da una combinata franco-cinese e sa che il Generale ha le competenze per aiutarla. Bella come una regina che illumina la notte, Rita conquista la sua fiducia. Da quel momento in poi, l’avventura di Mario Castelli si muove in un teatro di pescecani, manager assatanati, gelidi manipolatori che ben conosce. Sono personaggi vecchi e nuovi, facce diventate maschere e maschere con duplice identità.
Come nella grande tradizione del teatro popolare la miseria fa ridere, come nella letteratura popolare la vendetta produce peripezie, azione e riscatto.
Frank Capra, Topolino, Totò, Il conte di Montecristo – Tito Faraci porta l’audacia delle storie dei fumetti dentro un romanzo comico-sociale vorticoso e appassionante.

La vita è un ballo fuori tempo

Per Stevie le cose non potrebbero andare peggio. In redazione, dove ogni mattina la scure di Zagor gli ricorda lo squallore filogovernativo del suo tronfio direttore; a casa, dove ad accoglierlo c’è solo la labrador Clarabelle, ghiotta di crocchette all’alchermes; e persino al bar, perché la ragazza bellissima e misteriosa che gli prepara il caffè, Layla, ormai da sei anni lo tormenta con la sua indifferenza.
I suoi migliori amici sono un playboy cinico e misogino, un tennista fallito, un cassiere di night vessato dalla moglie e una cavia di prodotti drenanti; e poi c’è Violet dagli occhi tristi, la sua ex, che in qualche modo ce l’ha fatta mentre lui è rimasto in panchina. Tra Stevie e il nonno gourmet Sandro, sosia di Pertini, il più giovane non sembra certo il nipote.
In una settimana, però, possono succedere molte cose. La rivoluzione è imprevedibile, e per forza di cose molto veloce se a guidarla sono quattro agguerriti hacker novantenni, più Amici miei che Antonio Gramsci, determinati a ribellarsi contro l’ennesima celebrazione farsa del governo: la Cerimonia Solenne del Massone Buono. Al loro fianco, in veste di “staffetta partigiana del XXI secolo”, un giovane giornalista che aspettava solo una chiamata alle armi. Forse però anche per Stevie è arrivata l’ora di regolare i conti. Di opporsi. E di scrivere la più lunga e sincera lettera d’amore mai scritta.
Un romanzo amaro e poetico, con qualche vino e tanto blues, costruito sull’intreccio di voci e storie che fanno da sfondo alla rivolta tutta privata di un eroe molto moderno mentre fuori la realtà morde, e fa male, sotto il velo consolatorio della commedia. La satira esilarante di un Paese inventato, le cui vicende sono fin troppo riconoscibili.
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### Sinossi
Per Stevie le cose non potrebbero andare peggio. In redazione, dove ogni mattina la scure di Zagor gli ricorda lo squallore filogovernativo del suo tronfio direttore; a casa, dove ad accoglierlo c’è solo la labrador Clarabelle, ghiotta di crocchette all’alchermes; e persino al bar, perché la ragazza bellissima e misteriosa che gli prepara il caffè, Layla, ormai da sei anni lo tormenta con la sua indifferenza.
I suoi migliori amici sono un playboy cinico e misogino, un tennista fallito, un cassiere di night vessato dalla moglie e una cavia di prodotti drenanti; e poi c’è Violet dagli occhi tristi, la sua ex, che in qualche modo ce l’ha fatta mentre lui è rimasto in panchina. Tra Stevie e il nonno gourmet Sandro, sosia di Pertini, il più giovane non sembra certo il nipote.
In una settimana, però, possono succedere molte cose. La rivoluzione è imprevedibile, e per forza di cose molto veloce se a guidarla sono quattro agguerriti hacker novantenni, più Amici miei che Antonio Gramsci, determinati a ribellarsi contro l’ennesima celebrazione farsa del governo: la Cerimonia Solenne del Massone Buono. Al loro fianco, in veste di “staffetta partigiana del XXI secolo”, un giovane giornalista che aspettava solo una chiamata alle armi. Forse però anche per Stevie è arrivata l’ora di regolare i conti. Di opporsi. E di scrivere la più lunga e sincera lettera d’amore mai scritta.
Un romanzo amaro e poetico, con qualche vino e tanto blues, costruito sull’intreccio di voci e storie che fanno da sfondo alla rivolta tutta privata di un eroe molto moderno mentre fuori la realtà morde, e fa male, sotto il velo consolatorio della commedia. La satira esilarante di un Paese inventato, le cui vicende sono fin troppo riconoscibili.

La vita è stare alla finestra

“Sono convinto che i libri di memorie dovrebbero essere pubblicati postumi: sarebbe la garanzia dell’autenticità dei sentimenti.” Così scrisse Enzo Biagi un giorno di gennaio del 2000, due anni prima dell'”editto bulgaro” che portò alla sua cacciata dalla Rai. E in effetti quello dell’autenticità, dell’aderenza alla realtà, della volontà di rappresentare fatti e persone come cronista il cui unico padrone è il pubblico, è il filo lungo cui si dipana la sua intera esistenza, senza mai deviare. Dalla nascita in un paesino dell’Emilia, agli studi, all’incontro con la moglie Lucia, all’esperienza partigiana, fino alle spesso tumultuose tappe della sua lunga carriera di giornalista – con la caratteristica di non durare molto sulle poltrone scomode, avversato dal politico di turno -, Enzo Biagi ha attraversato con grazia e coerenza l’Italia del Novecento raccontando dalla sua “finestra” i fatti come si presentavano: la guerra, il boom economico, il Sessantotto, il tempo delle stragi e la P2, fino al berlusconismo di un’Italia ormai al crepuscolo. In questo libro che ben si può definire una auto-biografia postuma, lui stesso, con le sue parole ferme e il suo stile pacato inconfondibile, ci accompagna oggi nuovamente attraverso quell’Italia che forse stiamo dimenticando ma che – nel bene e nel male – non possiamo ancora lasciarci alle spalle. Abitata di personaggi straordinari – Fellini e Berlinguer, Mondadori e Rizzoli, Pertini e Ciampi e molti altri – che hanno segnato la vita di un cronista che “ha sempre cercato di dire quotidianamente un po’ di verità in più”.
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### Sinossi
“Sono convinto che i libri di memorie dovrebbero essere pubblicati postumi: sarebbe la garanzia dell’autenticità dei sentimenti.” Così scrisse Enzo Biagi un giorno di gennaio del 2000, due anni prima dell'”editto bulgaro” che portò alla sua cacciata dalla Rai. E in effetti quello dell’autenticità, dell’aderenza alla realtà, della volontà di rappresentare fatti e persone come cronista il cui unico padrone è il pubblico, è il filo lungo cui si dipana la sua intera esistenza, senza mai deviare. Dalla nascita in un paesino dell’Emilia, agli studi, all’incontro con la moglie Lucia, all’esperienza partigiana, fino alle spesso tumultuose tappe della sua lunga carriera di giornalista – con la caratteristica di non durare molto sulle poltrone scomode, avversato dal politico di turno -, Enzo Biagi ha attraversato con grazia e coerenza l’Italia del Novecento raccontando dalla sua “finestra” i fatti come si presentavano: la guerra, il boom economico, il Sessantotto, il tempo delle stragi e la P2, fino al berlusconismo di un’Italia ormai al crepuscolo. In questo libro che ben si può definire una auto-biografia postuma, lui stesso, con le sue parole ferme e il suo stile pacato inconfondibile, ci accompagna oggi nuovamente attraverso quell’Italia che forse stiamo dimenticando ma che – nel bene e nel male – non possiamo ancora lasciarci alle spalle. Abitata di personaggi straordinari – Fellini e Berlinguer, Mondadori e Rizzoli, Pertini e Ciampi e molti altri – che hanno segnato la vita di un cronista che “ha sempre cercato di dire quotidianamente un po’ di verità in più”.

Vita e morte segreta di Mussolini

Questo libro è stato scritto non solamente per documentare ma per fornire motivi di riflessione. Dice Bandini:
«La sostanziale modestia storica del ruolo di Mussolini dipende dal fatto che egli percorse, rumorosamente e digrignando i denti un cammino che era già stato tracciato prima di lui, e che era in un certo modo fatale. Né Mussolini, né altri avrebbero potuto infatti sopperire alle deficienze intrinseche del nostro popolo e della nostra classe dirigente: che potevano essere mascherate e addirittura passare inavvertite nei decenni della politica “del piede in casa” e “delle mani nette”. Ma che sarebbero risultate evidenti non appena fossimo entrati nel “grande gioco”. Mussolini non inventò nulla, non impresse alcun colpo di timone veramente decisivo alla nostra rotta: si limitò a salire su un cavallo già bardato a battaglia, e si lasciò condurre – molto grottescamente e con la giunta di parecchi spropositi personali – dove il cavallo voleva andare.»
Ma al di là dei motivi di riflessione su una condizione e su un ruolo, il volume è interessante in quanto sviluppa un racconto storico che porta nuova luce sul personaggio Mussolini, sulla sua fragilità, sulle sue indecisioni, abilmente mascherate. Bandini, in quest’opera che ha richiesto cinque anni di difficili ricerche, rivela una serie di fatti sorprendenti, fino ad oggi del tutto ignorati, sulla vita e sulla morte di Mussolini. Questi fatti, osservati nella filigrana delle trame segrete dell’ultima guerra, permettono di spiegare tutti quei «misteri» che con altre chiavi interpretative sono rimasti fino ad ora tali.
Franco Bandini, nato a Siena 56 anni fa, giornalista dall’agosto 1945, inviato speciale del «Corriere della Sera», dell’«Europeo», della rivista «Tempo», è uno dei rari studiosi italiani che abbia accoppiato alla serietà della ricerca sugli avvenimenti del passato, soprattutto quelli dell’ultima guerra, una straordinaria sensibilità per la comprensione della loro componente tecnico–militare che non è mai vista, attraverso la sua lente d’ingrandimento, come una quantità puramente materiale, ma come derivante da un motore umano, e, più ancora, intellettuale. Questo accoppiamento, insolito negli scrittori di storia moderna, gli ha permesso di fornire con le sue opere una interpretazione delle vicende, segnatamente di quelle italiane nell’ultimo conflitto, assolutamente originale e tale da capovolgere le convinzioni di comodo comparse negli ultimi tre decenni. Bandini, dopo trent’anni di servizi in tutto il mondo, ora vive a Colle di Val d’Elsa in una fattoria, occupando metà della sua giornata a scrivere, e l’altra metà ad arare, abbattere alberi ed attendere alle viti.

LA VITA È BELLA Seguiteci: Un’odissea Familiare in Kayak Da Copenaghen a Istanbul

E tu cosa avresti fatto?
Quando Lars Simonsen ha perso il lavoro e la casa, lui ha scelto il Piano B e ha condotto la sua famiglia nella più lunga spedizione in kayak Hobie mai tentata prima e la più lunga
in kayak con bambini. Lars e la sua compagna Suzi hanno venduto i loro mobili e le loro cose, ritirato i loro figli Tiuri (7 anni) e Liva (5 anni) da scuola e si sono lanciati in acqua. Il piano? Pagaiare e navigare per più di 7000 chilometri, da Copenaghen a Istanbul.
Leggi la storia di Lars e Suzi e incontra le persone di tutta Europa che hanno mostrato a questa famiglia di avventurieri danesi che la vita è veramente bella.

Vita dopo vita

«Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.» In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla. In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare. Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra. Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero? «Vita dopo vita» è uno di quei rari e fortunati casi in cui il talento creativo e la qualità letteraria hanno saputo conquistare anche il grande pubblico. Salutato dalla critica come un capolavoro destinato a rimanere nella storia della letteratura, questo romanzo è da mesi in testa alle classifiche inglesi e americane ed è stato eletto miglior romanzo dell’anno da alcune tra le più prestigiose testate giornalistiche del mondo. VITA DOPO VITA È… «Un miracolo della letteratura.» The Washington Post «Unico.» The New Yorker «Fantastico.» Entertainment Weekly «Meraviglioso.» The Wall Street Journal «Senza precedenti.» The New York Times «Speciale.» USA Today «Indimenticabile.» Time «Una stella nel firmamento della letteratura.» San Francisco Chronicle «Straordinario.» Newsweek «Un capolavoro.» The Guardian Miglior romanzo dell’anno per The New York Times The Guardian Time Barnes&Nobles Waterstone Vincitore del Costa Novel Award Vincitore del Goodreads Choice Award Finalista al Women’s Prize for Literary Fiction

La vita dopo Dio

Il mondo descritto da Douglas Coupland è un luogo dove non esistono più certezze, dove Dio è scomparso e con lui qualsiasi idea di trascendenza. Le giornate dei giovani protagonisti scorrono scandite da piccoli eventi, incontri, drammi e microdrammi quotidiani. Sotto un cielo indifferente si vive, si lavora, si ama e, talvolta, si muore, cercando di conquistare vittorie temporanee contro la solitudine attraverso gli incontri e la memoria. Con una scrittura asciutta ed essenziale Coupland traccia il ritratto di una generazione che si sforza di crescere senza miti e senza guide.

Vita di Luigi Tenco

A cinquant’anni dalla tragica e ancora misteriosa scomparsa del grande cantautore, la sua figura continua ad affascinare e resta un punto di riferimento fondamentale nel panorama della canzone italiana. In questa biografia Aldo Colonna racconta la vita di un personaggio appassionante e scomodo, fiero e disperato, coerente fino in fondo, dalla forte personalità.
Emerge non solo il ritratto del Tenco artista ma anche la storia della sua vicenda esistenziale, fino alle circostanze, analizzate nel dettaglio, della morte violenta. Questa nuova edizione, arricchita da un apparato iconografico che contiene alcune foto inedite, getta luce sul significato di alcune celebri canzoni, a lungo travisate.
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### Sinossi
A cinquant’anni dalla tragica e ancora misteriosa scomparsa del grande cantautore, la sua figura continua ad affascinare e resta un punto di riferimento fondamentale nel panorama della canzone italiana. In questa biografia Aldo Colonna racconta la vita di un personaggio appassionante e scomodo, fiero e disperato, coerente fino in fondo, dalla forte personalità.
Emerge non solo il ritratto del Tenco artista ma anche la storia della sua vicenda esistenziale, fino alle circostanze, analizzate nel dettaglio, della morte violenta. Questa nuova edizione, arricchita da un apparato iconografico che contiene alcune foto inedite, getta luce sul significato di alcune celebri canzoni, a lungo travisate.

Una vita da eroe

‘Immergetevi in questo libro. È grandioso.’
**Financial Times su Una vita da eroe**
‘Uno dei maggiori scrittori irlandesi viventi.’
**la Repubblica**
All’inizio degli anni Cinquanta, dopo un lungo esilio negli Stati Uniti, Henry Smart fa ritorno nella sua Irlanda. Ma l’eroe della guerra di indipendenza, l’impavido combattente che era stato l’uomo di fiducia di Michael Collins, è ormai l’ombra di se stesso. Solo, affranto, con la memoria a brandelli, deve rimettere insieme i ricordi: la sua misera infanzia, il riscatto nelle file dell’IRA e l’incontro con la giovane insegnante rivoluzionaria che sarebbe diventata la donna della sua vita. A dipanare i ricordi lo costringe John Ford, il grande regista di origine irlandese, che ha deciso di ingaggiarlo come co-sceneggiatore per girare un film sulle sue imprese. Si intitolerà Un uomo tranquillo, e la parte del protagonista sarà interpretata da John Wayne. In un crescendo di surreali scambi di opinioni con il regista, Henry si rende conto, però, che le regole di Hollywood impongono di edulcorare la violenza della guerra e trasformano la sua storia in un polpettone sentimentale. Esasperato, preferisce ritirarsi a vivere un’esistenza anonima lavorando come giardiniere e custode in una scuola, senza però rinunciare al sogno di ricongiungersi con la sua famiglia, di cui teme di essere l’unico sopravvissuto. L’illusione di una vita tranquilla si infrange anni dopo, quando Henry Smart per una serie di circostanze fortuite viene ‘scoperto’ dalla stampa e dai nuovi militanti della Provisional IRA, che vedono in lui un eroe dimenticato, da celebrare e da portare in trionfo, tra raduni e comizi, obbligandolo a nuove scelte di campo.
In un romanzo appassionante, intenso e sempre vivacemente ironico, Roddy Doyle affronta temi delicati come la politica, la storia, il mito, il senso di identità nazionale e racconta i profondi mutamenti di un paese alla ricerca di normalità ed equilibrio.
‘Roddy Doyle è una specie di eroe nazionale. È colui che ha fatto conoscere al mondo la realtà dell’Irlanda d’oggi.’
**Irish Independent**
‘Roddy Doyle lascia ogni volta i suoi lettori senza fiato.’
**The Sunday Times**
(source: Bol.com)

Una vita come tante

In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England, e all’inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Willem, dall’animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell’arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità. Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudeltà umana e del potere taumaturgico dell’amicizia.
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La vita che si ama. Storie di felicità

È inutile chiedersi cosa sia la felicità, o come fare a raggiungerla. Lo scrive un padre ai propri figli nella lettera che apre questo libro: la felicità, spiega, non è una questione d’istanti, ma una presenza costante, che corre parallela a noi. Il problema è saperla intravedere, imparando a non farci abbagliare. Il padre è Roberto Vecchioni. Sono per i suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo e Edoardo – i racconti che compongono il volume. Dalle bizzarrie vissute insieme a loro, a episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante; dagli amori perduti o ritrovati fino a un ritratto vivo e passionale di suo padre Aldo, Vecchioni attinge alla propria biografia per costruire un vero e proprio manuale su come imbrigliare la felicità, senza farla scivolare via finché non diventa soltanto un ricordo. Ma ci sono anche le canzoni, scritte in un arco di quasi quarant’anni. Ci sono squarci letterari: un racconto dalle Mille e una notte, la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo ed Euridice, un frammento di Saffo. C’è l’amata Casa sul lago, testimone di tanti momenti, alcuni dei quali difficili e persino spaventosi. Roberto Vecchioni ci conduce in un viaggio personale lungo quello che chiama “il tempo verticale”, uno spazio che tiene uniti tra loro passato, presente e futuro, dove nulla si perde. D’altronde “la felicità non è un angolo acuto della vita o un logaritmo incalcolabile o la quadratura del cerchio: la felicità è la geometria stessa”.