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Parte del branco

Scar City non è una città come le altre e i suoi cittadini non sospettano minimamente che la SAO, un reparto speciale della polizia, sia composta da licantropi. Giudy è umana e, fin da piccola, è a conoscenza della loro esistenza. Cosa accadrebbe se venisse a sua insaputa trasferita in quel reparto e per non aver problemi dovesse fingere di essere una lupa? E come dovrà comportarsi quando si innamorerà del suo partner, nonché caposquadra, un alto e splendido lupo Alpha? Tra un folle assassino che prende di mira lupi senza un apparente motivo e il doversi scontrare con un mondo completamente sconosciuto, Giudy riuscirà a mantenere il suo segreto?
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La parrucchiera di Pizzuta

Rosa Lentini ha quarant’anni passati da un po’ (anche se nessuno lo direbbe), un matrimonio alle spalle, una figlia e una passione: è una filologa, specializzata su Petrarca, ma la sua carriera universitaria è bloccata da concorsi discutibili. L’estate si avvicina, e Rosa prende una decisione: chiede l’aspettativa e con sua madre, donna Evelina, raggiunge la casa di famiglia a Pizzuta, il suo paese, vicino a Siracusa. Non sarà la solita vacanza tranquilla di mare e spiaggia. Mentre lo scirocco soffia inebriante e stordente, prende forma una piccola ossessione: far luce sul misterioso omicidio di Nunziatina Bellofiore, avvenuto il 7 novembre 1956. Che cos’è accaduto alla bellissima ventenne che aveva aperto da poco un Salone di parrucchiera? A cosa si deve il silenzio che avvolge la sua morte da oltre cinquant’anni? A parte un ritaglio ingiallito, negli archivi non c’è quasi nulla. Per l’indagine che condurrà con sua madre, Rosa ha a disposizione la memoria lacunosa dei coetanei di Nunziatina oltre alle armi della filologia: che insegnano proprio a colmare lacune, esercitare la virtù del dubbio, seguire la “lectio difficilior” anche a costo di mettersi nei guai.
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### Sinossi
Rosa Lentini ha quarant’anni passati da un po’ (anche se nessuno lo direbbe), un matrimonio alle spalle, una figlia e una passione: è una filologa, specializzata su Petrarca, ma la sua carriera universitaria è bloccata da concorsi discutibili. L’estate si avvicina, e Rosa prende una decisione: chiede l’aspettativa e con sua madre, donna Evelina, raggiunge la casa di famiglia a Pizzuta, il suo paese, vicino a Siracusa. Non sarà la solita vacanza tranquilla di mare e spiaggia. Mentre lo scirocco soffia inebriante e stordente, prende forma una piccola ossessione: far luce sul misterioso omicidio di Nunziatina Bellofiore, avvenuto il 7 novembre 1956. Che cos’è accaduto alla bellissima ventenne che aveva aperto da poco un Salone di parrucchiera? A cosa si deve il silenzio che avvolge la sua morte da oltre cinquant’anni? A parte un ritaglio ingiallito, negli archivi non c’è quasi nulla. Per l’indagine che condurrà con sua madre, Rosa ha a disposizione la memoria lacunosa dei coetanei di Nunziatina oltre alle armi della filologia: che insegnano proprio a colmare lacune, esercitare la virtù del dubbio, seguire la “lectio difficilior” anche a costo di mettersi nei guai.

Parole per l’anima. Dizionario spirituale

A come Accoglienza, Ascolto, Attenzione… B come Battesimo, Beatitudini, Benedizione… C come Compassione, Comunicazione, Coraggio… Scandito sull’alfabeto dello Spirito, questo scrigno di parole martiniane offre oltre centocinquanta voci per riflettere sui desideri più profondi dell’animo umano. Una lettura da centellinare con parsimonia, lasciando che ogni vocabolo penetri nella mente e nel cuore a suggerire buone ispirazioni e valori preziosi per l’oggi. Il percorso ricco di sollecitazioni di questo dizionario aiuta il lettore a ripensare le proprie relazioni affettive e a scendere negli abissi misteriosi dell’amore di Dio. Un piccolo tesoro di sapienza a cui attingere ogni giorno per la meditazione personale.
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Parola di cadavere

**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Un padre, l’Anemio Agrati, che ha dedicato la vita a un’insana passione. Un figlio silenzioso che porta con sé questa bizzarria come uno stemma di famiglia. Conosciuto in paese come «il Cadavere», lo si incontra solo al cimitero in riva al lago, nella ricorrenza dei defunti, avvolto da ombre e penombre. Una storia inedita, delicata e grottesca, un paese fuori dal tempo in cui episodi curiosi e personaggi irresistibili ci conducono a scoprire le mille facce della realtà.
**Nei suoi romanzi Andrea Vitali racconta l’Italia più vera, immobile e frenetica, dove dietro la commedia si nasconde la tragedia, e dietro la tragedia il melodramma e la farsa**.
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### Sinossi
**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»**
**«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»**
Antonio D’Orrico, *«La lettura – Corriere della Sera»*
**«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**
Bruno Quaranta, *«Tuttolibri»*
**«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»**
Fulvio Panzeri, *«Avvenire»*
Un padre, l’Anemio Agrati, che ha dedicato la vita a un’insana passione. Un figlio silenzioso che porta con sé questa bizzarria come uno stemma di famiglia. Conosciuto in paese come «il Cadavere», lo si incontra solo al cimitero in riva al lago, nella ricorrenza dei defunti, avvolto da ombre e penombre. Una storia inedita, delicata e grottesca, un paese fuori dal tempo in cui episodi curiosi e personaggi irresistibili ci conducono a scoprire le mille facce della realtà.
**Nei suoi romanzi Andrea Vitali racconta l’Italia più vera, immobile e frenetica, dove dietro la commedia si nasconde la tragedia, e dietro la tragedia il melodramma e la farsa**.

La parola contro la camorra

“Attraverso il racconto della cronaca quotidiana ho cercato di far emergere la realtà di una guerra sconosciuta a gran parte del Paese. Migliaia di morti negli ultimi dieci anni, tra cui decine di vittime innocenti: ecco la verità del Sud Italia. Una verità sempre più ignorata dai media nazionali. Questo libro e questo DVD raccontano storie sconosciute, a volte dimenticate o spesso colpevolmente rimosse. Storie che mappano la mia terra e ne tracciano una geografia diversa da quella ufficiale, e a parlare sono le testate locali: titoli e articoli scritti col sangue, che gridano vendetta”. Roberto Saviano ripercorre il filo che lega informazione, camorra e potere, e propone una “parola contro la camorra” come possibilità estesa a ogni singola persona. Apre il Dvd una orazione civile intitolata “La parola contro la camorra”. Un inedito di quasi un’ora, registrato per questa occasione il 30 ottobre 2009. A seguire il video tratto dalla puntata speciale di “Che tempo che fa” andata in onda il 25 marzo 2009. Roberto Saviano intitola “La parola contro la camorra” anche il libro che accompagna il DVD, e che si compone di tre sequenze: “Una luce costante”, Così parla la mia terra” e “Il racconto delle immagini”. Completano il volume scritti di Walter Siti, Aldo Grasso, Paolo Fabbri, Benedetta Tobagi.
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Parli sempre di soldi!

Enzensberger possiede il raro dono di saper spiegare in modo semplice anche argomenti complicati. Il suo Mago dei numeri ha fatto amare la matematica persino a chi l’ha sempre detestata. E in questo nuovo romanzo, impreziosito dalle illustrazioni di Riccardo Guasco, ci mostra l’economia sotto una nuova luce: raccontando storie che non vorremmo mai smettere di leggere. Ogni volta che zia Fé arriva in visita a Monaco, la tranquilla quotidianità dei Federmann finisce bruscamente. È molto anziana, anche se nessuno sa con precisione quanti anni abbia; vive ufficialmente in una grande villa sul lago di Ginevra, ma in realtà è sempre in giro per il mondo; e infine, considerando la vita che conduce, deve anche essere molto ricca. A Monaco ad esempio alloggia al Vier Jahreszeiten, l’albergo piú elegante e costoso della città. Ed è qui che i suoi tre nipoti – Felicitas, Fabian e Fanny – vanno a trovarla, affascinati, a seconda dell’età, ora dal suo stile di vita e dai misteri che la circondano, ora dalle meravigliose coppe di gelato e da altre leccornie che come per prodigio appaiono nella camera. Il che naturalmente fa riflettere i tre ragazzi, visto che i Federmann – i genitori peraltro non sono mai invitati – non navigano proprio nell’oro. E cosí iniziano a fare domande: da dove vengono i soldi, i soldi in generale, non quelli della zia? Perché non bastano mai, anche se in giro ci sono fantastiliardi di banconote? Chi li ha inventati e chi li stampa? E perché esistono l’inflazione, i fallimenti, il mercato nero, il lavoro nero, i pagamenti in nero, la divisione del lavoro, la svalutazione, i cartelli, la congiuntura (tutte cose, sostiene la stravagante zia, piú importanti di quelle che vengono insegnate a scuola)? E cosa significano quelle strane parole che usa sempre il mondo della finanza: private equity, hedge fund, global player e chi piú ne ha piú ne metta? E per quale motivo, infine, il denaro, l’essenza del materialismo, è qualcosa in cui in ultima analisi bisogna credere? Tutti interrogativi ai quali zia Fé, pescando dal vasto repertorio della sua lunga e avventurosa esistenza, fornisce le adeguate e il piú delle volte non scontate risposte. Dopo avere reso, con il celeberrimo Mago dei numeri, piú appetibile la matematica, materia incubo per tanti studenti, in questo nuovo romanzo Hans Magnus Enzensberger affronta, con tono ingenuo, ironico e acuto, un argomento assai piú inquietante e decisamente piú difficile da capire: il denaro.

Parlami d’amore

Amy Walsh ha tutto quello che desidera: una carriera in una casa editrice, alcuni romanzi pubblicati in libreria e soprattutto ha James, il ragazzo con cui sta dai tempi dell’università. Ha intenzione di costruire insieme a lui una famiglia, e sta facendo mille sacrifici per riuscire ad avere il matrimonio che ha sempre sognato.
Ma quando Amy scopre che James la tradisce, tutto il suo mondo crolla come un castello di carte. Distrutta dal dolore e dalla delusione, si rifugia a casa dei suoi amici Katy e Richard nel paesino di Dilton Marsh, e proprio lì incontra Matthew. E, nonostante il cuore spezzato, forse Amy riuscirà a ritrovare la fiducia nell’amore.
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### Sinossi
Amy Walsh ha tutto quello che desidera: una carriera in una casa editrice, alcuni romanzi pubblicati in libreria e soprattutto ha James, il ragazzo con cui sta dai tempi dell’università. Ha intenzione di costruire insieme a lui una famiglia, e sta facendo mille sacrifici per riuscire ad avere il matrimonio che ha sempre sognato.
Ma quando Amy scopre che James la tradisce, tutto il suo mondo crolla come un castello di carte. Distrutta dal dolore e dalla delusione, si rifugia a casa dei suoi amici Katy e Richard nel paesino di Dilton Marsh, e proprio lì incontra Matthew. E, nonostante il cuore spezzato, forse Amy riuscirà a ritrovare la fiducia nell’amore.

Parlami ancora

Colazioni e cene accompagnate da un mutismo ostinato, un pesante senso di frustrazione, la crescente chiusura in se stessi. Come in una commedia romantica al contrario, la convivenza si trasforma in routine, le parole si riducono a post-it sul frigorifero, a semplici note organizzative, a malcelati rimproveri: alla fine restano solo la distanza e la noia. Ecco la deriva tipica delle relazioni quando nella coppia si interrompe la comunicazione, preludio spesso, se non si corre ai ripari, di rotture e separazioni sofferte e insanabili. Eppure, come spiega la terapeuta Jo Eckardt, ricostruire un rapporto sano e sereno è possibile e bisogna ripartire proprio da lì, dal tornare a parlarsi, dal reimparare a dialogare. È un’opportunità che si offre a tutte le coppie, nonostante la difficoltà iniziale; l’unico prerequisito necessario è che entrambi i partner siano real­mente disponibili a intraprendere questo percorso. Come fare a superare ­muri di gomma che dividono? Basta iniziare. Con l’aiuto di numerosi suggerimenti pratici, calibrati su esempi di dialogo ipotetici ma molto reali, questo manuale offre ai partner uno spazio in cui conoscere di nuovo se stessi e l’altro. Insegna come eliminare dagli schemi comunicativi adottati quei dettagli apparentemente innocui e che invece veicolano critica, sarcasmo, recriminazione, rifiuto della responsabilità, chiusura emotiva, ciò che catapulta cioè verso la conclusione irrevocabile di un ciclo affettivo. Seguendo i suggerimenti dell’autrice sapremo invece come tornare a darci all’altro e ad accoglierlo con l’aiuto delle parole, a riscoprire l’amore che si credeva perduto e restituire slancio alla relazione.
(source: Bol.com)

Parla, mia paura

Simona Vinci si immerge nella propria paura e cerca un linguaggio per confessarla. L’ansia, il panico, la depressione spesso restano muti: chi li vive si sente separato dagli altri e incapace di chiedere aiuto. Ma è solo accettando di «rifugiarsi nel mondo» e di condividere la propria esperienza che si sopravvive. La stanza protetta dell’analista e quella del chirurgo estetico, che restituisce dignità a un corpo di cui si ha vergogna, l’inquietudine della maternità, la rabbia della giovinezza, fino allo strappo iniziale da cui forse tutto ha avuto origine.Scavando dentro sé stessa, Simona Vinci ci dona uno specchio in cui rifletterci. Si affida alle parole perché «le parole non mi hanno mai tradita». Perché nella letteratura, quando la letteratura ha una voce cosí nitida e intensa, tutti noi possiamo trovare salvezza. Simona Vinci ha vinto il Premio Campiello 2016 con La prima verità. È cominciata con la paura. Paura delle automobili. Paura dei treni. Paura delle luci troppo forti. Dei luoghi troppo affollati, di quelli troppo vuoti, di quelli troppo chiusi e di quelli troppo aperti. Paura dei cinema, dei supermercati, delle poste, delle banche. Paura degli sconosciuti, paura dello sguardo degli altri, di ogni altro, paura del contatto fisico, delle telefonate. Paura di corde, lacci, cinture, scale, pozzi, coltelli. Paura di stare con gli altri e paura di restare da sola. Nel posto in cui vivevo allora arrivava il richiamo lacerante dei piccoli rapaci notturni nascosti tra i rami degli alberi. Di notte, l’inferno indossava la maschera peggiore. Di notte, quando nelle case intorno si spegnevano tutte le luci, tutte le voci, quando sulla strada il fruscio delle automobili e dei camion si assottigliava.

Paris-Austerlitz

Il narratore di questa storia, un giovane pittore madrileno di famiglia benestante e affiliato al Partito comunista, ricorda, in una confessione che forse deve a se stesso, e nella quale a volte sembra volersi giustificare, i passi che l’hanno portato a chiudere la sua relazione con Michel. Michel, l’uomo maturo, di cinquant’anni e passa, l’operaio specializzato, con la solidità del corpo di un contadino normanno; l’uomo che lo ha accolto nella sua casa, nel suo letto, nella sua vita, quando il giovane pittore era rimasto senza un tetto a Parigi; Michel, il cui amore gli ha restituito l’orgoglio e lo ha liberato dall’abbandono, oggi è agonizzante all’ospedale Saint-Louis, ghermito dalla piaga, la temuta e vergognosa malattia. Nei ricordi del giovane di allora prevalgono quei giorni felici dell’inizio di tutto. Il girovagare per le strade di Parigi, le bevute finché durava lo stipendio, le amicizie spensierate, il desiderio che avvampava, e allora la catapecchia che appariva come l’accogliente tana della passione. Ma con il trascorrere dei mesi, l’appartamentino senza luce inizia a essere asfissiante e le tele rimaste bianche, posate contro le pareti, ricordano al giovane che non può affogare le aspirazioni nel bicchiere di Pastis, né in amoreggiamenti che sente sempre più pesanti, come il corpo massiccio di Michel.
Romanzo di annichilente crudezza e al contempo di vibrante sensibilità, breve quanto denso, narrazione che si erge al di sopra del caso specifico, assurgendo a emblema universale dell’amore lacerante, di un’intensità che stordisce e suscita il rimpianto per l’autore che ne ha fatto il proprio testamento letterario: Rafael Chirbes ci ha lavorato per decenni, lo ha concluso alle soglie della morte.
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### Sinossi
Il narratore di questa storia, un giovane pittore madrileno di famiglia benestante e affiliato al Partito comunista, ricorda, in una confessione che forse deve a se stesso, e nella quale a volte sembra volersi giustificare, i passi che l’hanno portato a chiudere la sua relazione con Michel. Michel, l’uomo maturo, di cinquant’anni e passa, l’operaio specializzato, con la solidità del corpo di un contadino normanno; l’uomo che lo ha accolto nella sua casa, nel suo letto, nella sua vita, quando il giovane pittore era rimasto senza un tetto a Parigi; Michel, il cui amore gli ha restituito l’orgoglio e lo ha liberato dall’abbandono, oggi è agonizzante all’ospedale Saint-Louis, ghermito dalla piaga, la temuta e vergognosa malattia. Nei ricordi del giovane di allora prevalgono quei giorni felici dell’inizio di tutto. Il girovagare per le strade di Parigi, le bevute finché durava lo stipendio, le amicizie spensierate, il desiderio che avvampava, e allora la catapecchia che appariva come l’accogliente tana della passione. Ma con il trascorrere dei mesi, l’appartamentino senza luce inizia a essere asfissiante e le tele rimaste bianche, posate contro le pareti, ricordano al giovane che non può affogare le aspirazioni nel bicchiere di Pastis, né in amoreggiamenti che sente sempre più pesanti, come il corpo massiccio di Michel.
Romanzo di annichilente crudezza e al contempo di vibrante sensibilità, breve quanto denso, narrazione che si erge al di sopra del caso specifico, assurgendo a emblema universale dell’amore lacerante, di un’intensità che stordisce e suscita il rimpianto per l’autore che ne ha fatto il proprio testamento letterario: Rafael Chirbes ci ha lavorato per decenni, lo ha concluso alle soglie della morte.

Il paradosso di Napoleone

Il commissario Salvatore Vivacqua – Totò per pochi intimi – ama Torino. Per un siciliano come lui non è stato facile il trasferimento, ma presto ha ceduto al fascino della sua città di adozione, “per quel tono di serietà che Torino mette nelle cose, quel senso di dignità, di eleganza, di storia che solo se sei nato nel Sud riesci a capire”.Ma ora sta piovendo da giorni e il capo della Direzione Investigativa non riesce più a sopportare il maltempo. Non immagina che presto avrà motivi di contrarietà ben più gravi.Il telefono squilla, all’altro capo del filo c’è il questore, detto il Doge: un omicidio feroce a Carmagnola. La vittima è Pierluigi Paternostro, artista affermato, proprietario di una maestosa tenuta in campagna, ex hippie tutto genio e sregolatezza, ma alla fine un tipo pacifico. Chi poteva odiarlo al punto da massacrarlo in casa sua? Perché lo hanno ucciso?Il medico legale dice che è morto da quattro giorni, un ritardo investigativo pesantissimo.Il commissario si trova così protagonista di una disperata caccia all’uomo, mentre il numero delle vittime continua a crescere e la pressione delle alte sfere diventa asfissiante. Minacciano di togliergli il caso, poi l’ultimatum: tre giorni per snidare la belva, dopodiché arriveranno altri investigatori. Un’umiliazione insopportabile per Vivacqua.Per fortuna accanto a lui c’è la sua rodatissima squadra: il mite e analitico Sergio Santandrea, detto il Giraffone, l’atletico Migliorino, il più apprezzato nel lavoro sul campo, e poi Carbone, Patanè… e un ospite speciale, il dottor Meucci, funzionario del Ministero in visita, un romano fanatico di Napoleone, argomento su cui ama intrattenersi con dovizia di aneddoti e interpretazioni storiche.Chi è l’assassino? Un serial killer, un folle? O un feroce pianificatore che agisce ispirandosi alle raffinate strategie di Sun Tzu? E perché uccide? Che cosa cerca?Nel frattempo un piccolo dramma si consuma tra le mura domestiche del commissario: Tommy, il setter amatissimo, scompare e tutta la famiglia si mette sulle sue tracce, reclamando la partecipazione del capofamiglia, sempre più ossessionato dall’indagine.In un succedersi incalzante di rivelazioni e colpi di scena, Vivacqua e il killer si troveranno faccia a faccia e, più che l’intelligenza o l’intraprendenza, a decidere la partita sarà l’imponderabile, capace di capovolgere le sorti di ogni battaglia, come il paradosso di Napoleone insegna.Dopo il grande successo di Le molliche del commissario, Vivacqua ritorna in splendida forma, burbero e schivo ma dotato di una mente affilata, di un istinto infallibile e di una empatia unica nei confronti delle vittime.De Filippis ci riporta nei frenetici uffici della Direzione Investigativa di una Torino splendidamente descritta in pagine tese e coinvolgenti, con un noir che alterna dialoghi brillanti e scene thriller efficacissime: al centro un killer indecifrabile e spietato.

Il paradosso del poliziotto. Dialogo

Uno scrittore alle prese con un nuovo romanzo. Un ispettore laureato in filosofia, che conosce il segreto per ottenere confessioni senza ricorrere alla violenza. Attraverso il loro dialogo, incalzante e rivelatore, Gianrico Carofiglio, per anni Sostituto Procuratore Antimafia presso il tribunale di Bari, guida il lettore alla scoperta dei segreti della sua professione e ci offre un testo letterario che è anche una magistrale lezione sulla tecnica e sull’arte dell’interrogare, dietro la quale si nasconde una insospettata metafora del pensiero laico e della tolleranza.
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Il paradiso del diavolo

La dottoressa Rafferty è una veterana delle campagne animaliste. La sua ossessiva crociata per salvare l’albatros, nell’Oceano Pacifico, improvvisamente suscita l’interesse e racccoglie l’appoggio della comunità internazionale quando milioni di telespettatori seguono in diretta la morte del suo pupillo Neil Deopsey, che viene ucciso mentre compie un disperato tentativo di salvare l’albatros. In poco tempo la dottoressa trasforma l’isola deserta in un santuario: un paradiso perduto per Neil, per una squadra stranamente assortita di ecoentusiasti e idealisti e per un campionario sempre maggiore di specie in pericolo di estinzione. Col tempo tutti scopriranno che alcune specie corrono molto più pericolo di altre…

Paradise Valley: La resa dei conti

Ultimo titolo della trilogia “Paradise Valley”.
Da quando Jonathan ha scoperto la verità sulla morte del padre e del nonno, la sete di vendetta non gli da pace. La visita alla sua famiglia, nella miseria di Pine Ridge, alimenta ancor più il bisogno di farsi giustizia e questo porterà a conseguenze che cambieranno ancora una volta il corso della sua vita.
Tra sparatorie, risse e tranelli, riusciranno Jonathan e Abigail a riscoprire l’amore di un tempo?
I primi due titoli della trilogia sono “Paradise Valley – Il destino e l’amore” e “Paradise Valley – Gelosia e orgoglio”
#1 Paradise Valley – Il destino e l’amore
#2 Paradise Valley – Gelosia e orgoglio
#3 Paradise Valley – La resa dei conti
Sito internet: www.patriziainesroggero.it
Pagina Facebook: Patrizia Ines Roggero – Romance
Pagina Facebook dedicata: Paradise Valley – La trilogia

(source: Bol.com)

Paradise Valley: Gelosia e orgoglio

Il secondo, emozionante titolo della trilogia “Paradise Valley” Una storia d’amore finita, un figlio che ancora non ha conosciuto suo padre, un padre che non sa di aver avuto un figlio. L’amore che fa sospirare, la gelosia che acceca, la paura che rende fragili i sentimenti. Cosa sarà scritto nel futuro di Jonathan e Abigail? #1 Paradise Valley – Il destino e l’amore #2 Paradise Valley – Gelosia e orgoglio #3 Paradise Valley – La resa dei conti Sito internet: www.patriziainesroggero.it Pagina Facebook: Patrizia Ines Roggero – Romance Pagina Facebbok dedicata: Paradise Valley – Trilogia
(source: Bol.com)