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Io ti controllo

Due assassini si muovono per i corridoi vuoti di un albergo di lusso, tra stanze impeccabili e sale silenziose e sfolgoranti, dove tutto è pronto per un’inaugurazione che non avverrà mai. Perché, a uno a uno, i membri dello staff vengono isolati e uccisi. E prima che la notte finisca, mentre i superstiti lottano per la vita, si farà strada una verità inquietante: al Manderley Resort c’è sempre qualcuno che guarda. Mancano solo quattro giorni alla serata di apertura del Manderley, l’hotel piú esclusivo del mondo. Il prestigioso resort sul mare offrirà ai suoi fortunati clienti il massimo in termini di lusso e sicurezza. Tessa è la persona incaricata dell’organizzazione e, nonostante l’arrivo inaspettato e spiazzante di Brian, il suo amico d’infanzia, ogni cosa sembra andare per il meglio. Ma due killer con il volto coperto iniziano a eliminare in maniera sistematica i membri del personale sotto gli occhi impassibili di centinaia di telecamere. Chi li manda? Cosa vogliono? E perché la Security non interviene? Tessa e Brian dovranno usare tutta la loro intelligenza e il loro coraggio per uscire vivi da quel luogo di sogno che si è trasformato in una trappola.

Io speriamo che me la cavo

«Quanti temi avrò letto nei miei dieci e più anni come maestro elementare di Arzano? Non lo so, ne ho perso il conto. Ma non li ricordo perché ordinati o disordinati, tristi, giocosi e persino polemici, tutti hanno sempre detto e a volte dato qualcosa. Tanto che alcuni li ho conservati e ora ho voluto raccoglierne una sessantina tra i più ameni e sorprendenti. Credo che valga la pena di conoscerli. Colorati, vitalissimi, spesso prodigiosamente sgrammaticati e scoppiettanti di humour involontario, di primo acchito possono far pensare a una travolgente antologia di “perle”. Ma, per chi sa guardare, sotto c’è qualcosa di diverso e di più. Una saggezza e una rassegnazione antica, un’allegria scanzonata e struggente nel suo candore sottoproletario, una cronaca quotidiana ilare e spietata che sfocia in uno spaccato inquietante delle condizioni del nostro Sud.» (Marcello D’Orta)

Io sono l’argilla

Durante la guerra di Corea, mentre i cinesi e l’esercito del nord avanzano, un vecchio contadino e sua moglie fuggono dal loro villaggio. Per evitare una colonna di jeep e carri armati americani, si gettano in un fossato dove trovano un ragazzo coperto di sangue. Ben presto esplode il conflitto tra l’istintiva generosità della donna e la diffidenza del marito. Attraverso l’odissea di questi profughi persi in un paesaggio apocalittico e ridotti ai loro bisogni più elementari, si delinea anche il contrasto tra un universo contadino, ancora in contatto con la sacralità della natura, e le devastazioni prodotte dalla moderne tecnologie: un contrasto che alludde a quello tra la spiritualità orientale e la cultura dell’Occidente.

Io sono il lupo

Kate vorrebbe rimanere per sempre una ragazza normale, ma sa che non sarà possibile. La sua è una famiglia di licantropi e una volta raggiunta la maggiore età dovrà diventarlo anche lei. Sua madre ha già scelto per lei un compagno, Tom Folan. Mentre è in vacanza con la sua famiglia, il ragazzo viene rapito nel buio della foresta e quando si risveglia, a casa di Kate, si accorge che i suoi sensi si sono acutizzati e ha uno strano desiderio di carne cruda… Poi apprende la terribile verità. Ma Kate non si rassegna. Vuole salvare il ragazzo e rifiuta di piegarsi al volere della sua famiglia: dare alla luce insieme a Tom un figlio della loro orribile specie. I due fuggono insieme in cerca della salvezza e di un medico che possa ridare loro le sembianze umane. Ma nonostante provino a reprimere le emozioni, non possono evitare di innamorarsi l’uno dell’altra, e la loro diventa un’avventurosa fuga d’amore.

Io Sono Febbraio. La Storia Dell’inverno Che Non Voleva Finire Mai

In un luogo e in un tempo imprecisato, una piccola cittadina vive un incubo infinito: da mesi gli abitanti sono immersi in un inverno che sembra non voler finire mai, la luce del sole è solo un lontano ricordo, ovunque solo freddo e neve. Mentre gli adulti, progressivamente, cadono in una profonda depressione, uno spirito misterioso – di nome Febbraio – si accanisce contro la popolazione, vietando il volo degli aquiloni e delle mongolfiere dei bambini. Ed è proprio quando questi ultimi iniziano a scomparire che Thaddeus Lowe decide di reagire, dichiarando guerra a Febbraio. Una storia allegorica e struggente, un piccolo scrigno di invenzioni letterarie e immagini poetiche. Shane Jones racconta una surreale fiaba invernale, in cui un’umanità oppressa, che non ha perso la speranza, ha ancora la forza di lottare.

Io sono Dot (Einaudi. Stile libero big)

Niente è stato facile per Dorothy «Dot» Sherman. Ma se mai c’è stata una ragazzina capace di prendere la vita e rivoltarla, be’, è lei. A diciassette anni, quando hai un padre uscito a comprare le sigarette e mai tornato, una madre buona a nulla, un fratellino re delle caccole e una sorella regolarmente gonfiata di botte dal marito, non sono molte le persone su cui puoi contare. Cosí Dot fa la cameriera sui pattini e si difende come può, anche menando le mani. Finché, un giorno, un tizio di nome Elbert, che dichiara di essere uno zio, si installa nella roulotte di famiglia. Per quel che ne sa Dot, Elbert potrebbe essere un serial killer – del resto qualche piccolo trascorso criminale ce l’ha – ma alla fine l’uomo si rivelerà il piú sensato della famiglia. E, dopo anni di frustrazioni e delusioni, forse anche per Dot la ruota potrebbe girare.
«Potreste pensare che questa non sia una storia vera, perché una parte di essa contiene cose a cui è difficile credere, ma vi assicuro che non c’è niente di inventato, dall’inizio alla fine. Vi dirò la pura verità, dal principio alla fine. Vi dirò che i miei amici mi chiamano Dot, e che preferisco che i miei nemici non mi chiamino affatto. Si tratta di una grande avventura? Be’, nessuno andrà sulla luna o scalerà una montagna altissima. Ma per me è un’avventura. È la mia vita quotidiana».
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### Sinossi
Niente è stato facile per Dorothy «Dot» Sherman. Ma se mai c’è stata una ragazzina capace di prendere la vita e rivoltarla, be’, è lei. A diciassette anni, quando hai un padre uscito a comprare le sigarette e mai tornato, una madre buona a nulla, un fratellino re delle caccole e una sorella regolarmente gonfiata di botte dal marito, non sono molte le persone su cui puoi contare. Cosí Dot fa la cameriera sui pattini e si difende come può, anche menando le mani. Finché, un giorno, un tizio di nome Elbert, che dichiara di essere uno zio, si installa nella roulotte di famiglia. Per quel che ne sa Dot, Elbert potrebbe essere un serial killer – del resto qualche piccolo trascorso criminale ce l’ha – ma alla fine l’uomo si rivelerà il piú sensato della famiglia. E, dopo anni di frustrazioni e delusioni, forse anche per Dot la ruota potrebbe girare.
«Potreste pensare che questa non sia una storia vera, perché una parte di essa contiene cose a cui è difficile credere, ma vi assicuro che non c’è niente di inventato, dall’inizio alla fine. Vi dirò la pura verità, dal principio alla fine. Vi dirò che i miei amici mi chiamano Dot, e che preferisco che i miei nemici non mi chiamino affatto. Si tratta di una grande avventura? Be’, nessuno andrà sulla luna o scalerà una montagna altissima. Ma per me è un’avventura. È la mia vita quotidiana».

Io sono con te

L’ha scelta fra mille possibili, come si apre una porta o si imbocca un sentiero. Perché è solo dentro gli occhi di ogni singola persona che si può vedere il mondo.
Brigitte arriva alla stazione Termini un giorno di fine gennaio. Addosso ha dei vestiti leggeri, ha freddo, fame, non sa nemmeno bene in che Paese si trova. È fuggita precipitosamente dal Congo, scaricata poi come un pacco ingombrante. La stazione di Roma diventa il suo dormitorio, la spazzatura la sua cena. Eppure era un’infermiera, madre di quattro figli che ora non sa nemmeno se sono ancora vivi. Quando è ormai totalmente alla deriva l’avvicina un uomo, le rivolge la parola, le scarabocchia sul tovagliolo un indirizzo: è quello del Centro Astalli, lí troverà un pasto, calore umano e tutto l’aiuto che le serve. Di fatto è un nuovo inizio, ma è anche l’inizio di una nuova odissea. Io sono con te è un libro raro e necessario per molte ragioni: è la storia di un incontro e di un riconoscimento, di un calvario e una rinascita, la descrizione di un’Italia insieme inospitale e accoglientissima, politicamente inadeguata e piena di realtà e persone miracolose. Melania Mazzucco si è messa in gioco a ogni pagina come essere umano e come scrittrice, scegliendo una forma flessibile e nuova, esatta, personale, carica di un’emozione trattenuta e dirompente. Se in Vita aveva narrato l’epopea dell’emigrazione italiana, ora ribalta la prospettiva: guardando negli occhi questi uomini e queste donne, specchiandoci nelle loro storie, non potremo non riconoscere l’energia disperata che ci accomuna tutti, quando la vita ci ha travolti e tentiamo di rimetterci in piedi.
(source: Bol.com)

Io sono Achille

Una scena di guerra impressa nella nostra memoria, il duello tra due giovani principi invincibili e possenti che Omero ci ha narrato con l’epica potenza ispirata dagli dèi, diventa con Malouf il racconto umanissimo e moderno dei sentimenti che muovono le loro anime. E tocca le nostre. Questa versione dell’Iliade si apre con Achille, fuori di sé dal dolore per la morte dell’amico Patroclo. Dalle mura di Troia Priamo lo osserva perpetrare lo strazio estremo del cadavere del figlio Ettore, trascinato inerme dietro il cocchio, nella polvere. Ma, pensa il padre affranto, deve esistere un modo per farsi restituire il suo corpo. Un modo grazie al quale le parole di un dialogo possano prevalere sulla furia sorda dell’eroe guerriero, per superare le regole ferree e immutabili della tradizione e per forzare la mano del fato. E allora Priamo, spogliatosi delle insegne regali e indossata una semplice tunica, sale su un carro tirato da muli e guidato da un vecchio come lui, e si avvia umile, ma fermamente deciso, verso l’accampamento greco. Non per incontrare il feroce nemico, l’assassino del suo stesso sangue, ma un altro giovane uomo. Che potrebbe essere suo figlio. Un guerriero che è anche padre e al cui senso paterno Priamo si appella. Ricordandogli che siamo tutti esseri umani e quindi mortali, una condizione che ci accomuna non solo nel dolore, ma soprattutto nella compassione.
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Io so… come hanno ucciso Pasolini

Finalmente dopo 35 lunghissimi anni, Pino Pelosi, ha deciso di parlare. Di raccontare tutta la verità sull’omicidio Pasolini, una delle pagine più buie e controverse della nostra storia. Dopo aver scontato interamente la pena per un delitto mai commesso, e quindi senza poter trarre alcun vantaggio legale da questa coraggiosa testimonianza, Pino la Rana torna a far luce, senza omissioni o reticenze, sull’accaduto, svelando verità mai pronunciate, per chiudere un contenzioso con gli italiani e scaricarsi la coscienza da un fardello troppo grande per un uomo comune.

Io no: ricordi d’infanzia e gioventù

Nessun altro come Joachim Fest ha dato un contributo altrettanto importante per la comprensione della storia del Terzo Reich. La sua fondamentale biografia di Hitler, quella di Albert Speer e la descrizione degli ultimi giorni del Führer nel bunker di Berlino nella Disfatta, hanno raggiunto milioni di lettori in tutto il mondo. Ma come ha vissuto lui stesso quegli anni terribili dominati dal nazismo e dalla guerra? Con questa autobiografia della propria giovinezza Fest offre per la prima volta un quadro personale della sua vita durante quel periodo oscuro. Descrive la casa paterna nei sobborghi di Berlino; racconta l’ostracismo nei confronti di suo padre, importante uomo politico e oppositore del nazismo; narra l’incontro con l’ambiente operistico della capitale tedesca; illustra le proprie letture durante il servizio militare; ricorda il tentativo di fuga da un campo di prigionia americano dentro una cassa di legno. In “Io no”, che già nel titolo segnala inequivocabilmente la propria posizione e quella della sua famiglia nei confronti del nazismo, Fest racconta sé stesso e mostra così l’ambiente di quella borghesia liberale della Germania degli anni Trenta e Quaranta che ha saputo coraggiosamente offrire resistenza alla barbarie dilagante.

Io no

Flavio e Francesco sono fratelli. Il primo dirige con successo l’azienda di famiglia e ha saputo far sua una vita che ha trovato già pronta. Il secondo, musicista e viaggiatore, è di quelli che fin da piccoli vanno a sbattere contro il mondo, e da grandi si ritrovano disillusi pur senza perdere l’ironia. Difficile immaginare due orbite più distanti, eppure la corrispondenza tra le certezze di Flavio e le inquietudini vagabonde di Francesco è troppo precisa per non far pensare a due opposti che, inesorabilmente, tornano ogni volta ad attrarsi. E poi ci sono le donne, ad aggrovigliare i destini: c’è Laura, moglie di Flavio, da sempre innamorata di un altro, ed Elisa, l’incontro travolgente che Francesco non sapeva neppure di stare aspettando. Io no è la storia di questi amori: sovrapposti, sfasati, ricambiati, nascosti; è, soprattutto, il racconto esilarante e drammatico di un grande viaggio, quello che ognuno intraprende alla ricerca di se stesso.

Io nascerò

Una ”fragile donna forte”. Così si definisce Loretta Goggi all’inizio del viaggio dentro se stessa affrontato in questo libro. E nel prologo chiarisce il motivo per cui ha deciso di lanciarsi nell’avventura della scrittura: ”Dopo aver attraversato amore e dolore, sono in uno stato d’animo in cui mi sta a cuore raccontare quello che ho capito fin qui. Non sarà gran che, ma c’è voluta una vita per arrivarci. Imparare a vivere intensamente la normalità credo sia una conquista, un punto d’arrivo. Perché è nella normalità, nella semplicità, che ho trovato la bellezza”.

In questo libro c’è una donna, che nell’esplorazione di se stessa parla soprattutto alle donne, e nella filigrana di una vita traspare la storia di una grande artista dello spettacolo, che ha difeso caparbiamente la vita privata mettendo al primo posto l’amore, gli affetti, le amicizie.

In questo libro c’è una professionista di grande disciplina e rigore, che tuttavia ha sempre scelto con il cuore, d’istinto, per non smettere mai di divertirsi.

In questo libro c’è una moglie che ha sofferto per la morte del compagno di una vita, e che dopo un periodo di profondo abbattimento spirituale ha trovato la forza di ricominciare: ”Sono riemersa dall’abisso perché non ho nascosto a nessuno il mio strazio”.

Loretta Goggi ci regala la sua parabola esistenziale intrecciandola a tante riflessioni sull’oggi e sul futuro, sul valore della sconfitta e sulla necessità di essere tenaci, oggi più di ieri, per non smettere mai di dire ”Io nascerò”.

(source: Bol.com)

Io muoio, ma il ricordo vive. Un’altra battaglia contro l’Aids

Il racconto di Aida, che esorcizza la morte intorno a sé prendendosi cura di una pianta di mango, nasce da un viaggio in Uganda, dove Mankell è stato per parlare con madri e padri colpiti dall’Aids. Malati senza speranza di guarigione, questi genitori scrivono piccoli quaderni cui affidano ricordi di sé e auspici per il futuro dei loro figli, consapevoli che non vivranno abbastanza a lungo per vederli crescere. Così nascono i Libri della memoria, per Mankell, forse “i più importanti documenti del nostro tempo”. Il suo intenso racconto, unito al quaderno scritto da Christine Aguga per la figlia Everlyn, testimonia l’urgenza di un intervento: milioni di bambini come Everlyn e Aida sono destinati a rimanere orfani prematuramente.
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Io lo so chi sei

Luciano insegna all’università di Milano. Compiuti i quarant’anni si ritrova ad affrontare le paure e i fantasmi di una vita. Quando riceve l’invito a una cena con i compagni delle elementari riaffiorano i ricordi di un amore giovanile a lungo rimosso, e scoprirà che ricordare è qualcosa di prezioso, essenziale per la vita stessa. Monica di giorno lavora al mercato rionale di Benedetto Marcello a Milano, di sera si esibisce in un night per puro divertimento. Si fa chiamare Pere , ha un aspetto volgare, ama i piaceri della vita ed è sboccata. Recita per essere se stessa e affronta tutto con gioia e apparente leggerezza. Due mondi opposti, raccontati in prima persona, destinati a scontrarsi quando il caso o il destino porteranno le due esistenze a incrociarsi o a ritrovarsi.
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### Sinossi
Luciano insegna all’università di Milano. Compiuti i quarant’anni si ritrova ad affrontare le paure e i fantasmi di una vita. Quando riceve l’invito a una cena con i compagni delle elementari riaffiorano i ricordi di un amore giovanile a lungo rimosso, e scoprirà che ricordare è qualcosa di prezioso, essenziale per la vita stessa. Monica di giorno lavora al mercato rionale di Benedetto Marcello a Milano, di sera si esibisce in un night per puro divertimento. Si fa chiamare Pere , ha un aspetto volgare, ama i piaceri della vita ed è sboccata. Recita per essere se stessa e affronta tutto con gioia e apparente leggerezza. Due mondi opposti, raccontati in prima persona, destinati a scontrarsi quando il caso o il destino porteranno le due esistenze a incrociarsi o a ritrovarsi.

Io E Te Senza Paura

Quando tutto va in pezzi, quando sei tu l’unica sopravvissuta, quando ricominciare è la sola scelta che hai, riuscirai a riprenderti la tua vita?
Viola si porta dietro un grande dolore, Mathias un passato oscuro che tiene tenacemente nascosto. Quando i due giovani, per volere del loro principale, iniziano a lavorare insieme, trovano l’uno nell’altra la “seconda possibilità” che tanto desiderano.
Basterà una sola notte per trasformare quel sogno appena nato in un terribile incubo, una manciata di minuti per far sprofondare di nuovo tutto nel buio.
Viola non ha più voglia di reagire, non vede una via di fuga e si arrende, senza accorgersi che al suo fianco c’è chi è disposto a lottare insieme a lei, a lottare per lei, affinché le tenebre si dissolvano e il bene trionfi sul male, com’è giusto che sia.