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Istantanea di un amore

Parigi, 1935. Si è lasciata la Germania alle spalle, ma la paura è ancora dentro di lei, sedimentata nella sua anima. Per questo la giovane Gerta si chiede come André – anche lui ebreo e profugo – riesca a vivere con tanta leggerezza, a sorridere alla vita con quegli occhi nerissimi, ad avere in testa solo la fotografia. Tuttavia, d’un tratto, pure nello sguardo di André lei coglie un’ombra: il timore di essere solo un fantasma che fotografa altri fantasmi. È in quel momento che Gerta capisce di amarlo, e di volerlo salvare dalle sue ossessioni. Quindi inventa per entrambi una nuova identità: lui sarà Robert Capa, un fotografo americano ricco, bello e famoso; lei sarà Gerda Taro, la sua manager. Insieme si lanciano alla conquista del mondo, delle storie più esaltanti, delle immagini più vere. E insieme, allo scoppio della guerra civile spagnola, decidono di sposare la causa delle Brigate Internazionali e di partire per il fronte, convinti di poter segnare il corso della Storia, e ignari che quella guerra, destinata a infrangere le speranze di pace e di libertà coltivate da un’intera generazione, non avrà pietà neppure di loro e li condannerà alla separazione definitiva, unendoli tuttavia per sempre nella leggenda… Con tutta l’intensità di quegli anni convulsi, rintracciando le impronte leggere eppure indelebili dei sentimenti, questo romanzo di Susana Fortes ci consegna una struggente raccolta d’istantanee di due persone eccezionali, che hanno vissuto un amore unico e irripetibile, definitivo come lo scatto di una macchina fotografica e palpitante come la luce di una stella.

Isole nella rete

Siamo nel futuro prossimo venturo. Il mondo è dominato dalle multinazionali e dalla Rete, un complesso sistema telematico che gestisce tutte le informazioni ed è il perno della politica e dell’economia globale. In una società sostanzialmente priva di grandi conflitti, si inserisce la presenza anonala di covi-data, banche d’informazione pirata che svolgono una funzione fondamentale di suporto e di disturbo del sistema telematico internazionale. In questo scenario, durante un convegno organizzato da una grande multinazionale per stabilire una sorta di armistizio coi pirati telematici, un attacco terroristico mette in discussione non solo il ‘patto’ che si tenta di stipulare, ma l’intero equilibrio mondiale. Laura Webster decide allora di rintracciare i responsabili dell’assassinio che ha messo in pericolo i suoi affetti e le sue ambizioni, e di intraprednere un viaggio attraverso le crude realtà di una società vertiginosa e spietata.

L’isola. Una storia misteriosa

Non si è mai fidato del bel mondo. Per lui, uomo schivo e di poche pretese, l’isola di Sylt, un paradiso naturale nell’arcipelago delle Frisone, è piena di gente ricca e snob. Purtroppo Clara, la sua compagna, adora trascorrere là le vacanze e lui l’accompagna di malavoglia, temendo che quell’ambiente luccicante possa catturarla. E forse è proprio ciò che è successo: Clara scompare misteriosamente. A lui non resta che cercarla, ricostruendo le ultime ore passate con la donna, alla ricerca di un minimo indizio. Tra paesaggi selvaggi e panorami mozzafiato “L’isola” è un romanzo di forte intensità sospeso tra la bellezza solare dei luoghi e l’inquietudine oscura dei sentimenti.

L’isola senza memoria

«Ho creduto che sull’isola di Goli Otok non ci fosse niente, che non fosse accaduto nulla.Fu un gulag e poi una colonia penale fino al 1988».
L’isola senza memoria di cui si parla nel libro è l’isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l’isola cessò di essere un campo di ‘rieducazione politica’.
Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c’è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria.
La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all’autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.
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### Sinossi
«Ho creduto che sull’isola di Goli Otok non ci fosse niente, che non fosse accaduto nulla.Fu un gulag e poi una colonia penale fino al 1988».
L’isola senza memoria di cui si parla nel libro è l’isola di Goli Otok in Croazia, divenuta tristemente nota per la presenza di un gulag jugoslavo destinato a ospitare gli oppositori al regime di Tito. Qui, dopo la rottura tra Stalin e Tito del 1948, vennero infatti deportati molti dei comunisti vicini alle posizioni staliniste. Il totale dei detenuti politici fu di circa 30.000 (circa 300 gli italiani), 4.000 circa i morti per torture o pestaggi. Solo nel 1956 l’isola cessò di essere un campo di ‘rieducazione politica’.
Ma per molti anni questa realtà non ebbe alcuna pubblica denuncia, non c’è stato un solo testimone che abbia consegnato quei fatti alla memoria.
La conoscenza di Ligio Zanini, un poeta che fu prigioniero nel campo, pone all’autore una domanda ineludibile: come era stato possibile non sapere cosa era accaduto in un luogo così vicino alla sua casa? Assistiamo così, pagina dopo pagina, al nascere di una coscienza che si forma, per caso e per ostinazione, circoscrivendo il tema della responsabilità individuale di fronte agli eventi della storia.

L’isola riflessa

«L’isola è deserta – io stessa lo sono». Ventotene è forse la piú speciale tra le isole d’Italia: terra di turismo e di confino, culla d’Europa, luce aperta verso l’orizzonte e sguardo chiuso sul panopticon del carcere di Santo Stefano. Ventotene è stato anche l’approdo di una grande scrittrice che aveva perso la strada. Rileggere oggi questo libro, a vent’anni dalla sua prima edizione, sorprende per la vivezza della forma e per l’intensità della voce. Paradiso di villeggiatura, eremo, prigione con le sbarre di scogli e acqua salata: un’isola non ha mai un volto solo. Nello stesso modo, L’isola riflessa è un libro dall’anima composita: atto d’amore, bagaglio di rimandi storici e divagazioni intellettuali, taccuino di intimità e asprezze di una donna eccezionale che decide di fermarsi in un momento di fragilità. Fabrizia Ramondino trascorre un’intensa stagione a Ventotene, nel tentativo di uscire dall’ombra dell’alcolismo e della depressione. L’isola la interroga, l’accoglie e la respinge. Cosí, il vissuto personale s’intreccia alle storie che hanno popolato l’isola per secoli: dagli eremiti medievali all’esperimento illuminista di rieducazione di galeotti e meretrici (che si concluse facendo costruire a loro stessi la prigione che li avrebbe rinchiusi), fino al «suicidio presunto» di Gaetano Bresci, al confino degli antifascisti come Pertini e alla stesura del primo Manifesto federalista europeo, firmato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Le contraddizioni del luogo e quelle dall’anima non fanno che rispecchiarsi in queste pagine vivissime, palpitanti, di un’intelligenza dolorosa e fulminante.

L’isola prigione

Siamo arrivati al climax! L’obiettivo degli scienziati che agiscono nell’ombra, l’esistenza di Ishi, la bambina che non può crescere, e la verità sul massacro della famiglia Okoshi: Satoshi ha ora la chiave per scoprire tutti questi misteri. Misteri collegati al terribile segreto del suo vecchio amico Sakaki e dell’isola, un segreto da incubo! Terzo e ultimo volume del survival in perfetto stile Battle Royal, scritto e disegnato da Yusuke Ochiai.

L’isola perduta

Coste frastagliate e inospitali, fondali insidiosi, relitti di navi sparsi ovunque: è questo lo scenario che si presenta ai membri dell’equipaggio dell’Antoinette, un cargo proveniente da Miami e arrivato in quella remota isola nel mar dei Caraibi per incontrare la Mariposa, un peschereccio che trasporta un carico illegale di armi. Lontana dalle consuete rotte di navigazione e segnata solo sulle antiche mappe dei cacciatori di tesori, quell’isola è infatti il luogo ideale per l’approdo di trafficanti e contrabbandieri. Tuttavia, poche ore prima dell’appuntamento, dalla Mariposa è giunta via radio una comunicazione incomprensibile e allarmante: grida disperate, urla strazianti e, infine, il silenzio. E adesso il peschereccio è alla deriva e l’unico superstite, terrorizzato e moribondo, farfuglia frasi sconnesse, ripetendo ossessivamente una parola inquietante: los diablos…Nel frattempo, al largo dell’isola, un’altra nave è in attesa. Gli uomini a bordo stanno aspettando il segnale dell’agente dell’FBI imbarcato sotto copertura sull’Antoinette per intervenire e sventare lo scambio della merce. Ma tutti coloro che si trovano nelle vicinanze di quel luogo maledetto non possono immaginare che presto dovranno affrontare una minaccia finora sconosciuta all’uomo, i cui echi di morte, però, si perdono nella notte dei tempi…

L’isola misteriosa

Un ragazzo, un giornalista, un marinaio, un ingegnere, un ex schiavo e perfino un cane. Questa bizzarra compagnia approda su un’isola non ancora toccata dalla civiltà, ricca di risorse naturali, abitata da bestie feroci e dominata da un vulcano in piena attività. Riusciranno i nostri amici a far fronte comune alle avversità e a organizzare la loro vita sulla nuova terra? Età di lettura: da 10 anni.
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L’isola di cemento

Quasi un adattamento postmoderno di Robinson Crusoe, con echi anche della Tempesta shakespeariana, L’isola di cemento narra del naufragio del protagonista Robert Maitland su un’isola di fabbricazione umana. Maitland è un uomo ricco, vive una vita borghese con tanto di moglie, figlio e amante. Ma un giorno, d’improvviso, dopo un tremendo incidente mentre è alla guida della sua splendida Jaguar, si ritrova imprigionato sullo spartitraffico dell’autostrada. Incapace di sfuggirne, deve trovare il modo di sopravvivere lì, ai confini dell’universo umano in un ambiente alieno e al di là della civiltà, e tutto quel che ha per farlo è quanto gli è rimasto dell’auto distrutta. Ma, via via che la situazione precipita, Maitland si adegua alla sua nuova condizione, scopre in sé una diversa consapevolezza e si convince che la sua nuova esistenza potrebbe non essere peggiore della precedente. Va avanti perciò nella scoperta dell’isola, con i suoi segreti e relitti del passato, con i suoi abitanti. Nell’Isola di cemento si ritrova il tema ricorrente nella poetica ballardiana dell’alienazione prodotta dalla tecnologia e dalla contemporaneità, che può spingere a preferire la sopravvivenza in condizioni estreme pur di ritrovare una libertà perduta nella società disumanizzata.‟Schermandosi dal sole, Maitland vide che si era arrestato in una piccola isola spartitraffico triangolare, lunga meno di duecento metri, che si stendeva in una zona incolta fra tre autostrade convergenti.”

L’Isola del Tesoro

Stevenson quasi per gioco scrisse il suo primo romanzo *L’isola del tesoro*, con cui raggiunse il successo tanto grande quanto inaspettato. In questo libro lo scrittore rinnovò radicalmente la tradizione del romanzo d’avventura, grazie all’originalità stilistica e all’interesse psicologico.

L’isola dei Tokkou

Giappone: un gruppo di giovani volontari viene condotto su un’isola misteriosa durante la seconda guerra mondiale. Serviranno il loro paese per la vittoria, senza la speranza di tornare vivi per raccontare la loro impresa. E dovranno essere grati per essere stati scelti come “proiettili umani”. Una storia drammatica e toccante, un manga “scomodo”, criticato da alcuni intellettuali ma anche celebrato per il suo coraggio nel testimoniare e nel denunciare i fatti del 1944.

L’isola dei pirati

1. La Giamaica, remoto avamposto della corona britannica nei cuore dei Caraibi, è circondata dalle potenti colonie spagnole, i vicoli della sua capitale, Port Royal, sono popolati di avventurieri, tagliagole e donne di malaffare, in cerca di fortuna tra le taverne e il molo. Nella calura tropicale è difficile sopravvivere e troppo facile morire, tra malattie, vendette e regolamenti di conti. L’oro che gli spagnoli mandano dal Nuovo al Vecchio Mondo è una tentazione irresistibile, soprattutto per lo spregiudicato capitano Charles Hunter. Del resto, la legge inglese protegge i corsari che riescono a farla franca… La voce che gira è sempre più insistente: nel porto di un’isola vicina, Matanceros, è ancorato il galeone El Trinidad, che deve portare il suo tesoro verso la Spagna. La rada è protetta da un forte inespugnabile, sotto la stretta sorveglianza del sadico capitano Gazalla. L’oceano è pattugliato dalla flotta spagnola, la giungla di Matanceros è impervia e fittissima, la fanteria e l’artiglieria spagnole sono all’erta. Ma non basta per fermare l’ambizioso Hunter, che sceglie a uno a uno i membri del suo equipaggio e architetta un piano diabolico. L’isola dei pirati è stato ritrovato nel computer di Michael Crichton dopo la sua prematura scomparsa. Uno degli scrittori più amati di tutti i tempi ci ha lasciato un’avventura mirabolante, ambientata in un’epoca feroce e imprevedibile.

L’isola dei pavoni

“Le isole sono come navi sempre all’ancora. Mettere piede su un’isola è come salire su una passerella d’imbarco: si è presi dallo stesso senso di magica sospensione, sembra che nulla di brutto e di volgare possa accadervi” ha scritto Truman Capote molti anni dopo la storia narrata nell'”Isola dei Pavoni”. Una storia forse vera o forse no, per come sembra uscita dalle pagine di una fiaba. Del resto questa isola non lontana da Berlino del luogo fiabesco ha tutte le caratteristiche: un grazioso castello bianco, fontane che brillano al sole, sentieri che serpeggiano ombrosi, il blu e il verde-oro delle ruote dei pavoni. In questo microcosmo dove non ci si stupisce di incontrare nani, mori e giganti la realtà allenta la propria presa. Al suo incanto non può sottrarsi Maria Dorothea Strakon, che vi giunge bambina all’inizio del XIX secolo. Vive alla corte del re, tra giardinieri e architetti, leoni e canguri, palme e alberi del Paradiso, e lei stessa è un raro tesoro dell’isola: la minuscola custode del castello. La felicità sembra a portata di mano. Ma tutto è una fiaba oppure non lo è niente, come scoprirà Maria. Nessun luogo – o meglio, nessuna vita – può considerarsi davvero al sicuro. I demoni della passione amorosa, la violenza della società, la malinconia del tempo che fugge sono in agguato anche là dove non sono previsti. La bellezza della natura accompagna le nostre vite impegnate a imitarla, addirittura a piegarla ai nostri desideri, nostalgiche del dolce giardino dell’Eden.

L’isola dei naufraghi

Kiyoko e il marito Takashi finiscono su un’isola disabitata al largo di Taiwan e delle Filippine in seguito a un naufragio. Dopo sei mesi di desolata sopravvivenza vengono raggiunti da ventitré giovani maschi giapponesi, anch’essi naufraghi, e poi da undici cinesi, abbandonati lungo la tratta dei clandestini verso il Giappone. L’isola in cui vivono, che hanno scelto di chiamare l’Isola di Tokyo, è un paradiso tropicale, ricco di cibo e vegetazione. Cinesi e giapponesi hanno occupato parti diverse dell’isola, e affrontano in modi differenti la propria condizione. Gli hongkong si sono subito ambientati. Apparentemente rozzi e selvaggi, girano nudi come animali selvatici, fanno i loro bisogni ovunque e gettano i rifiuti dappertutto, ma al tempo stesso essiccano il cibo, allevano ogni tipo di animale, producono sale di ottima qualità e sono capaci di cucinare pietanze dal profumo squisito. I giapponesi invece patiscono la noia e, nel tentativo di combatterla, cedono a ogni genere di mania: adorano tatuarsi le braccia o indossare le mutande alla rovescia. È in questa società che regna Kiyoko, l’unica Regina, l’unica donna da tutti desiderata. Una lotteria ogni due anni decide chi diventerà “il marito”, regalando il titolo più conteso. Un romanzo che combina suspense ed erotismo alle atmosfere della serie Lost, creando un mondo in cui le ossessioni, i personaggi folli e crudeli, vengono illuminati dalla profondità psicologia e letteraria di una maestra del racconto conteporaneo.

L’isola dei cadaveri

Un’autrice tradotta in 23 Paesi La regina inglese del thriller è tornata «Una storia così dark che vi farà accendere tutte le luci intorno a voi.» People A Whalsay, una piccola isola delle Shetland, nel mare del nord, in cui si alternano lunghi mesi di buio e mesi in cui il sole splende anche a mezzanotte, vive una comunità chiusa e gelosa dei propri segreti. Quando una giovane archeologa, nel corso di uno scavo, rinviene dei resti umani, gli abitanti sono sconvolti: si tratta di reperti antichi o della prova di un crimine più recente? Poco tempo dopo il ritrovamento, nel cuore della notte, un’anziana signora viene uccisa in casa sua. A indagare sul caso è l’ispettore Jimmy Perez. Il paesaggio desolato e la dura vita di mare però hanno reso gli abitanti dell’isola sospettosi e riservati, e per l’ispettore si rivela molto difficile ottenere informazioni. Scavando nella vita della vittima, una donna solitaria e orgogliosa, Perez scopre una faida tra famiglie che va avanti da generazioni. Mentre una fitta nebbia annuncia l’arrivo della primavera, Jimmy deve portare alla luce segreti rimasti sepolti per troppo tempo, se vuole impedire all’assassino di uccidere ancora. Un’isola avvolta nella nebbia Una comunità che custodisce con cura i propri segreti Un passato che deve restare sepolto «Ann Cleeves descrive alla perfezione la vita sull’isola, le aspettative, le delusioni e i silenzi ostinati. Tutti i lettori dovrebbero dare all’ispettore Perez un’opportunità.» Kirkus Reviews «Ann Cleeves si conferma la regina del crime-thriller con questo eccellente romanzo.» Sunday Mirror «Ann Cleeves non sbaglia un colpo.» The Globe and Mail Ann CleevesVive nel West Yorkshire con il marito e i due figli. Come membro della Murder Squad, Ann collabora con altri scrittori per promuovere la crime fiction. È autrice di moltissimi thriller e del ciclo di romanzi incentrati sulle indagini dell’ispettore Perez (la Newton Compton ha pubblicato in Italia La maledizione del corvo nero e Gli occhi della notte), a cui è ispirata la serie TV Shetland. Ha vinto il prestigioso Premio Duncan Lawrie Dagger come miglior thriller dell’anno.

L’isola dei cacciatori di uccelli

L’ispettore McLeod ha appena perso un figlio, e il suo matrimonio sta andando lentamente alla deriva. Quando per indagare su un omicidio viene spedito sulla sua isola natia, poco più di uno scoglio a largo delle coste scozzesi, che ha abbandonato da più di diciott’anni, non sa ancora in quale inferno privato si troverà a precipitare. Le modalità con cui il delitto è stato commesso sembrano collegarlo a un caso cui McLeod stava già lavorando a Edimburgo, e lo inducono a sospettare che l’omicida sia “uno di fuori”, e non un isolano. Ben presto, però, l’ispettore sarà costretto a constatare che il male affonda le sue radici in un passato di violenza senza redenzione; un passato che ha gli stessi colori dell’isola di Lewis e dei suoi strani abitanti, rimasti su quella terra inospitale, condannati per l’eternità a dare la caccia agli uccelli artici che vi nidificano e a massacrarli di anno in anno, seguendo sempre lo stesso, macabro rituale.