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Tentativi di botanica degli affetti

rimo Ottocento, primavera. Bianca Pietra, giovane donna di buona educazione e scarsi mezzi, lascia la casa natale sul lago di Garda per approdare nella campagna milanese, ospite di un poeta di chiara fama: don Titta ha l’estro dell’agricoltura sperimentale, che pratica nella sua tenuta, e in più coltiva fiori e piante esotiche nel parco della villa di Brusuglio. E Bianca, abile acquerellista, è chiamata a ritrarre il patrimonio botanico del padrone di casa. Graziosa, ardente, irrequieta, si accinge al compito con slancio, entrando a far parte di una famiglia grande quanto complicata. Disegna, dipinge, esplora i giardini e studia con interesse la miriade di personaggi che popolano la grande dimora: tra di loro c’è Pia, una servetta orfana di acuta intelligenza e garbo innato che gode di singolari privilegi. Curiosa fino all’impudenza, sincera all’eccesso, incline alle fantasticherie, Bianca si convince che le origini di Pia nascondano un segreto e che don Titta con tutta la famiglia si stia dando molta pena perché esso resti tale: quanto basta per darle il desiderio di scoprire la verità avviando un’indagine appassionata. Ciò che Bianca, così acuta nell’osservare e illustrare la natura, si ostina a non comprendere è che questa ricerca del vero vede in gioco i suoi stessi sentimenti: ed è un gioco pericoloso, perché la botanica degli affetti non è una scienza esatta, non conosce regole e può rivelarsi profondamente ingannevole.
(source: Bol.com)

Tentare di non amarti

Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.
Una storia d’amore e rinascita, dolce e sensuale, tragica e catartica. L’incontro di due anime profondamente diverse darà vita a un amore che guarirà il dolore e l’odio del passato.
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Tentami ancora

La tentazione era solo l’inizio…
Lord Gabriel Kenyon è un avventuriero ed è stato il finanziatore della spedizione in Africa in cui ha perso la vita il professor Talisford. Tornato in Inghilterra, deve prendersi cura come tutore di sua figlia Kate, la stessa ragazza che quattro anni prima gli si era offerta pur di convincerlo a non portarle via suo padre. Kate, però, ora non vuole avere niente a che fare con quello che ritiene uno sconsiderato mascalzone, finché la sparizione di un oggetto appartenuto a suo padre non la costringe a ripensarci. E mentre Gabriel fatica per tenere a bada l’attrazione che prova per lei, Kate pian piano scopre che il tesoro di cui vuole impadronirsi è in realtà il cuore di chi le sta accanto.

Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più) (Italian Edition)

Da anni impegnata nella ricerca della letteratura angloamericana di qualità, minimum fax celebra una delle sue più grandi scoperte, David Foster Wallace, con la riedizione dei titoli che hanno fatto conoscere e amare lo scrittore statunitense anche in Italia. Cinque pubblicazioni, in una nuova veste grafica, che raccolgono le diverse forme letterarie in cui Wallace si è cimentato: la narrativa (La ragazza dai capelli strani, Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso), il reportage narrativo e la saggistica (Una cosa divertente che non farò mai più, Tennis, tv, trigonometria, tornado e Il rap spiegato ai bianchi), ottenendo sensazionali risultati di critica e di pubblico. A tre anni dalla sua morte, minimum fax rilancia un autore di culto la cui opera – diventata rappresentativa di un’intera generazione di scrittori – è destinata a conquistare il cuore e la memoria dei giovani lettori per sempre.Pubblicata dopo il successo mondiale di Infinite Jest, che consacrò Wallace come uno dei migliori narratori americani contemporanei, questa raccolta ne rivelò anche il talento di saggista e osservatore del proprio tempo. Esilaranti reportage «dietro le quinte» da un’edizione degli Open Canadesi di tennis e dal set di Strade Perdute di Lynch; fotografie inedite della vita di provincia americana in un Midwest animato da bizzarie metereologiche e chiassose fiere campionarie; geniali riflessioni sul rapporto di odio/amore fra la televisione e la narrativa contemporanea. In sei saggi sui generis, Wallace ci offre un’analisi caleidoscopica della società e della cultura postmoderna condotta al tempo stesso con lo sguardo acuto e distaccato del critico e quello entusiasta del fan, e percorsa da una vena inesauribile di ironia.
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Temptation

VESTITA PER SEDURRE di Samantha Hunter
Quell’abbigliamento era incredibilmente osé. Comunque, l’esperta di ristorazione Gina Thomas ha bisogno di un travestimento per una festa in costume, solo così può curiosare nell’ufficio dell’avvocato divorzista Mason Scott e rubare le foto che salveranno sua sorella, assoluto magnete di guai. Tuttavia quell’abito sexy sembra far emergere il lato più audace di Gina, tanto che Mason non può tenere in nessun modo i suoi occhi e le sue mani lontano da lei!

ATTRAZIONE SENZA VELI di Karen Foley
Graeme Hamilton è lo scapolo più sexy di Hollywood. Lara Withfield la sua più grande fan. Per il mondo sono due estranei, ma lei ha un succoso segreto: il matrimonio che credevano annullato da cinque anni è ancora legale. Come può comunicarglielo? Ovviamente saltandogli addosso durante un raduno di scatenate fan, mascherata! La ricompensa che cerca è il sesso capace di farle tremare la terra sotto i piedi e lui sembra più che disposto ad accontentarla.

(source: Bol.com)

Il tempo rovesciato

La cultura europea della Restaurazione è caratterizzata dalla necessità di rimediare alla rottura rivoluzionaria dell’Ottantanove e della vicenda napoleonica, e di integrarne alcuni principi all’interno dell’ordine politico. Il libro riflette sul problema della democrazia così come fu percepito dal liberalismo francese d’inizio Ottocento e sul tentativo sperimentato in Francia di governare e, anzi, di addomesticare la democrazia, intesa non come forma di governo, ma quale tendenza ineludibile all’uguaglianza e alla desovranizzazione della politica. Sulla scorta delle categorie interpretative elaborate da Michel Foucault, l’autore prende in esame il pensiero e gli scritti di Chateaubriand, Ballanche, Guizot e Tocqueville, e ricostruisce la fisionomia nuova e moderna che i dispositivi del potere derivarono da questa esperienza.
(source: Bol.com)

Il tempo migliore della nostra vita

ROMANZO FINALISTA AL PREMIO CAMPIELLO 2015 Leone Ginzburg rifiuta di giurare fedeltà al fascismo l’8 gennaio 1934. Pronunciando apertamente il suo “no”, imbocca la strada difficile che lo condurrà a diventare un eroe della Resistenza. Un combattente mite, integerrimo e irriducibile che non imbraccerà mai le armi. Mentre l’Europa è travolta dalla marcia trionfale dei fascismi, questo giovane intellettuale formidabile prende posizione contro il mondo servile che lo circonda e la follia del secolo. Fonderà la casa editrice Einaudi, organizzerà la dissidenza e creerà la sua amata famiglia a dispetto di ogni persecuzione. Questa è la sua storia vera dal giorno della sua cacciata dall’università fino a quello in cui è ucciso in carcere. Nel racconto rigoroso e appassionato con il quale Scurati le rievoca, accanto a quella di Leone e Natalia Ginzburg, scorrono però anche le vite di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dell’autore, persone comuni nate negli stessi anni e vissute sotto la dittatura e le bombe della Seconda guerra mondiale. Dai sobborghi rurali di Milano convertiti all’industria ai vicoli miserabili del “corpo di Napoli”, di fronte ai fucili spianati, le esistenze umili di operai e contadini, artisti mancati e madri coraggiose entrano in risonanza con le vite degli uomini illustri. Accostando i singoli ai grandi eventi, attraverso documenti, fotografie e lettere, ricordi famigliari e memoria collettiva, Antonio Scurati resuscita il nostro passato. È un racconto avvincente e insieme commovente in cui si stagliano figure esemplari con il loro lascito inestimabile e quelle di persone comuni, fino a scoprirne la profonda comunanza: le nascite e le morti, i libri e i figli, le case abitate o evacuate, la vita privata che per tutti si attiene a una medesima trama elementare, in cui risuonano fatti memorabili e trascurabili e in cui la “grande storia” incontra le storie di noi tutti.
(source: Bol.com)

Il tempo di Blanca

Blanca, madre e moglie appagata, conduce un’esistenza ovattata e fuori della realtà nella Santiago del Cile del dopo dittatura. All’improvviso alcuni eventi dirompenti vengono a sconvolgere la linearità della sua vita: l’incontro con persone di un diverso ceto sociale, l’amore per un ex perseguitato politico, la scoperta dell’ipocrisia e della vacuità del mondo cui appartiene. Un terremoto esistenziale, un bivio obbligato: è il momento delle scelte. Blanca vorrebbe gridare, vorrebbe dirlo che non ci sta più, ma un’improvvisa, quasi metaforica malattia la rende incapace di comunicare. Perde la parola proprio quando una nuova coscienza del mondo le chiede di parlare. La prigione del silenzio diventa tuttavia la premessa di una rinascita, di un’altra storia, di un’altra verità. Dopo un primo istante di smarrimento e disperazione, Blanca sceglie la vita e inventa un nuovo linguaggio, quello degli occhi, con i quali racconta la propria storia, i ricordi, i sentimenti e i rimpianti.
(source: Bol.com)

Il tempo delle donne

Vincitore a sorpresa nel 2009 del Russian Booker Prize, il più importante premio letterario russo, Il tempo delle donne esce finalmente dai suoi confini, offrendo al pubblico europeo la possibilità di conoscere una delle voci più originali e interessanti della nuova letteratura postsovietica.
Siamo a Leningrado, l’odierna San Pietroburgo, nei primi anni Sessanta. L’era di Stalin ha lasciato un’eredità di paura e di sospetto che si insinua nella vita quotidiana di tutti. Si vive in sordina, in silenzio, ma non per questo meno intensamente, perché quel silenzio è il vero nemico nel ”tempo delle donne”. Anche di Antonina, giovane e ingenua operaia da poco trasferitasi in città per lavorare in fabbrica. Il guaio è che Antonina si ritrova inaspettatamente incinta di un uomo che non ne vuole sapere, e che l’abbandona senza indugi. A soccorrerla è lo Stato sovietico, che le assegna un alloggio in coabitazione dove vivono tre anziane donne, affettuose e pronte ad aiutarla dopo la nascita di Sjuzanna. Saranno proprio Ariadna, Glikerija e Evdokija a prendersi cura della bambina quando rimarrà orfana, saranno loro le tre ”nonne” che la cresceranno e si faranno carico della sua educazione, anche attraverso il racconto delle loro vite, delle sofferenze affrontate sempre con coraggio, della durezza di un’esistenza che ha visto il suo sfondo cambiare spesso e violentemente, la Russia degli zar, il bolscevismo, la Rivoluzione, e poi l’assedio di Leningrado e gli anni dello stalinismo¿
Il tempo delle donne è un romanzo straordinariamente ricco, pieno di valori, di ideali e di coraggio. Il ritratto di un gruppo di donne forti e autentiche, che hanno affrontato e superato prove durissime sostenute solo dalla loro dignità. Ma è anche una riflessione profonda e a tratti perfino commovente sul passato, sulla memoria, sulla Storia, il romanzo che ci fa capire come siano state le donne, queste donne, le vere, silenziose, intense protagoniste della storia russa del secolo scorso.
(source: Bol.com)

Il tempo della guerra

Tre ombre cavalcano nella notte. Sono tre sicari, lanciati all’inseguimento della loro prossima vittima. Tuttavia non sanno di essere a loro volta seguiti da una creatura più forte e più resistente di qualsiasi essere umano: Geralt di Rivia, l’assassino di mostri. In circostanze normali, lo strigo non si sporcherebbe le mani per eliminare dei comuni criminali, ma stavolta è diverso. Perché quei tre sono stati assoldati per uccidere la principessa Ciri e, se ci riusciranno, il mondo intero sarà perduto: Ciri è la Fiamma di Cintra, la maga di cui parlano le profezie, l’unica forza in grado di contrastare i piani dell’imperatore di Nilfgaard – lo spietato conquistatore del Nord – e di riportare la pace tra i popoli della terra. Per questo è essenziale che Ciri arrivi sana e salva sull’isola di Thanedd, dove si stanno radunando tutti gli altri maghi. E Geralt è disposto a ogni sacrificio pur di proteggere il suo cammino. Però nessuno può immaginare che la principessa non sarà al sicuro nemmeno sull’isola. Sebbene sia difesa da incantesimi potentissimi, le spie di Nilfgaard sono infatti sbarcate persino in quel luogo isolato. E adesso sono in attesa, pronte a colpire…
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Il tempo della giustizia

La principessa Carra sa bene che il bambino che porta in grembo è prezioso, perché da lui può dipendere il destino di molte cose, forse della stessa pace. Fuori dalle mura della città di Cengarn, dove la principessa si è ritirata insieme alle maghe Jill e Dallandra, premono le orde inferocite degli Horsekin, decise a conquistare la città. Dell’assedio di Cengarn vengono a conoscenza Rhodry e il drago Arzosah, suo nuovo alleato, che subito organizzano una spedizione per andare in soccorso della città e della principessa, accompagnati dai guerrieri del popolo dei nani.

Il tempo della festa

In queste pagine esemplari, tra le piú belle che abbia scritto, Furio Jesi definisce per la prima volta il rivoluzionario modello della “macchina mitologica”, riflette sull’esperienza festiva e sulla rivolta come “sospensione del tempo storico”, getta una luce sorprendente sul rapporto tra poesia e merce. Intreccia le opere e le vicende esistenziali di Rimbaud, di Rilke, del giovane Lukács e di Cesare Pavese, mentre in un importante inedito ricostruisce il linguaggio mitologico della Storia di Susanna nella Bibbia. Ripercorrendo infine la propria biografia intellettuale – dagli esordi da enfant prodige al magistero di Kerényi e agli ultimi lavori ispirati a Benjamin e a Bachofen – ci guida nelle stanze nascoste del proprio laboratorio. Ancora una volta, Jesi ci offre straordinari strumenti critici contro le mitologie dominanti, svelando le strategie che separano gli uomini uguali dai diversi, riconoscendo nel potere una vera e propria “religione della morte” cui si oppone soltanto il tempo della festa e dell’insurrezione.
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### Sinossi
In queste pagine esemplari, tra le piú belle che abbia scritto, Furio Jesi definisce per la prima volta il rivoluzionario modello della “macchina mitologica”, riflette sull’esperienza festiva e sulla rivolta come “sospensione del tempo storico”, getta una luce sorprendente sul rapporto tra poesia e merce. Intreccia le opere e le vicende esistenziali di Rimbaud, di Rilke, del giovane Lukács e di Cesare Pavese, mentre in un importante inedito ricostruisce il linguaggio mitologico della Storia di Susanna nella Bibbia. Ripercorrendo infine la propria biografia intellettuale – dagli esordi da enfant prodige al magistero di Kerényi e agli ultimi lavori ispirati a Benjamin e a Bachofen – ci guida nelle stanze nascoste del proprio laboratorio. Ancora una volta, Jesi ci offre straordinari strumenti critici contro le mitologie dominanti, svelando le strategie che separano gli uomini uguali dai diversi, riconoscendo nel potere una vera e propria “religione della morte” cui si oppone soltanto il tempo della festa e dell’insurrezione.

Il tempo dell’esilio. La saga di Deverry

Sono passati molti anni da quando Lord Rhodry Maelwaedd, dopo aver versato sudore e sangue lungo le vie di Deverry come Daga d’Argento e mercenario disonorato è asceso al trono di Aberwyn e ne è diventato il sovrano. Ormai non pensa più così spesso a Jill, il suo antico amore, che nel frattempo è diventata una potentissima maga; ma un giorno Jill ricompare, per chiamarlo a una importante missione, e alle responsabilità della sua eredità. Già, perché Rhodry è un mezzosangue e nelle sue vene scorre, insieme a quello umano, anche il sangue degli Elcyon Lacar, gli elfi che vivono a occidente del regno di Deverry. Edizione tascabile su licenza Nord.

Il tempo dei maghi. Rinascimento e modernità

Il Rinascimento, presentato abitualmente come l’età dell’emergere del sapere scientifico, è anche “tempo di maghi” un tempo che proietta la sua ombra persino su quest’epoca, così razionale e disincantata, ma che pure conosce miracoli e oroscopi, fatture e filtri d’amore. Paolo Rossi, storico della scienza italiano, mostra come l’impresa scientifica abbia liberato la tecnica da ogni ipoteca magico-prodigiosa, anche se la tentazione del magico è ancora oggi in agguato.
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Il tempio della luce

Milano, 1447. La città vista dall’alto è un tessuto dai colori vivaci punteggiato di torri e campanili, su cui domina la cattedrale di Santa Maria Nascente. È ancora un cantiere in fermento, il duomo di Milano, ma è progettato per diventare il più maestoso d’Europa. E proprio tra le sue mura si nasconde un segreto che potrebbe cambiare per sempre la storia della città. Filippo Maria Visconti, il signore di Milano, è morto lasciando il Ducato senza eredi – e facile preda delle ambizioni di Francesco Sforza – ma tra le navate della cattedrale e all’oscuro di tutti i pretendenti alla successione vive un ragazzo che ha nelle vene il suo stesso sangue. E che un giorno potrebbe rivendicare il potere per la razza viscontea. È Niccolò, educato come un figlio dal canonico Onorio, che cresce tra i pilastri e sulle guglie del duomo; qui ha scoperto la passione per la scultura e ha incontrato la bella Angelica. Ma ora è giunto per lui il tempo di conoscere il proprio destino. Perché sotto le fondamenta del duomo si riunisce un’antica Confraternita che agisce in segreto per realizzare la Grande Opera: ricongiungere finalmente l’uomo a Dio. Chiamato da Onorio a farne parte, tra misteriosi rituali alchemici e intrighi di corte, Niccolò dovrà scegliere se percorrere la strada della Luce o quella delle Tenebre. Con *Il Tempio della Luce* Daniela Piazza mette in scena l’anima più oscura di Milano e con un grandioso affresco ce ne racconta la storia più affascinante e nascosta. Quella che nessuno finora ha mai scritto.

Tempi d’oro per i morti

Non c’è mai tempo, per la squadra Omicidi della polizia di Miami.
Mentre incombono cinquanta vecchi casi da risolvere entro due mesi.
E ogni cazzo di giorno spunta un cadavere da un bagagliaio, da un campo di pomodori, un appartamento.
Un tossico è appena morto di overdose a casa della matrigna una donna che odora di buono e occorre dare un’occhiata.
Torna in scena Hoke Moseley, sergente della Omicidi, che di una donna avrebbe un gran bisogno. Uno che non spreca parole, ha la spiazzante lucidità dei selvatici, arriva all’essenziale per le spicce. Si tratti di fare il culo a un collega, prendere per il culo un patito di arte contemporanea… o imbastire alle figlie adolescenti, appena spedite a Miami dalla ex moglie, una folgorante lezione sul sesso.
Affianca Hoke una bella cubana, Ellita Sanchez. Compagna di ferro sul lavoro, straordinaria nel dargli una mano con le figlie, questa ragazza fragile e concreta fiuta quando gira storta, aiuta Hoke a intuire dove parte la pista giusta… anche se le indagini prenderanno una piega “estrema”. Che né Ellita, né Hoke, men che meno noi, avremmo mai osato immaginare.